giovedì, Marzo 5, 2026
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Mutazioni 06: al Teatro Spazio Bixio di Vicenza omaggio a Clarice Lispector

Nell’ambito della ventesima edizione di “Mutazioni 06”, stagione di spettacolo del Teatro Spazio Bixio, promossa dal Comune di Vicenza e curata da Theama Teatro, in collaborazione con l’associazione For.The., Sabato 7 marzo ore 21 sarà in scena “La passione”, monologo scritto, diretto e interpretato da Stefania Pimazzoni e tratto dal breve romanzo di Clarice LispectorPassione secondo GH”, considerato da molti il suo capolavoro.

La scrittrice nasce in Ucraina nel 1925 per poi trasferirsi a Rio De Janeiro.  La sua sarà una fama enorme, eppure postuma. Nella sua prosa il massimo della visionarietà coincide con il massimo del realismo, trattandosi di uno stile che riesce nel tentativo di dire ciò di cui non si può dire nulla. 

La Pimazzoni – accompagnata dal musicista Andrea Coltro –  intende restituire la potenza visionaria del linguaggio lispectoriano, ramificando lo spettacolo sui ragionamenti di un’intelligenza che si interroga senza lasciare tregua, sempre in bilico, nell’emozione che sa trasmettere, tra la rivelazione e la follia. “Nel romanzo da cui ho tratto il monologo – spiega l’attrice – la protagonista è una donna intelligente, soddisfatta, benestante, un’artista che fa quello che gli piace fare ma che si trova catapultata in un infimo avvenimento all’apparenza molto piccolo, eppure per lei mostruoso.

Inizia così un viaggio allucinato all’interno di una stanza. Solo attraverso la totale perdita dell’identità, nello spaesamento e nel disorientamento la protagonista comprende che vivere è cosa sovrannaturale, che essere ‘io’ non è una peculiarità umana perché proviene da una fonte anteriore e assai più grande, da una materia infinitamente più ricca e sconosciuta nel nostro piccolo e limitato io. È questa una estenuata interrogazione sul senso di vivere, è una ricerca continua della faccia nascosta della realtà”. 

L’evento rientra nella rassegna 8 marzo – Eventi per la “Giornata internazionale dei diritti della donna” 2026, con il patrocinio del Comune di Vicenza, in collaborazione con la Consulta per le Politiche di Genere.

I talenti dell’Accademia Teatro alla Scala a Danza in Rete Festival: l’eccellenza in scena a Vicenza

Per Danza in Rete Festival, sabato 7 marzo 2026, alle 20 e 45 in Sala Maggiore si esibiranno i giovani talenti della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, la prestigiosa istituzione meneghina diretta da Frédéric Olivieri. I numerosi allievi che saliranno in palcoscenico, giovanissimi (come età massima hanno 19 anni), presenteranno estratti del grande repertorio classico ma anche contemporaneo, coreografie che permetteranno loro di cimentarsi in stili tanto diversi quanto impegnativi, in un programma di alto livello tecnico, ricco di suggestioni ed entusiasmante freschezza.

La serata prevede una Suite dal Divertissement di Paquita, coreografie di Marius Petipa, musiche di Ludwig Minkus; Rossini Cards, coreografia di Mauro Bigonzetti, musiche di Gioachino Rossini e infine Bolero X, coreografie di Shahar Binyamini, musiche di Maurice Ravel. Questi giovani interpreti che, come ha affermato il direttore Olivieri in una recente intervista, “sono il futuro dell’Italia nella danza” si sono esibiti nella cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina, il 6 febbraio scorso, a fianco dei due primi ballerini della Scala Claudio Coviello e Antonella Albano.

Danza in Rete Festival “Architetture del presente”, giunto nel 2026 alla sua nona edizione e riconosciuto dal Ministero della Cultura fin dall’esordio, è un evento diffuso diventato negli anni un riferimento per le nuove generazioni di danzatori e coreografi italiani e stranieri, un appuntamento di valore riconosciuto nel panorama di danza contemporanea nazionale. La visione progettuale del Festival favorisce un dialogo importante tra tradizione e contemporaneità, valorizzando organismi di riconosciuto standing nazionale e internazionale, riconoscendo loro il peso storico ed estetico. La direzione artistica di Danza in Rete è curata da Pier Giacomo Cirella, Loredana Bernardi e Alessandro Bevilacqua.

