domenica, Giugno 28, 2026
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Teatro Popolare Veneto 2026, a Breganze una fiaba rivisitata: “Cappuccetto Rosso-La piccola peste” di Teatro di Sabbia

Domenica 21 giugno, alle 17 e 30 al Parco Villa Laverda di Breganze, sarà in scena l’originale rivisitazione di una fiaba nota a tutti, ovvero “Cappuccetto Rosso-La piccola peste”. Ingresso gratuito.

Si tratta di una produzione Teatro di Sabbia per la regia e drammaturgia di Pino Costalunga, con Melissa Franchi e Mattia Bertolini, nell’ambito della 31esima edizione di Teatro Popolare Veneto, una delle quattro manifestazioni annuali insieme a Teatro in Giardino, Teatro Sotto le Stelle e Invito a Teatro, organizzate da FITA Vicenza, realizzata con il patrocinio della Provincia di Vicenza e in collaborazione con i comuni ospitanti.

A Breganze la fiaba rivisitata “Cappuccetto Rosso-La piccola peste”

Semplice quanto creativa la trovata di Costalunga: e se fosse il Lupo a raccontare la fiaba di Cappuccetto Rosso? “Forse diventerebbe tutta un’altra storia – evidenzia il regista – la storia di una peste di bambina che riesce a sfuggire ai travestimenti del vecchio animale un po’ spelacchiato e a mettersi d’accordo con il cacciatore che l’aiuterà a uscire dal suo pancione: lei e la vecchia nonna!

Ma forse è anche un modo per dire che il cattivo della storia non è né Cappuccetto né il Lupo affamato, ma solo chi vuole distruggere i boschi e far male alla natura, in un tempo in cui grandi e piccoli devono sapere che animali e piante, nonché acqua, terra e aria vanno rispettati e conservati, perché solo così noi e le belle favole possiamo continuare a esistere”.

Teatro Popolare Veneto: edizione di successo

Dopo il successo di pubblico incassato nell’edizione 2025, Teatro Popolare Veneto si conferma anche quest’anno un appuntamento apprezzato da un pubblico eterogeneo proveniente da tutta la provincia: “Dopo il traguardo delle 30 candeline spente non ci siamo certamente adagiati sugli allori – evidenzia Renato Poli in qualità di presidente di FITA Vicenza -.

Con grinta e determinazione abbiamo imbandito un opulento cartellone 2026, da giugno a dicembre, così da ‘sfamare’ il nostro eterogeneo pubblico sparso in tutta la provincia di Vicenza grazie a una serie di spettacoli divertenti e mai banali. Nonostante le ristrettezze in cui versano molti Comuni, quelli che hanno scelto di aderire al nostro progetto dimostrano, coi fatti, di aver compreso l’importanza di una manifestazione che mantiene acceso il ‘sacro fuoco’ dell’amatoriale”.

“Il teatro nel Teatro! – prosegue Davide Berna, coordinatore della rassegna – giocando un po’ con le parole, ma senza scomodare Pirandello, siamo felici di annunciare che anche quest’anno ritorna la storica rassegna Teatro Popolare Veneto, fortemente voluta dalla Provincia di Vicenza in collaborazione con FITA Vicenza. Tanto teatro anche in questa edizione che rispetto al 2025 aumenta il numero degli appuntamenti arrivando a un totale di 37 spettacoli. Molti i Comuni coinvolti, alcuni dei quali presenti per la prima volta. La proposta è eterogenea e prevede anche un paio di debutti. Si va dalla commedia tradizionale dialettale al classico goldoniano spaziando da testi del teatro greco fino ad arrivare alla resistenza partigiana. Una varietà di generi che testimonia la vitalità e la passione amatoriale. Insomma si prospetta un’edizione 2026 ricca ed effervescente. Non rimane, quindi, che alzare il sipario e godersi lo spettacolo”.

Giornata mondiale della Musica, una serenata veneziana inaugura la XXX edizione di Spazio & Musica

Come già avvenuto per l’edizione 2025, saranno le Gallerie d’Italia – Vicenza, sede museale di Intesa Sanpaolo, ad ospitare il concerto inaugurale di Spazio & Musica. Domenica 21 giugno alle 21.00 a Palazzo Leoni Montanari, I Musicali Affetti diretti dal violino Fabio Missaggia aprono il festival con “Serenata veneziana per la nuova estate”

In scaletta Vivaldi, Albinoni e Galuppi: tre autori che hanno fatto grande la Serenissima, non solo in patria ma anche in Europa. 

Una serenata veneziana inaugura la XXX edizione di Spazio & Musica

Cantabilità, virtuosismo, leggerezza ma nello stesso tempo grande sapienza nella scrittura e profondità di pensiero. Uno stile innovativo che porterà il “concerto veneziano” a diventare il modello per tanti autori del vecchio continente. Dalle note da festa paesana del concerto vivaldiano “alla rustica” al raffinato concerto per violino di Albinoni per arrivare al nuovo stile “galante” di Galuppi che già anticipa la fine del barocco ma che sembra avere ancora una grande nostalgia del glorioso passato. 

