Dal 2011 al 2024 l’Italia ha perso 193 mila aziende giovanili
ROMA (ITALPRESS) – Dal 2011 al 2024 l’Italia ha perso 193.000 aziende giovanili, ovvero guidate da imprenditori under 35. È quanto emerge da una ricerca dell’Ufficio Studi di Confcommercio. Il direttore Mariano Bella ne ha parlato in un’intervista all’Italpress.
sat/gsl
Week-end di Ognissanti, previsti quasi 26 milioni di spostamenti di autoveicoli
ROMA (ITALPRESS) – Nel week-end di Ognissanti sulla rete Anas, Società del Gruppo Fs, sono previsti circa 25,7 milioni di spostamenti di autoveicoli. “In queste festività caratterizzate da spostamenti di breve e media percorrenza – ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Anas Claudio Andrea Gemme – chiediamo a chi si mette in viaggio di rispettare i limiti di velocità, le distanze tra i veicoli e di evitare qualsiasi tipo di distrazione alla guida, innanzitutto con l’uso del cellulare. Ricordiamoci sempre – sottolinea l’Ad Anas – che la sicurezza dipende dai comportamenti di ciascuno di noi. Come recita il nostro spot, quando sei alla guida tutto può aspettare”.
Lungo la rete Anas per questo fine settimana è atteso traffico in costante aumento: oggi pomeriggio e sabato mattina per gli spostamenti in crescita dai grandi centri urbani; domenica pomeriggio per i rientri verso le grandi città. Gli itinerari interessati, nelle giornate di venerdì e sabato, sono in direzione sud verso le località di provincia, in particolare lungo le dorsali adriatica, tirrenica e jonica e in uscita dai centri urbani.
L’intensificazione della circolazione potrà riguardare i principali itinerari Anas: la A2 “Autostrada del Mediterraneo” che attraversa Campania, Basilicata e Calabria; le statali 106 Jonica e 18 Tirrena Inferiore in Calabria; le autostrade A19 Palermo-Catania e A29 Palermo-Mazara del Vallo in Sicilia; la strada statale 131 Carlo Felice in Sardegna; la strada statale 148 Pontina nel Lazio, arteria particolarmente trafficata che insieme alla SS7 “Appia” assicura i collegamenti tra Roma e le località turistiche del basso Lazio; l’Itinerario E45 (SS675 e SS3 bis) che interessa Umbria, Toscana, Emilia Romagna e collega il nord est con il centro Italia; le direttrici SS1 Aurelia (Lazio, Toscana e Liguria), SS16 Adriatica (Puglia, Molise, Abruzzo, Emilia-Romagna e Veneto). Al nord i Raccordi Autostradali RA13 ed RA14 in Friuli-Venezia Giulia verso i valichi di confine, la SS36 del Lago di Como e dello Spluga in Lombardia, la SS45 di Val Trebbia in Liguria, la SS26 della Valle D’Aosta e la SS309 Romea tra Emilia-Romagna e Veneto e la SS 51 di Alemagna in Veneto. Il divieto di transito dei veicoli pesanti è in vigore domani, sabato 1° novembre, e domenica 2 novembre dalle 9 alle 22.
-Foto IPA Agency-
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Emergenza rifiuti tessili, l’Anci chiede all’assessore Colianni iniziative urgenti
PALERMO (ITALPRESS) – ANCI Sicilia ha chiesto all’assessore regionale all’Energia, Francesco Colianni, di valutare in modo condiviso le iniziative più urgenti da intraprendere. Nelle ultime settimane numerosi Comuni siciliani hanno segnalato ad ANCI Sicilia gravi difficoltà nel conferimento dei rifiuti tessili, dovute alla mancanza di piattaforme dedicate e all’impossibilità di garantire un corretto smaltimento di questa tipologia di rifiuto.
