Quest’anno segna il 45esimo anniversario dell’istituzione della Zona Economica Speciale (Zes) di Shenzhen. In quanto motore industriale e dell’innovazione della città, il distretto di Nanshan ha creato un ecosistema industriale che favorisce continui progressi nell’innovazione hardware. (XINHUA/ITALPRESS)
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(Fonte video: Xinhua)
Cina: decodificare 45 anni di Zes Shenzhen, hub globale per innovazione e talenti
Venti anni di Autostrade del Mare, 52mila km di tratte e 18 porti italiani
ROMA (ITALPRESS) – Il settore delle Autostrade del Mare (AdM), snodo intermodale d’eccellenza per la connessione con il Bacino del Mediterraneo, così come si è sviluppato con la legge 488 del 1999, che ha introdotto stanziamenti a sostegno del cabotaggio e dell’intermodalità marittima, comprende oggi 52.007 km di tratte, con 18 porti italiani di origine e 23 destinazioni finali, di cui otto in porti stranieri (Spagna, Malta, Grecia, Croazia). E’ quanto emerge dal Rapporto Censis sui vent’anni delle Autostrade del Mare, realizzato per il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e per RAM S.p.A. Logistica-Infrastrutture-Trasporti, società in house del MIT, e presentato nella Sala del Parlamentino del Ministero. Il Rapporto ha offerto l’occasione per ricostruire i passaggi che hanno trasformato le AdM in una delle leve strategiche della logistica nazionale, non solo per ridurre l’impatto ambientale e migliorare la mobilità delle merci, ma anche per sostenere il posizionamento dell’Italia nei mercati globali, in una prospettiva di sviluppo futuro del settore.
Nel corso dei venti anni delle AdM, l’utilizzo del mare nei trasporti in Italia ha raggiunto risultati ottimalisu più fronti. Dal punto di vista economico, l’Italia si conferma tra i protagonisti europei della Blue Economy, contribuendo per l’11,1% al valore aggiunto complessivo dell’Ue e per l’11,5% all’occupazione del settore (2022). Nel 2024, oltre la metà delle merci importate e circa il 40% delle merci esportate hanno viaggiato via mare. L’Italia ha conquistato una posizione di leadership nel trasporto Ro-Ro: le esportazioni con questa modalità sono cresciute del 77,8% tra il 2006 e il 2024, e addirittura del 126,7% nel periodo 2013-2024. Nella sostituzione strada-mare, dall’avvio delle AdM, sono stati risparmiati oltre 27 miliardi di chilometri altrimenti percorsi sulla rete stradale, mentre sul piano ambientale l’intermodalità marittima consente, in un anno, di eliminare dalla strada circa 2,2 milioni di camion e mezzi pesanti pari a un trasporto di 58 milioni di tonnellate di merci e di abbattere 2,4 milioni tonnellate di CO2.
Le AdM sono cresciute grazie alle imprese armatoriali italiane che hanno più che raddoppiato l’offerta di trasporto: il numero di collegamenti è aumentato passando da 202 viaggi settimanali del 2004, a 291 nel 2024. In particolare, le tratte internazionali sono cresciute del 163%. La consistenza della flotta, attiva su AdM, ha aumentato il proprio volume del 111% fra il 2004 e il 2024. Sulla base dei dati relativi ai primi 27 porti italiani, l’offerta di metri lineari resi disponibili ogni settimana per le Autostrade del Mare passa da un milione 174mila del 2004 ai 2 milioni 565 mila del 2024, più che raddoppiando in questo modo la disponibilità di trasporto su mare dei mezzi pesanti. A livello geografico, i porti più attivi nelle AdM sono Livorno, con 359 mila metri lineari di stiva offerti settimanalmente, Genova (315mila) e Catania (224mila), ma l’intero Mezzogiorno risulta centrale: Sicilia, Campania e Puglia rappresentano oltre la metà delle tratte.
