lunedì, Maggio 11, 2026

Giovanni Maria Bertolo: chi era costui?

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(Articolo di Francesco Borasco da Vicenza In Centro n. 5- maggio 2026).

Giovanni Maria Bertolo era un signore vicentino che visse nella seconda metà del Seicento e che in pratica si fece tutto da solo. Egli fu un personaggio straordinario per intelligenza, cultura e generosità. Nacque a Vicenza il 31 agosto del 1631 da Paolina Barbieri e Iseppo
BERTOLO, una famiglia modesta. Suo padre era un fabbro e aveva la sua bottega di fronte al Duomo di Vicenza. Egli riuscì a fare studiare il figlio presso gli Agostiniani e poi fino alla laurea a Padova e diventare avvocato. Il nuovo avvocato Giovanni Maria BERTOLO si trasferì subito a Venezia perchè Vicenza gli era sembrata fin da subito troppo piccola e povera per le sue ambizioni. Grazie al suo talento, riuscì ad emergere, imponendosi quale “insigne giureconsulto del suo tempo”. Nel 1660 sposa la ricca Serafina Barbieri la cui famiglia apparteneva al patriziato veneto e godeva di vaste proprietà a Venezia e nell’entroterra lagunare. Il matrimonio permise al giovane avvocato un consistente ritorno economico, un prestigio sociale notevole e l’inserimento nel mondo dei ricchi nobili della Serenissima. Egli seppe essere all’altezza della sua professione, di guadagnarsi la stima dei suoi colleghi e diventare così un celebre avvocato con una clientela d’alto rango. Nel frattempo, dal suo matrimonio nacquero solamente due femmine: Giulia Caterina e Candace (che si fecero entrambe suore) e poi rimase vedovo precocemente senza più risposarsi. Pote’ così dedicarsi interamente alla sua professione ed a importanti missioni diplomatiche per la Serenissima: a Parma, poi presso il Granducato di Toscana, in Liguria. Il 26 aprile 1680 venne insignito del titolo di ” Conte ” dall’Imperatore Leopoldo I°, titolo confermato poi dal senato veneziano nel 1683. Però alla sua città natale rimase sempre legato lasciando ad Essa in eredità tutta la sua “Libraria” composta da dodici mila libri e quasi quattrocento dipinti. A seguito di questa donazione il Comune diede il nome di “Bertoliana” alla sua giovane biblioteca. Non avendo figli maschi il Conte sopperì adottando un giovane ebreo, che allevò con amore e che fece studiare, però anch’ egli scelse la vita monastica. Il 7 novembre 1707 moriva commettendo il fatale errore di non lasciare alcun testamento per la sua vasta eredità, così i suoi eredi, veri o presunti, lottarono per decenni per la spartizione.
dott. Francesco Borasco

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