lunedì, Maggio 11, 2026
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Eleonora Buratto insignita del Premio Lirico Internazionale Marcella Pobbe

Sabato 9 maggio al Teatro Olimpico di Vicenza, Eleonora Buratto riceverà il Premio Lirico Internazionale Marcella Pobbe, prestigioso riconoscimento dedicato alla memoria di una grande voce del Novecento.

Il nome del soprano mantovano si aggiunge così all’albo d’oro della manifestazione che nel corso dei suoi vent’anni di storia ha premiato stelle della lirica come Daniela Dessì e Mariella Devia.

Durante la cerimonia di consegna, Eleonora Buratto si esibirà in concerto accompagnata dall’Orchestra Sinfonica del Veneto diretta da Elia Andrea Corazza.

“Sono onorata di ricevere il Premio Lirico Internazionale Marcella Pobbe, dedicato al grande soprano vicentino che è stata un’interprete di riferimento in un repertorio straordinariamente ampio, nel quale, oltre alle parti verdiane e pucciniane, spiccano anche incursioni felici in opere di Respighi, Zandonai, Petrella, dei grandi Russi, Weber e Wagner – dichiara la Buratto -.

Di Marcella Pobbe, che ha potuto contare sulle benemerite registrazioni storiche Cetra e nei live per donarci un lascito prezioso sulla sua vocalità e in generale sulla lirica negli anni del dopoguerra, ammiro il talento così eclettico, l’incantevole eleganza del portamento, la cultura che ne fece anche critico musicale e autrice di libri. Una “veneta” da manuale, una grande artista italiana. Il Premio Marcella Pobbe, giunto quest’anno alla XX edizione, mi permetterà anche di esibirmi per la prima volta al Teatro Olimpico di Vicenza, monumento nazionale e patrimonio dell’umanità Unesco”.

La serata sarà condotta da Federica Morello, Presidente dell’Associazione Pobbe, sotto la direzione artistica e la partecipazione straordinaria del tenore Cristian Ricci.

Con “Gli Irriducibili”, a palazzo Cordellina si parla di legge e di fuorilegge in Veneto

La Biblioteca civica Bertoliana di Vicenza, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, presenta sabato 9 maggio alle 17, a Palazzo Cordellina, contra’ Riale 12, il volume “Gli irriducibili, inimicizie, violenza e banditismo in età moderna” di Claudio Povolo (Il Mulino, 2026).

Durante l’incontro dialogheranno con l’autore Marco Bellabarba (Dipartimento di Lettere e Filosofia, Università di Trento), Giovanni Chiodi (Dipartimento di Giurisprudenza, Università degli Studi di Milano-Bicocca) ed Edoardo Demo (Dipartimento di Scienze Economiche, Università di Verona).

Dove la legge bandiva gli uomini, nacquero i fuorilegge. Con questo assunto Claudio Povolo apre una ricerca sul banditismo nell’Italia dell’età moderna, con fuoco sui territori della Repubblica di Venezia tra XVI e XVII secolo.

Il volume ricostruisce come, in quel periodo, il bando perdesse la sua funzione di mediazione nelle inimicizie familiari per assumere un carattere radicale: chi lo violava poteva essere ucciso impunemente da chiunque.

Per fronteggiare una situazione sociale sempre più instabile, le autorità ricorsero a taglie e premi, alimentando la violenza privata e favorendo la nascita di “imprenditori della violenza”. Nella pianura veneta e in altri stati territoriali, banditi e cacciatori di taglie si fronteggiarono in un clima di conflitto permanente. Povolo mostra come repressione, cultura della vendetta e nuove concezioni dell’ordine sociale si intrecciassero, anticipando miti del fuorilegge e della giustizia privata.

Claudio Povolo ha insegnato Storia delle istituzioni politiche all’Università di Venezia. Si occupa di storia della giustizia penale in età moderna e contemporanea. Per il Mulino ha curato “Processo e difesa penale in età moderna” (2007).

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Per informazioni: consulenza.bertoliana@comune.vicenza.it, 0444 578 211.

Vicenza Jazz: dal 15 al 25 maggio concerti nei locali, nei palazzi e musica in filodiffusione in corso Palladio

La musica diffusa nelle vie e nelle piazze del centro storico dal 15 al 25 maggio accompagnerà l’edizione del trentennale di New Conversations – Vicenza Jazz “Dalle trombe di Gerico al divino Miles”.

La passeggiata in centro storico dei vicentini, dei turisti e degli appassionati di jazz potrà essere vissuta come un vero e proprio percorso attraverso la musica dei più grandi musicisti jazz di tutti i tempi, grazie alla specialissima playlist curata dal direttore artistico del festival, Riccardo Brazzale.

Quest’anno sono 16 i locali del centro storico, coordinati da Confcommercio Vicenza, che ospiteranno concerti dal tardo pomeriggio fino a sera inoltrata nei plateatici: Il Ceppo, Alle Colonne, Alle Erbe Cantina del Tormento, Bar Borsa, Bar Minerva, Opera Cafè, Ovosodo, Cioccolato, EVI-Enoteca Veneta, Jammin’ Club, Julien, Moplen, Oca Bianca da Ugo, Osteria Malvasia, REFE – Refettorio Birraio, Viniza.

Inoltre per la prima volta durante le giornate del festival sarà sperimentata la filodiffusione lungo corso Palladio: la musica jazz sarà il sottofondo della passeggiata, la mattina dalle 10 alle 12.30 e il pomeriggio fino alla sera dalle 15 alle 21, grazie al sostegno di Fope S.pA. E Gemmo S.p.A.

Il programma del festival oltre ai concerti nel teatri e negli luoghi monumentali di Vicenza offre numerose altre opportunità, una programmazione collaterale che anima il centro storico: Jazz in Basilica Palladiana sabato 16 maggio e apertura prolungata della mostra fotografica “Guido Harari. Incontri” fino alle 22.30, Thelonious school band il 16 maggio in Loggia del Capitaniato dalle 14, Giornata nazionale dei musei sabato 23 maggio con musica nei palazzi dalle 18, concerti nella terrazza del Teatro Comunale.

