lunedì, Giugno 15, 2026
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Emergenza rifiuti tessili, l’Anci chiede all’assessore Colianni iniziative urgenti

PALERMO (ITALPRESS) – ANCI Sicilia ha chiesto all’assessore regionale all’Energia, Francesco Colianni, di valutare in modo condiviso le iniziative più urgenti da intraprendere. Nelle ultime settimane numerosi Comuni siciliani hanno segnalato ad ANCI Sicilia gravi difficoltà nel conferimento dei rifiuti tessili, dovute alla mancanza di piattaforme dedicate e all’impossibilità di garantire un corretto smaltimento di questa tipologia di rifiuto.

“A seguito della mancanza di punti di conferimento operativi – dichiarano il presidente di ANCI Sicilia, Paolo Amenta, e il segretario generale, Mario Emanuele Alvano la situazione sta assumendo per i Comuni i contorni di una vera e propria emergenza, con il rischio di accumuli incontrollati e conseguenze anche sul piano igienico-sanitario e ambientale”.

ANCI Sicilia, in considerazione della grande attenzione che in questi mesi l’assessore regionale all’Energia, Francesco Colianni, ha mostrato nel cercare soluzioni condivise con i Comuni, ha chiesto di avviare un confronto volto a individuare misure concrete e sostenibili che consentano di garantire un regolare servizio di raccolta e trattamento dei rifiuti tessili.

“È necessario – conclude il presidente Paolo Amenta – che vengano adotatti interventi urgenti e coordinati tra Regione e sistema degli enti locali, affinché i Comuni possano adempiere correttamente ai propri obblighi e continuare a contribuire agli obiettivi di economia circolare e di tutela ambientale”. 

-Foto Anci Sicilia-
(ITALPRESS).

Bella (Confcommercio) “Sostenere le imprese giovanili per spingere la crescita”

ROMA (ITALPRESS) – Dal 2011 al 2024 l’Italia ha perso 193.000 imprese giovanili, guidate da under 35. E’ quanto emerge da una ricerca dell’Ufficio Studi di Confcommercio. “Se non c’è nuova imprenditoria, la crescita ristagna”, afferma il direttore Mariano Bella, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
“Qualcuno potrebbe obiettare che il dato dipende dalla demografia, ma è vero solo in parte. In realtà, al netto dei fenomeni demografici e della riduzione del tasso di imprenditoria in generale, noi stiamo costringendo i giovani, quei pochi che sono rimasti in Italia, ad andare a fare impresa all’estero. Per migliorare la situazione intanto bisogna smetterla di pensare soltanto alle fasce adulte della popolazione – sottolinea Bella -. Mi sembra paradossale che noi oggi stiamo discutendo di non legare la crescita dell’età pensionabile all’aspettativa di vita, questo implica un trasferimento di risorse dai giovani agli anziani. L’altra cosa che bisogna fare è ridurre la burocrazia. Una riduzione del carico burocratico sulle imprese ha effetti benefici sull’intero sistema economico, ma in particolare sulle piccole imprese e sulle startup”.
Fondamentale è anche il ruolo del credito. “Le imprese giovanili, le startup ovviamente sono più rischiose, però sono quelle più produttive – sottolinea il presidente dell’Ufficio Studi di Confcommercio -. Sono un veicolo di innovazione e di tecnologia. Se facciamo cadere tutto il costo del rischio sull’imprenditore, avremo meno imprese produttive. Bisogna utilizzare dei fondi specifici per le startup, per ripartire il rischio in maniera tale che il costo per del finanziamento per l’imprenditore giovane non sia esorbitante”.
Il giudizio di Bella sulla legge di bilancio 2026 all’esame del Parlamento è complessivamente positivo: “Mi piace perchè è una manovra equilibrata e “leggera”, in tutto 18 miliardi di movimentazione. In totale lo sbilancio tra maggiori spese e minori entrate è lo 0,04% del PIL. Quindi conti pubblici in ordine, si fa un pò di alleggerimento in termini di costo del lavoro, si dà qualcosa a oltre 10 milioni di persone che guadagnano tra 28.000 e 200.000 euro. Questo potrebbe anche innescare un pò di fiducia. La cosa brutta che vediamo è che nelle coperture ci sono 6 miliardi che non sono ben specificati”.
Per il presidente dell’Ufficio Studi di Confcommercio è “necessario un impulso alla fiducia di famiglie e imprese, in maniera da ripristinare l’agibilità del circuito che trasforma maggiori redditi, maggiore ricchezza, in consumi. Oggi al PIL mancano i consumi. Se il reddito e la ricchezza non si trasformano in consumi rimaniamo con una domanda stagnante e con un Pil fermo”.
Per il rilancio della fiducia può essere utile far crescere quello che Mariano Bella definisce Sense of Italy, un concetto che “tenta di valorizzare il metabrand Italia, superando la contrapposizione tra manifattura e servizi. Cerchiamo di risolvere i problemi valorizzando le reciproche e preziose interazioni tra due grandi settori”, ricordando che “il terziario di mercato negli ultimi 30 anni ha fatto 3,7 milioni di occupati in più”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

