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Premio lirico internazionale Marcella Pobbe 2023 al soprano Irina Lungu

Dopo l’edizione che ha celebrato i cento anni della nascita del celebre soprano vicentino Marcella Pobbe, ospitata lo scorso anno nella cornice del Castello di Montegalda, il Premio lirico internazionale ritorna al Teatro Olimpico venerdì 21 aprile alle 21 con un concerto che vedrà protagonista il celebre soprano Irina Lungu, alla quale l’Associazione Marcella Pobbe ha tributato l’ambito riconoscimento.

Realizzato in collaborazione con il Comune di Vicenza e la Regione del Veneto, con il patrocinio della Provincia di Vicenza e il sostegno di Banca del Veneto Centrale, il Premio Marcella Pobbe costituisce da oltre 15 anni un appuntamento attesissimo della vita musicale della città, capace di far rivivere il ricordo di una delle più belle voci della lirica negli anni che furono dominati dagli astri della Callas e della Tebaldi.

Negli anni il Premio è stato tributato a grandi star della lirica internazionale come Daniela Dessì, Mariella Devia, Carmela Remigio, Amarilli Nizza, Francesca Patanè, Daniela Schillaci, Tiziana Caruso, Maria Mudriak, Giovanna Casolla, Hui He, Lana Kos, Nino Machaidze, Daria Masiero.

Vincitrice dell’edizione 2023, il soprano Irina Lungu riceverà il riconoscimento nel corso di un gala lirico condotto da Federica Morello con la partecipazione del mezzosoprano Alice Marini e del basso Carlo Malinverno, accompagnati dall’Orchestra Sinfonica del Veneto, diretta dal maestro Marco Titotto. La direzione artistica è affidata al tenore Cristian Ricci.

“Negli anni di attività a Vicenza della nostra associazione abbiamo ospitato grandi dive e grandi voci – dichiara Federica Morello, presidente dell’Associazione Marcella Pobbe -. Il pubblico ci ha sempre seguito con interesse e con ammirazione, segno questo che dimostra come la passione per l’arte e per la lirica sia viva e vissuta trasversalmente. La qualità della proposta artistica, il carisma e la personalità delle premiate che invitiamo a Vicenza fanno di questo Premio un vero e proprio evento per la città e per il Veneto. Questo evento annuale- commenta Morello- ci dà modo di rinnovare il ricordo della Pobbe con un format elegante, sempre nuovo e atteso”.

L’ingresso alla manifestazione è gratuito con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento dei posti disponibili ([email protected]).

Premio Lamberto Brunelli, a Vicenza la XII edizione del concorso pianistico

L’edizione 2023 delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico di Vicenza riparte con il XII Premio Lamberto Brunelli, concorso pianistico nazionale che il Festival organizza con la famiglia Brunelli dal 2011 ed in co-produzione con il Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza.

Istituito nel 2011 e intitolato alla figura di Lamberto Brunelli, socio e sostenitore del Festival scomparso nel 2010, il Premio richiama ogni anno giovani pianisti da tutta Italia attratti dalla grande opportunità rappresentata dal concorso che unisce crescita artistica e professionale.

“Il XII Premio Lamberto Brunelli è sempre più una realtà caratterizzante della filosofia del Festival. La valorizzazione dei giovani talenti – dichiara Sonig Tchakerian – è infatti tra le priorità della programmazione artistica. Oltre alla opportunità di suonare la Finale in Teatro Olimpico, le sorprese non sono finite. Importante novità di quest’anno: il Premio si arricchisce della commissione di un brano di musica contemporanea ad un giovane talentuoso compositore. Vi aspettiamo”.

Davanti ad una giuria composta da Maurizio Baglini, Stefano Lorenzetti, Maria Grazia Bellocchio, Daniele Roi, Sonig Tchakerian, il Concorso vedrà esibirsi i pianisti italiani e stranieri laureati nell’anno solare 2023.

In linea con i grandi concorsi internazionali, la dodicesima edizione del Concorso si svolgerà in due prove: il 21 aprile l’eliminatoria con un recital per pianoforte solo al Teatro San Marco e il 23 aprile la finale con un concerto per pianoforte e orchestra nella straordinaria cornice del Teatro Olimpico.

Novità di quest’anno, a conferma dell’attenzione del Festival per la musica contemporanea, sarà l’esecuzione obbligatoria nella prova eliminatoria del Concorso del brano di Pasquale Punzo Studio – I – “Ligatura”. La composizione, commissionata in occasione del Premio, in collaborazione con il corso di alto perfezionamento in composizione presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, sarà eseguita in prima assoluta dai pianisti durante la prova Eliminatoria venerdì 21 aprile al Teatro San Marco. Domenica 23 aprile, i tre pianisti selezionati saranno sullo straordinario palcoscenico del Teatro Olimpico con l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta per la Finale del premio.

Ponte di lancio tra percorsi di studio e carriere professionali, il Premio Lamberto Brunelli è realizzato in collaborazione con il Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza e consentirà al vincitore di esibirsi nell’ambito del Progetto Giovani delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico, oltre che in importanti associazioni concertistiche quali Amici della Musica di Firenze, Amici della Musica di Padova, Asolo Musica e l’Accademia di Musica di Pinerolo e Torino. Sarà inoltre assegnata una borsa di studio di euro 500 per la migliore esecuzione di Ein Altes Albumblatt di Silvio Omizzolo offerto dalla Fondazione Musicale Omizzolo Peruzzi.

