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Emma Dante torna a Vicenza: “L’Angelo del Focolare” in scena al Teatro Astra

Nell’ambito della rassegna Terrestri 25.26, La Piccionaia – Centro di Produzione Teatrale presenta L’Angelo del Focolare di Emma Dante, in scena giovedì 26 e venerdì 27 febbraio 2026 alle ore 21.00 al Teatro Astra di Vicenza.

Ritorno all’Astra di Emma Dante con la sua Compagnia Sud Costa Occidentale che prosegue, con questo nuovo spettacolo,  la propria indagine sul nucleo familiare, concentrando lo sguardo sulle aspettative culturali che gravano sulla figura della “donna di casa”. Lo spettacolo prende avvio da un interno domestico, uno spazio apparentemente rassicurante che viene progressivamente scardinato da una partitura fisica serrata. La ripetizione ossessiva delle azioni quotidiane – apparecchiare, rassettare, accudire – diventa gesto simbolico, segno visibile di un’esistenza modellata dall’obbligo della dedizione.

I corpi dialogano con lo spazio e con gli oggetti, che si trasformano in prolungamenti della fatica o strumenti di controllo. Nel movimento emerge ciò che non viene detto: la frustrazione, la compressione del desiderio, la tensione silenziosa che attraversa le relazioni. La presenza maschile non si impone con autorità esplicita, ma si radica nelle consuetudini, nel modello patriarcale interiorizzato e normalizzato. È nella routine che si annida la sua forza.

La dimensione corale amplifica questa tensione: i personaggi si muovono come un organismo unico, in una comunità che si auto-regola e si auto-sorveglia. Accanto alla tensione, affiora l’ironia tagliente che caratterizza la poetica di Dante: un’ironia che espone e smaschera, mettendo lo spettatore di fronte all’assurdità di dinamiche ancora profondamente radicate nel presente.

 

La regia e gli attori

 

L’Angelo del Focolare è scritto e diretto da Emma Dante (compagnia Sud Costa Occidentale). In scena Leonarda Saffi (la moglie), Ivano Picciallo (il marito), David Leone (il figlio) e Giuditta Perriera (la suocera).

Gli elementi scenici e i costumi sono firmati da Emma Dante, le luci da Cristian Zucaro.

Lo spettacolo è una coproduzione internazionale che coinvolge Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’EuropaTeatro di Napoli – Teatro NazionaleChâteauvallon-Liberté Scène NationaleLes Célestins Théâtre de LyonComédie de Clermont-FerrandLa Scène Nationale d’Albi-TarnLe Cratère – Scène Nationale d’Alès en CévennesL’Estive – scène nationale de Foix et de l’AriègeThéâtre + Cinéma Scène nationale Grand NarbonneThéâtre de l’Archipel – scène nationale de PerpignanThéâtre Molière, Sète – Scène Nationale Archipel de ThauLe Parvis – scène nationale de Tarbes Pyrénées, insieme a Compagnia Sud Costa Occidentale e Carnezzeria.

Il coordinamento e la distribuzione sono a cura di Aldo Miguel Grompone (Roma), l’organizzazione di Daniela Gusmano.

Emma Dante e il Teatro Astra: una storia che continua

Al Teatro Astra, Emma Dante è una conferma.

Nel tempo, la regista palermitana, appena insignita del Leone d’oro per la carriera,  ha attraversato il palcoscenico vicentino portando interi capitoli di una poetica. Ogni suo lavoro è una tappa di un discorso coerente, radicale, necessario. Ripercorrere la sua storia all’Astra significa riannodare fili emotivi, linguaggi, ossessioni, corpi, famiglie, rituali. Una storia fatta di ritorni, trasformazioni e riconoscimenti.

Tutto comincia nel 2002, quando l’Astra ospita mPalermu, opera prima folgorante vincitrice del Premio Scenario. Nel 2003 arriva CarnezzeriaPremio Ubu come miglior novità italiana. Nel 2007, con Vita mia, il teatro si fa canto funebre e invocazione d’amore. Nel 2009Il Festino intreccia sacro e profano in una potente riscrittura del mito di Santa Rosalia.

