mercoledì, Agosto 26, 2026
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Montecchio Maggiore, al Castello di Romeo arrivano “Le nozze di Figaro” di Mozart per Vicenza in Lirica

Venerdì 21 agosto alle ore 21, il Castello di Romeo di Montecchio Maggiore ospiterà ”Le nozze di Figaro” di Wolfgang Amadeus Mozart, proposte in una coinvolgente riduzione in forma di concerto, nell’ambito di Vicenza in Lirica.

Sarà il primo appuntamento di “Vicenza in Lirica fuori le mura”, il progetto che porta il Festival oltre il Teatro Olimpico per valorizzare il patrimonio storico e culturale della provincia attraverso la musica.

Vicenza in Lirica a Montecchio Maggiore

L’appuntamento promette di regalare al pubblico un’esperienza unica: il capolavoro mozartiano prenderà vita sotto il cielo d’estate, tra le mura del Castello di Romeo, in un’atmosfera capace di rendere ancora più coinvolgenti le vicende del Conte e della Contessa d’Almaviva, di Figaro, Susanna e degli altri personaggi dell’opera. Il cast riunisce giovani interpreti già apprezzati dal pubblico e, in gran parte, vincitori del “Concorso Lirico Tullio Serafin”: Said Gobechiya sarà il Conte d’Almaviva, Erika Artina la Contessa, Claudia Mavilia Susanna, Ignas Melnikas Figaro, Elisabetta Ricci Cherubino, Maria Viviani Marcellina, Liu Huigang Bartolo, Fabio Sabadini Basilio e Don Curzio, Agnese Funari Barbarina e Alberto Spadarotto Antonio. Ad accompagnarli sarà l’Orchestra dei Colli Morenici, diretta dal maestro Marco Titotto, con la partecipazione del Coro Voc’e preparato da Alberto Spadarotto.

La narrazione sarà affidata alla voce di Giovanni Dispenza, mentre i costumi della produzione sono firmati da Ester Campagnaro ed Anna Fabris. Trucco a cura di Rosanna Carollo e acconciature di GB Parrucchieri. In caso di maltempo lo spettacolo sarà recuperato sabato 22 agosto, sempre alle ore 21. L’evento è inserito nel cartellone di Estate d’Eventi 2026 del Comune di Montecchio Maggiore ed è sostenuto dal Ministero della Cultura, dalla Regione del Veneto, dal Comune di Montecchio Maggiore, da Magis e da altri sponsor privati sensibili all’iniziativa. La produzione è dell’associazione “Concetto Armonico APS – Festival Vicenza in Lirica”.

I commenti: “Una prima assoluta”

Per “Vicenza in Lirica” è una prima assoluta a Montecchio Maggiore, resa possibile grazie alla collaborazione con l’Amministrazione comunale e alla disponibilità del sindaco Silvio Parise, che ha accolto con entusiasmo la proposta di inserire questo evento nel calendario di Estate d’Eventi 2026.

“Collaborare con una città come Montecchio Maggiore rappresenta per noi un nuovo ed importante traguardo – afferma il direttore artistico Andrea Castello -. Il Castello di Romeo e il Teatro Olimpico sono due luoghi simbolo del nostro territorio e creare un ponte culturale tra queste realtà significa portare l’opera sempre più vicino alle persone. Siamo convinti che questa sia soltanto la prima tappa di una collaborazione destinata a crescere negli anni. Sarà una serata speciale, capace di unire la bellezza della musica di Mozart al fascino di uno dei panorami più suggestivi della provincia, offrendo al tempo stesso una preziosa opportunità ai giovani artisti”.

“Montecchio Maggiore è lieta di accogliere, in uno dei suoi luoghi più affascinanti, questo appuntamento di ‘Vicenza in lirica’ – afferma il sindaco di Montecchio Maggiore Silvio Parise –. Ringrazio l’Associazione Concetto Armonico APS per aver deciso di portare questa prima assoluta nella nostra città. Sarà un evento di grandissima qualità, che darà lustro all’estate montecchiana”.

