mercoledì, Gennaio 7, 2026
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Atp Hong Kong, Musetti rimonta Etcheverry e vola ai quarti di finale

HONG KONG (CINA) (ITALPRESS) – Lorenzo Musetti inizia con un successo il suo 2026 in singolare al “Bank of China Tennis Open”, Atp 250 dotato di un montepremi di 700.045 dollari, che si disputa sui campi in cemento di Hong Kong. Numero 7 del ranking e primo favorito del seeding, in tabellone direttamente al secondo turno, il carrarino batte 6-7(3) 6-2 6-4 l’argentino Tomas Martin Etcheverry, numero 57 del mondo.

L’azzurro ottenuto il terzo successo in altrettanti confronti diretti e raggiunto il 42esimo quarto di finale Atp in carriera, il 19esimo sul duro. Per un posto in semifinale affronterà il vincente del match fra il 21enne talento di casa Coleman Wong (numero 150 Atp) o il canadese Gabriel Diallo (numero 40 Atp).

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Accordo Fastweb+Vodafone e Tim sul modello Ran sharing per accelerare lo sviluppo del 5G

MILANO (ITALPRESS) – Fastweb+Vodafone ha definito un accordo preliminare con TIM per avviare una cooperazione finalizzata allo sviluppo delle reti di accesso mobile attraverso un modello di Radio Access Network (RAN) sharing.

L’accordo – propedeutico alla finalizzazione di un contratto definitivo, previsto entro il secondo trimestre 2026 – mira ad accelerare l’espansione del 5G in Italia. “Il progetto, che è soggetto alle autorizzazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCom) – si legge in una nota -, rappresenta un importante passo avanti nell’uso efficiente delle infrastrutture esistenti e consentirà di realizzare una copertura 5G più veloce, ampia e sostenibile. L’accordo riguarda la copertura 5G nei comuni con meno di 35.000 abitanti. Ciascun operatore sarà responsabile dello sviluppo della rete in 10 regioni realizzando circa 15.500 siti entro la fine del 2028″.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Smascherati bracconieri nel Parco delle Madonie

PALERMO (ITALPRESS) – I Carabinieri della Stazione di Bompietro hanno deferito in stato di libertà 3 uomini di età compresa tra i 30 e i 55 anni per attività venatoria fraudolenta in aree protette e porto abusivo di oggetti atti ad offendere. I tre indagati sono stati fermati durante la notte e bordo di un’autovettura, all’interno dell’area protetta ricadente nel territorio di Castellana Sicula dove vige divieto assoluto di caccia.

La perquisizione veicolare e personale cui sono stati sottoposti, ha permesso di rivenire un vero e proprio arsenale di armi silenziose tra cui, una balestra con relativi dardi, un arco con frecce di diverse tipologie, coltelli di varie dimensioni e torce led frontali, oltre a corna di daino. Tutto l’arsenale rinvenuto e, verosimilmente utilizzato per l’attività venatoria non consentita all’interno dell’area protetta, è stato sequestrato.

-Foto ufficio stampa Carabinieri-
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Basilicata, Cicala: “Il 2026 sarà un anno di svolta”

POTENZA (ITALPRESS) – “Il 2025 è stato un anno complesso, affrontato con determinazione istituzionale e passione politica, ma il 2026 deve essere l’anno in cui la programmazione si traduce in sviluppo concreto e misurabile per tutta la Basilicata. Lo dichiara Carmine Cicala, Assessore alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Regione Basilicata, aprendo il nuovo anno con un focus interamente dedicato alla visione e alla programmazione futura.

“Abbiamo davanti una responsabilità chiara: dare continuità alle scelte già compiute e accelerare l’attuazione di politiche che incidano realmente sulla vita delle comunità rurali, delle imprese agricole e dei Comuni. In questa direzione si colloca la nuova programmazione del CSR – Complemento di Sviluppo Rurale, che oggi registra un dato significativo: oltre il 50% degli oltre 450 milioni di euro disponibili è già stato impegnato”. Un risultato che, secondo l’Assessore, testimonia “non solo capacità di spesa, ma soprattutto una visione precisa di sviluppo rurale, orientata a sostenere chi presidia il territorio, rafforzare le filiere produttive e accompagnare i Comuni nelle politiche di gestione e manutenzione del territorio”. 

