sabato, Giugno 13, 2026
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Banda specializzata in assalti armati, 6 arresti in Provincia di Nuoro

NUORO (ITALPRESS) – In Provincia di Nuoro, è in corso un’operazione della Polizia di Stato nei confronti dei componenti di una banda specializzata in assalti con armi ed esplosivi a furgoni portavalori, bancomat e depositi dei Monopoli di Stato. Sei persone sono state arrestate tra Orgosolo e Siniscola. Un centinaio di agenti della Polizia di Stato è impegnato nelle esecuzioni delle ordinanze di custodia cautelare e in numerose perquisizioni su tutto il territorio nuorese.

-Foto screenshot video Polizia di Stato-
(ITALPRESS).

Inchiesta Procura di Palermo, Romano “Sono tranquillo e a disposizione”

PALERMO (ITALPRESS) – “Apprendo dalla stampa di una richiesta della procura di Palermo che mi riguarderebbe: non ne so nulla e non ho ricevuto alcuna comunicazione. In ogni caso sono assolutamente tranquillo e a disposizione, pronto a chiarire eventuali dubbi dei magistrati, dei quali ho la massima stima e considerazione”. Lo afferma il coordinatore politico di Noi Moderati, Saverio Romano. vbo/mca2
Fonte video: Saverio Romano

Cina: equipaggio di Shenzhou-20 tornerà su Terra 5 novembre

JIUQUAN (ITALPRESS/XINHUA) – L’equipaggio della missione Shenzhou-20 ha completato il passaggio di consegne in orbita con quello di Shenzhou-21 e il suo rientro sulla Terra è previsto il 5 novembre. I due equipaggi martedì hanno tenuto una cerimonia di consegna durante la quale hanno trasferito le chiavi della stazione spaziale cinese. Fino ad ora, il trio di Shenzhou-20 – Chen Dong, Chen Zhongrui e Wang Jie – ha completato tutte le attività pianificate ed è pronto a rientrare nel sito di atterraggio di Dongfeng, nella Regione Autonoma cinese settentrionale della Mongolia Interna. Attualmente, il sito di atterraggio e tutti i sistemi di supporto stanno ultimando i preparativi per accogliere il ritorno degli astronauti, secondo quanto riferito dalla China Manned Space Agency.

(ITALPRESS).

Appalti pilotati, 18 indagati: la Procura di Palermo chiede gli arresti di Cuffaro e Romano

PALERMO (ITALPRESS) – Gli arresti domiciliari per l’ex Presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro, il deputato di Noi moderati, Saverio Romano, e altre 16 persone sono stati chiesti dalla Procura di Palermo, nell’ambito di un’inchiesta su appalti pilotati.

Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione a delinquere, turbativa d’asta e corruzione. I carabinieri del Ros hanno notificato a tutti l’invito a comparire davanti al gip per l’interrogatorio preventivo. Coinvolti anche diversi funzionari pubblici. Disposte perquisizioni.

LA LISTA DEI 18 INDAGATI

Oltre all’ex presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, ed al deputato Saverio Romano, tra gli indagati figurano Antonio Abbonato, Ferdinando Aiello, Paolo Bordonaro, Alessandro Mario Caltagirone, Roberto Colletti, ex manager di Villa Sofia, Marco Dammone, Giuseppa Di Mauro, Vito Fazzino, Antonio Iacono, Mauro Marchese, Sergio Mazzola, Carmelo Pace, deputato regionale della Dc, Vito Raso, storico segretario di Cuffaro, Paolo Emilio Russo, Giovanni Giuseppe Tomasino e Alessandro Vetro. “Le perquisizioni sono state disposte al fine di evitare la dispersione delle prove a seguito della discovery delle indagini imposta dalla notifica dell’invito a rendere interrogatorio cosiddetto preventivo a seguito della richiesta di applicazione di misura cautelare avanzata nei confronti degli indagati”, si legge nella nota firmata dal procuratore Maurizio de Lucia.