Lo svolgimento del Concorso è aperto al pubblico che potrà assistere alle esibizioni dei giovani musicisti, virtuosamente impegnati nelle pieghe della letteratura pianistica con momenti di forte coinvolgimento, carichi di emozione e sentimento.

I Premi:

–      Una borsa di studio di euro 1.500,00 (al lordo delle ritenute di legge) messa a disposizione dalla famiglia Brunelli

–      Un concerto nell’ambito del Festival delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico 2023 (Progetto Giovani)

–      Un concerto per gli Amici della Musica di Padova nell’ambito della rassegna Domenica in Musica nella Sala dei Giganti di Padova

–      Un concerto per gli Amici della Musica di Firenze nell’ambito del progetto “Fortissimissimo”

–      Un concerto offerto da Asolo Musica nell’ambito della rassegna “Musica nei musei” presso il chiostro Santa Caterina a Treviso

–      Un concerto per l’Accademia di Musica di Pinerolo e Torino

–      Una borsa di studio di euro 500 per la migliore esecuzione Ein Altes Albumblatt di Silvio Omizzolo offerto dalla Fondazione Musicale Omizzolo Peruzzi.

Le Settimane Musicali al Teatro Olimpico si avvalgono della collaborazione di enti istituzionali quali il MIC-Ministero della Cultura, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza oltre al patrocinio della Regione Veneto.

Anche quest’anno le Settimane Musicali al Teatro Olimpico confermano la plurale vocazione del Festival e le molteplici collaborazioni con realtà istituzionali e associative. Proficue collaborazioni a livello artistico sono in atto con il Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza per il Premio Brunelli e il Mu.Vi e con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, con un concerto nell’ambito del Progetto Giovani, dedicato a rotazione al miglior allievo dei corsi di perfezionamento di canto barocco, violino, violoncello e pianoforte e con il brano commissionato dal festival nell’ambito della classe di composizione e in prima esecuzione al Premio Brunelli.

Salute mentale e piacere: l’equilibrio per una maggiore produttività

Viviamo in tempi turbolenti: il mercato finanziario mondiale non passa per il suo momento migliore, ci sono conflitti bellici che non fanno più che aggravarsi e, nel caso in cui la pandemia di Covid-19 che dura da oltre due anni non fosse sufficiente, ora ci sono anche casi di vaiolo della scimmia. Non è necessario essere uno specialista della salute mentale per capire che questi problemi sociali si traducono in problemi personali, dallo stress e la somatizzazione all’ansia intensa e ai piccoli episodi di panico in risposta all’immensa incertezza che viviamo.

Quando i problemi sociali diventano psicologici, è naturale che le questioni di auto-cura comincino ad essere affrontate in una sfera più pubblica. Forse, per questo, tutto ciò che riguarda l’imprenditorialità, le finanze personali, come rimanere motivati quando si lavora da casa, o mantenere le abitudini e la disciplina, sono sempre più sul tavolo degli imprescindibili, i temi che meritano la nostra attenzione.

Mantenere la produttività: una sfida.

Uno dei grandi giganti di questi tempi moderni può essere il concetto di produttività. Genera colpevolezza in coloro che non si sentono sufficientemente produttivi ed è fonte di vanagloria per coloro che lo sono. Ma in realtà, il mantenimento dei cicli di produttività varia da persona a persona.

Per qualcuno il cui lavoro è creativo, la produttività va probabilmente di pari passo con il mantenere gli spazi puliti e ordinati e il rispettare le abitudini in modo che la musa lo trovi a lavorare, non a dormire. Per un programmatore, la produttività sarebbe probabilmente una funzione in cui si incrociano il numero di ore dedicate e la quantità di codice scritto.

La verità è che molte persone confondono l’origine della produttività, pensando che sia il prodotto della motivazione quando, in realtà, si tratta di disciplina, abitudini e costanza. Tuttavia, questo può sembrare rigido, piuttosto noioso. La chiave è l’equilibrio: avere momenti di riposo, fonti di svago come gli amici, la famiglia o anche le kinesiólogas sexy di Lima Metropolitana. Un rilascio di endorfine che ci mantengono attivi e ci riconciliano amichevolmente con la disciplina di cui abbiamo bisogno per raggiungere la nostra massima produttività.

L’importanza del riposo e del tempo libero per essere produttivi e mantenere la salute mentale

Anche se sembra ovvio, siamo umani, non macchine. Non solo abbiamo bisogno di dormire per recuperare energia, ma abbiamo anche bisogno di fonti di piacere e di sentirsi felici. Alcune persone tendono a cercare il piacere nei momenti di eccesso, ma sarebbe più saggio essere in grado di godere senza cadere in momenti autodistruttivi. Altri confondono la felicità con un fugace momento di euforia. Invece, è possibile godere in modo aperto e accessibile, sano e consapevole, con concentrazione e senso.

Soprattutto se il tuo lavoro è ad alto rischio o ad alta responsabilità come quello delle miniere. È probabile che lo stress che provi ogni giorno si accumuli come un peso sulle tue spalle. Devi sfogarti prima che la pentola a pressione esploda, in entrambi i casi, giocando, divertendoti con gli amici o godendoti una serata con una delle sexy escort a Torino.