Il programma si aprirà con una Suite dal divertissement di Paquita di Marius Petipa, ripresa da Tatiana Nikonova e Leonid Nikonov; ambientato in Spagna durante la dominazione napoleonica, Paquita debutta come balletto in due atti e tre scene a Parigi nel 1846, su coreografia di Joseph Mazilier, libretto di Mazilier e Paul Foucher, musiche di Édouard-Marie-Ernest Deldevez. L’anno successivo il balletto va in scena ai Teatri Imperiali di San Pietroburgo, dove Marius Petipa, da poco nominato Primo ballerino, non solo interpreta il ruolo maschile principale ma ne rivede alcune parti; nel 1881 realizza una nuova versione del balletto che da quel momento diventa la versione di riferimento.

La Suite dal Divertissement scelta per la serata prenderà inizio dal Pas de deux sull’Adagio che vedrà impegnati, oltre alla coppia principale (Paquita e Lucien), un corpo di ballo femminile composto da quattordici allieve degli ultimi anni. A seguire le variazioni solistiche di Paquita e Lucien, la chiusura spumeggiante della Coda. L’esperienza offrirà ai giovani talenti, in tour nei teatri italiani, la possibilità di esplorare la tecnica classica, arricchita da un distinto e aggraziato ‘sapore’ spagnolo.

Rossini Cards di Mauro Bigonzetti è una coreografia che conduce nel linguaggio contemporaneo, in una sequenza di istantanee di esistenze parallele: visioni, frammenti, simboli intensi e momenti di giocosa ironia. La vibrante energia dei giovani artisti si sposa perfettamente con la dinamicità che anima questo pezzo del 2004, ripreso da Paola Vismara e Walter Madau, che restituisce nei movimenti il ritmo incalzante ed insieme esatto e geometrico della musica di Rossini. 

Alle giovani forze dell’Accademia il compito di interpretare alcuni estratti della creazione, alternando sinuosità ammalianti a celebrazioni della purezza formale, intrecci di prese audaci a manifestazioni di profonda sintonia fino a un’esplosione di energia travolgente. 

Apre una sorprendente scena conviviale in cui i danzatori, seduti, intessono un vivace dialogo di movimenti di testa e braccia sulle note del sestetto “Questo è un nodo avviluppato” da La Cenerentola. Segue, sull’Allegro della Sonata per archi n.2, un terzetto giocato su nodi coreografici ed elevazioni al limite del rischio. Quindi, è il Prélude fugassé, brano tratto dai Péchés de vieillesse (Peccati di vecchiaia, raccolta di brevi composizioni per pianoforte solo, per voce e pianoforte, per ensemble vocali e cameristici), a scandire un altro assolo femminile incalzante nella vivacità ritmica e nella precisione del tratto sulle punte, a cui segue un momento ironico e divertente con una ballerina che legge una delle ricette gastronomiche di Rossini, noto per avere nella cucina un’altra musa ispiratrice. 

Si chiude con un tripudio di ritmo e allegria sull’Ouverture de La gazza ladra, dove il crescendo rossiniano si traduce in una contagiosa coreografia eseguita dagli interpreti tutti abbigliati in giacca, pantaloni e basco nero.

Lo spettacolo si concluderà con l’ultima preziosa acquisizione in repertorio per la Scuola scaligera, Bolero X, di Shahar Byniamini, ripresa da Walter Madau. Creata originariamente nel 2022 per la compagnia di danza coreana KART, è una creazione del talentuoso coreografo israeliano che ha all’attivo commissioni da Singapore, Corea, Canada, Germania, Svezia, ricerche sul rapporto tra danza e scienza, la direzione della House of Dance Company di Beer Sheva. Ospite l’estate scorsa al Festival dei Due Mondi di Spoleto, ha alle spalle un fecondo passato da interprete nella Batsheva Dance Company con Ohad Naharin e Sharon Eyal. In questa nuova interpretazione dell’ipnotica musica di Maurice Ravel, Shahar Binyamini, che firma anche i costumi, continua a esplorare il potere della ripetizione e i nuovi significati che emergono dal legame tra la musica scritta nel 1928 e la coreografia eseguita oggi. Come sottolinea nelle sue note allo spettacolo “Bolero X è una pura celebrazione del potere della danza. Cinquanta interpreti in scena cercano di esprimere le grandi forze naturali di cui siamo fatti. La forza che ci separa come individui unici e, allo stesso tempo, ci unisce come insieme”.

Sabato 7 marzo alle 20.00 al Ridotto si svolgerà l’Incontro con la Danza per presentare al pubblico le tre creazioni del programma e i giovanissimi danzatori della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala; sarà condotto da Valentina Bonelli, giornalista, critica e storica della danza, contributor per Vogue Italia, Ballet2000, Dance Europe.

