lunedì, Giugno 15, 2026
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Trump, il tic-tac costante di una bomba pronta ad esplodere

di Stefano Vaccara

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Ogni volta che pensi di aver capito la direzione di Donald Trump, lui cambia bersaglio. È come inseguire un’ombra che si moltiplica. Un giorno annuncia un accordo storico con la Cina, e poche ore dopo minaccia di riprendere i test nucleari. Mentre all’estero si presenta come l’uomo che tratta da pari con Xi Jinping, in casa prepara un’America pronta alla guerra contro sé stessa. Iniziamo con la notizia che il Pentagono sta addestrando una nuova “forza d’emergenza” della Guardia Nazionale: oltre 23 mila militari destinati al controllo delle folle nelle città americane. È la prima volta che un presidente ordina la creazione di un’unità permanente per l’ordine pubblico, con equipaggiamento antisommossa. Non per un uragano o un disastro naturale: ma per “proteste civili”. Entro il primo gennaio 2026, ogni Stato dovrà fornire almeno 500 soldati. E tutto questo avviene mentre il Congresso è paralizzato dal prolungato shutdown, con stipendi bloccati e agenzie federali chiuse.

Trump dice di voler “ristabilire l’ordine”. Ma quale ordine? L’ordine dell’obbedienza cieca? Quello in cui i militari vengono inviati contro i cittadini che protestano? Non è un caso che molti giuristi abbiano ricordato come questo piano richiami, più che la Costituzione, l’ombra di uno Stato di polizia. E come se non bastasse, proprio nel giorno in cui gli Stati Uniti discutevano il film Netflix A House of Dynamite – una storia che immagina un missile nucleare in arrivo su Chicago e una Casa Bianca che ha solo 18 minuti per reagire – il presidente Trump ha deciso di riaccendere davvero la miccia nucleare. Ha ordinato la ripresa dei test atomici, sospesi dal 1992. Ha detto che “altri Paesi li stanno già facendo”. Ma non è vero. Né la Russia né la Cina hanno effettuato test esplosivi da decenni. L’unico Paese che lo ha fatto negli ultimi venticinque anni è la Corea del Nord, e l’ultimo test risale al 2017.

Il Cremlino ha reagito definendo “incomprensibile” la mossa americana e ha avvertito che “agirà di conseguenza” in caso di violazione della moratoria. Pechino ha invitato Washington a “rispettare seriamente il divieto globale dei test nucleari”. L’ONU ha ricordato che “i test nucleari non devono essere consentiti in nessuna circostanza”. Ma a Trump tutto questo non importa. Perché ciò che conta non è la coerenza, ma la provocazione. E mentre annuncia nuovi test, dice anche di voler “parlare con Russia e Cina per ridurre le armi nucleari”. Un messaggio che confonde, spaventa e disorienta: proprio come lui vuole.

All’estero, Trump si mostra come il leader che tratta con i potenti. L’incontro con Xi a Busan – durato meno di due ore – gli è bastato per dichiarare “un grande successo”. La Cina, dice, riprenderà ad acquistare soia americana e collaborerà per frenare il traffico di fentanyl. Ma mentre parla di “prosperità reciproca”, a casa sua lascia un Paese sull’orlo dell’implosione.

Perché in America, il clima è quello di una miccia accesa. Le tensioni con governatori e sindaci democratici – da Chicago a Portland, da Los Angeles a San Francisco – sono ormai sistemiche. E ora, secondo i sondaggi, New York, potrebbe eleggere per la prima volta un sindaco socialista e musulmano, Zohran Mamdani. Un simbolo politico che Trump non potrà ignorare, e che è già diventato un bersaglio della sua retorica incendiaria.

