mercoledì, Febbraio 11, 2026
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Funzionario Cina continentale esorta sviluppo pacifico delle relazioni attraverso lo Stretto di Taiwan

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Venerdì, un funzionario della Cina continentale ha esortato a compiere sforzi per promuovere lo sviluppo pacifico delle relazioni attraverso lo Stretto di Taiwan e a realizzare la riunificazione nazionale.

Song Tao, direttore sia dell’Ufficio per il lavoro su Taiwan del Comitato centrale del Partito comunista cinese sia dell’Ufficio per gli affari di Taiwan del Consiglio di Stato, ha formulato tali osservazioni in un messaggio di Capodanno rivolto al popolo di Taiwan.

Song ha rivolto alla popolazione di Taiwan gli auguri di Capodanno e i suoi più sinceri saluti, come si legge nel messaggio pubblicato nel primo numero di quest’anno della rivista “Relazioni attraverso lo Stretto di Taiwan”.

Ribadendo il principio di una sola Cina e il Consenso del 1992, Song ha affermato che nel 2026 la Cina continentale continuerà ad ampliare gli scambi e la cooperazione e a promuovere lo sviluppo integrato attraverso lo Stretto, opponendosi con fermezza alle attività secessioniste che perseguono “l’indipendenza di Taiwan” e alle interferenze esterne, al fine di mantenere pace e stabilità nella regione.

“Siamo pronti a impegnarci in dialoghi e consultazioni con partiti politici, organizzazioni e persone di ogni provenienza a Taiwan sulle relazioni attraverso lo Stretto e sulla riunificazione nazionale sulla base del principio di una sola Cina e del Consenso del 1992”, ha dichiarato il funzionario.

Il 2025 ha visto le relazioni attraverso lo Stretto progredire nonostante le difficoltà, con il rafforzamento di slancio e forza per la riunificazione nazionale, ha affermato Song, sottolineando le maggiori agevolazioni di viaggio per i cittadini di Taiwan verso la Cina continentale e il numero, aumentato in modo significativo, di giovani e di viaggiatori da Taiwan alla prima esperienza di visita nella Cina continentale.

Sono stati intensificati gli sforzi per portare avanti lo sviluppo di alta qualità della zona dimostrativa per lo sviluppo integrato attraverso lo Stretto e per attuare pienamente la parità di trattamento per i cittadini e le imprese di Taiwan nella Cina continentale, mentre la sovranità nazionale e l’integrità territoriale sono state fermamente difese, ha dichiarato il funzionario.

Infine, Song ha invitato le persone su entrambe le sponde dello Stretto ad assumersi le proprie responsabilità storiche e a unire le forze per opporsi al secessionismo e lavorare per la riunificazione nazionale.

(ITALPRESS).

“Buen Camino” con Checco Zalone supera 41 milioni di euro di incasso e 5 milioni di spettatori al cinema

ROMA (ITALPRESS) – Buen Camino con Checco Zalone, diretto da Gennaro Nunziante, continua a dominare il box office italiano e firma uno dei migliori 1° gennaio di sempre. Nel giorno di Capodanno, il film distribuito da Medusa Film ha incassato 5.143.204 euro, con una quota di mercato del 66,2% e una media di 6.628 euro in 776 cinema (dati Cinetel), portando il totale a 41.197.191 euro e a 5.110.106 presenze nelle sale.

Si tratta del terzo miglior risultato di sempre per un film nel primo giorno dell’anno. Davanti a “Buen Camino” si collocano solo altri due titoli interpretati da Checco Zalone: Tolo Tolo con 8.887.696 euro e Quo Vado? con 7.360.192 euro, entrambi usciti proprio a Capodanno e favoriti dall’effetto novità e dall’enorme attesa che accompagna da sempre i film del comico pugliese. L’effetto “Buen Camino” sul mercato cinematografico italiano continua a farsi sentire, registrando una crescita del 41,8% rispetto al Capodanno 2024 e un incremento del 4% rispetto alla settimana precedente.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Milano-Cortina 2026, Laura Pausini ospite della cerimonia di apertura