Come si evince dal Rapporto Censis, parte integrante della storia delle AdM è il quadro normativo che, a livello europeo e nazionale, ha consolidato il trasporto marittimo e favorito lo sviluppo dell’intermodalità. L’Ue ha introdotto le AdM nella normativa europea con la Decisione n. 884/2004/CE, focalizzata sul miglioramento dei collegamenti marittimi tra porti strategici, riduzione della congestione stradale e promozione della sostenibilità, mentre con il Regolamento n. 1315/2013 ha consolidato le AdM come parte integrante della Rete Trans-Europea dei trasporti (TEN-T). Con il PNRR sono stati stanziati oltre 1,4 miliardi di euro per il potenziamento delle infrastrutture portuali e 500 milioni per il rinnovo della flotta. Negli ultimi anni le imprese armatoriali hanno introdotto motori ibridi ed elettrici, sistemi di lubrificazione ad aria, droni per le ispezioni, big data per la gestione della flotta, fino alle prime tecnologie di cattura della CO2.
La ricostruzione dei venti anni delle AdM si è anche basata sulla raccolta di testimonianze dirette. L’analisi qualitativa ha coinvolto, oltre al MIT, i vertici delle associazioni degli armatori italiani (Confitarma e Assarmatori), dell’Autotrasporto e dei porti italiani, esperti sui temi dell’innovazione tecnologica e della formazione. Dalle riflessioni sono emerse le complessità attuali, come ad esempio il rischio di nuove restrizioni all’interscambio commerciale, legate alle instabilità internazionali e l’aumento dei costi operativi per le imprese armatoriali dovuti al meccanismo di contenimento delle emissioni, esteso al trasporto marittimo nel 2024. Il tema delle professionalità è poi ritenuto strategico, servono nuovi profili professionali capaci di operare in un ambiente marittimo sempre più tecnologico, basato sui dati e regolato da standard ambientali stringenti.
Le sfide indicate dagli armatori per i prossimi vent’anni riguardano alcuni nodi strategici da affrontare per garantire la continuità e la competitività delle AdM: sostenere la competitività delle flotte italiane; ammodernare la rete portuale e rendere più efficienti le procedure operative, sia a terra sia a bordo; potenziare l’integrazione modale, investendo nella digitalizzazione e nell’interoperabilità dei sistemi, così da garantire un passaggio più fluido tra mare, strada e ferrovia; migliorare la sostenibilità ambientale delle infrastrutture portuali, con interventi come il cold ironing e l’elettrificazione delle banchine.
“Le Autostrade del Mare rappresentano oggi uno dei pilastri della presenza italiana nel Mediterraneo: non semplici collegamenti, ma direttrici strategiche che confermano il ruolo dell’Italia come crocevia tra Nord e Sud, tra Occidente e Oriente – ha detto Matteo Salvini, Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti -. In questi vent’anni il loro sviluppo ha sostenuto l’export, modernizzato la logistica e rafforzato la competitività del nostro sistema produttivo. Questi risultati non sono frutto del caso, ma della capacità di integrare porti, flotte, operatori e reti di collegamento in un ecosistema efficiente e innovativo. La collaborazione tra pubblico e privato si conferma decisiva per costruire un sistema Paese forte e proiettato sui mercati internazionali. Il lavoro però non è concluso: dobbiamo continuare a investire in infrastrutture, tecnologia e intermodalità, potenziando la governance portuale e aprendo nuove rotte strategiche. Il mare è per l’Italia una risorsa identitaria e una leva di sviluppo, e su questa consapevolezza continueremo a costruire il futuro del Paese”.
Per Davide Bordoni, Amministratore unico di RAM S.p.A. Logistica-Infrastrutture-Trasporti ‘venti anni di Autostrade del Mare e venti anni della RAM. RAM è stata creata nel 2004 con l’acronimo di Rete Autostrade Mediterranee, con lo specifico obiettivo di contribuire ad attuare in Italia il complesso programma delle Autostrade del Mare. Il Rapporto Censis mette in luce l’evoluzione di un progetto che sin dall’inizio ha cambiato il modo di concepire la mobilità e la logistica nel nostro Paese. I risultati raggiunti sono significativi: la riduzione del traffico pesante sulle strade, con conseguenti benefici in termini di sicurezza e sostenibilità e con il rafforzamento dei collegamenti tra l’Italia e gli altri Paesi europei, oggi più fluidi, affidabili e competitivi. Il Rapporto conferma anche il ruolo strategico che le Autostrade del Mare rivestono nel sistema logistico nazionale: una infrastruttura capace di connettere porti, imprese e territori attraverso servizi efficienti. Ma – ha aggiunto – soprattutto evidenzia il potenziale ancora da esprimere, seguendo la strada della digitalizzazione e dell’intermodalità. RAM continuerà ad affiancare il Ministero e gli operatori del settore con il proprio supporto tecnico-operativo. Le nostre priorità sono accelerare la doppia transizione digitale ed ecologica del trasporto marittimo, ridurre le emissioni e rendere il sistema logistico italiano sempre più moderno e integrato nel Mediterraneo per vincere le sfide della competitività nel contesto di una dimensione globale”.
