domenica, Maggio 10, 2026

Ilaria Gusella, una donna che non riposa, neanche la domenica

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Una domenica che non riposa” è il titolo del primo singolo del soprano Ilaria Gusella che si lancia con successo anche nella musica popolare e contemporanea, senza mai dimenticare, neanche per la breve frazione di un’intervista, il marito, avvocato e politico in gran spolvero, e le loro due figlie

Di Federica Zanini (da VicenzaPiù Viva n. 305)

Ilaria Gusella, l’artista vicentina tra famiglia, lavoro e solidarietà

Dopo aver conquistato una mezz’ora del tempo di Ilaria Gusella, che l’artista vicentina nata a Val Liona un anno dopo… Laura Pausini spende con uguale passione tra famiglia, lavoro e solidarietà, me la immagino arrivare trafelata. Nonostante le temperature rigide, il buio precoce e una giornata come sempre strapiena alle spalle, eccola invece comparire impeccabile, aggraziata e sorridente. Scoprirò subito che quella è “semplicemente” la sua natura. È eccitata sì per l’uscita del suo primo singolo e per gli ultimi ritocchi al secondo, eppure anche quello sembra semplicemente naturale: il risultato di dedizione a una nuova avventura. Mentre fisso sulla carta nozioni ma soprattutto emozioni, mi dice: “Che bello vedere ancora scrivere a penna sull’agenda”. C’è una punta di nostalgia, poi si affretta a chiarire che comunque alla tecnologia e ai social deve tantissimo.

Che Ilaria Gusella -noto soprano con un gran talento anche per la musica popolare e contemporanea (che ora è esploso, ma è in realtà un ritorno alle origini), divulgatrice di cultura, promotrice del territorio, direttrice di un coro e insegnante, paladina delle donne e dell’ambiente- sia (anche) la moglie di Francesco Rucco -prima sindaco di Vicenza e presidente della Provincia, ora vicepresidente del Consiglio regionale- non è un segreto e per lei è motivo di grande orgoglio, che fieramente non tiene nascosto. “Quando Francesco è stato eletto sindaco, ha avuto per noi un po’ la stessa valenza che avrebbe avuto per me un contratto a La Fenice”, afferma. E dichiara di avere sempre modulato la sua, comunque, intensa carriera in sinergia con la famiglia (lei e Francesco hanno due figlie, Margherita di 15 anni e Letizia di 18), evitando di rendersi disponibile per impegni che la portassero lontana. Partiamo proprio da qui, da Ilaria donna, dietro il personaggio.

Ilaria, come (s)corre la sua giornata tipo?

Domanda impegnativa. Ogni giorno è diverso dall’altro. Mi sveglio molto presto al mattino, mi aggiorno sull’attualità, preparo eventuali post sui social e programmo al pc un evento (bilancio preventivo/contatto artisti/locandina/scaletta/presentazione), oppure studio (sto portando avanti gli studi alla facoltà di Economia e gestione delle arti e attività culturali) e poi mi dedico alla musica studiando repertori dei concerti in programma. Faccio visita al mio papà per il pranzo, cucino per la mia famiglia, insegno canto e mi occupo delle mie figlie. La sera ritorno al pc o vado a provare con le formazioni musicali, se non sono impegnata in concerti o riunioni di vario genere.

Oltre la famiglia, la musica e la cultura in generale, quali sono le sue altre passioni?

Mi piace molto cucinare, da sempre. Quando vado al ristorante cerco di captare le ricette per riproporle ai miei commensali e, se non sono sicura di averle prefigurate bene nella mia mente, provo a corrompere con garbo i camerieri per arrivare allo chef. Pratico un po’ di sport, da ragazza giocavo a pallavolo e a calcio.

Tornando alla musica, a quanto pare anche lì ha appena elaborato una nuova leccornia per il suo pubblico… Come nasce “Una domenica che non riposa”, il suo primo singolo, appena uscito?

Per un meraviglioso caso. Il 1° ottobre 2025 ha rappresentato uno spartiacque nella mia carriera. Al concerto di Francesco Gabbani ebbi modo di conoscere il suo primo maestro di chitarra (Alessandro Di Dio), che ora è il mio produttore, e uno dei suoi parolieri (Claudio Gabelloni). Ascoltata su YouTube la mia interpretazione del brano Shallow, mi coinvolsero subito in questa nuova sfida.

E come è andata?

Speravo, sì, in un buon riscontro, ma non avevo idea che si sarebbe tradotto in una valanga di affetto, consensi e un inatteso interesse verso questa “deviazione stilistica” da parte di chi mi apprezza come soprano e per la solidità tecnica traslata sulla musica pop per chi non mi conosceva. Sono molto felice, è un risultato che va oltre le mie aspettative. Ascoltare per giudicare: https://www.youtube.com/watch?v=RzPXLe-GEEo

Libertà pura questo poter “deviare” a proprio piacimento. Gli artisti sono quelli che forse hanno vissuto peggio il lockdown dovuto al Covid. Ora che tutto è tornato apparentemente normale, nel suo ambiente le capita mai di subire altri tipi di restrizioni o riesce sempre a fare liberamente quello che ha nel cuore?

