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Giovanni Lindo Ferretti al Comunale di Vicenza: “Percuotendo, in cadenza”

Arriva per la prima volta al Teatro Comunale di Vicenza Giovanni Lindo Ferretti con “Percuotendo, in cadenza”, un concerto in programma lunedì 23 febbraio alle 21 in Sala Maggiore.

Il progetto, che era stato presentato a Vicenza in una prima forma al Teatro Olimpico nell’ambito del Ciclo dei Classici “Coro” con la direzione artistica di Ermanna Montanari e Marco Martinelli, ha attraversato negli ultimi mesi una vera metamorfosi scenica e musicale: chi aveva assistito a quella messa in scena del 2024, ritrova il nucleo di quell’esperienza, oggi sviluppato in una forma più elaborata e profonda, con una struttura più definita e una scrittura maturata nel tempo. Una parte consistente dello spettacolo è stata riscritta, riorganizzata, fatta evolvere. L’impronta del rock alternativo, cifra storica del percorso artistico di Ferretti, entra così nella programmazione del Tcvi come proposta musicale e scenica inedita per il teatro. 

Al centro resta la voce di Ferretti, cantante, autore e scrittore, figura centrale della musica italiana dagli anni Ottanta. Fondatore dei CCCP Fedeli alla linea e poi dei CSI Consorzio Suonatori Indipendenti, ha attraversato decenni di musica e scrittura mantenendo un percorso personale e riconoscibile, tra palco, ricerca artistica e riflessione culturale. 

In “Percuotendo, in cadenza” racconto e canto si intrecciano, memoria personale e visione diventano materia viva. I giorni dei palchi, la vita ritirata sui monti, il tempo attraversato negli anni prendono forma in parola detta e cantata, con un andamento che segue il ritmo interno del racconto. 

I testi, riletti e ridisegnati, entrano in questo flusso con una nuova veste sonora. Le percussioni e le corde costruiscono un paesaggio musicale essenziale e intenso, in dialogo continuo con la voce, portando il linguaggio del rock alternativo dentro una forma scenica che unisce concerto e teatro. 

Sul palco con Ferretti: 

Simone Beneventi, percussionista tra i più riconosciuti interpreti della musica contemporanea, premiato con il Leone d’Argento alla Biennale Musica di Venezia. La sua attività si muove tra ricerca sonora, performance solistica e progetti internazionali legati alla nuova musica. 

Luca Rossi, percussionista e interprete della tammorra, antico tamburo a cornice della tradizione del Sud Italia. È tra i principali esponenti di questo strumento, portato in contesti teatrali e concertistici nazionali e internazionali, con un lavoro che unisce tradizione e presenza scenica. Insieme modellano una trama sonora che accompagna, sostiene e talvolta spinge il racconto verso passaggi più densi, rendendo l’esperienza fisica, pulsante, immersiva. 

Per chi lo aveva visto a Vicenza, questo ritorno rappresenta un passaggio ulteriore, con un impianto più compatto e un lavoro più scavato nei contenuti e nella forma. Per chi entra ora, è un’esperienza che unisce teatro, musica e racconto in un’unica traiettoria.

“Mutazioni 06” allo Spazio Bixio: il cantautorato si fa teatro con “Personenote”

Sabato 21 febbraio alle ore 21 l’attore Max Taurino metterà in scena lo spettacolo “Personenote” nell’ambito di “Mutazioni 06“, la ventesima edizione della stagione di spettacolo del Teatro Spazio Bixio, promossa dal Comune di Vicenza.

Si tratta di una ricerca di personaggi stravaganti e intensi scovati tra le parole dei più grandi cantautori italiani, da Cyrano de Bergerac ai protagonisti dell’Antologia di Spoon River.

“Lo spettacolo nasce dal desiderio di rileggere alcuni testi così vibranti che sembrano cercare una vita oltre la musica”, spiega Taurino. Gli autori si ispirano a figure della letteratura o della storia, mettendo in luce quanto vi è di universale nelle loro vite esemplari attraverso la recitazione.