Del resto Venezia era la “città della musica” e se ne poteva ascoltare in ogni angolo della città. 

Ecco le parole di Charles Burney nel celebre resoconto del suo viaggio in Italia quando arrivò a Venezia: “Appena arrivato ebbi subito occasione di sentire musica per la strada, eseguita da un complesso di girovaghi formato da due violini, un violoncello ed una voce; e per quanto qui passassero inosservati (….) erano così bravi che in ogni altro paese d’Europa non soltanto avrebbero attirato l’attenzione, ma sarebbero stati meritatamente applauditi. (….) Non ricorderò tutti i concerti di questo genere ascoltati qui, poiché furono così numerosi che dovrei ripetermi fino alla noia.” 

Arriva l’estate e un’autentica serenata veneziana è il modo migliore per festeggiarla. La formazione dell’ensemble I Musicali Affetti si presenta con Fabio Missaggia violino di concerto e direttore, Matteo Zanatto violino, Monica Pelliciari viola, Carlo Zanardi violoncello, Michele Gallo violone, Fabiano Merlante arciliuto e chitarra barocca, e Lorenzo Feder cembalo

Il concerto è inserito nell’ambito della Giornata mondiale della Musica ed è realizzato in collaborazione con l’Assessorato alla cultura, al turismo e all’attrattività del Comune di Vicenza e le Gallerie d’Italia – Vicenza.

Alle 20.30 si terrà una breve presentazione del concerto a cura di Fabio Missaggia.

Teatro Popolare Veneto: doppio appuntamento nel Vicentino

Prosegue con un doppio appuntamento la 31esima edizione di “Teatro Popolare Veneto”, una delle quattro manifestazioni annuali insieme a Teatro in Giardino, Teatro Sotto le Stelle e Invito a Teatro, organizzate da FITA Vicenza realizzata con il patrocinio della Provincia di Vicenza e in collaborazione con i Comuni ospitanti.

Venerdì 19 giugno a Chez Les Grottes di Costozza (Comune di Longare) ore 20:45 sarà in scena “Lysistrata” di Aristofane nella messinscena della compagnia Il Covolo e regia di Fabio M. Fusaro.

Stesso giorno ma all’Anfiteatro via Roma di Pianezze, ore 21, la compagnia Piovene Teatro 94 proporrà la commedia “Scriveme de scondondi Loredana Cont per la regia di Franco Fabrello.

“La nostra eroina Lysistrata per far cessare le continue guerre convoca segretamente tutte le donne delle Grecia e propone uno sciopero del sesso – spiega il regista Fusaro – Dovranno farsi belle per rendere più vivo il desiderio dei mariti e poi rifiutarsi di giacere con loro. Le donne più anziane per indebolire ulteriormente i guerrieri dovranno sequestrare il tesoro custodito nell’Acropoli. Punti sul vivo, disperati per la pressione e l’astinenza, gli uomini negoziano la pace, grazie alla mediazione di Lysistrata. Esaurite le tensioni, si celebra finalmente la fine del duplice conflitto con danze e banchetti: regna finalmente sovrana la pace, sia politica che domestica. Si tratta di un rifiuto della guerra in nome dell’umanità. Il dinamismo dei corpi sulla scena, rende il messaggio visivo, potente quanto quello verbale. Il linguaggio irriverente dell’eros e il tema bellico, trattato in profondità, sono equilibrati ed educativi per i giovanissimi, così da rendere l’opera, scritta nel 411 A.C. estremamente attuale”. Ingresso 12 euro.

La vicenda di “Scriveme de scondon”? Mauro e Viviana stanno per festeggiare le nozze d’argento assieme a Fabio e Gianna e alla madre Dorina. Sono una coppia tranquilla che, l’uno all’insaputa dell’altra, porta avanti una corrispondenza online con un uomo e una donna nata per curiosità ma che, con il tempo, diventa sempre più coinvolgente. Vivono quindi una normale quotidianità e una storia parallela fatta di frasi a effetto, promesse di incontri e tante bugie, come sempre accade con le storie virtuali. Arriva il momento di conoscersi, con la complicità degli amici Loretta e Riccardo, ma una serie di imprevisti impedisce il tanto desiderato incontro che, alla fine avverrà, ma non sarà come sperato. Ingresso gratuito.

 

Pedrollo Jazz Festival: l’edizione 2026 della rassegna del Conservatorio di Vicenza

Il Conservatorio di Vicenza annuncia la terza edizione del Pedrollo Jazz Festival, un evento che celebra quasi venticinque anni di eccellenza nel campo della musica jazz, dopo l’apertura del Dipartimento di Musica Jazz nel 2002.

