lunedì, Maggio 11, 2026

La salita dei fedeli a Monte Berico

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(Articolo di Fabio Gasparini da Vicenza In Centro n. 5-maggio 2026)

Quando la Madonna apparve alla beata Pasini nel 1428 la collina di monte Berico era una località poco abitata e periferica rispetto a Vicenza. Solo una chiesetta dedicata a S. Pietro sorgeva presso la cima, tra ampi prati e boschi.
Quando nel 1431 la nuova Basilica fu inaugurata ed i fedeli iniziarono i pellegrinaggi, essi non trovarono strade o percorsi adeguati. Il monte non era separato dalla città, solo il corso del fiume Retrone ne delimitava il pendio ovest.
Non esisteva il taglio netto costituito dalla ferrovia (costruzione di metà ‘800 sotto il governo austriaco) ed i fedeli salivano partendo soprattutto da porta Monte o da porta Lupia e percorrevano incerti sentieri. In breve, fu preferito il versante su cui furono quindi costruiti i gradini in pietra (le Scalette) affiancati nel 1614 da 15 cappelline (i Misteri del Rosario). Alla fine del ‘500 l’inizio delle scalette fu nobilitato dall’arco progettato da Palladio; il percorso proseguiva fino al Cristo, poi con tratto rettilineo arrivava al Santuario; lungo il finale di questo tratto, sul lato sinistro salendo, era sorto un porticato su colonne: era l’unico breve riparo contro la pioggia per i pellegrini.
All’inizio del ‘700 tutto questo percorso era usurato e disagevole e fu incaricato l’architetto Francesco Muttoni di studiarne uno nuovo. Muttoni progettò la successione di eleganti arcate che ancora oggi ammiriamo; realizzò in tre anni, dal 1746 al 1748, il tratto che va dal Santuario al Cristo; qui Muttoni dovette fermarsi perché nacquero in città dissidi e contestazioni: molti proponevano di costruire il secondo braccio di porticato rettilineo dal Cristo alle scalette. Il dibattito fu lungo, fu chiamato a consulto dalla Università di Padova il Prof. Poleni. Egli promosse il progetto originario: secondo braccio rettilineo dal Cristo a Villa Volpe giudicato più corto, economico e prestigioso.
I lavori ripresero e terminarono nel 1780, quando il Muttoni era già morto da alcuni anni. Il porticato completo ha 15 cappelline affrescate che intercalano in gruppi di 10 le 150 arcate; fu ripetuto così il richiamo alla liturgia del Rosario. Le cappelline precedenti, sovrastanti la Scalette erano ormai deteriorate e furono abbattute. Le processioni religiose, i devoti, i turisti salgono da allora numerosi al riparo degli eleganti portici. Quella di allora fu veramente una giusta scelta urbanistica per Vicenza.
ing. Fabio Gasparini

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