giovedì, Maggio 14, 2026
Home Blog Pagina 161

Si riunisce il Consiglio europeo, von der Leyen “L’obiettivo è la pace in Ucraina, scegliere tra asset o debito”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Abbiamo un obiettivo finale in questo Consiglio europeo, ed è la pace per l’Ucraina. Per questo l’Ucraina ha bisogno di un finanziamento sicuro per i prossimi due anni, il 2026 e il 2027. Stiamo parlando di 137 miliardi, stimati come necessari, e ci siamo impegnati a coprirne due terzi, 92 miliardi. Ho presentato due proposte, due opzioni sul tavolo per questo finanziamento: una è il finanziamento attraverso il bilancio dell’UE, prendendo a prestito a valere sul bilancio, la seconda possibilità è il prestito di riparazione. Quindi oggi discuteremo su quale delle due utilizzare. Saranno discussioni intense. Per me, la parte più importante è che, alla fine, abbiamo garantito il finanziamento per l’Ucraina per i prossimi due anni”. Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, al suo arrivo al Consiglio europeo a Bruxelles.

TUSK “LA SCELTA È SEMPLICE, SOLDI OGGI O SANGUE DOMANI”

“Ora abbiamo una scelta semplice: o soldi oggi, o sangue domani. Non parlo solo dell’Ucraina, parlo dell’Europa. Questa è una decisione che spetta a noi. E solo a noi. Tutti i leader europei devono finalmente essere all’altezza della sfida”. Così il premier polacco, Donald Tusk, al suo arrivo al Consiglio europeo a Bruxelles.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

Cleveland ko a Chicago nella notte Nba, Memphis batte Minnesota 116-110

ROMA (ITALPRESS) – Dopo il trionfo in Nba Cup dei New York Knicks (124-113 sui San Antonio Spurs), nella notte italiana disputate solo due partite valide per la regular season del campionato. Cleveland cade a Chicago con il punteggio di 127-111. Tre giocatori oltre i 20 punti per i Bulls: Coby White guida con 25, lo segue Josh Giddey con una tripla doppia da 23+11+11 e Nikola Vucevic con 20 punti e 9 rimbalzi. Donovan Mitchell chiude con 32 punti, ma i Cavs perdono la seconda in fila e l’ottava delle ultime dieci.

Memphis, invece, passa sul parquet di Minnesota: 116-110 per i Grizzlies, aggrappati ai 28 punti+12 rimbalzi di Jaren Jackson Jr. Contributo decisivo dalla panchina di Jock Landale (20 punti+10 rimbalzi). Assenti Anthony Edwards e Mike Conley, per i Timberwolves buona prova Julius Randle (21 punti). Per l’italo-statunitense Donte DiVincenzo 19 punti, 11 rimbalzi e 4 assist in 37 minuti sul parquet. Doppia doppia anche per Rudy Gobert, alla sirena con 16 punti e 16 rimbalzi.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Schifani “La Sicilia cresce più della media nazionale. Forza Italia? Leadership Tajani non è in discussione”

PALERMO (ITALPRESS) – “I dati raccontano una Sicilia diversa dagli stereotipi: un’Isola in movimento, che cresce più della media nazionale. Il Pil ha registrato aumenti a doppia cifra e l’occupazione è salita del 12,6%, con oltre 170mila nuovi posti di lavoro”. Lo dice, in un’intervista a Il Giornale, il Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.Sono nate – aggiunge – più di 60mila nuove imprese e gli investimenti aumentati grazie alla semplificazione delle procedure autorizzative che abbiamo introdotto. Anche l’export segna risultati record come dice la Cgia di Mestre. Una dinamica positiva confermata anche da Bankitalia, Istat, Svimez e Confartigianato”.

A proposito del risanamento finanziario afferma: “Al nostro insediamento c’era un disavanzo di 4 miliardi, oggi quel buco è stato azzerato e c’è un avanzo di oltre 2 miliardi. Siamo così passati da politiche di emergenza a politiche espansive. Le entrate tributarie sono cresciute del 30%, dai 12 miliardi del 2022 a 15,7 miliardi dello scorso anno, risorse utilizzate anche per sostenere i consumi delle famiglie e rafforzare la crescita”. “La Sicilia – aggiunge – è tornata affidabile, credibile e capace di programmare. Un segnale forte per investitori e governo nazionale. Oggi la Sicilia non è più vista come un problema, ma come una risorsa per la ripresa del Paese”.