Bandiera della pace: colore, storia e significato

La bandiera della pace è diventata negli anni uno dei simboli più riconoscibili dei movimenti pacifisti e delle campagne contro la guerra.

I suoi colori arcobaleno e la scritta PACE sono immediatamente associati a un messaggio di non violenza, convivenza tra i popoli e rifiuto dei conflitti armati. Pur essendo una creazione relativamente recente, ha saputo unire linguaggi diversi e contesti politici eterogenei, diventando un emblema civile che va oltre le appartenenze religiose e nazionali.

Origini e contesto storico

La versione più diffusa della bandiera della pace nasce in Italia all’inizio degli anni 60, ispirata alla bandiera del movimento pacifista internazionale e a simboli utilizzati già nelle marce contro le armi nucleari. A farla conoscere al grande pubblico fu però la grande Marcia Perugia-Assisi per la pace e la fraternità, che adottò i colori arcobaleno come segno di pluralità e di speranza. L’idea era semplice ma potente: mostrare che la pace non è l’assenza di conflitto in senso militare, ma la presenza di relazioni giuste, inclusive e rispettose tra le persone.

Negli anni 2000 la bandiera si è diffusa in modo capillare con la campagna Pace da tutti i balconi, nata per dire no alla guerra in Iraq. In quei mesi la si vedeva esposta su finestre, scuole, sedi di associazioni e parrocchie: un esempio concreto di come un simbolo possa diventare linguaggio quotidiano e strumento di mobilitazione civile.

Colori e significato

Il tratto distintivo della bandiera della pace è la sequenza di bande orizzontali a colori, solitamente sette, che richiamano l’arcobaleno. L’arcobaleno è un’immagine antica, presente in molte culture, e rimanda all’idea di alleanza e di riconciliazione. In chiave contemporanea viene letto anche come messaggio di inclusione delle differenze.

La versione italiana più comune prevede questo ordine dall’alto verso il basso: viola, indaco, azzurro, verde, giallo, arancione, rosso, con al centro la scritta PACE in bianco. Non esiste tuttavia un unico standard internazionale e in alcune varianti i colori possono cambiare posizione o numero. Ciò che resta invariato è la scelta dell’arcobaleno come codice visivo: un insieme di colori diversi che, messi insieme, non si escludono ma creano armonia. È esattamente il messaggio che il movimento pacifista vuole trasmettere.

Diffusione e utilizzi nei movimenti

Per capire quanto questo simbolo sia duttile è utile osservare alcuni contesti in cui viene utilizzato:

  • Manifestazioni contro la guerra e per il disarmo

  • Giornate mondiali della pace promosse da associazioni laiche e religiose

  • Scuole e oratori che vogliono educare alla non violenza

  • Comuni ed enti locali che la espongono per motivi istituzionali o per solidarietà internazionale

  • Associazioni per i diritti umani che la affiancano ad altri simboli civili

In ciascuno di questi ambienti la bandiera diventa un modo semplice per dire: qui la pace è un valore prioritario. La sua forza sta proprio nell’essere riconoscibile anche da chi non conosce i dettagli della storia del movimento pacifista.

