sabato, Novembre 29, 2025
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Kia Stonic, nuovo design, più tecnologia e sicurezza

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MILANO (ITALPRESS) – Fin dal suo lancio, nel 2017, Kia Stonic è stato tra i modelli del brand che hanno riscosso più successo. Oggi la Nuova Stonic continua la sua storia perfezionandosi per design, interni, connettività e motorizzazioni. “Ufficialmente è un facelift o un product enhancement ma a tutti gli effetti è un un full model change: una macchina completamente rinnovata dal punto di vista del design, sia negli esterni che negli interni e anche da un punto di vista tecnologico: con un nuovo sistema di infotainment, doppio schermo da 12,3 pollici e tante altre novità”, sottolinea Michele Palomba, Product Planning Manager Kia Italia.
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Ambasciatore De Riu “Tra Italia e Kazakistan partenariato strategico totale”

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ROMA (ITALPRESS) – I rapporti fra Italia e Kazakistan sono “eccellenti” e in una fase definibile come di “partenariato strategico totale”. Lo ha dichiarato l’ambasciatore d’Italia ad Astana, Antonello De Riu, intervistato da Claudio Brachino per Diplomacy Magazine, la rubrica di geopolitica dell’Agenzia Italpress. “Noi rivendichiamo in un certo qual modo il ruolo di apripista nell’approccio all’Asia centrale, attraverso un modello stabile di dialogo dove affrontiamo sfide comuni, perchè con il Kazakistan abbiamo collaborazioni sui dossier anche multilaterali, oltre che chiaramente su quello che più ci riguarda, cioè quello bilaterale. Non siamo più quindi in una fase di rapporti buoni, siamo in una fase di partenariato strategico totale”, ha detto.

“Le visite del presidente del Consiglio Meloni e del presidente Mattarella (effettuate quest’anno in Kazakistan) non sono solo atti di cerimoniale, sono la firma, praticamente la sigla su un patto di sistema di due Paesi che non vogliono fare solo affari, ma costruire insieme il futuro dell’Eurasia”, ha aggiunto De Riu.

Dal punto di vista economico-commerciale, l’Italia è il terzo partner del Kazakistan nel mondo ed il primo fra i Paesi dell’Unione europea. “Se vogliamo trovare una ragione a questa posizione privilegiata che abbiamo all’interno dell’Unione europea verso il Kazakistan, diciamo che non è il frutto di un solo fattore, ma è una convergenza strutturale di interessi, capacità e visioni. Innanzitutto, la complementarità economica: il Kazakistan ha materie prime e spazio, l’Italia ha tecnologie e design. Abbiamo una presenza storica e radicata: siamo qui dal 1992, l’anno dopo l’indipendenza del Paese, con Eni, e da allora sono arrivate altre 200 aziende italiane che hanno aperto la sede o delle joint venture in loco e hanno generato una rete di conoscenze, fornitori e professionalità che per il momento gli altri Paesi europei continuano a vedere ‘da dietrò. Inoltre abbiamo la logistica, il ‘Middle corridor’ che in un certo qual modo ci favorisce. Il nuovo corridoio transcaspico, che va dalla Cina al Kazakistan e al Caucaso fino ad arrivare in Europa, riduce i tempi di trasporto. Per la tratta Shanghai-Milano, invece di 35 giorni adesso ce ne vogliono 15″, ha spiegato l’ambasciatore.

Anche il Soft power della cultura e della formazione è il valore aggiunto che, secondo l’ambasciatore, rappresenta “un motore fondamentale per rafforzare la presenza italiana in Kazakistan. Perchè attraverso la cultura si possono costruire quei ponti di relazioni che poi servono anche agli affari”. Ogni anno, ha ricordato ancora, oltre 1.500 studenti kazaki “vanno nelle università italiane”.

Tornando all’aspetto economico, gli orizzonti di cooperazione “chiaramente si sono ampliati” negli anni, secondo De Riu. “Prima erano circoscritti a quelli che sono gli idrocarburi, tutta l’industria estrattiva, quindi la presenza dell’Eni. Oggi diciamo che il Kazakistan non è più soltanto un partner energetico, ma è un hub, deve essere visto come un hub economico, multifunzionale”, ha aggiunto. Il Kazakistan “sta andando verso una transizione che prevede una transizione anche verde, cioè dal petrolio alla green economy. Una transizione nella quale noi già siamo inseriti perchè la stessa Eni sta accompagnando il Kazakistan verso l’obiettivo di una crescita sostenibile diversificata e tecnologicamente avanzata”, ha dichiarato De Riu, secondo il quale esistono altri settori con un forte potenziale di cooperazione. “Certamente l’agricoltura di precisione e l’agroalimentare, dove noi possiamo offrire tecnologia, seme selezionato, irrigazione intelligente, filiere agroalimentari sostenibili e soprattutto dimostrare che l’agroalimentare è un motore dell’export”, ha osservato il capo della missione diplomatica ad Astana.