Nel frattempo, sul fronte estero, crescono le tensioni con il Venezuela e la Colombia dopo una serie di attacchi missilistici a imbarcazioni sospette nel Pacifico, operazioni coperte dal massimo segreto e condotte senza informare il Congresso. I democratici parlano di “abuso di potere militare” e chiedono chiarezza sul numero reale delle vittime. E poi c’è il caso Epstein, che continua a bruciare sotto la superficie. Le vittime hanno scritto allo Speaker repubblicano Mike Johnson, chiedendo che venga fatta giurare la deputata democratica eletta in Arizona, Adelita Grijalva, così da poter finalmente votare il rilascio integrale dei documenti del caso. Ma la leadership repubblicana frena, teme l’effetto domino.

Anche qui, Trump tace. Ma il suo silenzio pesa come un presagio. Più i suoi alleati si chiudono a riccio, più cresce l’impressione che qualcosa debba essere nascosto. Ecco allora il paradosso di questa America 2025: un Paese dove ogni settimana si apre un nuovo fronte – militare, politico, morale – e dove tutto ruota intorno a un uomo che non tollera di essere contraddetto. Ogni suo annuncio, ogni tweet, ogni ordine esecutivo sembra pensato per portare il Paese un passo più vicino al punto di rottura. Trump è diventato il tic-tac costante di una bomba politica pronta a esplodere: nelle strade, nei tribunali, nel cuore stesso della democrazia americana.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Parma, cori fascisti nella sede di Fratelli d’Italia. Il Pd: “Meloni condanni senza esitazione”

PARMA (ITALPRESS) – Canti fascisti, il “Me ne frego” che invoca “camicia nera trionferà”. Un tricolore che sventola mentre dentro e fuori il locale si celebra il duce Benito Mussolini. Sono i cori che si sono uditi nella sede di Fratelli d’Italia a Parma, in Borgo del Parmigianino, come testimonia un video diffuso su Instagram. Lo riporta il quotidiano la Repubblica.

PD “MELONI CONDANNI, HA GIURATO SULLA COSTITUZIONE ANTIFASCISTA”

“Questa volta la matrice è chiara: giovani inneggiano al duce in una sede di FdI. Per questo chiediamo alla Premier Meloni di condannare senza esitazione un episodio grave che offende una città e la storia di un paese. Meloni dovrebbe ricordare ai suoi, soprattutto ai più giovani, che governa democraticamente eletta perché qualcuno combatté il fascismo anche a costo della vita. E dovrebbe ricordare ai suoi giovani, di cui va tanto fiera, che la Costituzione su cui ha giurato è nata dalla Resistenza e dalla lotta di liberazione dal nazifascismo”. Così in una nota Chiara Braga e Francesco Boccia, Capigruppo PD alla Camera dei deputati e al Senato.

-Foto d’archivio IPA Agency-
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A Roberto Sommella il premio giornalistico “Un Giglio per la Pace e la libertà di stampa”

MILANO (ITALPRESS) – Il direttore di Milano Finanza, Roberto Sommella, ha ottenuto un riconoscimento speciale nell’ambito del Premio Giornalistico “Un Giglio per la Pace e la libertà di stampa”, organizzato dall’Università E-Campus.

Giornalista e scrittore italiano, nominato dalla presidenza del Consiglio, componente del Comitato Scientifico della Conferenza sull’Europa,Sommella è direttore di Milano Finanza e milanofinanza.it, presidente della associazione non profit La Nuova Europa, cittadino onorario di Ventotene e promotore della Scuola d’Europa.

Un passato all’Ansa, all’ Antitrust, già commentatore per numerose testate quali il Corriere della Sera, Avvenire, Europa, Il Messaggero e HuffPost Italia. È stato insignito del Premio Le Ragioni della Nuova Politica (2019) e del Magna Grecia Awards (2020). Vincitore del Premio Agnes nel 2021.

La motiviazione del premio assegnato a Sommella è “per aver spiegato le dinamiche economiche e finanziarie nelle loro ricadute sociali senza perdere l’obiettivo di garantire la libertà di informazione . Fa parte del Comitato Ai presso il Dipartimento editoria e ha partecipato alla stesura di un documento sull’impatto dell’Intelligenza Artificiale sull’economia, la società e il diritto d’autore. Questo documento è stato consegnato al governo che lo ha usato per impostare il ddl sulla Ai ora in Parlamento”.