“La manovra finanziaria è fortemente espansiva, costruita proprio grazie al risanamento dei conti. Prevede oltre 200 milioni destinati a favorire nuova occupazione, in particolare attraverso la decontribuzione per chi assume. È una scelta politica chiara: usare le risorse per creare lavoro stabile e di qualità”, dice a proposito della finanziaria in discussione nell’aula dell’Assemblea regionale. La manovra contiene anche “Sicily working”, “una misura innovativa – spiega Schifani – a cui tengo molto. Nasce da un’idea semplice ma ambiziosa: consentire ai nostri giovani di lavorare per grandi aziende, anche nazionali e internazionali, restando in Sicilia. Incentiviamo il lavoro da remoto e le imprese che scelgono di assumere qui, contrastando la fuga dei talenti e valorizzando le competenze siciliane”.

Sul Ponte sullo Stretto: “Tutta la maggioranza è compatta sul Ponte, un’idea che risale a Berlusconi, un’infrastruttura strategica per lo sviluppo del Mezzogiorno, alla quale la mia Regione, come la Calabria, sta offrendo il proprio contributo: abbiamo infatti stanziato 1,3 miliardi del Fsc”.

Parlando di Forza Italia Schifani afferma: “In Fi non esistono correnti e la leadership di Tajani non è in discussione. Ha guidato il partito in un momento difficile, dopo la scomparsa di Berlusconi, riuscendo a rafforzarlo grazie al lavoro dei territori. Occhiuto, di cui ho avuto modo di apprezzarne le qualità di amministratore serio ed efficace, offre un contributo di idee al nostro progetto di stampo liberale e berlusconiano”. Lo stato di salute di Forza Italia in Sicilia è “ottimo. I risultati delle Europee 2024 e delle Provinciali 2025 lo dimostrano. Fi in Sicilia cresce e si radica sempre di più: il 23% alle Europee e il primato in diverse province confermano un consenso storico. È il frutto di un partito unito, del lavoro sui territori e di un’azione di governo credibile”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Schifani “La Sicilia cresce più della media nazionale, aumentano Pil e occupazione”

PALERMO (ITALPRESS) – “I dati raccontano una Sicilia diversa dagli stereotipi: un’Isola in movimento, che cresce più della media nazionale. Il Pil ha registrato aumenti a doppia cifra e l’occupazione è salita del 12,6%, con oltre 170mila nuovi posti di lavoro”. Lo dice, in un’intervista a Il Giornale, il Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.Sono nate – aggiunge – più di 60mila nuove imprese e gli investimenti aumentati grazie alla semplificazione delle procedure autorizzative che abbiamo introdotto. Anche l’export segna risultati record come dice la Cgia di Mestre. Una dinamica positiva confermata anche da Bankitalia, Istat, Svimez e Confartigianato”.

A proposito del risanamento finanziario afferma: “Al nostro insediamento c’era un disavanzo di 4 miliardi, oggi quel buco è stato azzerato e c’è un avanzo di oltre 2 miliardi. Siamo così passati da politiche di emergenza a politiche espansive. Le entrate tributarie sono cresciute del 30%, dai 12 miliardi del 2022 a 15,7 miliardi dello scorso anno, risorse utilizzate anche per sostenere i consumi delle famiglie e rafforzare la crescita”. “La Sicilia – aggiunge – è tornata affidabile, credibile e capace di programmare. Un segnale forte per investitori e governo nazionale. Oggi la Sicilia non è più vista come un problema, ma come una risorsa per la ripresa del Paese”.