Il Pedrollo Jazz Festival, presenta una programmazione di quattro concerti, che si terranno nel mese di giugno, dalle 20 e 30, presso il suggestivo Chiostro del Conservatorio. In caso di maltempo, gli eventi si svolgeranno nella Sala Concerti “M. Pobbe”.

“Un’opportunità unica per godere di una panoramica completa del talento jazzistico coltivato nel nostro Istituto – spiegano gli organizzatori -. Il Pedrollo Jazz Festival è un progetto ambizioso che mira a far conoscere alla città di Vicenza, e oltre, una realtà accademica riconosciuta quale una delle più importanti Scuole di jazz in Italia”.

La terza edizione del festival presenterà alcuni dei più talentuosi ex studenti dei corsi in discipline jazz, preceduti per ogni sera da un ensemble costituito dagli attuali studenti del Conservatorio. I musicisti invitati per questa edizione sono Mattia Martorano (già docente di violino jazz presso il Conservatorio), Alberto Lincetto, Giuliano Dalbosco e Stefano Cecchinato, artisti già affermati che vantano collaborazioni prestigiose.

Programma dei concerti del Pedrollo Jazz Festival 2026

Martedì 16 GIUGNO 2026 – Alberto Lincetto Trio

Alberto Lincetto: pianoforte, Alberto Zuanon: contrabbasso, Stefano Cosi: batteria

Il progetto: “The Space Between – Jamal Reflections” è il progetto di Alberto Lincetto dedicato all’estetica e alla poetica di Ahmad Jamal. Figura centrale del Jazz moderno, Jamal fu tra i primi a suscitare l’ammirazione di Miles Davis, che ne trasse profonda ispirazione. Il trio ne attraversa il repertorio come terreno di ricerca personale, mettendo in luce la sorprendente modernità del suo linguaggio e traducendola in una voce attuale.

In apertura un ensemble Jazz di studenti del Pedrollo, il Boo Boo’s Septet, composto da Leonardo Marini sax tenore, Fabio Pavan sax baritono, Samuele Romano tromba, Giacomo Casagrande tromba, Marco Cecconi trombone, Mario Avesani tuba, Simone Buttarello batteria

Mercoledì 17 GIUGNO 2025 – Dalbosco – Cosmo Duo

Giuliano Dalbosco: contrabbasso – Felice Cosmo: pianoforte.

Il progetto: Questo progetto nasce dalla collaborazione tra i due musicisti nella sezione ritmica di vari progetti e successivamente ad uno studio approfondito del disco “This one’s for Blanton” di Duke Ellington con Ray Brown. L’intimità e l’essenzialità del duo permette alle due voci di esprimersi liberamente in un flusso continuo di idee. Il repertorio comprende composizioni originali di entrambi i musicisti e standard arrangiati per questa formazione.

In apertura un ensemble Jazz di studenti del Pedrollo, il Landscape Trio, composto da Emiliano Bez chitarra, Christian Guidolin contrabbasso e Andrea Pellarin batteria

Martedì 23 GIUGNO 2026 – Human Bites

Stefano Cecchinato: chitarra, Edoardo Brunello: sassofono, Andrea Balasso: basso elettrico, Emanuele Giordani: batteria

Il progetto: Formatasi nel 2022, con due dischi all’attivo, la band vicentina presenta un repertorio di composizioni strumentali inedite, che si rivelano in un jazz energico, elegante e con particolare attenzione alla dimensione emotiva e narrativa dei brani.

In apertura un ensemble Jazz di studenti e studentesse del Pedrollo, Young Jazz Collective, composto da Silvia Balzarin, Serena Peroni, Greta Sbabo, Ilaria Magnabosco, Claudia Dell’Anna, Isabella Zattoni gruppo vocale, Emanuele Rossetto pianoforte, Emma Ferrari basso elettrico, Simone Buttarello batteria.

Mercoledì 24 GIUGNO 2025 – Alma Swing

Mattia Martorano: violino, Lino Brotto: chitarra solista, Andrea Boschetti: chitarra ritmica, Luca Pisani: contrabbasso

Da oltre vent’anni di attività Alma Swing è una realtà di riferimento dello hot jazz di tradizione europea, in cui lo swing parigino-americano degli Anni Trenta si confonde ad un folklore senza tempo. Con una silhouette rétro ed un tradizionale organico acustico, l’ensamble interpreta con personalità una musica la cui attualità è incessantemente confermata dal successo tributato internazionalmente all’esperienza artistica di Django Reinhardt. Alma Swing novera oggi illustri collaborazioni, un’importante attività discografica e partecipazioni a festivals e rassegne in tutta Italia ed Europa.

In apertura un ensemble Jazz di studenti e studentesse del Pedrollo composto da Leonardo Marini sassofono, Zoe Passarini voce, Leonardo Basso chitarra, Michele Passariello basso elettrico e Simone Buttarello batteria.

