martedì, Giugno 30, 2026

Doré Quartet a Villa Ghislanzoni Curti di Bertesina per i Notturni d’Estate

- Advertisement -

Nell’ambito della rassegna Notturni d’Estate a Villa Ghislanzoni Curti di Bertesina, giovedì 2 luglio 2026 è in programma un concerto con il Doré Quartet, formazione d’archi composta dai violinisti Ilaria Taioli e Samuele Di Gioia, dal violista Salvatore Emanuel Borrelli e da Caterina Vannoni al violoncello.

Notturni d’Estate è la serie incontri musicali all’aperto promossa dall’Orchestra del Teatro Olimpico e dalla Società del Quartetto di Vicenza. Il concerto è realizzato nell’ambito della VII edizione del festival Musica con Vista organizzato dal Comitato AMUR del quale fa parte anche la Società del Quartetto di Vicenza insieme ad altre 14 importanti istituzioni concertistiche italiane.

Il concerto inizia alle 21.

Doré Quartet a Villa Ghislanzoni Curti di Bertesina per i  Notturni d’Estate

Nato nel 2021 da una passione condivisa per la musica da camera, l’ensemble Doré Quartet prende il nome da Gustave Doré, pittore e incisore francese di grande talento attivo nella seconda metà dell’Ottocento.

Il Quartetto ha rapidamente guadagnato visibilità internazionale, grazie all’affermazione in vari concorsi e ad apparizioni in importanti festival e stagioni di concerti in tutta Europa. Beneficiario di alcune prestigiose borse di studio, come quella istituita dalla Royal Concertgebouw Orchestra, la formazione ha proseguito il lavoro di alto perfezionamento frequentando masterclass con i migliori specialisti di musica da camera. 

Attualmente i quattro archi stanno studiando con il Quatuor Ébène alla Hochschule für Musik und Theater di Monaco, con il Quartetto di Cremona all’Accademia Stauffer, con il Kuss Quartet all’Accademia Perosi e con Marc Danel alla Nederlandse StrijkKwartet Academie di Utrecht.

Dal 2024 il Doré suona quattro preziosi strumenti storici appartenenti alla collezione della Fondazione Pro Canale.

Il programma del concerto a Villa Ghislanzoni Curti 

Il programma del concerto del Doré Quartet si apre con il Quartetto in Mi minore Op. 59 n. 2 di Beethoven che appartiene a una triade composta nel 1806 nota come “Quartetti russi” perché commissionata dal conte Andrea Kyrillovic Razumowski, ambasciatore russo a Vienna, buon violinista e generoso mecenate. Insieme alla Sonata per pianoforte, il Quartetto per archi è un genere che Beethoven predilesse e al quale si dedicò lungo tutta la sua parabola artistica: dalla serie giovanile dell’Op. 18, ai Quartetti della maturità composti nel periodo 1805-1810, fino agli ultimi venuti alla luce negli anni Venti. Se i primi risentono dell’influenza dei maestri Haydn e Mozart, già con l’Opus 59 Beethoven si emancipa dallo stile settecentesco e raggiunge un equilibrio perfetto fra eredità del passato e nuove soluzioni che vanno oltre i limiti dettati dalla tradizione e anticipano lo sviluppo futuro della musica.

In chiusura di concerto il Doré Quartet propone il Quartetto di Giuseppe Verdi in Mi minore che il grande operista scrisse a Napoli “nei momenti d’ozio” durante l’allestimento di Aida al Teatro San Carlo. Si tratta di una pagina deliziosa e per certi versi sorprendente nella quale Verdi dimostra di sapersi destreggiare con grande naturalezza in un genere musicale così lontano da quello operistico, per il quale era venerato in tutta Europa.

Stay Connected

9,253FansMi piace
3,533FollowerSegui
2,652IscrittiIscriviti
- Advertisement -
- Advertisement -
- Advertisement -

ULTIMI ARTICOLI