mercoledì, Maggio 27, 2026
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UniCredit, in 20 anni dal Fondo Carta Etica 45 milioni al sociale

MILANO (ITALPRESS) – Vent’anni di impegno concreto a fianco delle persone e dei territori. UniCredit ha celebrato oggi presso il proprio headquarter a Milano il ventennale del Fondo Carta Etica, l’iniziativa pionieristica che dal 2005 trasforma un gesto quotidiano, l’uso della carta di credito, in un’occasione concreta di solidarietà.
L’evento, che ha visto la partecipazione di rappresentanti del Terzo Settore, delle istituzioni e di UniCredit, è stato l’occasione per mettere al centro il valore della progettualità sociale come leva per costruire comunità più coese e inclusive. Ad aprire i lavori è stato il professor Paolo Venturi, Direttore di AICCON – Research Centre – Università di Bologna, che ha tracciato un quadro dell’evoluzione del Terzo Settore in Italia, evidenziandone il contributo crescente come motore di sviluppo e innovazione sociale.
Nel suo intervento, Venturi ha sottolineato come la crescita sostenibile non possa prescindere dalla felicità condivisa e dalla partecipazione, e come il “fare banca” oggi significhi anche contribuire alla costruzione di valore sociale. In questa prospettiva, ha ricordato che il Progetto Carta Etica rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra impresa e comunità, capace di generare fiducia, coesione e nuove forme di economia civile.
Dalle testimonianze successive è emerso come il successo di Carta Etica risieda proprio nella capacità di sostenere nel tempo iniziative solide, generative e radicate nei territori.
Nel corso di questi vent’anni, il Fondo ha raccolto oltre 45 milioni di euro con cui ha sostenuto oltre 1.600 progetti in tutta Italia, supportando iniziative che spaziano dall’inclusione lavorativa alla cura, dalla formazione alla rigenerazione urbana.
Il programma si è articolato in due momenti di confronto.
La prima tavola rotonda ha affrontato il tema delle alleanze tra istituzioni, Terzo Settore e imprese per il futuro del Paese, con gli interventi del Forum Terzo Settore, principale organismo di rappresentanza unitaria del Non profit italiano, e di Caritas Italiana, che ha presentato il progetto “Pepe – Promuovere Engagement di comunità contro la Povertà Educativa”, nato nel 2023 dalla collaborazione con UniCredit per contrastare la povertà educativa e favorire l’inclusione dei giovani attraverso reti territoriali diffuse.
La seconda tavola rotonda ha dato voce ad alcune delle realtà sostenute dal Fondo Carta Etica negli anni.
Tra queste, CSV Net, con l’iniziativa nazionale Semi di Bene, nata per stimolare progettazione e raccolta fondi attraverso la piattaforma ilMioDono.it; Cavarei a Forlì con Chicchiamo in Corso, impegnata nel creare opportunità di formazione e lavoro per persone con disabilità sensibilizzando la cittadinanza al valore della diversità; la Coop. Sociale Rigenerazioni Onlus con i progetti Cotti in Fragranza e la Fattoria Didattica Sant’Onofrio, realizzati insieme alla Fondazione Don Calabria, che a Palermo e Casal di Principe offrono percorsi di reinserimento e formazione per giovani fragili; La Meridiana, con Il Paese Ritrovato, il primo villaggio in Italia dedicato alla cura di persone con forme di demenza e affette dalla sindrome di Alzheimer e Apogeo ETS, con l’Audio Visual Hub Napoli, che forma giovani Neet napoletani avviandoli alla professione di tecnico audio-video cinematografico.
Il meccanismo alla base di Carta Etica è tanto semplice quanto innovativo: per ogni spesa effettuata con le carte di credito “Etiche”, UniCredit destina il 2 per mille dell’importo al Fondo Carta Etica, senza alcun costo per i titolari. Si tratta di un modello unico nel panorama bancario italiano, che rende la solidarietà parte integrante della relazione tra banca e comunità. Le risorse, gestite dal Comitato di Solidarietà UniCredit, sono interamente dedicate a progetti di utilità sociale promossi da enti e organizzazioni del Terzo Settore, selezionati in base alla loro capacità di rispondere ai bisogni concreti delle comunità e di generare un impatto duraturo.