INFO

Teatrosei Vicenza: gran finale con “Finchè morte non ci separi” al San Giuseppe

Il nuovo anno teatrale promosso da FITA Vicenza prosegue all’insegna del buonumore e del teatro di qualità con Teatrosei – una delle manifestazioni annuali insieme a Teatro Popolare Veneto, Teatro in Giardino e Invito a Teatro, organizzate dal comitato provinciale di FITA: l’ultimo appuntamento di questa fortunata edizione 2026 sarà al Teatro San Giuseppe domenica 1 marzo ore 16:30 con lo spettacolo “Finchè morte non ci separi”, commedia tratta da Jusqu’à ce que la mort nous sépare” di Remi De Vos nell’allestimento della compagnia La Ringhiera e per la regia di Riccardo Perraro.

La vicenda? Il funerale della nonna è l’occasione per Simon di rivedere la madre ma, durante l’incontro con l’amica d’infanzia Anne, rompe accidentalmente l’urna in cui sono state riposte le ceneri della defunta. Tra situazioni comiche, raggiri e scompigli, la storia dei tre personaggi si svela, precipitando in una spirale di umorismo graffiante… con finale a sorpresa. 

La rassegna, realizzata con il patrocinio del Comune di Vicenza e in collaborazione con le parrocchie di San Giuseppe e San Lazzaro, si avvale della direzione artistica delle compagnie vicentine La Ringhiera e Lo Scrigno, le quali hanno ideato un calendario di sei eventi suddivisi tra il Teatro San Giuseppe in via Mercato Nuovo 41 e il Teatro San Lazzaro in via da Palestrina 82. 

“Desideriamo rivolgere un sincero ringraziamento all’amministrazione comunale, all’assessore Matteo Tosetto, alle compagnie organizzatrici La Ringhiera e Lo Scrigno e a tutto il nostro pubblico che, con la sua presenza e sostegno, ha contribuito a rendere possibile questa nuova edizione”, spiega Silvia Ada Filippi, consigliera FITA Vicenza e delegata al progetto. “Teatrosei si conferma appuntamento molto atteso per la qualità degli spettacoli in cartellone – evidenzia Renato Poli, presidente FITA Vicenza – e continua a riscuotere apprezzamenti da un pubblico eterogeneo, contribuendo ad arricchire l’offerta culturale della città grazie al contributo dell’amatoriale. A Vicenza la scena amatoriale dimostra da decenni come, per creatività, talento e coraggio nelle scelte artistiche, spesso non abbia nulla da invidiare a tante realtà professionali. In aggiunta, vantiamo dalla nostra quell’inestinguibile amore per il territorio, che vogliamo vivacizzare attraverso la nostra passione per il palcoscenico, una missione appagante che dona momenti lieti alle centinaia di persone che vengono a vederci”.

Pif e Francesco Piccolo a Schio: “Momenti di trascurabile (in)felicità” al Teatro Astra

Schio Grande Teatro 2025/2026 ospita al Teatro Astra, venerdì 27 febbraio alle ore 21, lo scrittore Francesco Piccolo e Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, per la prima volta a Schio. L’appuntamento è realizzato dalla Fondazione Teatro Civico e dal Comune di Schio in collaborazione con Arteven Circuito Multidisciplinare Regionale.

I due artisti portano in scena i “Momenti di trascurabile (in)felicità”, compendio teatrale dei tre celebri volumi dell’autore, trasposti anche al cinema dal regista Daniele Luchetti in una pellicola che vede Pif protagonista. Lo spettacolo, inizialmente previsto domenica 25 gennaio, è tra i più attesi della stagione, con i posti già tutti esauriti da diverse settimane.

Lo spettacolo è un’occasione per far parlare i libri attraverso l’inconfondibile voce di chi li ha scritti, un modo per trovare un contatto vivo con i lettori. Piccolo e Pif propongono un’ora e mezza di irresistibili racconti in bilico fra il reale e il surreale, di riflessioni sui nostri tempi e su tutti quei trascurabili momenti dell’esistenza che accomunano le persone e a cui si può ripensare con un sorriso, seppur a volte amaro. “Ogni volta che ho letto dei Momenti in pubblico – afferma l’autore – mi sono reso conto che l’adesione totale della mia voce al personaggio che attraversa questi libri è un modo per raccontarli ancora meglio”. Ormai è come se Francesco Piccolo li avesse brevettati, questi momenti di cui è fatta la vita: c’è qualcosa nella qualità del suo sguardo che dilata il tempo con leggerezza e vitalità.