“Per tutti gli appassionati, ma anche per chi vorrà approcciarsi per la prima volta alla lirica, sarà un evento da non perdere – commenta l’assessore alla cultura Andrea Palma –. Grazie a ‘Vicenza in lirica’, il cartellone della nostra rassegna estiva ‘Estate d’Eventi’ si arricchisce di un appuntamento assolutamente prestigioso”.

Ferragosto: Gallerie d’Italia Intesa Sanpaolo di Vicenza aperte gratis

Anche la sede di Vicenza delle Gallerie d’Italia, polo museale di Intesa Sanpaolo, come quelle di Milano, Napoli e Torino, sarà aperta gratuitamente al pubblico sabato 15 agosto in occasione di Ferragosto.

Sarò possibile visitare la raccolta di pittura veneta del Settecento, che offre un affascinante itinerario nell’ultima splendida stagione della Serenissima attraverso le ironiche scene di vita quotidiana di Pietro Longhi e le luminose vedute dei grandi vedutisti.

La collezione di icone russe, tra le più importanti d’Occidente e presentata secondo rinnovati criteri museografici, accompagna il visitatore in un suggestivo viaggio alla scoperta della spiritualità ortodossa.

Vicenza, Milano, Napoli, Torino: Gallerie d’Italia Sanpaolo gratis a Ferragosto

Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo e Direttore Generale delle Gallerie d’Italia, afferma: “Rinnoviamo l’apertura straordinaria e gratuita a Ferragosto per sottolineare il valore sociale dell’impegno in arte e cultura di Intesa Sanpaolo.

I progetti espositivi temporanei, la bellezza dei dipinti, delle sculture e delle fotografie in mostra, l’originalità e l’ampiezza dei temi affrontati sono motivazioni per scegliere le Gallerie d’Italia o per tornare a visitarle. I palazzi storici, le collezioni d’arte, le esposizioni e le partnership con i principali musei del mondo rendono Progetto Cultura uno dei più significativi programmi culturali conosciuti in Europa.”

Paolo Gnutti premiato come eccellenza veneta nel mondo all’International Scledum film festival

Il designer e innovatore tessile Paolo Gnutti è stato insignito del premio speciale “Eccellenze venete nel mondo” all’International Scledum Film Festival.

Il premio è destinato alle figure che hanno saputo portare il talento del territorio sui mercati e sulle scene internazionali. La consegna è avvenuta il 2 agosto durante la serata di chiusura della manifestazione ideata dal regista e sceneggiatore Alessandro Carrieri con la co-organizzazione di Filippo Dorigato, prima in Italia interamente dedicata al ruolo del costume e della moda nel cinema e nel teatro.

Il premio “Eccellenze venete nel mondo” a Paolo Gnutti

Durante la manifestazione, all’interno del Giardino Jacquard, Gnutti ha presentato l’installazione “La trama visiva – L’Ordito che veste il cinema e il teatro”: un percorso di ricerca tessile fatto di intrecci e lavorazioni d’avanguardia pensate per dialogare con il mondo dello spettacolo (con l’allestimento floreale curato da I Fiori del Mauri).

Insieme all’installazione, sono stati esposti anche i capi della collezione “Tra sogno e realtà”, nati dal lavoro corale tra Paolo Gnutti, la stilista Barbara Anna Corradini e Luca Martini, allievo del Corso di Alta Sartoria del Teatro Regio di Parma.

Il progetto ha immaginato, attraverso una serie di abiti di altissima manifattura, come si vestirebbe oggi Maria Luigia d’Asburgo, storica committente del Teatro Regio, se dovesse partecipare a una prima teatrale contemporanea.

Insieme a Paolo Gnutti sono state premiate altre personalità di rilievo del panorama culturale: la costumista Catherine Buyse, il soprano Katia Ricciarelli, il free climber Tom Perry e la modellista Venucia De Russi.

