sabato, Maggio 9, 2026
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L’Aeroporto di Palermo chiude il 2025 con 9,2 milioni di passeggeri

PALERMO (ITALPRESS) – Nel 2025 l’aeroporto internazionale “Falcone Borsellino” di Palermo ha raggiunto il miglior risultato della sua storia: 9,2 milioni di passeggeri (+3,3%) e una media di 151 (147 nel 2024) viaggiatori per volo.

Il 2025 segna infatti l’avvio di un percorso industriale strutturato, che punta a rafforzare il ruolo dello scalo con una visione fondata su sostenibilità, digitalizzazione e qualità dell’esperienza. A partire dalla seconda metà dell’anno, un’accelerazione delle strategie gestionali ha portato a risultati risultati concreti: i ricavi commerciali sono stati di oltre 22 milioni, +8% nel food & beverage, +10% nel retail. Attività ancora marginali rispetto al potenziale, ma sempre più centrali nella strategia di diversificazione dei ricavi, in linea con i modelli di sviluppo dei principali hub europei. Questo cambio di passo, insieme all’ottimizzazione dei costi, ha determinato un miglioramento dei margini operativi e un rafforzamento della sostenibilità economica dello scalo.

A trainare la crescita è il traffico internazionale, che oggi rappresenta il 34% del totale, con 3,1 milioni di passeggeri (+350 mila rispetto il 2024). Francia, Germania e Spagna sono i mercati principali, ma crescono in maniera significativa anche Polonia (+47%), Turchia (+31%), Svizzera (+21%) e Regno Unito (+9%). La rotta intercontinentale Palermo-New York ha registrato numeri eccezionali: 40 mila passeggeri e un incremento del +121%. Luglio è stato il mese record con 1.012.058 passeggeri; il 25 luglio il giorno più trafficato con 36.234 transiti.

Un elemento chiave del riposizionamento dello scalo è stato il lavoro con le compagnie aeree, Grazie a un approccio strutturato e orientato al valore, sono stati definiti accordi strategici per il 2026 che porteranno all’avvio di nuovi collegamenti: l’esordio di Jet2 con Birmingham, Manchester e Newcastle, Norwegian con Oslo, il ritorno di Wizz Air con due rotte, Varsavia e Bratislava e l’inserimento di una nuova rotta dalla prossima estate, Ryanair porta in dote Danzica, Varsavia e Bratislava, easyJet aggiunge Bordeaux, Volotea con Orly e altre destinazioni, Transavia con Amsterdam.Una strategia orientata a una crescita selettiva e sostenibile, che rafforza Palermo come piattaforma di attrazione dei flussi, in particolare quelli internazionali.

Anche i dati economico-finanziari del 2025 confermano la tenuta del nuovo modello di gestione: Ebitda a oltre 25 milioni e ricavi totali a circa 100 milioni. Secondo lo studio Iccsai, l’aeroporto genera un impatto economico complessivo per il territorio di 860 milioni di euro (3,2% del prodotto interno lordo provinciale), di cui 250 da attività economiche all’interno dell’aeroporto, 210 milioni da fornitori e servizi collegati (impatto indiretto), mentre la quota restante riguarda la spesa che effettuano i turisti sul territorio. Inoltre, ogni euro generato dall’aeroporto produce 3,2 euro nell’economia locale. Ogni passeggero internazionale genera in media 140 euro per il territorio, quello intercontinentale arriva a 720 euro.

“Il 2025 ha rappresentato per l’aeroporto di Palermo l’inizio di una nuova traiettoria industriale, fondata su scelte strategiche chiare, visione di lungo periodo e azioni concrete – dice Gianfranco Battisti, amministratore delegato di Gesap – Stiamo trasformando lo scalo in una piattaforma moderna e sostenibile, aperta all’innovazione, capace di attrarre nuovi flussi, nuove rotte e nuove competenze. Abbiamo posto le basi per un modello gestionale orientato sempre più ai risultati, che guarda al valore generato per il territorio, all’efficienza operativa e alla qualità percepita dai passeggeri. Il piano industriale che presenteremo nel 2026 – conclude Battisti – consoliderà questo approccio, guidando la crescita lungo assi fondamentali come la sostenibilità integrata, la digitalizzazione, la diversificazione dei ricavi, l’internazionalizzazione e lo sviluppo del capitale umano”.

