giovedì, Aprile 9, 2026

Metadietro di Flavia Mastrella e Antonio Rezza all’Astra di Vicenza

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Un mondo in disfacimento, dove la realtà si deforma e la fantasia irrompe come atto di resistenza: venerdì 10 aprile 2026 alle ore 21.00, il Teatro Astra di Vicenza ospita METADIETRO di Flavia Mastrella e Antonio Rezza, un connubio artistico premio Hystrio-Altre Muse (2013), Premio Ubu (2013) e Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia (2018).

La rappresentazione radicale e imprevedibile che mette in scena l’ammutinamento come fenomeno auspicabile in un organismo sano, si inserisce nella rassegna Terrestri 25.26, ideata e curata da La Piccionaia – Centro di Produzione Teatrale per il Comune di Vicenza, con il sostegno di MiC – Ministero della Cultura, Regione Veneto e Comune di Vicenza.

Lo spettacolo Metadietro

Il vano tentativo di salvataggio, la scomparsa dell’eroe, l’ammutinamento come atto vitale: un ammiraglio blu elettrico tenta di portare in salvo la propria nave, mentre attorno a lui una frotta ossessiva lo stordisce con logiche di mercato e derive collettive. Tra visioni difformi si consuma un espatrio che non è migrazione di popoli ma allontanamento dalla propria volontà, un divario insanabile nello stare al mondo.

Come scrive Antonio Rezza: “L’ammut(in)amento è sempre auspicabile in un organismo sano. Un ammiraglio blu elettrico tenta di portare in salvo la sua nave spiaggiata da una frotta che lo stordisce con ossessioni di mercato: la salvezza di chi ti è vicino non è la via di fuga per chi vive delle proprie idee. In ogni caso nessuno è colpevole, c’è solo un gran divario nello stare al mondo. Tra visioni difformi si consuma l’ennesimo espatrio, che non è la migrazione di un popolo, ma l’allontanamento inesorabile dalla propria volontà. E vissero tutti relitti e potenti”.

Accanto a questa visione, Flavia Mastrella costruisce un universo scenico autonomo e materico: “Tornare alla dimensione naturale e selvaggia è impossibile. Viviamo una nuova preistoria; la mansione umana è mortificata, confusa e inadeguata. Nello spazio virtuale fatto materia, un ecopentagono provoca il vuoto, personaggi invisibili fiancheggiano l’egocentrico edificio: non sono fantasmi ma sollecitazioni induttive e, nonostante tutto, la realtà non è mai uniforme, scombina sempre i programmi prestabiliti e nutre in modo imprevedibile la funzione della fantasia. La crudeltà tecnologica preme l’essere vivente. È la scomparsa dell’eroe”.

E proprio dal connubio tra i due artisti nasce una delle esperienze più radicali della scena contemporanea: “Da questo connubio sono nati spettacoli assolutamente innovativi dal punto di vista del linguaggio teatrale”.

Antonio Rezza è l’artista che fonde totalmente attore e performer in un’unica presenza scenica, mentre Flavia Mastrella crea habitat e dispositivi che vengono abitati e trasformati fino a diventare drammaturgia viva. Costruendo un dispositivo scenico spiazzante, Antonio Rezza e Flavia Mastrella creano uno spazio virtuale che diventa materia, un ecopentagono che genera vuoto, presenze invisibili che non sono fantasmi ma sollecitazioni induttive. La crudeltà tecnologica permea l’essere vivente, l’eroe scompare, la mansione umana si fa confusa e inadeguata. Eppure la realtà, mai uniforme, continua a scombinare i piani e a nutrire l’imprevedibilità della fantasia.

Il linguaggio è tagliente e paradossale. Metadietro vive nell’urgenza del corpo e nella collisione tra parola, suono e materia scenica.

Lo spettacolo è una produzione La Fabbrica dell’Attore, Teatro Vascello, Rezza Mastrella e vede in scena Antonio Rezza, con Daniele Cavaioli, habitat di Flavia Mastrella, assistente alla creazione Massimo Camilli, luci e tecnica Alice Mollica.

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