Berici in Festival 2026: a Lonigo “Little Italy, sulla strada del sogno”

Il Teatro Comunale di Lonigo annuncia l’adesione al “Berici in Festival 2026”, progetto lanciato dell’Associazione Culturale In Arte Veneto APS di Vicenza in collaborazione con Visit Val Liona APS e lo Spazio Cuca di Sovizzo, unendo sette Comuni dell’area berica (Brendola, Lonigo, Orgiano, Sarego, Sossano, Val Liona e Zovencedo) in un circuito virtuoso che fonde musica, territorio e turismo culturale.

Berici in Festival, a Lonigo “Little Italy, sulla strada del sogno”

Il 26 settembre, alle ore 20.30 il palcoscenico di Lonigo terrà a battesimo “Little Italy, sulla strada del sogno“, un’opera originale nata dal territorio e sostenuta dalla comunità stessa, attraverso una raccolta fondi.

L’opera, composta da Giovanni Minuzzi su libretto di Alberto S. Crudeli, talentuosi autori vicentini, racconta la toccante storia di Lucia, giovane migrante italiana, e della sua amica Hannah che, nella New York agli albori del ‘900, vivranno gli entusiasmi, le fatiche, i drammi e le speranze della grande migrazione oltreoceano.

La partitura musicale, pur parlando un linguaggio attuale, raccoglie l’eredità storica del melodramma italiano. L’allestimento artistico sarà realizzato dall’Orchestra La Rotonda e dal coro Schola Poliphonica Monte Berico, realtà formate e dirette dal maestro Silvia Fabbian.

Gli interpreti dei caratteri principali dell’Opera saranno: il soprano Ilaria Gusella, il mezzosoprano Sara Tommasini, il tenore Michele Cicala, il basso Diego Castello, il tenore Carlo Prampolini.

L’Associazione Artisti Anonimi di Sossano, guidata da Davide Schio, collaborerà per la realizzazione scenica dell’evento e anche la Filarmonica “Bruno Brunelli” di Lonigo prenderà parte all’allestimento.

“Berici in Festival dimostra come la sinergia tra associazioni, istituzioni e territorio possa generare un valore culturale ed economico concreto – ha commentato la presidente di In Arte Veneto, Ilaria Gusella -. Portiamo spettacoli di qualità fuori dai circuiti tradizionali e diamo spazio ai giovani talenti locali che aprono i nostri concerti. Il teatro di Lonigo è lo scenario migliore che potevamo avere per la prima assoluta di “Little Italy, sulla strada del sogno”.

Per consentire il debutto di quest’Opera, le tre realtà associative organizzatrici del Festival, a cui si aggiunge l’Associazione Schola Poliphonica Monte Berico, hanno aperto una raccolta fondi sulla piattaforma ideaginger.it, coinvolgendo così la comunità intera nella messa in scena. Attraverso la campagna, cittadini e appassionati potranno sostenere i talenti e la cultura, espressioni del territorio, e assicurarsi in anticipo i posti per la prima assoluta al Teatro Comunale di Lonigo, l’unico teatro dell’Ottocento della provincia di Vicenza.
Berici in festival è realizzato con il patrocinio del Consiglio Regionale del Veneto e grazie al sostegno economico della Provincia di Vicenza, dei comuni partecipanti e di partner privati: Banca delle Terre Venete, Società Servizi Energia, Clinica Dentale, Inglesina e Studio Legale Contin Rucco e Associati, a cui si sono aggiunti, per l’Opera, Ferraro Group SpA, VECA SpA e Fisioterapia Pilastro srls.

“Teatro in casa”: il 5 agosto il primo spettacolo a Marano Vicentino con Maria Celeste Carobene

Riparte anche a Marano Vicentino la rassegna intercomunale “Teatro in casa”, che quest’anno coinvolge 23 Comuni: il primo appuntamento maranese è per mercoledì 5 agosto 2026, con “Ready Player Doc”, di e con Maria Celeste Carobene, con le musiche originali di Matteo Nicolin, una produzione CB Teatro.