“Quella delle Autostrade del Mare è una storia di successo tutta italiana sotto diversi aspetti: è stata messa in campo una forte intenzionalità politica, pensata a livello europeo e attuata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dai soggetti di rappresentanza del trasporto marittimo italiano, dell’autotrasporto e dei porti – le parole del presidente del Censis, Giuseppe De Rita -. Sono stati perseguiti e raggiunti obiettivi di rilevanza non solo nazionale, ma anche europea, come il miglioramento dei collegamenti marittimi esistenti tra gli Stati membri dell’Unione, la creazione di nuovi collegamenti per procedere all’integrazione e allo sviluppo del mercato interno, la possibilità di concorrere alla riduzione della congestione sulle reti stradali e autostradali dell’Unione, il miglioramento dell’accessibilità alle isole, e a regioni e stati periferici. Tutto questo in un contesto in cui il mare per l’Italia ha rappresentato e rappresenta una risorsa di fondamentale importanza dal punto di vista economico e sul piano sociale”.
Tra gli altri hanno preso parte all’evento: Edoardo Rixi, Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti; Alfredo Storto, Capo di Gabinetto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti; Stefano Fabrizio Riazzola, Vice Capo di Gabinetto Trasporti e Capo Dipartimento per i Trasporti e la Navigazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; Francesco Benevolo, Direttore operativo RAM S.p.A.; Andrea Toma, Responsabile Area Economia, Lavoro e Territorio del Censis.
– foto ufficio stampa ItalCommunications –
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Malta punta sugli investitori stranieri alla LPS Shanghai Luxury Property Exhibition
LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS) – Malta ha organizzato la sua più grande missione commerciale all’estero, inviando più di 80 rappresentanti del settore immobiliare alla LPS Shanghai Luxury Property Exhibition nell’ambito di un’iniziativa volta ad attrarre investimenti esteri. La delegazione, coordinata dalla Property Malta Foundation, mirava a presentare Malta come un hub strategico per il mercato immobiliare di alta gamma e per l’imprenditoria internazionale. La fiera LPS, co-organizzata con Ferretti Yachts, si definisce la principale vetrina di proprietà di lusso della regione Asia-Pacifico. Nel suo intervento principale, il ministro Jonathan Attard ha dichiarato ai partecipanti che “Malta è aperta agli affari”, sottolineando la visione dell’isola per una crescita sostenibile e orientata all’innovazione. Durante la visita ha inoltre incontrato il vicesindaco di Shanghai. In una nota, il ministero ha affermato che Attard ha presentato Malta come una “porta strategica per gli investitori internazionali”, evidenziando gli impegni del Paese in materia di trasparenza, sostenibilità e standard di alta qualità. Ha anche richiamato dati di KPMG secondo cui il settore immobiliare e delle costruzioni contribuisce a quasi il 14% del Valore Aggiunto Lordo di Malta quando si includono gli effetti indiretti.
Il ministro ha detto ai potenziali investitori che Malta offre valore a lungo termine, stabilità politica ed economica e un solido quadro giuridico. La delegazione ha promosso le prossime riforme, tra cui il Registro dei Prezzi degli Immobili con dati dettagliati sulle transazioni, l’aggiornamento dei codici edilizi nazionali e nuove misure di licenza per rafforzare la professionalità nel settore. Il presidente della Property Malta Foundation, Sandro Chetcuti, ha accolto con favore la partecipazione, affermando di essere “orgoglioso che si stiano costruendo nuove connessioni” per promuovere Malta e le sue opportunità di investimento.
