giovedì, Luglio 2, 2026
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Lugana di Tommasi e Chakra Essenza di Giovanni Aiello: l’eleganza che premia la passione per l’enologia

(Articolo su vini bianchi di Michele Lucivero da VicenzaPiù Viva n. 306sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr)

Le Fornaci, Lugana DOC 2024, 12,5% vol., Cantina Tommasi

Torniamo ancora una volta, e molto volentieri, tra le colline venete sulla sponda veronese del Lago di Garda per degustare un vino della Cantina Tommasi, una delle più prestigiose tra quelle storiche della zona di produzione dell’Amarone, il fiore all’occhiello dell’enologia veneta. Dall’inizio del secolo scorso, quando Giovanni Battista Tommasi ha avuto l’intuizione di puntare sulla tenuta di famiglia, la Cantina Tommasi ha messo radici profonde in tutto il territorio veneto, ma anche nel resto dell’Italia, aprendo cantine in Friuli Venezia-Giulia, Toscana, Puglia e Basilicata e riuscendo a ricavare dai luoghi in cui vengono ospitate il meglio a livello vitivinicolo, con un’esperienza che è diventata ormai insuperabile. Il ventaglio di vini che l’azienda offre agli appassionati, con tutti i suoi marchi collaterali, è diventato con il tempo davvero interessante; infatti, si può spaziare dai rossi importanti ai rosé del Nord e del Sud, ma anche a notevoli bianchi lucani e bollicine da metodo classico che non hanno nulla da invidiare ai cugini francesi. Abbiamo selezionato per i lettori e le lettrici di VicenzaPiù un freschissimo e voluttuoso bianco proveniente da vitigni di Desenzano del Garda da uve Turbiana o Trebbiano di Lugana o di Soave in purezza. Curiosa è la storia di questo vitigno autoctono della zona tra Verona e Brescia, molto più vicino dal punto di vista genetico alla famiglia del Verdicchio che a quella del Trebbiano! Questa Lugana DOC di Tommasi dal volume alcolico di 12,5% si presenta alla vista di un giallo intenso, limpido e brillante come i migliori bianchi strutturati. All’olfatto si presenta un bouquet completo che spazia dal floreale di zagara al fruttato di ascendenza tropicale, fino alle note più nobili di erbe aromatiche. All’assaggio, l’eleganza del vino è il risultato di un palato che restituisce una discreta sapidità con un’acidità bilanciata per una lunga persistenza.

Chakra Essenza, IGT Valle d’Itria Verdeca 2024, 12,5% vol., Giovanni Aiello

La storia della cantina di Giovanni Aiello, giovane viticultore che si autodefinisce romanticamente “Enologo per Amore”, affonda in un passato nobile e, al tempo stesso, profondamente radicato nel territorio pugliese. Il corpo principale della cantina, insieme al nocciolo duro del vigneto, infatti, si staglia tra le colline carsiche dell’agro della Valle d’Itria, a ridosso della splendida costa adriatica di Polignano a Mare. Si tratta di un territorio estremamente vocato all’enologia, adeguatamente ventilato, soleggiato ed esposto a una buona escursione termica. Qui Giovanni Aiello ha rilevato qualche anno fa una storica cantina, che fu di proprietà della famiglia Laterza, i famosi editori baresi, poi diventata nel corso degli anni una discoteca, un ristorante e infine lasciata in gestione a una fidata e anziana curatrice degli interessi dei Laterza, fino a quando non è arrivato il giovane enologo. Tra la selezione degli ottimi vini di Aiello, per questa volta vogliamo presentare il Chakra Essenza, un IGT Valle d’Itria Verdeca allevato in una vigna secolare situata nel cuore del Canale di Pirro tra Alberobello, Locorotondo e Castellana Grotte. Con un uvaggio del 100% Verdeca, il Chakra Essenza si presenta alla vista di colore giallo dorato, mentre al naso si possono percepire le tonalità fruttate di agrumi, nespola e ananas insieme alle note di gelsomino, origano e biancospino, per arrivare poi alle note gessose e tufacee. All’assaggio si presenta secco con una buona acidità, sapido con una discreta persistenza che conferma il corredo olfattivo percepito in precedenza.