Nel 2011 l’Astra diventa quasi una casa: BallariniAqua Santa (Premio della Critica) e Il Castello della Zia aprono nuove traiettorie tra infanzia, memoria e identità. Nel 2019 torna con La Scortecata, premiata con Premio Ubu e Premio Le Maschere del Teatro Italiano. Nel 2021 è la volta di Misericordia, vincitore del Premio Ubu come miglior spettacolo, lavoro che ha segnato profondamente la scena italiana recente.

A questo percorso si aggiunge la sua esperienza come Direttrice Artistica del 67° e 68° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza, progetto nato dal confronto con i limiti fisici e simbolici dell’Olimpico: uno spazio da guardare più che attraversare, soglia tra memoria e presente, sacro e profano. Una direzione che ha chiamato artisti scomodi e irrequieti – Simon Abkarian, Romeo Castellucci, Mimmo Cuticchio, Andrei Konchalovsky, Babilonia Teatri, Angelica Liddell, Dimitris Papaioannou, Vincenzo Pirrotta, Davide Iodice, Alessandro Baricco – accanto alle sue regie Io, Nessuno e PolifemoVerso MedeaOdissea.

Biografia di Emma Dante

Emma Dante (Palermo, 1967) è drammaturga e regista tra le voci più riconoscibili della scena contemporanea: nei suoi lavori indaga la famiglia e l’emarginazione attraverso una poetica fisica, tesa e visionaria, attraversata da una vena di umorismo. Diplomata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” (1990), nel 1999 fonda a Palermo la compagnia Sud Costa Occidentale e si impone rapidamente con mPalermu (Premio Scenario 2001; Premio Ubu 2002 come novità italiana) e Carnezzeria (Premio Ubu 2003), ricevendo negli anni numerosi riconoscimenti per regia e drammaturgia. Il suo percorso si muove con la stessa forza tra teatro di prosa, opera e cinema: firma regie liriche per grandi teatri – tra cui il debutto alla Scala con Carmen (2009) – e porta in scena titoli diventati emblematici come La trilogia degli occhialiLe sorelle Macaluso (Premi Ubu e Le Maschere), Bestie di scenaLa scortecata e Misericordia. Nel 2014 è direttrice artistica del Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza, confermando una ricerca capace di intrecciare rito e quotidiano, sacro e profano, memoria e presente, con un linguaggio scenico radicale e profondamente popolare.

A gennaio 2026, Emma Dante è stata insignita del Leone d’oro alla carriera per la Biennale Teatro 2026. Il prestigioso riconoscimento, proposto dal direttore del settore Teatro Willem Dafoe e conferito dal CDA della Biennale di Venezia, premia la sua ricerca artistica unica, capace di portare la Sicilia e il suo teatro “scomodo” e potente alla ribalta internazionale.

Vicenza in Festival, sul palco di Piazza dei Signori c’è anche la voce graffiante di Noemi

Il sorriso e la voce graffiante di Noemi approdano il 30 agosto (ore 21) sul palco di Piazza dei Signori per la nuova edizione di Vicenza in Festival. Con Raf (1 settembre), Madame (2 settembre) ed Elio e le Storie Tese (3 settembre), il festival firmato da DuePunti Eventi, in collaborazione con il Comune di Vicenza e Confcommercio Vicenza, mette in scena quindi un cast tutto italiano, che abbraccia diverse generazioni, e destinato a vivacizzare la fine dell’estate veneta. 

Un singolo “Bianca” ai vertici delle classifiche radiofoniche italiane, un tour estivo di oltre 30 date, un tour indoor che ha registrato un ampio consenso di pubblico e critica e che è terminato nel suo primi concerto al Palazzo dello Sport di Roma a dicembre, protagonista del mondo televisivo e della radio con un programma tutto suo su Rai Radio 1 intitolato Non solo parole: se il 2025 ha rappresentato per Noemi una stagione straordinaria, il 2026 si apre con l’annuncio di un nuovo live e altre sorprese in arrivo. I concerti del nuovo tour si terranno in alcune delle location più prestigiose  d’Italia, per vivere la musica dal vivo in un’atmosfera speciale e condividere l’emozione con una serie di hit che hanno caratterizzato la sua carriera, uno spettacolo intimo e potente allo stesso tempo, capace di esaltare la sua inconfondibile voce e la sua energia interpretativa.