– foto DOI –
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Cina: ex capo Wto, Paese “abbastanza agile” per affrontare sfide commerciali
La Cina continuerà a essere un attore globale ed è abbastanza agile per gestire le sfide commerciali, ha dichiarato l’ex direttore generale dell’Organizzazione mondiale del commercio (World Trade Organization, Wto) Roberto Azevedo a margine dell’Abu Dhabi Finance Week. (XINHUA/ITALPRESS)
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Friuli Venezia Giulia, Fedriga “Il Secondo Stormo rappresenta da 100 anni un presidio di eccellenza”
TRIESTE (ITALPRESS) – “In un secolo di attività, il Secondo Stormo ha rappresentato e continua ad essere un presidio di eccellenza, professionalità e dedizione nella difesa del territorio. Un orgoglio per il nostro Paese e ancor più il Friuli Venezia Giulia, che ne ospita la sede nell’aeroporto di Rivolto. La collaborazione con la Regione è un valore aggiunto che intendiamo consolidare ulteriormente, nella consapevolezza del ruolo strategico che la difesa e la sicurezza rivestono per lo sviluppo e la qualità della vita delle nostre comunità”. È il pensiero espresso dal governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, a margine dell’incontro con il Comandante del Secondo Stormo Giovanni Lodato svoltosi questa mattina nel palazzo della Regione a Trieste.
Presente anche l’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti. Il Secondo Stormo, che il giorno di Natale festeggerà il centesimo anniversario di fondazione, è polo missilistico di riferimento per la difesa aerea nazionale. Fornisce inoltre supporto tecnico, amministrativo e logistico alle Frecce Tricolori, che a loro volta hanno raggiunto nel 2025 i 65 anni di attività.
Nell’occasione, Fedriga ha omaggiato il colonnello Lodato con il volume “Confini: da Gauguin e Hopper”, relativo alla mostra in corso a Villa Manin fino al prossimo aprile. Il Comandante del Secondo Stormo ha invece consegnato al governatore una copia del calendario 2026 dell’Aeronautica militare.
-Foto ufficio stampa Regione Friuli Venezia Giulia-
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Inaugurato all’ospedale Maggiore di Bologna il nuovo reparto per salute mentale dei ragazzi
BOLOGNA (ITALPRESS) – Sette posti letto dedicati a ragazze e ragazzi tra gli 11 e 17 anni che stanno attraversando un momento di forte difficoltà e fragilità, con la possibilità di essere seguiti da équipe di quasi 30 professionisti tra psicologi, neuropsichiatri, educatori e terapisti. E’ il nuovo reparto di Psichiatria e Psicoterapia dell’Età evolutiva per pazienti minori inaugurato questa mattina all’ospedale Maggiore di Bologna.
Il primo dedicato all’Area Vasta Emilia Centrale (Bologna, Imola e Ferrara) e il secondo del genere in regione, dopo quello analogo gestito dall’Ausl Romagna all’ospedale Infermi di Rimini. All’inaugurazione questa mattina ha partecipato il presidente della Regione, Michele de Pascale. Presente anche Isabella Conti, assessora con delega alle politiche socioeducative per l’infanzia e per l’adolescenza.
La novità sta nella scelta di dedicare il reparto esclusivamente ai più giovani che stanno attraversando una fase particolarmente acuta legata alla propria salute mentale. Al suo interno sono previste camere singole, spazi dedicati alla musica, al relax e alla condivisione. I professionisti che lo gestiranno, tutti di nuova assunzione, coprono l’intero spettro delle competenze necessarie in questa particolare tipologia di assistenza, con l’obiettivo di rendere i ragazzi stessi protagonisti del loro percorso di cura, condividendo gli elementi del progetto, le attività diagnostiche e terapeutiche, sia individuali, sia di gruppo, cercando di alleviarne la sofferenza e ridurre al massimo il tempo di permanenza in ospedale. Si prevedono, infatti, permanenze brevi, in media di 15 giorni fino a un massimo di 45, coinvolgendo le famiglie e i caregiver.
Quello di Bologna è il primo reparto aperto dopo la delibera regionale approvata a fine 2024 per l’attivazione di reparti ospedalieri dedicati alla psicopatologia in età evolutiva. All’orizzonte previste ulteriori inaugurazioni, a partire da Parma nei primi mesi del 2026.