Altre bandiere e simboli di pace

La bandiera arcobaleno con la scritta PACE non è l’unico segno utilizzato per veicolare un messaggio pacifico. Esistono, ad esempio, le bandiere bianche adottate come segno di cessazione delle ostilità e il celebre simbolo della pace disegnato nel 1958 da Gerald Holtom per la Campagna per il disarmo nucleare britannica. In diversi paesi sono state ideate anche bandiere locali della pace, spesso con richiami alla colomba o all’ulivo.

Rispetto a questi segni, la bandiera arcobaleno ha il vantaggio di essere inclusiva e non aggressiva, di portare un messaggio positivo e non solo di protesta, e di poter essere esposta senza ambiguità in contesti scolastici, istituzionali e familiari. Non richiama un blocco politico preciso, ma un principio etico generale: la dignità di ogni popolo e di ogni persona.

Perché esporla oggi

Oggi la bandiera della pace non è solo memoria di grandi mobilitazioni del passato. Può diventare uno strumento educativo per le nuove generazioni, un segno di dialogo in quartieri multiculturali, un gesto di solidarietà verso le popolazioni colpite da conflitti. Esporla significa dichiarare che la pace non è un fatto privato, ma una responsabilità pubblica.

È utile anche ricordare che la pace non è solo assenza di guerra, ma anche giustizia sociale, tutela dei diritti umani, rispetto dell’ambiente, cooperazione internazionale. Mostrare la bandiera può allora essere il primo passo di un percorso più ampio: informarsi, sostenere organizzazioni che promuovono la non violenza, educare bambini e ragazzi al linguaggio del rispetto. Un piccolo simbolo, ma con un messaggio che continua a parlare a tutti.

Gaza, gli Usa al lavoro per il dispiegamento di una forza internazionale

ROMA (ITALPRESS) – Washington prepara il dispiegamento di una forza internazionale a Gaza nelle prossime settimane, con truppe arabe e straniere; prevista la formazione di polizia palestinese per la sicurezza futura. Lo riferiscono fonti alla Tv Al Arabiya. Intanto, l’esercito israeliano intensifica le operazioni: bombardamenti e demolizioni a Khan Yunis (sud), spari su tende sfollati a Shujaiya e Jabalia (nord).

Confermata identità dei corpi di due ostaggi, Amiram Cooper e Saher Baruch, restituiti da Hamas nell’ambito del cessate il fuoco mediato da Usa, Egitto e Qatar. Finora sono stati consegnati 15 cadaveri su 28.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Truffa nel fotovoltaico da 80 milioni, sequestrato il sito internet societario

BOLOGNA (ITALPRESS) – La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza hanno eseguito numerose perquisizioni domiciliari in tutta Italia ed effettuato il sequestro preventivo d’urgenza del portale www.voltaiko.com, con contestuale blocco di 95 conti correnti riconducibili all’omonimo gruppo societario. Si tratta del risultato di una complessa indagine condotta dal Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza di Bologna e dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica per l’Emilia-Romagna, sotto la direzione del Pubblico Ministero Marco Imperato della Procura della Repubblica di Bologna. Un’azione corale che ha visto impegnate in prima linea anche le Sezioni Operative Sicurezza Cibernetica delle varie Regioni e gli altri reparti territoriali della Fiamme Gialle nelle province di Bologna, Rimini, Modena, Milano, Varese, Frosinone, Teramo, Pescara, Ragusa e Arezzo.

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fonte video: Guardia di Finanza

Truffa nel fotovoltaico da 80 milioni, sequestrato il sito web societario

BOLOGNA (ITALPRESS) – La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza hanno eseguito numerose perquisizioni domiciliari in tutta Italia ed effettuato il sequestro preventivo d’urgenza del portale www.voltaiko.com, con contestuale blocco di 95 conti correnti riconducibili all’omonimo gruppo societario.

Si tratta del risultato di una complessa indagine condotta dal Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza di Bologna e dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica per l’Emilia-Romagna, sotto la direzione del Pubblico Ministero Marco Imperato della Procura della Repubblica di Bologna. Un’azione corale che ha visto impegnate in prima linea anche le Sezioni Operative Sicurezza Cibernetica delle varie Regioni e gli altri reparti territoriali della Fiamme Gialle nelle province di Bologna, Rimini, Modena, Milano, Varese, Frosinone, Teramo, Pescara, Ragusa e Arezzo.