“A seguito della mancanza di punti di conferimento operativi – dichiarano il presidente di ANCI Sicilia, Paolo Amenta, e il segretario generale, Mario Emanuele Alvano – la situazione sta assumendo per i Comuni i contorni di una vera e propria emergenza, con il rischio di accumuli incontrollati e conseguenze anche sul piano igienico-sanitario e ambientale”.
ANCI Sicilia, in considerazione della grande attenzione che in questi mesi l’assessore regionale all’Energia, Francesco Colianni, ha mostrato nel cercare soluzioni condivise con i Comuni, ha chiesto di avviare un confronto volto a individuare misure concrete e sostenibili che consentano di garantire un regolare servizio di raccolta e trattamento dei rifiuti tessili.
“È necessario – conclude il presidente Paolo Amenta – che vengano adotatti interventi urgenti e coordinati tra Regione e sistema degli enti locali, affinché i Comuni possano adempiere correttamente ai propri obblighi e continuare a contribuire agli obiettivi di economia circolare e di tutela ambientale”.
-Foto Anci Sicilia-
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Bella (Confcommercio) “Sostenere le imprese giovanili per spingere la crescita”
ROMA (ITALPRESS) – Dal 2011 al 2024 l’Italia ha perso 193.000 imprese giovanili, guidate da under 35. E’ quanto emerge da una ricerca dell’Ufficio Studi di Confcommercio. “Se non c’è nuova imprenditoria, la crescita ristagna”, afferma il direttore Mariano Bella, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
“Qualcuno potrebbe obiettare che il dato dipende dalla demografia, ma è vero solo in parte. In realtà, al netto dei fenomeni demografici e della riduzione del tasso di imprenditoria in generale, noi stiamo costringendo i giovani, quei pochi che sono rimasti in Italia, ad andare a fare impresa all’estero. Per migliorare la situazione intanto bisogna smetterla di pensare soltanto alle fasce adulte della popolazione – sottolinea Bella -. Mi sembra paradossale che noi oggi stiamo discutendo di non legare la crescita dell’età pensionabile all’aspettativa di vita, questo implica un trasferimento di risorse dai giovani agli anziani. L’altra cosa che bisogna fare è ridurre la burocrazia. Una riduzione del carico burocratico sulle imprese ha effetti benefici sull’intero sistema economico, ma in particolare sulle piccole imprese e sulle startup”.
Fondamentale è anche il ruolo del credito. “Le imprese giovanili, le startup ovviamente sono più rischiose, però sono quelle più produttive – sottolinea il presidente dell’Ufficio Studi di Confcommercio -. Sono un veicolo di innovazione e di tecnologia. Se facciamo cadere tutto il costo del rischio sull’imprenditore, avremo meno imprese produttive. Bisogna utilizzare dei fondi specifici per le startup, per ripartire il rischio in maniera tale che il costo per del finanziamento per l’imprenditore giovane non sia esorbitante”.
Il giudizio di Bella sulla legge di bilancio 2026 all’esame del Parlamento è complessivamente positivo: “Mi piace perchè è una manovra equilibrata e “leggera”, in tutto 18 miliardi di movimentazione. In totale lo sbilancio tra maggiori spese e minori entrate è lo 0,04% del PIL. Quindi conti pubblici in ordine, si fa un pò di alleggerimento in termini di costo del lavoro, si dà qualcosa a oltre 10 milioni di persone che guadagnano tra 28.000 e 200.000 euro. Questo potrebbe anche innescare un pò di fiducia. La cosa brutta che vediamo è che nelle coperture ci sono 6 miliardi che non sono ben specificati”.
Per il presidente dell’Ufficio Studi di Confcommercio è “necessario un impulso alla fiducia di famiglie e imprese, in maniera da ripristinare l’agibilità del circuito che trasforma maggiori redditi, maggiore ricchezza, in consumi. Oggi al PIL mancano i consumi. Se il reddito e la ricchezza non si trasformano in consumi rimaniamo con una domanda stagnante e con un Pil fermo”.