“Quello della salute mentale tra i più giovani è un tema che ci riguarda tutti, come istituzioni e come genitori – ha sottolineato de Pascale -: i dati parlano da soli, purtroppo la percentuale di chi vive condizioni di disagio psicologico è in continuo aumento. Ecco perché è importantissimo realizzare strutture come questa dove i ragazzi possono essere seguiti da professionisti preparati e formati, in aiuto al grande lavoro che fanno già le famiglie. Come Regione- prosegue il presidente della Regione-, siamo fortemente impegnati su questo ambito: sosteniamo le aziende sanitarie con investimenti dedicati e legati ai diversi livelli di gravità che si possono presentare. Lavoriamo perché il disagio mentale non sia più un tabù, ma uno dei grandi temi di questi tempi, da affrontare insieme, senza pregiudizi”.
“Dobbiamo stare molto vicini alle nostre ragazze e ragazzi, soprattutto in un periodo storico come questo in cui la loro salute emotiva è messa a dura prova da molteplici fattori- spiega Conti-. Servono politiche di assistenza a più livelli e la struttura che inauguriamo oggi rappresenta un passo in avanti importantissimo per gestire le situazioni più acute. A questo– conclude Conti- dobbiamo affiancare, grazie al lavoro dei professionisti e degli operatori sociosanitari, percorsi di reinserimento che possano permettere agli adolescenti di sviluppare la capacità di esprimere le proprie emozioni, di migliorare le loro capacità di gestione dello stress e di costruire una solida base di benessere mentale che li accompagnerà nell’età adulta”.
Gli interventi della Regione Emilia-Romagna sono sviluppati su 4 livelli. Il primo prevede il potenziamento dei servizi di base di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (territoriali e dominicali), il secondo l’implementazione di strutture semiresidenziali, il terzo di strutture residenziali per minori a forte rischio di ricovero, il quarto di strutture ospedaliere di ricovero come quella realizzata all’ospedale Maggiore di Bologna.
-Foto ufficio stampa Regione Emilia Romagna-
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Cina: iniziata la stagione turistica invernale nel Sichuan (3)
CHENGDU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Una foto aerea, scattata da un drone l’8 dicembre 2025, mostra delle persone che si divertono nel centro sciistico di Qiangrengu, nella contea di Wenchuan, prefettura autonoma tibetana e Qiang di Aba, nella provincia sud-occidentale cinese del Sichuan. La stagione turistica invernale è iniziata qui lunedì. Il Sichuan ha inaugurato quattro principali itinerari turistici e oltre 5.000 attività culturali e turistiche invernali per arricchire l’esperienza di viaggio invernale dei visitatori.
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UniCamillus assume la guida della Casa di Cura Madonna della Fiducia e del Poliambulatorio Namur
ROMA (ITALPRESS) – UniCamillus – Università Medica Internazionale – compie un passo strategico nel proprio percorso di crescita nel settore sanitario, assumendo la guida della Casa di Cura Madonna della Fiducia e del Poliambulatorio Namur. Le due strutture, realtà storiche della sanità romana, entrano così a far parte dell’ecosistema universitario, portando in dote una lunga tradizione clinica, un forte radicamento territoriale e oltre 200 professionisti sanitari.
Con questa operazione, si legge in una nota, UniCamillus rafforza l’obiettivo di costruire un polo sanitario integrato, capace di coniugare formazione, ricerca, alta specializzazione e innovazione tecnologica. L’ingresso della Casa di Cura e del Poliambulatorio nell’ecosistema UniCamillus, sottolinea la nota, avviene in un momento in cui il territorio manifesta una domanda sanitaria in costante aumento. La recente approvazione del Piano regionale di riorganizzazione della rete ospedaliera 2024-2026 — con l’aumento dei posti letto a 22.302 sul territorio — testimonia la volontà della Regione di potenziare ulteriormente l’accessibilità e la continuità dell’assistenza.
A ciò si aggiungono i più recenti dati Istat, che registrano un incremento significativo delle prestazioni specialistiche: da circa 72 milioni nel 2022 a oltre 82 milioni nel 2024. In questo scenario, l’ingresso delle due strutture nella rete UniCamillus non rappresenta solo un ampliamento dell’offerta dell’Ateneo, ma un intervento strategico a beneficio di tutto il territorio. pienamente coerente con la missione dell’Università di contribuire al progresso della salute e al benessere delle comunità attraverso formazione, ricerca e assistenza.