L’operazione ha permesso di ricostruire il modus operandi di un gruppo con struttura piramidale tipica del network marketing multi level dedito alla consumazione di un numero indeterminato di truffe, perpetrate in danno anche di persone in stato di minorata difesa, tipicamente attinenti al cd. Schema Ponzi (modello economico di vendita truffaldino che promette forti guadagni ai primi investitori, a discapito di nuovi “investitori”, a loro volta vittime della truffa).

La proposta green di investimenti nel settore delle energie rinnovabili non prevedeva l’installazione di impianti fisici presso le proprie abitazioni, bensì il noleggio di pannelli fotovoltaici collocati in Paesi ad alta produttività energetica, in realtà inesistenti, con allettanti rendimenti mensili o trimestrali in “energy point”.

Le somme investite erano tuttavia vincolate per tre anni, consentendo così di allargare enormemente la leva finanziaria. Si stima che siano circa 6.000 le persone offese sul territorio nazionale che venivano persuase dai numerosi procacciatori ad investire sul portale, generando un volume di investimenti stimato in circa 80 milioni di euro.

La Procura della Repubblica di Bologna ha disposto in via d’urgenza il sequestro preventivo del portale www.voltaiko.com e di tutti i rapporti finanziari riconducibili alle società coinvolte e agli odierni indagati, da ritenersi innocenti fino a sentenza definitiva. Nel corso delle perquisizioni è stato possibile rinvenire e sottoporre a sequestro criptovalute, dispositivi elettronici, beni di lusso, lingotti d’oro e documentazione di rilevante interesse investigativo.

-Foto ufficio stampa Guardia di Finanza-
(ITALPRESS).

Roma, sequestro di beni del valore di 106 milioni a 4 imprenditori socialmente pericolosi

ROMA (ITALPRESS) – Finanzieri del Comando Provinciale di Roma stanno eseguendo il provvedimento emesso, su proposta della Procura della Repubblica capitolina, dal locale Tribunale Penale-Sezione Misure di Prevenzione, con cui è stato disposto il sequestro per sproporzione dei beni del valore di oltre 106 milioni di euro, riconducibili a quattro imprenditori romani ritenuti socialmente pericolosi.

I soggetti proposti sono risultati, nello sviluppo di precedenti attività investigative svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria Roma, gravemente indiziati di appartenere ad un’associazione per delinquere, con l’aggravante di aver agevolato organizzazioni di tipo mafioso, dedita alla commissione di plurimi reati tributari, nonché a conseguenziali operazioni di riciclaggio, autoriciclaggio e reimpiego in attività economiche di denaro di provenienza delittuosa, fatti per i quali sono stati destinatari, nell’aprile 2021, nell’ambito dell’indagine che ha coinvolto la società “Maxpetroli Italia”, di misure cautelari personali.

In particolare, le accurate investigazioni condotte dal Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata, articolazione del suddetto Nucleo PEF, hanno fornito elementi per configurare nei confronti dei soggetti coinvolti indizi di pericolosità sociale, alla luce del loro consolidato comportamento illecito, emerso dai numerosi precedenti penali specifici, che ha consentito l’accumulazione di ingenti risorse economiche, idonee a sostenere un tenore di vita sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati.

Con il provvedimento in esecuzione, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma, ha disposto il sequestro di unità immobiliari, site nei comuni di Roma, Fiumicino (RM) e Olbia (SS), autoveicoli (anche di lusso) e motoveicoli, del patrimonio aziendale di imprese riconducibili ai proposti, orologi di valore ed opere d’arte (già sottoposti a sequestro penale nell’ambito delle pregresse attività svolte). Tra i beni aggrediti dal provvedimento ablativo emerge una villa con accesso diretto al mare, dotata di piattaforma privata con predisposizione di attracco barche a Punta Lada, nei pressi di Porto Rotondo (Olbia).

-Foto Guardia di Finanza-
(ITALPRESS).