“La manovra finanziaria è fortemente espansiva, costruita proprio grazie al risanamento dei conti. Prevede oltre 200 milioni destinati a favorire nuova occupazione, in particolare attraverso la decontribuzione per chi assume. È una scelta politica chiara: usare le risorse per creare lavoro stabile e di qualità”, dice a proposito della finanziaria in discussione nell’aula dell’Assemblea regionale. La manovra contiene anche “Sicily working”, “una misura innovativa – spiega Schifani – a cui tengo molto. Nasce da un’idea semplice ma ambiziosa: consentire ai nostri giovani di lavorare per grandi aziende, anche nazionali e internazionali, restando in Sicilia. Incentiviamo il lavoro da remoto e le imprese che scelgono di assumere qui, contrastando la fuga dei talenti e valorizzando le competenze siciliane”.

Sul Ponte sullo Stretto: “Tutta la maggioranza è compatta sul Ponte, un’idea che risale a Berlusconi, un’infrastruttura strategica per lo sviluppo del Mezzogiorno, alla quale la mia Regione, come la Calabria, sta offrendo il proprio contributo: abbiamo infatti stanziato 1,3 miliardi del Fsc”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Il Trump rabbioso che parla all’America con l’ansia di non essere più creduto

di Stefano Vaccara

NEW YORK (ITALPRESS) – Doveva essere un discorso “sull’economia”. È sembrato invece uno sfogo in diretta nazionale, un rant nel senso più pieno del termine: rapido, nervoso, ripetitivo, quasi certamente scritto o dettato dallo stesso Trump, tanto era sgraziato nella forma e ossessivo nei contenuti. Dal Diplomatic Reception Room della Casa Bianca, con le luci natalizie sullo sfondo, Donald Trump è entrato nelle case degli americani con un tono che strideva con l’atmosfera: monotono e allo stesso tempo rabbioso, un rantolo stridente e disturbante. Ha esordito con un secco: “Buonasera America. Undici mesi fa ho ereditato un disastro e lo sto sistemando”. Da lì in poi, una raffica di frasi autocelebrative, promesse e accuse, lette a tutta velocità, con foga crescente e una voce che saliva di irritazione. Il punto d’arrivo del discorso è stato il suo riassunto trionfalistico: “Stasera, dopo undici mesi, il confine è sicuro, l’inflazione si è fermata, i salari sono in aumento, i prezzi sono scesi, la nostra nazione è forte… l’America è rispettata ed è tornata, più forte che mai”.

Peccato che gran parte di queste affermazioni non corrisponda alla realtà: l’inflazione non è “fermata”, i prezzi non sono affatto scesi in modo generalizzato, e sono ancora famiglie e consumatori a pagare il costo dei dazi, non certo a beneficiarne. Ma nel discorso di Trump i dati servono più come slogan che come descrizione del reale. Il problema – politico prima ancora che economico – è che l’America del dicembre 2025 non è più quella della campagna elettorale del 2024. Allora Trump appariva sicuro, dominante, persino magnetico per i suoi sostenitori. Stavolta, invece, la sensazione è stata opposta: difensiva, ansiosa. Non il leader che convince, ma il capo che pretende consenso alzando la voce. Quando un presidente chiede la prima serata alle reti nazionali, di solito annuncia qualcosa di importante. Qui la notizia non era il contenuto, ma il tono. La linea del discorso è stata chiara: se qualcosa non funziona, la colpa non è sua. Lo ha detto esplicitamente: “Non è colpa dei repubblicani. È colpa dei democratici”. Ha insistito più volte sul fatto di aver “ereditato un disastro”, sostenendo che l’economia starebbe andando benissimo e che gli americani dovrebbero solo aspettare ancora un po’ per accorgersene.

Poi l’annuncio di un assegno ai militari, presentato come gesto patriottico: “Stiamo mandando a ogni soldato 1.776 dollari”, ha detto, parlando di un “dividendo del guerriero”. E ha aggiunto, con enfasi: “Gli assegni sono già in arrivo”. A pagare, secondo lui, sarebbero i dazi, descritti come una macchina miracolosa capace di rendere l’America più ricca, finanziare bonus e rilanciare l’industria. Ma ascoltandolo snocciolare numeri e superlativi, con quello sguardo teso e il dito puntato idealmente contro il pubblico, è emersa un’altra realtà: Trump non parla più a un Paese ipnotizzato, ma a cittadini che confrontano slogan e carrello della spesa, promesse e bollette. Ed è proprio lì che il discorso ha tradito qualcosa di più profondo: la fine di quel momento “magico” in cui bastava affermare per essere creduti. Mercoledì sera, più che forza, dal presidente è trapelata inquietudine. E quando un leader deve gridare, significa che sente di non essere più ascoltato da chi prima credeva, ubbidiva e magari sarebbe stato anche pronto a combattere per lui.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Trump “Abbiamo invertito il declino dell’America”