MILANO (ITALPRESS) – Icona della musica mondiale, Laura Pausini sarà una dei superospiti della cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026 in programma il 6 febbraio 2026 allo Stadio San Siro di Milano. Artista italiana riconosciuta e premiata a livello mondiale, Laura Pausini ha saputo portare la musica italiana oltre i confini nazionali, diventando ambasciatrice di un linguaggio universale che unisce ed emoziona. Pausini ha venduto oltre 70 milioni di album in tutto il mondo, conquistando un Grammy Award, 5 Latin Grammy Awards, un Golden Globe e una nomination agli Oscar nel corso di una carriera di successo lunga più di 30 anni. Laura Pausini – si legge in una nota – incarna in modo autentico il concetto di Armonia, elemento centrale della Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. La sua musica, capace di attraversare generazioni, culture e lingue diverse, rappresenta un punto di incontro tra tradizione e contemporaneità, tra radici italiane e respiro internazionale.

Il suo coinvolgimento durante la Cerimonia di Apertura sarà espressione autentica dell’italianità e della sua tradizione. Laura Pausini sarà protagonista di un momento fortemente iconico e dal grande coinvolgimento emotivo offrendo al pubblico un’emozione collettiva spettacolare. Con la sua partecipazione, la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026, realizzata da Balich Wonder Studio, si conferma un evento ancora più imperdibile, destinato a rimanere nella storia.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Assegnati 51,87 milioni a sostegno del trasporto pubblico locale in Veneto

VENEZIA (ITALPRESS) – “Con lo stanziamento di ulteriori 51,87 milioni di euro dal Fondo Nazionale Trasporti, la Regione conferma il forte impegno nel garantire la qualità e continuità del servizio di trasporto pubblico locale automobilistico, tramviario e di navigazione lagunare. Grazie al lavoro svolto in sede di Conferenza delle Regioni, queste risorse andranno ad integrare i fondi già erogati nel corso dell’anno, portando l’investimento complessivo per il 2025 a 311,52 milioni di euro. Si tratta di un’importante dotazione di risorse a sostegno delle 29 aziende affidatarie dei servizi del tpl. Il nostro obiettivo resta tutelare il diritto alla mobilità dei cittadini veneti e rispondere con puntualità alle esigenze di collegamento del territorio”. Lo ha detto l’Assessore regionale ai Trasporti e mobilità, Diego Ruzza, con riferimento al provvedimento con il quale sono state ripartite ed impegnate le risorse del Fondo Nazionale per il trasporto pubblico locale trasferite al Veneto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a titolo di saldo per l’esercizio 2025.

“Nel dettaglio – ha spiegato l’Assessore Ruzza -, si tratta di 51.877.217,49 euro così ripartiti per provincia: 21.090.693,60 euro andranno a Venezia, 2.612.626,97 a Belluno, 7.849.432,03 a Padova, 2.163.917,95 euro a Rovigo, 5.517.752,60 euro a Treviso, 7.245.063,93 euro a Verona, 5,3 milioni di euro a Vicenza. Un’assegnazione capillare di risorse per garantire la migliore operatività possibile dei servizi sull’intero territorio regionale per un sistema di mobilità sempre più efficiente e connesso”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Passeggeri maltesi bloccati sul Danubio dopo l’incaglio di una nave da crociera

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Un gruppo di passeggeri maltesi ha trascorso la notte di Capodanno bloccato sul fiume Danubio dopo che la nave da crociera su cui viaggiavano si è incagliata mentre era diretta a Bratislava. I 46 viaggiatori maltesi facevano parte di un totale di circa 200 passeggeri a bordo della MS nickoVision, salpata da Passau, in Germania, il 26 dicembre per una crociera festiva lungo il Danubio.