Nessun gol nel posticipo, finisce 0-0 Pisa-Lazio

PISA (ITALPRESS) – Lazio bloccata sullo 0-0 dal Pisa nel posticipo della nona giornata di Serie A. All’Arena Garibaldi la formazione di Maurizio Sarri sbatte su una versione solida, ma al tempo stesso intraprendente dei toscani, che strappano un punto pesante in ottica corsa salvezza, anche se devono ancora rinviare la gioia del primo successo dopo il ritorno in A. Terzo pareggio consecutivo per i nerazzurri di Gilardino (dopo il 2-2 con il Milan e lo 0-0 con il Verona) che salgono in 17^ piazza con 5 punti. Quinto risultato utile in fila per la Lazio, che non riesce a bissare il successo casalingo con la Juventus e si assesta in 11^ posizione con 12 punti, ma a sole tre lunghezze dal sesto posto del Bologna. I biancocelesti torneranno in campo il 3 novembre in casa contro il Cagliari, mentre il Pisa volerà a Torino domenica 2 novembre per affrontare i granata di Baroni.
Buon avvio dei nerazzurri che, spinti dal pubblico di casa, tengono alto il baricentro e al 7′ si rendono pericolosi con Tramoni che, sfruttando un disimpegno superficiale di Provedel, mastica di destro dal limite dell’area. Tante imprecisioni nel palleggio della Lazio, che inizia a trovare ritmo nella seconda metà di frazione.
Tra il 31′ e il 35′ la formazione di Sarri va vicina due volte al vantaggio, prima con un sinistro a giro di Isaksen respinto da Semper e poi con una rasoiata di Basic finita sul palo dopo un grande riflesso del portiere croato del Pisa, che riesce a mantenere lo 0-0 fino all’intervallo.
Nel secondo tempo la Lazio scende di giri e inizia a uscire fuori la squadra di Gilardino, che limita con facilità il fraseggio biancoceleste e alza progressivamente la spinta in fase offensiva. Al 73′ Moreo stacca su corner di Leris e trova la risposta di un reattivo Provedel. Pochi minuti più tardi (77′) Tourè fa la barba al palo incornando su cross di Angori. Meno decisa rispetto alla prima frazione l’undici di Sarri, che non riesce a creare alcun pericolo dalle parti di Semper. All’Arena Garibaldi nessun gol, finisce 0-0.
– Foto Ipa Agency –
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Re Carlo III avvia il processo per togliere i titoli reali al principe Andrea

ROMA (ITALPRESS) – Re Carlo III, si legge in una nota di Buckingham Palace, ha ordinato di avviare il processo “formale” per rimuovere i titoli reali di Andrea, incluso quello di
Principe, dopo la rinuncia annunciata in precedenza a quello di Duca di York.

L’ex Principe sarà noto solamente come Andrew Mountbatten Windsor. Inoltre, la nota informa che Andrea dovrà lasciare la dimora di Royal Lodge a Windsor.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Sinner ai quarti a Parigi, Sonego si arrende a Medvedev

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Jannik Sinner ai quarti di finale del “Rolex Paris Masters”, ultimo torneo Atp 1000 della stagione, in corso sul cemento indoor de “La Defense Arena” della capitale francese. L’azzurro, numero 2 del mondo e seconda testa di serie, si è imposto in due set sull’argentino Francisco Cerundolo, 21esimo nel ranking Atp, con il punteggio di 7-5, 6-1.
Sinner, per la prima volta ai quarti a Parigi, sfiderà lo statunitense Ben Shelton, numero 7 del mondo e quinta forza del tabellone, che battendo oggi in due set il russo Andrey Rublev, oltre a superare il turno, si è assicurato la partecipazione alle Atp Finals.
Lotta ma deve arrendersi, invece, Lorenzo Sonego che si ferma agli ottavi. Dopo aver vinto il derby con Lorenzo Musetti, il piemontese, numero 45 del ranking internazionale, cede a Daniil Medvedev, numero 13 del mondo e undicesima testa di serie, che si impone con il punteggio di 3-6, 7-6 (5), 6-4. Il russo ai quarti affronterà il vincente del match tra Zverev e Davidovich Fokina.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).