mercoledì, Luglio 15, 2026
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Doré Quartet a Villa Ghislanzoni Curti di Bertesina per i Notturni d’Estate

Nell’ambito della rassegna Notturni d’Estate a Villa Ghislanzoni Curti di Bertesina, giovedì 2 luglio 2026 è in programma un concerto con il Doré Quartet, formazione d’archi composta dai violinisti Ilaria Taioli e Samuele Di Gioia, dal violista Salvatore Emanuel Borrelli e da Caterina Vannoni al violoncello.

Notturni d’Estate è la serie incontri musicali all’aperto promossa dall’Orchestra del Teatro Olimpico e dalla Società del Quartetto di Vicenza. Il concerto è realizzato nell’ambito della VII edizione del festival Musica con Vista organizzato dal Comitato AMUR del quale fa parte anche la Società del Quartetto di Vicenza insieme ad altre 14 importanti istituzioni concertistiche italiane.

Il concerto inizia alle 21.

Doré Quartet a Villa Ghislanzoni Curti di Bertesina per i  Notturni d’Estate

Nato nel 2021 da una passione condivisa per la musica da camera, l’ensemble Doré Quartet prende il nome da Gustave Doré, pittore e incisore francese di grande talento attivo nella seconda metà dell’Ottocento.

Il Quartetto ha rapidamente guadagnato visibilità internazionale, grazie all’affermazione in vari concorsi e ad apparizioni in importanti festival e stagioni di concerti in tutta Europa. Beneficiario di alcune prestigiose borse di studio, come quella istituita dalla Royal Concertgebouw Orchestra, la formazione ha proseguito il lavoro di alto perfezionamento frequentando masterclass con i migliori specialisti di musica da camera. 

Attualmente i quattro archi stanno studiando con il Quatuor Ébène alla Hochschule für Musik und Theater di Monaco, con il Quartetto di Cremona all’Accademia Stauffer, con il Kuss Quartet all’Accademia Perosi e con Marc Danel alla Nederlandse StrijkKwartet Academie di Utrecht.

Dal 2024 il Doré suona quattro preziosi strumenti storici appartenenti alla collezione della Fondazione Pro Canale.

Il programma del concerto a Villa Ghislanzoni Curti 

Il programma del concerto del Doré Quartet si apre con il Quartetto in Mi minore Op. 59 n. 2 di Beethoven che appartiene a una triade composta nel 1806 nota come “Quartetti russi” perché commissionata dal conte Andrea Kyrillovic Razumowski, ambasciatore russo a Vienna, buon violinista e generoso mecenate. Insieme alla Sonata per pianoforte, il Quartetto per archi è un genere che Beethoven predilesse e al quale si dedicò lungo tutta la sua parabola artistica: dalla serie giovanile dell’Op. 18, ai Quartetti della maturità composti nel periodo 1805-1810, fino agli ultimi venuti alla luce negli anni Venti. Se i primi risentono dell’influenza dei maestri Haydn e Mozart, già con l’Opus 59 Beethoven si emancipa dallo stile settecentesco e raggiunge un equilibrio perfetto fra eredità del passato e nuove soluzioni che vanno oltre i limiti dettati dalla tradizione e anticipano lo sviluppo futuro della musica.

In chiusura di concerto il Doré Quartet propone il Quartetto di Giuseppe Verdi in Mi minore che il grande operista scrisse a Napoli “nei momenti d’ozio” durante l’allestimento di Aida al Teatro San Carlo. Si tratta di una pagina deliziosa e per certi versi sorprendente nella quale Verdi dimostra di sapersi destreggiare con grande naturalezza in un genere musicale così lontano da quello operistico, per il quale era venerato in tutta Europa.

Teatro Sotto Le Stelle-Trissino (FITA Vicenza): in scena “Divorzio con sorpresa” della compagnia L’Astichello

Per la trentunesima edizione di “Teatro Sotto le Stelle-Trissino” targata FITA Vicenza è in programma giovedì 2 luglio la commedia brillante di Antonio Stefani “Divorzio con sorpresa”, nella messinscena de L’Astichello per l’adattamento e la regia di Aldo (Alvin) Zordan. 