Nel 2024, grazie al lavoro delle strutture regionali della banca, 80 organizzazioni del Terzo Settore hanno ricevuto 1,6 milioni di euro per progetti locali. A questi interventi si aggiungono iniziative come Pay for Success e quelle promosse dalle Fondazioni azioniste e da UniGens, che ampliano la rete di solidarietà del Gruppo. Anche le campagne nazionali “1 voto, 200.000 aiuti concreti” e “Dono di Squadra”, realizzate tramite la piattaforma ilMioDono.it, restano un punto di riferimento per la partecipazione collettiva, premiando nel 2024 oltre 150 progetti in tutta Italia e coinvolgendo colleghi, clienti e cittadini in un gesto condiviso di responsabilità sociale.
In occasione dei vent’anni del Fondo Carta Etica, per l’edizione speciale dell’iniziativa “1 voto, 200.000 aiuti concreti”, UniCredit incrementerà il plafond messo a disposizione, per ampliare ulteriormente il sostegno a favore delle organizzazioni Non profit impegnate nei territori.
“Carta Etica è l’espressione concreta del nostro impegno verso le persone e i territori – ha detto Remo Taricani, Deputy Head Italy di UniCredit -. E’ un progetto che accoglie e valorizza la diversità delle esperienze, dando voce alle piccole realtà locali e alle iniziative di respiro nazionale. La sua vera forza nasce dalla partecipazione condivisa: un ponte che unisce la banca, i cittadini e il Terzo Settore in un percorso di solidarietà autentica e collettiva. Celebrare questi vent’anni significa riconoscere un traguardo importante, ma soprattutto rinnovare la nostra convinzione che il progresso economico e quello sociale debbano camminare insieme”.
Don Marco Pagniello, direttore Caritas Italiana, ha commentato: “Il progetto PEPE ha tra i suoi obiettivi quello di dimostrare che il contrasto alla povertà educativa è un investimento sociale, oltre che un’opportunità per costruire una società più giusta. Nel lungo termine, il progetto punta a diventare una buona prassi da proporre anche per favorire politiche pubbliche orientate alla creazione di comunità educantì.
‘Il Terzo settore è un’antenna sui territori che individua i bisogni delle persone e delle comunità e sa quali sono le migliori risposte da offrire – ha spiegato Giancarlo Moretti, Portavoce di Forum Terzo Settore -. Ma nel perseguire una reale prospettiva di sviluppo, puntando sull’emancipazione dal bisogno piuttosto che su palliativi alle situazioni più gravi di marginalità, il Terzo settore non può operare da solo. Molto spesso si costruiscono delle alleanze, sia con gli enti locali che con le imprese del territorio, ma c’è bisogno ora di un salto di qualità, nella stabilità delle relazioni e nella costruzione di obiettivi condivisi, per rendere queste esperienze di collaborazione dei patti stabilì.
Paolo Venturi, Direttore di AICCON – Research Centre – Università di Bologna, ha sottolineato che ‘la competitività oggi non si misura solo in termini economici, ma è profondamente legata al capitale sociale: alle relazioni, alla fiducia, alla capacità di generare legami significativi. In questo senso, la Carta Etica non ha solo sostenuto progettualità sociali nel corso degli anni, ma ha generato impatto sociale, potenziando le comunità e rafforzando il tessuto relazionale che le rende più resilienti e innovativè.
Il progetto Carta Etica si inserisce nel più ampio impegno di UniCredit per lo sviluppo sostenibile e il supporto alle comunità. Dal 2022, la banca ha erogato 13,2 miliardi di euro in finanziamenti sociali, tra microcrediti, impact financing e prestiti in aree svantaggiate; ha lanciato l’iniziativa UniCredit per l’Italia, per oltre 35 miliardi di euro, e destinato, nel 2024, 78,1 milioni di euro in contributi sociali. Nel solo 2024 anche UniCredit Foundation ha erogato 30 milioni di euro a favore di progetti dedicati ai giovani e all’istruzione. Infine con progetti come Skills for Transition e l’adesione alla Venice Sustainability Foundation, UniCredit conferma la volontà di essere un attore attivo del cambiamento, promuovendo una crescita sostenibile e inclusiva per le persone e i territori in cui opera.

