mercoledì, Maggio 27, 2026
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Fine vita, per la Chiesa conta la dignità umana: no all’eutanasia ma anche all’accanimento terapeutico

(speciale Fine e voglia di Vita, articolo di padre Gino Alberto Faccioli, da VicenzaPiù Viva n. 306sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr) 

Eutanasia, è parola che deriva dal greco (εὐθάνατος), ed è legata al concetto di “buona morte”. Questo termine nell’antichità veniva associato ad una morte senza sofferenze. Lo scopo del medico era quello di fare in modo, per quanto possibile, che gli ultimi istanti di vita non fossero dolorosi. Questa forma di “eutanasia” non era discordante con quanto indicato nel giuramento di Ippocrate: “Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo”. Oggi con il termine eutanasia, non si fa più riferimento al significato originario, piuttosto, si intende un’azione volta a procurare anticipatamente la morte di un malato con lo scopo di alleviarne le sofferenze.

La Chiesa ha sempre difeso la vita umana dal concepimento fino alla morte naturale

Alleviarne le sofferenze, è questa la giustificazione che spesso si adotta, per decidere per l’eutanasia, ma, in realtà, se avessimo il coraggio di guardare nelle nostre profondità, scopriremmo che siamo noi che non accettiamo la sofferenza e non abbiamo il necessario coraggio di stare accanto a chi soffre, portando così aiuto, perché stare accanto a chi soffre, significa condividerne il dolore e “il dolore condiviso si dimezza” (san Tommaso). Questo perché essere accanto a chi soffre, riduce il peso psicologico. Non si elimina il male, il dolore, ma lo si rende più gestibile attraverso il supporto sociale e la relazione. Insomma, l’eutanasia è una falsa forma di pietà (cf. Evangelium Vita, EV 15).

Da sempre la Chiesa cattolica ha affermato che la vita umana deve essere difesa dal suo concepimento fino alla morte naturale. Così, secondo quanto afferma il Catechismo della Chiesa Cattolica, «l’eutanasia volontaria, qualunque ne siano le forme e i motivi, costituisce un omicidio. È gravemente contraria alla dignità della persona umana e al rispetto del Dio vivente, suo Creatore» (Catechismo della Chiesa Cattolica, CCC 2324). «Essa è moralmente inaccettabile… provoca la morte allo scopo di porre fine al dolore, costituisce un’uccisione gravemente contraria alla dignità della persona umana e al rispetto del Dio vivente, suo Creatore. L’errore di giudizio, nel quale si può essere incorsi in buona fede, non muta la natura di quest’atto omicida, sempre da condannare e da escludere» (CCC 2277). Così come è contraria alla dignità della persona umana “la difesa ad oltranza”, il cosiddetto accanimento terapeutico, durante una malattia terminale. «L’interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all’”accanimento terapeutico”. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente» (CCC 2278). Già nel 1957 Pio XII, incontrando un gruppo di anestesisti oltre a ribadire la non liceità dell’eutanasia, ribadisce che non c’è nemmeno l’obbligo di impiegare sempre tutti i mezzi terapeutici che si possono disporre, anzi in alcuni casi è lecito astenersene – è il primo accenno al principio del cosiddetto accanimento terapeutico -. Viene definito moralmente lecito rinunciare all’applicazione di mezzi terapeutici, o sospenderli, quando il loro impiego non corrisponde al criterio della “proporzionalità delle cure”.

No all’accanimento terapeutico (Le monde)

Anche san Giovanni Paolo II si esprime contro l’eutanasia, nell’enciclica Evangelium Vitae del 1995 dopo aver sottolineato che l’eutanasia, «mascherata e strisciante o attuata apertamente e persino legalizzata» (EV 15), è sempre più diffusa. «Per una presunta pietà di fronte al dolore del paziente, viene talora giustificata con una ragione utilitaristica, volta ad evitare spese improduttive troppo gravose per la società».

«Ciò che potrebbe sembrare -afferma ancora il santo padre-logico e umano, visto in profondità si presenta assurdo e disumano. Siamo qui di fronte a uno dei sintomi più allarmanti della “cultura di morte”» (EV 64).