SCHIFANI “FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA”

“Esprimo la mia piena fiducia nell’operato della magistratura, che svolge con rigore e senso dello Stato il proprio compito di accertare la verità dei fatti. Gli indagati potranno dimostrare, nelle sedi opportune, la loro estraneità alle contestazioni mosse dalla Procura”. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, in merito all’inchiesta della Procura di Palermo per associazione a delinquere, turbativa d’asta e corruzione.

CUFFARO “MASSIMA COLLABORAZIONE E FIDUCIA IN ORGANI INQUIRENTI”

“Stamani mi hanno notificato un avviso di garanzia e hanno effettuato perquisizioni nella mia abitazione e in ufficio. Ho fornito ai carabinieri la massima collaborazione e sono sereno, rispetto ai fatti che mi sono stati contestati, per alcuni dei quali non conosco né le vicende né le persone. Sono fiducioso nel lavoro degli organi inquirenti e pronto a chiarire la mia posizione”. Lo dichiara Totò Cuffaro segretario nazionale della DC.

ROMANO “VICENDA SURREALE DA PROCESSO MEDIATICO

“Il giudice per le indagini preliminari di Palermo mi ha invitato a comparire per il 14 novembre alle 9.30 per rendere interrogatorio così come prevede la legge”. Così in un videomessaggio il coordinatore politico di Noi Moderati. “Al sottoscritto – dice – viene contestato di avere ricevuto una promessa e quindi di avere accettato una promessa di assunzioni, contratti, subappalti e altri vantaggi patrimoniali da parte di un’azienda che doveva partecipare e aggiudicarsi una gara all’ASP di Siracusa, quindi tutto parte da questa vicenda. Io ho preso sommarie informazioni e so che questa gara che era stata giudicata a questa azienda è subiudice. Perché c’è stato un giudizio recente del Tribunale amministrativo in quanto c’è un contenzioso tra chi stava svolgendo in quel momento quel tipo di lavori e chi dovrebbe subentrare, per cui l’ASP non ha ancora assegnato né agli uni né agli altri questa gara e però si dice che questi avrebbero nel corso del tempo elargito queste promesse anche in mio favore”. “Ci sono altri coinvolti, delle persone che sono citate in questa vicenda – aggiunge -, certamente conosco l’amministratore dell’Asp di Caltanissetta, Caltagirone, una gran persona per bene che tutto farebbe tranne che truccare una gara, anche perché non si capisce come potrebbe fare, posto che lui non è né il Presidente della commissione aggiudicatrice né tantomeno il RUP, cioè colui che svolge il procedimento, avrebbe dovuto in questo caso condizionare un processo abbastanza lungo. Io vi assicuro e assicuro tutti che in questa vicenda il sottoscritto non ha mai ricevuto alcuna promessa né di assunzioni né di altro per la semplice ragione che non ho mai chiesto nulla a nessuno e perché non mi sono mai occupato di questa vicenda. Dire che alcuni di loro non li conosco sarebbe sbagliato, anzi li conosco e come…”. “Mi dispiace – sottolinea Saverio Romano – che alcuni di loro siano coinvolti in questa vicenda, sapranno come spiegare ciò che è accaduto. Ci sono altre persone che sono citate che non conosco proprio, non ne conosco l’esistenza. Poi questa indagine ovviamente riguarda tante altre cose dove io non sono coinvolto, non saprei dirvi. Sto parlando dell’unica contestazione che mi viene fatta e a un parlamentare si chiede di essere arrestato, sebbene arresti domiciliari, per una vicenda che così come vi ho spiegato, o quale carta in mano, riguarda questa mezza paginetta perché non troverete mai, non troveranno mai nessuna carta, nessuna intercettazione che mi riguarda direttamente sulla quale sono intervenuto, dove c’è una richiesta di condizionamento, richiesta di promesse, richiesta di alcunché. Vi sto anticipando queste cose che dirò al gip giorno 14 perché purtroppo, così come hanno inteso fare un processo mediatico su una cosa che io considero una bolla di sapone, risponderò mediaticamente. Perché è veramente triste sapere che chi sta svolgendo una funzione nel nostro paese, nobile e importante come quella parlamentare e al di più un dirigente di un partito importante della maggioranza venga messo, come è stato fatto oggi, alla gogna attraverso la fuga di notizie prima ancora della notifica per un fatto assolutamente circoscrivibile a una vicenda che giustamente, se il pubblico ministero voleva chiarire meglio, lo poteva fare iscrivendo al registro degli indagati e sentendo tutti gli interlocutori. Invece è stato richiesto questa procedura, gli arresti domiciliari”. “Mi scappa il sorriso perché voglio tranquillizzare tutte le persone che hanno fiducia in me, che mi vogliono bene, per dire loro che sono non tranquillo, molto di più, e io so che il giudice saprà apprezzare queste considerazioni perché veramente è una vicenda enorme, surreale, alla quale però non solo non mi sottraggo, ma dall’altro lato rispondo colpo per colpo”, conclude Saverio Romano.