– foto ufficio stampa UniCredit –
(ITALPRESS).

Insulti sessisti al sottosegretario Siracusano. La replica “Non vi vergognate?”

ROMA (ITALPRESS) – “Vai a cucinare e poi a…”; “Povera donna…”; “Cagnetta”: con un video su Instagram il csottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Matilde Siracusano denuncia offese e insulti sessisti ricevuti sui social. La replica: “Ma non vi vergognate? Domani andrò a denunciare”.
abr/gtr
(Fonte: profilo Instagram Matilde Siracusano)

Mattarella “Musica linguaggio universale senza confini nè passaporti”

ROMA (ITALPRESS) – “Più volte ho avuto occasione di apprezzare la straordinaria eccellenza dell’orchestra e del coro dell’Accademia, ogni volta con un’ammirazione e una riconoscenza particolarmente elevata. Riflettevo che nel corso del tempo vi sono state fasi in cui un idioma si è affermato, prima il latino, poi il francese, ora l’inglese, ma nel corso dei secoli e dei millenni un linguaggio ha sempre accompagnato l’umanità ed è la musica”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale una delegazione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
“Un linguaggio universale, che esprime rispetto agli idiomi sensibilità, sentimenti, passioni, attese, e non ha bisogno di passaporto, perchè non ha frontiere – ha aggiunto il capo dello Stato -. E’ un patrimonio dell’umanità nel suo complesso: questo è il contributo che tutta l’arte fornisce. In questa stagione nella quale affiorano inattesi e preoccupanti atteggiamenti di contrapposizione e sopraffazione questo richiamo a un valore che accomuna l’umanità, senza frontiere, senza appartenenze, senza confini, senza passaporti, è un contributo straordinariamente importante. Per questo il ringraziamento per l’Accademia è particolarmente alto”.

– Foto ufficio stampa Quirinale –

(ITALPRESS).

Stellantis lancia “HVO Aurora”, nuova tappa verso mobilità più pulita in Europa

AMSTERDAM (OLANDA) (ITALPRESS) – Stellantis annuncia il lancio di HVO Aurora, un progetto innovativo nato per aiutare le aziende a ridurre le emissioni di CO2 grazie all’impiego di carburanti ecologici per le loro flotte di veicoli commerciali leggeri (LCV). L’iniziativa è promossa da Pro One, la business unit di Stellantis dedicata ai veicoli commerciali, ed è stata sviluppata nell’ambito di Star*Up, il programma interno dell’Azienda che consente ai dipendenti di trasformare le loro idee innovative in progetti reali. HVO Aurora punta a monitorare, verificare e documentare l’utilizzo effettivo di olio vegetale idrogenato (HVO), un carburante rinnovabile ottenuto da materiali di scarto, quali l’olio di cottura esausto e grassi animali, che può contribuire a ridurre le emissioni di CO2. Il progetto presenta un sistema di tracciamento e certificazione di facile utilizzo che registra il tipo di carburante, la distanza percorsa e i consumi. Queste informazioni vengono caricate in modo sicuro sul cloud offrendo una prova chiara e in tempo reale dell’effettivo utilizzo di carburante a basso tenore di carbonio e dei benefici che ne derivano per l’ambiente.

“HVO Aurora dimostra come sia possibile ridurre da subito le emissioni well-to-wheel adottando soluzioni compatibili con i veicoli già in uso presso i nostri clienti,” ha dichiarato Luca Marengo, Head of Product and Innovation di Stellantis Pro One. “Stellantis Pro One è impegnata a fornire soluzioni pratiche e scalabili che aiutino i clienti commerciali a ridurre le emissioni dell’intero ciclo fin da ora. Questo progetto rappresenta un passo concreto verso la costruzione di un futuro più pulito per la mobilità in Europa”.