Una delle domande che si pone chi sostiene che la società debba fondarsi sull’efficienza, sulla produttività, riguarda l’esistenza dell’essere umano che versa in condizione precarie, perché anziano e malato: quando la malattia si fa drammatica, ha senso continuare a difendere la vita, o non è meglio accettare l’eutanasia come liberazione? «Chi ha il senso della dignità umana sa che essi vanno, scrive papa Benedetto XVI, rispettati e sostenuti mentre affrontano serie difficoltà legate al loro stato. È anzi giusto che si ricorra pure, quando è necessario, all’utilizzo di cure palliative, le quali, anche se non possono guarire, sono in grado però di lenire le pene che derivano dalla malattia». Ma accanto a queste -afferma papa Ratzinger- è necessario mostrare una concreta capacità di amare, perché i malati hanno bisogno di comprensione, di conforto e di costante incoraggiamento e accompagnamento.

Contro il pensiero dominante della “cultura dello scarto”, che a volte propone una “falsa compassione” e che ritiene sia «un atto di dignità procurare l’eutanasia, una conquista scientifica ‘produrre’ un figlio considerato come un diritto invece di accoglierlo come dono; o usare vite umane come cavie di laboratorio per salvarne presumibilmente altre» Papa Francesco (al convegno dell’Associazione medici cattolici italiani) propone la compassione evangelica, la quale, accompagna nel momento del bisogno. Modello di questa compassione è il Buon Samaritano, che ‘vede’, che ha compassione, e si avvicina e offre aiuto concreto.

Nella Lettera “Samaritanus bonus” sulla cura delle persone nelle fasi critiche e terminali della vita, a pubblicata il 22 settembre 2020, la Congregazione per la Dottrina della Fede afferma che «inguaribile non è mai sinonimo di incurabile»: chi è affetto da una malattia allo stadio terminale come chi nasce con una previsione limitata di sopravvivenza ha diritto ad essere accolto, curato, circondato di affetto. La Chiesa è contraria all’accanimento terapeutico, ma ribadisce come «insegnamento definitivo» che «l’eutanasia è un crimine contro la vita umana».

Settimane Musicali, al Teatro Olimpico di Vicenza due concerti tra amicizia, memoria e musiche del mondo

Proseguono al Teatro Olimpico di Vicenza i Concerti della XXXV edizione delle Settimane Musicali, intitolata I canti della terra.

Venerdì 29 e domenica 31 maggio, alle ore 20.45, il festival propone due appuntamenti che attraversano epoche, geografie e linguaggi differenti, tenendo insieme il piacere del fare musica, il dialogo tra generazioni e il rapporto tra scrittura colta, radici popolari e memoria sonora.

In entrambi i concerti il tema dell’edizione, I canti della terra, trova una declinazione cameristica e insieme profondamente narrativa. Da una parte la terra è luogo degli affetti, della memoria condivisa e dell’amicizia musicale, che nel concerto dedicato a Bruno Canino prende forma attraverso il dialogo tra il pianista, Alfredo Zamarra alla viola e Alessandro Carbonare al clarinetto. Dall’altra diventa mappa mobile di culture, ritmi e tradizioni, affidata a Sonig Tchakerian al violino, Giovanni Sollima al violoncello, Stefania Redaelli al pianoforte, Maria Luisa Zaltron mezzosoprano, Roberto Loreggian al clavicembalo e Vito De Lorenzi alle percussioni e ai tamburi a cornice del Mediterraneo.

Due percorsi diversi, ma uniti dalla stessa idea di ascolto: la musica come esperienza di incontro, trasmissione e trasformazione.

Bruno Canino e il piacere del fare musica insieme (venerdì 29 maggio)

Venerdì 29 maggio alle ore 20.45 il Teatro Olimpico ospita Musica in amicizia, omaggio ai 90 anni di Bruno Canino, straordinario pianista italiano e protagonista da oltre settant’anni della vita musicale in Italia e nel mondo. Accanto a lui saranno Alfredo Zamarra alla viola e Alessandro Carbonare al clarinetto, tre musicisti di generazioni diverse riuniti per il piacere del fare musica insieme.

Il programma guarda ad alcune tra le più raffinate pagine cameristiche di MozartYsaÿeDebussyStravinskij e Schumann. Quello che a prima vista può apparire come una costellazione di brani distanti per epoca e stile costruisce in realtà un percorso sottile e coerente, nel quale i diversi momenti si richiamano e si rispondono. Ai due estremi si collocano la Vienna classica di Mozart e il Romanticismo più visionario di Schumann, uniti dalla medesima formazione per clarinetto, viola e pianoforte.