Torri di Teatro, la poesia si sposta in un campo di lavanda

Martedì 16 giugno alle 21 si chiude la seconda stagione di Torri di Teatro con un evento speciale: presso il campo di lavanda di Marola si terrà “Respiro in viola”, passeggiata poetica guidata da giovani protagonisti di Theama Teatro e dalle ragazze di Obiettivo Danza Torri.

Un viaggio nella crème della poesia nazionale e internazionale, circondati dal profumo e dal colore inconfondibili della lavanda, pianta i cui preziosi oli essenziali, anche nella semplice inalazione, conferiscono un senso di rilassamento al sistema nervoso.

Ed è in questa particolare condizione che le parole declamate dagli attori riusciranno a farsi strada con ancora maggior profondità nel cuore dei partecipanti. “Respiro in Viola non è solo un evento – spiegano i promotori –, ma un manifesto di come la cultura possa rigenerare e abitare il territorio in modi del tutto inediti. Trasformando un filare di lavanda in fiore in un palcoscenico a cielo aperto, l’iniziativa scardina l’idea tradizionale di teatro per valorizzare nuovi spazi te-atrabili immersi nella natura profonda della nostra terra. Un’operazione culturale che fa della bellezza paesaggistica locale il cuore pulsante dell’azione scenica, creando un legame indissolubile tra spettatore, ambiente e performance”.

Il teatro fa vivere le emozioni che la vita ci dà – evidenzia l’assessore alla Cultura del Comune di Torri di Quartesolo, Luisa Morreale –. Il palcoscenico è la grande piazza dove gli animi si incontrano, si raccontano e si liberano. Questa rassegna teatrale di Theama Teatro e del Comune di Torri di Quartesolo, in collaborazione con l’Unità Pastorale Lerino-Marola-Torri è un’opportunità per rafforzare il tessuto sociale della nostra comunità.

Unendo simbolicamente la piazza comunale e quella parrocchiale, vogliamo ribadire che l’arte è un potente strumento di incontro, crescita e trasformazione collettiva. Le compagnie teatrali e gli artisti che si alterneranno sul palco porteranno con loro storie, idee e visioni che, tra un sorriso e una risata, stimolano la riflessione e l’impegno civile. Attraverso la rassegna teatrale, a Torri di Quartesolo si vuole così dare una nuova chiave di lettura al teatro: presentandolo non solo come uno svago, ma come un’occasione di confronto e un vero catalizzatore del cambiamento. Un ringraziamento speciale va a Theama, responsabile dell’organizzazione di questo evento, per aver dato voce a un progetto che mette al centro l’arte come strumento di crescita civile e sociale”.

Posto Unico: si parte a Lonigo con Omar Pedrini e la storia dei Timoria

L’XI Edizione di POSTOUNICO parte martedì 16 giugno, con inizio alle ore 21.15, con Omar Pedrini – Trio Elettroacustico, e lo spettacolo “DAI TIMORIA AD OGGI”, da uno tra i più esclusivi palcoscenici del Veneto, la Rocca Pisana di Lonigo, capolavoro rinascimentale di Vincenzo Scamozzi. Omar Pedrini è uno dei massimi esponenti della musica rock italiana. Indimenticabile ai tempi dei Timoria, originale ed estremamente creativo nella sua carriera da solista.

Dai primi album della storica band rock, risalenti al 1988 all’ultimo album da solista del 2017, la vita artistica di Omar Pedrini è sempre stata densa, profonda ed eclettica. Vanta collaborazioni con artisti italiani e stranieri di qualsiasi disciplina, dal mondo del teatro a quello della Radio, dai programmi in Rai alla collaborazione con artisti e scultori, dalla letteratura al cinema, una vita intensa fatta di coraggio e scelte in controtendenza. In questo concerto Omar propone in versione elettro acustica canzoni scritte sia per i suoi Timoria sia per i suoi 6 album da solista. Sul palco insieme Davide Apollo alla voce e Marco Montanari  alla chitarra.  Uno spettacolo intimo ma potente, durante il quale non mancheranno alcune cover, come omaggio ai grandi della musica che hanno influenzato Omar Pedrini da ragazzo.

 In caso di maltempo, tutti gli spettacoli saranno garantiti al coperto, nel Teatro Comunale di Lonigo.

Posto Unico è il Festival della Musica e del Teatro nei Luoghi dell’Arte, in programma dal 16 giugno al 7 luglio 2026 con sei serate ospitate nei comuni di Lonigo, Alonte e Orgiano.

La programmazione che spazia dalla grande musica rock italiana al jazz d’autore, dal teatro- canzone di Gaber alle tradizioni musicali del Mediterraneo e dei Balcani, fino al teatro itinerante shakespeariano e al monologo contemporaneo. Non bastasse, è disponibile una visita «su misura» nelle dimore palcoscenico di ogni serata.