IL VIDEO DELLE PAROLE DI ROMANO

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

4 novembre, Mattarella: “Nuovi conflitti impongono la creazione di una comune difesa europea” / Video

ROMA (ITALPRESS) – “Il 4 novembre segna la data in cui l’armistizio di Villa Giusti pose termine alla Guerra mondiale che aveva insanguinato l’Europa, con il coronamento del sogno risorgimentale dell’unità d’Italia. La Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate che oggi celebriamo è momento di ricordo e di espressione della riconoscenza del Paese per quanto i cittadini in uniforme fecero, combattendo per fare dell’Italia una Nazione indipendente e libera, ispirata a valori democratici e di pace. Il contributo delle Forze Armate in oltre un secolo e mezzo è stato prezioso per l’affermazione del ruolo internazionale del nostro Paese. Con grande professionalità e umanità, negli ultimi decenni, sono intervenute, su mandato della comunità internazionale, in soccorso a popolazioni e in contesti dove è stato urgente operare per la pace”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Ministro della Difesa, Guido Crosetto.

“Oggi nuovi conflitti si sono affacciati in Europa e nel Mediterraneo, interpellando la cornice di sicurezza costruita nel dopoguerra e le istituzioni poste a suo presidio. Il pericolo di allargamento del sanguinoso conflitto scatenato dalla aggressione all’Ucraina da parte della Federazione Russa impone grande attenzione e un impegnativo sforzo di adattamento dello strumento militare, per la creazione di una comune forza di difesa europea che, in stretta cooperazione con l’Alleanza Atlantica, sia strumento di sicurezza per l’Italia e l’Europa. L’instancabile operato delle Forze Armate lungo tutto l’arco di crisi del Mediterraneo allargato, dove permangono situazioni di contrasto e fragili tregue, rimane fondamentale. In questa giornata, un commosso pensiero va a coloro che sono caduti, sacrificando le loro vite per l’Italia. È un sentimento che richiama soprattutto le giovani generazioni, affinché siano consapevoli della necessità di impegno a difesa dei valori della nostra Costituzione. Con questi sentimenti, rivolgo l’augurio più intenso e partecipato di tutti gli italiani ai soldati, ai marinai, agli avieri, ai carabinieri, ai finanzieri e al personale civile della Difesa che con professionalità e dedizione lavorano ogni giorno per il più alto bene della Repubblica. Viva le Forze Armate, viva l’Italia” conclude il Presidente Mattarella.

MATTARELLA RENDE OMAGGIO AL MILITE IGNOTO

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha reso omaggio al Milite Ignoto, deponendo una corona d’alloro all’Altare della Patria. Erano presenti tra le autorità il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del Senato Ignazio La Russa, della Camera Lorenzo Fontana e il ministro della Difesa Guido Crosetto.