Parlare di più di piacere e felicità

Piacere e felicità sono simili, ma non sono la stessa cosa. Se volessimo vederlo in termini di neurotrasmettitori, potremmo associare il piacere alla dopamina e la felicità alla serotonina.

La dopamina è associata a momenti di piacere intenso ma di breve durata. È quella che si libera quando abbiamo rapporti intimi, quando abbiamo bevuto qualcosa o quando mangiamo qualcosa di delizioso. Insieme alle endorfine, forma un cocktail che ci fa sentire vivi.

La serotonina, invece, è di solito meno popolare perché la troviamo in compiti che potrebbero non essere così piacevoli durante l’esecuzione, ma che ci fanno sentire pieni a lungo termine. È la vera felicità, quella che otteniamo quando otteniamo una laurea dopo molto sforzo, o quando raggiungiamo un obiettivo dopo diversi mesi in palestra.

Sia la dopamina che la serotonina possono coesistere. La chiave sta in un sano equilibrio, nel riconoscere quando abusiamo dell’una e trascuriamo l’altra.

Cercare responsabilmente il piacere per la salute mentale

Ad essere sinceri, uno dei problemi del piacere è che sembra molto facile perdere il controllo. Non solo perché si può esagerare, ma perché è facile lasciare che la bilancia sbilanci.

Possiamo usare un esempio per illustrare questo caso. Pensiamo al piacere che i rapporti sessuali offrono e a quanto aiutano a liberare tensioni e endorfine. Ma quanto tempo ed energia ci vuole per incontrare qualcuno, iniziare un fidanzamento, coinvolgersi affettivamente e, infine, avere un po’ di sesso occasionale? È molto tempo e molta energia.

Ecco perché le app di incontri intimi come Bakeca Incontri sono diventate così popolari.  Inoltre, l’idea di assumere i servizi di una bella escort a Vicenza è sempre meno tabù. Senza dubbio, contattare uno specialista del piacere è una buona opzione, piuttosto che fantasticare su una persona che potrebbe avere aspettative affettive.

Trovare la felicità nei piccoli momenti

Se, al contrario, l’idea di uscire con un compagno supera i tuoi limiti, uscire con gli amici per un po’ di tempo tra un drink e l’altro potrebbe essere meglio che isolarsi a casa con le scarpe da ginnastica per guardare la serie. Non è che stare a casa sia una cosa negativa in sé: si tratta di non abusare delle abitudini furenti. Socializzare è importante, anche se a volte è un po’ pesante.

Se, al contrario, l’idea di uscire con un compagno supera i tuoi limiti, uscire con gli amici per un po’ di tempo tra un drink e l’altro potrebbe essere meglio che isolarsi a casa in pigiama per guardare la serie. Non è che stare a casa sia una cosa negativa in sé: si tratta di non abusare delle abitudini furenti. Socializzare è importante, anche se a volte è un po’ pesante.

Un altro esempio importante per perseguire la salute mentale è l’esercizio. È vitale mantenere il corpo attivo ed esercitato. Almeno tre volte a settimana, e per almeno 40 minuti, pratica qualche abitudine, che si tratti di uno sport, come il nuoto, o sollevare pesi in palestra, o fare un po’ di cardio nel parco.

Luca Romano, presidente del Gruppo Area: “nel sistema socio-economico della Valle dell’Agno servono tecnici molto preparati”

Dopo la nostra intervista all’imprenditore Giovanni Cariolato, titolare della Gds di Cornedo, abbiamo contattato Luca Romano, presidente del Gruppo Area, un’associazione della Valle dell’Agno fatta di imprenditori e professionisti. Volevamo saperne di più sul progetto di formazione tecnica superiore per un nuovo modello industriale, di cui ci aveva parlato Cariolato.

Luca Romano, il presidente del Gruppo Area è un professionista che si occupa della ricerca territoriale socio-economica. “Nel nostro territorio le imprese hanno un gran bisogno di tecnici “superiori”, nel senso letterale del termine. Cioè di tecnici altamente qualificati per sostenere un nuovo modello industriale. Si tratta di una figura che metta insieme le caratteristiche dell’evoluzione delle imprese con la sostenibilità ambientale”.

In che cosa consiste il progetto formativo?

L’idea è di far partire un corso formativo I.T.S. (Istituti Tecnici Superiori), che non sia un istituto tecnico, che abbiamo già, ma un biennio post diploma per la formazione ancora più  qualificata e al passo coi tempi. Durante il biennio, 1.200 ore saranno svolte in aula e 800 in azienda, in collaborazione con le nostre imprese locali. Si tratterà di formare dei tecnici “Superiori” nel vero senso della parola, per quanto riguarda l’automazione, l’informatica, la meccatronica, la robotizzazione ecc…

Luca Romano (2)
I relatori a una conferenza organizzata dal Gruppo Area nel 2019. Luca Romano è il secondo da sinistra. Foto: pag fb Gruppo Area Valle Agno

Si tratta di un progetto già concreto?

