lunedì, Luglio 15, 2024
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Giuseppe (Pino) Rigon, argentiere con Bottega in S.ta Lucia (Lusìa) n.64

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Da Storie Vicentine ecco la storia di un artigiano del Novecento: Giuseppe Rigon, argentiere con Bottega in S.ta Lucia.

Giuseppe Rigon, detto Pino, nasce nel 1907 in stradella Araceli da Rigon Cristiano (fiorista) e da Panigaglia Lucinda (discendente nobile decaduta). Dopo essere emigrato a Trieste e assunto come vetrinista da una grossa ditta, ritornò a Vicenza e venne assunto come apprendista dalla argenteria Aurelio Sandonà, dove imparò l’arte di argentiere. Nel 1934 in compagnia con Italo Venturini di Milano (ricco possidente) abitante a Vicenza, come finanziatore e in società con Bortolo Dalla Pria (incisore) aprirono una bottega in Contrà
Santa Lucia, al civico 64 (corte da Fanin) acquistando i ferri vecchi e attrezzi lasciati dall’artigiano Faggi che a sua volta aveva ereditato da Merlo, vecchie glorie dell’artigianato
argentiero vicentino.

giuseppe rigon
Giuseppe Rigon

Sempre finanziati da Venturini fino alla fine della guerra 1945. Allora, assieme a Pino Rigon e Bortolo dalla Pria, come operai lavoravano Sereno Alberton, Carlo Corato, Italo Verdi, Alfonso Miele. Nel 1946/47 cominciò a lavorare in bottega anche il figlio Giacomo, detto Mino: poco più tardi vennero anche Lovato Ruggero, Bertuzzo Armando (Bebis), i gemelli
Rossi Romano e Giuseppe, più tardi Arcandi Severino, Adinolfi Michele, i fratelli Marchetto
Giuseppe e Giorgio e altri nomi che fecero grande l’arte argentiera vicentina.
A quel tempo i clienti che si servivano all’argenteria Pino Rigon erano, a Verona, negozianti come Toffaletti o Passeroni o Bertolini e altri; a Vicenza, Zanasco, Marangoni; in più gallerie di antiquariato di Roma, Mantova e Modena, Milano, Venezia.
I marchesi Roi e i conti Marcello, la Marchesa d’Ivrea e altre case nobiliari d’Italia si facevano fare copie di argenteria antica nei vari stili e fogge; poi c’erano diversi industriali per pezzi di argenteria su disegno; è stato fatto persino un servizio da the stile impero in oro massiccio per un cliente di Berlino e un servizio da the per un regalo alla Regina Elisabetta.

ervizio da tè realizzato con 5 kg di argento per essere regalati alla Regina Elisabetta in vista a Venezia.
Servizio da tè realizzato con 5 kg di argento per essere regalati alla Regina Elisabetta in vista a Venezia.

Nel 1959 Rossi Romano e Arcandi Severino aprirono una attività in proprio, più tardi anche Adinolfi e Marchetto e anche Rossi Giuseppe (ora figlio CarloRossi) e nel 1960 anche il figlio Mino uscì dall’Azienda aprendo una propria attività, sempre di argenteria. Con alterne vicissitudini, anche famigliari, l’attività è proseguita condotta da Pino finchè si esaurì con la cessione di tutti gli attrezzi e modelli alla ditta De Benedetti Gino.
Pino Rigon è stato, forse, quello che ha dato di più all’arte dell’argenteria e allo sviluppo della moderna industria argentiera in Vicenza, creando, suo malgrado una scuola da dove sono usciti degli ottimi allievi che hanno saputo, facendo tesoro di quello che hanno imparato dal maestro, continuare con profitto la loro attività.
Pino Rigon è nato artista artigiano, da bambino aveva sofferto la fame essendogli mancato il padre all’età di sei mesi, pertanto aveva un carattere duro con se stesso e con la famiglia, ma era coraggioso, generoso ed impulsivo e soprattutto fiero di se e della sua arte, badava solo alle soddisfazioni della vita e del lavoro e non al denaro.

ervizi da tè realizzati con 5 kg di argento per essere regalati alla Regina Elisabetta in vista a Venezia.
Servizi da tè realizzati con 5 kg di argento per essere regalati alla Regina Elisabetta in vista a Venezia.

Morì all’età di sessantanove anni al “Casermon” in via Pajello a Vicenza, povero e dimenticato.

Nel 1954 “Primo Premio” con un centro tavolo del peso di oltre cinque chili, acquistato prima della premiazione dall’Ing. Innocenti di Milano (tubi Innocenti) e poi ne è stata fatta una copia per l’Ing. Ernesto Gresele. Nel 1955 Diploma d’onore a Maestro Artigiano argentiere. Nel 1956 secondo premio con anfora a forma di papera. Nel 1957 terzo premio con vaso a forma di donna egiziana; nel 1958 premio Città di Vicenza con servizio da thè stile impero.

riconoscimenti dell’ente fiera.
I riconoscimenti dell’ente fiera.

Da Storie Vicentine n. 13-2023.

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