Noemi, cantautrice e voce tra le più amate e riconoscibili del panorama italiano, è in grado di misurarsi con il pop, il soul, il R’n’B e il blues.  Con 18 dischi di platino e 4 d’oro, in oltre dieci anni ha collaborato con grandi autori (tra cui Vasco Rossi che ha scritto per lei Vuoto a perdere) e partecipato a otto Festival di Sanremo, l’ultimo nel 2025 con Se t’innamori muori. Tra i suoi successi: GlicineMakumba con Carl Brave, Non ho bisogno di te.  Nel 2023 ha omaggiato Anna Magnani ai David di Donatello e la sua celebre canzone Sono solo parole è finita in una memorabile scena del film “Il sol dell’avvenire” di Nanni Moretti.

Ha debuttato come attrice nella serie Netflix Adorazione ed è impegnata nella lotta contro la violenza sulle donne con la Fondazione Una Nessuna Centomila. Nel 2025 ha pubblicato il suo settimo album, Nostalgia, seguito dai singoli Non sono io e Oh ma con Rocco Hunt.  A novembre 2025 è uscito “Bianca”, il singolo ha concluso l’anno al n.1 dell’airplay radiofonico e rimane stabile per settimane ai vertici.

Il suo ruolo d’artista non si limita solo alla musica, ma è stata in giuria a “Io Canto Family”, il talent show musicale di Canale 5 condotto da Michelle Hunziker.

Inizio concerti ore  21.00.

Tutte le info: https://vicenzainfestival.it/

Tina Anselmi va in scena al Teatro Spazio Bixio con “La Gabriella e le ragazze”

Sabato 28 febbraio ore 21 sarà in scena”La Gabriella e le ragazze, storie di Tina Anselmi” una produzione Fondazione Aida su drammaturgia di Simone Dini Gandini, regia di Giacomo Rossetto e Anna Tringali e con protagoniste Eliana Crestani e Benedetta Conte, nell’ambito di Mutazioni 06”, ventesima edizione della stagione di spettacolo del Teatro Spazio Bixio, promossa dal Comune di Vicenza e curata da Theama Teatro, in collaborazione con l’associazione For.The.

La storia ha inizio nella Marca Trevigiana degli Anni ’70: Lina e Irene sono due filandine che scelgono di occupare la filanda in cui lavorano fino all’approvazione da parte del Parlamento della cosiddetta Legge Anselmi (9 dicembre 1977), che sancisce finalmente la parità salariale tra uomo e donna. L’occupazione si presenta così come l’occasione per raccontarsi e, soprattutto, raccontare il ruolo di Tina Anselmi nella storia della Repubblica Italiana.

Un testo scritto con leggerezza e ironia, sullo sfondo delle prossime lotte del 1978 e della loro affascinante colonna sonora, che mescola temi universali a specificità locali (accenti, luoghi, mestieri) per raccontare la Anselmi e la sua importanza nelle conquiste civili e sociali della nostra Repubblica. Emerge così il concreto impegno della politica castellana a favore delle donne, della loro tutela e della loro inclusione nel discorso politico, civile e sociale. In un’epoca in cui i temi sulla parità di genere sono all’ordine del giorno, non possiamo dimenticare una delle donne che in Italia ha aperto la strada a questa rivoluzione di pensiero e farne un esempio di coraggio e determinazione da emulare per il bene comune. 

L’evento rientra nella rassegna 8 marzo – Eventi per la “Giornata internazionale dei diritti della donna” 2026, con il patrocinio del Comune di Vicenza, in collaborazione con la Consulta per le Politiche di Genere.

Thiene, Paolo Calabresi a teatro: la storia vera delle sue false identità

La XLV Stagione di prosa thienese prosegue con il suo settimo appuntamento in cartellone, portando sul palco del Teatro Comunale di Thiene una storia che sfida i confini tra realtà e finzione. Martedì 24, mercoledì 25 e giovedì 26 febbraio 2026 (ore 20:45), Paolo Calabresi sarà protagonista di “Tutti gli uomini che non sono – Storia vera di una falsa identità”.