Tra le priorità del 2026, Cicala indica l’attivazione di un bando strategico sulle strade rurali, molto atteso e fondamentale per migliorare l’accessibilità alle aree interne, ridurre i costi per le imprese agricole e rafforzare il legame tra produzione, servizi e comunità locali. Accanto a questo, proseguirà con decisione l’impegno sulla zootecnia, settore chiave per l’economia delle aree rurali, sulla forestazione, sulla tutela del territorio e sul sostegno alle attività produttive che garantiscono presidio, lavoro e sicurezza ambientale. Il 2026 sarà anche l’anno in cui il dialogo strutturato diventerà parte integrante del metodo di governo dell’Assessorato. “Il confronto costante con le organizzazioni di categoria, le associazioni, i sindacati e, più in generale, con i territori – spiega Cicala – non è un adempimento formale, ma uno strumento essenziale per assumere decisioni più efficaci e coerenti con i bisogni reali delle comunità rurali”.

“Il 2026 – sottolinea l’Assessore – sarà inoltre l’anno in cui porteremo a compimento gli impegni assunti nel 2025, a partire anche attraverso la rimodulazione dell’Accordo di Programma tra Regione Basilicata e Regione Puglia, un passaggio strategico per garantire equità, certezze e una gestione sostenibile delle risorse, nell’interesse esclusivo dei cittadini lucani”.

La visione delineata guarda oltre i confini regionali. “La Basilicata – aggiunge Cicala – deve continuare ad aprirsi alla dimensione nazionale, europea e mediterranea. Questo è possibile anche grazie al costante raccordo con il Governo nazionale e con il Ministro Francesco Lollobrigida, che ci consente di trasformare le politiche nazionali in opportunità concrete per i nostri territori”.

A un anno e mezzo dall’avvio di questo percorso, il 2026 deve essere l’anno in cui la visione si consolida: una Basilicata che sa programmare, sa spendere e sa guardare al futuro, mettendo al centro l’interesse generale e il bene comune.

-Foto Regione Basilicata-
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Doncic e LeBron James trascinano i Lakers, Spurs sconfitti a Memphis: i risultati Nba

ROMA (ITALPRESS) – Terza vittoria consecutiva nel segno di Luka Doncic e LeBron James per i Los Angeles Lakers. La franchigia gialloviola batte in trasferta i New Orleans Pelicans col punteggio di 103-111 grazie ai 30 punti a testa dello sloveno (che aggiunge 10 assist) e del Prescelto (che realizza 8 rimbalzi e 8 assist). Il feeling tra le due star è in crescita, come dimostra anche la testata affettuosa rivolta da LeBron al compagno dopo una tripla dall’altissimo coefficiente di difficoltà. Ai Pelicans invece non basta il miglior Trey Murphy della carriera (42 punti) per evitare l’ottava sconfitta consecutiva.

Sfonda il muro dei 30 punti (in 21 minuti) anche il rientrante Victor Wembanyama, ma i San Antonio Spurs perdono di uno (106-105) a Memphis contro i Grizzlies che si affidano ai 21 punti di Cam Spencer (al pari di Jaren Jackson, che sfiora la doppia doppia con 9 rimbalzi).

Tredicesima sconfitta consecutiva per gli Indiana Pacers, sempre più ultimi ad Est, battuti in casa dai Cleveland Cavaliers per 116-120. In evidenza Darius Garland con 29 punti (14 nel solo quarto periodo), oltre ai 20 di Evan Mobley e i 19 a testa di Jarrett Allen (con 12 rimbalzi) e Sam Merrill, mentre a Indiana non bastano i 22 di Pascal Siakam.

Sorridono anche i Washington Wizards. Contro gli Orlando Magic arriva la quinta vittoria (120-112) nelle ultime sette, grazie ai 27 punti di CJ McCollum e i 23 di Alexandre Sarr. Secondo successo nel giro di quattro giorni per i Minnesota Timberwolves ai danni dei Miami Heat. Era di 10 il margine di punti quattro giorni fa ed è di 28 adesso con un 122-94 che vede protagonista Anthony Edwards, non al meglio fisicamente ma capace di mettere a referto 26 punti dopo i 35 realizzati il 5 gennaio contro i Wizards. A Miami invece non bastano i 21 di Norman Powell e i 17 del rientrante Tyler Herro, mentre Simone Fontecchio in 4 minuti trova un rimbalzo e sbaglia una tripla a gara ormai indirizzata.