La nave aveva già fatto scalo a Melk, Vienna ed Esztergom, ma ha incontrato difficoltà a causa del basso livello delle acque mentre era in rotta verso Budapest. Impossibilitata a proseguire, la compagnia ha trasferito i passeggeri in pullman a Budapest per una visita guidata, prima del rientro a bordo. La tappa successiva prevista era Bratislava, la sera di Capodanno. Tuttavia, intorno alla mezzanotte, l’imbarcazione si è incagliata in acque poco profonde. Un rimorchiatore ha tentato di liberare la nave mercoledì, senza successo. Di conseguenza, i passeggeri hanno accolto il nuovo anno a bordo, partecipando a una cena di gala con musica e intrattenimento. Un secondo tentativo di disincagliare la nave, effettuato la mattina di Capodanno, è fallito. In seguito, ai passeggeri è stato chiesto di prepararsi al trasferimento in chiatta verso un’altra nave diretta a Bratislava, dove è previsto il soggiorno in hotel. La compagnia di crociere ha ricordato che i viaggi fluviali dipendono fortemente dalle condizioni meteorologiche e dai livelli dell’acqua, che possono rendere necessarie modifiche agli itinerari.

– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

Nordio “Referendum sulla giustizia dopo metà marzo, Anm teme confronto”

ROMA (ITALPRESS) – In merito al referendum sulla Giustizia “la data non è stata ancora fissata” e si voterà “presumibilmente nella seconda metà di marzo”. Così, in una intervista al Corriere della Sera, il ministro Carlo Nordio, che aggiunge: “Siamo convinti che più informiamo gli elettori su contenuto e importanza di questa riforma, più li porteremo alle urne, e con risultati positivi”. Anche se il faccia a faccia con l’Anm ancora non c’è stato. “E’ l’Anm che ha detto no – sottolinea Nordio -. Io ho chiesto un confronto ‘uno a unò. Prima ha rifiutato il presidente Parodi. Poi il segretario Maruotti e poi tutti gli altri. Dicendo, dapprima, che non volevano buttarla in politica. Poi, siccome avevano partecipato a dibattiti con politici hanno corretto il tiro: dicendo che va bene discuterne con altri politici, ma non con esponenti di governo. Se non vengono vuol dire che hanno paura del confronto con me”.

“L’Anm – aggiunge il Ministro – ha costituito un comitato per il No, e questo è stato di per sè un atto politico. Tuttavia ha rifiutato un confronto con me, con la motivazione che non vuole attribuirvi un significato politico, e questa è già una contraddizione. Presumo, e auspico, che per coerenza non si confronti con nessun altro esponente di partito, altrimenti significherebbe che teme un dibattito pubblico con il ministro della Giustizia. Per conto mio ho già detto che sono pronto, anche domani”.

Intanto, sta per uscire un libro di Nordio sul referendum: “Rispondo a tutte le obiezioni che mi sono state fatte in Parlamento sulla riforma e alle quali non ho replicato”, spiega il Ministro, che alla domanda se non è sminuire il Parlamento rispondere in un libro anzichè in aula, chiarisce: “Avrei risposto, ma si sarebbe riaperto il dibattito e si sarebbe andati alle calende greche. E non ci sarebbe stato tempo per l’altra riforma, sul premierato. Ma soprattutto il prossimo Csm in scadenza sarebbe stato rieletto con i vecchi criteri. E’ questo che terrorizza, non la separazione delle carriere, ma il sorteggio”. Ed alla domanda se si stanno scrivendo i decreti attuativi, risponde: “Sì. Ci vorrà tempo, anche per stabilire il paniere da cui estrarre i membri laici. Ma saremo pronti. Sarebbe assurdo che si votasse un nuovo Csm con le vecchie regole”. “In linea con la riforma – aggiunge – siamo aperti a tutti i contributi, anche dell’Anm”.