Vicenza Jazz 2026: la presentazione a Palazzo Trissino

Le iniziative sono state presentate oggi dall’assessore allo sviluppo economico Cristina Balbi, dall’assessore ai grandi eventi Leone Zilio, dall’assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività della città Ilaria Fantin, dal presidente di Confcommercio Vicenza Nicola Piccolo e dal vice direttrice della Fondazione Teatro Comunale di Vicenza Marianna Giollo.

“Per la prima volta quest’anno siamo riusciti a coordinare 16 locali che fanno musica nei plateatici, all’aperto, lungo le contrade e le piazze del centro, durante il Vicenza Jazz – ha spiegato l’assessore allo sviluppo economico Cristina Balbi -. In questo modo tutta la città potrà calarsi nell’atmosfera di un festival che quest’anno compie 30 anni e che è un appuntamento fisso e particolarmente atteso capace di portare in città grandi nomi della musica Jazz -. Questa è una nuova occasione che abbiamo voluto creare in città per coinvolgere i locali – ha sottolineato Balbi – grazie al supporto di Confcommercio in modo che ci sia sempre più vita. E riusciamo a farlo anche attraverso procedure burocratiche semplificate perché con una sola autorizzazione diamo il via libera alla musica nei plateatici per una serie di locali”.

“Con il programma di musica all’esterno dei teatri tutta la città può partecipare al grande evento del Vicenza Jazz organizzato dalla Fondazione Teatro Comunale – così si è espresso l’assessore ai grandi eventi Leone Zilio -. Per un’atmosfera ancora più coinvolgente abbiamo voluto riproporre la filodiffusione lungo 700 metri in corso Palladio su modello dell’esperienza del Natale 2025 prendendo spunto dal primo esperimento in città il primo novembre scorso in occasione di Walking Mozart. Inoltre, nel rispetto di chi vive in centro, le casse posizionate lungo gli edifici verranno direzionate verso il basso”.

“Tra le tante proposte collegate al Vicenza Jazz del trentennale ricordo anche che la Basilica Palladiana sta ospitando una mostra collegata al festival con cui è in diretto dialogo – ha dichiarato l’assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività della città Ilaria Fantin -: il manifesto del Festival è realizzato con uno scatto di Guido Harari esposto in mostra; inoltre esibendo il biglietto di uno dei concerti del festival si avrà diritto al biglietto ridotto. E poi durante la giornata internazionale dei musei del 23 maggio il jazz entra nei cortili delle sedi museali. Con la Biblioteca Bertoliana un programma di letture offre spunti dedicati al jazz. E sono sempre di più le relazioni tra le iniziative promosse dalle associazioni culturali della città con il festival tra cui le Settimane Musicali, Bacan e poi il Festival Biblico”.

“Vicenza Jazz è un evento straordinario, uno dei più importanti festival di primavera, che da 30 anni è patrimonio della città e ha visto protagonisti tantissimi grandi interpreti del panorama jazzistico nazionale e internazionale – ha commentato il presidente di Confcommercio Vicenza Nicola Piccolo -. È quindi una realtà più che consolidata, ma che ogni anno sa proporsi in una chiave nuova. L’edizione di quest’anno, che festeggia il trentennale della manifestazione, presenta un programma ancora più coinvolgente sia per gli esperti di jazz, sia per i vicentini appassionati di buona musica e per i turisti. In questo, la nostra collaborazione è servita a coinvolgere più possibile i locali del centro storico, che nei loro plateatici o all’interno, ospiteranno le esibizioni di numerosi musicisti. Abbiamo raccolto l’adesione di 17 locali del cento storico che credono in Vicenza Jazz, oltre che per la qualità della manifestazione, anche come occasione per valorizzare la città, le sue attività commerciali e di accoglienza turistica. Sono convinto che questi prossimi giorni di musica originale e di animazione di vie e piazze sapranno amplificare la bellezza autentica e unica del nostro centro storico”.

Thiene, al Teatro Comunale una serata per ricordare Sammy Basso e la sua “vita da abbracciare”

Il Lions Club Thiene Host, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Città di Thiene, propone giovedì 7 maggio 2026 alle ore 20.30 al Teatro Comunale la presentazione del libro Sammy, una vita da abbracciare, edizioni San Paolo, dedicato alla straordinaria vita di Sammy Basso, una “biografia fatta di emozioni e di amici” firmata dai genitori Laura e Amerigo Basso e dalla giornalista Chiara Pelizzoni.

“La serata per Sammy Basso – dichiara Ludovica Sartore, assessora alla Cultura – costituisce un’anteprima della rassegna letteraria d’autunno Scritti d’Autore, il prestigioso evento autunnale, ideato e promosso da Lions Club Thiene Host in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, che porta a Thiene i nomi più prestigiosi della letteratura italiana. Sono davvero lieta che questa proposta ci permetta di ricordare e approfondire la figura dell’uomo e del ricercatore e la sua straordinaria eredità umana. Invito la Cittadinanza, e i giovani in particolare, a non perdere questa serata preziosa e ringrazio il Lions e il suo presidente per arricchire l’offerta culturale del territorio con autori e libri di grande valore”.

Spiega Nazzareno Leonardi, presidente Lions Club Thiene Host: “Un racconto intenso e autentico, scritto dai genitori Laura Lucchin e Amerigo Basso, che restituisce tutta la profondità, la forza e l’umanità di Sammy attraverso ricordi, testimonianze e frammenti di vita condivisi. Ha lasciato un ricordo indelebile in tutti quelli che lo hanno incontrato. Il Lions club Thiene Host gli ha consegnato tre anni fa il più prestigioso premio internazionale, il Melvin Jonrs Fellow, per la sua instancabile ricerca scientifica nel tentativo di debellare la malattia di invecchiamento precoce chiamata Progeria. La ricerca a livello internazionale è ora sostenuta dall’associazione che porta il suo nome, seguita dai genitori e dagli amici”.