Altri settori sono le infrastrutture e la logistica, in un Paese “collocato tra due continenti” come è il Kazakistan. La meccanica avanzata o industria 4.0, la meccanica strumentale, automazione, robotica sono tutti i settori, infine, nei quali “la stessa economia kazaka che sta cercando di diversificarsi ha bisogno”. La cooperazione culturale è un altro punto di interesse che ha visto una forte spinta negli ultimi anni. “L’apertura, due anni fa, dell’Istituto di Cultura (ad Almaty) è un segnale chiaro che l’Italia, verso questa area del mondo, non parla soltanto di gasdotti, di bilanci, ma anche di Dante, di design, di restauro, di lingua italiana, ed è una scelta strategica, non simbolica”, ha commentato De Riu.

L’Istituto raggiunge un bacino “di 80 milioni di abitanti”, ovvero tutta l’Asia centrale, e promuove l’insegnamento della lingua italiana in un’area con una “forte domanda di italianità”, supportata anche da circa cento accordi universitari. Riguardo alle attività dell’ambasciata, “la programmazione culturale è il frutto di un lavoro veramente simbiotico con l’Istituto di cultura e tutte le iniziative sono concepite con una prospettiva di impatto sostenibile duraturo”, ha precisato ancora De Riu.

“Un asse prioritario, che a me sta molto caro, è quello del rafforzamento della collaborazione interuniversitaria. Non ci sono soltanto degli accordi – sono 97 quelli di collaborazione interuniversitaria – ma addirittura dal luglio di quest’anno è stata aperta anche una sede distaccata dell’Università Politecnico delle Marche nella regione di Zhetysu, che si trova a 300 km a nord-est di Almaty, nella città di Taldykorgan”.

Questa sinergia accademica è generatrice, secondo De Riu, anche di opportunità per le imprese, che possono trovare personale formato in settori economici chiave. “Poi naturalmente abbiamo tutta la partecipazione alle principali rassegne tematiche del design, della ricerca, della scienza, del cinema, dell’arte figurativa oltre naturalmente alle grandi rassegne della Settimana della lingua italiana e della Settimana della cucina italiana, che qui è sempre apprezzata”, ha aggiunto l’ambasciatore. “Infine vorrei ricordare che gestiremo il prossimo anno due importanti ricorrenze di particolare valore simbolico: l’anniversario della morte di san Francesco, con un progetto di traduzione in kazako del Cantico delle creature, che creerà una serie di eventi per tutto il Paese. E l’anniversario della nascita di Carlo Collodi, che sarà accompagnato da una mostra incentrata su Pinocchio”, ha concluso De Riu.

-Foto Italpress-
(ITALPRESS).

Ucraina, Crosetto “Non so cosa pensi Putin, speriamo voglia trattare”

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ROMA (ITALPRESS) – “Non so cosa abbia in testa Putin, noi ci auguriamo che questa volta la Russia voglia veramente sedersi al tavolo e trattare. Ma se guardiamo quello che sta succedendo io non sono ottimista, perchè vedo che Putin sta continuando ad arruolare militari, sta aumentando le riserve e gli investimenti in armamenti per l’industria della difesa. Vediamo se nelle prossime settimane, non ci vorrà molto tempo per capirlo, c’è una reale intenzione di Putin. Mi auguro di sì, se ci sarà l’Italia farà la sua parte in Ucraina ma la parte non è l’invio di truppe, perchè se noi non costruiamo la certezza che l’Ucraina non debba più subire un’invasione, non avremo costruito un piano di pace”.
Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, durante un punto stampa tenuto all’ambasciata d’Italia a Parigi.
Per Crosetto la pace “dev’essere garantita dalla sicurezza che tutto il mondo dà all’Ucraina che la Russia non entrerà mai più nel territorio ucraino, ma non sono garanzie che possono dare gli europei. Gli europei possono dare garanzie per sostenere nei prossimi anni le forze armate ucraine perchè l’Ucraina non avrà le condizioni economiche interne per sostenerle e avrà bisogno di un aiuto dell’Europa per sostenere la propria ripresa. Quindi il compito della comunità internazionale, ma a quel punto non basta l’Europa e io da sempre dico che dev’essere l’Onu, è quello di creare le condizioni in Ucraina e in Russia perchè l’economia di guerra possa essere distrutta e sostituita da una di pace e di crescita. Solo così facciamo un percorso di pace che può avere uno sviluppo per 10 anni, alrimenti saremo destinati ad avere delle crisi internazionali a brevissimo tempo”, ha concluso il ministro.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