IL VIDEO

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

4 novembre, Mattarella: “Nuovi conflitti impongono la creazione di una comune difesa europea”

ROMA (ITALPRESS) – “Il 4 novembre segna la data in cui l’armistizio di Villa Giusti pose termine alla Guerra mondiale che aveva insanguinato l’Europa, con il coronamento del sogno risorgimentale dell’unità d’Italia. La Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate che oggi celebriamo è momento di ricordo e di espressione della riconoscenza del Paese per quanto i cittadini in uniforme fecero, combattendo per fare dell’Italia una Nazione indipendente e libera, ispirata a valori democratici e di pace. Il contributo delle Forze Armate in oltre un secolo e mezzo è stato prezioso per l’affermazione del ruolo internazionale del nostro Paese. Con grande professionalità e umanità, negli ultimi decenni, sono intervenute, su mandato della comunità internazionale, in soccorso a popolazioni e in contesti dove è stato urgente operare per la pace”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Ministro della Difesa, Guido Crosetto.

“Oggi nuovi conflitti si sono affacciati in Europa e nel Mediterraneo, interpellando la cornice di sicurezza costruita nel dopoguerra e le istituzioni poste a suo presidio. Il pericolo di allargamento del sanguinoso conflitto scatenato dalla aggressione all’Ucraina da parte della Federazione Russa impone grande attenzione e un impegnativo sforzo di adattamento dello strumento militare, per la creazione di una comune forza di difesa europea che, in stretta cooperazione con l’Alleanza Atlantica, sia strumento di sicurezza per l’Italia e l’Europa. L’instancabile operato delle Forze Armate lungo tutto l’arco di crisi del Mediterraneo allargato, dove permangono situazioni di contrasto e fragili tregue, rimane fondamentale. In questa giornata, un commosso pensiero va a coloro che sono caduti, sacrificando le loro vite per l’Italia. È un sentimento che richiama soprattutto le giovani generazioni, affinché siano consapevoli della necessità di impegno a difesa dei valori della nostra Costituzione. Con questi sentimenti, rivolgo l’augurio più intenso e partecipato di tutti gli italiani ai soldati, ai marinai, agli avieri, ai carabinieri, ai finanzieri e al personale civile della Difesa che con professionalità e dedizione lavorano ogni giorno per il più alto bene della Repubblica. Viva le Forze Armate, viva l’Italia” conclude il Presidente Mattarella.

MATTARELLA RENDE OMAGGIO AL MILITE IGNOTO

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha reso omaggio al Milite Ignoto, deponendo una corona d’alloro all’Altare della Patria. Erano presenti tra le autorità il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del Senato Ignazio La Russa, della Camera Lorenzo Fontana e il ministro della Difesa Guido Crosetto.

-Foto ufficio stampa Quirinale-
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Come si invia una PEC

La PEC – posta elettronica certificata – è uno strumento che permette di inviare messaggi email con valore legale equiparabile a una raccomandata con ricevuta di ritorno. È utilizzata da imprese, professionisti, PA e cittadini per notifiche, comunicazioni contrattuali, diffide e adempimenti formali. Capire come inviarla nel modo corretto evita errori che possono compromettere la validità della comunicazione o rallentare le pratiche. Qui trovi una guida pratica, con i passaggi essenziali e i consigli per gestire allegati, ricevute e conservazione.

Che cos’è la PEC e perché ha valore legale

La PEC certifica tre elementi: identità del gestore, integrità del contenuto e tracciabilità della consegna. Il gestore PEC, soggetto accreditato, applica firme e marcature sui log di trasmissione e rilascia due ricevute: accettazione e consegna. Se entrambe sono positive, l’invio è opponibile a terzi. Il valore legale è pieno solo se il messaggio viaggia tra caselle PEC: inviare da PEC a email ordinaria non produce la stessa evidenza. Per comunicare con uffici pubblici si possono reperire gli indirizzi su IPA – Indice PA, mentre per professionisti e cittadini è utile l’INAD – Indice Nazionale dei Domicili Digitali.

Scelta del gestore e attivazione dell’indirizzo

Per inviare una PEC serve una casella attiva presso un gestore certificato. Durante l’attivazione vengono richiesti documenti d’identità e, per le imprese, dati societari. È buona prassi scegliere un piano con spazio sufficiente e opzioni di archiviazione o conservazione a norma, così da non dover cancellare messaggi importanti. Dopo l’attivazione, si può accedere via webmail o configurare la casella su un client (es. Outlook, Thunderbird) usando i parametri IMAP/POP3 e SMTP forniti dal gestore.