Francesco Piccolo (1964) è scrittore e sceneggiatore. I suoi ultimi libri sono: Il desiderio di essere come tutti (Premio Strega 2014), L’animale che mi porto dentro, la trilogia dei Momenti trascurabili, La bella confusione. Ha firmato, tra le altre, sceneggiature per Nanni Moretti, Silvio Soldini, Paolo Virzì, Francesca Archibugi, Daniele Luchetti, Marco Bellocchio. Ha sceneggiato le serie tv L’amica geniale e La vita bugiarda degli adulti. Collabora con Repubblica.

Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, è regista, sceneggiatore, attore e autore. Dopo gli esordi come assistente di Zeffirelli e Giordana, debutta alla regia nel 2013 con “La mafia uccide solo d’estate”, vincendo David e Nastri d’Argento. Seguono “In guerra per amore” ed “E noi come stronzi rimanemmo a guardare”. Volto tv di “Le Iene” e “Caro Marziano”, è anche scrittore e conduttore radiofonico.

Informazioni: www.teatrocivicoschio.it.

Festival Biblico 2026: a Vicenza l’anteprima dedicata a Sammy Basso

Mercoledì 25 marzo, alle 20.30, il Teatro Comunale di Vicenza ospiterà l’anteprima ufficiale del Festival Biblico 2026 con una serata corale dedicata a Sammy Basso, il giovane biologo affetto da progeria, scomparso nel 2024 e divenuto simbolo di impegno e speranza.

L’incontro nasce in occasione dell’uscita del libro “Sammy. Una vita da abbracciare”, edito da San Paolo Edizioni e scritto dai genitori di Sammy Basso, Amerigo Basso e Laura Lucchin, assieme alla giornalista Chiara Pelizzoni. La serata sarà un momento pubblico di racconti, ricordi, testimonianze dal vivo e videomessaggi che restituiranno il lato umano e spirituale di una vita straordinaria.

La storia di Sammy, che è riuscito a trasformare il limite imposto dalla malattia in occasione di senso, responsabilità e testimonianza, rappresenta in modo emblematico e significativo il tema di quest’anno del Festival Biblico: “Il potere del limite”. La manifestazione culturale itinerante, giunta alla 22^ edizione, si svolgerà da aprile a giugno in dieci città italiane e, dal 14 al 24 maggio, arriverà a Vicenza, la diocesi capofila, coinvolgendo anche i comuni di Bassano del Grappa, Breganze, Brogliano, Caldogno, Carmignano di Brenta, Castelgomberto, Dueville, San Pietro in Gu, Schio, Sovizzo, Trissino, Villaverla.

Alla serata del 25 marzo saranno presenti i genitori di Sammy Basso, i suoi amici più cari, la Christian rock band vicentina Mercanti di Perle, oltre a molti ospiti e testimoni. L’iniziativa è promossa dal Festival Biblico in collaborazione con la Libreria San Paolo di Vicenza, San Paolo Edizioni, l’Associazione A.I.Pro.Sa.B, con il patrocinio della Città di Vicenza.

Il libro “Sammy. Una vita da abbracciare”

“Sammy. Una vita da abbracciare” è il titolo del libro uscito lo scorso 12 febbraio e dedicato a Sammy Basso, il giovane biologo affetto da progeria – malattia genetica rarissima, nota come “sindrome da invecchiamento precoce” – scomparso nel 2024. Il libro, scritto da Amerigo Basso e Laura Lucchin assieme alla giornalista Chiara Pelizzoni, raccoglie le testimonianze dei genitori, degli amici e dei collaboratori più stretti, per raccontare come il giovane sia riuscito a trasformare la sua vita in un capolavoro luminoso, con consapevolezza e altruismo. Nella prefazione del volume, scritta da Jovanotti in ricordo dell’amico, si legge: “Sammy nella sua breve e infinita vita ci ha insegnato l’essenziale, che è vivere, un giorno alla volta, con gratitudine e coraggio. La cosa che mi fa impazzire è quanto amore c’è intorno a te, Sammy”.