Il 7 maggio saranno presenti a Thiene l’amico del cuore Riccardo Zanolli, il fisioterapista Mauro Grande, Giuseppe Pasin de i “Mendicanti di Sogni” e Andrea Fontana l’amico sportivo. La serata è condotta dalla giornalista Eva Crosetta, volto noto del programma “Sulla via di Damasco”, trasmesso al mattino della domenica su Rai 3 con l’obiettivo di intercettare e approfondire le vicende umane di persone impegnate nel volontariato e nella promozione sociale.

La serata thienese rappresenta un’occasione speciale per conoscere da vicino una storia capace di trasformare la fragilità in forza, e la vita in un messaggio universale di speranza e amore. Sarà possibile dare la propria offerta, libera e consapevole, a favore dell’associazione A.I.PRO.SA.B. APS (Associazione Italiana Progeria Sammy Basso).

L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria a questo link.

Alle Gallerie d’Italia di Vicenza apre la mostra “Giorgia Lupi. L’umanesimo dei dati”

Intesa Sanpaolo apre al pubblico dal 30 aprile 2026 al 2 agosto 2026, nel suo museo  delle Gallerie d’Italia – Vicenza, “GIORGIA LUPI. L’umanesimo dei dati”, la prima mostra personale della celebre designer e partner di Pentagram Giorgia Lupi

L’esposizione, a cura di Associazione Illustri, racconta la visione di una delle più importanti designer  contemporanee attraverso un percorso espositivo che intreccia dati, memoria, empatia e narrazione visiva. La  mostra conduce il pubblico dentro il processo creativo di Lupi, dove il disegno, la carta e il gesto manuale  precedono la tecnologia digitale e ne amplificano poi la forza comunicativa. 

Il progetto mette al centro il Data Humanism, l’approccio con cui Giorgia Lupi restituisce ai dati una  dimensione più intima, qualitativa e umana. Le opere in mostra mostrano come numeri, pattern e visualizzazioni possano diventare storie capaci di parlare di esperienze personali e collettive, trasformando la  complessità in comprensione e relazione. 

Il percorso attraversa alcuni dei lavori più noti dell’autrice, da Dear Data a Bruises, da 1374 Days, fino a The  Room of Change, Inequalities e La Lettura, offrendo uno sguardo ampio su un linguaggio progettuale che  unisce ricerca, poesia e rigore. Ogni sala esplora un diverso modo di usare i dati per raccontare il mondo,  mettendo in dialogo esperienze quotidiane, salute, memoria, cambiamento ambientale e interpretazione  sociale. 

La mostra invita inoltre il visitatore a partecipare attivamente, soprattutto nella sala dedicata all’intelligenza  artificiale, dove il pubblico è chiamato a lasciare un pensiero, un segno o un disegno sul proprio rapporto con  l’IA. In questo modo il percorso non si limita a presentare opere, ma diventa uno spazio di riflessione condivisa sul rapporto tra tecnologia, creatività ed empatia. 

Giorgia Lupi – L’umanesimo dei dati propone così una visione alternativa alla cultura della pura prestazione  tecnologica: un mondo fatto di scambio, lentezza, ascolto e relazione. Una mostra che non si limita a spiegare  i dati, ma li trasforma in strumenti per riconoscere noi stessi e gli altri. 

Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo, afferma: “Lavorare con  l’Associazione Illustri significa attingere a un rigoglioso serbatoio di creatività, arricchendo un percorso  avviato insieme che porta alle Gallerie d’Italia di Vicenza importanti protagonisti dell’illustrazione. Il nuovo  progetto è dedicato a un’artista e professionista di fama internazionale, l’information designer Giorgia Lupi, 

la cui originale ricerca è orientata a restituire dimensione artistica e umana al racconto di dati complessi. Le  Gallerie d’Italia si confermano spazio in cui la valorizzazione del patrimonio storico convive con l’attenzione  alle forme espressive più innovative del presente, intercettando una riflessione necessaria su temi decisivi  come l’intelligenza artificiale e il ruolo dei dati nella società contemporanea.” 

Il percorso espositivo

Il percorso espositivo prende avvio dal lavoro di ricerca e dagli sketchbook dell’autrice, presentati per la prima  volta al pubblico, e si sviluppa attraverso una selezione ampia e articolata di progetti che spaziano tra  dimensione personale e globale. Tra questi, “Incroci”, realizzato con Ehren Shorday, esplora il rapporto tra  memoria individuale e collettiva attraverso le linee temporali di 99 persone, mettendo in luce come esperienze  uniche possano generare pattern condivisi. 

Con “Book of Life”, creato per Moleskine Foundation, Lupi traduce la propria biografia in un’opera su carta  e tessile intima e meditativa: un taccuino ricostruito e cucito a mano, in cui ogni punto rappresenta un giorno  di vita, arricchito da segni colorati che evidenziano momenti significativi. 

Il progetto “Dear Data”, realizzato con Stefanie Posavec e oggi parte della collezione permanente del MoMA  di New York, trasforma la raccolta di dati personali in un rituale analogico e relazionale: cartoline disegnate a  mano che raccontano abitudini, emozioni e micro-esperienze quotidiane. 

Una dimensione ancora più intima emerge in “Bruises”, nato dalla collaborazione con la musicista Kaki King:  una visualizzazione sensoriale che intreccia dati clinici e vissuti personali per raccontare il percorso di una  malattia rara, trasformando numeri e osservazioni in un’esperienza emotiva condivisa. 

Il tema della malattia ritorna anche in “1.374 days: my life with long Covid”, pubblicato dal The New York  Times e premiato nel 2025 con il Compasso d’Oro ADI, dove Lupi documenta anni di sofferenza attraverso  una stratificazione visiva di segni che rendono percepibile la complessità di una patologia cronica. 

Accanto alla dimensione individuale, la mostra presenta progetti che affrontano questioni globali. “The Room  of Change”, realizzato per la XXII Triennale di Milano, è un imponente arazzo di dati che racconta  l’evoluzione ambientale nel tempo, invitando il pubblico a osservare i cambiamenti da prospettive multiple. 