Il concerto si apre con il Kegelstatt-Trio KV 498 di Mozart, nato come musica d’amicizia e destinato alla pratica domestica della Hausmusik, all’interno del circolo familiare dei Jacquin, intimi del compositore. Secondo la tradizione, la giovane Franziska Jacquin, allieva di Mozart, avrebbe suonato il pianoforte, il virtuoso Anton Stadler il clarinetto e lo stesso Mozart la viola. In chiusura, le Märchenerzählungen op. 132 di Schumann riprendono lo stesso organico settant’anni dopo, trasfigurandolo in un mondo più fantastico, interiore e notturno.

Al centro del programma questo equilibrio cameristico si apre a momenti di solismo. La Ballade dalla Sonata op. 27 n. 3 di Ysaÿe, proposta in trascrizione per viola, porta nel concerto una tensione drammatica e rapsodica; i Préludes di Debussy dal Secondo Libro trasformano il pianoforte in generatore di immagini e suggestioni; i Tre pezzi per clarinetto solo di Stravinskij asciugano il discorso musicale fino a una scrittura essenziale e ritmica. Il ritorno finale al trio con Schumann chiude un cerchio timbrico e poetico, riportando l’ascolto alla gioia del suonare insieme.

Mappa Mundi: musiche in viaggio tra epoche e culture (domenica 31 maggio)

Domenica 31 maggio alle ore 20.45 nell’amnbito dell’edizione 2026 delle Settimane Musicali sarà la volta di Mappa Mundi, concerto che mette in dialogo musica d’arte, tradizioni popolari e scrittura contemporanea. Protagonisti saranno Sonig Tchakerian al violino, Giovanni Sollima al violoncello, Stefania Redaelli al pianoforte, Maria Luisa Zaltron mezzosoprano, Roberto Loreggian al clavicembalo e Vito De Lorenzi alle percussioni e ai tamburi a cornice del Mediterraneo.

Il programma si presenta come un diario di viaggio attraverso epoche e geografie sonore: la pizzica salentina incontra le sonate di Alessandro Domenico Scarlatti, i canti scozzesi di Beethoven dialogano con la tradizione armena di Padre Komitas, il canto arbëreshë di Sicilia si affianca alla Tarantella orientale di Eliodoro Sollima e a Continuum Nomade di Giovanni Sollima. Una trama in cui barocco, classicismo, canto popolare e contemporaneità condividono una stessa energia ritmica, narrativa e spirituale.

Il Mediterraneo è il primo grande spazio simbolico del concerto. Le percussioni soliste, la Pizzica Indiavolata salentina e Tremula terra di Vito De Lorenzi, pagina per tamburo a cornice del Mediterraneo, offrono una chiave di lettura per il dialogo con il barocco di Alessandro e Domenico Scarlatti. Nelle sonate di Domenico Scarlatti, segnate anche dalla lunga esperienza nella penisola iberica, si avvertono ritmi popolari, richiami alla danza e inflessioni di matrice iberica: il mondo colto e quello popolare non appaiono separati, ma come parti di una stessa geografia musicale.

Un secondo asse del concerto riguarda il rapporto tra canto, memoria e radici. Nei Canti scozzesi op. 108 Beethoven guarda al patrimonio popolare attraverso la sensibilità del classicismo viennese, rivestendo le melodie tradizionali con la raffinatezza della scrittura cameristica. Accanto a questo sguardo, Krunk di Padre Komitas Moj E Bukura More della tradizione arbëreshë di Sicilia introducono una dimensione più raccolta, legata alla lontananza, all’esilio e alla trasmissione dell’identità.

La sintesi finale arriva con la Tarantella orientale di Eliodoro Sollima e con Continuum Nomade di Giovanni Sollima, che portano il percorso dentro una scrittura contemporanea capace di raccogliere materiali, memorie e sonorità diverse. Con Continuum Nomade l’organico si ricompone, riunendo strumenti, voce, clavicembalo, pianoforte e percussioni in un unico presente sonoro.

Il termine “nomade” racchiude il senso del concerto: la musica come viaggio e incontro tra luoghi, secoli e culture.