Invio da webmail o client: la procedura passo per passo

Per spedire correttamente una PEC è utile seguire un percorso ordinato:

  1. Accedi alla webmail PEC o al client configurato con le credenziali della casella.

  2. Crea un nuovo messaggio e inserisci nel campo A l’indirizzo PEC del destinatario. Se necessario, usa Cc o Ccn per ulteriori caselle PEC.

  3. Compila l’oggetto in modo chiaro e identificativo, ad esempio: “Disdetta contratto n. 123 – società XYZ”.

  4. Scrivi il corpo con struttura formale: riferimenti a pratica/contratto, data, oggetto della richiesta, eventuali termini. Mantieni un tono professionale.

  5. Allega i documenti necessari, preferendo PDF non modificabili. Se richiesto, applica firma digitale e, per atti che lo prevedono, marca temporale.

  6. Controlla dimensioni e formati degli allegati secondo i limiti del gestore. Se superi il limite, valuta la suddivisione in più invii numerati.

  7. Invia il messaggio e attendi le ricevute automatiche: prima l’accettazione dal tuo gestore, poi la consegna dal gestore del destinatario.

  8. Verifica l’esito: in caso di mancata consegna, leggi il motivo indicato nella ricevuta negativa e valuta un secondo invio o un canale alternativo.

  9. Archivia messaggio, allegati e ricevute in una cartella dedicata, con una nomenclatura coerente che includa data e oggetto.

Allegati, firma e riferimenti: come evitare errori

Per ridurre i problemi più comuni, è utile tenere a mente alcune buone pratiche:

  • Coerenza dei file: nomi chiari, niente caratteri speciali, preferenza per PDF/A e scansioni leggibili. Evita formati proprietari non necessari.

  • Firma digitale consapevole: se alleghi documenti firmati, specifica nel corpo che gli allegati sono firmati digitalmente e indica tipo di firma (PAdES o CAdES).

  • Prova di invio: conserva messaggio originale e ricevute in un’unica cartella per ogni pratica. Valuta la conservazione a norma offerta dal gestore.

  • Destinatario corretto: verifica che l’indirizzo sia effettivamente PEC e pertinente. Per PA e professionisti usa IPA o INAD.

  • Oggetto e riferimenti: inserisci sempre riferimenti contrattuali o di pratica, estremi temporali e recapiti per eventuali risposte.

  • Privacy: se il contenuto include dati personali o riservati, indica la base giuridica o il riferimento normativo necessario e limita i destinatari al minimo.

  • Tempi: per comunicazioni con scadenze, invia con adeguato anticipo e verifica subito le ricevute per poter agire in caso di mancata consegna.

Ricevute e conservazione: cosa succede dopo l’invio

Subito dopo l’invio riceverai la ricevuta di accettazione, che certifica che il tuo gestore ha preso in carico la PEC. A seguire, arriva la ricevuta di avvenuta consegna o un avviso di mancata consegna. Le ricevute sono email con allegati XML o EML firmati dal gestore, che contengono gli elementi probatori dell’invio. È buona regola salvarle insieme al messaggio e agli allegati, preferibilmente con una nomenclatura uniforme. Molti gestori offrono archivi di sicurezza o servizi di conservazione sostitutiva: sono utili per garantire integrità e reperibilità nel tempo. In caso di contenzioso, l’esibizione congiunta di messaggio PEC, allegati e ricevute costituisce una prova completa dell’avvenuta comunicazione.

Seguendo questi passaggi si ottiene un invio formalmente corretto, con documenti leggibili e riferimenti chiari, riducendo al minimo i rischi di rifiuto o di mancata consegna. Per comunicazioni sensibili o complesse, come diffide, recesso da contratti, istanze alla PA, conviene predisporre un modello di testo aziendale e una checklist interna sugli allegati: si guadagna coerenza, si risparmia tempo e si migliora la tracciabilità documentale.