La trasformazione dello scalo è percepita anche dai passeggeri. I dati di profilazione del 2025 parlano chiaro: il 100% degli utenti che ha prenotato un servizio online si è dichiarato soddisfatto; oltre il 60% dei viaggiatori in partenza ha utilizzato almeno un servizio commerciale in aeroporto, con un tasso di soddisfazione dell’85%. Il Net Promoter Score è in crescita, mentre tra i viaggiatori incoming cresce la quota di turisti motivati da esperienze culturali e ambientali (15%). Il miglioramento dell’esperienza passeggeri è sostenuto anche da una serie di interventi infrastrutturali, completati nella seconda parte dell’anno: sette fontanelle d’acqua potabile per i passeggeri, di cui quattro con possibilità di refill, 25 ulteriori postazioni di ricarica per device, 200 nuove sedute di nuova generazione più ergonomiche, un nuovo parcheggio (P4) con 64 nuovi posti offerti, l’avvio del restyling del fast track e dei lavori per l’espansione della seconda lounge in area air side.

Parallelamente, il 2025 ha segnato un’accelerazione decisa sul fronte della transizione energetica. Palermo ha confermato il livello 3+ “Neutrality” dell’Airport carbon accreditation e punta al livello 4 nel 2026. Gli impianti fotovoltaici attivati producono oltre 734.000 kWh l’anno, pari al 6,2% del fabbisogno dello scalo. E’ previsto nel prossimo biennio il sistema 400 Hz per alimentare elettricamente gli aeromobili, mentre è in corso di pianificazione la sostituzione dell’illuminazione con Led, così come è in corso la pianificazione della conversione della flotta aziendale con veicoli elettrici e l’ottimizzazione dei sistemi Hvac.
La gestione energetica è certificata Iso 50001, e gli indicatori EnPi segnalano una riduzione dei consumi specifici per passeggero, nonostante la crescita dei volumi.

Nel primo semestre del 2026 verrà presentato il nuovo Piano Industriale 2026-2036, che traccerà la roadmap strategica per il prossimo decennio. Gli argomenti principali riguardano l’espansione infrastrutturale, l’internazionalizzazione, la sostenibilità, la digitalizzazione, la formazione e l’innovazione. Un progetto a lungo termine che mette le persone, il territorio e la qualità al centro dello sviluppo dello scalo aereo.

– Foto: Ufficio stampa Gesap –

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Simonelli “Milan-Como a San Siro, intollerabile mettere in dubbio gli arbitri”

ROMA (ITALPRESS) – “Risponderemo come a tutte le comunicazioni di vario tipo che giungono dai club, Pec o non Pec, dopo averle analizzate nelle sedi opportune. Sul fatto che la credibilità del campionato sia minata, non mi trovo. Ci vuole rispetto per la classe arbitrale che svolge un ruolo delicato”. Così Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Serie A, ospite di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, sulla lettera di protesta contro i torti arbitrali inviata dalla Lazio alla Lega Serie A, dopo il gol convalidato a Davis nei minuti finali di Udinese-Lazio di sabato.

“Non è mio compito quello di dissertare sui fatti tecnici – prosegue Simonelli – Ieri sera ho avuto modo di sentire il designatore Rocchi per gli auguri di buon anno e mi ha anticipato che domani sera su Open Var verrà data un’ampia e dettagliata spiegazione sul gol contestato dalla Lazio. Da presidente di Lega, non posso che confermare la totale fiducia nell’operato della classe arbitrale e metterla in dubbio mina fortemente, questo sì, la credibilità del sistema e non è tollerabile. Ci può stare che un club si senta danneggiato da alcuni episodi, ma come sappiamo gli errori arbitrali fanno parte del gioco del calcio così come gli errori degli attaccanti, dei difensori e dei portieri e come tali vanno accettati senza pregiudizi”. “Se poi si ritiene, come scritto nella lettera, che si tratta di ‘una sequenza di episodi che, per frequenza, natura e impatto, non è più archiviabile come casualità’ allora il discorso è diverso. Se si sostiene che c’è un disegno dietro, la strada è quella della denuncia nelle sedi competenti”.

Definitivamente tramontata Milan-Como a Perth, il ministro per lo sport e i giovani Abodi ha parlato di superficialità: “Non voglio entrare in polemica con Abodi. Parlare di superficialità quando da mesi i nostri uffici erano in continuo dialogo con i vertici del calcio europeo e mondiale mi sembra ingeneroso, è un po’ strumentalizzare l’accaduto per dire al pubblico quel che vuole sentirsi dire. Da tifoso, posso capire che giocare una partita a 13mila chilometri da noi sarebbe stato anomalo, penalizzante per i tifosi, ma era una scelta non della Lega ma dei club interessati. La Lega ha solo portato sul tavolo una serie di proposte e quella dell’Australia era di gran lunga la più vantaggiosa. Ma le condizioni poi si sono dimostrate impraticabili. Secondo me, era volontà fin dall’inizio da parte dell’AFC quella di non voler far giocare questa gara. Non si voleva che l’Italia fosse la prima a rompere questo tabù ed è stata sbarrata la porta. Dal punto di vista commerciale, questa è un’occasione persa”.