Verso il Festival Biblico 2026

La serata del 25 marzo anticipa e introduce il titolo della 22ª edizione del Festival Biblico: “Il potere del limite”. Con questo tema, il Festival Biblico si propone di intercettare una delle questioni più urgenti del nostro tempo: il rapporto tra potere e limite in una società che percepisce il limite come un ostacolo da superare e che tende sempre più a interpretare il potere come uso unilaterale della forza. Il Festival Biblico vuole proporre uno sguardo diverso dimostrando che il limite può essere visto come dimensione costitutiva dell’umano, spazio di senso, relazione e libertà, e il potere come una dimensione di cura, di custodia e di responsabilità. Il ricordo corale di Sammy Basso rappresenta un’occasione per entrare nel cuore del Festival Biblico, attraverso una storia concreta e al contempo eccezionale, capace di mostrare come il limite possa diventare spazio di senso condiviso, luogo di consapevolezza e di impegno. Piuttosto che concentrarmi sui limiti che la progeria impone, preferisco pensare alle tante cose in cui posso fare la differenza” diceva Sammy.

Emma Dante torna a Vicenza: “L’Angelo del Focolare” in scena al Teatro Astra

Nell’ambito della rassegna Terrestri 25.26, La Piccionaia – Centro di Produzione Teatrale presenta L’Angelo del Focolare di Emma Dante, in scena giovedì 26 e venerdì 27 febbraio 2026 alle ore 21.00 al Teatro Astra di Vicenza.

Ritorno all’Astra di Emma Dante con la sua Compagnia Sud Costa Occidentale che prosegue, con questo nuovo spettacolo,  la propria indagine sul nucleo familiare, concentrando lo sguardo sulle aspettative culturali che gravano sulla figura della “donna di casa”. Lo spettacolo prende avvio da un interno domestico, uno spazio apparentemente rassicurante che viene progressivamente scardinato da una partitura fisica serrata. La ripetizione ossessiva delle azioni quotidiane – apparecchiare, rassettare, accudire – diventa gesto simbolico, segno visibile di un’esistenza modellata dall’obbligo della dedizione.

I corpi dialogano con lo spazio e con gli oggetti, che si trasformano in prolungamenti della fatica o strumenti di controllo. Nel movimento emerge ciò che non viene detto: la frustrazione, la compressione del desiderio, la tensione silenziosa che attraversa le relazioni. La presenza maschile non si impone con autorità esplicita, ma si radica nelle consuetudini, nel modello patriarcale interiorizzato e normalizzato. È nella routine che si annida la sua forza.

La dimensione corale amplifica questa tensione: i personaggi si muovono come un organismo unico, in una comunità che si auto-regola e si auto-sorveglia. Accanto alla tensione, affiora l’ironia tagliente che caratterizza la poetica di Dante: un’ironia che espone e smaschera, mettendo lo spettatore di fronte all’assurdità di dinamiche ancora profondamente radicate nel presente.

 

La regia e gli attori

 

L’Angelo del Focolare è scritto e diretto da Emma Dante (compagnia Sud Costa Occidentale). In scena Leonarda Saffi (la moglie), Ivano Picciallo (il marito), David Leone (il figlio) e Giuditta Perriera (la suocera).

Gli elementi scenici e i costumi sono firmati da Emma Dante, le luci da Cristian Zucaro.

Lo spettacolo è una coproduzione internazionale che coinvolge Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’EuropaTeatro di Napoli – Teatro NazionaleChâteauvallon-Liberté Scène NationaleLes Célestins Théâtre de LyonComédie de Clermont-FerrandLa Scène Nationale d’Albi-TarnLe Cratère – Scène Nationale d’Alès en CévennesL’Estive – scène nationale de Foix et de l’AriègeThéâtre + Cinéma Scène nationale Grand NarbonneThéâtre de l’Archipel – scène nationale de PerpignanThéâtre Molière, Sète – Scène Nationale Archipel de ThauLe Parvis – scène nationale de Tarbes Pyrénées, insieme a Compagnia Sud Costa Occidentale e Carnezzeria.

Il coordinamento e la distribuzione sono a cura di Aldo Miguel Grompone (Roma), l’organizzazione di Daniela Gusmano.

Emma Dante e il Teatro Astra: una storia che continua

Al Teatro Astra, Emma Dante è una conferma.

Nel tempo, la regista palermitana, appena insignita del Leone d’oro per la carriera,  ha attraversato il palcoscenico vicentino portando interi capitoli di una poetica. Ogni suo lavoro è una tappa di un discorso coerente, radicale, necessario. Ripercorrere la sua storia all’Astra significa riannodare fili emotivi, linguaggi, ossessioni, corpi, famiglie, rituali. Una storia fatta di ritorni, trasformazioni e riconoscimenti.

Tutto comincia nel 2002, quando l’Astra ospita mPalermu, opera prima folgorante vincitrice del Premio Scenario. Nel 2003 arriva CarnezzeriaPremio Ubu come miglior novità italiana. Nel 2007, con Vita mia, il teatro si fa canto funebre e invocazione d’amore. Nel 2009Il Festino intreccia sacro e profano in una potente riscrittura del mito di Santa Rosalia.