L’integrazione tra competenze accademiche, ricerca, formazione clinica avanzata e capacità assistenziale consente infatti di costruire un polo sanitario più forte, coordinato e orientato al cittadino, capace di rispondere in modo tempestivo e qualificato alle esigenze di salute della popolazione. UniCamillus, evidenzia la nota, entra con la volontà esplicita di generare un impatto positivo sul territorio, mettendo a disposizione il proprio modello integrato per sostenere e valorizzare il sistema sanitario locale.
L’integrazione mira a consolidare la struttura come uno dei poli sanitari più avanzati della capitale, grazie al connubio tra competenze cliniche consolidate e la visione universitaria dell’Ateneo. La sinergia consentirà di elevare ulteriormente la qualità dei servizi sanitari destinati alla cittadinanza; attrarre professionisti di alto profilo nazionale e internazionale; introdurre modelli organizzativi e tecnologie ispirati ai migliori centri europei; sviluppare nuove attività cliniche e diagnostiche ad alta specializzazione.
L’Ateneo porta così nella propria gestione un’infrastruttura che si integra in un ecosistema sanitario moderno, dinamico e orientato alla cura dei pazienti con standard qualitativi elevati. La Casa di Cura, operante sia in regime privato che convenzionato, offre 46 posti letto per ricoveri in area medica e chirurgica; 2 posti letto per monitoraggio intensivo; 2 sale operatorie di nuova generazione, di cui una attrezzata per la chirurgia robotica; 1 ambulatorio chirurgico per interventi minori; 1 ambulatorio endoscopico; Attività specialistiche in: chirurgia generale, ortopedia e traumatologia, ginecologia e ostetricia, neurochirurgia, oncologia, urologia, otorinolaringoiatria, chirurgia vascolare e plastica, oculistica, ematologia, cardiologia; Reparti dedicati a fisioterapia e riabilitazione (con piscina), odontoiatria (4 studi), medicina del lavoro e medicina preventiva (check-up). Completano il polo un comparto diagnostico avanzato (TAC, RM, radiologia digitale, TAC Cone-Beam, MOC Dexa), un reparto di emodialisi con 24 posti, un’unità di medicina nucleare per scintigrafie cardiache, ossee e tiroidee e un laboratorio analisi dotato di sezioni di microbiologia, virologia e biologia molecolare.
Negli ultimi cinque anni, si legge sempre nella nota, UniCamillus ha consolidato un profilo scientifico di livello internazionale: circa 2.000 articoli scientifici pubblicati, molti su riviste di fascia alta; oltre il 40% delle pubblicazioni frutto di collaborazioni internazionali; 25 progetti di ricerca attivi; oltre 5 milioni di euro ottenuti attraverso bandi competitivi promossi dal MUR e dal MIMIT (dato in aggiornamento).
Questo nuovo assetto favorirà equilibri virtuosi tra clinica, didattica e ricerca, facilitando l’avvio di studi clinici avanzati, la sperimentazione di protocolli diagnostici innovativi e lo sviluppo di progetti multidisciplinari con partner nazionali e internazionali. Un modello che potenzia la qualità dell’assistenza e, al tempo stesso, accresce la capacità dell’Ateneo di produrre evidenze scientifiche utili al sistema sanitario.
“Questa integrazione amplia la nostra presenza nel sistema sanitario romano e rappresenta il primo passo di un percorso più ampio: costruire un ecosistema di eccellenze cliniche, capaci di dialogare tra loro e di generare nuovi servizi per il cittadino e nuove opportunità scientifiche di alto profilo – afferma il Rettore Gianni Profita -. È un investimento strategico che rafforza il legame dell’Ateneo con il territorio e che ci permette di porre le basi per un modello sanitario moderno, integrato e competitivo”.
Grazie alla combinazione di strutture cliniche avanzate, diagnostica d’eccellenza e una produzione scientifica in costante crescita, UniCamillus punta a diventare protagonista del panorama sanitario del Lazio con una visione che mette al centro qualità delle cure, l’innovazione, prevenzione e benessere della comunità, conclude la nota.