“Se si potevano invertire le due partite tra Milan e Como e giocare quella a San Siro il 15 gennaio? Non è facile trovare questi incastri anche con le tv. Se non si è fatto quel cambio, è perché era oggettivamente difficile farlo”. Dove e quando si giocherà Milan-Como ancora non è deciso: “A questo punto si farà a San Siro nella prima data utile. Dovremo aspettare il 31 gennaio, data in cui si decideranno i playoff di Champions League per stabilire quando San Siro sarà libero anche dall’Inter e uno di quei mercoledì sarà piazzata la gara, il prima possibile”. Il futuro della Supercoppa: “Non abbiamo più il vincolo della doppia semifinale. Il prossimo anno si giocherà la Coppa d’Asia a Riad e i sauditi, pur avendo ancora un’edizione contrattualizzata, hanno già detto che rinunceranno. Saremo libero di scegliere luogo e formato. La mia idea è quella di tornare alla formula classica: finale unica tra vincitrice del campionato e vincitrice Coppa Italia. Se si andrà verso la finale unica, la data potrebbe anche essere all’inizio del campionato, come in passato. Ma sono scelte che riguardano il consiglio di Lega, come del resto anche il luogo della finale”.

Come la Lega può aiutare Gattuso in vista dei playoff per conquistare un pass per i Mondiali è presto detto: “Da parte di tutti i club, c’è la massima volontà di aiutare Gattuso. Spostare una giornata di campionato è molto difficile, il calendario è molto serrato. Sullo stage le società hanno dato la loro disponibilità. Da parte nostra cercheremo di fare il possibile per aiutare il ct, se lo merita”.

Sulla proposta di anticipare alle 20 l’inizio delle partite: “Sono convinto di questa mia idea. Sul fatto che possa concretizzarsi presto ho qualche dubbio, ci sono delle forti resistenze. Sono le tv che devono convincersi”. Le lamentele sul pallone di colore arancione: “Abbiamo ricevuto tante giuste proteste su questo, ci sono persone che non riescono a vederlo per il daltonismo. Abbiamo chiesto al nostro fornitore di anticipare la fornitura di nuovi palloni. Per ogni partita servono 25 palloni, sono 500 palloni a settimana più quelli che diamo alle squadre per gli allenamenti. Hanno messo in produzione tutti i nuovi palloni con un colore che si possa vedere, ma ci vorrà qualche tempo prima che si possa sostituire questo arancione: una scelta non felice. Si tornerà al giallo o al bianco”.

“La Serie A a 18 squadre è un’ipotesi definitivamente tramontata? Non riguarda solo la Serie A, ma tutto il movimento calcistico professionistico. Il 15 gennaio la Federazione ha convocato a Roma un tavolo di lavoro con le leghe sulle riforme dei campionati”. A Riad ha fatto discutere la foto di De Laurentiis seduto sui gradini dello stadio e non in tribuna autorità al suo fianco: “Se c’è stata qualche sbavatura diplomatica? No, assolutamente. Era nel royal box, aveva lasciato il suo posto alla figlia Valentina. Ha preso un posto normale in tribuna: essendo scaramantico, in quel momento si è seduto sulla gradinata e visto che la semifinale era andata bene per il Napoli ha preferito sedersi sempre lì. Nessuno sgarbo”. Simonelli, infine, svela cosa si augura per il calcio italiano per il 2026: “La risposta è semplice: che la Nazionale ci porti finalmente a rigiocare il Mondiale e che poi si possa fare un Mondiale degno della nostra tradizione”.

– Foto IPA Agency –

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Valzer di Strauss e operette viennesi nel Concerto di Capodanno dell’Orchestra Sinfonica Siciliana

PALERMO (ITALPRESS) – Il 2026 dell’Orchestra Sinfonica Siciliana comincia, com’è ormai tradizione, giovedì 1 gennaio (ore 18) al Politeama Garibaldi con l’attesissimo Concerto di Capodanno, già sold out. Sul podio salirà lo specialista viennese Thomas Rösner che trascinerà la compagine siciliana in celebri valzer e polke ma anche in una scelta di arie da famose operette interpretate dal soprano Samantha Gaul, dal tenore Dietmar Kerschbaum e dal baritono Paul Armin Edelmann. Quest’anno il concerto è arricchito da alcune coreografie firmate da Alessandra Panzavolta e da cinque danzatori: Diego Mulone e Martina Pasinotti (Primi ballerini del Teatro Massimo), Delia Priola e Diletta Di Giorgio.