La rassegna nel Comune di Trissino prevede cinque appuntamenti tra giugno e luglio nella suggestiva location dell’Anfiteatro di Selva di Trissino, con inizio sempre alle 21, biglietto unico da 2 euro e incassi saranno devoluti alle associazioni di volontariato di Trissino che partecipano all’iniziativa. In caso di maltempo gli spettacoli saranno annullati

Teatro Sotto Le Stelle-Trissino (FITA Vicenza): in scena “Divorzio con sorpresa”  

La vicenda? La travagliata vita di una coppia alle prese con una suocera invadente: sul palco verranno rappresentate perciò le tragicomiche peripezie di un padrone di casa che deve misurarsi con una moglie frivola, una suocera terribile e onnipresente, un amico innamorato della moglie e uno zio decisamente bizzarro. Tutto incorre a causare un inevitabile divorzio ma… sarà davvero questa la fine di ogni tribolazione? “Divorzio con sorpresa” brilla per una leggerezza di alta qualità, punteggiato com’è da un ritmo irresistibile e da una comicità non priva di contenuti universali, sicché all’umorismo  sono associate riflessioni sui rapporti umani nelle quali ogni spettatore può confrontarsi e, forse, riconoscersi un po’. Una commedia in pieno stile Astichello, storica compagnia vicentina che, dal 1991 a oggi, opera attraverso il medium teatrale nell’ambito della valorizzazione delle tradizioni, della cultura e del territorio veneto. 

“Anche quest’anno proseguiamo nel fortunato percorso di Teatro Sotto Le Stelle-Trissino – evidenzia Renato Poli, presidente del Comitato vicentino di FITA – Oltre alla valorizzazione del teatro amatoriale di qualità, l’intenzione aggiuntiva delle nostre rassegne è proporre un cartellone eclettico che non sia incentrato solo su offerte dialettali ma, anzi, aperto alla contemporaneità e all’innovazione, così da offrire al numeroso pubblico buon umore, varietà e creatività. Un ringraziamento particolare va alla compagnia Gli Scordati, che hanno curato una programmazione in grado di accontentare ogni gusto assicurando al pubblico un gioioso divertimento e, perché no, qualche spunto di riflessione per alleggerire le nostre vite”.

“Per FITA Vicenza questa è un’importante rassegna – prosegue Stefano Chiolo, coordinatore di Teatro Sotto Le Stelle-Trissino e vice-presidente di FITA Vicenza – possiamo dire il fiore all’occhiello per quanto riguarda le rassegne del teatro amatoriale estivo. L’intenzione è offrire un paio d’ore di risate e spensieratezza, questo grazie alla fiducia che il Comune di Trissino e l’ufficio Cultura ripone in noi, al nostro operato e alle nostre compagnie associate che si sono susseguite negli anni”.

Vini rossi da meditazione: Ripasso della Valpolicella e Appassimento Sangiovese

(Articolo sui vini Ripasso della Valpolicella e Appassimento Sangiovese di Michele Lucivero, sommelier, da VicenzaPiù Viva n. 306sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr)

Valpolicella Ripasso Classico Superiore DOC 2022, 13,5% vol., Cantina Tommasi

Con il termine Ripasso s’intende una specifica tecnica di vinificazione utilizzata nella nota zona della Valpolicella, in provincia di Verona, che consiste nel “ri-passare”, cioè nel far rifermentare il vino rosso base generalmente sulle vinacce dell’Amarone o del Recioto. In questo modo viene vinificato il Valpolicella Ripasso DOC, un vino che si colloca per struttura e complessità esattamente a metà strada tra il tradizionale Valpolicella e il maestoso Amarone. Abbiamo selezionato la Cantina Tommasi per degustare il suo Valpolicella Ripasso Classico Superiore proveniente da vigneti dei Cru Conca d’oro a nord della provincia di Verona, terra calcarea su cui trovano il luogo d’elezione i vitigni Corvina, Rondinella e Corvinone, punte di diamante autoctone della viticultura veneta. Dopo la rifermentazione sulle vinacce dell’Amarone per circa 12/13 giorni, il ripasso rimane in affinamento per almeno 18 mesi in botti di rovere di Slavonia, per poi riposare ancora sei mesi in bottiglia. Il risultato è un vino che alla vista si presenta di colore rosso rubino intenso e luminoso; i sentori del corredo fruttato e floreale esprimono note di ciliegia matura in confettura e rosa rossa appassita, per poi lasciare il passo ai profumi terziari di tabacco, pepe nero, balsamici ed eterei nobili. La caratteristica del Valpolicella Ripasso Classico Superiore è l’eleganza al palato, che si esprime con tannini morbidi e setosi, una giusta sapidità e una morbidezza unica, tutte caratteristiche che donano una corposità decisamente interessante e una lunga persistenza.

Appassimento Sangiovese, Tenuta Santodeno 2020, 14,0 % vol.