Abbinamenti

Diciamo subito che l’accurata esperienza che possono vantare le due cantine, una, quella veneta, di storico prestigio, l’altra, quella pugliese, di estrema innovazione, è tale per cui sarebbe consigliabile degustare i due vini in tour guidati, che ormai sono diventati, e con molto piacere, dei rispettabilissimi viaggi sensoriali. A ogni modo, a nostro avviso noi vedremmo bene il Lugana abbinato a un risotto fresco di mare oppure con formaggi di malga veronese, mentre il Chakra Essenza con entrée di capocollo di Martina Franca, caciocavallo e focaccia barese, ma una frittura di paranza si sposerebbe bene, magari davanti al mare per farsi inebriare dalla sapidità dello iodio!

Non di sola pan…ata vive l’uomo

(Gastronomia del riciclo, articolo di Federica Zanini da VicenzaPiù Viva n. 307sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr).

Saranno gli umori strani di primavera, sta di fatto che ultimamente la mia cucina è malinconica. Non nel senso che sia triste, banale o poco invitante: non ci riuscirei nemmeno impegnandomi. Intendo nel senso della nostalgia… per i cari, vecchi sapori d’infanzia.
Così questa volta ho sacrificato il pan vecio, che solitamente conservo per polpette e canederli, per la minestra di quando ero bambina.
Tutti, anche grazie a Rita Pavone e Gian Burrasca, la conoscono come la pappa al pomodoro, ma a casa mia raramente era rossa. Preferivamo la versione basica, morbida e dal sapore non sfacciato, che lasciasse risaltare quello dell’olio extravergine d’oliva e del pepe con cui la si condiva. E poiché a un certo punto ci era stato regalato, quando ancora non era un prodotto anche da grande distribuzione, un prezioso vasetto di paté d’olive nere del Garda, il top era quel cucchiaino nero intenso e profumatissimo al centro del piatto, che girando il cucchiaio formava ghirigori nel pancotto e acquolina in bocca. Mi par di sentirlo ancora nelle narici e in gola.
E siccome l’atra passione brodosa di casa era la soupe à l’oignon alla francese e le cipolle da me non mancano mai, ecco subito deciso di fare un mix goloso.
Per il soffritto, cipolle bianche e rosse in abbondanza, compresi i getti verdi di quelle che cominciavano a buttare, un paio di scalogni e uno spicchio d’aglio. Una bella rosolata in pentola con olio extravergine, sale, pepe e dado vegetale, aiutando con un goccio di vino prima e di acqua poi. A questo punto, aggiungete acqua o, ancora meglio, brodo di manzo o pollo (o misto) in abbondanza. Fate bollire vivacemente per un quarto d’ora. Nel frattempo, riducete in pezzettini le “proteine”, come i miei figli chiamano la carne, che vi avanzano in frigo. Io avevo qualche würstel con le sue patatine un po’ rinsecchite e un hamburger ancora da cuocere. Aggiungete alla minestra e lasciate che si insaporisca a fuoco lento per una decina di minuti.
A parte avrete preparato il pane raffermo in cubotti non troppo piccoli (deve bagnarsi per bene, ma mantenere un po’ di consistenza) e un’abbondante grattata di formaggi misti (fate fuori, nello spirito di questa rubrica, i vari mozziconi dimenticati), avendo l’accortezza di utilizzare la grana grossa della grattugia.

Le fasi della ricetta

È il momento di aggiungere in pentola il pane, amalgamare bene e far sobbollire per altri dieci minuti sempre mescolando (tende ad attaccare!).
Infine, impiattate ancora bollente e cospargete senza avarizia con il formaggio. Sul tutto, una generosa croce d’olio e una macinata fresca di pepe. Fa-vo-lo-sa. Comfort food allo stato puro.
Ah quante ne sapevano i nostri vecchi!

Notturni d’Estate: concerto a Villa Ghislanzoni Curti di Vicenza per la Festa della Musica

Domenica 21 giugno 2026 a Villa Ghislanzoni Curti di Bertesina a Vicenza è in programma il secondo appuntamento della serie Notturni d’Estate curata da Società del Quartetto e Orchestra del Teatro Olimpico.