“Il programma di questo Concerto di Capodanno – afferma il direttore Thomas Rösner – è concepito come un pot-pourri che riunisce alcuni dei più celebri brani della musica viennese. Johann Strauss Figlio è certamente il compositore più importante dell’operetta viennese, basti pensare a Die Fledermaus, eseguita da tutte le grandi orchestre e dai più importanti interpreti di tutto il mondo. Lo stesso vale per la sua musica orchestrale, di cui abbiamo scelto pagine come Rosen aus dem Süden o il virtuosistico Perpetuum mobile. E poi ci sarà Franz Lehár, che fu amico e ammirato da Puccini, universalmente noto per le sue meravigliose operette: ne eseguiremo degli estratti grazie a tre grandi cantanti, trasformando questo programma in un viaggio musicale coloratissimo”.

“Il concerto di Capodanno che ha lasciato un segno indelebile nell’immaginario del pubblico della musica classica – ricorda la coreografa Alessandra Panzavolta – è senz’altro quello che si svolge a Vienna dal 1939 con i Wiener Philharmoniker. Da allora molte altre importanti orchestre ne hanno seguito l’esempio, ed è sempre un onore e un divertimento poter partecipare a questo tipo di manifestazione anche con momenti coreografici. Le musiche, qui a Palermo, sono tratte da operette o pagine strumentali famose, conosciute dal pubblico per la loro originalità e versatilità, capaci di catturare l’attenzione fin dalla prima nota. Diventa così spontaneo, direi quasi obbligatorio, “mettere in scena” il concerto e far danzare tutte queste melodie, pensate proprio per il ballo. La mia coreografia si muove nel solco della tradizione, pur con un tocco moderno nei passi e nei costumi: ci sarà un intervento sull’ouverture da Die Fledermaus che apre il concerto, poi su uno scherzo musicale giocoso e brioso il Perpetuum mobile e, a sorpresa, le danze del celeberrimo can-can, reso epocale a Parigi dalle grisettes del Moulin Rouge. La danza resta il filo rosso che lega tutto lo spettacolo, ma non desidero svelare altro per non rovinare la sorpresa a chi verrà a festeggiare con noi il Nuovo Anno. Buon 2026!”.

Il Concerto di Capodanno dell’Orchestra Sinfonica Siciliana si ispira quindi nel 2026 alla più autentica tradizione viennese: un immaginario musicale che ha nel nome di Johann Strauss Figlio il suo emblema assoluto e che continua a parlare al pubblico di tutto il mondo per eleganza, leggerezza e irresistibile vitalità. Il programma proposto al Politeama Garibaldi è concepito come percorso brillante tra alcune delle pagine più celebri della musica viennese e mitteleuropea, pensato per esaltare il colore orchestrale e il dialogo con le voci. Accanto ai valzer più amati di Strauss – da Rosen aus dem Süden a An der schönen blauen Donau – trovano spazio pagine di grande virtuosismo come il celebre Perpetuum mobile, esempio di raffinata ironia musicale, e brani tratti da operette entrate stabilmente nell’immaginario collettivo, come Die Fledermaus, Eine Nacht in Venedig e Die lustige Witwe. Sono previste inoltre melodie di Franz Lehár, autore capace di coniugare immediatezza popolare e sofisticata scrittura orchestrale, ammirato dallo stesso Puccini per l’intensità lirica delle sue invenzioni. Accanto a Lehár, il programma include pagine di Robert Stolz, Eduard Künneke ed Emmerich Kálmán, protagonisti di quella stagione dell’operetta che, tra Vienna, Berlino e Parigi, seppe raccontare con leggerezza e malinconia lo spirito di un’epoca.

– Foto Ufficio stampa Orchestra Sinfonica Siciliana –

(ITALPRESS).