A Marano Vicentino “Ready Player Doc”

Alle 20.45 in casa Campese-Panizzon (via Santa Lucia, 62), la protagonista, con l’aiuto di curiosi aneddoti legati al mondo dei videogiochi, racconta in chiave tragicomica la sua convivenza con il Disturbo Ossessivo Compulsivo.

In uno spettacolo che unisce stand-up comedy con il teatro interattivo e di narrazione, il pubblico ripercorre insieme a lei il viaggio verso la diagnosi, aiutandola a superare tutti i livelli di un gioco che non può controllare.

“Teatro in casa”: le altre tappe maranesi

Le tappe maranesi del “Teatro in casa” 2026 proseguiranno con Silva Cantele in “Johnny Cash”, mercoledì 12 agosto alle 20.45 presso la Casa del blues (viale Europa, 112) e “Proietti a modo mio! Una biografia”, con Silvio Barbero, mercoledì 26 agosto alle 20.45 nella corte San Piero (via San Pietro, 50).

L’entrata è sempre libera e i posti sono limitati: è consigliata la prenotazione sul sito della rassegna. In caso di pioggia, gli spettacoli si terranno presso l’auditorium comunale di Marano Vicentino (via Marconi 9).

Salotti Urbani 2026 al Bixio di Vicenza: agosto inizia con libri, poesie e musica

In questo primo scorcio di agosto, Salotti Urbani nel Giardino del Teatro Spazio Bixio di Vicenza prevede un triplo appuntamento settimanale in due giorni.

La rassegna estiva è giunta alla sua undicesima edizione ed è promossa da Theama Teatro in collaborazione con Magis e con il sostegno dell’assessorato alla Cultura, al turismo e all’attrattività del Comune di Vicenza.

Salotti Urbani 2026: gli appuntamenti nella prima settimana di agosto

Martedì 4 agosto ore 18:30 I love book” a cura di CSV Vicenza con la presentazione del libro “Franco Battiato-Come un incantesimo”di Carla Spessato e con presentazione di Gianluigi Coltri; l’opera contiene le storie di tutte le canzoni di Battiato e il racconto di tutti gli album e delle sue opere, oltre a un’indagine unica nel suo genere sulle decine di interventi come autore, produttore, interprete in musica, teatro, cinema, letteratura. In appendice la storia inedita del primo album del 1969, mai arrivato nei negozi. 

Seguirà, alle ore 20, “I love poetry-Poesie in frequenza” di e con Carlo Stefani e con Alessandro Santoni, Beatrice Achille, Simone Pietribiasi, un evento poetico-elettronico, tra versi contemporanei e paesaggi sonori digitali, dove la parola incontra il beat. 

Venerdì 7 agosto alle ore 19.30 sarà la volta di “I love stories Canti del guardare lontano” con Aristide Genovese e Antonio Gallucci al sax, un evento poetico-sonoro per menti erranti e sguardi aperti, tra racconti e visioni di Giuliano Scabia.

Il titolo riprende quello dell’omonima raccolta poetica di Scabia, e lo spettacolo intreccia a essa brani tratti da “Le foreste sorelle”, l’ultimo grande affresco scabiano, popolato di alberi, animali e voci che parlano la lingua stessa della natura. Da questo incontro di testi nasce una composizione che è essa stessa un piccolo esercizio di stralingua: un montaggio che non si limita a recitare Scabia, ma prova a pensare e a suonare come egli pensava, mescolando i registri, sporcando la lingua colta con l’eco del dialetto e del canto popolare.

Ad accompagnare il cammino delle parole è un sax dal fraseggio sincopato e spezzato, mai illustrativo: un suono che cammina accanto al testo, a volte lo precede, a volte lo contraddice. Lo spettacolo cerca infatti un legame vivo con il territorio, con la sua lingua, con quell’essere agreste che in Scabia non è mai nostalgia, ma sorgente di invenzione, restando insieme, sorprendentemente, contemporaneo.

