martedì, Maggio 28, 2024
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IPAB, il patrimonio artistico dell’istituzione

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Storie Vicentine ci racconta il patrimonio artistico dell’IPAB di Vicenza.

A Vicenza, dal XII secolo, si svilupparono diverse esperienze assistenziali ed ospitali per iniziativa prima di benemeriti cittadini poi, di confraternite religiose, fraglie professionali, le quali in data 1852 confluirono tutte nelle Congregazione della Carità divenuta nel XX secolo IPAB Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza, alle quali la legge affidò la gestione dei patrimoni immobiliari e lasciti artistici ricevute nei secoli da generosi benefattori.

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Francesco Maffei, la Sepoltura di Cristo

In città si moltiplicarono, spinti dalle regole benedettine gruppi di laici addetti all’assistenza dei pellegrini e dei poveri “per amor di Dio e del prossimo”. È documentato che il 4 gennaio 1123, tal Beltrame riceve dal Vescovo Enrico l’investitura di privilegi per la missione di ospitalità ai bisognosi di assistenza, istituendo un ospitale che si trovava a Ponte Alto, fuori Vicenza. Nel 1134, a Lisiera sulla strada consolare Postumia i benedettini fondarono l’ospedale di San Salvatore e ancora nel 1176 a Porta Santa Croce il Vescovo Ariberto concedeva ai Crociferi un insediamento per la cura delle anime e dei pellegrini nel Borgo di Santa Croce lungo la riva destra del Bacchiglione. Vicenza, durante la dominazione imperiale subì pesanti repressioni dagli Ezzelini di Romano i quali rasero al suolo diversi palazzi e torri dei suoi oppositori, alla morte di Ezzelino III il territorio vicentino trovò un po’ di pace, arrivarono in città gli ordini religiosi dei Francescani e Domenicani (mendicanti) i quali con l’esempio promossero una religiosità conforme allo spirito del Vangelo.

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Francesco Maffei: Ressurezione di Lazzaro

Costruirono chiese, templi come San Lorenzo, Santa Corona, San Rocco opere meravigliose, in cui trovarono dimora funeraria le ricche famiglie. Nel 1260 per curare i lebbrosi si costruì il Lazzaretto. La città cresceva, acquistando fascino antico entro le mura cittadine. I nobili letterati fondarono l’Accademia Olimpica, nacque il Teatro Olimpico i promotori furono Gian Giorgio Trissino, Luigi da Porto, Francesco Chiericati, Bartolomeo Montagna, Gallio Ghellini. La religione ritorna alle origini, nei monasteri e conventi alla preghiera e devozione si affianca la carità e solidarietà, i fanciulli abbandonati (gli esposti) vengono ospitati a San Marcello. Il 17 gennaio 1350, il cavaliere tedesco Alberto di Belant inaugurava in Piazza Duomo l’Ospedale di San Antonio Abate. Le istituzioni si arricchiscono di un enorme patrimonio immobiliare, agricolo e di opere d’arte grazie a donazioni e lasciti della nobiltà.

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Antonio Canova: stele funeraria per Ottavio Trento

Nel 1412, muore Zampero dè Proti (Gianpietro) che lascia un testamento documentato per istituire l’Ospizio dei Proti e ancora nel 1815 il nobile Ottavio Trento l’uomo più ricco della città, senza eredi, lascia tutto il suo patrimonio a Vicenza. Nel Monastero delle Abbadesse di San Pietro uno dei più antichi del paese sorgerà l’Istituto Trento, ancora attivo nell’assistenza ai bisognosi.

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Francesco Maffei: La strage degli innocenti

Di Luciano Parolin da Storie Vicentine n.12-2023

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