Sbarra “Sud locomotiva d’Italia, in Sicilia intrapresa la strada giusta”

PALERMO (ITALPRESS) – La Sicilia è in crescita e sta dimostrando un impegno concreto per sostenere imprese e occupazione. Lo sottolinea in un’intervista al Giornale di Sicilia Luigi Sbarra, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per il Sud. La strada intrapresa dal Governo guidato da Renato Schifani è quella giusta, secondo l’ex segretario generale della Cisl, che auspica una sinergia tra amministrazione centrale e regionale per consolidare lo sviluppo dell’Isola e dare conferma ai segnali più recenti che parlano di una crescita del paese trainata proprio dal Mezzogiorno. Il Sud, evidenzia Sbarra, è la locomotiva d’Italia.
fsc/gsl

Treccani, Papa Leone XIV è il “Personaggio dell’anno 2025”

ROMA (ITALPRESS) – Papa Leone XIV è stato scelto come Personaggio dell’anno 2025 dall’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani per aver improntato il pontificato a valori fondamentali dell’esperienza cristiana, come sobrietà, misura e ascolto, espressione ideale di “una chiesa povera per i poveri”. “Parsimonioso di presenza e di parole”, come ricorda il Libro dell’anno Treccani 2025, Leone XIV ha scelto di sfumare la propria figura, ridurne la rumorosità, bilanciare posizioni e udienze, sottraendosi con pazienza ai tentativi di collocarlo a destra o a sinistra, tanto sul piano politico quanto su quello teologico. Leone XIV, primo papa statunitense, primo missionario in senso moderno e primo figlio dell’ordine cui appartenne Martin Lutero, sta applicando la capacità di governo maturata durante la lunga missione in Perù, e si trova ora, da pontefice, a operare in un mondo in cui potenze che ambiscono a tornare “nuovamente grandi” hanno bisogno che altri si rimpiccioliscano nella coscienza dei propri diritti. In questo scenario segnato da inedite e interconnesse sfide globali, il nuovo Papa è chiamato a stabilire l’ordine delle priorità di un’agenda complessa, tra nodi da sciogliere o da tagliare, in un percorso fatto di scelte selettive, risposte misurate e rinvii ponderati, che non promette consenso facile né immediato a un pontificato impegnato a promuovere una pace “disarmata e disarmante”.

Il libro dell’anno Treccani 2025 ripercorre 365 giorni contraddistinti da tensioni belliche, economiche e sociali ma anche da sorprendenti eventi di storia, cronaca e cultura: il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, l’elezione di Papa Leone XIV, il terzo anno del governo Meloni e, più in generale, il ruolo dell’Europa in uno scenario globale alla ricerca di nuovi equilibri e alleanze, l’assegnazione dei Nobel, le principali rassegne di arte, musica e cinema. Giunto alla sua ventiseiesima edizione, il Libro dell’anno restituisce i passaggi chiave di un anno contraddistinto anche da importanti ricorrenze storiche e culturali: dagli ottant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale al centenario dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, celebrato alla presenza del Presidente della Repubblica; completano il quadro le scoperte scientifiche e le innovazioni tecnologiche, prima fra tutte l’intelligenza artificiale, il cui sviluppo alimenta accese rivalità geopolitiche e solleva nuovi dilemmi etici. Un racconto appassionante, attraverso 600 pagine, 1.169 notizie approfondite, 108 articoli di grandi autori, 95 box redazionali, 81 grafici e mappe e 446 immagini.

“Abbiamo cercato di raccontare con completezza e profondità di analisi un anno difficile – osserva il direttore Marcello Sorgigrazie alla solida base professionale della Enciclopedia Treccani e a una rete di qualificate collaborazioni esterne che garantiscono uno sguardo ampio e rigoroso su un presente molto complesso e abbiamo individuato proprio nella Chiesa di Papa Leone XIV un nuovo importante protagonista della scena internazionale, da cui la scelta di nominarlo Personaggio dell’anno. Un 2025 segnato da altri importanti eventi come il dominio di Donald Trump, con l’altalena dei dazi e i negoziati che hanno portato alla tregua in Medio Oriente, l’Europa alle prese con l’ascesa del cancelliere tedesco Friedrich Merz, la crisi francese e la svolta del Regno Unito di Keir Starmer. Senza dimenticare l’Italia, che ha fatto valere il proprio peso in vicende delicate come quella della giornalista Cecilia Sala”.

– Foto ufficio stampa Treccani –
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Sicurezza negli stadi, 14 Daspo del Questore di Cremona

PALERMO (ITALPRESS) – Quattordici Daspo, di cui tre con obbligo di firma, per un totale di 41 anni di divieti: è il bilancio dei provvedimenti adottati dal Questore di Cremona nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto alla violenza negli stadi. Nove Daspo riguardano gli scontri tra tifosi nel prepartita di Cremonese-Parma del 21 settembre, durante i quali fu fermata un’auto con ultras armati di mazze e caschi. Altri provvedimenti hanno colpito tifosi di Novara, Cremonese e Lecce per l’uso di fumogeni durante diverse partite.

pc/gsl (Fonte video: Polizia di Stato)

Intesa Sanpaolo in vetta alla Top 200 Brand Reputation, sul podio anche UniCredit e Eni

MILANO (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo, UniCredit e Eni sono sul podio della Top Brand Reputation (www.topbrandreputation.it), la classifica stilata da Reputation Manager che misura la reputazione online in Italia di oltre 200 aziende, includendo nel monitoraggio anche molti brand internazionali. L’osservatorio prende in esame, per ogni azienda, l’identità digitale, i contenuti online e l’evoluzione storica, calcolando l’impatto reputazionale di ogni contenuto sulla base di un modello che valuta oltre 100 parametri.