Oggi Stellantis ha dato l’avvio a un tour di un mese lungo le strade europee in collaborazione con SP3H, un’azienda francese specializzata in sensori intelligenti per carburanti a basso tenore di carbonio. Due van Stellantis (un Citroèn Berlingo e un Fiat Professional Ducato), dotati del sensore connesso FluidBox Micro di SP3H, sono partiti per un viaggio attraverso l’Europa per raccogliere dati sull’utilizzo reale. La loro missione è semplice: dimostrare che carburanti puliti e tracciabili possono essere utilizzati nei veicoli esistenti – senza modifiche alle flotte o alle infrastrutture – offrendo una soluzione pratica e complementare per ridurre le emissioni di CO2. Nel corso del viaggio attraverso diversi paesi europei, la piattaforma FluidBOX di SP3H trasmetterà i dati reali confermando l’utilizzo di HVO e stimando il risparmio di CO2 well-to-wheel. Questa dimostrazione prova che non esiste un’unica soluzione per una mobilità più pulita. Grazie a sensori di bordo che certificano l’utilizzo di carburanti a basso tenore di carbonio, HVO Aurora offre un’opzione complementare immediata, affidabile e inclusiva per contribuire a ridurre le emissioni di CO2, dedicata in particolare alle flotte di LCV. Tutte le automobili e i veicoli commerciali leggeri di Stellantis attualmente in vendita sono già completamente compatibili con il carburante diesel HVO (norma EN15940 sui carburanti diesel paraffinici). Inoltre anche molti veicoli diesel Euro 5 ed Euro 6 attualmente circolanti possono utilizzare tale carburante senza necessità di modifiche.

– foto: ufficio stampa Stellantis –

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Mattarella “La musica è un linguaggio universale, senza confini né passaporti”

ROMA (ITALPRESS) – “Più volte ho avuto occasione di apprezzare la straordinaria eccellenza dell’orchestra e del coro dell’Accademia, ogni volta con un’ammirazione e una riconoscenza particolarmente elevata. Riflettevo che nel corso del tempo vi sono state fasi in cui un idioma si è affermato, prima il latino, poi il francese, ora l’inglese, ma nel corso dei secoli e dei millenni un linguaggio ha sempre accompagnato l’umanità ed è la musica”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale una delegazione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. “Un linguaggio universale, che esprime rispetto agli idiomi sensibilità, sentimenti, passioni, attese, e non ha bisogno di passaporto, perchè non ha frontiere – ha aggiunto il capo dello Stato -. È un patrimonio dell’umanità nel suo complesso: questo è il contributo che tutta l’arte fornisce. In questa stagione nella quale affiorano inattesi e preoccupanti atteggiamenti di contrapposizione e sopraffazione questo richiamo a un valore che accomuna l’umanità, senza frontiere, senza appartenenze, senza confini, senza passaporti, è un contributo straordinariamente importante. Per questo il ringraziamento per l’Accademia è particolarmente alto”.

– foto Quirinale –

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Zaia “La mia candidatura è frutto di un dibattito lunare”

MILANO (ITALPRESS) – “Io esco da un dibattito che a volte è stato lunare. Mi sono ritrovato da un lato a sentire a livello nazionale dibattere di terzo mandato sì o no. Io rappresento con i sindaci di più di 15 mila abitanti le uniche due cariche elettive che hanno il vincolo di mandato. Dapprima la negazione dello sblocco di mandati, poi ho avuto anche la negazione di poter fare la mia lista civica che serviva a dare risposta ai cittadini che non si riconoscono in una parte politica. Non ultimo mi è stato negato anche di utilizzare l’eventuale mio nome sul simbolo. A quel punto mi sono detto che se sono un problema lo faccio diventare reale”. Lo ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia, ospite al programma Start di Sky TG24. “Sono capolista con non poche difficoltà, cerco di non andare a fare il guastafeste in giro per i territori con i colleghi candidati, molti anche miei ex consiglieri. Il vero avversario di questa campagna elettorale è l’astensionismo. Invito tutti i cittadini ad andare a votare, sono preoccupato che l’astensionismo sia il vero partito rappresentato in queste regioni”, ha concluso.

“È possibile pensare a una Lega del Nord collegata al partito nazionale? “In un Paese come questo che sta affrontando, anche se lentamente, la riforma dell’autonomia differenziata bisognerà interrogarsi. Siamo un Paese di campanili e delle tante identità, super eterogeneo. Immagino che potremmo anche guardare a un modello che funziona che è quello della Csu bavarese. In Germania funziona il fatto che ci sia una parte del territorio che però fa sempre capo a un partito nazionale. Nessuna provocazione, ho solo posto una questione che dovrebbe riguardare tutti i partiti”, ha aggiunto.