Prestiti, la scarsa consapevolezza può portare al sovraindebitamento

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ROMA (ITALPRESS) – Nei primi sei mesi dell’anno quasi il 60% della popolazione maggiorenne in Italia aveva almeno un finanziamento a rate attivo secondo i dati disponibili contenuti in Eurisc, il sistema di informazioni creditizie gestito dalla società CRIF. Non sempre, tuttavia, chi ha sottoscritto un prestito è pienamente al corrente e consapevole del suo funzionamento.
Ed è proprio da questa scarsa conoscenza che possono derivare situazione molto gravi, come quelle di sovraindebitamento (che consiste nella sottoscrizione di più finanziamenti rispetto a quelli che il richiedente è in grado di rimborsare).
Ne parla, in un approfondimento sul tema, Rosaria Barrile sul portale idealista.
“Sul mercato – spiega – sono disponibili sia prestiti personali, che consentono di ottenere una determinata somma di denaro, sia prestiti finalizzati che consentono di spalmare su più rate il costo di un prodotto specifico (e che per questo motivo vengono erogati direttamente presso il punto vendita).
La scelta tra le due tipologie dipende solamente dall’obiettivo che intendiamo ottenere: nel caso ad esempio dell’acquisto di un pc o di un cellulare può essere più semplice chiedere il prestito finalizzato direttamente presso il punto vendita (come nel caso delle grandi catene di elettronica). Il prestito personale invece consente di ottenere della liquidità senza doverla necessariamente agganciare a un utilizzo specifico.
Più in generale, sia per i prestiti personali, sia per quelli finalizzati, le informazioni chiave da valutare sono tre: il tasso di interesse, la durata del finanziamento e gli eventuali costi accessori”.
Il primo step consiste “nel raccogliere informazioni circa l’ammontare della rata mensile e per quanto tempo dovremmo inserirla nel budget familiare. Queste due informazioni da sole non bastano: occorre capire il costo complessivo del prestito che si sta richiedendo. Per saperlo occorre richiedere il cosiddetto Taeg, il tasso annuo effettivo globale, che fornisce in modo chiaro il costo totale del finanziamento in percentuale annua: questo indicatore comprende tutte le spese accessorie obbligatorie, come le spese di istruttoria, le imposte, le commissioni di gestione e le polizze assicurative obbligatorie.
Solo conoscendo il Taeg inoltre è possibile confrontare in modo accurato diversi finanziamenti e scegliere il più conveniente.
Una volta compreso il costo del prestito, “occorre valutarne la “sostenibilità”, ossia l’impatto sul budget mensile. Per capirlo occorre sottrarre alle entrate mensili le spese fisse e gli accantonamenti per gli eventuali imprevisti che possono insorgere nella vita quotidiana in modo tale da essere sicuri di non fare il passo più lungo della gamba.
Di solito, per scongiurare il verificarsi di situazioni di difficoltà, l’ammontare complessivo delle rate da pagare ogni mese ( quindi inclusa quella del mutuo), non dovrebbe superare il 30-35% dello stipendio o dei guadagni mensili. Si tratta di una norma di carattere generale che può essere rivista verso l’alto o il basso valutando anche altri aspetti relativi al bilancio personale o familiare”.
Tra le domande da porsi, per esempio, “c’è quella relativa ai propri piani futuri: ci sono altre spese importanti da affrontare durante l’eventuale periodo di rimborso del finanziamento? Il proprio reddito potrebbe subire oscillazioni importanti? Per rispondere a queste domande occorre nel concreto pianificare le proprie uscite e non limitarsi a valutare la propria situazione economica nel presente”.
Oltre a comprendere il peso delle rate dei prestiti sulle entrate mensili “occorre anche considerarne il numero: un elevato numero di finanziamento in corso, al di là degli importi in valore assoluto, può compromettere la propria stabilità finanziaria o precludere la concessione di ulteriore credito da parte delle banche o delle società finanziarie. In questa valutazione va incluso anche il ricorso al cosiddetto Buy now pay later (BNPL) ossia “Acquista ora – paga dopo”. Non si tratta tecnicamente parlando di un prestito vero e proprio ma di una formula di pagamento sempre più diffusa, soprattutto per gli acquisti online. Questa modalità in pratica consente di acquistare beni e servizi pagandoli in un secondo momento o a rate, spesso senza interessi”. Il BNPL “sta semplificando gli acquisti on line offrendo la possibilità di dilazionare il pagamento in pochi passaggi in modo rapido. Ma è proprio in virtù di queste caratteristiche, che lo rendono facilmente comprensibile e accessibile, che i consumatori possono farne un utilizzo poco “consapevole”. Non occorre infatti rivolgersi a una banca o a una finanziaria ed è possibile richiederlo direttamente dal sito di ecommerce su cui si sta completando l’acquisto.
Nonostante gli importi degli acquisti effettuati con BNPL siano spesso molto contenuti, può comunque verificarsi un problema di insolvenza, soprattutto quando si ricorre a questo strumento ripetutamente e senza averne valutato l’impatto sulle proprie entrate”.
Con l’utilizzo del Buy Now Pay Later “l’utente sta aprendo di fatto una posizione debitoria. Banca d’Italia in passato ha già messo in evidenza come quasi tutti i prestiti BNPL siano a costo zero per i consumatori fino a quando le rate sono pagate a scadenza: le condizioni cambiano di fronte a ritardi o mancati pagamenti perchè in questi casi vengono applicate commissioni e interessi di mora. Le principali piattaforme di BNPL, tuttavia, proprio per minimizzare questi rischi, di solito intervengono ancora prima che gli utenti si trovino in una situazione di difficoltà attraverso promemoria e solleciti. Solitamente l’account dell’utente inoltre viene bloccato fino al saldo del debito. Il mancato pagamento può persino portare a segnalazioni nelle banche dati creditizie (come la Centrale Rischi della Banca d’Italia o i Sistemi di Informazioni creditizie come CRIF), soprattutto se il debito viene affidato a un’agenzia di recupero crediti o se il mancato pagamento si protrae. La segnalazione, a sua volta, può comportare conseguenze negative come l’impossibilità di ottenere altri finanziamenti tra cui mutui e carte di credito”.
-foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Ucraina, Crosetto “Europa cerca di migliorare piano da discutere con la Russia”