In particolare, nel trimestre 1° luglio-30 settembre 2025, sono stati rilevati e analizzati oltre 2,5 milioni di contenuti online relativamente alle 217 aziende incluse nel paniere. Dei 15 settori in analisi, il settore Media & Telco è quello più discusso nel trimestre in analisi, con 665,5 mila contenuti online. A seguire, con 461,5 mila, il cluster Automotive. Terzo Finance, con 262,6 mila contenuti, seguito a breve distanza da Fashion & Beauty, che conta 242,4 mila conversazioni online.

“I brand del Finance e dell’Energy si confermano i più forti in classifica – spiega Andrea Barchiesi, fondatore e CEO di Reputation Manager – grazie soprattutto alla solidità delle aziende in questione. Interessante notare come non rappresentino necessariamente i settori più commentati, l’Energia non appare infatti tra i primi cinque per volumi. Questo significa che i contenuti pesano molto positivamente dal punto di vista reputazionale, mentre, in altri casi, a grandi volumi corrisponde una flessione di reputazione. Accade, per esempio, per l’Automotive e il Fashion, settori che stanno attraversando una congiuntura delicata”.

La classifica Top Brand Reputation vede Intesa Sanpaolo, con Carlo Messina alla guida, primeggiare con 81,23 punti: la banca si è distinta per la crescita degli utili, che nel primo semestre 2025 hanno superato i 5,2 miliardi di euro, per il rafforzamento delle iniziative a sostegno delle imprese italiane (con circa 29 miliardi di nuovo credito erogato a famiglie e imprese) e per il ruolo di riferimento nella transizione energetica europea grazie agli ingenti investimenti per sostenere nuovi impianti di energie rinnovabili. UniCredit, sotto la direzione di Andrea Orcel, conquista la seconda posizione con 78,02 punti grazie all’incremento dei profitti, che nel primo semestre dell’anno hanno raggiunto i 6,1 miliardi di euro (+8%), all’espansione internazionale – evidenziata dalle operazioni su Commerzbank – e a una strategia di crescita che include investimenti in capitale umano e partnership con il mondo universitario. Sale di due sul terzo gradino del podio Eni, guidata da Claudio Descalzi, che raggiunge 73,92 punti grazie all’impegno per la Just Transition, alla firma del protocollo d’intesa con Sonatrach per il rafforzamento della cooperazione per la sicurezza energetica, all’impegno in Costa d’Avorio e Algeria e a progetti di innovazione e sostenibilità.

– Foto ufficio stampa Reputation Manager –

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Al Petruzzelli di Bari il Capodanno della beneficenza con lo spettacolo “Mi ritorni in mente”

BARI (ITALPRESS) – Giovedì 1° gennaio dalle 18, al Teatro Petruzzelli di Bari, si terrà una serata speciale all’insegna della solidarietà promossa da Nuova Fiera del Levante, durante la quale sarà proposto lo spettacolo “Mi ritorni in mente”, con Giulio Rapetti, in arte Mogol, accompagnato dall’orchestra diretta dal Maestro Angelo Valori e dal coro Medit Voices. L’iniziativa rappresenta una nuova azione concreta a sostegno dell’Unicef, con cui la società guidata dal presidente Gaetano Frulli ha sottoscritto, lo scorso luglio, un protocollo d’intesa triennale. L’intero ricavato della serata sarà devoluto all’Unicef, da sempre impegnata nella tutela e nella protezione dei bambini in ogni parte del mondo.

La serata, interamente dedicata alle canzoni più amate di Lucio Battisti – da “Mi ritorni in mente” a “I giardini di marzo”, da “Amarsi un po’” a “La canzone del sole”, fino a “Con il nastro rosa” – proporrà un percorso che intreccia musica e narrazione, trasformando il concerto in un viaggio emozionale attraverso la memoria collettiva della canzone italiana. Brani che hanno segnato intere generazioni saranno riproposti in una veste orchestrale raffinata, capace di restituire tutta la loro forza evocativa.

