venerdì, Maggio 15, 2026
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Il Psg vince anche la Coppa Intercontinentale, Flamengo ko ai rigori

AL RAYYAN (QATAR) (ITALPRESS) – Nella notte da eroe del secondo portiere Safonov, il Psg vince la Coppa Intercontinentale ai calci di rigore contro il Flamengo. La squadra campione d’Europa sale per la prima volta sul tetto del mondo e lo fa dalla porta secondaria, dopo aver perso in estate la finale del Mondiale per Club contro il Chelsea.

Ad Al Rayyan, in Qatar, è una notte di rimpianti per la formazione di Filipe Luis, reduce dal doppio successo in campionato e in Libertadores, apparsa inferiore agli avversari solo dagli undici metri, dove l’estremo difensore dei parigini è stato capace di neutralizzare quattro penalty (Saul, Pedro, Pereira e Luiz Araujo) nella serie dal dischetto dopo l’1-1 dei 120′.

L’ostacolo brasiliano è stata però una montagna da scalare per i parigini, tutt’altro che dominanti in Ligue 1 dove sono secondi alle spalle del Lens, con un Dembele entrato a gara in corso e autore di un errore dal dischetto nella serie conclusiva. Dal 1′ la versione schiacciasassi del Psg lascia spazio a quella opaca ma cinica, che nel primo tempo sa sfruttare quantomeno i pochissimi errori avversari. Al 9′ il Var annulla il gol di Fabian Ruiz per l’uscita del pallone dal lato corto del campo prima del rinvio errato di Rossi. Il tabellino dei marcatori resta comunque un affare di famiglia tra gli ex Napoli.

Al 38′ Doue crossa al centro, Rossi sbaglia l’uscita e favorisce il tap in vincente di Kvaratskhelia. Al 62′ il pareggio di Jorginho: Marquinhos stende De Arrascaeta in area, dagli undici metri (dopo l’intervento del Var) va il centrocampista italo-brasiliano che spiazza alla sua maniera Safonov. La faccenda è seria e Luis Enrique non può permettersi esperimenti. Al 64′ c’è la bocciatura di Mayulu, entrato nel primo tempo per sostituire l’infortunato Lee e richiamato in panchina per far posto a Barcola. Al 78′ scatta l’ora anche di Dembele. Il Pallone d’oro in carica – e ieri premiato anche col Best Fifa Award – ha subito la palla del 2-1, ma sul suo tocco a botta sicura in area c’è l’opposizione decisiva di Pereira. Nel finale è il Flamengo ad avere l’occasione del vantaggio, ma Pedro (84′) e Plata (86′) sprecano al momento del tiro. Ancora più clamorosa è l’occasione sull’ultima palla del match: Dembele sterza in area ed effettua un tiro cross, Marquinhos si coordina male e non deposita la palla in rete da due passi. Solo nel finale del secondo tempo supplementare il Psg riesce a schiacciare il Flamengo, senza però riuscire a trovare il gol.

Si va ai rigori e si fa prima a dire chi segna. Per il Flamengo in gol De La Cruz, per il Psg Vitinha e Nuno Mendes. Poi gli errori: Dembele spara alto, Barcola si fa ipnotizzare da Rossi. Ma il protagonista è Safonov che nega il gol agli altri quattro tiratori brasiliani. Un capolavoro anche per la Francia: il Psg è la prima squadra transalpina a laurearsi campione del mondo.

IL TABELLINO

PSG (4-3-3): Safonov 9; Zaire-Emery 6, Marquinhos 5, Pacho 6, Nuno Mendes 5.5; Joao Neves 6, Vitinha 5.5, Fabian Ruiz 6 (1’sts Ndjantou); Lee 6 (35’pt Mayulu 5, 19’st Barcola 5.5), Doué 6.5 (33’st Dembele 6), Kvaratskhelia 7 (1’pts Mbaye 6). In panchina: Chevalier, Marin, Beraldo, Zabarnyi, Hernandez, Ramos. Allenatore: Luis Enrique 5.5.

FLAMENGO (4-2-3-1): Rossi 6; Varela 6, Ortiz 6.5, Pereira 6.5, Alex Sandro 6.5; Pulgar 6.5 (29’st De La Cruz 6), Jorginho 7 (29’st Saul 5.5); Carrascal 5 (11’st Pedro 6), De Arrascaeta 7 (29’st Everton 6), Plata 6.5 (3’sts Lino sv); Bruno Henrique 6 (47’st L.Araujo 6). In panchina: Dyogo Alves, Ayrton Lucas, Danilo, Emerson, E.Araujo, Yan, Juninho, Michael. Allenatore: Filipe Luis 6.5.