Nel 2011 l’Astra diventa quasi una casa: BallariniAqua Santa (Premio della Critica) e Il Castello della Zia aprono nuove traiettorie tra infanzia, memoria e identità. Nel 2019 torna con La Scortecata, premiata con Premio Ubu e Premio Le Maschere del Teatro Italiano. Nel 2021 è la volta di Misericordia, vincitore del Premio Ubu come miglior spettacolo, lavoro che ha segnato profondamente la scena italiana recente.

A questo percorso si aggiunge la sua esperienza come Direttrice Artistica del 67° e 68° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza, progetto nato dal confronto con i limiti fisici e simbolici dell’Olimpico: uno spazio da guardare più che attraversare, soglia tra memoria e presente, sacro e profano. Una direzione che ha chiamato artisti scomodi e irrequieti – Simon Abkarian, Romeo Castellucci, Mimmo Cuticchio, Andrei Konchalovsky, Babilonia Teatri, Angelica Liddell, Dimitris Papaioannou, Vincenzo Pirrotta, Davide Iodice, Alessandro Baricco – accanto alle sue regie Io, Nessuno e PolifemoVerso MedeaOdissea.

Biografia di Emma Dante

Emma Dante (Palermo, 1967) è drammaturga e regista tra le voci più riconoscibili della scena contemporanea: nei suoi lavori indaga la famiglia e l’emarginazione attraverso una poetica fisica, tesa e visionaria, attraversata da una vena di umorismo. Diplomata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” (1990), nel 1999 fonda a Palermo la compagnia Sud Costa Occidentale e si impone rapidamente con mPalermu (Premio Scenario 2001; Premio Ubu 2002 come novità italiana) e Carnezzeria (Premio Ubu 2003), ricevendo negli anni numerosi riconoscimenti per regia e drammaturgia. Il suo percorso si muove con la stessa forza tra teatro di prosa, opera e cinema: firma regie liriche per grandi teatri – tra cui il debutto alla Scala con Carmen (2009) – e porta in scena titoli diventati emblematici come La trilogia degli occhialiLe sorelle Macaluso (Premi Ubu e Le Maschere), Bestie di scenaLa scortecata e Misericordia. Nel 2014 è direttrice artistica del Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza, confermando una ricerca capace di intrecciare rito e quotidiano, sacro e profano, memoria e presente, con un linguaggio scenico radicale e profondamente popolare.

A gennaio 2026, Emma Dante è stata insignita del Leone d’oro alla carriera per la Biennale Teatro 2026. Il prestigioso riconoscimento, proposto dal direttore del settore Teatro Willem Dafoe e conferito dal CDA della Biennale di Venezia, premia la sua ricerca artistica unica, capace di portare la Sicilia e il suo teatro “scomodo” e potente alla ribalta internazionale.

Vicenza in Festival, sul palco di Piazza dei Signori c’è anche la voce graffiante di Noemi

Il sorriso e la voce graffiante di Noemi approdano il 30 agosto (ore 21) sul palco di Piazza dei Signori per la nuova edizione di Vicenza in Festival. Con Raf (1 settembre), Madame (2 settembre) ed Elio e le Storie Tese (3 settembre), il festival firmato da DuePunti Eventi, in collaborazione con il Comune di Vicenza e Confcommercio Vicenza, mette in scena quindi un cast tutto italiano, che abbraccia diverse generazioni, e destinato a vivacizzare la fine dell’estate veneta. 

Un singolo “Bianca” ai vertici delle classifiche radiofoniche italiane, un tour estivo di oltre 30 date, un tour indoor che ha registrato un ampio consenso di pubblico e critica e che è terminato nel suo primi concerto al Palazzo dello Sport di Roma a dicembre, protagonista del mondo televisivo e della radio con un programma tutto suo su Rai Radio 1 intitolato Non solo parole: se il 2025 ha rappresentato per Noemi una stagione straordinaria, il 2026 si apre con l’annuncio di un nuovo live e altre sorprese in arrivo. I concerti del nuovo tour si terranno in alcune delle location più prestigiose  d’Italia, per vivere la musica dal vivo in un’atmosfera speciale e condividere l’emozione con una serie di hit che hanno caratterizzato la sua carriera, uno spettacolo intimo e potente allo stesso tempo, capace di esaltare la sua inconfondibile voce e la sua energia interpretativa.