Protagonista della serata di musica sotto le stelle che coincide con la Festa della Musica è il Cuarteto Iberia formato da Marta Peño Arcenillas e Luis Rodríguez Lisbona ai violini, Mario Oltra Sanchez alla viola e Arnold Rodríguez Zurròn al violoncello.

Fondato a Madrid nel 2018, l’ensemble coniuga la grande tradizione del repertorio per quartetto d’archi con una visione artistica fresca e personale. Fin dagli esordi ha ricevuto importanti premi internazionali e dal 2022 ha una residenza artistica alla Filarmonica di Burgos presso il Museo Lázaro Galdiano. Oltre a un’intensa attività di concerti nei centri musicali di Salisburgo, Parigi, Londra e Madrid, il Quartetto si sta perfezionando al Mozarteum di Salisburgo e partecipa a masterclass con musicisti e quartetti di fama internazionale.

Concerto di Notturni d’estate e Music Cultural Heritage Talent

Il concerto è inserito nella piattaforma Music Cultural Heritage Talent (Merita), sostenuta dall’Unione Europea, che ha come obiettivo principale il ritorno della tradizione esecutiva del repertorio da camera da parte di formazioni emergenti, insieme alla valorizzazione di dimore storiche del continente. Dal 2022, Merita ha realizzato 200 concerti in 12 Paesi europei coinvolgendo 38 quartetti composti da musicisti tra i 18 e i 35 anni.

Altra interessante peculiarità del progetto è che i gruppi selezionati sono invitati a creare dei programmi musicali con un tocco di originalità. Ne è un esempio l’impaginato proposto domenica a Villa Ghislanzoni dal Cuarteto Iberia, dal titolo The Rethoric of Sound.

Ispirato alla Retorica classica, il programma si suddivide in cinque fasi – Inventio, Dispositio, Elocutio, Memoria e Actio – trasformando il solito concerto da camera in un’esperienza riflessiva. La musica viene infatti presentata come una sorta di “pensiero udibile” e non come una mera sequenza di brani e gli spettatori sono coinvolti in un’esperienza ibrida fra concerto, teatro e filosofia attraverso un percorso che è anche narrativo e scenico, oltre che musicale.

Al centro del repertorio c’è il dialogo tra Bach e Philip Glass, affiancati da brani di Shaw, Webern, Haydn, Mozart e Bartók.

L’evento rientra nel festival Musica con Vista, organizzato da Comitato AMUR e Le Dimore del Quartetto e co-finanziato dal programma Europa Creativa dell’Unione Europea.

Teatro Popolare Veneto 2026, a Breganze una fiaba rivisitata: “Cappuccetto Rosso-La piccola peste” di Teatro di Sabbia

Domenica 21 giugno, alle 17 e 30 al Parco Villa Laverda di Breganze, sarà in scena l’originale rivisitazione di una fiaba nota a tutti, ovvero “Cappuccetto Rosso-La piccola peste”. Ingresso gratuito.

Si tratta di una produzione Teatro di Sabbia per la regia e drammaturgia di Pino Costalunga, con Melissa Franchi e Mattia Bertolini, nell’ambito della 31esima edizione di Teatro Popolare Veneto, una delle quattro manifestazioni annuali insieme a Teatro in Giardino, Teatro Sotto le Stelle e Invito a Teatro, organizzate da FITA Vicenza, realizzata con il patrocinio della Provincia di Vicenza e in collaborazione con i comuni ospitanti.

A Breganze la fiaba rivisitata “Cappuccetto Rosso-La piccola peste”

Semplice quanto creativa la trovata di Costalunga: e se fosse il Lupo a raccontare la fiaba di Cappuccetto Rosso? “Forse diventerebbe tutta un’altra storia – evidenzia il regista – la storia di una peste di bambina che riesce a sfuggire ai travestimenti del vecchio animale un po’ spelacchiato e a mettersi d’accordo con il cacciatore che l’aiuterà a uscire dal suo pancione: lei e la vecchia nonna!

Ma forse è anche un modo per dire che il cattivo della storia non è né Cappuccetto né il Lupo affamato, ma solo chi vuole distruggere i boschi e far male alla natura, in un tempo in cui grandi e piccoli devono sapere che animali e piante, nonché acqua, terra e aria vanno rispettati e conservati, perché solo così noi e le belle favole possiamo continuare a esistere”.