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Cina: iniziata la stagione turistica invernale nel Sichuan (2)
CHENGDU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Un artista vestito da Ne Zha, un personaggio della mitologia cinese, va in snowboard nel centro sciistico di Qiangrengu, nella contea di Wenchuan, prefettura autonoma tibetana e Qiang di Aba, nella provincia sud-occidentale cinese del Sichuan, l’8 dicembre 2025. La stagione turistica invernale è iniziata qui lunedì. Il Sichuan ha inaugurato quattro principali itinerari turistici e oltre 5.000 attività culturali e turistiche invernali per arricchire l’esperienza di viaggio invernale dei visitatori.
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Stellantis e Bolt insieme per diffusione mobilità senza conducente in Europa
AMSTERDAM (OLANDA) (ITALPRESS) – Stellantis e Bolt, piattaforma di mobilità leader in Europa, hanno annunciato oggi l’avvio di una collaborazione per esplorare insieme lo sviluppo e la diffusione di veicoli a guida autonoma di livello 4 (senza conducente) per operazioni commerciali in Europa.
La collaborazione integrerà le Piattaforme AV-Ready di Stellantis – in particolare la eK0 per i furgoni di medie dimensioni e la STLA Small – con la vasta rete di mobilità di Bolt. Bolt offre oggi servizi di mobilità in oltre 50 Paesi, tra cui 23 Stati membri dell’Unione Europea, e punta a integrare i veicoli autonomi di Stellantis nella propria piattaforma di mobilità condivisa, per offrire soluzioni completamente autonome e senza conducente.
Le Piattaforme AV-Ready di Stellantis sono progettate per garantire flessibilità e scalabilità, integrando sensori avanzati, capacità di calcolo ad alte prestazioni e ridondanze di sistema per soddisfare i più elevati standard di sicurezza e affidabilità, ottimizzando al tempo stesso il costo totale di proprietà per gli operatori del servizio, rendendole una tra le soluzioni più competitive del settore. Le due aziende prevedono di iniziare la messa su strada dei veicoli di prova in Europa a partire dal 2026, con l’obiettivo di creare un servizio che rispetti i più elevati standard di sicurezza e prestazioni.
Il programma di sviluppo seguirà un approccio graduale: dai prototipi alle flotte pilota, fino alla scalabilità industriale, con una produzione iniziale prevista per il 2029.
Entrambe le aziende lavoreranno a stretto contatto con le autorità di regolamentazione europee per sostenere un approccio responsabile ai test, alla certificazione e alla diffusione su larga scala, in pieno allineamento con gli standard applicabili in materia di sicurezza, protezione dei dati e cybersecurity.
Per Stellantis, questa collaborazione espande l’ecosistema in continua crescita di partner in Europa e rafforza la sua strategia globale di mobilità senza conducente, facendo leva sulle Piattaforme AV-Ready progettate per una diffusione sicura e affidabile della guida autonoma di livello 4 su larga scala.
Per Bolt, la partnership segna un passo decisivo verso l’obiettivo di rendere disponibili, entro il 2035, 100.000 veicoli a guida autonoma sulla propria piattaforma di mobilità condivisa.
“Le nostre Piattaforme AV-Ready sono progettate per garantire la massima flessibilità, in modo da offrire la migliore esperienza possibile ai clienti europei. Le flotte a guida autonoma possono anche contribuire a ridurre l’impronta di carbonio favorendo una mobilità condivisa più efficiente, riducendo traffico ed emissioni. La collaborazione con Bolt ha l’obiettivo di rendere questa una realtà, unendo la nostra esperienza ingegneristica alla loro capacità operativa, con l’intento di rendere la mobilità senza conducente in una realtà affidabile nella vita quotidiana europea” ha dichiarato Antonio Filosa, CEO di Stellantis.
“Questa partnership unisce due aziende che conoscono a fondo le dinamiche del mercato europeo. Grazie all’integrazione delle Piattaforme AV-Ready di Stellantis e alla nostra esperienza operativa, puntiamo a offrire la migliore gamma di veicoli autonomi, pensata per le esigenze europee e conforme agli standard europei, destinata a milioni di utenti. L’accordo segna un passo decisivo verso la nostra ambizione di rendere disponibili 100.000 veicoli autonomi sulla piattaforma Bolt entro il 2035” ha dichiarato Markus Villig, fondatore e CEO di Bolt.
foto: ufficio stampa Stellantis
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