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ROMA (ITALPRESS) – “L’Europa sta cercando di migliorare e di rendere il più giusto possibile un piano da discutere con la Russia, perché chi si è sempre opposto a un piano di pace e a una tregua è stata la Russia. Il tema è fare un piano che consenta all’Ucraina di vivere, di sopravvivere, di ottenere una pace che non la umili e di ottenere quello che ha difeso a costo della perdita di centinaia e migliaia di vite di cittadini per oltre tre anni. Questo è il nostro obiettivo”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso di un punto stampa dopo l’incontro a Parigi con la ministra delle Forze Armate, Catherine Vautrin.
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(Fonte Video: Ministero della Difesa)

Venerdì 28 novembre su Italia 1 “Le Iene presentano: La Cura – Tutto ciò che devi sapere per stare meglio”

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MILANO (ITALPRESS) – Venerdì 28 novembre, in prima serata, su Italia 1, “Le Iene presentano: La Cura – Tutto ciò che devi sapere per stare meglio”, condotto da Gaetano Pecoraro, scritto da Riccardo Festinese e Alessandra Frigo.

Un viaggio in tre puntate in cui verrà raccontato tutto quello che non funziona nel nostro sistema sanitario, ma anche le ultime scoperte scientifiche, le terapie d’avanguardia e le prospettive per imparare a prenderci cura di noi con sempre maggiore consapevolezza.

Gaetano inizierà il suo viaggio documentando le criticità della sanità in Campania: pronto soccorso allo stremo, strutture inadeguate, medicina del territorio depotenziata e dirigenti che non avrebbero i titoli per rivestire gli incarichi che occupano. Nel corso della puntata verranno raccontate anche eccellenze cliniche e il lavoro del personale sanitario che si dedica ogni giorno ai propri pazienti.