Il percorso si snoda tra i capolavori di Francesco Guccini, Roberto Vecchioni, Angelo Branduardi, Ivano Fossati e Fabrizio De Andrè. I testi vengono affrontati come prose poetiche, accompagnati da oggetti teatrali simbolici come nasi, cappelli e maschere di commedia dell’arte.

Ad arricchire la performance sarà il dialogo costante tra recitazione e musica dal vivo. Sul palco, ad accompagnare Taurino, ci saranno il chitarrista Davide Repele e il percussionista Luca Nardon, trasformando il legame tra parole e note in un’esperienza immersiva.

I biglietti sono disponibili al costo di 15 euro (intero) e 12 euro (ridotto per over 65, under 30 e convenzionati). La prenotazione è consigliata scrivendo a [email protected] o telefonando allo 0444 322525 durante gli orari di ufficio.

Al Ridotto del Comunale di Vicenza arriva Antigone: la regia di Gabriele Vacis con i talenti di PoEM

Ancora un appuntamento di spessore nella stagione di Prosa al Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza: si tratta di Antigone – interpretata dai giovanissimi talenti di PoEM | Potenziali Evocati Multimediali che il pubblico vicentino ha imparato a conoscere ed apprezzare nel Ciclo dei Classici al Teatro Olimpico del 2022 e 2023, regia di Gabriele Vacis – in programma al Ridotto venerdì 20 febbraio alle 20.45. 

Antigone è tra i personaggi della tragedia classica che, ancora oggi riesce a parlare con forza alla nostra contemporaneità ed è da sempre l’emblema di una gioventù consapevole, assertiva e capace di opporsi al potere precostituito e ai compromessi. Gabriele Vacis, pur partendo dal testo di Sofocle e dalla storia che in esso è raccontata, mette in scena una fitta rete di rimandi alla storia di questo personaggio che attraversa tutti i tragici greci, alla ricerca della “sostanza pesante della fraternità”. Nel lavoro la coraggiosa principessa di Tebe, simbolo della lotta contro il potere autoritario e paladina della difesa dei diritti umani, diventa un’interpretazione corale: non un’unica protagonista ma una moltitudine di voci, quelle dei giovani attori che porranno a sé stessi e al pubblico questioni profonde e attualissime che arrivano da un passato lontano: c’è qualcosa per cui saremmo disposti a morire? E di conseguenza per cosa vale la pena vivere?

Lo spettacolo (2023), regia di Gabriele Vacis, scenofonia e ambienti di Roberto Tarasco, vede in scena Davide Antenucci, Andrea Caiazzo, Pietro Maccabei, Lucia Raffaella Mariani, Eva Meskhi, Erica Nava, Enrica Rebaudo, Edoardo Roti, Lorenzo Tombesi, Gabriele Valchera.

Antigone mette in scena uno dei personaggi femminili più importanti della storia del teatro attraverso due tragedie: Fenicie di Euripide e Antigone di Sofocle, perché conoscendo gli antefatti è possibile comprendere meglio le scelte della protagonista. Antigone nel corso dei secoli, dei millenni, è stata il simbolo della rivoluzione ma anche della conservazione più oscurantista. E questo sono i Classici, comprendono la cosa e il suo contrario, contengono i paradossi, sono specchi che riflettono gli sguardi di un’epoca. Lo spettacolo alterna brani di Euripide e di Sofocle a interventi pensati e scritti dagli attori e dalle attrici. Le questioni che pongono sono enormi. Si interrogano sul senso delle cose, sul futuro come promessa o come minaccia, e su come occupare il tempo che hanno a disposizione. C’è questo doppio sentimento che sto esplorando da un po’ di anni, un sentimento che prima generava in me un certo distacco dai nostri giovani. Mi sembrava che per loro fosse tutto dovuto. Poi invece mi sono accorto della complessità da cui erano attraversati e di cui erano portatori. Molti di loro, non tutti ovviamente, hanno una mostruosa fame di senso. Fame di obiettivi che li costringano a divorare il mondo. Fame di rischio. Con i nostri ragazzi ci lavoro da anni, solo su questo: che siano presenti, che siano consapevoli, che non sfuggano, che non si distraggano (dalle note di Gabriele Vacis).