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – In un raro discorso in prima serata dalla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rivendicato i risultati della sua amministrazione su sicurezza dei confini, immigrazione ed energia, cercando di rilanciare la propria agenda politica in un momento segnato da bassi livelli di approvazione sulla gestione dell’economia. Un intervento politicamente carico, trasmesso in diretta televisiva, durante il quale il presidente ha attribuito le difficoltà economiche ai Democratici e all’eredità lasciata dal suo predecessore Joe Biden, annunciando al contempo l’invio di un assegno bonus di 1776 dollari ai militari statunitensi in occasione del Natale.
Parlando alla nazione, Trump ha sostenuto che il suo governo ha “invertito il declino” del Paese, affermando che gli attraversamenti illegali al confine meridionale sono diminuiti drasticamente e che i prezzi di alcuni beni di consumo e dell’energia mostrano segnali di rallentamento. “Abbiamo ereditato una situazione disastrosa, ma in pochi mesi abbiamo reso l’America più forte, più sicura e più rispettata”, ha dichiarato, ribadendo che la linea dura sull’immigrazione resta una priorità assoluta. “Undici mesi fa ho ereditato un disastro e lo sto sistemando. Siamo pronti per un boom economico, come il mondo non ha mai visto”, ha aggiunto.
Affiancato da due alberi di Natale e con un ritratto di George Washington alle spalle nella sala ricevimenti diplomatici della Casa Bianca, il presidente ha promesso una forte ripresa economica, portando con sè grafici per dimostrare, a suo dire, che l’economia è in crescita, che i redditi aumentano, l’inflazione è in calo e che gli investimenti stanno affluendo nel Paese. Trump ha affermato che leader stranieri gli avrebbero assicurato che gli Stati Uniti sono “il Paese più caldo del mondo”, un’espressione già utilizzata in altre occasioni pubbliche.
Il discorso è arrivato in un momento politicamente delicato. Secondo gli ultimi sondaggi, l’approvazione del presidente sulla gestione dell’economia resta bassa, attestandosi attorno a un terzo degli elettori, mentre il costo della vita continua a rappresentare una delle principali preoccupazioni per gli americani. L’inflazione, che era in calo dopo aver raggiunto il massimo degli ultimi quarant’anni nel 2022, ha ripreso ad accelerare dopo l’annuncio dei dazi sulle importazioni voluti da Trump ad aprile. L’indice dei prezzi al consumo cresce ora a un tasso annuo del 3%, rispetto al 2,3% registrato nello stesso mese. Anche il mercato del lavoro mostra segnali di indebolimento: l’aumento medio mensile dei posti di lavoro è stato di circa 17mila unità dopo l’introduzione dei dazi, mentre il tasso di disoccupazione è salito dal 4% di gennaio al 4,6%.
Trump ha evitato di soffermarsi sui dati negativi, preferendo parlare di una “ritrovata stabilità” e annunciando che l’amministrazione lavorerà nei prossimi mesi a nuove misure per sostenere crescita economica e occupazione. Ha promesso che i tassi dei mutui scenderanno e che verranno presentati “alcuni dei piani di riforma abitativa più aggressivi della storia americana”. Secondo il presidente, gli impegni di investimento per nuove fabbriche stimoleranno l’occupazione manifatturiera e l’attività dei consumatori migliorerà grazie a maggiori rimborsi fiscali previsti per il prossimo anno.
Uno degli annunci più rilevanti è stato quello di un bonus natalizio per le truppe statunitensi: un assegno da 1.776 dollari destinato a circa 1,45 milioni di militari, per una spesa complessiva stimata in circa 2,6 miliardi di dollari. Trump ha spiegato che la cifra è un riferimento simbolico al 250° anniversario della firma della Dichiarazione d’Indipendenza, previsto per il prossimo anno, e ha sostenuto che i fondi provengono in parte dai dazi sulle importazioni. “Gli assegni sono già in arrivo”, ha assicurato il presidente.
Nonostante il contesto festivo, il tono del discorso è apparso a tratti duro e polemico. Trump ha parlato a ritmo serrato, con passaggi che hanno sfiorato la rabbia, concentrandosi più sulle divisioni interne al Paese che su un messaggio di unità. Trump ha inoltre cercato di attribuire ai Democratici il probabile aumento dei premi dell’assicurazione sanitaria, in vista della scadenza dei sussidi legati all’Affordable Care Act, senza però impegnarsi su una proposta legislativa concreta.
-foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Trump “Abbiamo invertito il declino dell’America” / Video

