(Articolo su vini bianchi di Michele Lucivero da VicenzaPiù Viva n. 306, sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr)
Le Fornaci, Lugana DOC 2024, 12,5% vol., Cantina Tommasi
Torniamo ancora una volta, e molto volentieri, tra le colline venete sulla sponda veronese del Lago di Garda per degustare un vino della Cantina Tommasi, una delle più prestigiose tra quelle storiche della zona di produzione dell’Amarone, il fiore all’occhiello dell’enologia veneta. Dall’inizio del secolo scorso, quando Giovanni Battista Tommasi ha avuto l’intuizione di puntare sulla tenuta di famiglia, la Cantina Tommasi ha messo radici profonde in tutto il territorio veneto, ma anche nel resto dell’Italia, aprendo cantine in Friuli Venezia-Giulia, Toscana, Puglia e Basilicata e riuscendo a ricavare dai luoghi in cui vengono ospitate il meglio a livello vitivinicolo, con un’esperienza che è diventata ormai insuperabile. Il ventaglio di vini che l’azienda offre agli appassionati, con tutti i suoi marchi collaterali, è diventato con il tempo davvero interessante; infatti, si può spaziare dai rossi importanti ai rosé del Nord e del Sud, ma anche a notevoli bianchi lucani e bollicine da metodo classico che non hanno nulla da invidiare ai cugini francesi. Abbiamo selezionato per i lettori e le lettrici di VicenzaPiù un freschissimo e voluttuoso bianco proveniente da vitigni di Desenzano del Garda da uve Turbiana o Trebbiano di Lugana o di Soave in purezza. Curiosa è la storia di questo vitigno autoctono della zona tra Verona e Brescia, molto più vicino dal punto di vista genetico alla famiglia del Verdicchio che a quella del Trebbiano! Questa Lugana DOC di Tommasi dal volume alcolico di 12,5% si presenta alla vista di un giallo intenso, limpido e brillante come i migliori bianchi strutturati. All’olfatto si presenta un bouquet completo che spazia dal floreale di zagara al fruttato di ascendenza tropicale, fino alle note più nobili di erbe aromatiche. All’assaggio, l’eleganza del vino è il risultato di un palato che restituisce una discreta sapidità con un’acidità bilanciata per una lunga persistenza.
Chakra Essenza, IGT Valle d’Itria Verdeca 2024, 12,5% vol., Giovanni Aiello
La storia della cantina di Giovanni Aiello, giovane viticultore che si autodefinisce romanticamente “Enologo per Amore”, affonda in un passato nobile e, al tempo stesso, profondamente radicato nel territorio pugliese. Il corpo principale della cantina, insieme al nocciolo duro del vigneto, infatti, si staglia tra le colline carsiche dell’agro della Valle d’Itria, a ridosso della splendida costa adriatica di Polignano a Mare. Si tratta di un territorio estremamente vocato all’enologia, adeguatamente ventilato, soleggiato ed esposto a una buona escursione termica. Qui Giovanni Aiello ha rilevato qualche anno fa una storica cantina, che fu di proprietà della famiglia Laterza, i famosi editori baresi, poi diventata nel corso degli anni una discoteca, un ristorante e infine lasciata in gestione a una fidata e anziana curatrice degli interessi dei Laterza, fino a quando non è arrivato il giovane enologo. Tra la selezione degli ottimi vini di Aiello, per questa volta vogliamo presentare il Chakra Essenza, un IGT Valle d’Itria Verdeca allevato in una vigna secolare situata nel cuore del Canale di Pirro tra Alberobello, Locorotondo e Castellana Grotte. Con un uvaggio del 100% Verdeca, il Chakra Essenza si presenta alla vista di colore giallo dorato, mentre al naso si possono percepire le tonalità fruttate di agrumi, nespola e ananas insieme alle note di gelsomino, origano e biancospino, per arrivare poi alle note gessose e tufacee. All’assaggio si presenta secco con una buona acidità, sapido con una discreta persistenza che conferma il corredo olfattivo percepito in precedenza.
Abbinamenti
Diciamo subito che l’accurata esperienza che possono vantare le due cantine, una, quella veneta, di storico prestigio, l’altra, quella pugliese, di estrema innovazione, è tale per cui sarebbe consigliabile degustare i due vini in tour guidati, che ormai sono diventati, e con molto piacere, dei rispettabilissimi viaggi sensoriali. A ogni modo, a nostro avviso noi vedremmo bene il Lugana abbinato a un risotto fresco di mare oppure con formaggi di malga veronese, mentre il Chakra Essenza con entrée di capocollo di Martina Franca, caciocavallo e focaccia barese, ma una frittura di paranza si sposerebbe bene, magari davanti al mare per farsi inebriare dalla sapidità dello iodio!