Infine, vittoria per i Dallas Mavericks contro i Sacramento Kings (98-100). Il migliore per i texani è il 19enne Cooper Flagg con 20 punti, 8 rimbalzi e 6 assist seguito dai 19+16 di Anthony Davis.

-Foto IPA Agency-
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Lotteria Italia, venduto a Roma il biglietto da 5 milioni di euro: ecco i cinque tagliandi milionari

ROMA (ITALPRESS) – Questi i premi vincenti della Lotteria Italia:

Il primo premio vince 5 milioni / tagliando T270462, venduto a Roma
Secondo premio, 2,5 milioni / E334755 venduto a Ciampino (Roma)
Terzo premio, 2 milioni / L430243 venduto a Quattro Castella (Reggio Emilia)
Quarto premio, / 1,5 milioni / D019458 venduto a Ierzu (Nuoro)
Quinto premio / 1 milione / Q331024 venduto ad Albano Laziale (Roma).

-Foto IPA Agency-
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La Juventus ritrova il sorriso, Sassuolo battuto 3-0 al Mapei

REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – La Juventus batte 3-0 il Sassuolo al Mapei Stadium e raggiunge al quarto posto a 36 punti la Roma, fresca di vittoria sul Lecce. L’autogol di Muharemovic dà il via alla goleada, poi sale in cattedra David che si lascia alle spalle il rigore sbagliato contro i salentini che è costato due punti pesanti nella corsa Champions: il canadese serve l’assist per il raddoppio di Miretti, poi realizza il 3-0 definitivo. C’è tanto altro però nella prova dell’ex Lille, che partecipa bene alla manovra e alla prima pressione. L’uomo più pericoloso della Juventus nel primo tempo è il solito Yildiz, anche se è un episodio fortuito a sbloccare il punteggio: al 16′, su cross di Kalulu dalla destra, Muharemovic (il cui 50% della futura rivendita finirà nelle casse bianconere) colpisce di testa e mette fuori gioco Muric, che aveva lasciato la linea di porta per effettuare un’uscita sul traversone. Alla dose di sfortuna del Sassuolo, si aggiunge l’infortunio di Thorsvedt che raggiunge in infermeria Berardi e Volpato, assenti entrambi e sostituiti dal 1′ da Iannoni. Allo scoccare dell’ora di gioco David si prende la scena.
Nel giro di pochi minuti serve un assist non sfruttato in area da Miretti, poi apre un corridoio centrale per lo stesso centrocampista che si presenta a tu per tu con Muric e firma il suo primo gol stagionale in campionato. Tempo un minuto e al 53′ David firma il 3-0: Idzes sbaglia il retropassaggio, l’ex Lille scarta un tardivo regalo natalizio saltando il portiere e appoggiando in rete. L’esultanza coinvolge titolari, panchina e staff tecnico con Spalletti in prima fila ad abbracciare il suo giocatore dopo l’errore dagli undici metri col Lecce. Di Gregorio è spettatore non pagante per 84 minuti, poi si ritrova a difendere la porta due volte in pochi istanti, respingendo le conclusioni velenose dei nuovi entrati Pierini e Lipani. Si chiude senza reti la serata del Sassuolo, a secco di vittorie da un mese esatto (ultimo successo il 6 dicembre contro la Fiorentina) e atteso ora dall’impegno di Roma contro i giallorossi. La Juventus invece ritrova successo e sorrisi in vista del match contro la Cremonese del 12 gennaio.
– foto Image –
(ITALPRESS).