Vicenza, Gallerie d’Italia aperta e gratis domenica 2 agosto

Le quattro sedi di Milano, Napoli, Torino e Vicenza delle Gallerie d’Italia, polo museale di Intesa Sanpaolo, propongono l’apertura gratuita per tutti i visitatori domenica 2 agosto, come ogni prima domenica del mese, così come sabato 15 agosto in occasione di Ferragosto.

Vicenza, Gallerie d’Italia aperta e gratis domenica 2 agosto

A Vicenza domenica 2 agosto è l’ultimo giorno per visitare Giorgia Lupi. L’umanesimo dei dati, la prima mostra personale della celebre designer e partner di Pentagram Giorgia Lupi.

L’esposizione, a cura di Associazione Illustri, racconta la visione di una delle più importanti designer contemporanee attraverso un percorso espositivo che intreccia dati, memoria, empatia e narrazione visiva.

Il progetto mette al centro il Data Humanism, l’approccio con cui Giorgia Lupi restituisce ai dati una dimensione più intima, qualitativa e umana.

Teatro Popolare Veneto a Val Liona la tragedia jazz “Così parlò Giosuè” di Artisti Anonimi

Prosegue all’insegna del teatro di alta qualità la 31esima edizione di “Teatro Popolare Veneto”, una delle quattro manifestazioni annuali insieme a Teatro in Giardino, Teatro Sotto le Stelle e Invito a Teatro, organizzate da FITA Vicenza e realizzata con il patrocinio della Provincia di Vicenza e in collaborazione con i Comuni ospitanti.

Sabato 1 agosto ore 21 in piazza Roma a Val Liona sarà la volta di “Così parlò Giosuè”, scritto e diretto da Davide Schio, nella messinscena della compagnia sossanese Artisti Anonimi. Ingresso gratuito.

Teatro Popolare Veneto a Val Liona la tragedia jazz “Così parlò Giosuè” di Artisti Anonimi

La vicenda? Giosuè Schiavoni, che nelle rassicuranti vesti di ghostwriter si è sempre tenuto in disparte dai riflettori, non desidera più vivere all’ombra di Franco Dal Santo, l’editore dei suoi celebri romanzi. L’esclusione da ogni gloria e l’invidia nei confronti dell’amico di lunga data, a cui invece sono rivolti gli applausi del pubblico, l’hanno portato sull’orlo della disperazione.

La monotonia esistenziale del protagonista viene però spezzata dalla visita inaspettata di un individuo misterioso: la Morte, giunta a reclamare l’anima dannata dello scrittore.

Decidendo di sfruttare la situazione a suo vantaggio, Giosuè propone uno scambio alla cupa mietitrice: la vita di Franco in cambio della propria. Forte di questo patto e smanioso di vendetta, escogiterà un piano per eliminare l’usurpatore dei suoi successi e conquistare ciò che gli spetta di diritto: libertà, giustizia, amore. Nel sangue e nel silenzio, si leva il sipario su questa …tragedia jazz.

“L’obiettivo dello spettacolo è dare nuovo respiro alla tragedia classica – spiega il regista – rivisitandola e mascherandola con elementi e situazioni comiche o grottesche. Il Giosuè non cerca l’approvazione del pubblico, vuole invece provocarlo e stupirlo, giocando con la speranza, le aspettative, i sentimenti, e ricordando che la vita è un chiaroscuro in divenire. Il teatro stesso diventa parte integrante dello spettacolo e prende vita, suscitando non solo sorrisi, risate e divertimento, ma anche riflessioni, angoscia, tensione, commozione e persino terrore”.

