giovedì, Maggio 7, 2026

Le apparizioni della Madonna a Monte Berico

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(Articolo di Dionigi Tanello da Vicenza In Centro n. 4-aprile 2026).

Correva l’anno 1426. Vicenza languiva per la peste bubbonica, che mieteva decine di vittime al giorno. Una peste così orribile da distruggere la società civile. Agricoltori, artigiani e mercanti erano quasi completamente scomparsi. La vita ordinaria era bloccata. I lazzaretti, posti fuori dalle mura della città, non erano più sufficienti ad accogliere gli appestati. I fiorenti ordini religiosi della città ridotti a poche persone. Il 7 marzo, Vincenza, umile donna da Sovizzo, partiva, come ogni giorno, dalla sua abitazione in Santa Caterina, per portare il modesto pranzo a suo marito, che coltivava un piccolo podere sul Monte Berico. Ma non aveva ancora raggiunto il marito quando “a l’ora terza del giorno incominciò a sentire un profumo soavissimo e alzando gli occhi in alto vide una gran luce, nel cui mezzo vide una donna di bellezza ornatissima”. Donna Vincenza cadde in ginocchio. “Io sono Maria Vergine, la madre di Cristo morto in croce per la salvezza degli uomini. Ti prego di andare a dire al popolo vicentino di costruire in questo luogo una chiesa in mio onore se vuole avere la salute, altrimenti la peste non finirà”. Ma il popolo non mi crederà, disse piangendo donna Vincenza. “Insisterai perché quel popolo esegua il mio volere. A prova di quanto dico scavino qui e dalla nuda roccia scaturirà acqua e non appena inizierà la costruzione non mancherà il denaro. Inoltre, chiunque visiterà questa chiesa ad ogni prima domenica del mese avrà in dono l’abbondanza delle grazie”. Con una croce tracciò quindi la pianta della chiesa.
Scesa dal monte Berico, piena di gioia, andava raccontando a tutti quelli che incontrava cosa le era successo. Andò dal Vescovo ma sua eccellenza Emiliani la congedò considerandola una demente. Donna Vincenza ogni giorno si recava sul luogo a pregare. Passarono due anni. Nel frattempo, la peste si era fatta addirittura “orribile ed acerbissima”. Il primo agosto 1428 la Madonna riappare a Donna Vincenza ripetendo quanto le aveva detto nella prima apparizione.
Donna Vincenza si recò ancora da Sua Eccellenza il Vescovo e dai Magistrati del Comune. Questa volta le credettero. Il 25 agosto il Vescovo Emiliani salì sul Monte Berico per benedire il luogo dove doveva sorgere la chiesa e contemporaneamente iniziarono i lavori.
Man mano che la chiesa stava crescendo, con lasciti da parte di numerose persone, la peste andava scemando. Gli operai scavarono nel punto indicato dalla Vergine e ne scaturì un ruscello d’acqua. La popolazione andava a bere quell’acqua benedetta e molti ammalati,
bevendo con devozione quell’acqua, furono sanati. L’edificio della chiesa, magnifica anche per la posizione del luogo, fu portato a termine. Accanto alla chiesa venne costruito un monastero, che doveva ospitare i frati impegnati nel servizio religioso. I primi frati cui fu affidata la chiesa furono i frati di Santa Brigida, ai quali succedettero poi i Servi di Maria, già presenti a Vicenza nella chiesa dei Servi, sotto la direzione del Priore fra Antonio da Bittetto, Vescovo e frate famoso, in quel tempo, per la sua figura carismatica e santa.

prof. Dionigi Tanello

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