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-Foto Premio Un Giglio per la Pace-
(ITALPRESS).

Nei primi nove mesi del 2025 le banche italiane hanno chiuso 268 sportelli, un calo dell’1,4% rispetto alla fine del 2024

ROMA (ITALPRESS) – Nei primi nove mesi del 2025 le banche italiane hanno chiuso 268 sportelli, un calo dell‘1,4% rispetto alla fine del 2024. Numeri destinati a crescere notevolmente nell’ultimo trimestre dell’anno, che vedrà alcune grandi banche portare a termine i piani di chiusure già annunciati. I tagli alla rete fisica non hanno investito in modo omogeneo le diverse aree del Paese. Le regioni più colpite sono state Basilicata (- 2,5%), Marche (- 2,5%) e Veneto (- 1,9%). È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl, che elabora i dati resi disponibili al 30 settembre 2025 da Banca d’Italia e Istat.

Gli effetti del risiko bancario stanno già ridisegnando la geografia del sistema bancario. Grazie all’integrazione con Popolare di Sondrio, il Gruppo Bper ha scalato la classifica in Lombarda fino a diventarne la prima realtà per radicamento territoriale con 673 sportelli, pari al 17,9% del totale, davanti a Banco Bpm con 523 (13,9%), Intesa Sanpaolo e Iccrea, entrambe con 501 (13,4%). Nonostante l’Antitrust abbia prescritto a Bper la chiusura di soli 6 sportelli per perfezionare l’acquisizione della banca valtellinese, il gruppo ha annunciato l’accorpamento di 90 sportelli localizzati nelle regioni del Centro Nord. Conseguenze ancora più pesanti si verificherebbero qualora prendesse corpo un’aggregazione tra Crédit Agricole Italia e Banco Bpm, che darebbe vita al terzo gruppo italiano per rete di sportelli (2.425).(

La regione più colpita sarebbe la Lombardia: l’integrazione tra Crédit Agricole Italia e Banco Bpm farebbe crescere il numero degli sportelli a 765, pari al 20,4% del totale, dando vita alla prima rete su scala regionale. Subito dopo la Liguria con 129 (23,4%) e l’Emilia Romagna con 372 (17,9%). Tra i grandi centri, spiccano Milano con 248 (24,3%) e Genova con 59 (20,5%). Da segnalare anche la situazione di Parma con 78 (39%) e Piacenza con 47 (31,8%), mentre la città che registra la quota più elevata di sportelli Crédit Agricole Italia-Banco Bpm è La Spezia con 43 (50,6%). Va notato che in Lombardia, la più ricca regione italiana, circa il 58% delle filiali è ora in mano a quattro soli gruppi. Le nozze tra Banco Bpm, secondo di questa classifica, e Crédit Agricole Italia, oggi al sesto posto, darebbero un’ulteriore spinta alla concentrazione, desertificando ancor più i territori. Al 30 settembre 2025 risulta che altri 38 comuni sono rimasti privi di filiali sul loro territorio. Il numero complessivo è salito quindi a 3.419, pari al 43,3% del totale. Continua ad aumentare anche il numero delle persone che non hanno accesso ai servizi bancari o rischiano di perderlo: rispetto al 31 dicembre 2024 sono oltre 11,2 milioni. Di queste, più di 4,7 milioni (+ 1,8%) vivono in comuni totalmente desertificati; quasi 6,5 milioni (+ 3,2%) in comuni in via di desertificazione, quelli con un solo sportello