Postounico 2026 è organizzato da: Comune di Lonigo, Teatro Comunale di Lonigo, Ufficio Teatro Città di Lonigo. Direzione artistica di Alessandro Anderloni, in collaborazione con: IAT Lonigo, Compagnia dell’Orso, Associazione AUSER Circolo di Lonigo, Gruppo volontari di Protezione Civile di Lonigo, Croce Berica, Gruppo maschere del Teatro Comunale di Lonigo, Biblioteca Civica “G. Lovato”, Centro Musica e Cultura di Alonte, Villa Pisani Bonetti, Villa Fracanzan Piovene. Il festival riceve il contributo di: Città di Lonigo, Comune di Orgiano, Comune di Alonte, Villa Pisani Bonetti, AutoVega, BCC Vicentino Pojana Maggiore.

Notturni d’Estate, tornano a Villa Ghislanzoni Curti di Bertesina i concerti sotto le stelle

Giovedì 11 giugno a Villa Ghislanzoni Curti di Bertesina prendono il via i Notturni d’Estate, serie di concerti sotto le stelle curata da Orchestra del Teatro Olimpico e Società del Quartetto.

Per la serata d’esordio la OTO schiera un settetto di archi e fiati formato da Sara Audenino al violino, Viola Maria Pregno Bongiovanni al violoncello, Edoardo Dolci al contrabbasso, Beatrice Maria Pozzato all’oboe, Maddalena Donini al corno, Jessica Dalfovo al clarinetto e dal tutor Klaus Manfrini alla viola.

Prima del concerto è in programma la consegna del premio ai tre vincitori del concorso per giovani compositori Musica Oggi, promosso dalla OTO, con l’esecuzione del brano primo classificato: Tre Movimenti per Sestetto di Ernesto Molin.

L’impaginato si apre sulle note del Quartetto per oboe e archi in Fa maggiore che Mozart scrisse nel 1781 per Friedrich Ramm, oboista tedesco che con il suo talento aveva stregato il giovane compositore fin dal loro primo incontro a Manheim.

A seguire un Divertimento in Re maggiore di Michael Haydn, fratello minore del più celebre Franz Joseph, in una versione arrangiata da Klaus Manfrini che prevede la sostituzione del clarinetto alla viola dell’originale.

I musicisti della OTO presentano poi il Phantasy Quartet per oboe e trio d’archi di Benjamin Britten, brano in un solo movimento nel quale lo strumento a fiato assume il ruolo di “primus inter pares” rispetto ai tre archi. Composto nel 1932 quando Britten era ancora studente al Royal College of Music, il pezzo fu dedicato al virtuoso Léon Goossens e venne eseguito per la prima volta alla radio in una trasmissione della BBC.

In chiusura Schubert, con una trascrizione di Klaus Manfrini per settimino di Erlkönig (Il re degli Elfi), lied per voce e pianoforte che il compositore viennese scrisse di getto nel 1815 dopo aver ascoltato la lettura dell’omonima ballata di Goethe. L’iniziale stesura fu successivamente riplasmata da Schubert nel corso degli anni successivi e finalmente la versione definitiva venne presentata al pubblico del Musikverein nel gennaio del 1821.

Il concerto inizia alle 21.

Museo del Gioiello di Vicenza, nuova mostra temporanea con i gioielli per la lirica

Indossati dalle dive della lirica, diademi, corone o guarnizioni per costumi di scena,  assieme a tessuti preziosi e documenti originali del secolo scorso, sono protagonisti della nuova mostra  temporanea del Museo del Gioiello di Vicenza, da oggi al 30 settembre. 

Intitolata “Dive e Gioielli in Scena. Corbella per Renata Tebaldi, Maria Callas e le interpreti della lirica” e curata da Paola Venturelli, la mostra è incentrata su una significativa selezione di monili legati ad alcune delle  più illustri interpreti della lirica del Novecento, all’interno della vasta e articolata produzione della ditta  Corbella di Milano, “Prima Fabbrica di Gioielli ed Armi per il Teatro”, fondata nel 1865, per oltre un secolo  principale e più autorevole riferimento in questo genere di produzione: per i principali teatri del mondo. Rosetta Pampanini, Margherita Carosio, Margherita Cipolato Nicolai, Maria Caniglia, Giulietta Simionato,  Renata Tebaldi, la “voce d’angelo”, e Maria Callas, la “Divina” sono le protagoniste. 

Metallo dorato, filigrane, paste vitree, strass e altri materiali di fattura fantasiosa, prendono forma  sull’ispirazione dell’alta gioielleria contemporanea e su quella del passato, studiata e rivisitata. Tra i pezzi più  curiosi, creazioni legate a rappresentazioni che hanno fatto la storia del bel canto: una collana policroma in  stile egizio appartenuta a Maria Callas, un prezioso diadema per la Fedora di Umberto Giordano, il curioso  copricapo per Leila dei Pescatori di Perle, un reggiseno gioiello forse ispirato al fascino esotico di Mata Hari,  spilloni per capelli realizzati per Madama Butterfy di Giacomo Puccini, trasporteranno il visitatore nel mondo  del teatro e della lirica. Legata alla Turandot di Giacomo Puccini, messa in scena la prima volta alla Scala il  25 aprile 1926, di cui quest’anno ricorre il centenario, è l’appariscente corona con elementi en tremblant indossata in quell’occasione dalla soprano Rosa Raisi e divenuta emblema stesso dell’opera pucciniana. 