Teatro Popolare Veneto: edizione di successo

Dopo il successo di pubblico incassato nell’edizione 2025, Teatro Popolare Veneto si conferma anche quest’anno un appuntamento apprezzato da un pubblico eterogeneo proveniente da tutta la provincia: “Dopo il traguardo delle 30 candeline spente non ci siamo certamente adagiati sugli allori – evidenzia Renato Poli in qualità di presidente di FITA Vicenza -.

Con grinta e determinazione abbiamo imbandito un opulento cartellone 2026, da giugno a dicembre, così da ‘sfamare’ il nostro eterogeneo pubblico sparso in tutta la provincia di Vicenza grazie a una serie di spettacoli divertenti e mai banali. Nonostante le ristrettezze in cui versano molti Comuni, quelli che hanno scelto di aderire al nostro progetto dimostrano, coi fatti, di aver compreso l’importanza di una manifestazione che mantiene acceso il ‘sacro fuoco’ dell’amatoriale”.

“Il teatro nel Teatro! – prosegue Davide Berna, coordinatore della rassegna – giocando un po’ con le parole, ma senza scomodare Pirandello, siamo felici di annunciare che anche quest’anno ritorna la storica rassegna Teatro Popolare Veneto, fortemente voluta dalla Provincia di Vicenza in collaborazione con FITA Vicenza. Tanto teatro anche in questa edizione che rispetto al 2025 aumenta il numero degli appuntamenti arrivando a un totale di 37 spettacoli. Molti i Comuni coinvolti, alcuni dei quali presenti per la prima volta. La proposta è eterogenea e prevede anche un paio di debutti. Si va dalla commedia tradizionale dialettale al classico goldoniano spaziando da testi del teatro greco fino ad arrivare alla resistenza partigiana. Una varietà di generi che testimonia la vitalità e la passione amatoriale. Insomma si prospetta un’edizione 2026 ricca ed effervescente. Non rimane, quindi, che alzare il sipario e godersi lo spettacolo”.

Giornata mondiale della Musica, una serenata veneziana inaugura la XXX edizione di Spazio & Musica

Come già avvenuto per l’edizione 2025, saranno le Gallerie d’Italia – Vicenza, sede museale di Intesa Sanpaolo, ad ospitare il concerto inaugurale di Spazio & Musica. Domenica 21 giugno alle 21.00 a Palazzo Leoni Montanari, I Musicali Affetti diretti dal violino Fabio Missaggia aprono il festival con “Serenata veneziana per la nuova estate”

In scaletta Vivaldi, Albinoni e Galuppi: tre autori che hanno fatto grande la Serenissima, non solo in patria ma anche in Europa. 

Una serenata veneziana inaugura la XXX edizione di Spazio & Musica

Cantabilità, virtuosismo, leggerezza ma nello stesso tempo grande sapienza nella scrittura e profondità di pensiero. Uno stile innovativo che porterà il “concerto veneziano” a diventare il modello per tanti autori del vecchio continente. Dalle note da festa paesana del concerto vivaldiano “alla rustica” al raffinato concerto per violino di Albinoni per arrivare al nuovo stile “galante” di Galuppi che già anticipa la fine del barocco ma che sembra avere ancora una grande nostalgia del glorioso passato. 

Del resto Venezia era la “città della musica” e se ne poteva ascoltare in ogni angolo della città. 

Ecco le parole di Charles Burney nel celebre resoconto del suo viaggio in Italia quando arrivò a Venezia: “Appena arrivato ebbi subito occasione di sentire musica per la strada, eseguita da un complesso di girovaghi formato da due violini, un violoncello ed una voce; e per quanto qui passassero inosservati (….) erano così bravi che in ogni altro paese d’Europa non soltanto avrebbero attirato l’attenzione, ma sarebbero stati meritatamente applauditi. (….) Non ricorderò tutti i concerti di questo genere ascoltati qui, poiché furono così numerosi che dovrei ripetermi fino alla noia.” 