Anche l’appassimento è una storica tecnica enologica adottata nel nord Italia per ottenere una maggiore concentrazione naturale di zuccheri, aromi e acidi. Essa consiste nel provocare una disidratazione controllata delle uve prima della loro pigiatura, cioè una riduzione della quantità di acqua all’interno degli acini, generalmente depositando i grappoli su graticole in cantina, a differenza dei cosiddetti “passiti”, per i quali generalmente si preferisce la surmaturazione su pianta. Abbiamo, in questo caso, deciso di degustare un caratteristico Appassimento Sangiovese della Tenuta Santodeno. Il vino si presenta alla vista con un colore rubino e un’unghia porpora, colori che ci trasmettono, insieme alla limpidezza e alla compattezza, chiari segnali di gioventù. Al naso ci appare fruttato con sentori di lampone, ciliegie, fragola, mora, prugna e frutti rossi di bosco, ma anche floreale con una piena nota di viola e poi una nota leggera di peperone arrosto nel vegetale. Nella famiglia delle erbe aromatiche riconosciamo l’origano, mentre emerge anche una nota minerale di grafite. Tra le spezie si avvertono i chiodi di garofano, la radice di liquirizia e la cannella, mentre tra le tostature si percepisce il tabacco biondo di sigaretta, il caffè ad alta tostatura, per finire poi con una nota di inchiostro. Sicuramente è un vino intenso e leggermente complesso al naso con una qualità definita. Assaggiandolo è secco, con alcol caldissimo e morbidezze avvolgenti. È fresco con tannini astringenti e una sapidità che dà corpo alla struttura e lo rende decisamente persistente.

Abbinamenti

Se il Valpolicella Ripasso Classico Superiore è consigliabile con piatti di terra, brasati e grigliate di carne, l’Appassimento Sangiovese è da abbinare indubbiamente ad un prosciutto crudo di Parma oppure a gustosi prodotti locali, purché siano abbastanza delicati di sale per non contrastare troppo con la nota dolce.
Tuttavia, il consiglio che ci viene da dare davanti a vini delicati, strutturati e corposi è sempre quello di degustarli non necessariamente durante i pasti. Ci sono, infatti, vini che accompagnano bene la meditazione, lo studio, la lettura e, talvolta, agevolano la conversazione con amici e amiche e questi due vini che abbiamo selezionato per VicenzaPiùViva rientrano esattamente in questa categoria, per cui non ci resta che augurarvi: Prosit!

Requiem per una grigliata. Con tanto di lacrime (da cipolla)

(Gastronomia del riciclo, ricetta per le cipolle ripiene, articolo di Federica Zanini da VicenzaPiù Viva n. 308sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr).

Ponte del primo maggio ed ecco che tutti hanno dato alle fiamme ciocchi di legna e carbonella a profusione. Nelle grigliate in compagnia il rischio è sempre l’over…cooking.
La rima non è voluta, ma temendo l’overbooking, nel senso della comparsa all’ultimo minuto di fameliche bocche non previste, chi invita abbonda già di suo con la carne nel vassoio, su cui poi si ammonticchiano puntualmente le costine di quell’allevatore speciale, gli spiedini che non puoi sapere che mix di sapori, le bistecche che si sciolgono in bocca e le salsicce speciali a punta di coltello che gli invitati fanno a gara a portare. Chissà poi se per sincera cortesia o per segreta paura di non mangiare abbastanza… Da abbastanza ad (sovr)abbondanza il passo è breve.
Passata quella che è la Festa dei Lavoratori ma non certo dei grigliatori – sorvegliati dagli amici che non fanno loro fiato sul collo solo perché hanno le bocche impegnate con stuzzichini e antipasti – ecco che nella teglia resta sempre un po’ di brunita, profumata carne. Nel mio caso delle succulente salsicce. Che farne? Ma delle belle cipolle ripiene, ovvio no?
Io uso quasi esclusivamente quelle bianche e in casa avevo la qualità Margherita, meraviglia pugliese IGP, di forma piatta, ma vanno benissimo anche quelle tonde. In quest’ultimo caso, anzi, sarà anche più facile svuotarle.
Dopo averle sbucciate, lavate e tagliate a metà (solo nel caso delle tonde, le piatte vanno intere!), asciugatevi gli occhi e fatele bollire circa un quarto d’ora in acqua salata. Scolate e lasciate raffreddare.
A questo punto, aiutandovi con un cucchiaino e un coltellino, asportate il cuore delle cipolle, avendo cura di lasciare intatti i due strati esterni. Con le tonde sarà molto agevole e, se grosse, permetteranno di ottenere delle ulteriori “vaschette” di cipolla sfruttando gli strati medi. Nel caso invece delle piatte, scavandole all’interno, otterrete come dei gusci di cipolla con un’apertura in cima. Per il ripieno, in una ciotola mescolate le salsicce (o la carne) sminuzzate e tritate finemente nel mixer insieme alla polpa di cipolla ottenuta dallo svuotamento, grana e un formaggio stagionato grattugiati, pan grattato, sale, pepe, aromi a piacere, aglio in polvere se gradito e qualche altro avanzo del frigo. Io avevo delle taccole (le tegoline piatte) lessate, ma qualsiasi altra verdura, purché dal sapore delicato, andrà benissimo. Persino quell’insalata che sta appassendo dimenticata nel cassetto… Quel fondo di provolone, invece, ho voluto serbarlo per la decorazione.
Ottenuto un impasto omogeneo, riempite le cipolle e disponetele sulla placca del forno foderata di carta antiaderente. Un cubetto di formaggio come la ciliegina sulla torta e ci siamo: una ventina di minuti in forno.