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – In un raro discorso in prima serata dalla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rivendicato i risultati della sua amministrazione su sicurezza dei confini, immigrazione ed energia, cercando di rilanciare la propria agenda politica in un momento segnato da bassi livelli di approvazione sulla gestione dell’economia. Un intervento politicamente carico, trasmesso in diretta televisiva, durante il quale il presidente ha attribuito le difficoltà economiche ai Democratici e all’eredità lasciata dal suo predecessore Joe Biden, annunciando al contempo l’invio di un assegno bonus di 1776 dollari ai militari statunitensi in occasione del Natale. Parlando alla nazione, Trump ha sostenuto che il suo governo ha “invertito il declino” del Paese, affermando che gli attraversamenti illegali al confine meridionale sono diminuiti drasticamente e che i prezzi di alcuni beni di consumo e dell’energia mostrano segnali di rallentamento. “Abbiamo ereditato una situazione disastrosa, ma in pochi mesi abbiamo reso l’America più forte, più sicura e più rispettata”, ha dichiarato, ribadendo che la linea dura sull’immigrazione resta una priorità assoluta. “Undici mesi fa ho ereditato un disastro e lo sto sistemando. Siamo pronti per un boom economico, come il mondo non ha mai visto”, ha aggiunto.

Affiancato da due alberi di Natale e con un ritratto di George Washington alle spalle nella sala ricevimenti diplomatici della Casa Bianca, il presidente ha promesso una forte ripresa economica, portando con sé grafici per dimostrare, a suo dire, che l’economia è in crescita, che i redditi aumentano, l’inflazione è in calo e che gli investimenti stanno affluendo nel Paese. Trump ha affermato che leader stranieri gli avrebbero assicurato che gli Stati Uniti sono “il Paese più caldo del mondo”, un’espressione già utilizzata in altre occasioni pubbliche. Il discorso è arrivato in un momento politicamente delicato. Secondo gli ultimi sondaggi, l’approvazione del presidente sulla gestione dell’economia resta bassa, attestandosi attorno a un terzo degli elettori, mentre il costo della vita continua a rappresentare una delle principali preoccupazioni per gli americani. L’inflazione, che era in calo dopo aver raggiunto il massimo degli ultimi quarant’anni nel 2022, ha ripreso ad accelerare dopo l’annuncio dei dazi sulle importazioni voluti da Trump ad aprile. L’indice dei prezzi al consumo cresce ora a un tasso annuo del 3%, rispetto al 2,3% registrato nello stesso mese. Anche il mercato del lavoro mostra segnali di indebolimento: l’aumento medio mensile dei posti di lavoro è stato di circa 17mila unità dopo l’introduzione dei dazi, mentre il tasso di disoccupazione è salito dal 4% di gennaio al 4,6%.