Arriva l’estate e un’autentica serenata veneziana è il modo migliore per festeggiarla. La formazione dell’ensemble I Musicali Affetti si presenta con Fabio Missaggia violino di concerto e direttore, Matteo Zanatto violino, Monica Pelliciari viola, Carlo Zanardi violoncello, Michele Gallo violone, Fabiano Merlante arciliuto e chitarra barocca, e Lorenzo Feder cembalo

Il concerto è inserito nell’ambito della Giornata mondiale della Musica ed è realizzato in collaborazione con l’Assessorato alla cultura, al turismo e all’attrattività del Comune di Vicenza e le Gallerie d’Italia – Vicenza.

Alle 20.30 si terrà una breve presentazione del concerto a cura di Fabio Missaggia.

Teatro Popolare Veneto: doppio appuntamento nel Vicentino

Prosegue con un doppio appuntamento la 31esima edizione di “Teatro Popolare Veneto”, una delle quattro manifestazioni annuali insieme a Teatro in Giardino, Teatro Sotto le Stelle e Invito a Teatro, organizzate da FITA Vicenza realizzata con il patrocinio della Provincia di Vicenza e in collaborazione con i Comuni ospitanti.

Venerdì 19 giugno a Chez Les Grottes di Costozza (Comune di Longare) ore 20:45 sarà in scena “Lysistrata” di Aristofane nella messinscena della compagnia Il Covolo e regia di Fabio M. Fusaro.

Stesso giorno ma all’Anfiteatro via Roma di Pianezze, ore 21, la compagnia Piovene Teatro 94 proporrà la commedia “Scriveme de scondondi Loredana Cont per la regia di Franco Fabrello.

“La nostra eroina Lysistrata per far cessare le continue guerre convoca segretamente tutte le donne delle Grecia e propone uno sciopero del sesso – spiega il regista Fusaro – Dovranno farsi belle per rendere più vivo il desiderio dei mariti e poi rifiutarsi di giacere con loro. Le donne più anziane per indebolire ulteriormente i guerrieri dovranno sequestrare il tesoro custodito nell’Acropoli. Punti sul vivo, disperati per la pressione e l’astinenza, gli uomini negoziano la pace, grazie alla mediazione di Lysistrata. Esaurite le tensioni, si celebra finalmente la fine del duplice conflitto con danze e banchetti: regna finalmente sovrana la pace, sia politica che domestica. Si tratta di un rifiuto della guerra in nome dell’umanità. Il dinamismo dei corpi sulla scena, rende il messaggio visivo, potente quanto quello verbale. Il linguaggio irriverente dell’eros e il tema bellico, trattato in profondità, sono equilibrati ed educativi per i giovanissimi, così da rendere l’opera, scritta nel 411 A.C. estremamente attuale”. Ingresso 12 euro.

La vicenda di “Scriveme de scondon”? Mauro e Viviana stanno per festeggiare le nozze d’argento assieme a Fabio e Gianna e alla madre Dorina. Sono una coppia tranquilla che, l’uno all’insaputa dell’altra, porta avanti una corrispondenza online con un uomo e una donna nata per curiosità ma che, con il tempo, diventa sempre più coinvolgente. Vivono quindi una normale quotidianità e una storia parallela fatta di frasi a effetto, promesse di incontri e tante bugie, come sempre accade con le storie virtuali. Arriva il momento di conoscersi, con la complicità degli amici Loretta e Riccardo, ma una serie di imprevisti impedisce il tanto desiderato incontro che, alla fine avverrà, ma non sarà come sperato. Ingresso gratuito.

 

Pedrollo Jazz Festival: l’edizione 2026 della rassegna del Conservatorio di Vicenza

Il Conservatorio di Vicenza annuncia la terza edizione del Pedrollo Jazz Festival, un evento che celebra quasi venticinque anni di eccellenza nel campo della musica jazz, dopo l’apertura del Dipartimento di Musica Jazz nel 2002.

Il Pedrollo Jazz Festival, presenta una programmazione di quattro concerti, che si terranno nel mese di giugno, dalle 20 e 30, presso il suggestivo Chiostro del Conservatorio. In caso di maltempo, gli eventi si svolgeranno nella Sala Concerti “M. Pobbe”.