ARBITRO: Ismail Elfath (Usa) 5.5
RETI: 38’pt Kvaratskhelia, 17’st Jorginho (rig).
SEQUENZA RIGORI: De La Cruz (gol), Vitinha (gol), Saul (parato), Dembele (alto), Pedro (parato), Nuno Mendes (gol), Pereira (parato), Barcola (parato), L.Araujo (parato).
NOTE: serata serena, terreno in buone condizioni.
Ammoniti: Jorginho, Alex Sandro, Ruiz, Vitinha, Pulgar, Pacho, Plata, Saul, Juninho.
Angoli: 10-3.
Recupero: 5′ pt, 4′ st, 1′ pts, 1′ sts.

-Foto IPA Agency-
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Open Arms, assoluzione definitiva per Salvini

ROMA (ITALPRESS) – I giudici della VI sezione penale della Corte di Cassazione hanno confermato il giudizio di assoluzione che era stato deliberato in primo grado dal tribunale di Palermo per il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, relativamente ai fatti del 2019 nel caso Open Arms per le accuse di sequestro di persona e rifiuto d’atti d’ufficio. Respinto il ricorso della Procura di Palermo.
“Cinque anni di processo: difendere i confini non è reato”, commenta su X Salvini.
Per il presidente del Consiglio Giorgia Meloni “la definitiva assoluzione di Matteo Salvini nel caso Open Arms è una buona notizia e conferma un principio semplice e fondamentale: un ministro che difende i confini dell’Italia non commette un reato, ma svolge il proprio dovere. Forza Matteo”.

– Foto IPA Agency –

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Open Arms, assoluzione definitiva per Matteo Salvini. Il leader della Lega: “Difendere i confini non è reato”

ROMA (ITALPRESS) – I giudici della VI sezione penale della Cassazione hanno confermato il giudizio di assoluzione che era stato deliberato in primo grado dal tribunale di Palermo per il ministro Matteo Salvini, relativamente ai fatti del 2019 nel caso Open Arms per le accuse di sequestro di persona e rifiuto d’atti d’ufficio. Respinto il ricorso della Procura di Palermo.

“Cinque anni di processo: difendere i confini non è reato”. Così su X il vicepremier e ministro Matteo Salvini ha commentato la sentenza della Cassazione che lo ha assolto definitivamente per il caso Open Arms.

MELONI “UN MINISTRO CHE DIFENDE I CONFINI DELL’ITALIA SVOLGE IL PROPRIO DOVERE”

“La definitiva assoluzione di Matteo Salvini nel caso Open Arms è una buona notizia e conferma un principio semplice e fondamentale: un Ministro che difende i confini dell’Italia non commette un reato, ma svolge il proprio dovere. Forza Matteo”. Lo scrive sui social il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

FONTANA “FELICE PER L’ASSOLUZIONE”

“Accolgo con grande soddisfazione la definitiva assoluzione del vicepresidente del Consiglio e Ministro Matteo Salvini nel caso Open Arms. Una decisione che chiarisce i fatti e restituisce serenità. A Matteo va il mio affettuoso abbraccio”, sottolinea Fontana in una nota. Così in una nota il presidente della Camera, Lorenzo Fontana.

-Foto IPA Agency-
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Le professioni sanitarie milanesi portano la fiaccola della salute di Milano-Cortina

MILANO (ITALPRESS) – La dottoressa Elena Fossati, una professionista sanitaria, correrà parte della penultima tappa fino a Monza, dove l’arrivo della fiamma olimpica è previsto per il 4 febbraio 2026. A sostenerla ci sarà una delegazione del suo Ordine professionale, che comprende 19 Professioni dell’area sanitaria tecnica, della riabilitazione e della prevenzione. Afferma Diego Catania, Presidente dell’Ordine: “Tutto l’Ordine si unisce simbolicamente alla Dott.ssa Fossati nel portare la fiaccola della salute, facendo luce su tante emergenze silenziose, come quella dei disturbi mentali e psicologici che colpiscono sempre di più le nuove generazioni”.

“Il messaggio che desidero mettere in rilievo, in solidarietà con la Professionista che porterà la fiaccola, è che i problemi di salute mentale non devono essere nascosti, ma portati alla luce del dibattito pubblico, così come i professionisti, talvolta poco conosciuti, che operano con passione per aprire nuove prospettive di vita e di integrazione sociale” aggiunge Massimo Oltolina, Presidente della Commissione d’Albo TeRP dell’Ordine.

Nonostante il ruolo cruciale che rivestono nella vita di tante persone, le Professioni Sanitarie attive nella cura dei soggetti vulnerabili, come i TeRP, soffrono di un drammatico calo di attrattività dei percorsi universitari, prospettando preoccupanti scenari futuri di dispersione di competenze essenziali.