Olimpichetto, domenica 22 febbraio spettacolo di danza “Susanna Egri: il centenario”

In Basilica Palladiana prosegue fino al 1° marzo la mostra “Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore” che offe la possibilità di assistere ad alcuni eventi che si terranno sul palco della scenografia creata per viaggiare in tutto il mondo.

Domenica 22 febbraio, alle 18.30 è in programma un evento speciale, in occasione dei 100 anni di Susanna Egri, prima ballerina di Olimpichetto nel 1948: “È incredibile – ha dichiarato Egri – che quando compio 100 anni mi ritrovo, esattamente sotto i piedi, l’oggetto a cui devo miracolosamente l’avvio della mia carriera”.

Lo spettacolo di danza “Susanna Egri: il centenario” con la compagnia EgriBiancoDanza prevede due performance: Istantanee (1953) di Susanna Egri e Promised Land (2025) di Raphael Bianco. Produzione Fondazione Egri.

Evento realizzato con il contributo di Asa Studio Albanese, con il sostegno di MiC, Regione Piemonte, Fondazione CRT. Ingresso con biglietto a 8 euro. Prenotazioni nel sito tcvi.it al link Questo il link di vendita se ti serve il sito: https://biglietteria.tcvi.it/selection/event/date?productId=10228668384210

Programma

In “Istantanee” la danza, con il suo linguaggio che all’occorrenza sa essere asciutto e scarno, riesce a trasmettere con immediatezza allo spettatore sensazioni e stimoli che variano a seconda dell’umore, dell’atteggiamento psicologico e anche del retroterra culturale di ognuno. La prima sezione, “Figure nello spazio”, prevede figurazioni astratte, cioè prive di un contenuto premeditato ma destinate a realizzare un disegno plastico nello spazio e nel tempo. Nella seconda sezione, “Solitudine”, domina l’elemento espressivo, dal momento che sono presentate situazioni e stati d’animo dell’uomo solo con sé stesso: Trepidazione, Svogliatezza, Agguato, Soliloquio in forma di canone, Agitato, Passeggiata coniugale, Delusione, Malinconia riflessa, Reminiscenza magiara, Parole al vento, Sogno.

Nella terza sezione, dedicata ai “Rapporti”, si presenta l’uomo, còlto nei suoi contatti non sempre facili con i propri simili: Incontro, Danza, Oppressione, Idillio, Amici, Festa al paese, Alleanza, Concerto

Ideazione e coreografia, Susanna Egri; musica, Paul Arma; produzione del 1953

Danzano Maela Boltri, Lucrezia Gabrieli, Erika Fisicaro, Carlotta Gravina, Cristian Magurano, Emmanuel Mialma, Francesco Morriello, Renata Parisi, Oksana Romaniuk, Miu Sasaki, Atahan Tepe

Produzione: Fondazione Egri Centro di Rilevante Interesse per la Danza

Promised Land trasmette quanto narra Leah Par – profuga della vita: «Camminiamo senza sosta, verso un miraggio che è l’unica certezza, lasciamo ciò che ci è stato tolto, negli occhi sono impresse indelebili le memorie, sempre più lontana quella piccola o grande casa, la nostra terra: la nostalgia indurisce i nostri cuori… Cerchiamo solo la dolce sensazione di abbandonarci in uno spazio per noi: senza paura, solo la morbida carezza del nostro ed unico suolo».