Il Ministro Nordio dice di non temere una dilatazione dei tempi pre-referendum: “La dilatazione dipende da una ragione tecnica – dice –. L’ha spiegato benissimo il costituzionalista Stefano Ceccanti. La norma attuale sul referendum può esser interpretata in modo diverso, e noi intendiamo evitare incertezze, ricorsi e polemiche. Perchè vogliamo che il clima non venga esacerbato, e il confronto si svolga in modo pacato e razionale”. Il Quirinale, sottolinea, “è sempre il nostro interlocutore più autorevole, soprattutto quando si tratta di argomenti così delicati. Ma in questo caso le nostre considerazioni sono state motivate dalla novità dell’iniziativa di raccolta di firme di privati cittadini”.

Poi, in merito ai quindici «volenterosi» che hanno depositato un nuovo quesito referendario, dichiara: “E’ stata una iniziativa inattesa perchè il quesito è molto semplice: un sì o un no a una riforma, senza possibilità di modifiche. E poichè era stato chiesto proprio da noi, e la Cassazione l’aveva dichiarato ammissibile, non se ne vedeva la ragione”. Alla domanda se sospetta una regia politica occulta, risponde: “Non lo so. So soltanto che l’iniziativa è superflua. Il quesito non si può cambiare”. “La rivoluzione digitale – aggiunge – non si fa in un batter d’occhio, e noi siamo compressi entro tempi estremamente ristretti, disposti dal precedente governo, per accedere ai contributi del Pnrr. Ma dopo le prime difficoltà siamo in dirittura d’arrivo”. E su quando finiranno i disagi, dice: “Nel processo civile siamo già a posto. In quello penale entro marzo sarà risolta la criticità sui provvedimenti cautelari, ed entro giugno quella sulle intercettazioni. Perfettamente in linea con gli obiettivi imposti dal Pnrr”. Poi, in merito all’osservazione se non sarebbe opportuno abbassare i toni, commenta: “Mi hanno dato del piduista, del mafioso, del demolitore della Costituzione. Finchè lo fa la politica lo accetto, prima di entrare in Aula faccio training autogeno per evitare che la pressione mi schizzi a 200, ma se lo fanno magistrati no. Allora Barbera, Vassalli e Cassese sono tutti piduisti? La riforma non stravolge la Costituzione e tantomeno è punitiva, ma è la logica conseguenza del processo penale voluto da Vassalli. Conferirvi un significato politico è assolutamente improprio, e pericoloso soprattutto per la magistratura. Per questo auspico un dibattito aperto, e, per quanto acceso, nei limiti della ragionevolezza”.

– foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Nordio “Referendum su giustizia dopo metà marzo, Anm teme confronto”