Tra i temi affrontati, l’Alzheimer, con i metodi più all’avanguardia per gestire una malattia sempre più temibile e diffusa e le nuove sperimentazioni che stanno aprendo prospettive significative per contrastarla. Si parlerà anche di autismo, tornando sulla storia di Andrea Antonello, il ragazzo autistico seguito da anni da Le Iene, e di suo padre Franco, che ha fondato l’associazione “I Bambini delle Fate” per sostenere famiglie e ragazzi che vivono la stessa condizione.

Le telecamere del programma entreranno inoltre nelle sale operatorie più all’avanguardia d’Italia, in particolare all’Istituto Carlo Besta di Milano, dove vengono affrontati interventi complessi come l’asportazione dei tumori cerebrali più insidiosi.

Nel corso de La Cura ci si occuperà anche di salute ambientale, con un reportage dedicato ai pericoli del glifosato, l’erbicida più diffuso al mondo. Uno spazio sarà riservato anche al tema della longevità: cosa siamo disposti a fare per rimanere giovani? Per scoprirlo, Pecoraro è volato negli Stati Uniti, alla ricerca delle proposte più recenti – più o meno scientifiche – pensate per rallentare l’invecchiamento. Infine, ci sarà spazio anche per l’amore, raccontato dal punto di vista biologico insieme all’immunologa Antonella Viola, che sarà una compagna di viaggio d’eccezione di queste puntate de La Cura, insieme alla divulgatrice Barbara Gallavotti.

-Foto ufficio stampa Mediaset-
(ITALPRESS).

Alle Gallerie d’Italia di Milano la mostra “Eterno e visione”

