venerdì, Maggio 29, 2026

Pinot grigio del Garda e Verdicchio dei Castelli di Jesi: bianchi raffinati a tutto pasto

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(Articolo su Pinot grigio e Verdicchio di Michele Lucivero da VicenzaPiù Viva n. 306sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr).

Le Folate, Pinot grigio del Garda 2025, 12% vol., Cantina di Illasi

Siamo nel cuore della Valpolicella in pro­vincia di Verona, in un territorio vocato alla produzione di grandi e storici vini ros­si, ma anche di interessanti vini bianchi, come il Soave DOC, che intreccia vitigni internazionali a vitigni autoctoni. In que­sto caso, però, vogliamo presentarvi un Pi­not grigio di tutto rispetto allevato tra le colline verone­si da una cantina storica di quasi un secolo, fondata nel 1938, la Cantina di Illasi. Originario della Borgogna, in Francia, il Pinot grigio nasce da una mutazione del nobile Pinot nero, per poi avere una notevole diffusio­ne in Europa, soprattutto nel zone del nord, ma anche in Italia tra Veneto, Friuli Venezia-Giulia e Trentino Al­to-Adige. È caratteristica la sua bacca di colore grigio, che lo rende unico tra i vitigni coltivati in Italia, da cui si ricava un vino bianco fresco, beverino e versatile per tutte le tavole. Questo Pinot grigio della Cantina di Illasi, adattatosi egregiamente tra le colline del Garda e chiamato in maniera evocativa Le Folate, si presenta alla vista di colore giallo paglierino con riflessi verdolini “sull’unghia”, cioè sull’orlo del liquido al contatto con il bicchiere inclinato, che è un segno di giovinezza del vino. Al naso si avverte immediatamente un floreale fresco di fiori bianchi e sentori di pera, mela gialla e anche delle note minerali e ed erbe aromatiche. Col­pisce all’assaggio la discreta acidità e la sapidità di un vino secco che merita di accompagnare anche piatti dal sapore importante e, grazie alla sua versatilità, restare a tavola dall’inizio alla fine di un pranzo.

Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva 2017, 13,5 %, Villa Bucci

Con tutto il rispetto per il panorama enologico italiano, quello che qui vi stiamo presentando è un vino importante che è stato insignito di uno dei premi internazionali più prestigiosi nel panorama dell’enologia, infatti questo Ver­dicchio di Villa Bucci nella classifica Wine En­thusiast 2021 è stato valutato come il migliore del mondo, dopo un rosso francese. La Cantina Villa Bucci lavora con metodo biodinamico, ma la caratteristica di que­sto bianco è legata al fatto che fa affinamento in botti grandi per otto mesi e poi fa ancora un altro periodo in bottiglia. Dal colore giallo dorato con riflessi verdolini nell’unghia, questo Verdicchio si presenta assolutamente brillante in limpidezza. La sensazione olfattiva è dominata da un sento­re fruttato intenso di litchi, ananas e papaya, frutta esotica, ma anche mela cotogna e frutta gialla, come la susina, il pompelmo rosa e il kumquat (il curioso mandarino cinese). Tra i floreali riconosciamo il profumo di peonia, mimosa, giglio, margherita e fiori di campo, che cedono il passo ad una leggera nota vegetale di bosso e di fieno fresco. Tra le erbe aromatiche emerge l’origano, il timo e l’aneto, mentre tra le spezie avvertiamo lo zenzero, il pepe bianco fresco e la curcuma. Si sentono lievi le tostature e, infine, il balsamico ci arriva con eucalipto e caramella fresca. È interessante la nota di burro fuso spalmato su pane appena leggermente tostato, che è quella che ci fa concordare nel ritenere questo vino molto delicato, complesso con una qualità assoluta­mente definita. All’assaggio il palato si delizia con un vino secco, avvolgente nelle morbidezze, piacevole per l’equili­brio delle parti, ma con una spiccata acidità.

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