Dopo il successo di pubblico incassato nell’edizione 2025, Teatro Popolare Veneto si conferma anche quest’anno un appuntamento apprezzato da un pubblico eterogeneo proveniente da tutta la provincia: “Dopo il traguardo delle 30 candeline spente non ci siamo certamente adagiati sugli allori – evidenzia Renato Poli in qualità di presidente di FITA Vicenza – con grinta e determinazione abbiamo imbandito un opulento cartellone 2026, da giugno a dicembre, così da ‘sfamare’ il nostro eterogeneo pubblico sparso in tutta la provincia di Vicenza grazie a una serie di spettacoli divertenti e mai banali. Nonostante le ristrettezze in cui versano molti Comuni, quelli che hanno scelto di aderire al nostro progetto dimostrano, coi fatti, di aver compreso l’importanza di una manifestazione che mantiene acceso il ‘sacro fuoco’ dell’amatoriale”.

“Il teatro nel Teatro! – prosegue Davide Berna, coordinatore della rassegna – giocando un po’ con le parole, ma senza scomodare Pirandello, siamo felici di annunciare che anche quest’anno ritorna la storica rassegna Teatro Popolare Veneto, fortemente voluta dalla Provincia di Vicenza in collaborazione con FITA Vicenza. Tanto teatro anche in questa edizione che rispetto al 2025 aumenta il numero degli appuntamenti arrivando a un totale di 37 spettacoli. Molti i Comuni coinvolti, alcuni dei quali presenti per la prima volta. La proposta è eterogenea e prevede anche un paio di debutti. Si va dalla commedia tradizionale dialettale al classico goldoniano spaziando da testi del teatro greco fino ad arrivare alla resistenza partigiana. Una varietà di generi che testimonia la vitalità e la passione amatoriale. Insomma si prospetta un’edizione 2026 ricca ed effervescente. Non rimane, quindi, che alzare il sipario e godersi lo spettacolo”.

Vicenza: aperta la mostra “Sacrario del Pasubio 1926-2026. Memoria di un secolo”

È aperta da oggi nel cortile di Palazzo Trissino dal 30 luglio la mostra “Sacrario del Pasubio 1926-2026. Memoria di un secolo” organizzata dal Comune di Vicenza e dalla Fondazione 3 novembre 1918 per ricordare il centenario dall’inaugurazione del sacello – ossario.

All’inaugurazione, oggi alle 11 e 30, è prevista la presenza del sindaco Giacomo Possamai e del presidente della Fondazione 3 novembre 1918 Gianni Periz. L’appuntamento è aperto a tutti.

La mostra si potrà visitare dal 30 luglio fino al 7 settembre, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 19 e il sabato dalle 8 alle 12.30. Ingresso libero.

“Sacrario del Pasubio 1926-2026. Memoria di un secolo”

La mostra ripercorrerà la storia del monumento – inaugurato il 29 agosto del 1926 alla presenza del re Vittorio Emanuele III per rendere omaggio ai Caduti della 1^ Armata del generale Guglielmo Pecori Giraldi – attraverso un itinerario fotografico e la riproduzione delle pagine dedicate da Il Giornale di Vicenza alla ricorrenza.

Il Giornale di Vicenza, infatti, ha dedicato mensilmente una pagina dal giugno 2025, un percorso di avvicinamento agli eventi che hanno preso il via nella primavera del 2026 in onore dei 100 anni del Sacrario. Gli articoli sono firmati dalla giornalista Isabella Bertozzo.
Le foto esposte ripercorrono i momenti salienti della vita dell’Ossario, dal cantiere all’inaugurazione, e poi alcuni eventi significativi e fanno parte dell’archivio di Gianni Periz.

L’edificio è stato progettato dall’architetto Ferruccio Chemello in memoria del figlio Guido, tenente degli Alpini caduto nella battaglia dell’Ortigara del 1917, sepolto nella cripta. Gli interni del monumento sono stati dipinti dal pittore Tito Chini, autore anche delle vetrate; gli elementi in ferro sono di Umberto Bellotto, la statua della Madonna è dello sculture di Giuseppe Zanetti.

L’imponente torre in pietra locale, alta 35 metri, ospita nell’Ossario i resti di circa 5 mila soldati italiani, in gran parte ignoti, e di 60 soldati austro-ungarici ignoti. Dal 1953 accoglie anche la salma del comandante Pecori Giraldi.