Per la XXIV Triennale di Milano, con il progetto “Inequalities”, Lupi sviluppa un’identità visiva generativa  basata sui dati, capace di comunicare temi complessi come istruzione, migrazioni e cambiamento climatico  attraverso un linguaggio accessibile e dinamico. 

Il lavoro editoriale per La Lettura del Corriere della Sera evidenzia invece un approccio narrativo e non  lineare alla data visualization, in cui i dati diventano strumenti per generare nuove conoscenze e interpretazioni  qualitative della realtà sociale. 

La mostra esplora inoltre la traduzione dei dati in forme tangibili. Nella collaborazione con & Other Stories,  le visualizzazioni diventano pattern tessili che raccontano le storie di figure pionieristiche come Ada Lovelace,  Rachel Carson e Mae Jemison, trasformando i dati in abiti indossabili. 

Con “Unraveling Stories”, realizzato per Well Woven, Lupi utilizza il linguaggio dei tappeti per catalogare e  preservare 59 tecniche tessili tradizionali a rischio, mentre nella collaborazione con l’artigiano maiorchino  Huguet i dati musicali dei 24 Preludi di Frédéric Chopin si trasformano in una collezione di piastrelle, fondendo  matematica e percezione sensoriale.

Il percorso si conclude con una sezione interattiva che invita i visitatori a riflettere sul futuro e sul ruolo  dell’intelligenza artificiale, contribuendo attivamente alla costruzione di nuove narrazioni collettive. La mostra  propone una riflessione attuale e necessaria: in un mondo sempre più guidato dai numeri, è fondamentale  ricordare che i dati non sono solo informazioni, ma strumenti per comprendere la complessità dell’esperienza  umana.  

La mostra sarà accompagnata da un ciclo di incontri #INSIDE, pensati per approfondire i temi del progetto  espositivo insieme a ospiti speciali, e da un programma di percorsi per scuole, famiglie e visitatori. Il racconto  del percorso espositivo sarà disponibile su APP Gallerie d’Italia, la guida digitale gratuita dei musei di Intesa  Sanpaolo, grazie alla quale l’utente può accede ad un’esperienze di vista “evolute”.  

Il museo di Vicenza, insieme a quelli di Milano, Napoli e Torino, è parte del progetto museale Gallerie d’Italia  di Intesa Sanpaolo, guidato da Michele Coppola – Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici della Banca  e Direttore Generale Gallerie d’Italia. 

Giorgia Lupi

Giorgia Lupi è una information designer e Partner di Pentagram a New York. Nata a Modena, ha studiato  Architettura e conseguito un dottorato in Design al Politecnico di Milano. Nel 2011 ha cofondato Accurat,  studio di design data-driven con sedi a Milano e New York, prima di entrare in Pentagram nel 2019. Il suo progetto collaborativo di raccolta di dati personali “Dear Data” fa parte della collezione permanente del  Museum of Modern Art. Nel 2024 ha pubblicato “1,374 Days: My life with long COVID”, un OpEd visivo  per il New York Times, che ha ricevuto il prestigioso Compasso d’Oro nel 2025. 

Nel 2018 Giorgia è stata nominata una delle “100 Most Creative People in Business” da Fast Company. È  inoltre membro del Global Future Council on New Metrics del World Economic Forum, della Royal Society  of Arts e National Geographic Explorer. Fa parte dell’advisory council della Data Visualization Society. È  stata nominata tre volte da Wallpaper tra le 400 persone più creative che plasmano l’America. 

Ha vinto il National Design Award 2022 per il design della comunicazione, conferito dal Cooper Hewitt,  Smithsonian Design Museum. Nello stesso anno ha ricevuto una laurea honoris causa in Belle Arti dal MICA,  Maryland Institute College of Art. Nel 2024 è stata invitata a diventare membro dell’Alliance Graphique  Internationale. 

Omaggio a Palladio, Sir András Schiff all’Olimpico di Vicenza

L’edizione 2026 di Omaggio a Palladio, il festival ideato da Sir András Schiff per la specifica ambientazione al Teatro Olimpico – il più antico e secondo Schiff anche il più bello del mondo – è in programma a Vicenza da giovedì 30 aprile a domenica 3 maggio.

La XXVIII edizione della kermesse musicale che negli anni ha conquistato numerosi appassionati da tutta Europa, sarà da ricordare perché coincide con le ultime esibizioni della Cappella Andrea Barca.

Creata dal maestro Schiff nel 1999 perché lo affiancasse nei concerti vicentini, l’orchestra è formata da professionisti, scelti personalmente dal pianista e direttore magiaro, che collaborano come Prime parti con importanti compagini sinfoniche e da camera del panorama internazionale. Oltre che a Vicenza, in oltre 25 anni di attività la Cappella si è esibita alla Settimana mozartiana di Salisburgo, ai festival di Lucerna, Weimar e Bonn ed è stata più volte in tour negli Stati Uniti e in Asia. Nell’intervista che sarà pubblicata sul programma di sala di Omaggio a Palladio Schiff spiega i motivi che l’anno portato al “rompete le righe” del suo gruppo. «I musicisti della Cappella sono tutti dei miei intimi amici, è come se fossero parte della mia famiglia; ma per qualcuno l’età è già avanzata e altri lamentano purtroppo dei problemi di salute. Avrei potuto sostituire con maestri d’orchestra più giovani chi non se la sentiva più di continuare, ma non ho trovato corretta questa soluzione: non è nel mio stile. Pertanto ci fermiamo qui, nel momento più alto della nostra parabola artistica. E non dev’essere una tragedia».

Il festival Omaggio a Palladio proseguirà nei prossimi anni con Sir András Schiff proponendo capolavori per pianoforte solo, musica da camera e cicli di Lieder.