Produzione del 2025; ideazione e coreografia Raphael Bianco; musiche Meredith Monk; danzano: Lucrezia Gabrieli, Cristian Magurano, Emmanuel Mialma, Francesco Morriello, Renata Parisi, Oksana Romaniuk, Miu Sasaki

Produzione: Fondazione Egri Centro di Rilevante Interesse per la Danza

Compagnia EgriBiancoDanza

La Compagnia EgriBiancoDanza diretta da Susanna Egri e Raphael Bianco nasce a Torino nel 1999. La Compagnia eredita l’esperienza più che trentennale della precedente Compagnia “I Balletti di Susanna Egri”. Si distingue, per un repertorio di opere dense di valori sociali e spirituali firmate da Raphael Bianco e coreografi del panorama artistico italiano e internazionale. La Compagnia EgriBiancoDanza incarna alcuni dei caratteri distintivi della Fondazione Egri per la Danza: curiosità, radici e innovazione, ricerca e condivisione. Valori che sono richiesti a tutti gli artisti della Compagnia. EgriBiancoDanza che si compone di danzatori stabili provenienti da esperienze professionali di alto livello e possiede un solido repertorio: dalle performance teatrali, alle installazioni e lavori site specific.

L’originale progetto espositivo è ideato e promosso dal Comune di Vicenza con la co-organizzazione di Intesa Sanpaolo ed è curato da Musei Civici Vicenza, Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza e Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio.

Con la collaborazione della Camera di Commercio di Vicenza

Sponsor: Confindustria Vicenza, Gemmo, LD72, Poste Italiane.

Sponsor tecnico: Edilnoleggi Valente.

Si ringraziano: Accademia Olimpica, Telwin SpA

Si ringraziano per il contributo Art Bonus: Amer Group, Ceral Docks, RM Hoplding srl, Serenissima Ristorazione.

Circo contemporaneo, ancora una prima al Teatro Comunale di Vicenza: in scena Paradisum della Recirquel Cirque Dance

Ancora una prima nazionale al Teatro Comunale di Vicenza grazie alla rassegna dedicata al circo contemporaneo: sabato 21 e domenica 22 febbraio alle 20.45 è in programma in Sala Maggiore Paradisum, l’ultima straordinaria produzione della compagnia ungherese Recirquel Cirque Danse, diretta dal coreografo Bence Vági. Lo spettacolo sarà preceduto dall’incontro a teatro, in programma alle 20 al Ridotto entrambe le serate, durante il quale il pubblico potrà interagire con l’autore e regista Alessandro Serena, anima e fondatore del progetto Open Circus, una serie di iniziative per la diffusione della cultura circense orientate alla formazione del pubblico e al ricambio generazionale.

Non è la prima volta che la compagine ungherese Recirquel Cirque Dance calca le scene del comunale: nel 2017 scelse proprio Vicenza per il debutto in Italia con lo straordinario Night Circus. Abcge quest’anno il Tcvi sarà la prima tappa di una tournée che porterà Paradisum a Mestre e a Gorizia. Per le due date dello spettacolo al Tcvi restano ancora dei biglietti.

Diretto e coreografato da Bence Vági lo spettacolo esplora il mito della rinascita dopo il silenzio di un mondo distrutto, in cui il corpo diventa l’unico mezzo di comunicazione e il movimento il linguaggio per raggiungere lo spirito universale del mondo, in un percorso sensoriale e poetico che anela alla bellezza. La coreografia attinge sia alle discipline aeree che a quelle terrestri delle arti circensi, attraverso il linguaggio della danza contemporanea, portando il cirque danse – tratto distintivo delle produzioni Recirquel degli ultimi anni – verso nuove, affascinanti dimensioni. In scenda si esibiranno gli artisti Demissie Efraim, Ádám Fehér ,Yevhen Havrylenko, Ivett Ignácz, Kateryna Larina, Andrii Maslov, Sergii Materynskyi, Eszter Seguí-Fábián. La regia e coreografia dello spettacolo sono, come detto, di Bence Vági, che firma anche le scene assieme a Emese Kasza, il quale cura anche i costumi, le musiche sono di Edina Szirtes e le luci di Attila Lenzsér.

Lo spettacolo dura un’ora senza intervallo. Per altre informazioni e biglietti, ci si può rivolgere alla biglietteria del Teatro Comunale aperta dal martedì al sabato (esclusi i festivi) dalle 15.00 alle 18.15, oppure al telefono, chiamando lo 0444 324442 nei giorni di apertura della biglietteria dalle 16.00 alle 18.00o ancora online su www.tcvi.it.