«Il gioiello di scena non è un semplice ornamento, ma un elemento narrativo capace di vivere insieme  all’artista, amplificarne la presenza scenica e contribuire in modo determinante alla costruzione dell’identità  del personaggio – spiega la curatrice Paola Venturelli. La mostra è concepita come un piccolo compendio di  creazioni eccellenti che, pur non preziose sotto il profilo materico, possiedono un altissimo valore espressivo  e scenografico: gioielli che dialogano con la luce, con il movimento, con i costumi e accompagnano il visitatore  nel mondo visionario del melodramma e del teatro d’opera, restituendone tutta la forza estetica e simbolica».  

Dalla fondazione nel 1865 al 2013, quando chiuse i battenti, Corbella divenne presto fornitore ufficiale del  Teatro alla Scala con la produzione di armi, gioielli e accessori di scena. L’alta qualità della manifattura portò l’azienda milanese a lavorare per i più̀ importanti teatri del mondo, dalla Fenice di Venezia al Costanzi di Roma  al Colón di Buenos Aires. I monili in molti casi vengono acquistati dalle cantanti che, nelle tournée di palco in  palco, non vogliono rinunciare a indossarli. Anche i costumi di scena sui palchi del San Carlo di Napoli, del  Regio di Torino, del Costanzi di Roma, dell’Opera di Barcellona e dell’Opera di Londra sono stati impreziositi,  per cinque generazioni, dai monili realizzati dal laboratorio creativo dando vita a sodalizi come quello con il  costumista Caramba, dal 1921 direttore artistico del Teatro alla Scala da quell’anno ente autonomo con Arturo  Toscanini direttore. 

Un racconto di costume, storia e arte orafa riportato alla ribalta nella sala al piano terra del Museo del Gioiello  di Vicenza (visitabile con un unico biglietto insieme all’esposizione permanente nei seguenti orari: dal martedì  al venerdì 9:00 – 13.00, 15:00 – 18:00, sabato e domenica 9:00 -18:00). 

«Esporre al Museo del Gioiello di Vicenza i gioielli di scena Corbella è per noi motivo di orgoglio. Già dal 1865  e in particolare ai tempi del mio trisnonno Achille, la Ditta Corbella, “Prima Fabbrica Italiana di Gioielli e Armi  per il Teatro”, ha ideato e prodotto gioielli teatrali che raggiunsero il loro apice nel periodo d’oro tra gli anni  Venti e Quaranta del secolo scorso, quando la sintonia con i costumi di Caramba divenne irripetibile. I pezzi  esposti in questa temporanea trasmetteranno al pubblico tutto il fascino che rendeva le grandi artiste della  lirica come Pampanini, Tebaldi e Callas desiderose di indossarli» dichiara Angelica Corbella, discendente della  storica dinastia di gioiellieri. 

Tra le chicche che arricchiscono la sala espositiva due importanti documenti prestati dall’Archivio Storico  “Tullio Serafin: una partitura originale della Turandot e una lettera autografa della Divina del 1967 indirizzata proprio al Maestro Serafin, in cui si augura di poterlo rivedere a Roma. Sottolinea Andrea Castello,  presidente dell’Archivio Storico “Tullio Serafin” e direttore artistico del festival Vicenza in Lirica: «Il maestro  fu un vero scopritore di talenti. Nato a Rottanova di Cavarzere, nel veneziano, divenne uno dei più grandi  direttori d’orchestra in Italia e nel mondo. Scoprì e guidò la formazione della Callas nel 1947, ma prima anche  Maria Caniglia, Rosa Ponselle e molti altri artisti diventati grandi nomi della lirica nel mondo. Quindi, cogliamo  sempre con favore occasioni di qualità come questa iniziativa del Museo del Gioiello per ricordare la figura di  Serafin e l’amore per la lirica. La partitura della Turandot che si vedrà al Museo è quella usata dal Maestro  proprio per l’interpretazione di Maria Callas durante la registrazione al Teatro alla Scala nel 1957». 