Teatro Popolare Veneto 2026, a Zovencedo “Civico 21” de Gli Scordati

Prosegue all’insegna del buonumore la 31esima edizione di “Teatro Popolare Veneto”, una delle quattro manifestazioni annuali insieme a Teatro in Giardino, Teatro Sotto le Stelle e Invito a Teatro, organizzate da FITA Vicenza e realizzata con il patrocinio della Provincia di Vicenza e in collaborazione con i Comuni ospitanti.

Venerdì 31 luglio, alle 20 e 30 in piazza dalla Libera a Zovencedo, sarà in scena ad ingresso gratuito la compagnia Gli Scordati con “Civico 21”, commedia musicale per la regia di Sara Peretti e Ivana Pizzuto.

Teatro Popolare Veneto, a Zovencedo “Civico 21” de Gli Scordati

Lo spettacolo è ambientato nel condominio di un’indefinita città; gli inquilini, attraverso una finestra che si apre sulla loro quotidianità, condividono con il pubblico frammenti della loro esistenza. Sembra che ogni vicenda sia a sé, rinchiusa tra le quattro mura di ciascuna abitazione ma, in realtà, i portinai dello stabile, che conoscono tutti i segreti degli inquilini, fanno da anello di congiunzione delle varie vicende, elargendo commenti scanzonati e intervalli musicali. Le storie sono tratte da testi di vari autori (da Stefano Benni a Neil Simon), così come le musiche, che propongono una fantasiosa carrella di pop e cantautorato italiano (Lucio Dalla, Max Gazzè, Franco Battiato, tra gli altri). “Una commedia dove quattro attori e quattro musiciste si alternano raccontando un pezzetto di quotidianità all’interno del proprio guscio, la propria abitazione – evidenzia Peretti – Il lavoro è stato quello di mettere in risalto il carattere degli inquilini ognuno con le proprie paure, ambizione, le timidezze, le attese”.

Dopo il successo di pubblico incassato nell’edizione 2025, Teatro Popolare Veneto si conferma anche quest’anno un appuntamento apprezzato da un pubblico eterogeneo proveniente da tutta la provincia: “Dopo il traguardo delle 30 candeline spente non ci siamo certamente adagiati sugli allori – evidenzia Renato Poli in qualità di presidente di FITA Vicenza – con grinta e determinazione abbiamo imbandito un opulento cartellone 2026, da giugno a dicembre, così da ‘sfamare’ il nostro eterogeneo pubblico sparso in tutta la provincia di Vicenza grazie a una serie di spettacoli divertenti e mai banali. Nonostante le ristrettezze in cui versano molti Comuni, quelli che hanno scelto di aderire al nostro progetto dimostrano, coi fatti, di aver compreso l’importanza di una manifestazione che mantiene acceso il ‘sacro fuoco’ dell’amatoriale”. “Il teatro nel Teatro! – prosegue Davide Berna, coordinatore della rassegna – giocando un po’ con le parole, ma senza scomodare Pirandello, siamo felici di annunciare che anche quest’anno ritorna la storica rassegna Teatro Popolare Veneto, fortemente voluta dalla Provincia di Vicenza in collaborazione con FITA Vicenza. Tanto teatro anche in questa edizione che rispetto al 2025 aumenta il numero degli appuntamenti arrivando a un totale di 37 spettacoli. Molti i Comuni coinvolti, alcuni dei quali presenti per la prima volta. La proposta è eterogenea e prevede anche un paio di debutti. Si va dalla commedia tradizionale dialettale al classico goldoniano spaziando da testi del teatro greco fino ad arrivare alla resistenza partigiana. Una varietà di generi che testimonia la vitalità e la passione amatoriale. Insomma si prospetta un’edizione 2026 ricca ed effervescente. Non rimane, quindi, che alzare il sipario e godersi lo spettacolo”.
Ingresso gratuito.