Sì, mercoledì 19 aprile dalle 17.30 alle 19.30 si terrà un evento a Valdagno presso Palazzo Festari, in cui lo illustreremo. Il forum ha come titolo “Quale formazione tecnica superiore per un nuovo modello industriale. Oltre industria 4.0”. Dopo i saluti introduttivi di Giancarlo Acerbi, Sindaco di Valdagno, Lorenzo Venegoni, presidente Confindustria Ovest Vicentino,
Debora Vigolo, presidente raggruppamento di Valdagno Confartigianato Vicenza e
Stefano Brunello, presidente Apindustria Confimi mandamento Alto Vicentino, si terrà una tavola rotonda con Giuseppe Bollin dell’IIS Marzotto Luzzatti – Dipartimento di meccatronica e manutenzione, Daniele Fontò della AMER Group, Carlo Pellegrino, presidente sistema di produzione Confartigianato Vi e Giorgio Spanevello, direttore Fondazione ITS Academy Meccatronico Veneto. Seguirà un dibattito e un intervento conclusivo di Elena Donazzan, assessore all’istruzione, formazione, lavoro,
pari opportunità Regione Veneto.

Come è nato il Gruppo Area e quali funzioni ha?

Il Gruppo Area è un’associazione nata nella Valle dell’Agno tra la fine degli anni ’80 e gli inizi degli anni ’90. Inizialmente vi hanno aderito alcuni imprenditori, poi sono entrati a farne parte anche dei professionisti. In particolar modo gli imprenditori sentirono il bisogno di associarsi per collaborare assieme, tant’è che lo slogan era “Sei Comuni, una città”. Alla fine degli anni ’90, l’associazione sostenne alle elezioni amministrative di Valdagno Lorenzo Bosetti, che fu poi Sindaco dal 1996 al 2004. Oggi il Gruppo, in cui sono attive circa una ventina di aziende, è impegnato nel progetto di integrazione scuola-lavoro, di cui abbiamo parlato prima.

Gli amici della gaia gioventù a Vicenza: conferenza con Bepi De Marzi e Francesco Erle

Proseguono mercoledì 19 aprile 2023 alle 16.30, nella sala Marcella Pobbe del Conservatorio Pedrollo di Vicenza, gli eventi collegati alla mostra Gli amici della gaia gioventù: arte e poesia a Vicenza dal 1930 al 1950, allestita nelle sale ipogee del Museo civico di Palazzo Chiericati e recentemente prorogata fino al 24 settembre 2023.

L’appuntamento, proposto dall’Accademia Olimpica in collaborazione con il Conservatorio, permetterà al pubblico di approfondire l’interesse che quel gruppo di artisti, noto appunto come “gaia gioventù”, ebbe nei confronti della musica.

A guidare questo viaggio tra le arti saranno gli accademici olimpici Bepi De Marzi e Francesco Erle, ai cui interventi farà seguito un concerto a cura di Elisabetta Andreani, docente di Musica Vocale da Camera, affidato alle voci del mezzosoprano Lucia Marieel Fernandez e del soprano Antonia Bettanin, con Nicola Dal Cero al pianoforte. In programma brani di Gian Francesco Malipiero (“Canto della neve” e “Capriccio” da “Le stagioni italiche”), Almerigo Girotto (“La pastorella” da “Due canzoni veronesi” e “Prima suite per canto e pianoforte”), Ildebrando Pizzetti (“Augurio” e “Mirologio per un bambino” da “Tre canti greci”) e Alfredo Casella (“Quattro favole romanesche di Trilussa”: “Er coccodrillo”, “La carità”, “Er gatto e er cane” e “L’elezzione der presidente”).

“E finita la guerra, Antonio Pellizzari cantò Antonio Vivaldi” sarà il titolo dell’intervento di Bepi De Marzi, che si soffermerà sulla figura dell’imprenditore, morto ad appena 35 anni, che fu grande appassionato di musica, sostenitore e convinto divulgatore dell’arte, tanto da fondare una scuola multidisciplinare nella sua Arzignano, ma anche un’orchestra e un coro. Una figura illuminata, la sua, cui il concerto renderà omaggio nel centenario della nascita.

Francesco Erle, ricorrendo anche ad alcuni esempi al pianoforte, inviterà ad avvicinarsi ai linguaggi degli autori prescelti per il concerto: gli stilemi classici ripensati con le “note aggiunte” di Girotto, le ricercate relazioni armoniche e le raffinatezze metriche di Malipiero, i canti sospesi e bilanciati tra contrappunto e funzioni armoniche dilatate di Pizzetti, la sapienza addobbata da “guazzo gestuale” di Casella.

L’appuntamento sarà aperto da un saluto della vicepresidente dell’Accademia Olimpica, nonché co-curatrice della mostra, Maria Elisa Avagnina e del direttore del Conservatorio di Vicenza, Stefano Lorenzetti.

L’esposizione – che raccoglie opere e testimonianze di artisti come Neri Pozza, Italo Valenti, Gastone Panciera, Antonio Barolini, Maurizio Girotto, Nerina Noro e altri – è stata ideata e promossa dall’Accademia Olimpica in collaborazione con la direzione dei Musei Civici e con l’assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza, con il contributo della Fondazione Roi e della Regione del Veneto e il sostegno di Fondazione Adone e Rina Maltauro, AGSM-AIM e Banca del Veneto Centrale.