La Juventus ritrova il sorriso, Sassuolo battuto 3-0 al Mapei

REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – La Juventus batte 3-0 il Sassuolo al Mapei Stadium e raggiunge al quarto posto a 36 punti la Roma, fresca di vittoria sul Lecce. L’autogol di Muharemovic dà il via alla goleada, poi sale in cattedra David che si lascia alle spalle il rigore sbagliato contro i salentini che è costato due punti pesanti nella corsa Champions: il canadese serve l’assist per il raddoppio di Miretti, poi realizza il 3-0 definitivo. C’è tanto altro però nella prova dell’ex Lille, che partecipa bene alla manovra e alla prima pressione. L’uomo più pericoloso della Juventus nel primo tempo è il solito Yildiz, anche se è un episodio fortuito a sbloccare il punteggio: al 16′, su cross di Kalulu dalla destra, Muharemovic (il cui 50% della futura rivendita finirà nelle casse bianconere) colpisce di testa e mette fuori gioco Muric, che aveva lasciato la linea di porta per effettuare un’uscita sul traversone. Alla dose di sfortuna del Sassuolo, si aggiunge l’infortunio di Thorsvedt che raggiunge in infermeria Berardi e Volpato, assenti entrambi e sostituiti dal 1′ da Iannoni. Allo scoccare dell’ora di gioco David si prende la scena.
Nel giro di pochi minuti serve un assist non sfruttato in area da Miretti, poi apre un corridoio centrale per lo stesso centrocampista che si presenta a tu per tu con Muric e firma il suo primo gol stagionale in campionato. Tempo un minuto e al 53′ David firma il 3-0: Idzes sbaglia il retropassaggio, l’ex Lille scarta un tardivo regalo natalizio saltando il portiere e appoggiando in rete. L’esultanza coinvolge titolari, panchina e staff tecnico con Spalletti in prima fila ad abbracciare il suo giocatore dopo l’errore dagli undici metri col Lecce. Di Gregorio è spettatore non pagante per 84 minuti, poi si ritrova a difendere la porta due volte in pochi istanti, respingendo le conclusioni velenose dei nuovi entrati Pierini e Lipani. Si chiude senza reti la serata del Sassuolo, a secco di vittorie da un mese esatto (ultimo successo il 6 dicembre contro la Fiorentina) e atteso ora dall’impegno di Roma contro i giallorossi. La Juventus invece ritrova successo e sorrisi in vista del match contro la Cremonese del 12 gennaio.
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L’America non è più quella di una volta, e Trump lo sa…

di Vincenzo Petrone (*)

ROMA (ITALPRESS) – Il grande regista Robert Zemeckis, 40 anni fa lo ha previsto e raccontato, con la sua macchina del tempo che sembrava catapultarci nel futuro ma in realta’ ci voleva far rivivere il passato. Si chiamava “Ritorno al Futuro”, questo film del 1985. Il 17enne che ne e’ protagonista torna indietro di 30 anni, e si ritrova a vivere nel 1955. Ieri sera, il Presidente degli Stati Uniti parlando al mondo dall’Air Force 1 sembrava immerso appunto in una macchina del tempo, mentre annunciava che dopo il Venezuela,i militari della Delta Force potrebbero sbarcare presto in Colombia e subito dopo, giusto il tempo di indossare le tute invernali, paracadutarsi sulla Groenlandia. D’altronde, sostiene Trump, l’America ha bisogno della Groenlandia per la propria sicurezza. E tanto basta. Poche ore prima, il Presidente aveva adombrato un nuovo possibile attacco all’Iran. E qualche mese fa, per tornare al cortile di casa, ha rivolto le sue attenzioni a Panama, che a suo dire immeritatamente controlla l’omonimo Canale grazie a un Presidente debole, Jimmy Carter, che glielo ha regalato. E invece, quel Canale e’ necessario per la sicurezza degli Stati Uniti e dunque deve tornare “one way or the other” a battere bandiera americana. Prima ancora di ridecorare l’Oval Office nello stile di Mar o’ Lago, il Presidente aveva trovato il tempo di annunciare che il Canada avrebbe fatto bene a candidarsi subito per diventare la stella n. 51 nella bandiera degli Stati Uniti.