Lo spettacolo, prodotto da Nuovo Teatro e interpretato insieme a Carolina Di Domenico, ripercorre le incredibili trasformazioni di Calabresi in personaggi realmente esistenti: un viaggio iniziato quasi per gioco, o meglio, per necessità interiore, e diventato col tempo un’operazione di trasformismo senza precedenti.

Molti ricordano ancora la clamorosa performance del “falso Nicolas Cage“, accolto allo stadio con tutti gli onori dalla dirigenza del Milan. Ma quello che lo spettacolo svela è il retroscena umano: queste “immersioni” in altre identità (da John Turturro a Marilyn Manson, fino a cardinali e capi africani) nacquero come risposta a eventi traumatici subiti dall’attore nel giro di poche settimane.

Quello che era nato come un uso “improprio” del mestiere di attore finì per travolgere la sua vita privata e la relazione con la moglie, figura centrale nel racconto interpretata dalla Di Domenico.

Parte integrante della messa in scena saranno i filmati originali e inediti girati dallo stesso Calabresi per documentare i suoi “falsi” all’insaputa di tutti. “Tutti gli uomini che non sono” si configura così come una commedia esilarante ma profonda, una riflessione sull’identità e su come il dolore possa spingere l’essere umano a tirare fuori capacità nascoste.

“Solo dopo molto tempo ho capito che non volevo soltanto raccontare le mie ‘imprese’ – spiega Paolo Calabresi nelle sue note di regia -, ma anche parlare della perdita di se stessi e della confusione tra vero e falso. Non c’è condizione più favorevole di quella di chi non ha nulla da perdere per far nascere cose incredibili”.

Katia Follesa porta “No vabbè mi adoro” al Teatro Comunale di Vicenza

Katia Follesa arriva al Teatro Comunale di Vicenza con il nuovo one-woman-show “No vabbè mi adoro”. Due date già sold out per uno spettacolo che unisce satira e autoironia, tra riflessioni su relazioni, corpo e vita quotidiana. Possibile accesso solo tramite lista d’attesa.

Katia Follesa al Teatro Comunale di Vicenza: doppio sold out

La satira torna protagonista al Teatro Comunale di Vicenza con un nuovo appuntamento fuori abbonamento dedicato alla comicità al femminile. Martedì 24 e mercoledì 25 febbraio, alle 20.45 in Sala Maggiore, arriva Katia Follesa con il suo nuovo spettacolo “No vabbè mi adoro”, un one-woman-show che promette risate e riflessioni attraverso uno stile ironico e diretto che ha conquistato il grande pubblico televisivo e teatrale.

Le due date vicentine sono già sold out, confermando il forte richiamo dell’artista. Eventuali biglietti potranno rendersi disponibili solo in caso di rinuncia da parte degli spettatori già in possesso del titolo d’ingresso, con iscrizione preventiva alla lista d’attesa sul sito del Teatro Comunale.

“No vabbè mi adoro” rappresenta il primo spettacolo da solista di Katia Follesa ed è scritto dalla stessa artista insieme ad Angelo Pintus, con la collaborazione di Alessio Parenti. La regia è affidata a Mauro Simone, le coreografie a Simone Rossari e le scenografie a Georgia Finardi. Il titolo, volutamente provocatorio, diventa una dichiarazione di intenti: uno sguardo autoironico e sincero su sé stessi e sulle contraddizioni della contemporaneità.

Sul palco, Follesa affronta con leggerezza e sarcasmo temi legati alla vita quotidiana, alle relazioni interpersonali, alla coppia e alle fragilità personali. Particolare attenzione viene riservata all’universo femminile intorno ai cinquant’anni, raccontato con ironia corrosiva ma mai amara, capace di trasformare nevrosi e abitudini in materiale comico. Dietro le battute, però, emergono riflessioni più profonde sulle dinamiche sociali e sulle ossessioni del presente.

La forza dello spettacolo risiede nella capacità dell’artista di alternare momenti di puro divertimento a passaggi più introspettivi, mantenendo un ritmo vivace e coinvolgente. La comicità di Katia Follesa, energica e spontanea, punta sull’osservazione del reale e sulla trasformazione di situazioni comuni in episodi esilaranti, costruendo un dialogo diretto con il pubblico.