Risulta in crescita, inoltre, il numero delle imprese che hanno la propria sede in comuni desertificati: sono 6250 in più rispetto alla fine del 2024. Si confermano anche le dimensioni rilevanti dei centri colpiti dalla desertificazione: sono 13 i comuni sopra i 10mila abitanti privi di sportello, di cui uno ha più di 20mila abitanti (Trentola Ducenta, in provincia di Caserta). La desertificazione bancaria non colpisce solo le aree interne. Al contrario, se si guarda all’evoluzione del fenomeno, si nota che dalla fine del 2021 al 30 settembre 2025 la percentuale di chiusure in alcune grandi città italiane, come Roma (- 12,7%) e Milano (- 14,6%), è superiore alla media nazionale (- 10,4%). Per comprendere la reale portata del fenomeno i dati vanno letti in parallelo a quelli sulla diffusione dell’internet banking, ancora modesta: in Italia lo utilizza solo il 55% degli utenti contro una media Ue del 67,2%. Da ciò si evince che la desertificazione bancaria rappresenta un acceleratore dell’esclusione sociale, soprattutto per le fasce anziane della popolazione, penalizzate dal minor livello di competenze digitali (tra i 65 e i 74 anni solo il 33,9% utilizza l’internet banking contro una media Ue del 44,7%)

L’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl elabora anche un indicatore (Ipd, Indicatore di desertificazione provinciale) che assegna ad ogni provincia italiana un punteggio sulla base della percentuale, calcolata sui rispettivi totali, del numero di comuni senza sportello o con uno sportello, della popolazione residente, delle imprese con sede legale in detti comuni e della relativa superficie.

La graduatoria che emerge vede a settembre 2025 tra le province meno desertificate la conferma di Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Ferrara, Grosseto, Pisa, Ragusa, Ravenna, Reggio Emilia. Le grandi città si collocano in posizioni più arretrate: Milano è 22°, Roma 38°, Napoli 46°. Sugli ultimi gradini della classifica restano Vibo Valentia e Isernia.

“Il risiko sta modificando la geografia del sistema bancario italiano. Gli effetti sui territori iniziano già a manifestarsi con evidenza. Dopo l’acquisizione di Popolare di Sondrio, il Gruppo Bper ha annunciato la chiusura di 90 sportelli – commenta il Segretario generale nazionale First Cisl Riccardo Colombani -. Le conseguenze di un’integrazione tra le reti di Crédit Agricole Italia e Banco Bpm potrebbero essere però molto più gravi. Un’operazione straordinaria tra queste due banche porterebbe infatti alla costituzione della terza rete per numero di filiali, con sovrapposizioni rilevantissime in alcuni territori che fornirebbero il pretesto per nuovi pesanti tagli all’occupazione. È una prospettiva alla quale ci opponiamo con decisione”.

-Foto IPA Agency-
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Aveva trasformato la casa in un punto di smercio al dettaglio di hashish e marijuana: arrestato 36enne nell’Astigiano

TORINO (ITALPRESS) – Aveva trasformato casa in un punto di smercio al dettaglio di hashish e marijuana nell’Astigiano. Per questo motivo, i carabinieri della stazione di Moncalvo hanno arrestato un italiano di 36 anni residente a Grazzano Badoglio, trovato in possesso di oltre tre kg di stupefacente.

Nei confronti dell’arrestato era già stata applicata la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e divieto di avvicinamento alla persona offesa, in seguito ai continui maltrattamenti da parte dell’uomo nei confronti della madre. In quell’occasione l’attenzione dei carabinieri, entrati nell’abitazione, è stata subito catturata da un panetto di hashish posizionato su un bilancino di precisione nella camera da letto dell’uomo.

La conseguente perquisizione ha portato i militari a individuare delle vere e proprie serre climatiche, nascoste nel sottotetto dell’abitazione, dove crescevano 23 piante di marijuana, insieme a vari strumenti per la produzione e materiale per il confezionamento della sostanza. Sono stati sequestrati più di tre kg di droga, insieme a una somma di oltre 20 mila euro in contanti, ritenuti provento di attività di spaccio. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per reati legati agli stupefacenti, è stato condotto nel carcere di Vercelli.

-Foto ufficio stampa Carabinieri-
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Violento incendio nella zona industriale di Macchiareddu, non ci sono feriti

CAGLIARI (ITALPRESS) – Notte di paura nella zona industriale di Macchiareddu, dove un violento incendio è divampato attorno all’una all’interno di un capannone della West Recycling, azienda attiva nel recupero di metalli e apparecchiature elettriche. Le fiamme, sviluppatesi rapidamente tra il materiale stoccato, hanno reso necessario l’intervento immediato di due squadre dei Vigili del fuoco partite dalla centrale di viale Marconi a Cagliari.

