mercoledì, Aprile 15, 2026

Maria Madre di Misericordia tra pietà popolare e rinascita delle comunità

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(articolo di padre Gino Alberto Faccioli, da VicenzaPiù Viva n. 305sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr)

Con l’Eucaristia delle ore 15.00 presieduta dal Segretario di Stato card. Pietro Parolin, si è aperto ufficialmente l’8 febbraio 2026 l’Anno Giubilare Mariano e della Rinascita, memoria dei 600 anni della prima apparizione della Beata Vergine Maria, ad un’anziana donna di Sovizzo, Vincenza Pasini, abitante da qualche anno a Vicenza, e che stava salendo il colle Berico per portare da mangiare al marito che stava lavorando alle viti che qui si trovavano.

Il Santuario che oggi vediamo, e che fin da subito è stato oggetto di ampliamenti, è frutto di una precisa volontà della Madre di Dio, manifestata in entrambe le apparizioni (la seconda ed ultima, perché esaudita la richiesta, è del 1° agosto del 1428). Il sacello originale, che corrisponde all’attuale perimetro del presbiterio, è stato tracciato, come ci ricorda il Processus (si tratta della cronaca degli avvenimenti accaduti all’epoca, redatta nel 1432 da Giovanni Da Porto il più illustre giureconsulto del tempo), da Maria stessa con una croce in legno conficcata sul terreno dove lei era apparsa.

La risposta affermativa alla volontà della Vergine Santa, non solo nella costruzione della Chiesa, ma anche nel salire sul colle a pregare, ha fatto sì che lei intercedesse per tutto il popolo ponendo fine al terribile contagio della peste e che questa sua protezione si estendesse anche lungo i secoli, come ci ricorda l’ex voto cittadino del 25 febbraio del 1695 a ricordo della protezione accordata alla Città di Vicenza in occasione del terremoto.

Voto rinnovato circa tre secoli dopo, quando il 25 febbraio del 1917, di fronte ai pericoli della “grande guerra”, il vescovo Rodolfi a nome della cittadinanza tutta espresse il desiderio di onorare la Madre di Dio in modo solenne considerando festivo l’8 settembre, festa liturgica in cui si ricorda la sua natività.

Questi voti e i continui pellegrinaggi presso il Santuario di Monte Berico sono il frutto di una forte devozione mariana. Tuttavia, a volte, nel corso del tempo accade che questa devozione scada in devozionalismo originando quindi una religiosità popolare per alcuni aspetti deviata.

Proprio per aiutare i fedeli a ritrovare una sana pietà popolare mariana e la conseguente religiosità si è voluto preparare questo Anno Giubilare Mariano con un Congresso Mariologico/Mariano Internazionale Straordinario, dal titolo Maria Madre di Misericordia tra pietà popolare e rinascita delle comunità. Questo Congresso, che si è svolto dal 6 all’8 febbraio del 2026 (il segretario coordinatore oltre che relatore è stato proprio il nostro autore, padre Gino Alberto Faccioli, ndd), ha voluto essere uno stimolo, in un momento come l’attuale, a riscoprire una corretta devozione alla Madre di Dio, una devozione sobria, non intimistica, che si incarni nella liturgia e che aiuti i fedeli a sviluppare un corretto culto alla Beata Vergine Maria. Il quale si deve tradurre “in concreto e sofferto amore per la Chiesa”, come mirabilmente propone l’orazione dopo la Comunione del 15 settembre: “…perché, nella memoria della beata Vergine addolorata, completiamo in noi, per la santa Chiesa, ciò che manca alla passione di Cristo» (MC 11)”. Ciò in concreto significa essere cristiani attivi e collaborare per la rinascita delle nostre comunità, le quali per mancanza di vocazioni sacerdotali e religiose vivono un momento di difficoltà.

congresso anno giubilare mariano
Da sx, p. Stefano Cecchin, presidente Pami, don Nicola Spinato, segretario congresso, card. Pietro Parolin, mons. Giuliano Brugnotto, p. Gino Alberto, segretario coordinatore