Attrice, conduttrice e performer teatrale, Follesa è oggi una delle figure più riconoscibili della comicità italiana contemporanea. Dalla televisione al teatro, ha saputo sviluppare uno stile personale basato su improvvisazione, ritmo narrativo e forte presenza scenica, rendendo ogni spettacolo un’esperienza diversa e dinamica.

“No vabbè mi adoro”, della durata di un’ora e mezza senza intervallo, si conferma così uno degli appuntamenti più attesi della stagione vicentina, capace di unire leggerezza e riflessione in una serata di comicità intelligente. I prezzi dei biglietti – ora esauriti – erano fissati a 45 euro per l’intero, 38 euro per gli over 65 e 25 euro per gli under 30, con possibilità di acquisto anche tramite Carta del Docente e Carte della Cultura.

Giovanni Lindo Ferretti al Comunale di Vicenza: “Percuotendo, in cadenza”

Arriva per la prima volta al Teatro Comunale di Vicenza Giovanni Lindo Ferretti con “Percuotendo, in cadenza”, un concerto in programma lunedì 23 febbraio alle 21 in Sala Maggiore.

Il progetto, che era stato presentato a Vicenza in una prima forma al Teatro Olimpico nell’ambito del Ciclo dei Classici “Coro” con la direzione artistica di Ermanna Montanari e Marco Martinelli, ha attraversato negli ultimi mesi una vera metamorfosi scenica e musicale: chi aveva assistito a quella messa in scena del 2024, ritrova il nucleo di quell’esperienza, oggi sviluppato in una forma più elaborata e profonda, con una struttura più definita e una scrittura maturata nel tempo. Una parte consistente dello spettacolo è stata riscritta, riorganizzata, fatta evolvere. L’impronta del rock alternativo, cifra storica del percorso artistico di Ferretti, entra così nella programmazione del Tcvi come proposta musicale e scenica inedita per il teatro. 

Al centro resta la voce di Ferretti, cantante, autore e scrittore, figura centrale della musica italiana dagli anni Ottanta. Fondatore dei CCCP Fedeli alla linea e poi dei CSI Consorzio Suonatori Indipendenti, ha attraversato decenni di musica e scrittura mantenendo un percorso personale e riconoscibile, tra palco, ricerca artistica e riflessione culturale. 

In “Percuotendo, in cadenza” racconto e canto si intrecciano, memoria personale e visione diventano materia viva. I giorni dei palchi, la vita ritirata sui monti, il tempo attraversato negli anni prendono forma in parola detta e cantata, con un andamento che segue il ritmo interno del racconto. 

I testi, riletti e ridisegnati, entrano in questo flusso con una nuova veste sonora. Le percussioni e le corde costruiscono un paesaggio musicale essenziale e intenso, in dialogo continuo con la voce, portando il linguaggio del rock alternativo dentro una forma scenica che unisce concerto e teatro. 

Sul palco con Ferretti: 

Simone Beneventi, percussionista tra i più riconosciuti interpreti della musica contemporanea, premiato con il Leone d’Argento alla Biennale Musica di Venezia. La sua attività si muove tra ricerca sonora, performance solistica e progetti internazionali legati alla nuova musica. 

Luca Rossi, percussionista e interprete della tammorra, antico tamburo a cornice della tradizione del Sud Italia. È tra i principali esponenti di questo strumento, portato in contesti teatrali e concertistici nazionali e internazionali, con un lavoro che unisce tradizione e presenza scenica. Insieme modellano una trama sonora che accompagna, sostiene e talvolta spinge il racconto verso passaggi più densi, rendendo l’esperienza fisica, pulsante, immersiva. 

Per chi lo aveva visto a Vicenza, questo ritorno rappresenta un passaggio ulteriore, con un impianto più compatto e un lavoro più scavato nei contenuti e nella forma. Per chi entra ora, è un’esperienza che unisce teatro, musica e racconto in un’unica traiettoria.

“Mutazioni 06” allo Spazio Bixio: il cantautorato si fa teatro con “Personenote”

Sabato 21 febbraio alle ore 21 l’attore Max Taurino metterà in scena lo spettacolo “Personenote” nell’ambito di “Mutazioni 06“, la ventesima edizione della stagione di spettacolo del Teatro Spazio Bixio, promossa dal Comune di Vicenza.