“Pillole di Teatro” di Fita Veneto: per Vicenza accedono alla finalissima Barbara Olieri e Ilaria Mutterle

Sono Barbara Olieri e Ilaria Mutterle le due interpreti che per la provincia di Vicenza parteciperanno, venerdì 12 settembre nella Sala Bisaglia del Cen.Ser di Rovigo, alla finalissima della sesta edizione del Festival regionale del monologo “Pillole di Teatro”, promosso dalla Federazione Italiana del Teatro e delle Arti (FITA) del Veneto, d’intesa con i suoi Comitati provinciali, il sostegno della Regione Veneto e il patrocinio dei Comuni ospitanti.

Le due attrici si sono aggiudicate il biglietto per la finale nel corso della serata di selezione provinciale svoltasi venerdì 22 maggio presso un gremito Teatro Cà Balbi di Vicenza.

Barbara Olieri, della compagnia La Calandra, è stata premiata per il monologo “Credo in un solo Dio” di Stefano Massini con la motivazione della giuria “Testo che tiene l’attenzione e la tensione su un tema di grande attualità; recitazione logica e concreta resa con naturalezza senza esagerazioni”;  Ilaria Mutterle, della compagnia La Favola, oltre a essersi aggiudicata il voto del Pubblico è stata premiata dalla giuria per l’interpretazione del monologo “L’uomo forte” di Serena Dandini con motivazione “Testo da un tema di drammatica contemporaneità ben costruito e reso con generosità mettendosi in gioco con sottile ironia. Esposizione logica, lineare e senza enfasi eccessiva”.

Applausi dal numeroso pubblico anche per gli altri candidati, e dunque Adalberto Zanella, Lisa Frison, Noemi Danieli, Sara Segato, Rita Pellizzari, Claudia Beggiato, Marco Casarotto, Aida Melania Vivian, Slagiana Markovic e Veronica Cortese.

Anche per questa nuova edizione abbiamo riscontrato il vivo interesse da parte dei nostri iscritti, i quali sapranno emozionare il pubblico con una selezione di testi che alternano tradizione e contemporaneità” evidenzia il presidente di FITA Veneto Emilio Zenato. 

Le prossime selezioni si terranno giovedì 25 giugno (Rovigo), venerdì 26 giugno (Verona), giovedì 2 luglio (Treviso), sabato 11 luglio (Venezia), sabato 18 luglio (Padova).

A Vicenza la Notte Europea dei Musei: gli eventi di sabato 23 maggio

In occasione della Notte Europea dei Musei, sabato 23 maggio alcune sedi museali di Vicenza apriranno eccezionalmente anche in orario serale, offrendo l’opportunità di vivere l’arte e la cultura in un’atmosfera speciale, con un biglietto d’ingresso a 1 euro (dalle 18).

I Musei Civici di Vicenza prevedono l’apertura con orario continuato dalle 10 alle 22 del Museo Civico di Palazzo Chiericati, che custodisce importanti collezioni di pittura e scultura dal Medioevo all’Ottocento, con capolavori della scuola veneta.

Aperti dalle 10 fino alle 22 anche il Palladio Museum, dedicato alla vita, alle opere e all’eredità di Andrea Palladio attraverso modelli, disegni e installazioni multimediali, il Museo del Gioiello, dedicato all’arte orafa e al gioiello come espressione artistica e culturale, la Fondazione Coppola nel Torrione di Porta Castello, istituzione culturale nata a Vicenza nel 2018 che promuove l’arte contemporanea, e il Museo Diocesano.

Quest’ultimo, che raccoglie opere d’arte sacra, manoscritti e testimonianze della storia religiosa vicentina, propone per l’occasione l’attività “Studenti narranti”: la collezione di arte africana raccolta da monsignor Nonis vedrà la straordinaria mediazione degli studenti della IVAT del Liceo Lioy di Vicenza. Nel Salone del Museo Diocesano, inoltre, sarà raccontata da alcuni studenti del Liceo artistico di Vicenza “S.M.B. Boscardin” la mostra “Come lasciano le cose”, prima esposizione di fine anno organizzata dall’Istituto artistico vicentino.