Non si segnalano feriti, ma le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza si sono protratte fino a questa mattina, con i Vigili del fuoco impegnati nella bonifica completa del sito per scongiurare eventuali riaccensioni. Per fronteggiare l’emergenza sono stati utilizzati tre autobotti, un carro schiuma, mezzi con autorespiratori, un’autoscala e una cisterna. Le cause del rogo sono ancora in fase di accertamento e verranno definite al termine delle verifiche tecniche e dei rilievi effettuati sul posto.

-Foto Vigili del Fuoco-
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Dal 2011 al 2024 l’Italia ha perso 193 mila aziende giovanili

ROMA (ITALPRESS) – Dal 2011 al 2024 l’Italia ha perso 193.000 aziende giovanili, ovvero guidate da imprenditori under 35. È quanto emerge da una ricerca dell’Ufficio Studi di Confcommercio. Il direttore Mariano Bella ne ha parlato in un’intervista all’Italpress.

sat/gsl

Week-end di Ognissanti, previsti quasi 26 milioni di spostamenti di autoveicoli

ROMA (ITALPRESS) – Nel week-end di Ognissanti sulla rete Anas, Società del Gruppo Fs, sono previsti circa 25,7 milioni di spostamenti di autoveicoli. “In queste festività caratterizzate da spostamenti di breve e media percorrenza – ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Anas Claudio Andrea Gemmechiediamo a chi si mette in viaggio di rispettare i limiti di velocità, le distanze tra i veicoli e di evitare qualsiasi tipo di distrazione alla guida, innanzitutto con l’uso del cellulare. Ricordiamoci sempre – sottolinea l’Ad Anas – che la sicurezza dipende dai comportamenti di ciascuno di noi. Come recita il nostro spot, quando sei alla guida tutto può aspettare”.

Lungo la rete Anas per questo fine settimana è atteso traffico in costante aumento: oggi pomeriggio e sabato mattina per gli spostamenti in crescita dai grandi centri urbani; domenica pomeriggio per i rientri verso le grandi città. Gli itinerari interessati, nelle giornate di venerdì e sabato, sono in direzione sud verso le località di provincia, in particolare lungo le dorsali adriatica, tirrenica e jonica e in uscita dai centri urbani.

L’intensificazione della circolazione potrà riguardare i principali itinerari Anas: la A2 “Autostrada del Mediterraneo” che attraversa Campania, Basilicata e Calabria; le statali 106 Jonica e 18 Tirrena Inferiore in Calabria; le autostrade A19 Palermo-Catania e A29 Palermo-Mazara del Vallo in Sicilia; la strada statale 131 Carlo Felice in Sardegna; la strada statale 148 Pontina nel Lazio, arteria particolarmente trafficata che insieme alla SS7 “Appia” assicura i collegamenti tra Roma e le località turistiche del basso Lazio; l’Itinerario E45 (SS675 e SS3 bis) che interessa Umbria, Toscana, Emilia Romagna e collega il nord est con il centro Italia; le direttrici SS1 Aurelia (Lazio, Toscana e Liguria), SS16 Adriatica (Puglia, Molise, Abruzzo, Emilia-Romagna e Veneto). Al nord i Raccordi Autostradali RA13 ed RA14 in Friuli-Venezia Giulia verso i valichi di confine, la SS36 del Lago di Como e dello Spluga in Lombardia, la SS45 di Val Trebbia in Liguria, la SS26 della Valle D’Aosta e la SS309 Romea tra Emilia-Romagna e Veneto e la SS 51 di Alemagna in Veneto. Il divieto di transito dei veicoli pesanti è in vigore domani, sabato 1° novembre, e domenica 2 novembre dalle 9 alle 22.

-Foto IPA Agency-
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