venerdì, Maggio 8, 2026

La Torre del Tormento

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(Articolo di Enrico Rossi da Vicenza In Centro n. 4-aprile 2026)

La Torre del Tormento, detta anche Torre del Girone, è una delle testimonianze medievali più significative del centro storico di Vicenza. Situata in Piazza delle Erbe, accanto alla Basilica Palladiana, la torre domina con la sua severa verticalità uno degli spazi urbani più antichi e vitali della città. Le sue origini risalgono al XII secolo: fu infatti edificata nella seconda metà del Duecento dalla famiglia Carnaroli come residenza privata, in un’epoca in cui le torri costituivano simbolo di prestigio e potere per le famiglie nobili. Nel corso del XIII secolo l’edificio venne acquistato dal Comune di Vicenza e cambiò radicalmente funzione. Da dimora signorile divenne sede dell’archivio notarile cittadino e, successivamente, prigione. Questo passaggio segna l’inizio della sua lunga e severa storia carceraria. La torre fu infatti associata per secoli alla giustizia e alla detenzione, incarnando il volto più austero dell’autorità comunale. Un episodio particolarmente significativo avvenne nel 1509, quando la struttura fu incendiata da malfattori con l’intento di distruggere gli archivi e le prove a loro carico. Nonostante i danni subiti, l’edificio continuò a svolgere le sue funzioni pubbliche. A partire dalla metà del Seicento e fino alla seconda metà dell’Ottocento, la torre fu adibita stabilmente a carcere cittadino. In questo periodo ospitò anche prigionieri illustri, tra cui Silvio Pellico e Federico Confalonieri, durante il loro trasferimento verso lo Spielberg, divenendo così luogo di passaggio nella dolorosa vicenda del Risorgimento italiano. Dal punto di vista architettonico e urbanistico, la Torre del Tormento è strettamente connessa alla Basilica Palladiana. Le due strutture sono unite dall’Arco degli Zavatteri, costruito intorno al 1493, un passaggio coperto che collega fisicamente il palazzo pubblico alla torre. Questo collegamento assume anche un valore simbolico: da un lato il potere giudiziario rappresentato dalla Basilica, dall’altro la prigione, luogo di espiazione della pena. Il nome dell’arco deriva dagli “zavatteri”, ossia i ciabattini che sotto la sua volta in pietra riparavano o vendevano calzature economiche, le cosiddette “zavatte”. L’arco e l’area circostante rientrano nel più ampio progetto di rinnovamento delle logge del Palazzo della Ragione, avviato nel 1549 da Andrea Palladio, figura centrale dell’architettura rinascimentale, con il sostegno dei nobili Gerolamo Chiericati e Alvise Valmarana. Questo intervento conferì all’intero complesso un’armonia formale che ancora oggi caratterizza il cuore monumentale della città. Nel 2024 la torre è stata oggetto di un importante intervento di restauro e consolidamento delle facciate, finanziato dal PNRR. L’operazione ha permesso di valorizzare
ulteriormente l’edificio, restituendogli dignità e leggibilità architettonica. Oggi la Torre del Tormento, pur non svolgendo più la sua antica funzione carceraria, rimane una presenza austera e suggestiva, custode silenziosa di secoli di storia vicentina.
dott. Enrico Rossi

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