Le fasi della preparazione

Nel caso avanzasse ripieno, via col riciclo del riciclo: formate delle polpette, ungetele con un po’ d’olio e cuocetele insieme alle cipolle, così da non sprecare gas o energia elettrica.
Niente male come funerale per le nostre salsicce…

Vicenza, torna il Jamrock  Festival: Tony Pitony, Motta e una raffica di concerti

Dal 14 al 19 luglio torna a Vicenza il Jamrock  Festival, uno degli appuntamenti musicali più attesi dal pubblico vicentino e non, organizzato dall’omonima associazione che, tra le altre cose, è stata promotrice e capofila anche del fortunato festival “Hangar Palooza” che ha inaugurato nel settembre scorso il grande Parco della Pace. 

Un gruppo organizzativo forte che festeggerà l’importante traguardo delle quattordici  edizioni consecutive visto che Jamrock è stato tra i pochissimi festival in Italia a non  fermarsi nemmeno durante gli sfortunati anni del Covid. 

Jamrock a Vicenza: i dettagli del Festival

La nuova edizione si svolgerà sempre nell’area di Parco Fornaci, a due passi dalla vecchia sede storica di Park Farini, in un contesto verde apprezzatissimo in città grazie anche alla presenza del chiosco stagionale di Fornaci Estate; la sinergia tra le due realtà è riuscita a dare vita ad un evento che l’anno scorso ha registrato il record di presenze tra le manifestazioni estive cittadine e che viene riconosciuto dal pubblico come tra i più belli e curati della Regione Veneto. 

La manifestazione, sulla scia dell’anno scorso, avrà una durata di ben sei giorni, dal martedì alla domenica, e ospiterà al suo interno anche “Tacate al Mercatin”, un mercatino  dedicato all’arte e all’artigianato hand-made con oltre venti espositori tra artisti e hobbisti  del territorio. 

Vasta la scelta per quanto riguarda la ristorazione che vedrà la presenza di cinque cucine mobili, di cui una interamente vegana: da specialità tipicamente romane, siciliane e  venete fino ad arrivare alla cucina messicana ed asiatica, per un menù che saprà soddisfare anche i palati più esigenti. 

Ricco anche il programma artistico, come da migliore tradizione del festival: concerti per  tutti i gusti che spazieranno dal rock alternativo al rap d’autore, dall’indie al cantautorato fino ad arrivare al reggae e a sonorità elettroniche.  

Il cartellone

Gli artisti, tra i più affermati a livello nazionale, si alterneranno sul “SiVola Stage”, il grande palco che prende il nome da SiVola, il tour operator italiano dei viaggi di gruppo  avventurosi: “travelling the human way”, proprio come la musica che lo abita. 

Si parte martedì 14 luglio, il cosiddetto giorno 0, con una serata rap davvero incredibile: sul nostro palco arriva infatti RANCORE, tra i migliori storyteller che la scena musicale  italiana conosca; per l’occasione presenterà al suo affezionato pubblico il nuovo attesissimo disco “Tarek da colorare”, a distanza di 4 anni dall’ultimo capolavoro  chiamato proprio “Xenoverso”.  

Ma non è finita qui perché oltre a Rancore arriva a Jamrock una vera leggenda del rap italiano: DANNO, voce storica dei Colle Der Fomento nonché uno degli MC più rispettati della scena; accompagnato dal fedele DJ CRAIM, presenterà il suo primo album solista  “Aka Danno” dopo diverse date andate tutte esaurite. 

In apertura, spazio ad una esibizione di freestyle a cura di Rimerie Vicentine, per una giornata interamente dedicata alla musica rap.

Mercoledì 15 luglio segna l’arrivo di una delle band italiane alternative più longeve e  rispettate in circolazione: parliamo dei MINISTRI che porteranno sui palchi di alcuni tra i  migliori festival italiani lo spettacolo di “Aurora Popolare”, il loro ultimo disco; un live rock  potente, denso e sudato, di quelli che si sentono addosso….perché i Ministri dal vivo sono una garanzia assoluta! 

In apertura, il concerto dei QUERCIA, band alternative rock dalle venature emocore proveniente dall’area sarda dell’Iglesiente e attiva da dieci anni con un pubblico sempre  più numeroso e affezionato.  