Per assistere a conferenza e concerto, ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento dei posti disponibili a [email protected] o chiamando lo 0444 324376.

Agenzia Gulliver, Fratelli Dalla Via portano le famiglie al Teatro Astra di Vicenza

Agenzia Gulliver – Tutti i viaggi che mi passan per la testa, spettacolo prodotto da La Piccionaia e Teatro del Buratto, con Marta Mungo e Innocenzo Capriuoli, ideato e diretto dai fratelli Marta e Diego Dalla Via, in scena domenica 16 aprile alle 17 al Teatro Astra di Vicenza.

L’appuntamento, fuori abbonamento per bambini dai quattro anni, rientra nella programmazione della rassegna curata dal Centro di Produzione Teatrale La Piccionaia per il Comune di Vicenza con il sostegno del Ministero della cultura e della Regione del Veneto e la collaborazione tecnica di Nardi Out Door.

Gulliver è un’agenzia di racconti di viaggio. L’unico requisito per partire è dimenticare a casa la razionalità. Le musiche originali di Carlo “Cialdo” Capelli accompagnano la poesia e l’arte d’attore: dalla piazza, luogo principe dell’incontro con l’altro, con un po’ di disponibilità mentale, può scaturire tutto quello che serve per un’esperienza teatrale. “Se qualcosa può succedere, deve succedere! Il cuore della drammaturgia è un’avventura campata per aria: direzione LAPUTA”, spiega Marta Dalla Via nella scheda artistica.

“Un’isola volante di uomini capaci, dediti alla musica e alla matematica appassionati di scienza e filosofia ma totalmente avulsi da ogni senso pratico. Sono scienziati pazzi così presi dal loro pensare da essere perennemente distratti. I più ricchi possono permettersi un servitore che, al momento del bisogno, li risveglia colpendoli delicatamente con un sacchetto”.

Introspezione e distrazione sono perni tematici intorno ai quali ruota questo spettacolo di cantastorie in un girotondo di contraddizioni divertenti. “La satira, argomento caro a Swift, è una lente deformante con cui anche i più piccoli possono famigliarizzare, giocando con l’assurdo, lo sproporzionato, l’illogico”, prosegue l’autrice regista. Attraverso le storie è possibile affinare, quasi senza sforzo, la loro capacità critica. “Certe bizzarre azioni degli abitanti di Laputa, come il tentativo di progettare le case partendo dal tetto o quello di estrarre raggi solari dalle zucche, certi intenti di rivoluzione linguistica come anagrammare le parole per scoprirne teorie del complotto o far pagare le tasse alle donne proporzionalmente alla loro bellezza, possono far sorridere, ma fanno anche sorgere alcune domande su di noi e gli altri”, conclude Dalla Via.

A misura di bambino

Con l’idea di rendere il teatro sempre più a misura di famiglia, prima e dopo lo spettacolo, nel foyer del teatro sarà allestita l’area del gioco e del riposo dove disegnare e giocare: un piccolo spazio ideato da bambini e famiglie durante il percorso di co-creazione A misura di bambino.

Montepulgo di Cornedo e l’Ortogonale 1, ovvero la linea strategica difensiva della Grande Guerra

Montepulgo è una frazione collinare di Cornedo Vicentino, nota per essere stata un punto strategico durante la Grande Guerra. Qui esisteva una linea difensiva strategica “di cresta”, detta Ortogonale 1. Essa partiva da Campogrosso e percorreva la dorsale Agno-Leogra fino a Monteviale, dove si innestava nel Campo Trincerato di Vicenza. Si tratta di un territorio ricco di storia, ma anche di sentieri e paesaggi per delle belle escursioni nella natura.

Ortogonale 1 nella Grande Guerra

Nei primi due anni di guerra la dorsale Agno Leogra, dal Passo dello Zovo di Novale alle colline di Monteviale, non era stata interessata da particolari opere di difesa o di viabilità militare. La situazione cambiò radicalmente dopo il grave rischio di invasione a seguito della Strafexpedition nel maggio del 1916. Fu a quel punto evidente l’importanza strategica delle colline di destra Leogra. Il passo di Priabona, come i passi di Torreselle e di Ignago, era infatti sulle direttrici di attacco da est in caso di crollo del fronte del Pasubio e nell’eventualità di un ripiegamento dalla linea del Piave.

chiesa montepulgo
La chiesa di S. Francesco d’Assisi a Montepulgo. Foto: Marta Cardini

Nell’aprile del 1917 il Comando della Prima Armata predispose il progetto della linea difensiva strategica Ortogonale 1.

Come funzionava

Il sistema difensivo si basava su tre linee: la linea del Piano ai piedi delle colline, una linea intermedia a mezza costa comprendente il Monte Piano, e la linea strategica Ortogonale 1 in cresta dal Monte Pulgo al Campo trincerato di Vicenza costituita da una serie di caposaldi dominanti la pianura.

Furono costruite piazzole per artiglieria, postazioni per mitragliatrice, trincee, camminamenti e ricoveri in roccia. Tutte le postazioni erano collegate da un’adeguata rete di mulattiere e sentieri. Una mulattiera collegava la linea di cresta con il campo d’aviazione e il centro di Castelgomberto.

campanile montepulgo
Il campanile di Montepulgo. Foto: m.c.

