giovedì, Aprile 23, 2026

Le Mystère des Voix Bulgares al Teatro Comunale di Vicenza

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Lunedì 27 aprile debutta, alle 20 e 45 al Teatro Comunale di Vicenza, su invito della Società del Quartetto, Le Mystère des Voix Bulgares.

Fondata negli anni Cinquanta, la formazione corale femminile è considerata un gruppo-cult del repertorio folcloristico grazie a un Grammy Award, oltre 1500 concerti in tutto il mondo e collaborazioni con star del pop-rock. In programma brani della tradizione balcanica e composizioni originali.

Gli organizzatori dell’evento spiegano: “Secondo un’antica leggenda, quando Dio distribuì le terre tra i popoli si dimenticò dei bulgari, così alcuni di loro andarono a farglielo notare. Siccome però era ormai troppo tardi e non vi era rimasto più nulla, il Signore concesse loro un piccolo angolo di Paradiso, dalla natura selvaggia e incontaminata. Qui, nel corso dei secoli, le donne vennero addestrate al canto per custodire intatto nel tempo un millenario scrigno di suoni preziosi”.

Le Mystère des Voix Bulgares nacque in piena Guerra Fredda nei primi anni Cinquanta – sotto il nome di Coro Femminile della Televisione di Stato Bulgara – per una precisa volontà di salvaguardare l’identità culturale del Paese da influenze musicali straniere considerate “anti socialiste e pericolose”. In quella prima fase le coriste venivano reclutate nei villaggi rurali della Bulgaria, dove il tempo sembrava essersi fermato e i canti monofonici erano tramandati oralmente.

Il percorso di diffusione della musica tradizionale bulgara oltre la Cortina di ferro ebbe una svolta decisiva con l’etnomusicologo svizzero Marcel Cellier che a partire dagli anni Sessanta ottenne il permesso di muoversi liberamente nell’Europa dell’Est, armato di un registratore Telefunken, alla ricerca di antiche melodie popolari. Cellier rimase sbalordito dalla ricchezza di quel repertorio folk fatto di intervalli dissonanti e ritmi irregolari, ma ciò che lo colpì maggiormente fu l’emissione vocale “aperta” e potente di quelle donne capaci di trasformare il canto collettivo in timbri così insoliti da sembrare qualcosa di diverso dalla voce umana.

Nel 1975 Cellier pubblicò con la propria etichetta indipendente una prima raccolta di quelle registrazioni con il titolo “Le Mystère des Voix Bulgares”, che aggiunse all’album un tocco di esoterismo e di magia. Il disco rimase una chicca per pochi appassionati fino al 1986, quando la britannica 4AD decise di ripubblicare il 33 giri di Cellier svelando al mondo il talento e la musica di questa formazione femminile che grazie a quell’incisione incantò gli appassionati dei generi musicali più diversi. Nessun gruppo vocale non-anglofono aveva sinora venduto 100 mila copie in Gran Bretagna e 500 mila negli Stati Uniti.

Sull’onda del successo planetario, poco dopo uscì un secondo volume della raccolta, che nel 1990 si aggiudicò un prestigioso Grammy Award come miglior registrazione folk dell’anno. Fu allora che il coro adottò ufficialmente il nome “Le Mystère des Voix Bulgares”.

Da allora il gruppo ha tenuto più di 1500 esibizioni in alcune delle più prestigiose sale da concerto del mondo e ancora oggi, diventato leggenda, continua a diffondere l’incantevole magia di voci che sembrano trascendere il tempo. Le coriste hanno anche collaborato con artisti molto diversi fra loro come Kate Bush e gli U2 e le loro canzoni, nutrite di grande tecnicismo ed echi tribali nel cui impeto le interpreti accettano di scomparire come individualità in favore del collettivo, sono state campionate e remixate da Drake, DJ Tiesto, FKA Twigs, Bring Me The Horizon e molti altri.

Nell’appuntamento di lunedì sera al Comunale di Vicenza – unica data italiana – il coro femminile bulgaro presenterà in abiti tradizionali il meglio del suo repertorio storico e più recente con brani che riflettono diversi aspetti del quotidiano cui ciascuno di noi si può facilmente rapportare. Il pubblico vicentino per la prima volta potrà cogliere dal vivo l’essenza di questa formazione che risiede nella capacità di padroneggiare le diverse e antiche tradizioni vocali bulgare mantenendo un suono sorprendentemente moderno e originale. Nell’occasione il coro sarà diretto da Gancho Gavazov, maestro e arrangiatore celebre per il suo lavoro con la musica corale e folcloristica dell’area balcanica.

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