Vicenza Jazz compie trent’anni: nel 2026 un’edizione evento nel segno di Miles Davis

Trent’anni di grande jazz internazionale nel cuore di una delle più belle città d’arte d’Italia: è un traguardo storico quello raggiunto da New Conversations-Vicenza Jazz, la rassegna internazionale presentata oggi in Basilica Palladiana e in programma dal 15 al 25 maggio 2026.

L’evento, prodotto dal Comune di Vicenza in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale, spegne trenta candeline con un cartellone che trasformerà l’intera città in un palcoscenico diffuso. Dalle sedi prestigiose come il Teatro Olimpico, la Basilica Palladiana e il Teatro Comunale, fino a luoghi suggestivi come l’Abbazia di Sant’Agostino, l’area dell’ex Cotorossi e il Cimitero Maggiore, che ospiterà gli iconici concerti all’alba e a mezzanotte.

L’edizione 2026, dal titolo evocativo “Dalle trombe di Gerico al divino Miles”, sarà profondamente legata al centenario della nascita di un gigante della musica: Miles Davis.

“È l’artista che più di ogni altro ha saputo continuamente innovare e portare il jazz dentro la contemporaneità”, ha spiegato il direttore artistico Riccardo Brazzale. Il festival esplorerà l’eredità di Davis attraverso una programmazione che spazia tra avanguardia e tradizione.

Il cartellone promette grandi nomi della scena mondiale e italiana. Tra gli artisti più attesi:

  • Le star internazionali: Makaya McCraven, Joshua Redman, Billy Cobham, Uri Caine, Mary Halvorson e la coppia Barbara Hannigan con Bertrand Chamayou.

  • Le eccellenze italiane: Paolo Fresu, Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Pietro Tonolo e Roberto Ottaviano.

  • Sperimentazioni e contaminazioni: Israel Galvan con Michael Leonhart, Isaiah Collier, Lakecia Benjamin e Savina Yannatou.

Danza in Rete Festival: la Compagnie Marie Chouinard inaugura l’edizione 2026

Danza in Rete Festival, evento promosso dalla Fondazione Teatro Comunale di Vicenza in collaborazione con una rete di soggetti istituzionali e operatori culturali del territorio e nazionali, dedicato all’arte coreutica in tutte le sue forme, nato come spin-off della Stagione di Danza del Teatro Comunale di Vicenza, inaugura la nuova edizione Architetture del presente con un doppio appuntamento di grande rilievo.

Sabato 14 febbraio alle 20.45 sarà in scena nella Sala Maggiore del Teatro Comunale di Vicenza la Compagnie Marie Chouinard (l’ensemble internazionale che porta il nome dell’eclettica artista canadese, già Direttore del Settore Danza alla Biennale di Venezia) con un raffinato dittico formato da due importanti coreografie come Le Sacre du Printemps e Magnificat, quest’ultima in prima nazionale. La visione è consigliata ad un pubblico adulto per la presenza di nudo parziale.

Fuori abbonamento, domenica 15 febbraio alle 17.00, la Compagnie Marie Chouinard, proporrà agli spettatori un’esperienza performativa unica, site-specific, ambientata nel Salone Nobile del palladiano Palazzo Chiericati, sede della Pinacoteca cittadina, dal titolo In Museum.

Danza in Rete Festival, giunto nel 2026 alla sua nona edizione e riconosciuto dal Ministero della Cultura fin dalla prima edizione, è un evento diffuso diventato negli anni un riferimento per le nuove generazioni di danzatori e coreografi italiani e stranieri, appuntamento riconosciuto nel panorama di danza contemporanea nazionale.

La direzione artistica è curata da Pier Giacomo Cirella, Loredana Bernardi e Alessandro Bevilacqua.