“Per quanto riguarda il segretario Vannacci, se mi viene chiesto cosa ne penso delle leggi razziali non ho ben capito cosa pensi lui. Forse non è stato chiaro. Lo spiegherà a tutti. Sulle leggi razziali non c’è nessuna rivisitazione storica da fare”, ha concluso.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Iren, nei primi nove mesi ricavi +16,4% a 4,8 miliardi. Dal Fabbro “Conferma dell’efficacia strategica”

REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di Iren ha approvato i risultati consolidati al 30 settembre 2025. I Ricavi consolidati al 30 settembre 2025 si attestano a 4.839,8 milioni di euro, in aumento del +16,4% rispetto ai 4.156,6 milioni di euro dei primi nove mesi del 2024. I principali fattori di incremento del fatturato sono riferibili ai ricavi energetici, influenzati per circa 90 milioni di euro dall’aumento dei prezzi delle commodities e per circa 160 milioni di euro dai maggiori volumi energetici venduti. Contribuisce positivamente il consolidamento, a far data dal 1° gennaio 2025, del gruppo EGEA Holding per 313 milioni di euro e le attività di efficienza energetica per circa 59 milioni di euro. Il Margine Operativo Lordo (EBITDA) ammonta a 1.003,5 milioni di euro, in aumento del +8,7% rispetto ai 923,5 milioni di euro dei primi nove mesi del 2024. L’incremento del margine di periodo è attribuibile prevalentemente al consolidamento del gruppo EGEA Holding (+43 milioni di euro), alla crescita organica (+18 milioni di euro) e al piano di sinergie (+16 milioni di euro). Il Risultato Operativo (EBIT) è pari a 401,5 milioni di euro, in aumento del +6,6% rispetto ai 376,6 milioni di euro dei primi nove mesi del 2024.

Nel periodo si sono registrati maggiori ammortamenti per 45 milioni di euro relativi all’entrata in esercizio di nuovi investimenti e all’ampliamento del perimetro di consolidamento (25 milioni di euro), riconducibili al Gruppo EGEA Holding, maggiori accantonamenti al fondo svalutazione crediti per 9 milioni di euro, maggiori accantonamenti al fondo rischi per 2 milioni di euro ed un minor rilascio di fondi di 2 milioni di euro. L’Utile Netto di Gruppo attribuibile agli azionisti è pari a 219 milioni di euro, in aumento (+12,2%) rispetto al risultato dei primi nove mesi del 2024. La crescita riflette l’andamento dell’EBITDA e beneficia della riduzione del risultato di terzi legata all’acquisto della quota di minoranza di Iren Acqua e di un tax rate al 28% in riduzione per effetti straordinari non replicabili. L’Indebitamento Finanziario Netto si attesta a 4.287,4 milioni di euro al 30 settembre 2025, in aumento di 204,7 milioni rispetto al 31 dicembre 2024. Al riguardo, il flusso di cassa operativo si attesta a 566 milioni di euro coprendo quasi interamente gli investimenti tecnici effettuati pari a 613 milioni di euro, mentre i 500 milioni di euro raccolti con l’emissione dei bond ibrido sono stati, come previsto, interamente impiegati per gli investimenti finanziari del periodo pari a 511 milioni di euro.

Gli investimenti complessivi realizzati nel periodo ammontano a 1.124 milioni di euro, in crescita rispetto al 2024, di cui 613 milioni di euro di investimenti tecnici (+9,5%) e 511 milioni di euro di investimenti finanziari riconducibili all’acquisizione della quota di minoranza di Iren Acqua (283 milioni di euro), all’esercizio della call e al consolidamento di EGEA Holding (238 milioni di euro) e alla cessione del ramo d’azienda inerente al servizio idrico integrato di Imperia (-11 milioni di euro). Si segnala inoltre che il 68% degli investimenti è allineato alla Tassonomia europea e sono destinati a progetti di sostenibilità, in linea con le previsioni di piano industriale.