Per cercare di raggiungere i due obiettivi preposti la figura di Maria è stata “riletta” attraverso nove ambiti o aree concatenanti, da quella biblica a quella teologica, dalla storica, che ci aiuterà a ripercorrere la storia e lo sviluppo della devozione mariana nella diocesi di Vicenza, a quella della pietà popolare e liturgia, per ricomprendere come la devozione a Maria non si fondi su sentimentalismi, ma ha la sua origine nell’unico culto a Cristo; dall’area pastorale a quella dell’arte per aiutare a comprendere come la figura della Vergine abbia influito e influisca ancora oggi nella vita dei fedeli, e le immagini che ci ricordano come la Madre della Misericordia abbia contribuito e contribuisce a sostenere nei momenti difficili la fiducia in Dio; da quella ecumenica a quella interreligiosa, che ci ricordano come la figura di Maria, rettamente compresa, sia via di dialogo tra le religioni monoteiste. Le oltre venti relazioni che si sono susseguite, sono state proposte da docenti che vanno dal mariologo Salvatore Perrella, a Stefano Cecchin, da Antonio Escudero a Daniela Del Gaudio, da Ada Campione a Francesco Gasparini, da Natascia Danieli, Blidar Inout a Layla Mustapha Ammar per l’area ecumenica/interreligiosa.

Le relazioni sono state integrate da brevi comunicazioni proposte da docenti e studenti della Facoltà Teologica del Triveneto e di alcuni Istituti Superiori di Scienze Religiose locali. Tali contributi, che hanno arricchito il programma del Congresso, sono stati presentati in sessioni parallele nel pomeriggio di sabato 7 febbraio, dalle 17.00 alle 18.00, con quattro papers in contemporanea alle 17.00 e quattro alle 17.30.

Il senso di questo Congresso e dell’Anno Giubilare Mariano, lo ha stupendamente sintetizzato il Segretario di Stato, card. Pietro Parolin, nelle sue conclusioni al Congresso: «L’anno giubilare che questo Congresso ha inaugurato è un’esperienza che guarda al futuro: è un andare oltre per scoprire la capacità generativa della fede di cui Maria è maestra.

Preghiamo dunque affinché la radice, la Mater misericordiae, sia la portatrice di un’esperienza giubilare capace di attraversare i tempi, così come ancora Papa Leone ci ricorda: “Una Chiesa dal cuore mariano [come quella di questa città e di questa regione] custodisce e comprende sempre meglio la gerarchia delle verità di fede, integrando ragione e affetto, corpo e anima, universale e locale, persona e comunità, umanità e cosmo. È una Chiesa che non rinuncia a porre a sé stessa, agli altri e a Dio domande scomode ‘come avverrà questo?’ (Lc 1,34)- e a percorrere le vie esigenti della fede e dell’amore – ‘ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola (Lc 1,38)’.

Grazie per questa testimonianza di ritorno alla “radice” compiuto in questi giorni di Congresso. Esso permette di far risuonare nei molteplici linguaggi della cultura, dell’arte, della pietà popolare, della liturgia e dell’impegno sociale la domanda essenziale che accomuna la “Mater misericordiae”, la comunità cristiana, ogni essere umano; la domanda essenziale che il giubileo serve con il suo andare oltre e che si racchiude nel termine “vocazione”.

Nella risposta autentica, consapevole e coraggiosa che verrà data a questa domanda sulla “vocazione” stanno il successo di questo Congresso e dell’Anno giubilare che lo segue; e il progresso di questa città e di questo territorio, inseparabili dal progresso di tutte le città e i territori del mondo e dal progresso della Chiesa locale, delle Chiese di questo territorio e della Chiesa universale.

Progresso e successo che non possono dimenticare i poveri, né tantomeno disprezzarli o giudicarli. E questo perché la “Mater misericordiae” è la donna del Magnificat: “Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili. Ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote” (Lc 1,52- 53)”. E perché nella donna del Magnificat, la “Mater misericordiae”, colei che il popolo di questa città e di queste terre ha “eletto” a sua “radice”, nel suo manto e nel suo volto, “i poveri ‘incontrano la tenerezza e l’amore di Dio […]. In lei si riflette il messaggio essenziale del Vangelo’. Popolo semplice e povero non separa la Madre gloriosa da Maria di Nazaret, che incontriamo nei Vangeli. Al contrario, riconosce la semplicità dietro la gloria, e sa che Maria non ha cessato di essere una di loro» (card. Pietro Parolin, Conclusione Congresso).

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