Al Museo del Gioiello si potrà partecipare alla caccia al tesoro “Gioielli Gemelli – La notte che unisce”. Aperta alle famiglie e ospitata nella sede del museo all’interno della Basilica Palladiana, invita alla scoperta di oggetti preziosi simili ma diversi per epoca, materiali e provenienza, capaci di raccontare incontri tra culture lontane. Ogni tappa propone semplici giochi di osservazione da svolgere in autonomia, per imparare divertendosi. Al termine del percorso spazio alla creatività con un laboratorio curato da Scatola Cultura: organizzati in coppie, i visitatori realizzeranno un ciondolo in argilla, imprimendo la propria impronta su due metà che, unite, formeranno l’unicità di un gioiello da condividere con una persona a cui si vuole bene. Un’occasione per esplorare legami, differenze e connessioni attraverso attività coinvolgenti alla portata di grandi e piccini. Non è necessaria la prenotazione.

Le Gallerie d’Italia – Vicenza apriranno in orario serale dalle 20 alle 24. A disposizione dei visitatori le collezioni permanenti di icone russe e arte veneta del Settecento, la mostra “Vitalità del Tempo. Arturo Martini nelle collezioni Intesa Sanpaolo” e le mostre “Ceramiche e nuvole. Cosa le antiche ceramiche greche raccontano di noi” e “Giorgia Lupi. L’umanesimo dei dati”. Con “Itinerari di meraviglia” verrà proposto un percorso attraverso le esuberanti decorazioni barocche, le settecentesche tele dei vedutisti e il capolavoro scultoreo Caduta degli angeli ribelli: visite guidate alle 21, 22, e 23 (durata 45 minuti). Una diversa prospettiva per avvicinarsi ad apparati decorativi ed opere d’arte, sperimentando come lo spazio museale possa essere strumento dinamico di scambio culturale, arricchimento delle conoscenze e luogo di inclusione per tutti.

In occasione della trentesima edizione del festival New Conversations – Vicenza Jazz “Dalle trombe di Gerico al divino Miles” che porterà tanta musica nei teatri, nei palazzi, nei locali e nelle piazze fino al 25 maggio, sabato 23 maggio dalle 18, in corso Palladio e nei cortili delle Gallerie d’Italia – Vicenza a Palazzo Leoni Montanari, del Palladio Museum a Palazzo Barbarano e del Museo civico di Palazzo Chiericati si esibirà la Funkasin Street Band.

Informazioni e biglietti Ufficio IAT – Informazioni e Accoglienza Turistica di piazza Matteotti aperto il 23 maggio fino alle 21.30 (0444320854, [email protected]).

Dalle 18 in vendita esclusivamente il biglietto di ingresso a Palazzo Chiericati mentre in ciascuna delle altre sedi si acquistano i biglietti singoli per ciascuna sede. Non sono previsti biglietti cumulativi validi per le diverse sedi.

Informazioni

Teatro sulla scala: ad Albettone il debutto della commedia Ex chiude la rassegna

Il gran finale per la seconda edizione di “Teatro sulla scala”, la rassegna teatrale promossa dal Comune di Albettone con la direzione artistica della compagnia leonicena L’Archibugio e il patrocinio di Fita Vicenza è fissato per venerdì 22 maggio alle ore 21:00, nella prestigiosa cornice di villa Negri de Salvi, dove andrà in scena il debutto vicentino di “Ex”, commedia agrodolce al femminile scritta da Aldo Nicolaj.

Lo spettacolo, diretto dal regista Giovanni Florio, vedrà come protagonisti sul palcoscenico gli attori Giulia Martin, Lorenza Rizzato e Gaetano Ranieri. La trama ruota attorno alle vicende di Gianna e Flavia, due donne separate che condividono un appartamento e una routine monotona, intervallata dalle sole visite dell’amico comune Marcello. L’idea di organizzare una festa diventerà per loro il pretesto per provare a dare una svolta alla propria esistenza, offrendo al pubblico un’occasione per sorridere e riflettere sulle dinamiche della vita dopo il matrimonio.

L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Francesca Rigato insieme al consigliere delegato alla cultura Mattia Marin, ha espresso forte entusiasmo per la continuità del progetto. I rappresentanti dell’ente hanno sottolineato come la cultura sia un motore fondamentale per la comunità e come la scelta di offrire gli spettacoli a titolo gratuito miri a rendere l’arte accessibile a tutti, valorizzando al contempo lo storico scenario della scalinata della villa.

Il regista e portavoce della compagnia, Giovanni Florio, ha evidenziato la natura di associazione di promozione sociale del gruppo, rimarcando l’importanza di fare presidio culturale nel territorio dell’area berica. L’evento conclusivo, aperto anche ai residenti dei comuni limitrofi, punta a consolidare l’identità del comune di Albettone come punto di riferimento per l’intrattenimento dal vivo e a sostenere il talento artistico locale.