Per il rilancio della fiducia può essere utile far crescere quello che Mariano Bella definisce Sense of Italy, un concetto che “tenta di valorizzare il metabrand Italia, superando la contrapposizione tra manifattura e servizi. Cerchiamo di risolvere i problemi valorizzando le reciproche e preziose interazioni tra due grandi settori”, ricordando che “il terziario di mercato negli ultimi 30 anni ha fatto 3,7 milioni di occupati in più”.
– Foto Italpress –
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Bandiera della pace: colore, storia e significato
La bandiera della pace è diventata negli anni uno dei simboli più riconoscibili dei movimenti pacifisti e delle campagne contro la guerra.
I suoi colori arcobaleno e la scritta PACE sono immediatamente associati a un messaggio di non violenza, convivenza tra i popoli e rifiuto dei conflitti armati. Pur essendo una creazione relativamente recente, ha saputo unire linguaggi diversi e contesti politici eterogenei, diventando un emblema civile che va oltre le appartenenze religiose e nazionali.
Origini e contesto storico
La versione più diffusa della bandiera della pace nasce in Italia all’inizio degli anni 60, ispirata alla bandiera del movimento pacifista internazionale e a simboli utilizzati già nelle marce contro le armi nucleari. A farla conoscere al grande pubblico fu però la grande Marcia Perugia-Assisi per la pace e la fraternità, che adottò i colori arcobaleno come segno di pluralità e di speranza. L’idea era semplice ma potente: mostrare che la pace non è l’assenza di conflitto in senso militare, ma la presenza di relazioni giuste, inclusive e rispettose tra le persone.
Negli anni 2000 la bandiera si è diffusa in modo capillare con la campagna Pace da tutti i balconi, nata per dire no alla guerra in Iraq. In quei mesi la si vedeva esposta su finestre, scuole, sedi di associazioni e parrocchie: un esempio concreto di come un simbolo possa diventare linguaggio quotidiano e strumento di mobilitazione civile.
Colori e significato
Il tratto distintivo della bandiera della pace è la sequenza di bande orizzontali a colori, solitamente sette, che richiamano l’arcobaleno. L’arcobaleno è un’immagine antica, presente in molte culture, e rimanda all’idea di alleanza e di riconciliazione. In chiave contemporanea viene letto anche come messaggio di inclusione delle differenze.
La versione italiana più comune prevede questo ordine dall’alto verso il basso: viola, indaco, azzurro, verde, giallo, arancione, rosso, con al centro la scritta PACE in bianco. Non esiste tuttavia un unico standard internazionale e in alcune varianti i colori possono cambiare posizione o numero. Ciò che resta invariato è la scelta dell’arcobaleno come codice visivo: un insieme di colori diversi che, messi insieme, non si escludono ma creano armonia. È esattamente il messaggio che il movimento pacifista vuole trasmettere.
Diffusione e utilizzi nei movimenti
Per capire quanto questo simbolo sia duttile è utile osservare alcuni contesti in cui viene utilizzato:
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Manifestazioni contro la guerra e per il disarmo
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Giornate mondiali della pace promosse da associazioni laiche e religiose
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Scuole e oratori che vogliono educare alla non violenza
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Comuni ed enti locali che la espongono per motivi istituzionali o per solidarietà internazionale
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Associazioni per i diritti umani che la affiancano ad altri simboli civili
In ciascuno di questi ambienti la bandiera diventa un modo semplice per dire: qui la pace è un valore prioritario. La sua forza sta proprio nell’essere riconoscibile anche da chi non conosce i dettagli della storia del movimento pacifista.
Altre bandiere e simboli di pace
La bandiera arcobaleno con la scritta PACE non è l’unico segno utilizzato per veicolare un messaggio pacifico. Esistono, ad esempio, le bandiere bianche adottate come segno di cessazione delle ostilità e il celebre simbolo della pace disegnato nel 1958 da Gerald Holtom per la Campagna per il disarmo nucleare britannica. In diversi paesi sono state ideate anche bandiere locali della pace, spesso con richiami alla colomba o all’ulivo.