Si tratta di una ricerca di personaggi stravaganti e intensi scovati tra le parole dei più grandi cantautori italiani, da Cyrano de Bergerac ai protagonisti dell’Antologia di Spoon River.

“Lo spettacolo nasce dal desiderio di rileggere alcuni testi così vibranti che sembrano cercare una vita oltre la musica”, spiega Taurino. Gli autori si ispirano a figure della letteratura o della storia, mettendo in luce quanto vi è di universale nelle loro vite esemplari attraverso la recitazione.

Il percorso si snoda tra i capolavori di Francesco Guccini, Roberto Vecchioni, Angelo Branduardi, Ivano Fossati e Fabrizio De Andrè. I testi vengono affrontati come prose poetiche, accompagnati da oggetti teatrali simbolici come nasi, cappelli e maschere di commedia dell’arte.

Ad arricchire la performance sarà il dialogo costante tra recitazione e musica dal vivo. Sul palco, ad accompagnare Taurino, ci saranno il chitarrista Davide Repele e il percussionista Luca Nardon, trasformando il legame tra parole e note in un’esperienza immersiva.

I biglietti sono disponibili al costo di 15 euro (intero) e 12 euro (ridotto per over 65, under 30 e convenzionati). La prenotazione è consigliata scrivendo a [email protected] o telefonando allo 0444 322525 durante gli orari di ufficio.

Al Ridotto del Comunale di Vicenza arriva Antigone: la regia di Gabriele Vacis con i talenti di PoEM

Ancora un appuntamento di spessore nella stagione di Prosa al Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza: si tratta di Antigone – interpretata dai giovanissimi talenti di PoEM | Potenziali Evocati Multimediali che il pubblico vicentino ha imparato a conoscere ed apprezzare nel Ciclo dei Classici al Teatro Olimpico del 2022 e 2023, regia di Gabriele Vacis – in programma al Ridotto venerdì 20 febbraio alle 20.45. 

Antigone è tra i personaggi della tragedia classica che, ancora oggi riesce a parlare con forza alla nostra contemporaneità ed è da sempre l’emblema di una gioventù consapevole, assertiva e capace di opporsi al potere precostituito e ai compromessi. Gabriele Vacis, pur partendo dal testo di Sofocle e dalla storia che in esso è raccontata, mette in scena una fitta rete di rimandi alla storia di questo personaggio che attraversa tutti i tragici greci, alla ricerca della “sostanza pesante della fraternità”. Nel lavoro la coraggiosa principessa di Tebe, simbolo della lotta contro il potere autoritario e paladina della difesa dei diritti umani, diventa un’interpretazione corale: non un’unica protagonista ma una moltitudine di voci, quelle dei giovani attori che porranno a sé stessi e al pubblico questioni profonde e attualissime che arrivano da un passato lontano: c’è qualcosa per cui saremmo disposti a morire? E di conseguenza per cosa vale la pena vivere?

Lo spettacolo (2023), regia di Gabriele Vacis, scenofonia e ambienti di Roberto Tarasco, vede in scena Davide Antenucci, Andrea Caiazzo, Pietro Maccabei, Lucia Raffaella Mariani, Eva Meskhi, Erica Nava, Enrica Rebaudo, Edoardo Roti, Lorenzo Tombesi, Gabriele Valchera.

Antigone mette in scena uno dei personaggi femminili più importanti della storia del teatro attraverso due tragedie: Fenicie di Euripide e Antigone di Sofocle, perché conoscendo gli antefatti è possibile comprendere meglio le scelte della protagonista. Antigone nel corso dei secoli, dei millenni, è stata il simbolo della rivoluzione ma anche della conservazione più oscurantista. E questo sono i Classici, comprendono la cosa e il suo contrario, contengono i paradossi, sono specchi che riflettono gli sguardi di un’epoca. Lo spettacolo alterna brani di Euripide e di Sofocle a interventi pensati e scritti dagli attori e dalle attrici. Le questioni che pongono sono enormi. Si interrogano sul senso delle cose, sul futuro come promessa o come minaccia, e su come occupare il tempo che hanno a disposizione. C’è questo doppio sentimento che sto esplorando da un po’ di anni, un sentimento che prima generava in me un certo distacco dai nostri giovani. Mi sembrava che per loro fosse tutto dovuto. Poi invece mi sono accorto della complessità da cui erano attraversati e di cui erano portatori. Molti di loro, non tutti ovviamente, hanno una mostruosa fame di senso. Fame di obiettivi che li costringano a divorare il mondo. Fame di rischio. Con i nostri ragazzi ci lavoro da anni, solo su questo: che siano presenti, che siano consapevoli, che non sfuggano, che non si distraggano (dalle note di Gabriele Vacis).