Si continua il giorno successivo, giovedì 16 luglio, con una serata che è già sold out da  diversi mesi e che rimarrà nella storia del festival: si, perché al Jamrock arriva TONY  PITONY, il fenomeno con la maschera da Elvis che ha sconvolto la musica italiana.  Reduce da un tour invernale completamente sold out, dopo aver conquistato persino il  pubblico di Sanremo con la sua irriverenza è pronto a regalarci una performance che si  preannuncia leggendaria. 

A seguire, post concerto, la chiusura sarà affidata ad marell, il progetto di Martin  Giovannella; un concentrato di generi diversi che spaziano dall’elettronica all’indie, per un concerto a tutto “gassss” come direbbe lui! 

Venerdì 17 luglio comincia un weekend davvero pazzesco per il festival con un’altra serata che si avvia verso il tutto esaurito: si parte con FACCIANUVOLA, tra gli artisti più  amati, seguiti e chiacchierati del momento. Cantautore, producer e polistrumentista tra i  più talentuosi della sua generazione, arriva a Jamrock per cantarci “il dolce ricordo della  nostra disperata gioventù” dopo un tour primaverile andato completamente sold out! 

A seguire POP X, uno dei progetti più inconfondibili di tutta la scena musicale Italiana; dopo vent’anni di genio musicale, torna ad esibirsi dal vivo per un’unica data estiva che  promette di essere una festa senza freni; una tappa che celebrerà due decenni di creatività, follia e quell’approccio unico, irresistibile e imprevedibile che ha saputo  conquistare un po’ tutti. Preparatevi al disordine perfetto! 

Sabato 18 luglio, una notte esplosiva con due concerti che a leggerli nella stessa sera quasi non ci si crede: i primi a salire sul palco del festival saranno i SICK TAMBURO che tornano dal vivo con “Dementia”, il nuovo album uscito a gennaio 2026. Nati a Pordenone dal percorso artistico di Gian Maria Accusani e Elisabetta Imelio dopo l’esperienza con i  Prozac+, i Sick Tamburo restano una delle realtà più autentiche e inconfondibili della  scena alternativa italiana! 

Atto finale affidato a MOTTA, tra i cantautori più apprezzati degli ultimi anni; non sarà un  concerto qualunque ma un tappa speciale per celebrare i 10 anni dalla pubblicazione  dell’iconico album “La fine dei vent’anni”, il disco che ha segnato l’esordio solista del  cantautore ed è stato insignito dell’ambita Targa Tenco come Miglior Opera Prima. Ad  accompagnarlo sul palco una band d’eccezione formata da Roberta Sammarelli, Giorgio  Maria Condemi, Cesare Petulicchio e Francesco Chimenti. 

Gran chiusura domenica 19 luglio quando a Jamrock arriveranno i SUD SOUND  SYSTEM, i pionieri della scena reggae e raggamuffin in Italia! Oltre 35 anni di carriera per uno dei gruppi che dal vivo ha fatto saltare e cantare centinaia di migliaia di persone in ogni dove, dai palchi dei festival a quelli di piazze e rassegne in tutta Italia ma anche fuori confine. 

In apertura, il concerto di Gioia Lucia, talentuosissima giovane cantautrice ormai pronta a  spiccare il volo e la proiezione su maxi schermo della finale dei mondiali di calcio!

La Messa da Requiem di Verdi a Vicenza, grande evento in Piazza dei Signori

La monumentale Messa da Requiem di Giuseppe Verdi illuminerà Piazza dei Signori a Vicenza domenica 26 luglio 2026 alle ore 21:00, in un grande evento concertistico volto a offrire alla cittadinanza un capolavoro assoluto della musica sacra dell’Ottocento, organizzato dal Coro e Orchestra di Vicenza in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e con il prestigioso patrocinio della Regione del Veneto e del Comune di Vicenza.

Messa da Requiem di Verdi a Vicenza: cast internazionale e sinergie territoriali per il capolavoro verdiano

L’imponente macchina artistica che prenderà vita nel cuore pulsante della città berica vedrà l’esecuzione magistrale dei musicisti del Coro e Orchestra di Vicenza, che per questa speciale occasione uniranno le proprie forze e le proprie voci a quelle del Coro di Santa Cecilia di Portogruaro.

A guidare questa straordinaria compagine corale e sinfonica sarà la mano esperta del Maestro Giuliano Fracasso, che coordinerà anche un cast di solisti di rilievo artistico internazionale: sul palco saliranno infatti il soprano Yuko Tsuchiya, il mezzosoprano Elisabetta Farris, il tenore Raffaele Tassone e il basso Gabriele Sagona.