Rispetto a questi segni, la bandiera arcobaleno ha il vantaggio di essere inclusiva e non aggressiva, di portare un messaggio positivo e non solo di protesta, e di poter essere esposta senza ambiguità in contesti scolastici, istituzionali e familiari. Non richiama un blocco politico preciso, ma un principio etico generale: la dignità di ogni popolo e di ogni persona.
Perché esporla oggi
Oggi la bandiera della pace non è solo memoria di grandi mobilitazioni del passato. Può diventare uno strumento educativo per le nuove generazioni, un segno di dialogo in quartieri multiculturali, un gesto di solidarietà verso le popolazioni colpite da conflitti. Esporla significa dichiarare che la pace non è un fatto privato, ma una responsabilità pubblica.
È utile anche ricordare che la pace non è solo assenza di guerra, ma anche giustizia sociale, tutela dei diritti umani, rispetto dell’ambiente, cooperazione internazionale. Mostrare la bandiera può allora essere il primo passo di un percorso più ampio: informarsi, sostenere organizzazioni che promuovono la non violenza, educare bambini e ragazzi al linguaggio del rispetto. Un piccolo simbolo, ma con un messaggio che continua a parlare a tutti.
Gaza, gli Usa al lavoro per il dispiegamento di una forza internazionale
ROMA (ITALPRESS) – Washington prepara il dispiegamento di una forza internazionale a Gaza nelle prossime settimane, con truppe arabe e straniere; prevista la formazione di polizia palestinese per la sicurezza futura. Lo riferiscono fonti alla Tv Al Arabiya. Intanto, l’esercito israeliano intensifica le operazioni: bombardamenti e demolizioni a Khan Yunis (sud), spari su tende sfollati a Shujaiya e Jabalia (nord).
Confermata identità dei corpi di due ostaggi, Amiram Cooper e Saher Baruch, restituiti da Hamas nell’ambito del cessate il fuoco mediato da Usa, Egitto e Qatar. Finora sono stati consegnati 15 cadaveri su 28.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Truffa nel fotovoltaico da 80 milioni, sequestrato il sito internet societario
BOLOGNA (ITALPRESS) – La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza hanno eseguito numerose perquisizioni domiciliari in tutta Italia ed effettuato il sequestro preventivo d’urgenza del portale www.voltaiko.com, con contestuale blocco di 95 conti correnti riconducibili all’omonimo gruppo societario. Si tratta del risultato di una complessa indagine condotta dal Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza di Bologna e dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica per l’Emilia-Romagna, sotto la direzione del Pubblico Ministero Marco Imperato della Procura della Repubblica di Bologna. Un’azione corale che ha visto impegnate in prima linea anche le Sezioni Operative Sicurezza Cibernetica delle varie Regioni e gli altri reparti territoriali della Fiamme Gialle nelle province di Bologna, Rimini, Modena, Milano, Varese, Frosinone, Teramo, Pescara, Ragusa e Arezzo.
tvi/mca2
fonte video: Guardia di Finanza
Truffa nel fotovoltaico da 80 milioni, sequestrato il sito web societario
BOLOGNA (ITALPRESS) – La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza hanno eseguito numerose perquisizioni domiciliari in tutta Italia ed effettuato il sequestro preventivo d’urgenza del portale www.voltaiko.com, con contestuale blocco di 95 conti correnti riconducibili all’omonimo gruppo societario.
Si tratta del risultato di una complessa indagine condotta dal Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza di Bologna e dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica per l’Emilia-Romagna, sotto la direzione del Pubblico Ministero Marco Imperato della Procura della Repubblica di Bologna. Un’azione corale che ha visto impegnate in prima linea anche le Sezioni Operative Sicurezza Cibernetica delle varie Regioni e gli altri reparti territoriali della Fiamme Gialle nelle province di Bologna, Rimini, Modena, Milano, Varese, Frosinone, Teramo, Pescara, Ragusa e Arezzo.