“Un’opportunità unica per godere di una panoramica completa del talento jazzistico coltivato nel nostro Istituto – spiegano gli organizzatori -. Il Pedrollo Jazz Festival è un progetto ambizioso che mira a far conoscere alla città di Vicenza, e oltre, una realtà accademica riconosciuta quale una delle più importanti Scuole di jazz in Italia”.

La terza edizione del festival presenterà alcuni dei più talentuosi ex studenti dei corsi in discipline jazz, preceduti per ogni sera da un ensemble costituito dagli attuali studenti del Conservatorio. I musicisti invitati per questa edizione sono Mattia Martorano (già docente di violino jazz presso il Conservatorio), Alberto Lincetto, Giuliano Dalbosco e Stefano Cecchinato, artisti già affermati che vantano collaborazioni prestigiose.

Programma dei concerti del Pedrollo Jazz Festival 2026

Martedì 16 GIUGNO 2026 – Alberto Lincetto Trio

Alberto Lincetto: pianoforte, Alberto Zuanon: contrabbasso, Stefano Cosi: batteria

Il progetto: “The Space Between – Jamal Reflections” è il progetto di Alberto Lincetto dedicato all’estetica e alla poetica di Ahmad Jamal. Figura centrale del Jazz moderno, Jamal fu tra i primi a suscitare l’ammirazione di Miles Davis, che ne trasse profonda ispirazione. Il trio ne attraversa il repertorio come terreno di ricerca personale, mettendo in luce la sorprendente modernità del suo linguaggio e traducendola in una voce attuale.

In apertura un ensemble Jazz di studenti del Pedrollo, il Boo Boo’s Septet, composto da Leonardo Marini sax tenore, Fabio Pavan sax baritono, Samuele Romano tromba, Giacomo Casagrande tromba, Marco Cecconi trombone, Mario Avesani tuba, Simone Buttarello batteria

Mercoledì 17 GIUGNO 2025 – Dalbosco – Cosmo Duo

Giuliano Dalbosco: contrabbasso – Felice Cosmo: pianoforte.

Il progetto: Questo progetto nasce dalla collaborazione tra i due musicisti nella sezione ritmica di vari progetti e successivamente ad uno studio approfondito del disco “This one’s for Blanton” di Duke Ellington con Ray Brown. L’intimità e l’essenzialità del duo permette alle due voci di esprimersi liberamente in un flusso continuo di idee. Il repertorio comprende composizioni originali di entrambi i musicisti e standard arrangiati per questa formazione.

In apertura un ensemble Jazz di studenti del Pedrollo, il Landscape Trio, composto da Emiliano Bez chitarra, Christian Guidolin contrabbasso e Andrea Pellarin batteria

Martedì 23 GIUGNO 2026 – Human Bites

Stefano Cecchinato: chitarra, Edoardo Brunello: sassofono, Andrea Balasso: basso elettrico, Emanuele Giordani: batteria

Il progetto: Formatasi nel 2022, con due dischi all’attivo, la band vicentina presenta un repertorio di composizioni strumentali inedite, che si rivelano in un jazz energico, elegante e con particolare attenzione alla dimensione emotiva e narrativa dei brani.

In apertura un ensemble Jazz di studenti e studentesse del Pedrollo, Young Jazz Collective, composto da Silvia Balzarin, Serena Peroni, Greta Sbabo, Ilaria Magnabosco, Claudia Dell’Anna, Isabella Zattoni gruppo vocale, Emanuele Rossetto pianoforte, Emma Ferrari basso elettrico, Simone Buttarello batteria.

Mercoledì 24 GIUGNO 2025 – Alma Swing

Mattia Martorano: violino, Lino Brotto: chitarra solista, Andrea Boschetti: chitarra ritmica, Luca Pisani: contrabbasso

Da oltre vent’anni di attività Alma Swing è una realtà di riferimento dello hot jazz di tradizione europea, in cui lo swing parigino-americano degli Anni Trenta si confonde ad un folklore senza tempo. Con una silhouette rétro ed un tradizionale organico acustico, l’ensamble interpreta con personalità una musica la cui attualità è incessantemente confermata dal successo tributato internazionalmente all’esperienza artistica di Django Reinhardt. Alma Swing novera oggi illustri collaborazioni, un’importante attività discografica e partecipazioni a festivals e rassegne in tutta Italia ed Europa.