Dichiara il Presidente Catania: “Colgo l’occasione per fare un appello alle istituzioni, chiedendo interventi mirati per valorizzare i Professionisti che supportano i più fragili, riconoscendone l’importanza per la tenuta del sistema salute”.

– Foto Ufficio Stampa e Comunicazione Ordine TSRM e PSTRP di Milano, Como, Lecco, Lodi, Monza Brianza e Sondrio –

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L’intervista di Wiles come avvertimento di Trump a JD Vance

di Stefano Vaccara

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – L’intervista esplosiva concessa da Susie Wiles a Vanity Fair non va letta come una fuga di notizie, né come un eccesso di franchezza, né tantomeno come l’ingenuità di una chief of staff alle prime armi che si è fidata troppo di un giornalista. Al contrario, tutto lascia pensare a una mossa calcolata, politica e strategica, orchestrata da una delle figure più esperte dell’establishment repubblicano – con ogni probabilità con il pieno consenso del suo capo, Donald Trump. Wiles non è una novizia del potere.

È una lobbista navigata, una dirigente politica con decenni di esperienza a Washington. Ha lavorato alla Casa Bianca durante l’amministrazione Reagan, è cresciuta professionalmente all’ombra di James Baker e ha conosciuto da vicino i meccanismi del potere anche sotto George H. W. Bush. Sa come funzionano le gerarchie, conosce il valore della lealtà e soprattutto padroneggia il tempismo. Nulla, in questa intervista, sembra improvvisato. È per questo che i passaggi dedicati al vicepresidente JD Vance risultano particolarmente significativi. 

Parlando con Vanity Fair, Wiles descrive la conversione di Vance da critico di Trump a fedele del movimento MAGA come “in parte politica”, una definizione che suona come una delegittimazione. Ancora più dura è l’altra affermazione: Vance, dice Wiles, è stato “un teorico della cospirazione per un decennio”. Non si tratta di osservazioni casuali. A Washington, frasi di questo tipo, pronunciate ufficialmente e a microfono aperto, sono segnali di avvertimento.

Nel profilo che emerge dall’intervista, Vance non appare come un possibile erede o un partner strategico, ma come un esecutore. Non a caso, lo stesso vicepresidente afferma che il compito di Wiles non è “controllare” Trump, bensì “facilitare la sua visione e renderla realtà”.

Il messaggio implicito è chiaro: Vance deve allinearsi, non manovrare. Questo punto diventa cruciale alla luce dei silenzi del vicepresidente negli ultimi mesi, soprattutto nei momenti più delicati per Trump, a cominciare dal caso Epstein. In un sistema di potere come quello trumpiano, il silenzio non è neutralità: è sospetto. E il sospetto va corretto.

L’intervista sembra servire esattamente a questo. Mentre Wiles colpisce duramente verso il basso – Vance, Elon Musk, figure ideologiche come Russell Vought – Trump, paradossalmente, ne esce rafforzato. Persino la frase più discussa, quella in cui Wiles definisce Trump come dotato di “una personalità da alcolizzato” (quando è risaputo che beve solo diet coke), suona più come una descrizione del suo senso di onnipotenza che come un attacco diretto. Un modo per dire che il presidente si sente capace di tutto, invulnerabile, dominante.

Difetti di un aspirante dittatore? Ma quando mai, semmai tutti tratti caratteriali essenziali nel mondo MAGA per essere riconosciuto come il Commander-in-chief. Non è un caso che, dopo l’uscita dell’intervista, Trump abbia ribadito di avere “piena fiducia” in Wiles. Nessuna presa di distanza, nessuna smentita, nessuna reazione furiosa.

Anzi, mentre Bannon per una intervista simile venne subito allontanato nel 2017, Wiles resta al suo posto. Letta in questa chiave, l’intervista di Vanity Fair appare meno come uno scoop giornalistico e più come un avvertimento politico accuratamente calibrato. Un messaggio rivolto soprattutto a JD Vance e a chiunque coltivi ambizioni premature, per ricordare che, sotto Trump, i giochi di successione non sono tollerati. Trump ha sempre saputo usare i media come strumento di potere, fin dai tempi in cui era un palazzinaro a New York in cerca di attenzione.

Questa intervista rientra perfettamente in quella tradizione: dare l’apparenza di dire troppo, ma colpendo selettivamente e senza che il capo debba esporsi in prima persona. A giudicare dai segnali successivi, JD Vance sembra aver capito il messaggio intimidatorio. Il tono servile del vice presidente è stato rapido. L’allineamento, immediato. E questo, più di ogni altra cosa, suggerisce che la mossa abbia funzionato. E questo, più di ogni altra cosa, suggerisce che la mossa abbia funzionato.

