Stradella Loschi già stradella Sale (qui la mappa, rubrica “Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin” qui tutti gli articoli, ndr). La famiglia Loschi era una delle più potenti della città, ebbe uomini di governo e d’armi tra cui Antonio Loschi, morto nel 1441, cancelliere di Gian Galeazzo Visconti, segretario del Papa Martino V, al secolo Ottone Colonna. L’ultimo della stirpe fu il conte Luigi Loschi, morto a Bologna il 29 luglio 1848, aveva sposato Drusilla Dal Verme, nobildonna vicentina.
“Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin”: Stradella della Racchetta, dal gioco della Pallamaio o Pallamano o ancora Pallamaglio
Stradella della Racchetta. Il nome della via deriva dal gioco della Pallamaio o Pallamano o ancora Pallamaglio, in un terreno adattato nel 1503 dal nobile vicentino Attila Trissino, sepolto nella chiesetta delle Grazie, edificata lì vicino (qui la mappa, rubrica “Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin” qui tutti gli articoli, ndr).
“Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin”: Stradella della Banca Popolare, detta anche stradella Thiene o Negri o Santo Stefano
Stradella della Banca Popolare. Detta anche stradella Thiene o Negri o Santo Stefano (qui la mappa, rubrica “Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin” qui tutti gli articoli, ndr). La Banca popolare di Vicenza, nata nel 1866 ad opera di benemeriti cittadini come Paolo Lioy, Emanuele Lodi, Girolamo Busato, acquista in data 5 novembre 1871 il Palazzo di proprietà delle contesse Elena e Giulia Thiene per farne la sede della Banca.
“Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin”: Stradella del Garofolino, da antica osteria al Garofolin, distrutta da bombardamento aereo del 1945
Stradella del Garofolino. Già descritta dal Lampertico, il nome le deriva da una antica osteria al Garofolin, distrutta dal bombardamento aereo del febbraio 1945 (qui la mappa, rubrica “Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin” qui tutti gli articoli, ndr).. La locanda era ubicata in alcuni locali delle scuderie dei conti Thiene. Era frequentata da nobili e popolani e brigate di amici. In zona sino agli anni ’60 esisteva il cinema parrocchiale chiamato il Grillo Parlante, proprietà dei Filippini.
“Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin”: Stradella del Borghetto, da Burg in tedesco, vicina a Porta Santa Croce, al Bacchiglione, al Ponte Novo
Stradella del Borghetto. Burg in tedesco, piccolo Borgo. Vicina a Porta Santa Croce, al Bacchiglione, al Ponte Novo, è in via di risanamento, spesso allagata, perché a livello del fiume (qui la mappa, rubrica “Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin” qui tutti gli articoli, ndr).
“Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin”: Stradella dei Tre Scalini, i tre nella strada verso contrà Pescherie Vecchie che… non ci sono più
Stradella dei Tre Scalini. Il nome deriva da tre gradini ricavati nella strada verso contrà Pescherie Vecchie, per impedire il passaggio di veicoli in strada durante i mercati (qui la mappa, rubrica “Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin” qui tutti gli articoli, ndr). Con il nuovo palazzo delle poste e la sistemazione della strada i gradini furono eliminati.
“Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin”: Stradella dei Stalli, dalle stalle della famiglia Porti nelle vicinanze del Palazzo di Contrà Porti
Stradella dei Stalli. Laterale di Contrà Riale (qui la mappa, rubrica “Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin” qui tutti gli articoli, ndr). Lunga 144 metri. Il nome caratteristico deriva dalle stalle che la famiglia Porti aveva nelle vicinanze del Palazzo di Contrà Porti; probabilmente il lapicida che incise il nome commise un errore: “dei stalli”, meglio “degli stalli”.
“Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin”: Stradella dei Orbi, dove più di cento anni fa abitavano dei poveri ciechi
Stradella dei Orbi. Laterale contrà Santa Lucia. Lunga metri 70 (qui la mappa, rubrica “Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin” qui tutti gli articoli, ndr). Un nome piuttosto strano, si spiega forse col fatto che nella stradella (ora rimessa a nuovo) più di cento anni or sono abitassero dei poveri ciechi usi ad andare mendicando. Nessuna relazione tra la casa d’angolo costruita nel 1773 da Giuseppe Gastaldi, commerciante in seta, (ora Franceschini) e la riproduzione del busto di Belisario, vincitore dei Goti in Italia, caduto in disgrazia e divenuto cieco e mendicante a Costantinopoli.
“Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin”: Stradella dei Munari, i mugnai. Era anche chiamata Busa dei Munari
Stradella dei Munari, i mugnai. Lunga 80 metri (qui la mappa, rubrica “Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin” qui tutti gli articoli, ndr). Era anche chiamata Busa dei Munari per una depressione della strada spesso allagata dalla piena del Bacchiglione che scorre vicinissimo. Il toponimo di Stradella dei Munari indica la presenza dei mulini, cioè le macchine per macinare le biade, il grano e altro.
Gli Statuti cittadini del 1264 prevedevano norme rigorose per l’esercizio del mestiere di mugnaio. Le regole emanate il 29 luglio 1557 obbligavano i mugnai «a tenere di cadauna condizione et qualità la bozza giusta, secondo la misura del comune di Vicenza sigillata per il pubblico bolladore con il bollo di San Marco».