L’evento, considerato uno degli appuntamenti musicali più attesi e suggestivi dell’intera programmazione estiva, è sostenuto in modo significativo dalla preziosa collaborazione di importanti realtà radicate sul territorio, quali Banca delle Terre Venete, Alì Supermercati e Ortofloricoltura Ilenia Zaccaria.

L’organizzazione ha inoltre espresso un ringraziamento speciale al Gruppo Alpini Savegnago per il fondamentale supporto logistico e organizzativo garantito per la serata. Gli organizzatori precisano infine che, in caso di condizioni meteo sfavorevoli, la manifestazione non verrà in alcun modo annullata, ma lo spettacolo si sposterà semplicemente all’interno della suggestiva ed altrettanto monumentale cornice della Cattedrale di Vicenza.

Teatro Sotto Le Stelle-Trissino 2026: “Un problema alla volta” messo in scena da La Trappola

Con il contributo di FITA Vicenza parte la trentunesima edizione della rassegna Teatro Sotto le Stelle, nel Comune di Trissino con 5 appuntamenti tra giugno e luglio nella suggestiva location dell’Anfiteatro di Selva, con inizio sempre alle 21.

Teatro Sotto le Stelle 2926, a Trissino “Un problema alla volta”

Si parte giovedì 25 giugno 2026 con “Un problema alla volta” di Giuseppe Sorgi nella messinscena della compagnia La Trappola e per la regia di Alberto Bozzo.

La vicenda è presto detta: Gisella e Francesco, sposini in crisi, invece della terapia si iscrivono a un corso di recitazione sperando che il teatro li salvi. Con loro c’è Eliana, amica di Gisella, single per vocazione e sempre in cerca del vero amore. Al teatro li accoglie un gruppo già tragicomico: una segretaria melodrammatica, una direttrice energica, un ragioniere timidissimo e un avvocato in ansia per l’annullamento dell’“Otello”.

L’arrivo di Alfredo, attore bello e gigolò, ispira alla direttrice l’idea folle di mettere in scena l’“Otello” con gli allievi. Tra gelosie, battute dimenticate e ruoli scambiati, il palco diventa caos puro. Alla fine tutti capiscono che, nella vita come a teatro, si affronta un problema alla volta. “Il teatro nasce dove qualcosa manca: un dubbio, un vuoto, una domanda sottovoce – spiega il regista – I protagonisti lo scoprono quasi per caso, gettandosi in un’esperienza scenica che, mentre li porta a interpretare un ruolo, rivela lati inaspettati e spesso esilaranti di sé. Il teatro diventa così uno spazio terapeutico dove sperimentare, esagerare e ridere di sé. Sul palco esplodono passioni, emozioni e paradossi, tra comicità, imprevisti e confessioni. In una girandola di colpi di scena, tradimenti e ricatti, amori nuovi e vecchi si consumano dentro e fuori un armadio, dove le coppie scoppiano e si ricompongono con leggerezza”.

“Anche quest’anno proseguiamo nel fortunato percorso di Teatro Sotto Le Stelle-Trissino – evidenzia Renato Poli, presidente del Comitato vicentino di FITA – Oltre alla valorizzazione del teatro amatoriale di qualità, l’intenzione aggiuntiva delle nostre rassegne è proporre un cartellone eclettico che non sia incentrato solo su offerte dialettali ma, anzi, aperto alla contemporaneità e all’innovazione, così da offrire al numeroso pubblico buon umore, varietà e creatività. Un ringraziamento particolare va alla compagnia Gli Scordati, che hanno curato una programmazione in grado di accontentare ogni gusto assicurando al pubblico un gioioso divertimento e, perché no, qualche spunto di riflessione per alleggerire le nostre vite”. “Per FITA Vicenza questa è un’importante rassegna – prosegue Stefano Chiolo, coordinatore di Teatro Sotto Le Stelle-Trissino e vice-presidente di FITA Vicenza – possiamo dire il fiore all’occhiello per quanto riguarda le rassegne del teatro amatoriale estivo. L’intenzione è offrire un paio d’ore di risate e spensieratezza, questo grazie alla fiducia che il Comune di Trissino e l’ufficio Cultura ripone in noi, al nostro operato e alle nostre compagnie associate che si sono susseguite negli anni”.

Biglietto unico 2 euro. Gli incassi saranno devoluti alle associazioni di volontariato di Trissino che partecipano a Teatro Sotto le Stelle. In caso di maltempo gli spettacoli saranno annullati.

Teatro in Giardino 2026: L’Archibugio apre la rassegna a Montecchio Maggiore con la commedia “Ex”

La commedia agrodolce di Aldo Nicolaj dal titolo “Ex” andrà in scena venerdì 26 giugno 2026 alle ore 21 nel giardino della Biblioteca Civica di Montecchio Maggiore, in via San Bernardino, interpretata dalla compagnia L’Archibugio come appuntamento inaugurale della quarta edizione della rassegna “Teatro in Giardino“.