Trump ha evitato di soffermarsi sui dati negativi, preferendo parlare di una “ritrovata stabilità” e annunciando che l’amministrazione lavorerà nei prossimi mesi a nuove misure per sostenere crescita economica e occupazione. Ha promesso che i tassi dei mutui scenderanno e che verranno presentati “alcuni dei piani di riforma abitativa più aggressivi della storia americana”. Secondo il presidente, gli impegni di investimento per nuove fabbriche stimoleranno l’occupazione manifatturiera e l’attività dei consumatori migliorerà grazie a maggiori rimborsi fiscali previsti per il prossimo anno. Uno degli annunci più rilevanti è stato quello di un bonus natalizio per le truppe statunitensi: un assegno da 1.776 dollari destinato a circa 1,45 milioni di militari, per una spesa complessiva stimata in circa 2,6 miliardi di dollari. Trump ha spiegato che la cifra è un riferimento simbolico al 250° anniversario della firma della Dichiarazione d’Indipendenza, previsto per il prossimo anno, e ha sostenuto che i fondi provengono in parte dai dazi sulle importazioni. “Gli assegni sono già in arrivo”, ha assicurato il presidente. Nonostante il contesto festivo, il tono del discorso è apparso a tratti duro e polemico. Trump ha parlato a ritmo serrato, con passaggi che hanno sfiorato la rabbia, concentrandosi più sulle divisioni interne al Paese che su un messaggio di unità. I tradizionali discorsi presidenziali alla nazione in televisione sono solitamente meno faziosi rispetto ai comizi, ma l’intervento è apparso come una versione condensata della sua retorica politica abituale.

Sul piano politico, il presidente deve affrontare anche altre difficoltà. Le deportazioni di massa degli immigrati si sono rivelate impopolari, pur a fronte di un giudizio generalmente positivo per il calo degli attraversamenti illegali al confine con il Messico. I suoi sforzi in politica estera, inclusi i tentativi di porre fine a conflitti internazionali e gli attacchi contro presunte navi del narcotraffico vicino al Venezuela, non hanno suscitato particolare entusiasmo nell’opinione pubblica. Trump ha inoltre cercato di attribuire ai Democratici il probabile aumento dei premi dell’assicurazione sanitaria, in vista della scadenza dei sussidi legati all’Affordable Care Act, senza però impegnarsi su una proposta legislativa concreta. L’intervento in prima serata è stato interpretato dagli osservatori come un tentativo di riconquistare consensi tra elettori moderati e indipendenti, in vista delle elezioni di medio termine del 2026 che determineranno il controllo di Camera e Senato. Dopo la fine della trasmissione televisiva, Trump si è rivolto ai suoi collaboratori chiedendo un giudizio sull’intervento. Secondo quanto riferito, gli assistenti lo avrebbero rassicurato sull’esito del discorso. Il presidente ha poi raccontato che il capo dello staff della Casa Bianca, Susie Wiles, gli aveva suggerito di parlare alla nazione, complimentandosi infine con lui per aver rispettato i tempi previsti.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Trump “Abbiamo invertito il declino dell’America”

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – In un raro discorso in prima serata dalla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rivendicato i risultati della sua amministrazione su sicurezza dei confini, immigrazione ed energia, cercando di rilanciare la propria agenda politica in un momento segnato da bassi livelli di approvazione sulla gestione dell’economia. Un intervento politicamente carico, trasmesso in diretta televisiva, durante il quale il presidente ha attribuito le difficoltà economiche ai Democratici e all’eredità lasciata dal suo predecessore Joe Biden, annunciando al contempo l’invio di un assegno bonus di 1776 dollari ai militari statunitensi in occasione del Natale. Parlando alla nazione, Trump ha sostenuto che il suo governo ha “invertito il declino” del Paese, affermando che gli attraversamenti illegali al confine meridionale sono diminuiti drasticamente e che i prezzi di alcuni beni di consumo e dell’energia mostrano segnali di rallentamento. “Abbiamo ereditato una situazione disastrosa, ma in pochi mesi abbiamo reso l’America più forte, più sicura e più rispettata”, ha dichiarato, ribadendo che la linea dura sull’immigrazione resta una priorità assoluta. “Undici mesi fa ho ereditato un disastro e lo sto sistemando. Siamo pronti per un boom economico, come il mondo non ha mai visto”, ha aggiunto.

