ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Rimorchi e semirimorchi, boom di immatricolazioni
– Il mercato delle due ruote procede a doppia velocità
– 2025 positivo per il noleggio
tvi/abr/azn
Motori Magazine – 11/1/2026
Cina: Jingzhou punta su ricerca e restauro dei reperti storici (3)
WUHAN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Un membro dello staff restaura un bene culturale presso il centro di protezione dei beni culturali di Jingzhou, nella provincia centrale cinese di Hubei, il 9 gennaio 2026. I beni culturali organici, rappresentati ad esempio dalle tavolette di bambù, pongono sfide significative alla conservazione del patrimonio. Negli ultimi anni, il centro di protezione dei beni culturali di Jingzhou, nella provincia di Hubei, si è concentrato sull’innovazione e sull’applicazione di tecniche di conservazione per i beni culturali organici, impegnandosi a garantire una tutela completa di questi reperti.
-Foto Xinhua-
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Cina: Jingzhou punta su ricerca e restauro dei reperti storici (2)
WUHAN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Una foto aerea realizzata con un drone il 9 gennaio 2026 mostra il centro di protezione dei beni culturali di Jingzhou, nella provincia centrale cinese di Hubei. I beni culturali organici, rappresentati ad esempio dalle tavolette di bambù, pongono sfide significative alla conservazione del patrimonio. Negli ultimi anni, il centro di protezione dei beni culturali di Jingzhou, nella provincia di Hubei, si è concentrato sull’innovazione e sull’applicazione di tecniche di conservazione per i beni culturali organici, impegnandosi a garantire una tutela completa di questi reperti.
-Foto Xinhua-
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Cina: Jingzhou punta su ricerca e restauro dei reperti storici (1)
WUHAN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Chen Shaohui, responsabile del dipartimento di restauro dei beni culturali tessili, esamina un reperto tessile presso il centro di protezione dei beni culturali di Jingzhou, nella provincia centrale cinese dell’Hubei, il 9 gennaio 2026. I beni culturali organici, rappresentati ad esempio dalle tavolette di bambù, pongono notevoli sfide alla conservazione del patrimonio. Negli ultimi anni, il centro di protezione dei beni culturali di Jingzhou, nella provincia dell’Hubei, si è concentrato sull’innovazione e sull’applicazione di tecniche di conservazione per i beni culturali organici, impegnandosi a garantire una tutela completa di questi reperti.
-Foto Xinhua-
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Cina: a Shenyang turismo invernale in crescita tra neve e terme (3)
SHENYANG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Una foto aerea realizzata con un drone mostra i visitatori che si godono le terme all’aperto, circondate da ghiaccio e neve, in un resort termale a Shenyang, nella provincia nord-orientale cinese del Liaoning, il 9 gennaio 2026. Sfruttando le sue risorse naturali uniche, Shenyang offre speciali esperienze turistiche invernali combinando attività su ghiaccio e neve con le sorgenti termali, attirando visitatori da tutto il Paese.
-Foto Xinhua-
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Cina: a Shenyang turismo invernale in crescita tra neve e terme (2)
SHENYANG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – I visitatori si godono le terme all’aperto in un resort termale a Shenyang, nella provincia nord-orientale cinese del Liaoning, il 9 gennaio 2026. Sfruttando le sue risorse naturali uniche, Shenyang offre speciali esperienze turistiche invernali combinando attività su ghiaccio e neve con le sorgenti termali, attirando visitatori da tutto il Paese.
-Foto Xinhua-
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Cina: a Shenyang turismo invernale in crescita tra neve e terme (1)
SHENYANG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – I visitatori giocano sulla neve in un resort termale a Shenyang, nella provincia nord-orientale cinese del Liaoning, il 9 gennaio 2026. Sfruttando le sue risorse naturali uniche, Shenyang offre speciali esperienze turistiche invernali combinando attività su ghiaccio e neve con le sorgenti termali, attirando visitatori da tutto il Paese.
-Foto Xinhua-
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Obesità e crisi climatica, un legame sempre più stretto
ROMA (ITALPRESS) – Mangiare meglio non serve solo a stare in salute, ma può diventare anche una delle armi più efficaci contro la crisi climatica. A dirlo è una nuova revisione scientifica dell’Università of Bristol pubblicata sulla rivista Frontiers in Science, che mette in relazione diretta alimentazione, obesità e impatto ambientale. Secondo lo studio, il sistema alimentare dominante – basato su cibi ultraprocessati, ricchi di calorie ma poveri di nutrienti – non solo favorisce sovrappeso e malattie croniche, ma contribuisce in modo significativo alle emissioni di gas serra, al consumo di acqua e suolo, alla perdita di biodiversità e al peggioramento del benessere animale. I ricercatori ricordano che, entro il 2035, una persona su due nel mondo potrebbe essere sovrappeso o obesa. Allo stesso tempo, la produzione di cibo è responsabile fino a un terzo delle emissioni globali, considerando l’intera filiera: dall’uso dei terreni agricoli alla lavorazione, dal trasporto fino al confezionamento. Un dato chiave dello studio riguarda la responsabilità individuale: l’obesità, sottolineano gli esperti, non è una scelta. Le persone, adulti e bambini, sono costantemente esposte a un marketing aggressivo che promuove prodotti economici, comodi e poco salutari. Per questo, affidarsi solo alla forza di volontà non basta. Le soluzioni, secondo gli autori, devono essere sistemiche. Tra le proposte: tassare cibi ultraprocessati e bevande zuccherate per rendere più accessibili gli alimenti sani, introdurre etichette chiare sui rischi per la salute, limitare il consumo di questi prodotti tra i più giovani e promuovere diete ricche di fibre e di cibi poco lavorati, riducendo quelli di origine animale. Perché, conclude lo studio, la salute delle persone e quella del Pianeta sono ormai due facce della stessa medaglia.