Per la prima volta sarà presente a Vicenza la compagnia della coreografa canadese Marie Chouinard (Compagnie Marie Chouinard) con una proposta di spettacolo molto originale, un dittico che esplora la sacralità della danza attraverso due opere emblematiche: il recente Magnificat (2025), presentato al Teatro Comunale in prima nazionale (unica data italiana) e lo storico successo Le Sacre du Printemps (1993).

Prima dello spettacolo si esibirà il Nuovo Balletto di Vicenza, una nuovissima formazione con sede in Città, con Me, Myself and We, coreografia di Philippe Vivenot, musica di Ezio Bosso, un estratto di una creazione per quattro danzatori in cui l’individualità diventa il motore vitale del gruppo. La breve esibizione avviene nell’ambito del Progetto Supporter la sezione del Festival che presenta i talenti emergenti.

Magnificat prende le mosse dalla composizione omonima di Johann Sebastian Bach, partitura per coro, cinque solisti vocali e orchestra. Cantato in latino, in onore delle grandi festività, il brano ha un carattere giubilante che ha elevato i cuori dei danzatori, trasformando la partitura in un campo di risonanza fisica e percettiva. La musica è intrisa di divino, con la figura della Vergine che emerge come principio simbolico e archetipico, evocata non narrativamente ma tramite una fisicità rituale e collettiva. Attraverso ampie sequenze corali, insieme a più intimi trii, duetti e assoli, la Chouinard ha voluto coreografare in modo emblematico questo stato di grazia.

Le Sacre du Printemps è la prima coreografia di Marie Chouinard basata su una partitura musicale preesistente, un’opera d’avanguardia, che ha segnato anche l’ingresso della danza nella modernità, attraverso la composizione di Igor Stravinsky. La coreografa canadese rivisita questo potente inno alla vita, ritrovando un impulso primordiale che risuona con il suo personalissimo stile di movimento. Un’opera organica e vigorosa, costruita intorno a una sequenza di assoli, per risvegliare l’intimo mistero di ogni danzatore. Come afferma la coreografa nelle sue note allo spettacolo: “non c’è storia nella mia Sagra della Primavera, nessuna progressione, nessuna causa ed effetto. Solo sincronicità. È come se mi fossi avvicinata al primo secondo successivo all’istante in cui la vita è apparsa nella materia. Lo spettacolo è il dispiegarsi di quel secondo”.

Prima dello spettacolo si svolgerà l’Incontro con la Danza, previsto sabato 14 febbraio alle 20.00 al Ridotto; sarà condotto da Valeria Crippa, giornalista, scrittrice, critico di danza per il Corriere della Sera, La Lettura e IoDonna e per la testata specializzata Ballet2000. Nel 2017 Valeria Crippa ha creato WeDance webmagazine, su cui ha avviato una riflessione tra giornalismo culturale e arte visiva. Dal 1988 al 1992 è stata responsabile dell’ufficio stampa di Rudolf Nureyev in Italia.

In Museum in programma domenica 15 febbraio alle 17.00 a Palazzo Chiericati (spettacolo fuori abbonamento) è portato in scena dai danzatori della Compagnie Marie Chouinard, che si alterneranno per tutta la durata dello spettacolo (due ora circa, mentre originariamente fu eseguito da Marie Chouinard in un assolo di tre ore). I performer accoglieranno i visitatori-spettatori invitandoli a condividere una speranza o un desiderio; da ogni scambio nascerà una risposta personalizzata, una danza libera e spontanea in grado di evocare la forza per realizzare il desiderio, evolvendosi in ogni scambio, diventano un fatto personale e intimo. L’originale messa in scena evoca lo spirito della Pizia, la profetessa di Delfi, che pronunciava le sue profezie in uno stato di trance e in una lingua che solo i sacerdoti del tempio sapevano interpretare: “conosci te stesso e conoscerai l’universo e gli dei”.

Vicenza in Lirica 2026: Edipo e il digitale alla Basilica Palladiana

Sarà la Basilica Palladiana di Vicenza ad accogliere il primo evento ufficiale della programmazione 2026 di “Concetto Armonico Festival Vicenza in Lirica”, con un progetto di forte impatto simbolico e culturale dal titolo “L’Olimpico, Edipo e la ricerca della verità nell’era digitale”.