Infine, Trump ha voluto informare tutti, in primis la Presidenta del Messico, che egli non esclude affatto di intervenire militarmente contro i narcos direttamente in territorio messicano. Nel frattempo, il Pentagono continuerà’ ad affondare le imbarcazioni che plausibilmente, secondo il conduttore televisivo Pete Heghseth divenuto Secretary of War, trasportano droga verso le coste americane e quelle barche saranno bombardate a prescindere dal fatto che se si trovino o meno in acque internazionali quando vengono obliterate con i loro equipaggi. Eppure, nonostante le tante affermazioni e i tanti propositi muscolari di questo Presidente ottantenne, uno sguardo alle realta’ del nostro tempo fanno supporre che in verita’ non siamo tornati agli Anni 50 e agli interventi di quegli anni della CIA in Iran, a Cuba e nelle “Banana Repubblics” centro americane. E di conseguenza dovremo ragionare su cosa potremo o dovremo fare noi europei, gli attoniti alleati storici dell’America negli ultimi 80 anni. E non lasciarci distrarre dal divorzio onirico dell’Amministrazione Trump dal mondo reale. Alla realta’ Trump e’ stato riportato finora soltanto dal Segretario Generale del Partito Comunista Cinese, quando in due riprese e in quattro e quattr’otto ha bloccato l’export di terre rare verso il resto del mondo occidentale.

Se usciamo dalla macchina del tempo del Presidente Trump, una incongruenza macroscopica salta subito agli occhi e si puo’ sintetizzare con un luogo comune, ossia che l’America non e’ piu’ quella di un tempo, dominante colosso. In termini di percentuale del PIL globale, di potenza industriale manifatturiera, di dominio assoluto, quasi monopolistico dei mercati finanziari. Persino in termini militari, la potenza americana trova ormai dei contrappesi importanti, a cominciare da quello esercitato dalla Cina. Mentre le ultime guerre asimmetriche combattute in Iraq e in Afghanistan non sono state un successo. Tuttavia, piu’ che disquisire sulle violazioni del diritto internazionale e su un piu’ o meno imminente rischio di guerra, il quesito che soprattutto in Europa occorre porsi e’ se il Presidente Trump non stia esibendo tutto questo tintinnio di sciabole all’estero contro avversari che non possono contrastarlo, per distoglierci dalle incertezze che domineranno questo 2026.

Si prospettano scadenze politiche difficili in autunno, ma soprattutto vi e’ la possibilità’ che incidenti gravi nell’ economia americana gli esplodano tra le mani. Le elezioni di Mid Term del prossimo Novembre possono costargli la maggioranza di controllo del Congresso e trasformare gli ultimi due anni della sua Presidenza nell agonia tipica dei Presidenti che diventano delle “lame ducks”, anatre zoppe. Anche il versante economico si preannuncia piu’ che insidioso, perche’ sono almeno due le bolle finanziarie che Trump ha incoraggiato ed in parte direttamente alimentato. Anche prima di Novembre o comunque probabilmente entro l’anno, vi sono altre due correzioni finanziarie che possono sconvolgere Wall Street e frantumare lo schieramento di grandi azionisti di riferimento delle Big Tech che costituiscono oggi una sorta di guardia pretoriana intorno al Presidente, alla sua famiglia e ai loro interessi economici diretti, immediati e personali. La prima crisi puo’ scaturire dallo scoppio della bolla dei valori di borsa legati agli investimenti nelll’intelligenza artificiale, sia nell’hardware dei data center che nel software.

La seconda possibile fonte di crisi sono le criptovalute. Entrambe le bolle sono dovute in parte alle prospettive obiettivamente positive che l’I.A e le cripto offrono agli investitori oggi e agli imprenditori domani. Ma in misura importante, parte dell’iperbolica aspettativa di guadagno e’ anche alimentata dall’enfasi che molte piattaforme digitali sia di investimento che di social media dedicano al futuro di queste nuove tecnologie. Il problema aggiuntivo e’ che per entrambe le bolle, la famiglia Trump e’ protagonista diretta, in prima persona, a Wall Street. E in entrambi i casi ha contribuito a stimolare il flusso degli investimenti. Societa’ possedute dai figli del Presidente hanno investito centinaia di milioni di dollari nei data center per l’I.A. ricevendo anche lauti contributi pubblici. Per le criptovalute, pochi giorni prima di installarsi alla Casa Bianca, Melania Trump ha emesso una stable coin denominata “$Melania” mentre il neo Presidente ne ha emesso un’altra denominata “$Trump”. La prima oggi vale 0,10 cent di dollaro contro i 13,75 del valore di emissione. La seconda vale 4 dollari contro i 13,73 dell’ emissione. Il Financial Times in uno studio molto approfondito ha valutato in 1 miliardo di dollari i profitti lordi incassati con le cripto valute dalla famiglia Trump facendo data dalle elezioni del novembre 2024.

