venerdì, Luglio 17, 2026

Mussolente: “Le Anguane nel Vicentino: custodi delle sorgenti e dell’immaginario veneto”

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Le sorgenti, i torrenti, le grotte e i boschi del Vicentino custodiscono da secoli una presenza misteriosa: quella delle Anguane, antiche creature dell’acqua tramandate dalla tradizione orale del Veneto e dell’intero arco prealpino.

A queste figure simboliche è dedicata la mostra “Le Anguane nel Vicentino: custodi delle sorgenti e dell’immaginario veneto“, personale dell’artista e studiosa Anna Maria Annette Ronchin, che inaugurerà sabato 18 luglio 2026 alle ore 18.30 presso il Polo Culturale Gianpaolo Negri di Mussolente.

L’inaugurazione sarà accompagnata da un intervento musicale dei Discovery Soul, in un dialogo tra arti visive, parola e musica che accompagnerà il pubblico in un viaggio attraverso il mito, la storia e il paesaggio veneto.

“Le Anguane nel Vicentino: custodi delle sorgenti e dell’immaginario veneto”

La mostra nasce da oltre trent’anni di ricerca artistica e antropologica dedicata alle Anguane, figure femminili legate alle sorgenti e alle acque interne, interpretabili come eredi di antichissimi culti della fertilità e della Grande Madre. Attraverso incisioni calcografiche, acquerelli e libri d’artista, Ronchin restituisce una rilettura contemporanea di un patrimonio culturale che appartiene profondamente all’identità del territorio vicentino.

Il percorso espositivo propone opere dedicate ai luoghi simbolici dell’acqua, come Anguana custode delle acque, Anguana del Retrone, Palladio e l’Anguana, Vicenza mitica e Santuario della Madonna dell’acqua tra il Volon e il Giaron, dove il linguaggio incisorio dialoga con il mito e con la memoria dei luoghi

L’esposizione invita il visitatore a guardare oltre la leggenda. Le Anguane diventano infatti il simbolo del rapporto tra uomo e natura, della tutela delle risorse idriche, della memoria collettiva e del principio femminile come forza generatrice e custode della vita.
Il percorso inaugurale, ideato come un racconto, conduce il pubblico dall’emozione alla conoscenza: dall’incontro con il mistero delle creature d’acqua alla scoperta delle loro radici storiche, antropologiche e archeologiche, fino alla riflessione sul loro significato contemporaneo. Il mito si rivela così non come semplice racconto fantastico, ma come linguaggio universale capace di parlare ancora oggi di ambiente, identità e responsabilità verso il paesaggio.

La mostra rappresenta anche un’occasione per riscoprire il ricco patrimonio di leggende, siti naturali e luoghi simbolici del Vicentino – dai Busi delle Anguane alle risorgive, dalle grotte alle vallate – dove il mito continua a vivere nella memoria delle comunità e nella bellezza del territorio.

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