mercoledì, Settembre 2, 2026

Massimo Cacciari porta “Re Lear” al Teatro Romano di Verona: “Viviamo in tempi apocalittici”

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Giovedì 3 settembre alle 21.15 la prima nazionale di “Rex Destruens Re Lear”, nuova creazione dell’Estate Teatrale Veronese nata dall’incontro tra il pensiero di Massimo Cacciari e la regia di Leonardo Tosini. Il filosofo rilegge Shakespeare attraverso la crisi del potere, il conflitto tra generazioni e le inquietudini del presente.

Massimo Cacciari incontra Shakespeare al Teatro Romano di Verona. Giovedì 3 settembre alle 21.15 debutta in prima nazionale “Rex Destruens Re Lear“, nuova creazione realizzata per la 78ª edizione dell’Estate Teatrale Veronese, dopo un’anteprima al Teatro Goldoni di Venezia.

Lo spettacolo, a cura di Cacciari e con la regia di Leonardo Tosini, porta sulla scena Arianna Calgaro, Simone Pedini, Andrea Sadocco, Magdalena Soldati e Daniele Tessaro. La produzione è del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, in coproduzione con Estate Teatrale Veronese.

Al centro non c’è una semplice riproposizione del capolavoro shakespeariano, ma una lettura che mette in relazione la tragedia di Lear con alcune delle grandi questioni contemporanee: la crisi dell’autorità, il conflitto tra padri e figli, la dissoluzione dei legami e il rapporto tra libertà e destino.

Massimo Cacciari: “Non sarà una semplice lettura”

A spiegare il senso dell’operazione è stato lo stesso Massimo Cacciari durante la conferenza stampa del 2 settembre a Palazzo Barbieri.

Il progetto nasce da un format già sperimentato negli anni scorsi al Teatro Goldoni, nel quale giovani attori affrontano i testi teatrali affiancati dalla lettura e dall’interpretazione filosofica di Cacciari.

“Quello che faremo al Teatro Romano di Verona non sarà una semplice presentazione o una lettura, ma una sorta di lettura-lezione”, ha spiegato il filosofo, sottolineando come il commento diventi parte dello spettacolo anziché interromperne lo svolgimento.

Una formula che vuole dunque mantenere insieme dimensione teatrale e riflessione, facendo del testo di Shakespeare uno strumento per interrogare il presente.

Re Lear e la crisi del potere

Il primo grande tema individuato da Cacciari è quello della fine di un regno.

“I temi sono evidenti: c’è innanzitutto la fine di un regno e, con essa, la crisi del potere, le responsabilità del sovrano e le conseguenze delle sue scelte”, ha osservato.

A questa dimensione politica se ne affianca immediatamente un’altra: il passaggio generazionale e il rapporto tra padri e figli. In “Re Lear”, secondo la lettura proposta, questi conflitti assumono una dimensione mistica e apocalittica e diventano una riflessione sulla trasformazione dei valori etici e politici.

Massimo Cacciari: “Io penso che viviamo in tempi apocalittici”

È proprio nel rapporto tra Shakespeare e il presente che si trova uno dei nuclei più forti dell’intervento di Cacciari.

“Io penso che viviamo in tempi apocalittici”, afferma il filosofo. Il suo commento allo spettacolo cercherà quindi di mettere in evidenza i passaggi attraverso i quali “Re Lear” può essere letto alla luce delle domande contemporanee.

Nella tragedia shakespeariana, sostiene Cacciari, la critica al potere è radicale: chi governa si rivela incapace di reggere il proprio regno e di garantire la pace. Un tema che attraversa anche “Otello” e “Amleto”, ma che raggiunge in “Re Lear” una delle sue espressioni più estreme.

Sul palco una generazione di giovani attori

A creare un ulteriore contrasto con il mondo in dissoluzione raccontato dalla tragedia sarà la giovane età degli interpreti.

Cacciari lascia aperta una domanda: dalle rovine di un ordine precedente può nascere qualcosa di nuovo, affidato proprio a una generazione più giovane?

Una possibilità che il filosofo problematizza immediatamente. Nella sua lettura, infatti, in Shakespeare la tragedia non offre una vera prospettiva di redenzione. Anche i personaggi positivi appaiono spesso incapaci di comprendere o modificare fino in fondo ciò che sta accadendo.

La 78ª Estate Teatrale Veronese tra memoria e contemporaneità

“Rex Destruens Re Lear” rientra nel programma della 78ª edizione dell’Estate Teatrale Veronese, costruita attorno al tema “(H)EARTH OF GLASS – Tradizione e sperimentazione in dialogo aperto al mondo”. Il progetto punta proprio a far incontrare memoria e contemporaneità, affidando un classico della tradizione a una rilettura originale e a giovani interpreti.

“Con Rex Destruens Re Lear l’Estate Teatrale Veronese prosegue il proprio percorso di attraversamento dei grandi testi della tradizione affidandoli a sguardi capaci di restituirne la complessità e l’urgenza”, sottolinea il direttore artistico Fabrizio Arcuri, per il quale il teatro diventa in questo caso “luogo di pensiero”.

Anche l’assessora alla Cultura del Comune di Verona Marta Ugolini sottolinea il ruolo del Teatro Romano come luogo nel quale storia e ricerca possono incontrarsi e dialogare con il pubblico.

L’appuntamento con “Rex Destruens Re Lear” è per giovedì 3 settembre alle 21.15 al Teatro Romano di Verona. I biglietti sono disponibili al Box Office Verona e attraverso i circuiti online indicati dall’organizzazione.

Programma completo sul sito.

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