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MILANO (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo apre al pubblico dal 28 novembre 2025 al 6 aprile 2026 nel suo museo di Milano delle Gallerie d’Italia, la mostra Eterno e visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo a cura di Francesco Leone, Elena Lissoni e Fernando Mazzocca. L’esposizione, realizzata con il Patrocinio della Città di Milano e in partnership con la Bibliothèque nationale de France, propone un ampio confronto tra le due “capitali” artistiche dell’età napoleonica, Roma e Milano, entrambe proiettate verso l’Europa moderna ma al tempo stesso saldamente legate alla grandezza dell’antico.
Con oltre 100 opere tra dipinti, sculture, marmi, disegni, incisioni e straordinari esempi d’arte decorativa provenienti da importanti musei italiani e internazionali – tra cui Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte, Accademia di Belle Arti di Carrara, Fondazione Querini Stampalia di Venezia, Palazzo Reale di Milano, Castello Sforzesco, Istituto Centrale per la Grafica di Roma, oltre a numerose raccolte private e alla collezione Intesa Sanpaolo – la mostra ricostruisce una stagione straordinaria della cultura figurativa italiana ed europea.
Giovanni Bazoli, Presidente Emerito di Intesa Sanpaolo, afferma: “Con “Eterno e Visione”, le Gallerie d’Italia invitano a un viaggio nella bellezza dell’arte neoclassica di cui furono protagoniste Roma, custode della grandezza del mondo antico, e Milano che anche in età napoleonica si affermò come laboratorio della modernità. Il clima dell’epoca è rievocato da un corpus di opere di grande respiro, frutto della collaborazione di prestigiosi prestatori. Tra questi la Biblioteca Nazionale di Francia, che ci ha affiancati come partner della mostra. Anche in questa occasione il museo della nostra banca presenta al pubblico una rassegna di grande suggestione, che concorre – in sinergia con la concomitante mostra di Palazzo Reale – a diffondere la conoscenza di una stagione dell’arte italiana ed europea di straordinario splendore”.
Nel periodo compreso tra il 1796, anno della discesa di Napoleone in Italia, e il 1814, che segna la caduta dell’Impero, la Penisola vive un profondo rinnovamento politico, economico e sociale.
In questa fase, Roma e Milano emergono come i centri propulsori dell’arte e della cultura.
Roma, capitale universale delle arti per la ricchezza del suo patrimonio antico e rinascimentale, continua ad attrarre artisti da tutta Europa; Milano, divenuta capitale prima della Repubblica Italiana e poi del Regno d’Italia, si afferma come laboratorio della modernità e crocevia del Neoclassicismo europeo.
Gli artisti riuniti attorno all’Accademia di Brera, le manifatture artistiche e il vivace mondo editoriale fanno della città lombarda un modello di innovazione e di dialogo con l’antico. Roma, dal canto suo, rinnova il mito della classicità, diventando punto di riferimento per la formazione artistica internazionale. La mostra mette in relazione le due capitali attraverso dieci sezioni tematiche, ricostruendo i percorsi umani e creativi di protagonisti come Antonio Canova, Giuseppe Bossi e Andrea Appiani.
Tra i capolavori esposti, spicca il Cavallo Colossale di Antonio Canova, monumentale statua in gesso dipinto a finto bronzo dallo stesso scultore. Si tratta di un’opera la cui prima concezione va messa in rapporto con il progetto di realizzare un monumento equestre a Napoleone da collocare nel Foro Bonaparte. Questa idea non andò a buon fine e il monumento equestre a Napoleone fu pensato per la città di Napoli.
Anche questa volta, per la caduta dell’Imperatore nel 1814, il progetto non fu realizzato e il Cavallo Colossale fu riutilizzato per un monumento a Carlo III di Borbone. Una seconda versione, quindi un nuovo modello di cavallo, venne usata per realizzare un altro monumento a Ferdinando I di Borbone. I due modelli in gesso di Cavalli Colossali furono portati, dopo la morte di Canova, a Bassano del Grappa, custoditi nel Museo Civico. Durante la Seconda Guerra Mondiale il modello del cavallo di Carlo III andò distrutto, mentre quello di Ferdinando I rimase intatto, ma venne sezionato agli inizi degli anni Sessanta e dimenticato nei depositi del museo ormai ridotto in 200 frammenti. Grazie a un impegnativo e sensazionale restauro ora questo capolavoro è stato restituito alla sua sublime integrità e collocato all’inizio della mostra.
Il recente restauro – promosso dal Comune e dai Musei Civici di Bassano del Grappa, con la Soprintendenza, Intesa Sanpaolo (main partner, progetto “Restituzioni”) e Venice in Peril Fund – ha richiesto un lavoro complesso di catalogazione, rimozione di pesanti aggiunte ottocentesche, nuova struttura interna antisismica e integrazione estetica. Dopo oltre mezzo secolo l’opera è finalmente visibile nella sua interezza e per la prima volta esposta al pubblico dopo la sua eccezionale ricomposizione.
Un’ampia sezione è dedicata a Giuseppe Bossi, teorico, pittore, collezionista e fondatore della Pinacoteca di Brera, e al suo sodalizio con Antonio Canova: insieme contribuirono alla costruzione dell’immagine ideale dell’Italia moderna, erede dell’antico e protagonista dell’Europa delle arti.
Tra gli episodi più spettacolari rievocati in mostra, il progetto visionario del Foro Bonaparte di Giovanni Antonio Antolini, mai realizzato ma destinato a segnare l’urbanistica di Milano, e l’incoronazione di Napoleone a re d’Italia nel Duomo di Milano, evocata attraverso la preziosa esposizione degli Onori d’Italia -mantello, corona, scettro e oggetti cerimoniali restaurati da Intesa Sanpaolo per la XIX edizione di Restituzioni.
In mostra, tra i ritratti di Napoleone, spicca per la sua bellezza quello come re d’Italia realizzato da Andrea Appiani che è stato con Canova e Bossi l’altro grande protagonista della Milano neoclassica. L’esposizione si ricollega così a quella che il Comune di Milano dedica a questo straordinario pittore nei magnifici ambienti dell’Appartamento di riserva, delle Sale degli Arazzi e della monumentale Sala delle Cariatidi in Palazzo Reale sino al 11 gennaio 2026.
Attraverso puntuali confronti tra pittura, scultura, grafica e arti decorative, Eterno e visione restituisce al pubblico un universo artistico ancora poco esplorato, raccontando la nascita di una nuova idea di bellezza, di nazione e di modernità.
L’esposizione prosegue e valorizza una lunga tradizione di studi sul Neoclassicismo, arricchita da nuovi contributi e dal dialogo con le principali istituzioni culturali e collezioni private italiane ed estere. Il catalogo della mostra è realizzato da Società Editrice Allemandi. La sede espositiva di Milano, insieme a quelle di Torino, Napoli e Vicenza, è parte del progetto museale Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, guidato da Michele Coppola, Executive Director Arte Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale Gallerie d’Italia.
-foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –
(ITALPRESS).