Giornata della legalità: “Non è stata la mano di Dio” all’Astra di Vicenza in memoria di don Peppe Diana

Giovedì 21 maggio 2026 alle 21, in occasione della Giornata della Legalità, il Teatro Astra di Vicenza ospita Non è stata la mano di Dio del Teatro dei Cipis, spettacolo in memoria di don Peppe Diana, con il patrocinio del Comitato don Peppe Diana.

Lo spettacolo, l’ultimo dei fuori abbonamento di Terrestri 25-26, è inserito all’interno della programmazione di Bill, Biblioteca della Legalità del Comune di Vicenza. Ad introdurre lo spettacolo sarà Paola Cortiana di Bill assieme all’avvocato Igor Brunello del foro di Vicenza che farà un’introduzione giuridica. Parteciperà alla serata anche l’associazione Libera.

Organizzato con la collaborazione dell’Ordine degli Avvocati di Vicenza, della Fondazione Avvocato Gaetano Zilio Grandi, è valido per i crediti deontologici degli iscritti all’Ordine degli Avvocati.

Lo spettacolo “Non è stata la mano di Dio”

Nove capitoli, nove mani di colore, una data da non dimenticare. Il 19 marzo 1994 segna una frattura profonda nella storia di Casal di Principe e dell’intero Paese: l’omicidio di don Peppe Diana, ucciso per il suo impegno contro la camorra. A raccontare quella giornata è Beppe, uomo della comunità, anche lui segnato per sempre da quel giorno.

Attraverso un viaggio nella memoria, Beppe ripercorre gli anni in cui l’impegno di don Peppe Diana si intrecciava a quello di altre “mani operose”, come don Pino Puglisi, Oscar Romero, don Tonino Bello. La narrazione si articola in nove capitoli, “nove mani” come i tentativi di coprire un colore sgradito con nuove passate di vernice: un gesto che evoca il desiderio di nascondere, cancellare, far dimenticare.

Il protagonista, mutilato a una mano proprio in quel 19 marzo, restituisce con lucidità il coraggio di don Peppe Diana nel denunciare la camorra come “componente endemica” del territorio, ma anche la violenta macchina del fango, messa in moto per screditarne l’azione agli occhi del popolo.

Scritto e interpretato da Corrado la Grasta, lo spettacolo è una produzione Teatro dei Cipis, con il patrocinio del Comitato don Peppe Diana, e nasce con l’obiettivo di custodire e trasmettere la memoria, soprattutto a chi non ha vissuto quegli anni, affinché il sacrificio di don Peppe continui a essere testimonianza viva di responsabilità e impegno civile.

Tutte le informazioni sono disponibili su www.teatroastra.it oppure presso l’ufficio Teatro Astra, Contrà Barche 55 – Vicenza, tel. 0444 323725, e-mail [email protected].

Settimane Musicali al Teatro Olimpico: Israel Galván e Michael Leonhart omaggiano Miles Davis

Musica e danza si incontrano mercoledì 20 maggio alle ore 21.00 al Teatro Comunale di Vicenza, nell’ambito della XXXV edizione delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico. In scena New Sketches of Spain, evento realizzato in collaborazione con New Conversations Vicenza Jazz – XXX edizione, che porta sul palco due figure di rilievo internazionale: il danzatore e coreografo spagnolo Israel Galván e il trombettista americano Michael Leonhart.

Nel 2026 Miles Davis avrebbe compiuto cento anni. Al centro dello spettacolo c’è proprio uno dei dischi più celebri e influenti della sua carriera: Sketches of Spain, inciso nell’estate del 1960. L’album rientra nella Top Ten dei dischi jazz più venduti di sempre fra quelli che hanno ottenuto almeno un disco di platino negli Stati Uniti ed è considerato uno dei lavori simbolo del cosiddetto third stream, la “terza corrente” che fonde jazz, musica classica e world music. A decretarne il successo fu soprattutto la rilettura dell’Adagio del Concierto de Aranjuez di Joaquín Rodrigo che apre il disco. Il disco chiudeva inoltre una stagione irripetibile nella produzione di Davis, accanto a capolavori come Kind of BlueJazz Track e Workin’ with the Miles Davis Quintet.