A rendere l’esperienza ancora più intensa sarà la presenza di Mogol, autore dei testi che hanno dato voce al talento di Battisti e figura centrale della musica italiana. Sul palco, l’autore condividerà ricordi, aneddoti e momenti significativi della sua straordinaria collaborazione con Lucio: storie di un’amicizia profonda, di un dialogo creativo irripetibile e della nascita di canzoni che continuano a emozionare il pubblico di ogni età. L’orchestra diretta da Angelo Valori eseguirà i brani più iconici con arrangiamenti moderni ma rispettosi, capaci di far ritrovare alle canzoni che tutti conoscono una nuova luce senza intaccarne l’identità originaria. Valori è un direttore che affronta questo repertorio con profonda attenzione alla melodia e alla storia emotiva dei brani, ma al tempo stesso con una visione contemporanea, in grado di ampliare il respiro musicale senza mai appesantirlo. L’ensemble che lo accompagna riunisce musicisti abituati a muoversi tra linguaggi diversi, qualità che consente una resa sonora ricca, dinamica e sempre equilibrata. Ne nasce un suono vivo, attuale, capace di valorizzare la forza evocativa delle canzoni di Battisti e di restituirle al pubblico con rinnovata intensità.

Voci e cori sono invece affidati al Medit Voices, un gruppo vocale che si distingue per la qualità timbrica, la versatilità stilistica e la capacità di fondere tradizione e contemporaneità. Nato all’interno di un percorso di ricerca musicale che unisce linguaggi diversi, il coro riunisce voci giovani ma già mature, abituate a confrontarsi con repertori che spaziano dalla musica colta al pop d’autore, dal jazz alle sonorità mediterranee. Sotto la direzione artistica del Maestro Angelo Valori, il gruppo ha sviluppato un’identità sonora riconoscibile: un equilibrio raffinato tra precisione tecnica, calore espressivo e grande sensibilità dinamica. La loro presenza arricchisce lo spettacolo con una dimensione corale intensa e avvolgente, capace di amplificare l’emozione dei brani e di creare atmosfere di forte impatto.

– Foto ufficio stampa Nuova Fiera del Levante –

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I numeri non mentono, va in archivio un 2025 esaltante per la scherma italiana

ROMA (ITALPRESS) – I numeri non mentono. Certo, non sono tutto, ma aiutano a fotografare cos’è stato, dal punto di vista strettamente agonistico, il 2025 della scherma italiana. Letti tutti d’un fiato, i numeri dell’anno solare che va in archivio per le Nazionali azzurre possono essere sintetizzati così: 140 medaglie vinte tra Mondiali ed Europei, 87 podi ottenuti in Coppa del Mondo, 6 Coppe del Mondo “di specialità” conquistate. Un report, esposto con entusiasmo dal presidente federale Luigi Mazzone, che esprime in modo evidente dodici mesi esaltanti vissuti dalla scherma italiana sulle pedane internazionali, sia nel settore olimpico che paralimpico, tra traguardi storici, consolidamenti ai massimi livelli e percorsi di crescita che fanno ben sperare in ottica futura. Il dato più eclatante è 140: tante sono state le medaglie vinte dalla FIS nel 2025 ai Campionati del Mondo ed Europei tra Assoluti, Giovanili, Master e Paralimpici.

Nel dettaglio: 19 podi per i Senior della scherma olimpica, sommando i 6 al Mondiale di Tbilisi e i 13 all’Europeo di Genova; 33 per il settore Cadetti e Giovani (10 al Campionato del Mondo di Wuxi e 23 agli Europei di Antalya) oltre ai 13 conquistati agli Europei Under 23 di Tallinn. Si aggiungono poi, sempre a livello Assoluto, le 10 medaglie delle Universiadi di Essen, le altre 10 dei Mondiali Militari a Siviglia e le 48 firmate dai Master (25 al Mondiale di Manama e 23 all’Europeo individuale svoltosi a Plovdiv). A quota 140 si arriva con il contributo del team paralimpico, che ha portato in Italia 7 medaglie dal Mondiale di Iksan.

Non solo nelle gare che “assegnavano titoli”, però, gli atleti azzurri sono stati costantemente protagonisti sui podi internazionali. Nella Coppa del Mondo Assoluta, infatti, in quest’anno solare gli schermidori italiani sono arrivati in “zona medaglie” ben 59 volte nel settore olimpico (15 le più recenti, nelle prime tappe della nuova stagione che si concluderà nell’estate 2026), mentre sono stati 28 i podi conquistati (in 4 prove disputate) nel circuito iridato della scherma paralimpica. Anche in virtù di questi risultati, dunque, nel 2025 l’Italia ha conquistato ben 6 Coppe del Mondo: 3 tra gli Assoluti, firmate dalle squadre di fioretto maschile e femminile e dal team delle spadiste, e altrettante tra gli Under 20, con il trionfo individuale della fiorettista Matilde Molinari e delle squadre di fioretto maschile e femminile.