Noemi, cantautrice e voce tra le più amate e riconoscibili del panorama italiano, è in grado di misurarsi con il pop, il soul, il R’n’B e il blues.  Con 18 dischi di platino e 4 d’oro, in oltre dieci anni ha collaborato con grandi autori (tra cui Vasco Rossi che ha scritto per lei Vuoto a perdere) e partecipato a otto Festival di Sanremo, l’ultimo nel 2025 con Se t’innamori muori. Tra i suoi successi: GlicineMakumba con Carl Brave, Non ho bisogno di te.  Nel 2023 ha omaggiato Anna Magnani ai David di Donatello e la sua celebre canzone Sono solo parole è finita in una memorabile scena del film “Il sol dell’avvenire” di Nanni Moretti.

Ha debuttato come attrice nella serie Netflix Adorazione ed è impegnata nella lotta contro la violenza sulle donne con la Fondazione Una Nessuna Centomila. Nel 2025 ha pubblicato il suo settimo album, Nostalgia, seguito dai singoli Non sono io e Oh ma con Rocco Hunt.  A novembre 2025 è uscito “Bianca”, il singolo ha concluso l’anno al n.1 dell’airplay radiofonico e rimane stabile per settimane ai vertici.

Il suo ruolo d’artista non si limita solo alla musica, ma è stata in giuria a “Io Canto Family”, il talent show musicale di Canale 5 condotto da Michelle Hunziker.

Inizio concerti ore  21.00.

Tutte le info: https://vicenzainfestival.it/

Tina Anselmi va in scena al Teatro Spazio Bixio con “La Gabriella e le ragazze”

Sabato 28 febbraio ore 21 sarà in scena”La Gabriella e le ragazze, storie di Tina Anselmi” una produzione Fondazione Aida su drammaturgia di Simone Dini Gandini, regia di Giacomo Rossetto e Anna Tringali e con protagoniste Eliana Crestani e Benedetta Conte, nell’ambito di Mutazioni 06”, ventesima edizione della stagione di spettacolo del Teatro Spazio Bixio, promossa dal Comune di Vicenza e curata da Theama Teatro, in collaborazione con l’associazione For.The.

La storia ha inizio nella Marca Trevigiana degli Anni ’70: Lina e Irene sono due filandine che scelgono di occupare la filanda in cui lavorano fino all’approvazione da parte del Parlamento della cosiddetta Legge Anselmi (9 dicembre 1977), che sancisce finalmente la parità salariale tra uomo e donna. L’occupazione si presenta così come l’occasione per raccontarsi e, soprattutto, raccontare il ruolo di Tina Anselmi nella storia della Repubblica Italiana.

Un testo scritto con leggerezza e ironia, sullo sfondo delle prossime lotte del 1978 e della loro affascinante colonna sonora, che mescola temi universali a specificità locali (accenti, luoghi, mestieri) per raccontare la Anselmi e la sua importanza nelle conquiste civili e sociali della nostra Repubblica. Emerge così il concreto impegno della politica castellana a favore delle donne, della loro tutela e della loro inclusione nel discorso politico, civile e sociale. In un’epoca in cui i temi sulla parità di genere sono all’ordine del giorno, non possiamo dimenticare una delle donne che in Italia ha aperto la strada a questa rivoluzione di pensiero e farne un esempio di coraggio e determinazione da emulare per il bene comune. 

L’evento rientra nella rassegna 8 marzo – Eventi per la “Giornata internazionale dei diritti della donna” 2026, con il patrocinio del Comune di Vicenza, in collaborazione con la Consulta per le Politiche di Genere.

Thiene, Paolo Calabresi a teatro: la storia vera delle sue false identità

La XLV Stagione di prosa thienese prosegue con il suo settimo appuntamento in cartellone, portando sul palco del Teatro Comunale di Thiene una storia che sfida i confini tra realtà e finzione. Martedì 24, mercoledì 25 e giovedì 26 febbraio 2026 (ore 20:45), Paolo Calabresi sarà protagonista di “Tutti gli uomini che non sono – Storia vera di una falsa identità”.

Lo spettacolo, prodotto da Nuovo Teatro e interpretato insieme a Carolina Di Domenico, ripercorre le incredibili trasformazioni di Calabresi in personaggi realmente esistenti: un viaggio iniziato quasi per gioco, o meglio, per necessità interiore, e diventato col tempo un’operazione di trasformismo senza precedenti.