“I risultati del periodo sono molto positivi e testimoniano l’efficacia della nostra strategia e della qualità della gestione con un Ebitda in crescita del 9% e un Utile netto del 12%. Abbiamo saputo mantenere un equilibrio solido tra crescita organica e inorganica, valorizzando le sinergie tra le diverse aree di business. Confermiamo la guidance per l’esercizio in corso, prevedendo – come già anticipato – una crescita più moderata nella restante parte dell’anno. In particolare, ci attendiamo un Ebitda 2025 di 1.350 milioni di euro, un utile netto di 300 milioni di euro e investimenti tecnici superiori ai 900 milioni di euro”. Lo afferma Luca Dal Fabbro, Presidente del Gruppo Iren.

“I risultati del periodo confermano la solidità del nostro modello industriale e la capacità del Gruppo di generare valore in modo sostenibile, grazie alla messa a terra di un piano di investimenti tecnici per oltre 610 milioni di euro, destinati principalmente ai business regolati – spiega Gianluca Bufo, Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo -. La crescita di 80 milioni di euro del periodo è stata trainata dal contributo positivo di tutte le linee di business e dall’attuazione del piano di sinergie, che sta producendo effetti concreti in termini di efficienza operativa e marginalità (+16 milioni di euro). I risultati ottenuti rappresentano una base solida per proseguire nel percorso di sviluppo e nel raggiungimento degli obiettivi del nuovo piano industriale sostenuti anche da un miglioramento del rapporto IFN/EBITDA atteso a fine anno a 3,1x”.

“I risultati in crescita confermano l’impegno e la professionalità delle quasi 12.000 persone che lavorano nel Gruppo Iren e che sono il vero motore dei successi che stiamo riportando – sottolinea Moris Ferretti, Vice Presidente del Gruppo -. Prosegue, inoltre, con determinazione il nostro percorso di crescita sostenibile, con il 68% di investimenti destinati principalmente a progetti ambientali e sociali, che rappresentano un fondamento strategico in grado di dare ulteriore forza e solidità al modello di sviluppo dell’azienda. In particolare, nel periodo registriamo un incremento del +12% nelle volumetrie teleriscaldate per effetto del consolidamento di Egea e lo stabilizzarsi del 70% della raccolta differenziata grazie all’estensione delle best practice anche negli altri territori serviti”.

APPROVATO IL PIANO INDUSTRIALE AL 2030

Il Consiglio di amministrazione di Iren Spa ha approvato oggi l’aggiornamento del piano industriale al 2030. ‘Il Piano Industriale appena approvato si fonda su basi solide e concrete, grazie alla valorizzazione del nostro modello di business, a investimenti selettivi e alla rigorosa disciplina finanziaria – dichiara Luca Dal Fabbro, Presidente esecutivo del Gruppo Iren -. Abbiamo tracciato un percorso di crescita sostenibile e misurabile che ci porta ad un EBITDA atteso nel 2030 pari a 1,6 miliardi di euro, al quale si aggiungono ulteriori potenziali upside legati alle opportunità di sviluppo organico ed inorganico che il Gruppo è oggi nelle condizioni di cogliere. Allo stesso tempo, la nostra strategia conferma l’impegno verso una politica di dividendi in crescita, +8% all’anno fino al 2027 e +6% dal 2028 al 2030, a testimonianza della fiducia nella capacità del Piano di generare valore per tutti gli stakeholder’. ‘L’approvazione del nuovo Piano Industriale segna l’avvio di una fase di trasformazione mirata che modificherà il nostro modello di business rendendolo ancora più efficiente, più focalizzato e maggiormente orientato alla creazione di valore. In particolare, tramite il piano di investimenti da 6,4 miliardi di euro, rafforzeremo le attività che esprimono il maggior potenziale di crescita e che garantiscono stabilità e visibilità nel medio-lungo periodo, come i servizi a rete e i termovalorizzatori – dichiara Gianluca Bufo, Amministratore delegato del Gruppo Iren -. A ciò si affianca un piano di sinergie chiaro, definito e pienamente attuabile, che ci consentirà di recuperare redditività e di semplificare ulteriormente la struttura operativa del Gruppo. La solidità dei driver industriali e la qualità delle iniziative avviate ci permettono di confermare una crescita concreta e misurabile con un cagr dell’Ebitda del 4% e dell’Utile netto del 7%’.