Risultati che esprimono l’eccellente inizio del percorso dei nuovi commissari tecnici. Eccezion fatta per Dario Chiadò, che al comando della spada femminile ha confermato, dopo l’oro olimpico di Parigi 2024, il numero 1 del ranking mondiale, è infatti iniziata una nuova era con Simone Vanni responsabile d’arma del fioretto (passaggio storico, dalla guida del settore paralimpico a quello olimpico) e con i ct Andrea Aquili e Andrea Terenzio nella sciabola – rispettivamente – femminile e maschile, e Diego Confalonieri al timone degli spadisti. Stesso discorso anche per la scherma in carrozzina, dove dallo scorso marzo è iniziata la gestione dei Commissari tecnici Alessandro Paroli per il fioretto, Antongiulio Stella per la sciabola e Michele Tarantini per la spada.

Oltre i numeri, qualche “momento”: gli storici successi mondiali delle squadre di sciabola maschile, sia olimpica (a Tbilisi, dieci anni dopo l’ultimo oro di Mosca) con Luca Curatori, Michele Gallo, Pietro Torre e Matteo Neri, che paralimpica (con la prima storica vittoria sulla Cina) firmata da Edo Giordan, Mattia Galvagno, Gianmarco Paolucci e Andrea Jacquier; il consolidamento delle leadership delle squadre olimpiche di fioretto, che hanno vinto tre titoli a squadre su quattro tra Mondiali ed Europei, e per i fiorettisti è stato “triplete” (Tbilisi, Genova e Coppa del Mondo per Filippo Macchi, Guillaume Bianchi, Tommaso Marini e Alessio Foconi).

E ancora: tutte e sei le squadre sul podio continentale a Genova; la spedizione da record dei Master sulle pedane iridate di Manama; il primo oro individuale di Andreea Mogos al Campionato del Mondo Paralimpico; tre ori in un giorno all’Europeo Cadetti di Antalya, il trionfo individuale dello sciabolatore Cosimo Bertini al Mondiale Under 20 in Cina con la rimonta d’oro degli azzurrini del fioretto; Arianna Errigo che ha abbattuto il muro dei 60 podi individuali in Coppa del Mondo; lo spadista Matteo Galassi sul podio individuale degli Europei Assoluti ancora da Under 20; le vittorie nel fioretto Guillaume Bianchi all’Europeo e tra Coppa e Grand Prix di Martina Favaretto, Alessio Foconi, Tommaso Marini, Filippo Macchi e Martina Batini, nella spada due volte di Giulia Rizzi e di Davide Di Veroli, fino ai primi trionfi di Michele Massa e Luca Platania Parisi tra i paralimpici e della sciabolatrice Michela Battiston nel “mitico” GP di Orleans; e tanto – tantissimo – altro ancora. Cartoline cariche d’emozioni, con vista sul 2026 che è già alle porte.

– Foto ufficio stampa Federscherma –

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Violenza negli stadi, questore di Cremona emette 14 Daspo

CREMONA (ITALPRESS) – Quattordici Daspo, di cui tre con obbligo di firma, per una durata complessiva di 41 anni, sono stati adottati dal Questore della Provincia di Cremona nell’ambito dell’attività di prevenzione e contrasto della violenza in occasione di competizioni sportive.

Nove Daspo sono stati emessi a seguito degli episodi di violenza verificatisi nel prepartita di Cremonese-Parma del 21 settembre scorso, quando tifosi delle due squadre sono entrati in contatto nei pressi dello stadio. Sei provvedimenti hanno riguardato supporter del Parma e tre della Cremonese. Nel corso degli accertamenti era stata fermata un’auto con a bordo quattro ultras parmensi in possesso di mazze, caschi e oggetti contundenti; le successive indagini della Digos hanno consentito di individuare altri responsabili.

Altri quattro Daspo sono stati adottati nei confronti di ultras del Novara per l’accensione di artifizi pirotecnici nel settore ospiti durante la gara Pergolettese-Novara del 1° novembre. Un ulteriore provvedimento ha riguardato un tifoso della Cremonese per l’accensione e il lancio di un fumogeno sul terreno di gioco durante la partita Cremonese-Juventus del 1° novembre, mentre un Daspo è stato emesso nei confronti di un ultras del Lecce per analoghi fatti avvenuti nel corso dell’incontro Cremonese-Lecce del 7 dicembre.

– Foto: da video Polizia di Stato –

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