Il tema dell’addio, e dunque delle opere estreme, è il filo conduttore dei quattro concerti che iniziano con due serate tutte dedicate a Beethoven. Nel concerto d’esordio di giovedì 30 aprile Sir András Schiff si addentra col suo pianoforte nell’estremo periodo creativo del maestro di Bonn: quello dell’iconica Sonata Op. 111 e delle Sei Bagatelle, che dello straordinario ciclo sonatistico sono considerate una sorta di appendice. Fra gli ultimi capolavori c’è anche il Quartetto Op. 135, con tutti i suoi enigmi, che sarà proposto dal Quatuor Mosaïques guidato da Erich Höbarth.

Alla Basilica di San Felice ascolteremo, venerdì 1 maggio, la Nona Sinfonia “Corale”, un monumento musicale che Beethoven iniziò ad immaginare quando, da giovane, seguiva lezioni di filosofia. Schiff la dirigerà per la prima volta dal podio della sua orchestra e dell’ensemble corale Schola San Rocco preparato da Francesco Erle. Le voci soliste sono del soprano Johanna Wallroth, del mezzo Ema Nikolovska, del tenore Jan Petrykka e del basso Georg Klimbacher.

Nel concerto di sabato 2 maggio all’Olimpico Schiff presenta due raffinate raccolte di lieder, genere che nelle ultime edizioni del suo festival il maestro ungherese ci ha portato a scoprire e apprezzare. I Neue Liebeslieder-Walzer Opus 65 svelano un Brahms inaspettatamente “leggero”, mentre i Lieder eines fahrenden Gesellen ( i Canti di un giovane in viaggio) di Mahler parlano di natura e di un mondo fiabesco nel quale si rifugia un giovane viandante afflitto da pene d’amore. Infine il Concerto per pianoforte in La maggiore KV 488 di Mozart, pagina intimista ma estremamente brillante.

L’ultima serata, domenica 3 maggio, si apre all’Olimpico con la Sinfonia “degli addii” di Haydn – la numero 45, con il suo finale a sorpresa – e prosegue con il sorprendente Brahms del Quintetto per clarinetto e archi Op. 115, nato dall’ammirazione dell’autore per uno dei più grandi clarinettisti di tutti i tempi. A Riccardo Crocilla, Primo clarinetto del Maggio Musicale Fiorentino, è affidata la parte solistica. Nel gran finale ritroviamo l’ispirata scrittura per orchestra di Mozart. L’Ouverture dal Don Giovanni e a seguire, senza interruzione, il Concerto per pianoforte KV 466, di una “tragicità quasi teatrale”, sono i sublimi lavori scelti da Sir András Schiff per l’addio alle scene della sua orchestra-famiglia.

Il festival Omaggio a Palladio organizzato dalla Società del Quartetto di Vicenza è reso possibile grazie anche all’intervento di mecenati italiani e di due fondazioni tedesche e austriache che sostengono in particolare l’attività della Cappella Andrea Barca.

I concerti iniziano alle 20. I biglietti sono esauriti da settimane. È possibile tuttavia accedere a una lista d’attesa nel caso di defezioni dell’ultima ora inviando una email all’indirizzo [email protected] o telefonando al numero 0444 543729.

Ulteriori informazioni e programmi completi sul sito www.quartettovicenza.org

A Vicenza “Odissea. Il viaggio di Ulisse all’origine del fantastico”

Un progetto pensato per restituire l’Odissea alla sua natura originaria: racconto orale, esperienza collettiva, ascolto condiviso. È questo il cuore di “Odissea. Il viaggio di Ulisse all’origine del fantastico”, rassegna ideata e coordinata da Jacopo Bulgarini d’Elci che porterà a Vicenza, dal 15 maggio al 3 luglio 2026, dieci appuntamenti: sei letture pubbliche e integrali del poema omerico e quattro conferenze culturali di approfondimento.

Gli eventi sono promossi da Comune di Vicenza, Gallerie d’Italia – Vicenza di Intesa Sanpaolo, Biblioteca Civica Bertoliana, Fondazione Giuseppe Roi, Marsilio e Guglielmo Marconi Film Festival e sono organizzati da In Mostra con la collaborazione di BABC.

La rassegna è stata recentemente presentata a Palazzo Trissino dall’assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività Ilaria Fantin, dal presidente della Biblioteca Civica Bertoliana Alberto Galla, dall’ideatore e coordinatore Jacopo Bulgarini d’Elci, dal vicedirettore Gallerie d’Italia – Vicenza Elena Milan e dalla direttrice del Guglielmo Marconi Film Festival Elisa Marchesini.

“Odissea, Il viaggio di Ulisse all’origine del fantastico, propone a Vicenza un percorso culturale originale e stimolante, capace di tenere insieme classicità e contemporaneità, approfondimento e divulgazione, letteratura e performance dal vivo. Un progetto che riporta al centro uno dei testi fondativi della civiltà occidentale con l’obiettivo di creare un’esperienza immersiva e accessibile, che restituisca la forza narrativa e umana dell’epica omerica, in una dimensione comunitaria e di ascolto condiviso”, ha sottolineato l’assessore Ilaria Fantin.

“Il progetto nasce – nell’anno dell’attesa uscita dell’Odissea cinematografica di Christopher Nolan – dall’idea di riportare al centro il testo omerico nella sua forma più autentica: quella di un cantore che narra davanti a una comunità, in una dimensione condivisa, episodica, viva. In un tempo dominato da immagini e schermi, l’ascolto diretto della parola letteraria torna così a essere un gesto culturale forte”, ha spiegato Jacopo Bulgarini d’Elci.

“La Biblioteca Bertoliana di Vicenza – ha commentato il presidente Alberto Galla – ha accolto fin da subito con grande favore il progetto Odissea, non solo perché mette al centro uno dei libri fondamentali della nostra Cultura, ma anche perché la lettura ad alta voce, in questo caso fatta da attori professionisti, è uno strumento formidabile per assimilare al meglio l’essenza del testo. Oggi, nelle nostre sedi bibliotecarie sono già attivi gruppi che si occupano di questo con veri e propri “coach” che insegnano le tecniche e i trucchi di quella che è una vera e propria arte”.