Olimpichetto, domenica 22 febbraio spettacolo di danza “Susanna Egri: il centenario”

In Basilica Palladiana prosegue fino al 1° marzo la mostra “Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore” che offe la possibilità di assistere ad alcuni eventi che si terranno sul palco della scenografia creata per viaggiare in tutto il mondo.

Domenica 22 febbraio, alle 18.30 è in programma un evento speciale, in occasione dei 100 anni di Susanna Egri, prima ballerina di Olimpichetto nel 1948: “È incredibile – ha dichiarato Egri – che quando compio 100 anni mi ritrovo, esattamente sotto i piedi, l’oggetto a cui devo miracolosamente l’avvio della mia carriera”.

Lo spettacolo di danza “Susanna Egri: il centenario” con la compagnia EgriBiancoDanza prevede due performance: Istantanee (1953) di Susanna Egri e Promised Land (2025) di Raphael Bianco. Produzione Fondazione Egri.

Evento realizzato con il contributo di Asa Studio Albanese, con il sostegno di MiC, Regione Piemonte, Fondazione CRT. Ingresso con biglietto a 8 euro. Prenotazioni nel sito tcvi.it al link Questo il link di vendita se ti serve il sito: https://biglietteria.tcvi.it/selection/event/date?productId=10228668384210

Programma

In “Istantanee” la danza, con il suo linguaggio che all’occorrenza sa essere asciutto e scarno, riesce a trasmettere con immediatezza allo spettatore sensazioni e stimoli che variano a seconda dell’umore, dell’atteggiamento psicologico e anche del retroterra culturale di ognuno. La prima sezione, “Figure nello spazio”, prevede figurazioni astratte, cioè prive di un contenuto premeditato ma destinate a realizzare un disegno plastico nello spazio e nel tempo. Nella seconda sezione, “Solitudine”, domina l’elemento espressivo, dal momento che sono presentate situazioni e stati d’animo dell’uomo solo con sé stesso: Trepidazione, Svogliatezza, Agguato, Soliloquio in forma di canone, Agitato, Passeggiata coniugale, Delusione, Malinconia riflessa, Reminiscenza magiara, Parole al vento, Sogno.

Nella terza sezione, dedicata ai “Rapporti”, si presenta l’uomo, còlto nei suoi contatti non sempre facili con i propri simili: Incontro, Danza, Oppressione, Idillio, Amici, Festa al paese, Alleanza, Concerto

Ideazione e coreografia, Susanna Egri; musica, Paul Arma; produzione del 1953

Danzano Maela Boltri, Lucrezia Gabrieli, Erika Fisicaro, Carlotta Gravina, Cristian Magurano, Emmanuel Mialma, Francesco Morriello, Renata Parisi, Oksana Romaniuk, Miu Sasaki, Atahan Tepe

Produzione: Fondazione Egri Centro di Rilevante Interesse per la Danza

Promised Land trasmette quanto narra Leah Par – profuga della vita: «Camminiamo senza sosta, verso un miraggio che è l’unica certezza, lasciamo ciò che ci è stato tolto, negli occhi sono impresse indelebili le memorie, sempre più lontana quella piccola o grande casa, la nostra terra: la nostalgia indurisce i nostri cuori… Cerchiamo solo la dolce sensazione di abbandonarci in uno spazio per noi: senza paura, solo la morbida carezza del nostro ed unico suolo».