In apertura un ensemble Jazz di studenti e studentesse del Pedrollo composto da Leonardo Marini sassofono, Zoe Passarini voce, Leonardo Basso chitarra, Michele Passariello basso elettrico e Simone Buttarello batteria.

Torri di Teatro, la poesia si sposta in un campo di lavanda

Martedì 16 giugno alle 21 si chiude la seconda stagione di Torri di Teatro con un evento speciale: presso il campo di lavanda di Marola si terrà “Respiro in viola”, passeggiata poetica guidata da giovani protagonisti di Theama Teatro e dalle ragazze di Obiettivo Danza Torri.

Un viaggio nella crème della poesia nazionale e internazionale, circondati dal profumo e dal colore inconfondibili della lavanda, pianta i cui preziosi oli essenziali, anche nella semplice inalazione, conferiscono un senso di rilassamento al sistema nervoso.

Ed è in questa particolare condizione che le parole declamate dagli attori riusciranno a farsi strada con ancora maggior profondità nel cuore dei partecipanti. “Respiro in Viola non è solo un evento – spiegano i promotori –, ma un manifesto di come la cultura possa rigenerare e abitare il territorio in modi del tutto inediti. Trasformando un filare di lavanda in fiore in un palcoscenico a cielo aperto, l’iniziativa scardina l’idea tradizionale di teatro per valorizzare nuovi spazi te-atrabili immersi nella natura profonda della nostra terra. Un’operazione culturale che fa della bellezza paesaggistica locale il cuore pulsante dell’azione scenica, creando un legame indissolubile tra spettatore, ambiente e performance”.

Il teatro fa vivere le emozioni che la vita ci dà – evidenzia l’assessore alla Cultura del Comune di Torri di Quartesolo, Luisa Morreale –. Il palcoscenico è la grande piazza dove gli animi si incontrano, si raccontano e si liberano. Questa rassegna teatrale di Theama Teatro e del Comune di Torri di Quartesolo, in collaborazione con l’Unità Pastorale Lerino-Marola-Torri è un’opportunità per rafforzare il tessuto sociale della nostra comunità.

Unendo simbolicamente la piazza comunale e quella parrocchiale, vogliamo ribadire che l’arte è un potente strumento di incontro, crescita e trasformazione collettiva. Le compagnie teatrali e gli artisti che si alterneranno sul palco porteranno con loro storie, idee e visioni che, tra un sorriso e una risata, stimolano la riflessione e l’impegno civile. Attraverso la rassegna teatrale, a Torri di Quartesolo si vuole così dare una nuova chiave di lettura al teatro: presentandolo non solo come uno svago, ma come un’occasione di confronto e un vero catalizzatore del cambiamento. Un ringraziamento speciale va a Theama, responsabile dell’organizzazione di questo evento, per aver dato voce a un progetto che mette al centro l’arte come strumento di crescita civile e sociale”.

Posto Unico: si parte a Lonigo con Omar Pedrini e la storia dei Timoria

L’XI Edizione di POSTOUNICO parte martedì 16 giugno, con inizio alle ore 21.15, con Omar Pedrini – Trio Elettroacustico, e lo spettacolo “DAI TIMORIA AD OGGI”, da uno tra i più esclusivi palcoscenici del Veneto, la Rocca Pisana di Lonigo, capolavoro rinascimentale di Vincenzo Scamozzi. Omar Pedrini è uno dei massimi esponenti della musica rock italiana. Indimenticabile ai tempi dei Timoria, originale ed estremamente creativo nella sua carriera da solista.

Dai primi album della storica band rock, risalenti al 1988 all’ultimo album da solista del 2017, la vita artistica di Omar Pedrini è sempre stata densa, profonda ed eclettica. Vanta collaborazioni con artisti italiani e stranieri di qualsiasi disciplina, dal mondo del teatro a quello della Radio, dai programmi in Rai alla collaborazione con artisti e scultori, dalla letteratura al cinema, una vita intensa fatta di coraggio e scelte in controtendenza. In questo concerto Omar propone in versione elettro acustica canzoni scritte sia per i suoi Timoria sia per i suoi 6 album da solista. Sul palco insieme Davide Apollo alla voce e Marco Montanari  alla chitarra.  Uno spettacolo intimo ma potente, durante il quale non mancheranno alcune cover, come omaggio ai grandi della musica che hanno influenzato Omar Pedrini da ragazzo.