“Abbiamo accolto con grande interesse la proposta di collaborare a “Odissea. Il viaggio di Ulisse all’origine del fantastico”, un progetto che invita a riflettere sull’attualità di uno dei testi fondativi della cultura occidentale. Attraverso le avventure di Ulisse emergono temi universali come la crescita personale, la curiosità intellettuale e la capacità di affrontare e superare le difficoltà. Particolarmente significativo è il contesto del Salone di Apollo delle Gallerie d’Italia – Vicenza, le cui decorazioni, ispirate al mondo omerico e alla mitologia classica, contribuiscono a creare un dialogo suggestivo tra spazio e narrazione”, ha detto Elena Milan.

“Il Guglielmo Marconi Filmf e POLO MARCONI.IT – ha concluso Elisa Marchesini – esprimono la loro vicinanza e il pieno sostegno a questa nuova esperienza di conferenze dedicate all’Odissea, al significato del viaggio e al valore profondo che esso continua ad avere, soprattutto per i giovani. Il viaggio, oggi come ieri, resta un momento di scoperta, formazione e crescita personale: occasione di incontro con culture diverse, di confronto con realtà nuove e di superamento dei propri confini interiori. Per le nuove generazioni esso nasce spesso prima ancora della partenza concreta, prendendo forma attraverso la comunicazione, le relazioni digitali e la curiosità alimentata da racconti e immagini condivise. Una dimensione inizialmente virtuale che prepara e rende ancora più consapevole l’esperienza reale”.

A Vicenza “Odissea. Il viaggio di Ulisse all’origine del fantastico”: il programma

Il cuore della rassegna sarà costituito dalle sei letture integrali dell’opera. Ogni serata attraverserà quattro canti, fino a coprire l’intero poema in ventiquattro libri. Le letture saranno introdotte e contestualizzate e affidate, di volta in volta, a due interpreti che si alterneranno nella restituzione dei canti. Il testo di riferimento sarà la traduzione in prosa di Maria Grazia Ciani per Marsilio, scelta per favorire chiarezza, immediatezza e forza dell’ascolto. A dare voce all’Odissea saranno Carlo Presotto, Paola Rossi e Francesco Wolf per La Piccionaia, Anna Zago e Piergiorgio Piccoli per Theama, insieme a Livio Pacella e Patricia Zanco.

Accanto alle letture, quattro conferenze completeranno il percorso: Alessandro Vanoli, storico e divulgatore, studioso dei temi del viaggio e del mare, aprirà il ciclo con una riflessione sul mito del viaggio; Monica Centanni, grecista e studiosa di storia della tradizione classica, affronterà la figura di Ulisse e i caratteri fondamentali del poema; Matteo Nucci, scrittore e appassionato studioso di Omero, approfondirà il tema della sacra legge dell’ospitalità; infine Jacopo Bulgarini d’Elci, direttore di Mondoserie, chiuderà la rassegna con un incontro dedicato alle grandi narrazioni seriali contemporanee, messe in dialogo con l’archetipo omerico.

Il calendario della rassegna vede il 15 maggio Alessandro Vanoli alle Gallerie d’Italia – Vicenza, il 22 maggio Monica Centanni all’Odeo del Teatro Olimpico, il 28 maggio Matteo Nucci a Palazzo Cordellina e il 3 luglio Jacopo Bulgarini d’Elci alle Gallerie d’Italia – Vicenza. Le letture integrali si terranno invece il 26 maggio, il 2, 9, 16, 23 e 30 giugno, alternando Gallerie d’Italia – Vicenza e Palazzo Cordellina.

Tutti gli appuntamenti iniziano alle 18, e sono a ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

Per maggiori informazioni consultare Viva, l’agenda eventi del Comune di Vicenza.

All’Olimpico col Pedrollo, i giovani del Conservatorio di Vicenza protagonisti dell’ottava edizione

Saranno i giovani del Conservatorio di Musica di Vicenza i protagonisti dell’VIII edizione di “All’Olimpico col Pedrollo”, rassegna promossa dal Conservatorio “Arrigo Pedrollo” e dal Comune di Vicenza, in programma dal 10 al 13 maggio 2026 al Teatro Olimpico.

Quattro serate tra musica antica, teatro musicale contemporaneo, repertorio cameristico e grande lirica porteranno sul palcoscenico palladiano studenti e studentesse dell’Istituto, accanto a docenti e artisti di rilievo internazionale, in un progetto che coniuga alta formazione e produzione artistica.

Dal 10 al 13 maggio 2026, il Teatro Olimpico di Vicenza ospita quattro appuntamenti che attraversano epoche, linguaggi e forme differenti, proponendo al pubblico un vero percorso di ascolto e di valorizzazione della produzione musicale dell’Istituto. Un progetto di ampio respiro, che mette in relazione studenti, docenti e ospiti di rilievo internazionale in una delle sedi più prestigiose della città.

L’edizione 2026 amplia e rafforza la rete di collaborazioni, coinvolgendo realtà d’eccellenza del territorio – dalla Società del Quartetto a Spazio & Musica, con l’Accademia Olimpica, fino a DansAtelier di Castelfranco Veneto e Diskos, scuola di grafica di Schio – insieme al sostegno di importanti realtà, tra cui la Fondazione Giuseppe Roi – Ente Filantropico, in un sistema virtuoso che intreccia arti e discipline e conferma il Conservatorio Pedrollo come fulcro delle sinergie culturali vicentine. In questo quadro si conferma ancora una volta la collaborazione con il XIV° Festival Vicenza in Lirica, che coinvolgerà l’Orchestra del Conservatorio nella produzione dell’opera Il barbiere di Siviglia di Rossini, in scena al Teatro Olimpico il 10, 12 e 13 settembre

Protagonisti assoluti saranno gli studenti e le studentesse del Conservatorio, accanto a nomi di fama internazionale, in un dialogo artistico che dà forma a una visione chiara: non una semplice rassegna, ma un progetto che investe sui talenti di oggi e di domani, facendo di Vicenza un luogo in cui la formazione incontra la scena e la scena diventa crescita, ricerca e futuro. Coerentemente con questa impostazione, anche l’immagine della rassegna è stata affidata quest’anno a un giovane, Giacomo Rossetto, giovane professionista diplomato alla scuola di grafica e comunicazione digitale Diskos di Schio.