Meno nota è invece la storia che sta dietro alla nascita di quell’album. L’ispirazione arrivò a Davis dopo aver accompagnato la moglie Frances Taylor Davis — prima ballerina afroamericana a esibirsi con il Paris Opera Ballet — a uno spettacolo del danzatore di flamenco Roberto Iglesias. Sketches of Spain nacque dunque, fin dalle origini, come musica pensata per la danza.

Da questa intuizione prende forma il progetto ideato dal trombettista Michael Leonhart appositamente per Israel Galván, fra le figure più innovative e radicali della danza contemporanea. Sul palco con Galván e Leonhart un ensemble composto da Frei Addison Wood al pianoforte, Antonio Leofreddi alla viola, Gilberto Tarocco al clarinetto e clarinetto basso, Giulio Visibelli al flauto, Mattia Boschi al violoncello e Daniel Freedman alle percussioni.

Lo spettacolo riporta il capolavoro di Miles Davis alla sua origine più profonda: una musica nata per essere attraversata dal corpo, dal gesto e dalla danza, in un dialogo continuo tra improvvisazione jazz e flamenco.

Torri di Teatro 2026: Shakespeare rivisitato da BelTeatro-Le Pecore Nere: “Le allegre comari”

Il teatro come strumento di comunità e catalizzatore del cambiamento: questa l’ambiziosa intenzione per l’attesa seconda edizione di Torri di Teatro, rassegna teatrale promossa dal Comune di Torri di Quartesolo in collaborazione con l’Unità Pastorale Lerino-Marola-Torri e organizzata dall’associazione culturale Theama.

Quest’anno, inoltre, la rassegna si arricchisce di un ulteriore aspetto sociale, ospitando con gioia la compagnia teatrale Amici della Fraglia, composta da ragazzi diversamente abili.

Il primo spettacolo è previsto per venerdì 22 maggio ore 20:45 presso il Palatenda in via Roma (dietro la chiesa): si tratterà di “Le allegre comari”, rivisitazione del capolavoro di William Shakespeare “Le allegre comari di Windsor”, a opera di Le Pecore Nere-BelTeatro e con Marina De Luca, Barbara Giovannelli e Monica Sichel.

La vicenda? Le signore Page e Ford come le casalinghe della serie televisiva “Desperate Housewives”: sono donne di mezza età, borghesi, annoiate, bigotte. La loro vita si sussegue monotona tra mariti inesistenti e desideri sopiti; in fondo sono due signore represse e infelici. Ma le lettere d’amore che Falstaff invia loro, identiche per entrambe, diventano lo stimolo per animarsi e divertirsi assieme alla serva Quickly, scatenandosi nel gioco dell’immaginazione e del divertimento. Punire quel “porco” di Falstaff diventa il grimaldello per sentirsi ancora vive.

“È questa una riscrittura esclusivamente al femminile della famosa commedia shakespeariana – evidenzia il regista Bruno Lovadina – nella quale le due comari sperimentano sulla serva Quickly la vendetta verso Falstaff, in questa versione presente solo come evocazione. In scena solo le comari, saranno loro a impersonare gli altri personaggi, a raccontare la storia, a mostrarci i mariti assenti e soprattutto Falstaff, il grande assente. Da lui tutto comincia e tutto finisce”.

“Il teatro fa vivere le emozioni che la vita ci dà – evidenzia l’assessore alla Cultura del Comune di Torri di Quartesolo Luisa Trivella -. Il palcoscenico è la grande piazza dove gli animi si incontrano, si raccontano e si liberano. Questa rassegna teatrale di Theama Teatro e del Comune di Torri di Quartesolo, in collaborazione con l’Unità Pastorale Lerino-Marola-Torri, non è solo un evento culturale, ma vuole essere un’opportunità per rafforzare il tessuto sociale della nostra comunità. Unendo simbolicamente la piazza comunale e quella parrocchiale, vogliamo ribadire che l’arte non è solo una forma di intrattenimento, ma un potente strumento di incontro, crescita e trasformazione collettiva. Le compagnie teatrali e gli artisti che si alterneranno sul palco porteranno con loro storie, idee e visioni che, tra un sorriso e una risata, stimolano la riflessione e l’impegno civile. Attraverso la rassegna teatrale, a Torri di Quartesolo si vuole così dare una nuova chiave di lettura al teatro: presentandolo non solo come uno svago, ma come un’occasione di confronto e un vero catalizzatore del cambiamento. Un ringraziamento speciale va a Theama, responsabile dell’organizzazione di questo evento, per aver dato voce a un progetto che mette al centro l’arte come strumento di crescita civile e sociale”.