Affiancato da due alberi di Natale e con un ritratto di George Washington alle spalle nella sala ricevimenti diplomatici della Casa Bianca, il presidente ha promesso una forte ripresa economica, portando con sé grafici per dimostrare, a suo dire, che l’economia è in crescita, che i redditi aumentano, l’inflazione è in calo e che gli investimenti stanno affluendo nel Paese. Trump ha affermato che leader stranieri gli avrebbero assicurato che gli Stati Uniti sono “il Paese più caldo del mondo”, un’espressione già utilizzata in altre occasioni pubbliche. Il discorso è arrivato in un momento politicamente delicato. Secondo gli ultimi sondaggi, l’approvazione del presidente sulla gestione dell’economia resta bassa, attestandosi attorno a un terzo degli elettori, mentre il costo della vita continua a rappresentare una delle principali preoccupazioni per gli americani. L’inflazione, che era in calo dopo aver raggiunto il massimo degli ultimi quarant’anni nel 2022, ha ripreso ad accelerare dopo l’annuncio dei dazi sulle importazioni voluti da Trump ad aprile. L’indice dei prezzi al consumo cresce ora a un tasso annuo del 3%, rispetto al 2,3% registrato nello stesso mese. Anche il mercato del lavoro mostra segnali di indebolimento: l’aumento medio mensile dei posti di lavoro è stato di circa 17mila unità dopo l’introduzione dei dazi, mentre il tasso di disoccupazione è salito dal 4% di gennaio al 4,6%.

Trump ha evitato di soffermarsi sui dati negativi, preferendo parlare di una “ritrovata stabilità” e annunciando che l’amministrazione lavorerà nei prossimi mesi a nuove misure per sostenere crescita economica e occupazione. Ha promesso che i tassi dei mutui scenderanno e che verranno presentati “alcuni dei piani di riforma abitativa più aggressivi della storia americana”. Secondo il presidente, gli impegni di investimento per nuove fabbriche stimoleranno l’occupazione manifatturiera e l’attività dei consumatori migliorerà grazie a maggiori rimborsi fiscali previsti per il prossimo anno. Uno degli annunci più rilevanti è stato quello di un bonus natalizio per le truppe statunitensi: un assegno da 1.776 dollari destinato a circa 1,45 milioni di militari, per una spesa complessiva stimata in circa 2,6 miliardi di dollari. Trump ha spiegato che la cifra è un riferimento simbolico al 250° anniversario della firma della Dichiarazione d’Indipendenza, previsto per il prossimo anno, e ha sostenuto che i fondi provengono in parte dai dazi sulle importazioni. “Gli assegni sono già in arrivo”, ha assicurato il presidente. Nonostante il contesto festivo, il tono del discorso è apparso a tratti duro e polemico. Trump ha parlato a ritmo serrato, con passaggi che hanno sfiorato la rabbia, concentrandosi più sulle divisioni interne al Paese che su un messaggio di unità. I tradizionali discorsi presidenziali alla nazione in televisione sono solitamente meno faziosi rispetto ai comizi, ma l’intervento è apparso come una versione condensata della sua retorica politica abituale.

Sul piano politico, il presidente deve affrontare anche altre difficoltà. Le deportazioni di massa degli immigrati si sono rivelate impopolari, pur a fronte di un giudizio generalmente positivo per il calo degli attraversamenti illegali al confine con il Messico. I suoi sforzi in politica estera, inclusi i tentativi di porre fine a conflitti internazionali e gli attacchi contro presunte navi del narcotraffico vicino al Venezuela, non hanno suscitato particolare entusiasmo nell’opinione pubblica. Trump ha inoltre cercato di attribuire ai Democratici il probabile aumento dei premi dell’assicurazione sanitaria, in vista della scadenza dei sussidi legati all’Affordable Care Act, senza però impegnarsi su una proposta legislativa concreta. L’intervento in prima serata è stato interpretato dagli osservatori come un tentativo di riconquistare consensi tra elettori moderati e indipendenti, in vista delle elezioni di medio termine del 2026 che determineranno il controllo di Camera e Senato. Dopo la fine della trasmissione televisiva, Trump si è rivolto ai suoi collaboratori chiedendo un giudizio sull’intervento. Secondo quanto riferito, gli assistenti lo avrebbero rassicurato sull’esito del discorso. Il presidente ha poi raccontato che il capo dello staff della Casa Bianca, Susie Wiles, gli aveva suggerito di parlare alla nazione, complimentandosi infine con lui per aver rispettato i tempi previsti.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Ucraina, Zelensky “I leader europei dovranno assicurarci il loro sostegno”