‘L’approvazione, congiuntamente al piano industriale, del Piano di Transizione al 2040 rappresenta una svolta strategica per il nostro Gruppo: un percorso chiaro e ambizioso che ci porterà, grazie a un piano di investimenti mirato, a essere ancora più sostenibili, a utilizzare in modo più efficiente le risorse e a ridurre in maniera significativa il nostro impatto ambientale, dimezzando la carbon intensity – dichiara Moris Ferretti, Vice Presidente esecutivo del Gruppo Iren -. È una visione di lungo periodo che combina responsabilità industriale e innovazione, con l’obiettivo di generare valore duraturo per i territori in cui operiamo e per le generazioni future. Con questo Piano confermiamo il nostro impegno ad accompagnare la trasformazione energetica e ambientale, contribuendo a costruire un futuro più pulito, resiliente e inclusivo grazie alla massima valorizzazione del capitale umano e all’inserimento nel Gruppo di circa 2.400 nuove persone per supportare il cambiamento definito’. I tre pilastri strategici individuati nei precedenti piani industriali continuano a rappresentare il quadro di riferimento per le scelte di allocazione del capitale e incarnano i valori guida del Gruppo. Transizione ecologica, valorizzazione dei territori e qualità del servizio restano gli assi portanti del nostro percorso di sviluppo, oggi interpretati alla luce delle dinamiche competitive e regolatorie in evoluzione. L’impegno di Iren nella transizione ecologica assume un approccio ancor più mirato e resiliente. In risposta al mutato scenario di mercato e ai tempi autorizzativi per lo sviluppo di nuova capacità rinnovabile, Iren privilegerà interventi che possano tutelare l’ambiente e gli ecosistemi nei quali opera, come la realizzazione di sistemi di massimizzazione del recupero di calore destinato al teleriscaldamento sui termovalorizzatori o la realizzazione di 5 nuovi impianti di depurazione, utilizzando in modo consapevole e sostenibile le risorse naturali e dando nuova vita ai rifiuti con il recupero di materia ed energia.

Questa impostazione consente di proteggere la redditività, migliorare la qualità del portafoglio investimenti e garantire una crescita coerente con le metriche di sostenibilità. La creazione di valore per i territori si traduce nello sviluppo di infrastrutture essenziali alla crescita locale e nel rafforzamento della presenza territoriale del Gruppo. Il modello multiutility consente di cogliere opportunità nuove, espandere in modo sinergico i servizi offerti, favorendo la crescita e rispondendo in modo puntuale alle esigenze delle comunità nelle quali Iren opera. La qualità del servizio rimane il principio ispiratore che muove le azioni del Gruppo. Iren punta a incrementare la resilienza delle reti di distribuzione per minimizzare i disservizi, potenziare l’esperienza del cliente attraverso presidi territoriali capillari sui territori e ottimizzare i processi aziendali per incrementarne l’efficienza. In linea con le direttrici strategiche, i tre pilastri vengono oggi declinati all’interno di un modello di business evoluto e maggiormente focalizzato. La trasformazione del Gruppo da ‘extended multiutility’ a ‘focussed multiutility’ avverrà tramite una capital allocation più selettiva e focalizzata sui business core, con l’obiettivo di massimizzare il valore generato, concentrare risorse sulle attività a maggiore ritorno e ridurre l’esposizione verso le attività sulle quali non abbiamo ancora sviluppato un vantaggio competitivo.