ROMA (ITALPRESS) – In merito al referendum sulla Giustizia “la data non è stata ancora fissata” e si voterà “presumibilmente nella seconda metà di marzo”. Così, in una intervista al Corriere della Sera, il ministro Carlo Nordio, che aggiunge: “Siamo convinti che più informiamo gli elettori su contenuto e importanza di questa riforma, più li porteremo alle urne, e con risultati positivi”. Anche se il faccia a faccia con l’Anm ancora non c’è stato. “E’ l’Anm che ha detto no – sottolinea Nordio -. Io ho chiesto un confronto ‘uno a unò. Prima ha rifiutato il presidente Parodi. Poi il segretario Maruotti e poi tutti gli altri. Dicendo, dapprima, che non volevano buttarla in politica. Poi, siccome avevano partecipato a dibattiti con politici hanno corretto il tiro: dicendo che va bene discuterne con altri politici, ma non con esponenti di governo. Se non vengono vuol dire che hanno paura del confronto con me”.
“L’Anm – aggiunge il Ministro – ha costituito un comitato per il No, e questo è stato di per sè un atto politico. Tuttavia ha rifiutato un confronto con me, con la motivazione che non vuole attribuirvi un significato politico, e questa è già una contraddizione. Presumo, e auspico, che per coerenza non si confronti con nessun altro esponente di partito, altrimenti significherebbe che teme un dibattito pubblico con il ministro della Giustizia. Per conto mio ho già detto che sono pronto, anche domani”.
Intanto, sta per uscire un libro di Nordio sul referendum: “Rispondo a tutte le obiezioni che mi sono state fatte in Parlamento sulla riforma e alle quali non ho replicato”, spiega il Ministro, che alla domanda se non è sminuire il Parlamento rispondere in un libro anzichè in aula, chiarisce: “Avrei risposto, ma si sarebbe riaperto il dibattito e si sarebbe andati alle calende greche. E non ci sarebbe stato tempo per l’altra riforma, sul premierato. Ma soprattutto il prossimo Csm in scadenza sarebbe stato rieletto con i vecchi criteri. E’ questo che terrorizza, non la separazione delle carriere, ma il sorteggio”. Ed alla domanda se si stanno scrivendo i decreti attuativi, risponde: “Sì. Ci vorrà tempo, anche per stabilire il paniere da cui estrarre i membri laici. Ma saremo pronti. Sarebbe assurdo che si votasse un nuovo Csm con le vecchie regole”. “In linea con la riforma – aggiunge – siamo aperti a tutti i contributi, anche dell’Anm”.
Il Ministro Nordio dice di non temere una dilatazione dei tempi pre-referendum: “La dilatazione dipende da una ragione tecnica – dice -. L’ha spiegato benissimo il costituzionalista Stefano Ceccanti. La norma attuale sul referendum può esser interpretata in modo diverso, e noi intendiamo evitare incertezze, ricorsi e polemiche. Perchè vogliamo che il clima non venga esacerbato, e il confronto si svolga in modo pacato e razionale”. Il Quirinale, sottolinea, “è sempre il nostro interlocutore più autorevole, soprattutto quando si tratta di argomenti così delicati. Ma in questo caso le nostre considerazioni sono state motivate dalla novità dell’iniziativa di raccolta di firme di privati cittadini».
Poi, in merito ai quindici «volenterosi» che hanno depositato un nuovo quesito referendario, dichiara: “E’ stata una iniziativa inattesa perchè il quesito è molto semplice: un sì o un no a una riforma, senza possibilità di modifiche. E poichè era stato chiesto proprio da noi, e la Cassazione l’aveva dichiarato ammissibile, non se ne vedeva la ragione”. Alla domanda se sospetta una regia politica occulta, risponde: “Non lo so. So soltanto che l’iniziativa è superflua. Il quesito non si può cambiare”. “La rivoluzione digitale – aggiunge – non si fa in un batter d’occhio, e noi siamo compressi entro tempi estremamente ristretti, disposti dal precedente governo, per accedere ai contributi del Pnrr. Ma dopo le prime difficoltà siamo in dirittura d’arrivo”. E su quando finiranno i disagi, dice: “Nel processo civile siamo già a posto. In quello penale entro marzo sarà risolta la criticità sui provvedimenti cautelari, ed entro giugno quella sulle intercettazioni. Perfettamente in linea con gli obiettivi imposti dal Pnrr”. Poi, in merito all’osservazione se non sarebbe opportuno abbassare i toni, commenta: “Mi hanno dato del piduista, del mafioso, del demolitore della Costituzione. Finchè lo fa la politica lo accetto, prima di entrare in Aula faccio training autogeno per evitare che la pressione mi schizzi a 200, ma se lo fanno magistrati no. Allora Barbera, Vassalli e Cassese sono tutti piduisti? La riforma non stravolge la Costituzione e tantomeno è punitiva, ma è la logica conseguenza del processo penale voluto da Vassalli. Conferirvi un significato politico è assolutamente improprio, e pericoloso soprattutto per la magistratura. Per questo auspico un dibattito aperto, e, per quanto acceso, nei limiti della ragionevolezza”.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Miami non si ferma e batte anche Detroit nella notte Nba, ok Boston e Philadelphia