ROMA (ITALPRESS) – “Giovedì i leader europei si incontreranno a Bruxelles. Sarà un incontro molto importante. L’esito di questo incontro – il risultato che l’Europa produrrà – dovrà far capire alla Russia che il suo desiderio di continuare la guerra l’anno prossimo è inutile, perché l’Ucraina avrà il suo sostegno. Questo dipende interamente dall’Europa; l’Europa deve fare questa scelta”. Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Safonov ipnotizza il Flamengo ai rigori, Intercontinentale al Psg

AL RAYYAN (QATAR) (ITALPRESS) – Nella notte da eroe del secondo portiere Safonov, il Psg vince la Coppa Intercontinentale ai calci di rigore contro il Flamengo. La squadra campione d’Europa sale per la prima volta sul tetto del mondo e lo fa dalla porta secondaria, dopo aver perso in estate la finale del Mondiale per Club contro il Chelsea. Ad Al Rayyan, in Qatar, è una notte di rimpianti per la formazione di Filipe Luis, reduce dal doppio successo in campionato e in Libertadores, apparsa inferiore agli avversari solo dagli undici metri, dove l’estremo difensore dei parigini è stato capace di neutralizzare quattro penalty (Saul, Pedro, Pereira e Luiz Araujo) nella serie dal dischetto dopo l’1-1 dei 120′. L’ostacolo brasiliano è stata però una montagna da scalare per i parigini, tutt’altro che dominanti in Ligue 1 dove sono secondi alle spalle del Lens, con un Dembele entrato a gara in corso e autore di un errore dal dischetto nella serie conclusiva. Dal 1′ la versione schiacciasassi del Psg lascia spazio a quella opaca ma cinica, che nel primo tempo sa sfruttare quantomeno i pochissimi errori avversari. Al 9′ il Var annulla il gol di Fabian Ruiz per l’uscita del pallone dal lato corto del campo prima del rinvio errato di Rossi. Il tabellino dei marcatori resta comunque un affare di famiglia tra gli ex Napoli. Al 38′ Doue crossa al centro, Rossi sbaglia l’uscita e favorisce il tap in vincente di Kvaratskhelia. Al 62′ il pareggio di Jorginho: Marquinhos stende De Arrascaeta in area, dagli undici metri (dopo l’intervento del Var) va il centrocampista italo-brasiliano che spiazza alla sua maniera Safonov. La faccenda è seria e Luis Enrique non può permettersi esperimenti. Al 64′ c’è la bocciatura di Mayulu, entrato nel primo tempo per sostituire l’infortunato Lee e richiamato in panchina per far posto a Barcola. Al 78′ scatta l’ora anche di Dembele. Il Pallone d’oro in carica – e ieri premiato anche col Best Fifa Award – ha subito la palla del 2-1, ma sul suo tocco a botta sicura in area c’è l’opposizione decisiva di Pereira. Nel finale è il Flamengo ad avere l’occasione del vantaggio, ma Pedro (84′) e Plata (86′) sprecano al momento del tiro. Ancora più clamorosa è l’occasione sull’ultima palla del match: Dembele sterza in area ed effettua un tiro cross, Marquinhos si coordina male e non deposita la palla in rete da due passi. Solo nel finale del secondo tempo supplementare il Psg riesce a schiacciare il Flamengo, senza però riuscire a trovare il gol. Si va ai rigori e si fa prima a dire chi segna. Per il Flamengo in gol De La Cruz, per il Psg Vitinha e Nuno Mendes. Poi gli errori: Dembele spara alto, Barcola si fa ipnotizzare da Rossi. Ma il protagonista è Safonov che nega il gol agli altri quattro tiratori brasiliani. Un capolavoro anche per la Francia: il Psg è la prima squadra transalpina a laurearsi campione del mondo.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).