Molti ricordano ancora la clamorosa performance del “falso Nicolas Cage“, accolto allo stadio con tutti gli onori dalla dirigenza del Milan. Ma quello che lo spettacolo svela è il retroscena umano: queste “immersioni” in altre identità (da John Turturro a Marilyn Manson, fino a cardinali e capi africani) nacquero come risposta a eventi traumatici subiti dall’attore nel giro di poche settimane.

Quello che era nato come un uso “improprio” del mestiere di attore finì per travolgere la sua vita privata e la relazione con la moglie, figura centrale nel racconto interpretata dalla Di Domenico.

Parte integrante della messa in scena saranno i filmati originali e inediti girati dallo stesso Calabresi per documentare i suoi “falsi” all’insaputa di tutti. “Tutti gli uomini che non sono” si configura così come una commedia esilarante ma profonda, una riflessione sull’identità e su come il dolore possa spingere l’essere umano a tirare fuori capacità nascoste.

“Solo dopo molto tempo ho capito che non volevo soltanto raccontare le mie ‘imprese’ – spiega Paolo Calabresi nelle sue note di regia -, ma anche parlare della perdita di se stessi e della confusione tra vero e falso. Non c’è condizione più favorevole di quella di chi non ha nulla da perdere per far nascere cose incredibili”.

Katia Follesa porta “No vabbè mi adoro” al Teatro Comunale di Vicenza

Katia Follesa arriva al Teatro Comunale di Vicenza con il nuovo one-woman-show “No vabbè mi adoro”. Due date già sold out per uno spettacolo che unisce satira e autoironia, tra riflessioni su relazioni, corpo e vita quotidiana. Possibile accesso solo tramite lista d’attesa.

Katia Follesa al Teatro Comunale di Vicenza: doppio sold out

La satira torna protagonista al Teatro Comunale di Vicenza con un nuovo appuntamento fuori abbonamento dedicato alla comicità al femminile. Martedì 24 e mercoledì 25 febbraio, alle 20.45 in Sala Maggiore, arriva Katia Follesa con il suo nuovo spettacolo “No vabbè mi adoro”, un one-woman-show che promette risate e riflessioni attraverso uno stile ironico e diretto che ha conquistato il grande pubblico televisivo e teatrale.

Le due date vicentine sono già sold out, confermando il forte richiamo dell’artista. Eventuali biglietti potranno rendersi disponibili solo in caso di rinuncia da parte degli spettatori già in possesso del titolo d’ingresso, con iscrizione preventiva alla lista d’attesa sul sito del Teatro Comunale.

“No vabbè mi adoro” rappresenta il primo spettacolo da solista di Katia Follesa ed è scritto dalla stessa artista insieme ad Angelo Pintus, con la collaborazione di Alessio Parenti. La regia è affidata a Mauro Simone, le coreografie a Simone Rossari e le scenografie a Georgia Finardi. Il titolo, volutamente provocatorio, diventa una dichiarazione di intenti: uno sguardo autoironico e sincero su sé stessi e sulle contraddizioni della contemporaneità.

Sul palco, Follesa affronta con leggerezza e sarcasmo temi legati alla vita quotidiana, alle relazioni interpersonali, alla coppia e alle fragilità personali. Particolare attenzione viene riservata all’universo femminile intorno ai cinquant’anni, raccontato con ironia corrosiva ma mai amara, capace di trasformare nevrosi e abitudini in materiale comico. Dietro le battute, però, emergono riflessioni più profonde sulle dinamiche sociali e sulle ossessioni del presente.

La forza dello spettacolo risiede nella capacità dell’artista di alternare momenti di puro divertimento a passaggi più introspettivi, mantenendo un ritmo vivace e coinvolgente. La comicità di Katia Follesa, energica e spontanea, punta sull’osservazione del reale e sulla trasformazione di situazioni comuni in episodi esilaranti, costruendo un dialogo diretto con il pubblico.

Attrice, conduttrice e performer teatrale, Follesa è oggi una delle figure più riconoscibili della comicità italiana contemporanea. Dalla televisione al teatro, ha saputo sviluppare uno stile personale basato su improvvisazione, ritmo narrativo e forte presenza scenica, rendendo ogni spettacolo un’esperienza diversa e dinamica.

“No vabbè mi adoro”, della durata di un’ora e mezza senza intervallo, si conferma così uno degli appuntamenti più attesi della stagione vicentina, capace di unire leggerezza e riflessione in una serata di comicità intelligente. I prezzi dei biglietti – ora esauriti – erano fissati a 45 euro per l’intero, 38 euro per gli over 65 e 25 euro per gli under 30, con possibilità di acquisto anche tramite Carta del Docente e Carte della Cultura.