Non solo. I gioielli di scena dialogano con due prestigiosi tessuti della storica azienda veneziana Rubelli,  fondata nel 1858. «Due teatri raccontati attraverso due tessuti. Avorio e oro per il lampasso che Rubelli aveva  realizzato per le Sale Apollinee del Teatro La Fenice e chiamato per l’occasione “Traviata” in omaggio all’pera  in scena per la riapertura nel 2003. E poi il damasco rosso realizzato per i palchi del Teatro alla Scala.  Vorremmo che ci si possa così immergere nell’atmosfera che cantanti come Callas o Tebaldi trovavano in  questi luoghi così importanti per la lirica e che è creata anche dagli arredi», commenta Irene Favaretto, già  ordinaria di Storia dell’archeologia all’Università di Padova e ora direttore della Fondazione Rubelli di Venezia. 

Il catalogo della mostra è arricchito da immagini storiche dei pezzi esposti indossati dalle più amate voci della  lirica (ed. Silvana Editoriale). 

Al contempo rimane aperta e visitabile (fino al 2027) nelle sei sale al piano superiore del Museo del Gioiello,  la mostra Gioiello–Italia. Materia Tecnica Arte. Tra Antico e Moderno, a cura di Paola Venturelli: una  selezione mirata di pezzi emblematici, manufatti e opere d’arte provenienti da 13 Musei e Fondazioni, creati  e trasformati dal V secolo a.C. al XXI secolo nella penisola. L’esposizione permanente mette in luce i momenti  chiave e le specificità di una tradizione orafa plurisecolare, ricca e complessa, rivelando l’identità del gioiello  italiano come un mosaico frutto del lavoro di botteghe, maestri e territori, ma anche scambi, sperimentazioni  e continui dialoghi con il passato e con l’innovazione.

Concorso Lirico Tullio Serafin, la finale al Teatro Olimpico di Vicenza

Sarà ancora una volta il Teatro Olimpico di Vicenza ad accogliere la Finale del “Concorso Lirico Tullio Serafin”, in programma martedì 9 giugno 2026 alle ore 20.30. 

Giunto alla sua nona edizione, il concorso organizzato dall’Associazione “Concetto Armonico” si conferma una delle più importanti piattaforme di incontro tra giovani cantanti lirici e rappresentanti di teatri, fondazioni lirico-sinfoniche e istituzioni musicali internazionali. Un progetto che negli anni ha contribuito alla crescita artistica e professionale di numerosi interpreti oggi presenti nei principali teatri italiani ed europei.

L’opera scelta per l’edizione 2026 è “Il barbiere di Siviglia” di Gioachino Rossini, titolo per il quale verranno selezionati gli interpreti della nuova produzione del XIV° Festival “Vicenza in Lirica-Contesti” in programma al Teatro Olimpico il 10, 12 e 13 settembre 2026.

A presiedere la commissione sarà Lucas Christ, Casting Manager del Teatro “La Fenice” di Venezia, chiamato a sostituire il Sovrintendente e Direttore Artistico della Fondazione, Nicola Colabianchi, impossibilitato a partecipare a causa degli impegni istituzionali legati alla presentazione della nuova stagione artistica del teatro veneziano. La Direzione Artistica del concorso ha individuato in Lucas Christ una figura di assoluta autorevolezza, riconoscendone la preparazione musicale, la competenza maturata nel panorama operistico internazionale e la costante attenzione nei confronti delle nuove generazioni di artisti. Una scelta che conferma la volontà del Concorso di offrire ai candidati un confronto diretto con professionisti che operano quotidianamente ai massimi livelli della programmazione lirica. Accanto a lui siederanno rappresentanti di prestigiose istituzioni musicali italiane ed estere, tra cui: Alessandro Di Gloria casting manager del Teatro dell’Opera di Roma, Raffella Murdolo Artistic Programming Manager del Royal Opera House Muscat, Frédéric Deloche vicedirettore musicale dell’orchestra a filarmonica di Nizza in rappresentanza del teatro dell’Opera di Nizza, Davide Pagliarusco segretario artistico della Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova, Vincenzo De Vivo direttore artistico del Teatro delle Muse di Ancona e dell’Accademia d’Arte Lirica di Osimo, Edoardo Bottacin direttore artistico del Teatro Sociale di Rovigo e Marco Tutino direttore artistico del Teatro Verdi di Pisa. Completeranno la commissione il direttore d’orchestra Marco Titotto, il soprano Barbara Frittoli, il tenore Fabio Armiliato e Andrea Castello, direttore artistico del Festival “Vicenza in Lirica” e del “Concorso Lirico Tullio Serafin”.

Per i finalisti non sarà soltanto una competizione, ma una concreta opportunità professionale. I vincitori saranno infatti chiamati a interpretare i ruoli della nuova produzione rossiniana che costituirà uno degli appuntamenti principali del Festival “Vicenza in Lirica” 2026. La produzione de “Il barbiere di Siviglia” presenterà inoltre una significativa novità per il festival vicentino: per la prima volta l’opera sarà realizzata con l’accompagnamento dell’Orchestra del Conservatorio “Arrigo Pedrollo” di Vicenza. La direzione musicale sarà affidata al Maestro Marco Titotto, mentre la regia porterà la firma di Natale De Carolis.