 In caso di maltempo, tutti gli spettacoli saranno garantiti al coperto, nel Teatro Comunale di Lonigo.

Posto Unico è il Festival della Musica e del Teatro nei Luoghi dell’Arte, in programma dal 16 giugno al 7 luglio 2026 con sei serate ospitate nei comuni di Lonigo, Alonte e Orgiano.

La programmazione che spazia dalla grande musica rock italiana al jazz d’autore, dal teatro- canzone di Gaber alle tradizioni musicali del Mediterraneo e dei Balcani, fino al teatro itinerante shakespeariano e al monologo contemporaneo. Non bastasse, è disponibile una visita «su misura» nelle dimore palcoscenico di ogni serata.

Postounico 2026 è organizzato da: Comune di Lonigo, Teatro Comunale di Lonigo, Ufficio Teatro Città di Lonigo. Direzione artistica di Alessandro Anderloni, in collaborazione con: IAT Lonigo, Compagnia dell’Orso, Associazione AUSER Circolo di Lonigo, Gruppo volontari di Protezione Civile di Lonigo, Croce Berica, Gruppo maschere del Teatro Comunale di Lonigo, Biblioteca Civica “G. Lovato”, Centro Musica e Cultura di Alonte, Villa Pisani Bonetti, Villa Fracanzan Piovene. Il festival riceve il contributo di: Città di Lonigo, Comune di Orgiano, Comune di Alonte, Villa Pisani Bonetti, AutoVega, BCC Vicentino Pojana Maggiore.

Notturni d’Estate, tornano a Villa Ghislanzoni Curti di Bertesina i concerti sotto le stelle

Giovedì 11 giugno a Villa Ghislanzoni Curti di Bertesina prendono il via i Notturni d’Estate, serie di concerti sotto le stelle curata da Orchestra del Teatro Olimpico e Società del Quartetto.

Per la serata d’esordio la OTO schiera un settetto di archi e fiati formato da Sara Audenino al violino, Viola Maria Pregno Bongiovanni al violoncello, Edoardo Dolci al contrabbasso, Beatrice Maria Pozzato all’oboe, Maddalena Donini al corno, Jessica Dalfovo al clarinetto e dal tutor Klaus Manfrini alla viola.

Prima del concerto è in programma la consegna del premio ai tre vincitori del concorso per giovani compositori Musica Oggi, promosso dalla OTO, con l’esecuzione del brano primo classificato: Tre Movimenti per Sestetto di Ernesto Molin.

L’impaginato si apre sulle note del Quartetto per oboe e archi in Fa maggiore che Mozart scrisse nel 1781 per Friedrich Ramm, oboista tedesco che con il suo talento aveva stregato il giovane compositore fin dal loro primo incontro a Manheim.

A seguire un Divertimento in Re maggiore di Michael Haydn, fratello minore del più celebre Franz Joseph, in una versione arrangiata da Klaus Manfrini che prevede la sostituzione del clarinetto alla viola dell’originale.

I musicisti della OTO presentano poi il Phantasy Quartet per oboe e trio d’archi di Benjamin Britten, brano in un solo movimento nel quale lo strumento a fiato assume il ruolo di “primus inter pares” rispetto ai tre archi. Composto nel 1932 quando Britten era ancora studente al Royal College of Music, il pezzo fu dedicato al virtuoso Léon Goossens e venne eseguito per la prima volta alla radio in una trasmissione della BBC.

In chiusura Schubert, con una trascrizione di Klaus Manfrini per settimino di Erlkönig (Il re degli Elfi), lied per voce e pianoforte che il compositore viennese scrisse di getto nel 1815 dopo aver ascoltato la lettura dell’omonima ballata di Goethe. L’iniziale stesura fu successivamente riplasmata da Schubert nel corso degli anni successivi e finalmente la versione definitiva venne presentata al pubblico del Musikverein nel gennaio del 1821.

Il concerto inizia alle 21.