Fatto sta che di per se’, le bolle tecnologiche non sarebbero intrinsecamente negative per l’economia anche se portano a volte lacrime e sangue tra i risparmiatori quando il mercato corregge anche bruscamente quotazioni e aspettative. Le bolle tecnologiche storicamente hanno lasciato spesso dietro di se’ tecnologie ed infrastrutture che poi hanno dato vita a straordinari cicli di nuovo sviluppo. Altre bolle invece, puramente speculative, hanno soltanto bruciato ricchezza finanziaria. Nel suo bel libro del 1978, ”Manie, panico e crolli, l’economista Charles Kindleberger analizza una bolla del primo tipo, ossia quella delle Ferrovie americane e inglesi scoppiata tra il 1837 e il 1846 che nonostante tanti fallimenti di finanzieri illustri lasciarono a Gran Bretagna e Stati Uniti una straordinaria infrastruttura che produsse grande sviluppo in entrambi i Paesi. A questa bolla, Kindleberger contrappone quella dei tulipani scoppiata in Olanda nel 1637, quando basto’ che una singola asta di bulbi di tulipano andasse deserta ad Harleem perche decine di migliaia di commercianti, banchieri e risparmiatori andassero in rovina in poche ore. Naturalmente, la corsa agli investimenti in I.A. appartiene al primo tipo di bolla per gli incrementi di produttività’ che questa tecnologia porterà’ nella manifattura e nei servizi. Ed e’ probabile che anche la bolla delle criptovalute creerà’ valore insieme a sistemi moderni di realizzazione delle transazioni basati sulla tecnologia della blockchain.

Ma con le bolle di ogni genere, quelle buone e quelle meno buone, il problema e’ sempre lo stesso ed e’ comune ad entrambe: quando gli ‘gnomi di Zurigo e quelli di Wall Street” decidono di rientrare in tutto o in parte dal flusso degli investimenti, le Borse cedono o addirittura crollano e in assenza di politiche idonee e credibili, fiscali e finanziarie, la crisi passa dalla finanza all’economia che va in recessione. La speculazione finanziaria e’ un dato della vita, non e’ un peccato, ma puo’ diventare un comportamento criminale se si realizza attraverso il ”pumping and dumping”, ossia la esaltazione delle aspettative e lo scarico subitaneo e” privilegiato’ dei titoli gonfiati ad arte prima che il mercato proceda alla loro correzione. Da questo punto di vista, prima o poi qualcuno in America avra’ obiezioni alle pratiche di investimento della famiglia Trump.

In conclusione: avremo quest’anno una crisi piu’ o meno profonda a Wall Street, dovuta allo scoppio della bolla sull’intelligenza artificiale? E la FED, la Banca Centrale americana, sara’ in grado di agire in autonomia, con la manovra sui tassi di interesse per tentare di prevenirla o per rispondere a una possibile ripresa delle tensioni inflazionistiche dovute alla traslazione sui prezzi al consumatore delle tariffe imposte agli importatori? La risposta dipende in gran parte da un fattore determinante che conosceremo in maggio. Ossia la preservazione dell’autonomia della FED e l’autorevolezza della persona che il Presidente Trump nominera’ alla Presidenza del Board della Banca Centrale. I precedenti in questo primo anno della presidenza Trump non sono incoraggianti. Ogni volta che si e’ trattato di nominare il responsabile di una Authority il Presidente ha privilegiato la fedelta’ alla sua persona e la conseguente malleabilità’ rispetto a qualsivoglia altra caratteristica professionale o personale dei candidati. Soltanto fedelissimi sono stati nominati a dirigere per esempio la Security Exchange Commission, il National Labour Relations Board,l’ Internal Revenue Service.