Stasera Trump in tv parlerà alla nazione per rivendicare i suoi presunti “successi” economici. Resta da vedere se, tra le righe, lancerà nuovi segnali a chi, forse, ha iniziato troppo presto a immaginarsi come suo possibile successore.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Tg Sport – 17/12/2025

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Milan e Napoli si giocano un posto in finale di Supercoppa
– Fifa Awards 2025, Donnarumma è il portiere dell’anno
– L’Olimpia non si ferma più, battuto il Real Madrid
– New York batte San Antonio e vince l’Nba Cup
– Alcaraz si separa da Ferrero, con lui 24 titoli
– Bedin “Il tema della riforma riguarda la sostenibilità economica dei club”
azn

Pecoraro Scanio “Caffè Gambrinus di Napoli torna agli antichi splendori”

NAPOLI (ITALPRESS) – “Oggi è una giornata importante per i locali storici d’Italia: il Gran Caffè Gambrinus di Napoli torna finalmente totalmente agli antichi splendori, recuperando anche l’ultima parte dei locali che erano stati sottratti nel tempo e che rappresentano un patrimonio di bellezza, storia e identità non solo per Napoli ma per tutto il Paese”. Lo dichiara Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde ed ex Ministro dell’Ambiente e dell’Agricoltura, commentando il completamento del recupero degli spazi storici del celebre caffè napoletano

trl/mca2
Fonte video: Fondazione UniVerde

Algeria-Italia, nasce un gruppo di lavoro per rafforzare la cooperazione nella protezione civile

ROMA (ITALPRESS) – Il direttore generale della Protezione civile algerina, colonnello Boualem Bouglaf, ha firmato mercoledì, insieme al presidente dell’Autorità nazionale italiana dei vigili del fuoco, Eros Mannino, il decreto che istituisce un gruppo di lavoro bilaterale incaricato di seguire e attuare il memorandum d’intesa concluso tra le due parti, ha riferito un comunicato dei servizi della Protezione civile. Secondo la stessa fonte, la firma rientra nell’ambito della visita ufficiale effettuata dal colonnello Bouglaf in Italia.

In tale occasione, accompagnato dal suo omologo italiano, dalla delegazione congiunta e dall’ambasciatore dell’Algeria in Italia, Mohamed Khalifi, egli si è recato presso l’Istituto superiore di lotta contro gli incendi, dove si è svolta la cerimonia di firma del decreto istitutivo del gruppo di lavoro. La visita dell’istituto è stata caratterizzata dalla presentazione di un’esposizione tecnica dettagliata sulle sue missioni, sui programmi di formazione superiore e specialistica, nonché sul suo ruolo nello sviluppo delle competenze e nel rafforzamento della ricerca nei settori della prevenzione e dell’intervento di fronte ai diversi rischi.

Il comunicato precisa che si è tenuta anche una riunione tecnica congiunta dedicata alla valutazione dei risultati della visita, conclusasi con la firma ufficiale del decreto che istituisce il gruppo di lavoro bilaterale incaricato del monitoraggio e dell’attuazione del memorandum d’intesa tra le istituzioni algerine e italiane. Il memorandum mira a rafforzare la cooperazione bilaterale e lo scambio di competenze nei vari ambiti della protezione civile, in particolare nella prevenzione dei rischi naturali e tecnologici e nella riduzione dei loro impatti, nonché nella gestione dei rischi e delle catastrofi, compresa la pianificazione preventiva e la risposta rapida. Esso prevede inoltre la formazione e l’addestramento specializzati di quadri e operatori attraverso lo scambio di programmi didattici, l’organizzazione di sessioni pratiche ed esercitazioni congiunte, oltre allo scambio di competenze tecniche e operative nei settori della lotta antincendio, del soccorso e dell’assistenza.

Il testo include anche la cooperazione in materia di ricerca e sviluppo e lo scambio di studi ed expertise scientifiche nel campo della riduzione dei rischi di catastrofi. Infine, il memorandum prevede il sostegno reciproco e lo scambio di assistenza tecnica in caso di gravi catastrofi, in conformità con le capacità disponibili e le normative vigenti in entrambi i Paesi.

Secondo la stessa fonte, questa iniziativa si inserisce nel quadro del rafforzamento del partenariato strategico tra Algeria e Italia e del consolidamento della cooperazione istituzionale in materia di formazione, scambio di competenze e sviluppo della preparazione operativa per far fronte ai diversi rischi.

– Foto Protezione Civile Algerina –

(ITALPRESS).