Furono costruite le strade camionabili di arroccamento dal passo di Priabona fino a Montepulgo e di qui per contrada Carletti fino alla strada Valle di Castelgomberto -Torreselle. Da Torreselle una nuova strada con un tracciato di cresta serviva la linea fino a Monteviale.

Una serie di strade trasversali collegavano il fondovalle dell’Onte e della Valdiezza con la pianura vicentina, creando una importante viabilità strategica in caso di ripiegamento del fronte. Nel 1918 la linea strategica, protetta dagli aeroporti di Castelgomberto, Trissino e Sovizzo fu occupata dai soldati alleati Francesi e Inglesi inviati sul fronte italiano dopo Caporetto.

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A Montepulgo l’aria è pulita e la natura è spettacolare. Foto: m.c.

Sport e natura

A piedi o in bicicletta il territorio è interessante. In centro a Montepulgo si può ammirare la chiesa di S. Francesco d’Assisi, con il suo campanile caratteristico. Poi si possono scegliere vari percorsi per godere della natura e di panorami straordinari.

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Un panorama da Montepulgo sulla Val Leogra e sui monti di Schio e Thiene. Foto: Marta Cardini

 

Danza in Rete Off: arrivano tre proposte performative a Vicenza

Danza in Rete Off nell’ambito di Danza in Rete Festival avanza tre le proposte performative in programma sabato 15 aprile 2023: alle 17.00 nel salone d’onore di Palazzo Chiericati sarà presentato lo studio dell’Artista in Rete 2023, il coreografo Roberto Tedesco, “Simbiosi”, protagoniste le danzatrici Laila Lovino ed Eloise Listuzzi; alle 19.00 in Loggia del Capitaniato, andrà in scena la prima performance di Danza Urbana, in prima regionale, “NeverStopScrollingBaby” presentata dal Collettivo Vitamina; alle 21.00 al Teatro Astra di Vicenza, gli artisti EM+ | Emanuele Rosa /Maria Focaraccio, segnalati dall’Artista in Rete, proporranno in prima regionale le performance “HOW TO_Just Another Boléro” e “All you need is”.

Nell’ambito di Danza in Rete Festival si sono consolidate nel tempo azioni artistiche con obiettivi mirati, come il sostegno ai percorsi di formazione autoriale; così anche per l’edizione 2023 è stato selezionato l’Artista in Rete, Roberto Tedesco, un giovane coreografo che ha vissuto l’intero periodo del Festival partecipando agli spettacoli e attivando un intenso dialogo con gli artisti presenti, con gli operatori e gli spettatori, avendo l’opportunità di vivere un’esperienza andata ben oltre i consueti canoni delle residenze artistiche; ultimo step di questo approfondito percorso formativo, la presentazione di una sua creazione in progress e la segnalazione di giovani artisti emergenti, coreografi e/o danzatori.

L’Artista in Rete 2023 Roberto Tedesco ha scelto di portare in scena, sabato 15 aprile alle 17.00 nel salone d’onore di Palazzo Chiericati, uno studio del suo nuovo progetto artistico dedicato all’esperienza, con implicazioni di tipo psicanalitico, della “Simbiosi” come riporta il titolo della performance, interpretata da Laila Lovino e Eloise Listuzzi, musiche di Rival Consoles, Senking, Pan-American, Raime. La coreografia assume tratti quasi terapeutici, riflettendo sulle relazioni simbiotiche, a partire dal rapporto originario madre-neonato, relazioni nelle quali due persone si comportano come fossero una sola e dove spesso uno dei due decide per entrambi.

Il progetto artistico, una produzione KLM-Kinkaleri/Le supplici/mk, è stato realizzato con il sostegno di supportER, azione di Anticorpi – rete di rassegne, festival e residenze creative dell’Emilia Romagna e in collaborazione con Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza – Festival Danza in Rete, Fondazione Teatro Comunale di Ferrara – Festival di Danza Contemporanea, Scenario Pubblico Centro di Rilevante Interesse Nazionale.

Roberto Tedesco nasce nel 1992 in provincia di Cosenza. A 17 anni entra a far parte della Scuola del Balletto di Toscana diretta da Cristina Bozzolini; successivamente entra nella compagnia giovanile Junior Balletto di Toscana. Dopo due anni a Firenze Cristina Bozzolini, lo invita a far parte della compagnia Aterballetto, dove resta per dieci anni, periodo nel quale ha la possibilità di lavorare con grandi coreografi, tra i quali, Ohad Naharin, Jiri Kylian, Hofesh Shechter, William Forsythe, Johan Inger, Mauro Bigonzetti. Oltre che al suo ruolo di danzatore, si appassiona presto alla coreografia iniziando a sperimentare grazie alle serate giovani coreografi organizzate dalla compagnia. Come coreografo si è già messo in luce in prestigiosi contesti internazionali come l’International Choreographic Competition di Hannover e nazionali come la Vetrina della Giovane Danza d’Autore a Ravenna. Nel 2021 ha deciso di intraprendere un percorso artistico di coreografo indipendente.