L’evento è organizzato da FITA Vicenza con il fondamentale sostegno del Comune di Montecchio Maggiore e si avvale della direzione artistica della compagnia teatrale Gli Scordati.

Come evidenziato dal presidente di FITA Vicenza, Renato Poli, la rassegna prosegue nel suo intento di valorizzare le numerose realtà del teatro amatoriale locale. L’obiettivo del cartellone è quello di offrire una proposta eterogenea che superi i confini delle sole rappresentazioni dialettali, per veicolare al pubblico varietà, buonumore e preziosi spunti di riflessione utili a comprendere meglio la realtà attuale.

I biglietti per la serata sono proposti al costo unico di 5 euro e saranno acquistabili direttamente presso il giardino della biblioteca a partire dalle ore 20:00, momento di apertura della biglietteria.

La trama, i protagonisti e le note di regia di “Ex”

Ex, spettacolo diretto dal regista Giovanni Florio, vede come protagonisti gli attori Giulia Martin nel ruolo di Gianna, Lorenza Rizzato nei panni di Flavia e Gaetano Ranieri nella parte di Marcello.

Le vicende ruotano attorno a Gianna e Flavia, due donne separate che si ritrovano a condividere lo stesso appartamento per affrontare più agevolmente le spese e la quotidianità, all’interno di una routine scandita dalla riunione di condominio il venerdì, dal parrucchiere il sabato, dal cinema la domenica e dalle cene con il comune amico Marcello.

La decisione di organizzare un party diventa per le due protagoniste l’occasione ideale per tentare di rilanciare la propria vita, recuperare i contatti perduti, ritrovare l’amore e, soprattutto, la fiducia in se stesse.

Il regista Giovanni Florio ha spiegato che il titolo stesso è autodefinente e che il testo si sviluppa attraverso toni iperbolici e umoristici capaci di porre al centro la recitazione e il talento delle attrici. Si tratta di un’opera incentrata sulla vita dopo il matrimonio, pensata per regalare al pubblico un’ora e mezza di divertimento mai scontato, offrendo al contempo una preziosa opportunità per sorridere e riflettere sulle dinamiche della quotidianità.

Lonigo, Storie d’amore nel Veneto di Shakespeare con L’Archibugio

È in programma sabato 27 giugno 2026, a Palazzo Pisani di Lonigo, nell’ambito della XI Edizione di POSTOUNICO, il Festival della Musica e del Teatro nei Luoghi dell’Arte, Storie d’amore nel Veneto di Shakespeare, a cura de L’Archibugio.

A Lonigo le “Storie d’amore nel Veneto di Shakespeare” con L’Archibugio

La messa in scena è prevista in tre fasce orarie: 18.00, 19.30 e 21.00), con gli attori de L’Archibugio che chiamano a raccolta quanti vorranno visitare il centro storico di Lonigo e, infine, conoscere le storie d’amore dell’inglese.

Con la regia di Giovanni Florio, sono in scena Giuseppe Balduino, Eva Beghin, Gianluca Beltrando, Sofia Bizzo, Alessandro Bolcato, Mauro Faedo, Giovanni Florio, Alessandro “Max” Lazzari, Giulia Martin, Umberto Peroni, Lorenza Rizzato e Paolo Vanzan.

“A Shakespeare – informa l’organizzazione -, evidentemente, il Veneto piaceva. Non vi era mai stato in vita sua, ma si può ben dire che gli piaceva. Altrimenti perché vi avrebbe ambientato così tante storie? Ecco che L’Archibugio immagina Shakespeare che immagina il Veneto. Nella scenografica ambientazione di Palazzo Pisani, il cuore architettonico di Lonigo, vengono evocate le storie d’amore più belle di tutti i tempi: Romeo e Giulietta, Otello, Il Mercante di Venezia e altre ancora. Ognuna di esse ci offre uno scorcio sul nostro passato, da riscoprire insieme sullo sfondo di ville palladiane e castelli medievali”.

PostoUnico 2026

Promosso dal Comune di Lonigo e dal Teatro Comunale di Lonigo con la direzione artistica di Alessandro Anderloni, POSTOUNICO, in scena fino al 7 luglio 2026, è il proseguimento naturale – e molto atteso – della stagione teatrale invernale: le serate d’estate diventano occasione per ritrovarsi in luoghi d’arte e di storia, godere di musica e teatro di qualità, e portare a casa incontri da ricordare.