Maxi sequestro di droga a Roma, padre e figlio arrestati con 36kg di cocaina

ROMA (ITALPRESS) – È partita dalle piazze di Tor Bella Monaca l’indagine della Polizia di Stato conclusasi con un maxi sequestro di droga tra la periferia romana e la stazione Tiburtina. In poche ore, sono stati sequestrati oltre 36 chili di cocaina in un laboratorio di spaccio “a conduzione familiare e 50 grammi di shaboo, la potente metanfetamina nota come “droga dei filippini”, che produce effetti devastanti già con un decimo di grammo di sostanza.

Sono stati i Falchi della VI Sezione della Squadra Mobile capitolina ad intercettare per le vie di Tor Vergata uno scooter sospetto guidato da un ragazzo. Gli investigatori hanno seguito il mezzo fino ad un magazzino, dove si è ricongiunto con il padre. Insieme hanno varcato la porta di entrata e, solo dopo pochi minuti, il più giovane è uscito con uno zaino sulle spalle. A quel punto i poliziotti si sono palesati bloccando entrambi. All’interno dello zaino, gli agenti hanno trovato più di 10 chili di cocaina, confezionati sottovuoto in nove pacchi, mentre, nelle tasche del padre, sono stati rinvenuti 1.300 euro in contanti.

La perquisizione è poi proseguita all’interno del magazzino, dove è stata scoperta una cassaforte contenente altri 26 chili di cocaina, sempre conservati sottovuoto. Come in un vero laboratorio “fai da te”, sul tavolo, era poi cosparso tutto l’occorrente per il confezionamento e lo spaccio della droga.

Spostatisi nell’abitazione di famiglia, gli agenti hanno rinvenuto ancora altri 1.700 euro in contanti, ritenuti, come i primi, presumibile provento della loro attività illecita. Per i titolari della base “a conduzione familiare” è scattato l’arresto per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Su richiesta della Procura della Repubblica, il Giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto nei loro confronti.

Nelle stesse ore, sempre i “Falchi” della Squadra Mobile hanno arrestato, nei pressi della stazione Tiburtina, un cittadino filippino di 42 anni trovato in possesso di 50 grammi di shaboo, la potente metanfetamina nota come “droga dei filippini”, un cui decimo della stessa è sufficiente per produrre effetti devastanti nell’assuntore.

Per l’uomo sono scattate immediatamente le manette. Dopo la convalida dell’arresto nelle aule di Piazzale Clodio, è ora gravemente indiziato del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il gip ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Roma. Per completezza si precisa che le evidenze investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, gli indagati devono ritenersi innocenti fino ad accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna

-Foto ufficio stampa Polizia di Stato-
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4 novembre, Meloni: “Onore a chi ha servito e continua a servire l’Italia con valore e impegno”

ROMA (ITALPRESS) – “Nel Giorno dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate onoriamo il sacrificio di chi, con coraggio e dedizione, ha difeso la libertà e l’unità della nostra Patria. Il loro esempio vive nei valori che ancora oggi ispirano le donne e gli uomini in uniforme, al servizio della Nazione. Onore a chi ha servito e a chi continua a servire l’Italia con valore, impegno e spirito di sacrificio”. Lo scrive su X il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

-Foto IPA Agency-
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Nepal, morti due alpinisti italiani: erano dispersi da venerdì

ROMA (ITALPRESS) – Da venerdì 31 ottobre si sono persi i contatti con due alpinisti italiani, Alessandro Caputo e Stefano Farronato, impegnati in Nepal nella scalata del picco Panbari. Il loro decesso è stato confermato questa mattina dalle autorità locali. Lo rende noto la Farnesina.

I connazionali erano stati sorpresi da forti nevicate al Campo 1 (5.000 metri). Altri connazionali risultano dispersi e le ricerche sono in corso. Il Consolato Generale a Calcutta, anche per il tramite del Consolato Generale Onorario a Kathmandu, e in stretto raccordo con la Farnesina, sta seguendo direttamente l’evoluzione della situazione in contatto con le autorità locali e con i familiari dei connazionali.

-Foto www.pexels.com-
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