Produzione del 2025; ideazione e coreografia Raphael Bianco; musiche Meredith Monk; danzano: Lucrezia Gabrieli, Cristian Magurano, Emmanuel Mialma, Francesco Morriello, Renata Parisi, Oksana Romaniuk, Miu Sasaki

Produzione: Fondazione Egri Centro di Rilevante Interesse per la Danza

Compagnia EgriBiancoDanza

La Compagnia EgriBiancoDanza diretta da Susanna Egri e Raphael Bianco nasce a Torino nel 1999. La Compagnia eredita l’esperienza più che trentennale della precedente Compagnia “I Balletti di Susanna Egri”. Si distingue, per un repertorio di opere dense di valori sociali e spirituali firmate da Raphael Bianco e coreografi del panorama artistico italiano e internazionale. La Compagnia EgriBiancoDanza incarna alcuni dei caratteri distintivi della Fondazione Egri per la Danza: curiosità, radici e innovazione, ricerca e condivisione. Valori che sono richiesti a tutti gli artisti della Compagnia. EgriBiancoDanza che si compone di danzatori stabili provenienti da esperienze professionali di alto livello e possiede un solido repertorio: dalle performance teatrali, alle installazioni e lavori site specific.

L’originale progetto espositivo è ideato e promosso dal Comune di Vicenza con la co-organizzazione di Intesa Sanpaolo ed è curato da Musei Civici Vicenza, Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza e Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio.

Con la collaborazione della Camera di Commercio di Vicenza

Sponsor: Confindustria Vicenza, Gemmo, LD72, Poste Italiane.

Sponsor tecnico: Edilnoleggi Valente.

Si ringraziano: Accademia Olimpica, Telwin SpA

Si ringraziano per il contributo Art Bonus: Amer Group, Ceral Docks, RM Hoplding srl, Serenissima Ristorazione.

Circo contemporaneo, ancora una prima al Teatro Comunale di Vicenza: in scena Paradisum della Recirquel Cirque Dance

Ancora una prima nazionale al Teatro Comunale di Vicenza grazie alla rassegna dedicata al circo contemporaneo: sabato 21 e domenica 22 febbraio alle 20.45 è in programma in Sala Maggiore Paradisum, l’ultima straordinaria produzione della compagnia ungherese Recirquel Cirque Danse, diretta dal coreografo Bence Vági. Lo spettacolo sarà preceduto dall’incontro a teatro, in programma alle 20 al Ridotto entrambe le serate, durante il quale il pubblico potrà interagire con l’autore e regista Alessandro Serena, anima e fondatore del progetto Open Circus, una serie di iniziative per la diffusione della cultura circense orientate alla formazione del pubblico e al ricambio generazionale.

Non è la prima volta che la compagine ungherese Recirquel Cirque Dance calca le scene del comunale: nel 2017 scelse proprio Vicenza per il debutto in Italia con lo straordinario Night Circus. Abcge quest’anno il Tcvi sarà la prima tappa di una tournée che porterà Paradisum a Mestre e a Gorizia. Per le due date dello spettacolo al Tcvi restano ancora dei biglietti.

Diretto e coreografato da Bence Vági lo spettacolo esplora il mito della rinascita dopo il silenzio di un mondo distrutto, in cui il corpo diventa l’unico mezzo di comunicazione e il movimento il linguaggio per raggiungere lo spirito universale del mondo, in un percorso sensoriale e poetico che anela alla bellezza. La coreografia attinge sia alle discipline aeree che a quelle terrestri delle arti circensi, attraverso il linguaggio della danza contemporanea, portando il cirque danse – tratto distintivo delle produzioni Recirquel degli ultimi anni – verso nuove, affascinanti dimensioni. In scenda si esibiranno gli artisti Demissie Efraim, Ádám Fehér ,Yevhen Havrylenko, Ivett Ignácz, Kateryna Larina, Andrii Maslov, Sergii Materynskyi, Eszter Seguí-Fábián. La regia e coreografia dello spettacolo sono, come detto, di Bence Vági, che firma anche le scene assieme a Emese Kasza, il quale cura anche i costumi, le musiche sono di Edina Szirtes e le luci di Attila Lenzsér.

Lo spettacolo dura un’ora senza intervallo. Per altre informazioni e biglietti, ci si può rivolgere alla biglietteria del Teatro Comunale aperta dal martedì al sabato (esclusi i festivi) dalle 15.00 alle 18.15, oppure al telefono, chiamando lo 0444 324442 nei giorni di apertura della biglietteria dalle 16.00 alle 18.00o ancora online su www.tcvi.it.