Lugana di Tommasi e Chakra Essenza di Giovanni Aiello: l’eleganza che premia la passione per l’enologia

(Articolo su vini bianchi di Michele Lucivero da VicenzaPiù Viva n. 306sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr)

Le Fornaci, Lugana DOC 2024, 12,5% vol., Cantina Tommasi

Torniamo ancora una volta, e molto volentieri, tra le colline venete sulla sponda veronese del Lago di Garda per degustare un vino della Cantina Tommasi, una delle più prestigiose tra quelle storiche della zona di produzione dell’Amarone, il fiore all’occhiello dell’enologia veneta. Dall’inizio del secolo scorso, quando Giovanni Battista Tommasi ha avuto l’intuizione di puntare sulla tenuta di famiglia, la Cantina Tommasi ha messo radici profonde in tutto il territorio veneto, ma anche nel resto dell’Italia, aprendo cantine in Friuli Venezia-Giulia, Toscana, Puglia e Basilicata e riuscendo a ricavare dai luoghi in cui vengono ospitate il meglio a livello vitivinicolo, con un’esperienza che è diventata ormai insuperabile. Il ventaglio di vini che l’azienda offre agli appassionati, con tutti i suoi marchi collaterali, è diventato con il tempo davvero interessante; infatti, si può spaziare dai rossi importanti ai rosé del Nord e del Sud, ma anche a notevoli bianchi lucani e bollicine da metodo classico che non hanno nulla da invidiare ai cugini francesi. Abbiamo selezionato per i lettori e le lettrici di VicenzaPiù un freschissimo e voluttuoso bianco proveniente da vitigni di Desenzano del Garda da uve Turbiana o Trebbiano di Lugana o di Soave in purezza. Curiosa è la storia di questo vitigno autoctono della zona tra Verona e Brescia, molto più vicino dal punto di vista genetico alla famiglia del Verdicchio che a quella del Trebbiano! Questa Lugana DOC di Tommasi dal volume alcolico di 12,5% si presenta alla vista di un giallo intenso, limpido e brillante come i migliori bianchi strutturati. All’olfatto si presenta un bouquet completo che spazia dal floreale di zagara al fruttato di ascendenza tropicale, fino alle note più nobili di erbe aromatiche. All’assaggio, l’eleganza del vino è il risultato di un palato che restituisce una discreta sapidità con un’acidità bilanciata per una lunga persistenza.

Chakra Essenza, IGT Valle d’Itria Verdeca 2024, 12,5% vol., Giovanni Aiello

La storia della cantina di Giovanni Aiello, giovane viticultore che si autodefinisce romanticamente “Enologo per Amore”, affonda in un passato nobile e, al tempo stesso, profondamente radicato nel territorio pugliese. Il corpo principale della cantina, insieme al nocciolo duro del vigneto, infatti, si staglia tra le colline carsiche dell’agro della Valle d’Itria, a ridosso della splendida costa adriatica di Polignano a Mare. Si tratta di un territorio estremamente vocato all’enologia, adeguatamente ventilato, soleggiato ed esposto a una buona escursione termica. Qui Giovanni Aiello ha rilevato qualche anno fa una storica cantina, che fu di proprietà della famiglia Laterza, i famosi editori baresi, poi diventata nel corso degli anni una discoteca, un ristorante e infine lasciata in gestione a una fidata e anziana curatrice degli interessi dei Laterza, fino a quando non è arrivato il giovane enologo. Tra la selezione degli ottimi vini di Aiello, per questa volta vogliamo presentare il Chakra Essenza, un IGT Valle d’Itria Verdeca allevato in una vigna secolare situata nel cuore del Canale di Pirro tra Alberobello, Locorotondo e Castellana Grotte. Con un uvaggio del 100% Verdeca, il Chakra Essenza si presenta alla vista di colore giallo dorato, mentre al naso si possono percepire le tonalità fruttate di agrumi, nespola e ananas insieme alle note di gelsomino, origano e biancospino, per arrivare poi alle note gessose e tufacee. All’assaggio si presenta secco con una buona acidità, sapido con una discreta persistenza che conferma il corredo olfattivo percepito in precedenza.

Abbinamenti

Diciamo subito che l’accurata esperienza che possono vantare le due cantine, una, quella veneta, di storico prestigio, l’altra, quella pugliese, di estrema innovazione, è tale per cui sarebbe consigliabile degustare i due vini in tour guidati, che ormai sono diventati, e con molto piacere, dei rispettabilissimi viaggi sensoriali. A ogni modo, a nostro avviso noi vedremmo bene il Lugana abbinato a un risotto fresco di mare oppure con formaggi di malga veronese, mentre il Chakra Essenza con entrée di capocollo di Martina Franca, caciocavallo e focaccia barese, ma una frittura di paranza si sposerebbe bene, magari davanti al mare per farsi inebriare dalla sapidità dello iodio!