Ancor meno promettenti sono gli insulti e le minacce che Trump ha rivolto piu’ volte pubblicamente, al Presidente in carica della FED ,Jerome Powell, che pure fu lo stesso Trump a nominare nel 2017 durante il suo primo mandato. La colpa di Powell era di non abbassare i tassi di interesse se la Casa Bianca lo pretendeva. Se in maggio, nella scelta del successore di Powell si confermera’ l’avversione di Trump per qualsivoglia istituzione in grado di ridurre i margini di discrezionalità’ decisionali del Presidente, la crisi finanziaria diventerà’ piu’ probabile e potenzialmente piu’ profonda. Sarebbe una crisi ”man made” perche’ oggi i fondamentali per un anno di continuato sviluppo dell’economia e della finanza americane ci sarebbero: tassi in discesa, inflazione sotto controllo, raccolta fiscale eccellente grazie ai 180 miliardi di introiti provenienti dalle tariffe. Eppure, deve far riflettere l’esperienza gia’ fatta con la caduta delle obbligazioni del Tesoro americano nelle ore successive al Liberation Day, il 2 Aprile dell’anno scorso, quando Trump annuncio’ tariffe stratosferiche. I mercati lo costrinsero in poche ore a congelarle per 90 giorni.

In definitiva la crisi della Presidenza Trump quest’anno e’ possibile che nasca a Wall Street piuttosto che per i contraccolpi geopolitici del suo ritorno onirico al mondo degli anni 50. A Berlino, Parigi, Bruxelles e Tokyo, nelle cancellerie dei Paesi alleati, ci si sta chiedendo come prepararsi alle ricadute di questa possibile crisi per inebriamento. Forse anche l’Italia, che si voglia definirla Paese o nazione, trarrebbe benefici importanti dal partecipare a questa riflessione.

foto IPA

(*) ambasciatore

(ITALPRESS).

Dybala ispira, Ferguson e Dovbyk firmano il 2-0 della Roma a Lecce

LECCE (ITALPRESS) – La Roma batte il Lecce, si mette alle spalle lo stop di Bergamo e trova la prima vittoria del 2026. Al Via del Mare, i giallorossi superano per 2-0 la formazione di casa e tornano al quarto posto in classifica a quota 36 punti, anche se con due partite in più rispetto alla capolista Inter (39 punti), a Milan (38) e Napoli (37). Il Lecce rimane invece in sedicesima piazza, a +5 sul terzetto formato da Fiorentina, Verona e Pisa in zona retrocessione. Gasperini arriva in Salento con una forte emergenza in difesa. Mancano Mancini, Hermoso e Ndicka, mentre Rensch non sta benissimo e va in panchina. Davanti a Svilar ci sono dunque Celik, Ziolkowski e Ghilardi, che al 2′ rischia tantissimo con un retropassaggio. Dopo qualche minuto di studio, la Roma prende campo e inizia a impensierire i padroni di casa. Il pallone passa sempre tra i piedi di Dybala: prima un passaggio per Wesley intercettato da Gallo, poi un cross che mette i brividi al Lecce. Al 14′, è sempre la Joya a ricevere da Cristante a 20 metri dalla porta, trovando un passaggio smarcante per Ferguson, che dal limite lascia partire un rasoterra e trafigge Falcone: 0-1.
Il Lecce prova a reagire, ma senza davvero far paura alla retroguardia ospite. Al 38′ sugli sviluppi di un corner guadagnato da El Shaarawy, Pisilli sigla il raddoppio ma in fuorigioco, mentre poco dopo Ferguson si vede negare la doppietta da Falcone. Del Rosso prova a scuotere i suoi con un cambio: fuori l’ammonito Banda, dentro N’Dri. Il subentrato nei salentini comincia subito a martellare sulla destra. Poco dopo fa il suo ingresso anche Pierotti, ed è proprio lui poco dopo a sprecare un assist di N’Dri, colpendo male a pochi metri dall’area e mandando la sfera sul fondo. Nella seconda metà della ripresa, la Roma riprende campo e trova il raddoppio con Dovbyk, che aveva preso il posto di Ferguson poco prima: sugli sviluppi di un angolo, la palla arriva a Pisilli, che la rimette in mezzo dove l’ucraino è lesto a deviare in rete per il 2-0 finale.
– foto Image –
(ITALPRESS).