Nel corso della serata verranno assegnati anche importanti riconoscimenti speciali. Il Premio della Critica sarà attribuito da una commissione composta da giornalisti, tra cui Silvia Campana, Alessandro Mormile, Stefano Pagliantini, Federica Fanizza, Gilberto Mion, Maria Teresa Giovagnoli, Alessandro Cammarano, Davide Cornacchione, oltre a un rappresentante de “Il Giornale di Vicenza”. Il premio sarà offerto dall’Università Popolare di Cavarzere, che da anni sostiene il Concorso e contribuisce a mantenere vivo il legame con la figura di Tullio Serafin, nato a Rottanova di Cavarzere e divenuto uno dei più grandi direttori d’orchestra della storia del melodramma. Sarà invece il pubblico presente in sala ad assegnare il Premio del Pubblico “Francesco Pacchiega” offerto dalla signora Valeria Rubini.

Particolarmente significativo sarà inoltre il conferimento del Premio Daniela Dessì, istituito nel decimo anniversario della scomparsa del celebre soprano, primo Socio Onorario dell’Associazione “Concetto Armonico” fin dalla sua fondazione. Il premio, consistente in una borsa di studio di 1.000 euro, sarà assegnato ad un soprano finalista grazie alla volontà di Fabio Armiliato e Andrea Castello, che hanno scelto di ricordare la straordinaria figura artistica e umana di Daniela Dessì attraverso un sostegno concreto alle nuove generazioni di cantanti lirici.

«Quando abbiamo dato vita al “Concorso Lirico Tullio Serafin” il nostro obiettivo era creare un’opportunità reale per i giovani artisti e allo stesso tempo valorizzare l’eredità di uno dei più grandi protagonisti della storia dell’opera. Oggi possiamo affermare con orgoglio che il Concorso ha raggiunto una dimensione internazionale, esattamente come internazionale fu la carriera del Maestro Tullio Serafin, che dal 1902 al 1964 collaborò con i più importanti teatri e i più grandi interpreti del suo tempo. Ogni anno arrivano a Vicenza giovani cantanti provenienti da tutto il mondo per confrontarsi con direttori artistici, casting manager, sovrintendenti e grandi artisti. Questo significa che il nome di Serafin continua ancora oggi a rappresentare un punto di riferimento per le nuove generazioni. Ringrazio il Comune di Vicenza per l’ospitalità e la fiducia che continua a dimostrare nei confronti di questo progetto, il Ministero della Cultura per il sostegno, tutti i componenti delle commissioni, gli artisti partecipanti e i nostri partner Gastronomia “Il Ceppo” e “Autogemelli”, che hanno scelto di investire nel talento e nel futuro dell’opera lirica», dichiara Andrea Castello, Direttore Artistico del Concorso, del Festival “Vicenza in Lirica” e Presidente dell’Archivio storico Tullio Serafin.

La Finale del Concorso avrà inizio alle ore 20.30 presso il Teatro Olimpico di Vicenza e sarà aperta al pubblico. Prenotazioni ed informazioni 3496209712 www.vicenzainlirica.it

Le Dimore della Musica: Ensemble Musagète al Bosco di Villa Valmarana ai Nani di Vicenza

domenica 7 giugno alle 18 e 30 il Bosco di Villa Valmarana ai Nani di Vicenza ospita il concerto di chiusura de Le Dimore della Musica, la rassegna promossa dalla Società del Quartetto di Vicenza insieme a Dimore Amiche del Veneto e Be Ancient Be Cool, che propone un ciclo di concerti pomeridiani in alcune tra le più affascinanti sedi storiche della provincia di Vicenza.

Protagonista del pomeriggio sarà l’Ensemble MusagèteAngelica Pianegonda e Luigi Marasca ai clarinetti e Stefano Negro al corno di bassetto in un programma interamente dedicato a Mozart. Nato nel 2001 a Vicenza, l’Ensemble Musagète si è affermato come una delle realtà cameristiche più vivaci del territorio, con residenza ufficiale alle Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari e una presenza consolidata nelle principali stagioni concertistiche italiane, tra cui I Concerti del Quirinale di Rai Radio 3.

In programma i Divertimenti K 439b n. 2 e n. 3 in Si bemolle maggiore, composti probabilmente dal 1783 per Anton Stadler, clarinettista suo amico, pagine piacevoli e brillanti articolate in più movimenti con l’alternanza lento-veloce tipica della musica da divertimento settecentesca. A chiudere la serata, e con essa l’intera rassegna, tre arie dalle Nozze di Figaro nella trascrizione d’epoca per due clarinetti e corno di bassetto: Voi che sapete e Non più andrai farfallone amoroso, entrambe dall’opera originale del 1786 su libretto di Lorenzo da Ponte, e Al desio di chi t’adora, aria sostitutiva che Mozart scrisse nel 1789 per una ripresa viennese dell’opera.