La rassegna si apre domenica 10 maggio con la Musica antica, in collaborazione con Spazio&Musica, affidata alla direzione di Patrick Ayrton, interprete di riferimento del repertorio barocco e classico. Sul palco, i talenti del Dipartimento di Musica antica del Conservatorio, diretto da Lia Serafini. In programma tre pagine di Johann Sebastian Bach di straordinaria intensità e fascino architettonico: la Cantata BWV 106 “Actus Tragicus”, la Prima suite per orchestra BWV 1066 e la Cantata BWV 140. Un concerto che unisce dimensione spirituale, rigore formale e splendore strumentale, aprendo la rassegna nel segno dell’eccellenza.

Lunedì 11 maggio va in scena Dedalo e Icaro | ossia Il volo del genio e dell’architettura, opera lirica partecipata in tre sequenze, composta, eseguita e diretta da più di 50 studenti e studentesse del Conservatorio, su progetto di Paolo Furlani. L’opera, realizzata con il sostegno della Fondazione Giuseppe Roi – Ente Filantropico e in collaborazione con DansAtelier, propone un percorso di particolare originalità, nel quale introduzioni strumentali del Seicento italiano, scene liriche in prima esecuzione assoluta e musica elettronica originale si intrecciano in un racconto teatrale in cui il mito greco di Dedalo incontra la contemporaneità. La presenza di più classi, dipartimenti e laboratori dell’Istituto conferma il carattere corale dell’iniziativa, pensata come una autentica produzione musicale partecipata. La regia è affidata a Marco Bellussi. Il disegno luci e videoproiezioni a Fabbrica Lumière. Costumi di Errico Luigi Rapolla, oggetti di scena di Marcello Chiarenza

L’evento è realizzato in partnership con l’Accademia Olimpica di Vicenza, che per martedì 28 Aprile alle 17.00 all’Odeo del Teatro Olimpico ha programmato un incontro di approfondimento sull’opera, a cura del prof. Andrea Rodighiero,

Martedì 12 maggio è la volta della “Schubertiade”, dedicata a Franz Schubert e al suo universo cameristico. In scena, le classi di Duo pianistico dei proff. Maddalena Giacopuzzi, Marco Tezza e Riccardo Zadra e la classe di Musica da camera del prof. Gianluca Saccari. Il programma include la Fantasia in fa minore D.940 per pianoforte a quattro mani, il Divertimento all’ungherese D.818 e il celebre Quintetto “La trota” in la maggiore op. 114, D 667, pagina tra le più amate del repertorio da camera per il suo equilibrio tra invenzione melodica, brillantezza e dialogo strumentale. Una serata che esalta il dialogo musicale e la maturità interpretativa di studenti e studentesse, in una dimensione di raffinata intimità.

La rassegna si conclude mercoledì 13 maggio con “Ricordando Francesco”, un gala lirico che è un omaggio commosso al docente Francesco Piccoli, prematuramente scomparso.

Il programma prevede l’esecuzione di alcune delle più celebri pagine del repertorio operistico, da Bellini a Puccini, da Gounod a Verdi, fino a Donizetti, Cilea, Bizet e un’incursione nel repertorio di Nino Rota. Sul palcoscenico si alterneranno alcuni tra i migliori allievi delle classi di canto dei docenti Lucia Mazzaria e Maurizio Scarfeo, il Coro del Conservatorio, diretto da Laura Martelletto e l’Orchestra del Conservatorio “A. Pedrollo”. Il Maestro concertatore e direttore sarà Marco Titotto. L’evento si onora dell’amichevole partecipazione del celebre tenore Walter Fraccaro. Il programma, un’antologia delle arie e dei cori più conosciuti e amati dal pubblico, plasmerà una serata di grande intensità teatrale e musicale.

All’Olimpico col Pedrollo si presenta così come una rassegna di forte identità, capace di coniugare prestigio, varietà e qualità interpretativa. Un percorso che conferma il ruolo del Conservatorio “Arrigo Pedrollo” come centro di produzione culturale e musicale attivo, aperto al dialogo con la città e con la sua storia.

L’Assessore alla Cultura, Ilaria Fantin, commenta: “La collaborazione tra amministrazione e Conservatorio nasce con l’obiettivo di incentivare la diffusione della musica dal vivo e sostenere i giovani professionisti, offrendo loro opportunità concrete di crescita e dialogo con artisti di fama internazionale.

Le principali associazioni cittadine impegnate nella promozione della musica antica, classica, lirica e da camera partecipano attivamente a questo percorso, contribuendo a creare una rete virtuosa per gli studenti o per i nei laureati del Conservatorio. Il coinvolgimento dei giovani in questo contesto rappresenta il miglior servizio che si possa offrire: un investimento reale sul talento, sulla formazione e sul futuro della musica.”

Anche la Dott.ssa Rossella Olivo, Presidente del Conservatorio, sottolinea: “Investire sui giovani e sull’eccellenza significa credere in una scommessa già vinta: offrire loro la possibilità di misurarsi in produzioni artistiche di alto livello è, insieme, una preziosa occasione di crescita e una garanzia di qualità per il pubblico. Per il Conservatorio, la sinergia con il Comune di Vicenza e la collaborazione con le realtà culturali del territorio è di importanza fondamentale, poiché ci consente di rendere queste esperienze ancora più significative e di costruire, insieme, opportunità concrete per gli studenti, le studentesse e per la città.”

Biglietti per i concerti di maggio: 5 euro, in vendita presso la sede della Società del Quartetto di Vicenza, online sul circuito Vivaticket. 

Biglietti per l’opera “Il barbiere di Siviglia” di settembre inviando un’email a [email protected].

Le Mystère des Voix Bulgares al Teatro Comunale di Vicenza

Lunedì 27 aprile debutta, alle 20 e 45 al Teatro Comunale di Vicenza, su invito della Società del Quartetto, Le Mystère des Voix Bulgares.

