Teatro Comunale di Vicenza propone un grande titolo shakespeariano, La tempesta, opera tra le più dense di simbolismi e suggestioni del repertorio del grande bardo.
Mercoledi 11 e giovedì 12 marzo alle 20.45 sarà in scena infatti in Sala Maggiore la nuova rivisitazione firmata dal maestro argentino, naturalizzato francese Alfredo Arias, uno dei registi teatrali più influenti e innovativi del panorama internazionale; Arias è autore dell’adattamento e della regia, mentre la traduzione del testo è di Agostino Lombardo; interpreti principali sono Graziano Piazza e Guia Jelo, affiancati da un validissimo cast composto da, in ordine alfabetico: Federico Fiorenza, Fabrizio Indagati, Franco Mirabella, Marcello Montalto, Luigi Nicotra, Lorenzo Parrotto, Alessandro Romano, Rita Fuoco Salonia, Rosaria Salvatico.
Con questo spettacolo, una nuova coproduzione Teatro Stabile di Catania, Marche Teatro, Tieffe Teatro, TPE – Teatro Piemonte Europa, in collaborazione con Estate Teatrale Veronese (dove lo spettacolo ha debuttato nel luglio scorso), Alfredo Arias è tornato sul grande capolavoro dopo la rappresentazione, nei primi decenni della sua carriera, al Festival di Avignone del 1986, proponendo un nuovo allestimento poetico e sorprendente. Nella nuova versione il dramma è in forma ridotta e ridimensionata rispetto al testo originale (i cinque atti originali vengono proposti in un’unica messinscena di un’ora e mezza), ma il fascino, la magia e la grandiosità della vicenda rimangono immutati.
Nelle due date dello spettacolo – mercoledi 11 e giovedì 12 marzo alle 20.00, al Ridotto – si svolgerà l’incontro a teatro condotto da Antonio Stefani, giornalista, scrittore e critico teatrale del Giornale di Vicenza, che presenterà al pubblico l’intensità di questo caposaldo della drammaturgia shakespeariana e l’importante lavoro fatto dal regista per far emergere i molteplici simbolismi dell’opera.
In questa nuova edizione de La tempesta, Arias punta a far emergere l’opera come specchio dell’anima, in cui dominano temi come esilio, colpa, perdono, potere, redenzione, coinvolgendo lo spettatore e introducendolo in una dimensione magica, in un mondo costruito con un linguaggio universalmente riconoscibile. Sullo spazio scenico di una misteriosa ed intrigante isola – un labirinto creato da Giovanni Licheri e Alida Cappellini, con i costumi di Daniele Gelsi ed il gioco luci di Gaetano La Mela – lo spettacolo, vede tutti i protagonisti in trasformazione. Nei panni del re-mago Prospero è in scena un solenne Graziano Piazza, supportato, nei vari ruoli, da Guia Jelo, lo spiritello Ariel, e dai bravissimi attori che non smettono mai di catalizzare l’attenzione.
Lo spettatore si trova catapultato sull’isola della strega Sicorace e del figlio Calibano dove è approdato, con la figlia Miranda, Prospero duca di Milano, spodestato dal fratello Antonio con l’aiuto di Alonso, re di Napoli. Dopo dodici lunghi anni di esilio su un’isola, con l’aiuto di Ariel – lo spiritello che lo ha liberato dal dominio della strega e che ora è al suo servizio – Prospero scatenerà una Tempesta. Una nave su cui viaggiano i suoi antichi nemici naufragherà sulle coste dell’isola ed avrà così inizio la rappresentazione in cui Prospero, al pari di un abile regista, orchestrerà vari episodi che porteranno i suoi avversari a vivere intrighi e tradimenti. Sarà la saggezza e la magia di Prospero a svelare la vera natura dei traditori e alla luce delle sue stesse bassezze, il duca deposto concederà loro il suo perdono.
Sull’isola-palcoscenico Arias costruisce uno spettacolo fortemente poetico e originale, con Graziano Piazza nel ruolo di Prospero, mago e demiurgo, incarnazione della forza magica di questo testo immortale. “Saranno la saggezza e la magia di Prospero – scrive il regista nelle sue note – a svelare la vera natura dei traditori. L’isola diventa così il teatro incantato in cui Prospero ci mostra i meandri da percorrere per giungere al perdono”.