L’appuntamento di sabato 14 febbraio alle ore 18.30 si inserisce nel contesto dell’”Olimpichetto”, spazio espositivo e narrativo che pone al centro il Teatro Olimpico. Partendo dalla figura di Edipo – emblema della ricerca della verità – lo spettacolo propone una riflessione contemporanea sul rapporto tra conoscenza, identità e realtà nell’epoca digitale. Protagonisti della parte performativa saranno Marco Cavalli, Stefania Carlesso e Pino Costalunga, interpreti di grande esperienza e sensibilità, chiamati a dare voce e corpo a un racconto che unisce parola, visione e pensiero, in dialogo diretto con lo spazio architettonico e simbolico della Basilica Palladiana.

La parte musicale del progetto vede invece la collaborazione con il Conservatorio “Arrigo Pedrollo” di Vicenza, eccellenza formativa del territorio, a conferma della volontà di “Concetto Armonico” di creare un dialogo costante tra istituzioni culturali e musicali della città. La direzione musicale è affidata al Maestro Stefano Lorenzetti, Direttore del Conservatorio, il cui contributo rappresenta un valore aggiunto in termini di qualità, visione e attenzione ai giovani musicisti.

«Desidero esprimere un ringraziamento sentito al Maestro Stefano Lorenzetti, Direttore del Conservatorio “A. Pedrollo”, per la disponibilità, la fiducia e la condivisione di un progetto che pone al centro la musica come strumento di crescita e di dialogo culturale», dichiara Andrea Castello, Presidente di “Concetto Armonico” e Direttore artistico del Festival “Vicenza in Lirica”.

L’evento del 14 febbraio si colloca in continuità con il grande successo registrato lo scorso 20 dicembre, quando “Concetto Armonico” ha inaugurato il percorso dell’”Olimpichetto” con l’”Oratorio di Natale” di Camille Saint-Saëns, facendo registrare due repliche completamente esaurite. Anche in questa occasione, l’ingresso sarà gratuito, come gesto concreto di restituzione alla città. Una scelta condivisa con il Comune di Vicenza e l’Assessorato alla Cultura, guidato dall’Assessore Ilaria Fantin, che confermano il loro sostegno a una programmazione culturale accessibile e di alto profilo. «Riteniamo fondamentale che, di fronte a un’opera d’arte, a una mostra, a un contesto di valore come l’Olimpichetto, il pubblico possa accedere liberamente. Questo concerto è un omaggio alla città di Vicenza e al suo pubblico», sottolinea Andrea Castello.

A fronte del rapido sold out dell’evento delle ore 18.30, registrato ancora prima dell’avvio della comunicazione ufficiale, “Concetto Armonico” ha deciso di aprire eccezionalmente anche la prova generale delle ore 16.15, ampliando così le possibilità di partecipazione.

Con questo appuntamento, “Concetto Armonico” apre il 2026 riaffermando la propria missione: valorizzare il patrimonio culturale, investire nei giovani, rendere la cultura un bene condiviso, capace di parlare al presente senza perdere il legame con la propria storia.

La botanica degli incunaboli: incontro alla Biblioteca La Vigna

Mercoledì 11 febbraio 2026, la Biblioteca Internazionale “La Vigna” di Vicenza ospita l’incontro “La botanica degli incunaboli” curato da Francesco Mezzalira.

Incerti tra Medioevo e Modernità, i primi libri a stampa di soggetto botanico propongono illustrazioni realizzate mediante matrici intagliate nel legno, suggestive nello stile ancora primitivo che le caratterizza.

I testi sono generalmente quelli della tradizione, ma inizia a comparire lo studio originale di alcune specie di piante che gli autori antichi non avevano descritto. La relazione integra e completa, sul versante delle opere a stampa, l’argomento della conferenza “Botanica e arte nel Rinascimento” proposta a “La Vigna” nell’ottobre 2025.

