Per Danza in Rete Festival, sabato 7 marzo 2026, alle 20 e 45 in Sala Maggiore si esibiranno i giovani talenti della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, la prestigiosa istituzione meneghina diretta da Frédéric Olivieri. I numerosi allievi che saliranno in palcoscenico, giovanissimi (come età massima hanno 19 anni), presenteranno estratti del grande repertorio classico ma anche contemporaneo, coreografie che permetteranno loro di cimentarsi in stili tanto diversi quanto impegnativi, in un programma di alto livello tecnico, ricco di suggestioni ed entusiasmante freschezza.
La serata prevede una Suite dal Divertissement di Paquita, coreografie di Marius Petipa, musiche di Ludwig Minkus; Rossini Cards, coreografia di Mauro Bigonzetti, musiche di Gioachino Rossini e infine Bolero X, coreografie di Shahar Binyamini, musiche di Maurice Ravel. Questi giovani interpreti che, come ha affermato il direttore Olivieri in una recente intervista, “sono il futuro dell’Italia nella danza” si sono esibiti nella cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina, il 6 febbraio scorso, a fianco dei due primi ballerini della Scala Claudio Coviello e Antonella Albano.
Danza in Rete Festival “Architetture del presente”, giunto nel 2026 alla sua nona edizione e riconosciuto dal Ministero della Cultura fin dall’esordio, è un evento diffuso diventato negli anni un riferimento per le nuove generazioni di danzatori e coreografi italiani e stranieri, un appuntamento di valore riconosciuto nel panorama di danza contemporanea nazionale. La visione progettuale del Festival favorisce un dialogo importante tra tradizione e contemporaneità, valorizzando organismi di riconosciuto standing nazionale e internazionale, riconoscendo loro il peso storico ed estetico. La direzione artistica di Danza in Rete è curata da Pier Giacomo Cirella, Loredana Bernardi e Alessandro Bevilacqua.
Il programma si aprirà con una Suite dal divertissement di Paquita di Marius Petipa, ripresa da Tatiana Nikonova e Leonid Nikonov; ambientato in Spagna durante la dominazione napoleonica, Paquita debutta come balletto in due atti e tre scene a Parigi nel 1846, su coreografia di Joseph Mazilier, libretto di Mazilier e Paul Foucher, musiche di Édouard-Marie-Ernest Deldevez. L’anno successivo il balletto va in scena ai Teatri Imperiali di San Pietroburgo, dove Marius Petipa, da poco nominato Primo ballerino, non solo interpreta il ruolo maschile principale ma ne rivede alcune parti; nel 1881 realizza una nuova versione del balletto che da quel momento diventa la versione di riferimento.
La Suite dal Divertissement scelta per la serata prenderà inizio dal Pas de deux sull’Adagio che vedrà impegnati, oltre alla coppia principale (Paquita e Lucien), un corpo di ballo femminile composto da quattordici allieve degli ultimi anni. A seguire le variazioni solistiche di Paquita e Lucien, la chiusura spumeggiante della Coda. L’esperienza offrirà ai giovani talenti, in tour nei teatri italiani, la possibilità di esplorare la tecnica classica, arricchita da un distinto e aggraziato ‘sapore’ spagnolo.
Rossini Cards di Mauro Bigonzetti è una coreografia che conduce nel linguaggio contemporaneo, in una sequenza di istantanee di esistenze parallele: visioni, frammenti, simboli intensi e momenti di giocosa ironia. La vibrante energia dei giovani artisti si sposa perfettamente con la dinamicità che anima questo pezzo del 2004, ripreso da Paola Vismara e Walter Madau, che restituisce nei movimenti il ritmo incalzante ed insieme esatto e geometrico della musica di Rossini.
Alle giovani forze dell’Accademia il compito di interpretare alcuni estratti della creazione, alternando sinuosità ammalianti a celebrazioni della purezza formale, intrecci di prese audaci a manifestazioni di profonda sintonia fino a un’esplosione di energia travolgente.
Apre una sorprendente scena conviviale in cui i danzatori, seduti, intessono un vivace dialogo di movimenti di testa e braccia sulle note del sestetto “Questo è un nodo avviluppato” da La Cenerentola. Segue, sull’Allegro della Sonata per archi n.2, un terzetto giocato su nodi coreografici ed elevazioni al limite del rischio. Quindi, è il Prélude fugassé, brano tratto dai Péchés de vieillesse (Peccati di vecchiaia, raccolta di brevi composizioni per pianoforte solo, per voce e pianoforte, per ensemble vocali e cameristici), a scandire un altro assolo femminile incalzante nella vivacità ritmica e nella precisione del tratto sulle punte, a cui segue un momento ironico e divertente con una ballerina che legge una delle ricette gastronomiche di Rossini, noto per avere nella cucina un’altra musa ispiratrice.
Si chiude con un tripudio di ritmo e allegria sull’Ouverture de La gazza ladra, dove il crescendo rossiniano si traduce in una contagiosa coreografia eseguita dagli interpreti tutti abbigliati in giacca, pantaloni e basco nero.
Lo spettacolo si concluderà con l’ultima preziosa acquisizione in repertorio per la Scuola scaligera, Bolero X, di Shahar Byniamini, ripresa da Walter Madau. Creata originariamente nel 2022 per la compagnia di danza coreana KART, è una creazione del talentuoso coreografo israeliano che ha all’attivo commissioni da Singapore, Corea, Canada, Germania, Svezia, ricerche sul rapporto tra danza e scienza, la direzione della House of Dance Company di Beer Sheva. Ospite l’estate scorsa al Festival dei Due Mondi di Spoleto, ha alle spalle un fecondo passato da interprete nella Batsheva Dance Company con Ohad Naharin e Sharon Eyal. In questa nuova interpretazione dell’ipnotica musica di Maurice Ravel, Shahar Binyamini, che firma anche i costumi, continua a esplorare il potere della ripetizione e i nuovi significati che emergono dal legame tra la musica scritta nel 1928 e la coreografia eseguita oggi. Come sottolinea nelle sue note allo spettacolo “Bolero X è una pura celebrazione del potere della danza. Cinquanta interpreti in scena cercano di esprimere le grandi forze naturali di cui siamo fatti. La forza che ci separa come individui unici e, allo stesso tempo, ci unisce come insieme”.
Sabato 7 marzo alle 20.00 al Ridotto si svolgerà l’Incontro con la Danza per presentare al pubblico le tre creazioni del programma e i giovanissimi danzatori della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala; sarà condotto da Valentina Bonelli, giornalista, critica e storica della danza, contributor per Vogue Italia, Ballet2000, Dance Europe.