Biglietti a euro 8; ingresso gratuito per under 26. Prenotazione consigliata.
Info e prenotazioni: Biblioteca di Torri di Quartesolo 0444 250239
email: [email protected]
La prenotazione darà diritto prioritario all’acquisto del biglietto fino alle ore 20.30 (ore 16.15 per il 31/5) del giorno dello spettacolo. Posti non numerati.

“Pillole di Teatro”: al Teatro Cà Balbi la selezione per la provincia di Vicenza

Venerdì 22 maggio alle ore 20:30, presso il vicentino Teatro Cà Balbi in via Marco da Montegallo 4 a Vicenza, appuntamento con la serata di selezione dei due interpreti della provincia di Vicenza che accederanno alla finalissima della sesta edizione del Festival regionale del monologo “Pillole di Teatro”, promosso da FITA Veneto, d’intesa con i suoi Comitati provinciali, il sostegno della Regione Veneto e il patrocinio dei Comuni ospitanti. 

La serata, presentata dalla regista Liliana Boni e dall’attore Fabio Pegoraro, vedrà esibirsi 12 candidati: Adalberto Zanella, Ilaria Mutterle, Lisa Frison, Barbara Olieri, Noemi Danieli, Sara Segato, Rita Pellizzari, Claudia Beggiato, Marco Casarotto, Vivian Aida Melania, Slagiana Markovic e Veronica Cortese; ognuno di essi avrà a disposizione una manciata di minuti per dimostrare il proprio talento dando prova di ritmo, dizione, capacità interpretativa del testo e originalità.

La giuria sarà composta dall’attrice e speaker Martina Pittarello, dall’attore e regista Pino Costalunga e dal giornalista Filippo Bordignon. Al termine della serata verranno annunciati i due interpreti vincitori della selezione provinciale vicentina, che accederanno alla finalissima programmata per venerdì 11 settembre alla Sala Bisceglie del Cen.Ser di Rovigo.

“Anche per questa nuova edizione abbiamo riscontrato il vivo interesse da parte dei nostri iscritti – evidenzia il presidente di FITA Veneto Emilio Zenato – sono state decine e decine le candidature pervenute da ognuna delle sei Province affiliate, con proposte eclettiche e particolarmente originali; ciò conferma la bontà di una rassegna che, ci auguriamo, incontrerà anche il favore del pubblico, chiamato ad applaudire le migliori performance”. 

Le prossime selezioni si terranno giovedì 25 giugno (Rovigo), venerdì 26 giugno (Verona), giovedì 2 luglio (Treviso), sabato 11 luglio (Venezia), sabato 18 luglio (Padova) e serata finale venerdì 11 settembre a Rovigo.

Ingresso libero.

Gramsci e il Jazz: a Vicenza monologo di Mereu su musiche di Maugeri

Gramsci e il Jazz è lo spettacolo organizzato dall’associazione culturale Grazia Deledda di Vicenza e in programma domenica 17 maggio 2026, alle 19 presso l’Auditorium dei Carmini, in Corso Fogazzaro. L’ingresso all’evento è libero.

Si tratta di uno spettacolo di narrazione con musica dal vivo, tratto dall’omonimo libro di Roberto Franchini e strutturato su un monologo interpretato da Stefano Mereu che unisce riflessioni filosofiche alle sonorità jazz del musicista Federico Maugeri.

Gramsci e il Jazz è uno spettacolo di narrazione e musica che esplora il pensiero del grande intellettuale Antonio Gramsci, mettendo in luce alcune riflessioni sul jazz che scrisse in due Lettere dal carcere, e che l’autore Roberto Franchini analizza nel suo omonimo libro.

In poche righe Gramsci riflette in maniera profonda sull’impatto sociale e storico del Jazz in quegli anni e sulla prospettiva e previsione di una egemonia culturale americana. È un racconto che parte dalla Sardegna e giunge oltre oceano, che intreccia citazioni, pensieri, riflessioni e vicende umane del grande pensatore sardo, con aneddoti, fatti e resoconti storici sulla musica Jazz, il tutto accompagnato da una narrazione musicale che crea un’atmosfera evocativa e coinvolgente.