L’appuntamento fa parte del ciclo “I mercoledì della Vigna”, una serie di incontri culturali promossi dal Consiglio scientifico della Biblioteca “La Vigna”. Il programma propone temi legati a libri, storia, arte, scienza e cultura, con uno sguardo sempre attento alle collezioni della Biblioteca, per valorizzarle e farle conoscere al pubblico.

Giovanni Lindo Ferretti al Teatro Comunale di Vicenza: “Percuotendo, in cadenza”

Dopo l’anteprima autunnale, con il reading-concerto di Massimo Zamboni dedicato a Pier Paolo Pasolini, arriva per la prima volta al Teatro Comunale di Vicenza, Giovanni Lindo Ferretti con “Percuotendo, in cadenza”, un concerto in programma lunedì 23 febbraio alle 21.00 in Sala Maggiore.

Si arricchisce dunque di una nuova interessante esperienza la sezione dei concerti live del Teatro Comunale di Vicenza, realizzata con la consulenza artistica di Marco Ghiotto, uno spazio musicale progettato per gettare uno sguardo oltre gli stereotipi, per capire il presente e, per quanto possibile, tentare di decifrare il futuro grazie alle prospettive offerte dall’evento di spettacolo e dall’arte in generale. 

Il progetto, che era stato presentato a Vicenza in una prima forma al Teatro Olimpico nell’ambito del Ciclo dei Classici “Coro” con la direzione artistica di Ermanna Montanari e Marco Martinelli, ha attraversato negli ultimi mesi una vera metamorfosi scenica e musicale: chi aveva assistito a quella messa in scena del 2024, ritrova il nucleo di quell’esperienza, oggi sviluppato in una forma più elaborata e profonda, con una struttura più definita e una scrittura maturata nel tempo. Una parte consistente dello spettacolo è stata riscritta, riorganizzata, fatta evolvere. L’impronta del rock alternativo, cifra storica del percorso artistico di Ferretti, entra così nella programmazione del Tcvi come proposta musicale e scenica inedita per il teatro. 

Al centro resta la voce di Ferretti, cantante, autore e scrittore, figura centrale della musica italiana dagli anni Ottanta. Fondatore dei CCCP Fedeli alla linea e poi dei CSI Consorzio Suonatori Indipendenti, ha attraversato decenni di musica e scrittura mantenendo un percorso personale e riconoscibile, tra palco, ricerca artistica e riflessione culturale. 

In “Percuotendo, in cadenza” racconto e canto si intrecciano, memoria personale e visione diventano materia viva. I giorni dei palchi, la vita ritirata sui monti, il tempo attraversato negli anni prendono forma in parola detta e cantata, con un andamento che segue il ritmo interno del racconto. 

I testi, riletti e ridisegnati, entrano in questo flusso con una nuova veste sonora. Le percussioni e le corde costruiscono un paesaggio musicale essenziale e intenso, in dialogo continuo con la voce, portando il linguaggio del rock alternativo dentro una forma scenica che unisce concerto e teatro. 

Sul palco con Ferretti: 

Simone Beneventi, percussionista tra i più riconosciuti interpreti della musica contemporanea, premiato con il Leone d’Argento alla Biennale Musica di Venezia. La sua attività si muove tra ricerca sonora, performance solistica e progetti internazionali legati alla nuova musica. 

Luca Rossi, percussionista e interprete della tammorra, antico tamburo a cornice della tradizione del Sud Italia. È tra i principali esponenti di questo strumento, portato in contesti teatrali e concertistici nazionali e internazionali, con un lavoro che unisce tradizione e presenza scenica. 

Insieme modellano una trama sonora che accompagna, sostiene e talvolta spinge il racconto verso passaggi più densi, rendendo l’esperienza fisica, pulsante, immersiva. 

Per chi lo aveva visto a Vicenza, questo ritorno rappresenta un passaggio ulteriore, con un impianto più compatto e un lavoro più scavato nei contenuti e nella forma. Per chi entra ora, è un’esperienza che unisce teatro, musica e racconto in un’unica traiettoria.