Ho scelto di indirizzare le mie energie solamente verso iniziative musicali e culturali in genere, che mi soddisfino nell’anima prima ancora che per altri aspetti. Le richieste di collaborazione che mi arrivano partono da chi già mi conosce o ha compreso il mio stile. Quando invece posso organizzare attività con In Arte Veneto, l’associazione culturale che ho il privilegio di presiedere dalla fondazione nel 2022, faccio in modo, insieme al direttivo, che rispondano sia al benessere culturale del pubblico che a finalità di sensibilizzazione sociale.

Tra le tante iniziative solidali che la vedono promotrice, molte sono dedicate alle donne. Lei come donna emancipata e realizzata, che cosa vorrebbe per tutte le donne e quale esempio è in questo senso per le sue figlie?

Soffro quando vedo lo sguardo spento in una giovane ragazza o in una donna di qualunque età.

Ritengo che la donna meriti di valorizzare se stessa pienamente e in tutte le sue qualità; tuttavia, conoscendo moltissime persone, le ascolto con attenzione per capirle in profondità e noto che, quando manca la luce negli occhi, le cause sono quasi sempre esterne. Il coraggio di reagire non è scontato e credo si presenti saldamente solo nel momento in cui una persona comprende il suo valore come essere umano e questo vale comunque per tutti. Vorrei tanto che le fragilità si trasformassero in forza d’animo: forse il primo passo sta proprio nel perseguire le proprie passioni e aspirazioni: “Se riesci ad immaginarlo, puoi farlo!”, a cui aggiungo: “Se non lo faccio io, lo farà qualcun altro… perché non dovrei essere io?”. Questi sono i messaggi con i quali cresco Letizia e Margherita e, con mio marito, le aiuto a perseguire le loro attitudini.

A proposito di suo marito, è esemplare la passione con cui l’ha sempre sostenuto nelle campagne elettorali. Molti potrebbero domandarsi come si fa a sposare la poesia e la condivisione della musica con il pragmatismo e la competitività della politica. Che cosa risponde?

Francesco asseconda le sue predisposizioni da uomo politico come io ho sempre seguito la passione verso la musica e ci rispettiamo, aiutandoci vicendevolmente. Politica e musica sono il sole e la luna, due mondi apparentemente lontani, ma hanno in comune alcuni aspetti interessanti: la res pubblica riguarda noi tutti e il Civis vero è colui che non sta a guardare inerte, ma agisce generosamente con il fine di migliorare la vita della società. Il musicista è una persona che offre al prossimo le sue capacità, acquisite per donare benessere spirituale e dissetare chi ha sete di cultura. Il politico parla alle persone, il cantante canta alle persone. Sono entrambi lavori che si reggono e stanno bene a galla solamente se sostenuti da una fortissima e reale passione, se c’è il fuoco vivo dentro.

Un articolo della Costituzione Italiana che le sta particolarmente a cuore? Perché?

L’articolo 9 senza dubbio, perché sancisce l’impegno della Repubblica Italiana a promuovere lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica/tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico artistico, estendendo la protezione ad ambiente, biodiversità, ecosistemi (anche per le generazioni future) e animali. Citerei San Francesco, del quale ricorre quest’anno l’ottavo centenario della morte, il quale, nel Cantico delle Creature recita “Laudato sii, o mio Signore, per tutte le creature… per Frate Sole, per Sora Acqua, per nostra Madre Terra…”. Dolce Sentire è il brano che ha aperto e accompagna sempre il mio percorso musicale. Ebbene, è nostro compito osannare le bellezze del creato di cui beneficiamo, incluse le opere dell’uomo, quindi l’arte in generale e la musica stessa. Mi piace molto che sia un impegno serio, riportato anche nella Costituzione.

Infine, la nostra domanda di rito a Ilaria Gusella: qual è il suo rapporto con Vicenza e il suo territorio, ma soprattutto con i vicentini.

Amo e sceglierei ancora Vicenza come mia città per vivere e per insegnare canto: è a misura d’uomo, uno scrigno di bellezza artistica e paesaggistica abbastanza grande per dar modo di rispondere a tutte le mie necessità e abbastanza contenuta per potersi sentire parte di una comunità. Si può migliorare, nella mentalità a tratti individualista (preferisco di gran lunga le virtuose collaborazioni “in rete”) e disinteressata, ma dal giudizio facile. I vicentini che frequento sono, al contrario, persone molto creative, solidali, attive e piene di iniziative, di obiettivi, capaci di mettersi in discussione e cambiare, laboriose e ingegnose. Questa è la vicentinità di cui vado fiera nel mondo!

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