Fondata negli anni Cinquanta, la formazione corale femminile è considerata un gruppo-cult del repertorio folcloristico grazie a un Grammy Award, oltre 1500 concerti in tutto il mondo e collaborazioni con star del pop-rock. In programma brani della tradizione balcanica e composizioni originali.

Gli organizzatori dell’evento spiegano: “Secondo un’antica leggenda, quando Dio distribuì le terre tra i popoli si dimenticò dei bulgari, così alcuni di loro andarono a farglielo notare. Siccome però era ormai troppo tardi e non vi era rimasto più nulla, il Signore concesse loro un piccolo angolo di Paradiso, dalla natura selvaggia e incontaminata. Qui, nel corso dei secoli, le donne vennero addestrate al canto per custodire intatto nel tempo un millenario scrigno di suoni preziosi”.

Le Mystère des Voix Bulgares nacque in piena Guerra Fredda nei primi anni Cinquanta – sotto il nome di Coro Femminile della Televisione di Stato Bulgara – per una precisa volontà di salvaguardare l’identità culturale del Paese da influenze musicali straniere considerate “anti socialiste e pericolose”. In quella prima fase le coriste venivano reclutate nei villaggi rurali della Bulgaria, dove il tempo sembrava essersi fermato e i canti monofonici erano tramandati oralmente.

Il percorso di diffusione della musica tradizionale bulgara oltre la Cortina di ferro ebbe una svolta decisiva con l’etnomusicologo svizzero Marcel Cellier che a partire dagli anni Sessanta ottenne il permesso di muoversi liberamente nell’Europa dell’Est, armato di un registratore Telefunken, alla ricerca di antiche melodie popolari. Cellier rimase sbalordito dalla ricchezza di quel repertorio folk fatto di intervalli dissonanti e ritmi irregolari, ma ciò che lo colpì maggiormente fu l’emissione vocale “aperta” e potente di quelle donne capaci di trasformare il canto collettivo in timbri così insoliti da sembrare qualcosa di diverso dalla voce umana.

Nel 1975 Cellier pubblicò con la propria etichetta indipendente una prima raccolta di quelle registrazioni con il titolo “Le Mystère des Voix Bulgares”, che aggiunse all’album un tocco di esoterismo e di magia. Il disco rimase una chicca per pochi appassionati fino al 1986, quando la britannica 4AD decise di ripubblicare il 33 giri di Cellier svelando al mondo il talento e la musica di questa formazione femminile che grazie a quell’incisione incantò gli appassionati dei generi musicali più diversi. Nessun gruppo vocale non-anglofono aveva sinora venduto 100 mila copie in Gran Bretagna e 500 mila negli Stati Uniti.

Sull’onda del successo planetario, poco dopo uscì un secondo volume della raccolta, che nel 1990 si aggiudicò un prestigioso Grammy Award come miglior registrazione folk dell’anno. Fu allora che il coro adottò ufficialmente il nome “Le Mystère des Voix Bulgares”.

Da allora il gruppo ha tenuto più di 1500 esibizioni in alcune delle più prestigiose sale da concerto del mondo e ancora oggi, diventato leggenda, continua a diffondere l’incantevole magia di voci che sembrano trascendere il tempo. Le coriste hanno anche collaborato con artisti molto diversi fra loro come Kate Bush e gli U2 e le loro canzoni, nutrite di grande tecnicismo ed echi tribali nel cui impeto le interpreti accettano di scomparire come individualità in favore del collettivo, sono state campionate e remixate da Drake, DJ Tiesto, FKA Twigs, Bring Me The Horizon e molti altri.

Nell’appuntamento di lunedì sera al Comunale di Vicenza – unica data italiana – il coro femminile bulgaro presenterà in abiti tradizionali il meglio del suo repertorio storico e più recente con brani che riflettono diversi aspetti del quotidiano cui ciascuno di noi si può facilmente rapportare. Il pubblico vicentino per la prima volta potrà cogliere dal vivo l’essenza di questa formazione che risiede nella capacità di padroneggiare le diverse e antiche tradizioni vocali bulgare mantenendo un suono sorprendentemente moderno e originale. Nell’occasione il coro sarà diretto da Gancho Gavazov, maestro e arrangiatore celebre per il suo lavoro con la musica corale e folcloristica dell’area balcanica.

Gallerie d’Italia, per il 25 aprile ingresso gratuito anche a Vicenza

Il 25 aprile, festa della Liberazione, tutte e quattro le sedi delle Gallerie d’Italia di Milano, Napoli, Torino e Vicenza saranno aperte con ingresso gratuito con la possibilità di visitare le collezioni permanenti e le mostre in corso.

Nel capoluogo berico prosegue ‘Ceramiche e nuvole. Cosa le antiche ceramiche greche raccontano di noi‘, curata dall’Associazione Illustri e prorogata fino al 7 giugno: un progetto scientifico-didattico dedicato alla valorizzazione della collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo.

A Milano è aperta la mostra fotografica ‘La strada per Cortina. VII Giochi Olimpici Invernali 1956’ a cura di Aldo Grasso, che valorizza i servizi fotografici prodotti dall’Agenzia Publifoto in occasione delle prime Olimpiadi invernali ospitate in Italia, a Cortina d’Ampezzo nel 1956.

Alle Gallerie d’Italia di Napoli è in corso ‘Vortici. Alexi Worth in dialogo con la ceramica antica’, che mette in relazione le ceramiche attiche e magnogreche della Collezione Intesa Sanpaolo con le opere dell’artista americano.

A Torino sono due le mostre in corso: ‘Nick Brandt. The Day May Break. La luce alla fine del giorno’ che presenta per la prima volta l’intero ciclo fotografico avviato nel 2020, con immagini realizzate in diverse aree del mondo segnate dalla crisi climatica  e ‘Diana Markosian. Replaced’ esplora temi intimi e universali legati alla perdita, alla memoria e all’identità, attraverso un progetto visivo fortemente autobiografico.