mgg/azn
Il maestro Riccardo Muti dirige i Cherubini nel carcere di Opera / Foto
MILANO (ITALPRESS) – Sabato 10 gennaio nel teatro del carcere di Opera (Milano), il maestro Riccardo Muti ha diretto i Cherubini, che anche in questo caso utilizzano gli “strumenti del mare” per un programma che si apre con il Concerto in la maggiore per archi e cembalo di Vivaldi e continua con Verdi, dalla Sinfonia del Nabucco all’Ave Maria da Otello con il soprano Rosa Feola fino al “Va’ pensiero” a cui partecipa il coro de “La Nave di San Vittore” (una delle attività del reparto terapeutico gestito dall’Asst Santi Paolo e Carlo) composto da persone detenute e volontari dell’Associazione Amici della Nave, a cui si uniscono per l’occasione anche artisti lirici del gruppo “Ex Scaligeri di buona volontà”.
Nel corso dell’appuntamento, detenuti di Opera, San Vittore e Bollate hanno letto pensieri personali e poesie. Il teatro del carcere di Opera, ristrutturato in occasione del concerto, è stato intitolato a Don Luigi Pedrollo (1888-1986), primo e fraterno collaboratore di San Giovanni Calabria. Instancabile nel dare soccorso materiale e spirituale a chiunque fosse nel bisogno, don Pedrollo, di cui è in corso la causa di beatificazione, era particolarmente assiduo nella vicinanza alle persone detenute. Il concerto è stato organizzato con il sostegno di Intesa Sanpaolo e Confcommercio.
– foto Ravenna Festival / Marco Borrelli (da ufficio stampa Intesa Sanpaolo) –
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Crisi climatica: Italia sempre più fragile
ROMA (ITALPRESS) – In Italia la crisi climatica non è più un’emergenza occasionale, ma una realtà quotidiana che nel 2025 ha mostrato tutta la sua forza. A fotografare la situazione è il nuovo bilancio dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente, realizzato con il Gruppo Unipol. Nel corso dell’anno sono stati registrati 376 eventi meteo estremi, in aumento del 5,9% rispetto al 2024. È il secondo dato più alto degli ultimi undici anni, superato solo dal 2023. A colpire di più sono stati allagamenti da piogge intense, danni da vento ed esondazioni fluviali, ma preoccupa soprattutto l’impennata dei fenomeni legati alle temperature record, quasi raddoppiati in un solo anno. Il Nord Italia è l’area più colpita, seguito da Sud e Centro. Tra le città spiccano Genova, Milano e Palermo. A livello regionale guidano la classifica Lombardia, Sicilia e Toscana. Gli effetti si fanno sentire anche sui trasporti: nel 2025 si contano 24 eventi che hanno causato blocchi e ritardi a treni e trasporto pubblico locale. Una fragilità che ha un costo elevatissimo. Secondo uno studio dell’Università di Mannheim, nel solo 2025 i danni causati da caldo estremo, siccità e alluvioni ammontano a 11,9 miliardi di euro, destinati a salire fino a 34 miliardi entro il 2029 se non si interviene. Legambiente denuncia una risposta ancora insufficiente: mancano una governance nazionale efficace e l’attuazione concreta del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, approvato ma privo delle risorse necessarie. Ancora fermo anche l’Osservatorio nazionale sull’adattamento, fondamentale per coordinare gli interventi sui territori. E poi c’è l’emergenza siccità. Nel Sud Italia, in particolare in Sardegna, Sicilia e Puglia, aziende agricole e allevamenti sono in ginocchio. Pozzi prosciugati, colture compromesse, acqua acquistata a costi insostenibili. In alcune aree si è dovuti ricorrere a irrigazioni di emergenza per salvare produzioni simbolo del territorio. A peggiorare il quadro, il caldo record. Secondo Copernicus, il 2025 sarà il secondo anno più caldo mai registrato, e per la prima volta la media globale triennale potrebbe superare la soglia di 1,5 gradi. In Europa, il cambiamento climatico ha già provocato oltre 16.000 morti in più durante l’estate. «Non sono più ammessi ritardi», avverte Legambiente. Perché il tempo per rincorrere le emergenze è finito: ora servono prevenzione, adattamento e scelte politiche concrete.
mgg/azn