Il piano industriale al 2030 è integrato in un piano di transizione al 2040, che vede Iren impegnata in un percorso concreto e misurabile di lungo termine, in linea con gli obiettivi europei del Sustainable Development Goals. Gli impegni e i target ESG sono sviluppati secondo le linee guida della transizione ecologica e della centralità delle comunità e delle persone e sono articolati secondo 5 aree focus: decarbonizzazione, economia circolare, risorse idriche, città resilienti e persone. Per ogni indicatore di performance individuato Iren ha fissato dei target quantitativi di miglioramento al 2028, 2030 e 2040 delineando un percorso chiaro e monitorabile nel tempo. Per il raggiungimento di questi obiettivi è stato valutato l’impegno in termini di investimenti e ipotizzata a tendere anche l’evoluzione tecnologica come la cattura della CO2. L’aggiornamento del piano industriale prevede investimenti tecnici lordi per 6,4 miliardi di euro, di cui il 40% relativi ad investimenti di sviluppo ed il 60% di mantenimento. Tali investimenti includono, per il 23% sul complessivo, interventi di mantenimento dei business regolati a rete (RAB) relativi al ciclo idrico integrato, rete elettrica e rete gas. Nell’ambito degli investimenti di mantenimento sono altresì ricompresi tutti gli investimenti per garantire la piena efficienza degli asset e il mantenimento dell’attuale customer base. L’attuale piano di investimenti si caratterizza per i progetti di sviluppo sui business regolati a rete, in particolar modo sul servizio idrico integrato e la distribuzione elettrica, per la realizzazione di 3 termovalorizzatori che permetteranno al Gruppo di chiudere con il recupero di energia la filiera dei rifiuti urbani, per l’installazione di aerotermo sugli impianti cogenerativi e termoelettrici e per lo sviluppo della rete di teleriscaldamento, a fronte di un rallentamento dell’installazione di nuova capacità rinnovabile e di ulteriore capacità di trattamento rifiuti per il recupero di materia.

La visibilità dei ritorni è basata sull’elevata percentuale di investimenti sui business regolati, pari all’80% del totale. Infine, il 70% degli investimenti pari a 4,3 miliardi di euro è destinata a progetti sostenibili allineati alla Tassonomia europea, in particolar modo il 33% è destinata alla gestione sostenibile della risorsa idrica, il 28% a supportare la trasformazione a città resilienti, il 26% alla decarbonizzazione e il 13% all’economia circolare. ‘In sintesi, il piano è caratterizzato da una distribuzione equilibrata degli investimenti negli anni, da un basso rischio di esecuzione, da un’alta prevedibilità dei risultati e da elevati investimenti in progetti/attività sostenibili’, spiega Iren.

– foto ufficio stampa Iren –

(ITALPRESS).

Rocca “Dalla Regione Lazio oltre 2 milioni per Gaza e la Cisgiordania”

Rocca "Dalla Regione Lazio oltre 2 milioni per Gaza e la Cisgiordania"

ROMA (ITALPRESS) – “Due milioni e cento mila euro, di cui un milione e cento mila per Gaza e un milione per la Cisgiordania”, su quest’ultima, “con l’auspicio, però, di presentare un buon progetto che venga sposato dal ministero degli esteri per far lievitare questa somma in maniera sostanziosa”. È quanto previsto dai finanziamenti stanziati dalla Regione Lazio per fornire sostegno alle popolazioni. Lo ha spiegato il Presidente Francesco Rocca, rientrato dalla missione di 48 in Palestina.

xi5/tvi/mca1

La Francia ricorda le sue vittime degli attentati dell’Isis del 2015

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Si commemora oggi in Francia il decimo anniversario degli attentati terroristici avvenuti il 13 novembre 2015. Un minuto di silenzio è stato osservato da tutti i presenti davanti allo Stade de France, prima dell’esecuzione della Marsigliese, a conclusione della cerimonia commemorativa. Fra i presenti c’era anche il capo dello Stato, Emmanuel Macron. La cerimonia ha subito reso omaggio a Manuel Dias, ucciso fuori dallo stesso stadio in cui tre attentatori suicidi innescarono le loro cinture esplosive.

“Quella notte, Saint-Denis trattenne il fiato”, ha dichiarato il sindaco, Mathieu Hanotin. “Manuel Dias è il primo nome di una lista orribilmente lunga”, ha proseguito. “Il 13 novembre 2015 era ieri – ha ancora detto il sindaco – e dieci anni dopo, la Francia piange ancora i suoi morti, ma resta forte. La paura non ha prevalso”. Il 13 novembre 2015 la Francia è stata colpita da una serie di attacchi terroristici di matrice islamista, sferrati da un commando armato legato all’Isis. Gli attentati sono stati compiuti da almeno dieci persone fra uomini e donne, responsabili di tre esplosioni nei pressi dello stadio e di sei sparatorie in diversi luoghi pubblici della capitale francese, tra cui la più sanguinosa è avvenuta presso il teatro Bataclan, dove sono rimaste uccise 90 persone. Le vittime sono state in totale 130 mentre sono stati 413 i feriti.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).