Prenderanno avvio anche le azioni di Danza Urbana, sabato 15 aprile alle 19.00 in Loggia del Capitaniato, con la  coreografia del Collettivo Vitamina, formato da Alessandra Ferreri, Matteo Sedda, Joshua Vanhaverbeke che presenteranno – in prima regionale – “NeverStopScrollingBaby”, una performance ispirata al flusso continuo di informazioni, un gioco di accelerazioni e oscillazioni, interpretata da Matteo Sedda. Il trio presenterà a Danza in Rete Festival il suo primo progetto, suono e luci di Joshua Vanhaverbeke, una produzione Fuorimargine, Centro di Produzione di danza e arti performative della Sardegna, una creazione ai limiti del trash che intende esplorare le dinamiche che governano la nostra realtà iperconnessa e superfluida, una realtà costantemente alla ricerca di sensazioni, stimoli ed euforia. Il meccanismo che anima il lavoro è lo scrolling, il passare compulsivo da un’immagine all’altra richiamato nel titolo, un’invenzione che ha influenzato la vita di gran parte della popolazione mondiale, un gesto che ha cambiato il rapporto con il mondo, la percezione del tempo, il modo di elaborazione delle informazioni. La performance si anima come un flusso ipnotico di contenuti, progettato per provocare, sedurre e manipolare l’attenzione degli spettatori, come nella fruizione delle immagini dai device che utilizziamo quotidianamente, facendo scrolling. 

“NeverStopScrollingBaby” è progetto vincitore di Danza Urbana XL 2022 – azione del Network Anticorpi XL.

Il Collettivo Vitamina è composto da Alessandra Ferreri (regista), Matteo Sedda (danzatore cagliaritano di base a Bruxelles) e Joshua Vanhaverbeke (responsabile del disegno del suono e della luce); la loro ricerca si caratterizza particolarmente per le rappresentazioni dell’osceno e le manifestazioni dell’eccesso in tutte le sue forme. Il trash diviene per i tre artisti categoria estetica, chiave di comprensione del mondo contemporaneo. La nozione di pornografia dell’immagine accompagna la riflessione artistica del collettivo, orientando l’interesse per la cultura popolare e le sue derive online. 

L’ultimo, doppio appuntamento per l’intensa giornata di danza è in programma sabato 15 aprile alle 21.00 al Teatro Astra di Vicenza: gli artisti EM+ | Emanuele Rosa /Maria Focaraccio, segnalati dall’Artista in Rete Roberto Tedesco, proporranno in prima regionale due performance, entrambe in prima regionale. La serata è realizzata in collaborazione e con il contributo de La Piccionaia – Centro di Produzione Teatrale di Vicenza. Dopo le performance si svolgeranno gli Incontri con l’Artista, condotti da Vanessa Gibin.

HOW TO_ just another Boléro” (musica di Maurice Ravel, costumi firmati dai due artisti, luci di Michele Piazzi) è

un duo creato sulle celeberrime note del Boléro: il battere incessante del tamburo e la melodia dell’opera hanno guidato i due autori nella creazione di diciotto immagini, come diciotto sono le ripetizioni del tema, disposto in un graduale e continuo crescendo dal pianissimo iniziale fino al maestoso finale. Le immagini si plasmano l’una nell’altra, cercano un proprio spazio vitale e si adattano al tempo sospeso. I due performer, come animali in cattività, sono forzatamente costretti in una gabbia priva di sbarre, divenuta familiare e casalinga. Sembrano entrambi aver dimenticato la propria natura, i rispettivi ruoli e le norme di comportamento per una pacifica coesistenza. Alla stregua di animali addomesticati e dipendenti l’uno dall’altro, sono osservati a 360° dall’esterno, come principali attrazioni di uno zoo. Quasi totalmente denudati dei propri abiti terreni, i due sono destinati alla ripetizione delle medesime azioni, in un goffo loop di tentativi, sbagli e una finale, illusoria, fuga dall’alto. Senza alcun lieto fine, i due performer si arrendono alla propria condanna.

La performance, metafora della condizione esistenziale è una ricerca su come ci si comporta, si coopera, ci si ama, con toni a volte drammatici, a volte ironici. 

Il progetto coreografico è stato selezionato per la Vetrina della giovane danza d’autore 2021 – Network Anticorpi XL ed è risultato vincitore di Call from the Aisle 2021.

Nella seconda performance “All you need is” (musiche di David Gold & Gordon Rees, John Surman, Bee Gees) partendo da figure di alcuni balli di coppia tradizionali come il tango, il valzer, la salsa, i due autori e performer intendono esplorare e mettere in discussione la logica delle opposizioni binarie che dominano il nostro sistema di pensiero, la nostra cultura e la nostra società attraverso l’intromissione di un terzo elemento “nella relazione” (in scena, il danzatore Armando Rossi). Sulle note di una famosa composizione jazz, una danza a tre fatta di continui incastri, equilibri e interconnessione fisica prende forma, come metafora di una diversa costellazione di relazioni. “All you need is” rappresenta il secondo capitolo della ricerca intrapresa dai due autori sul tema dell’adattamento e coesistenza, dell’imparare o re-imparare, scoprire o ri-scoprire come ci si comporta.