L’operazione ha permesso di ricostruire il modus operandi di un gruppo con struttura piramidale tipica del network marketing multi level dedito alla consumazione di un numero indeterminato di truffe, perpetrate in danno anche di persone in stato di minorata difesa, tipicamente attinenti al cd. Schema Ponzi (modello economico di vendita truffaldino che promette forti guadagni ai primi investitori, a discapito di nuovi “investitori”, a loro volta vittime della truffa).
La proposta green di investimenti nel settore delle energie rinnovabili non prevedeva l’installazione di impianti fisici presso le proprie abitazioni, bensì il noleggio di pannelli fotovoltaici collocati in Paesi ad alta produttività energetica, in realtà inesistenti, con allettanti rendimenti mensili o trimestrali in “energy point”.
Le somme investite erano tuttavia vincolate per tre anni, consentendo così di allargare enormemente la leva finanziaria. Si stima che siano circa 6.000 le persone offese sul territorio nazionale che venivano persuase dai numerosi procacciatori ad investire sul portale, generando un volume di investimenti stimato in circa 80 milioni di euro.
La Procura della Repubblica di Bologna ha disposto in via d’urgenza il sequestro preventivo del portale www.voltaiko.com e di tutti i rapporti finanziari riconducibili alle società coinvolte e agli odierni indagati, da ritenersi innocenti fino a sentenza definitiva. Nel corso delle perquisizioni è stato possibile rinvenire e sottoporre a sequestro criptovalute, dispositivi elettronici, beni di lusso, lingotti d’oro e documentazione di rilevante interesse investigativo.
-Foto ufficio stampa Guardia di Finanza-
(ITALPRESS).
Roma, sequestro di beni del valore di 106 milioni a 4 imprenditori socialmente pericolosi
ROMA (ITALPRESS) – Finanzieri del Comando Provinciale di Roma stanno eseguendo il provvedimento emesso, su proposta della Procura della Repubblica capitolina, dal locale Tribunale Penale-Sezione Misure di Prevenzione, con cui è stato disposto il sequestro per sproporzione dei beni del valore di oltre 106 milioni di euro, riconducibili a quattro imprenditori romani ritenuti socialmente pericolosi.
I soggetti proposti sono risultati, nello sviluppo di precedenti attività investigative svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria Roma, gravemente indiziati di appartenere ad un’associazione per delinquere, con l’aggravante di aver agevolato organizzazioni di tipo mafioso, dedita alla commissione di plurimi reati tributari, nonché a conseguenziali operazioni di riciclaggio, autoriciclaggio e reimpiego in attività economiche di denaro di provenienza delittuosa, fatti per i quali sono stati destinatari, nell’aprile 2021, nell’ambito dell’indagine che ha coinvolto la società “Maxpetroli Italia”, di misure cautelari personali.
In particolare, le accurate investigazioni condotte dal Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata, articolazione del suddetto Nucleo PEF, hanno fornito elementi per configurare nei confronti dei soggetti coinvolti indizi di pericolosità sociale, alla luce del loro consolidato comportamento illecito, emerso dai numerosi precedenti penali specifici, che ha consentito l’accumulazione di ingenti risorse economiche, idonee a sostenere un tenore di vita sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati.
Con il provvedimento in esecuzione, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma, ha disposto il sequestro di unità immobiliari, site nei comuni di Roma, Fiumicino (RM) e Olbia (SS), autoveicoli (anche di lusso) e motoveicoli, del patrimonio aziendale di imprese riconducibili ai proposti, orologi di valore ed opere d’arte (già sottoposti a sequestro penale nell’ambito delle pregresse attività svolte). Tra i beni aggrediti dal provvedimento ablativo emerge una villa con accesso diretto al mare, dotata di piattaforma privata con predisposizione di attracco barche a Punta Lada, nei pressi di Porto Rotondo (Olbia).
-Foto Guardia di Finanza-
(ITALPRESS).