Il progetto coreografico è risultato vincitore del Premio Twain_direzioniAltre ed è stato selezionato alla Vetrina della giovane danza d’autore 2022 – Network Anticorpi XL; ha vinto anche il bando Start and Go del Comune di Genova. Entrambe le creazioni di EM+ | sono produzioni S’ALA / spazio per artist+, C&C Company.

www.festivaldanzainrete.it

A Lumignano di Longare, l’Eremo di San Cassiano incastrato nella roccia desta stupore

A sud di Vicenza i Colli Berici offrono paesaggi e sorprese spettacolari. Vi avevamo già parlato dell’Eremo di San Donato a Villaga, con i suoi covoli spettacolari. Un altro sito interessante (con covoli) è l’Eremo di San Cassiano a Lumignano di Longare. Per chi ama le escursioni nella natura e la passeggiate nei sentieri di collina, l’eremo è una bella meta da raggiungere. Si può raggiungere percorrendo il sentiero n.3, adatto a tutte le età perchè in costante leggera salita.

panorama
Il panorama visto dall’eremo

La costruzione

L’eremo è incastrato nella parete rocciosa orientale del monte della Croce di Lumignano. Si tratta di una costruzione che risale al XVII secolo, eretta inglobando i resti dell’antica chiesa di San Cassiano del VI-VII secolo che si trovava nell’odierna sala sul lato nord dell’edificio. L’antica chiesa era costruita in corrispondenza di un covolo che fungeva da abside, chiuso da murature, le cui parti inferiori sono state messe in luce dallo scavo del 1994.

Eremo S. Cassiano
L’eremo è incastrato nella roccia.

Qui sono state scoperte tredici sepolture scolpite nella roccia, dieci delle quali ancora visibili. Sono state rinvenute anche delle iscrizioni incise su una lastra tombale. Altre iscrizioni sono scolpite direttamente sulla parete rocciosa in cui sono state ricavate le fosse.

La tradizione

Proprio in quest’eremo, nel XII secolo, ha trovato rifugio per qualche tempo Adelaide di Borgogna, imperatrice dei Franchi e regina d’Italia, sfuggita alla prigionia impostale da Berengario, quando nel 1137 il re Lotario II, suo sposo, venne assassinato. Si narra anche che, finché visse, la regina riconoscente inviò doni ai penitenti che qui si ritiravano a pregare.

covoli
L’eremo con i suoi covoli è molto suggestivo

Il complesso divenne proprietà privata della famiglia padovana dei Dottori dal XVII secolo fino alla fine del XVIII, quando passò a Nicolò Leoni che nel 1825 lo cedette alla famiglia Da Schio, cui appartiene tuttora.

La croce

Suggestiva, nei pressi dell’eremo è la grande croce sul Monte della Croce, appunto. Si tratta di una meta di pellegrinaggio che suscita grandi emozioni.

croce
La croce sul Monte della Croce

Vicenza, Enrico e la pojana che allontana i colombi per “disinfestare” i nidi e l’ambiente in piazza dei Signori e dintorni

Qualche giorno fa il nostro direttore, passeggiando per stradella S. Giacomo, una laterale di Corso Palladio, si è imbattuto in Enrico, un addestratore di pojane, e nella sua bella pojana. Quest’ultima è stata addestrata appunto per spaventare i piccioni e distruggere i loro nidi. Oltre all’alta concentrazione di guano, che si deposita per le strade e sugli edifici, il problema principale riguardante i piccioni è quello delle malattie di cui questi volatili sono portatori.

Enrico, addestratore di pojane
Enrico, addestratore di pojane

Ed ecco che Enrico spiega: “la mia pojana spaventa i colombi e toglie i piccoli dai nidi. Ci vogliono circa 2 mesi per addestrare una pojana a fare questo tipo di lavoro“. La pojana ha appunto la funzione di “disinfestare” i piccioni. Anche a Napoli era stata presa una simile iniziativa nel 2016 e lo stesso è stato fatto anche in altre città italiane. La pojana, il cui vero nome è buteo buteo, è infatti un rapace “intelligente” che apprende facilmente e che ama cacciare.

Le malattie dei piccioni sono circa 60 e si contraggono principalmente respirando o ingerendo le polveri di guano presenti nell’aria. Inoltre, in alcuni casi, sono trasmissibili anche tramite il contatto con gli escrementi. Le più riscontrate nei pazienti sono la salmonellosi e l’istoplasmosi, che si contrae tramite un fungo presente nel guano di piccione chiamato Histoplasma Capsulatum. Causa dei problemi di tipo polmonare con tosse, dolori al petto e stanchezza che possono diventare dei sintomi cronici nei pazienti con difese immunitarie basse.
C’è poi l’ornitosi. Anche questa malattia provoca dei problemi al livello polmonare e presenta gli stessi sintomi di una polmonite. Colpisce abbastanza frequentemente gli allevatori di uccelli ed è causata dal batterio Chlamydophila Psittaci.

pojana
Una pojana. Foto: https://www.ceaspartemontis.it/la-poiana-rapace-predatore-dei-cieli/

Ed ecco che Enrico spiega: “la mia pojana spaventa i colombi e toglie i piccoli dai nidi. Ci vogliono circa 2 mesi per addestrare una pojana a fare questo tipo di lavoro“. La pojana ha appunto la funzione di “disinfestare” i piccioni. Anche a Napoli era stata presa una simile iniziativa nel 2016 e lo stesso è stato fatto anche in altre città italiane. La pojana, il cui vero nome è buteo buteo, è infatti un rapace “intelligente” che apprende facilmente e che ama cacciare.