ROMA (ITALPRESS) – Non si ferma la corsa dei Miami Heat, che salgono alla quarta vittoria di fila battendo anche la capolista della Eastern Conference. Nella notte Nba, infatti, i Detroit Pistons si fanno sorprendere in casa e cadono per 112-118 sotto i colpi di uno scatenato Norman Powell, che totalizza 36 punti con 7/14 da tre. Ai Pistons, che avevano toccato il -22 portandosi poi a -2 a meno di un minuto sul cronometro, non basta la tripla doppia sfiorata da Cade Cunningham (31-8-11) per evitare il terzo stop nelle ultime quattro partite. Rimanendo a Est, vincono anche i Boston Celtics, a cui basta un parziale da 6-16 nell’ultimo quarto per accelerare e fare propria una partita fino a quel momento equilibrata contro i Sacramento Kings, a cui non bastano i 25 punti di DeMar DeRozan. Per i Celtics, decisiva la doppia doppia di Jaylen Brown, uscito nel finale per il sesto fallo, che con 29 punti e 10 rimbalzi contribuisce al 106-120 finale. Vittoria esterna anche per i Philadelphis 76ers, che non hanno particolari problemi a battere 108-123 i Dallas Mavericks, alla quarta sconfitta consecutiva ma che, quantomeno, vedono il ritorno di Anthony Davis.

Tyrese Maxey si conferma l’uomo in più dei Sixers, mettendo a referto 34 punti, 8 rimbalzi e 10 assist, a cui si aggiungono i 23 punti del rookie VJ Edgecombe. Passando a Ovest, prosegue la marcia degli Houston Rockets, che strapazzano i Brooklyn Nets imponendosi per 96-120 grazie a Kevin Durant, che da ex di serata sfodera una prestazione da 22 punti e 11 assist, mentre Amen Thompson aggiunge altri 23 punti con l’83% dal campo (10/12). Ai Nets non bastano i 21 punti di Cam Thomas dalla panchina. A completare il quadro della notte è la vittoria casalinga dei Los Angeles Clippers, che faticano un po’ più del previsto per battere gli Utah Jazz con diverse assenze; 118-101 il risultato finale grazie all’accelerata nell’ultimo quarto (36/20) e, in generale, a un’altra ottima prestazione di Kawhi Leonard, autore di 45 punti e 7 rimbalzi.

– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

Milano-Cortina 2026, Malagò “Con la cerimonia d’apertura renderemo omaggio al nostro Paese”

MILANO (ITALPRESS) – “La cerimonia d’apertura sarà una celebrazione del grande spirito italiano: un racconto di bellezza, creatività e identità che il mondo ci invidia. Sul palco, protagonisti straordinari, da Mariah Carey a Matilda De Angelis, da Pierfrancesco Favino a Sabrina Impacciatore. Con orgoglio annunciamo anche la presenza di Laura Pausini, simbolo planetario della nostra musica. Siamo certi che, al cospetto del presidente Mattarella, sapremo rendere omaggio al nostro Paese in una serata indimenticabile”. Lo ha dichiarato il presidente della Fondazione Milano-Cortina Giovanni Malagò, in un’intervista a Repubblica a poco più di un mese dalla cerimonia inaugurale dei Giochi in programma in Italia. Presidente del Coni fino a pochi mesi fa, non è riuscito ad arrivare a questo appuntamento con le due cariche. “Non pensavo a un quarto mandato, no, ma fino a due mesi dalle elezioni, nell’aprile scorso, ero certo di una proroga. La politica ha scelto diversamente, non mi è sembrata una grande idea” prosegue Malagò. E sempre la politica aveva scelto diversamente anche in occasione della possibile candidatura di Roma per l’edizione del 2024 poi organizzata a Parigi. Ora Milano Cortina è un esame di credibilità per tutto il sistema Italia.

“Queste Olimpiadi nascono da quel no. Nel sostenere la candidatura di Tokyo 2020 avevo tessuto una rete di relazioni e consensi che avrebbe spianato la strada all’Italia nel 2024. Poi sapete com’è andata. Ci sta dire no alle Olimpiadi, prima di correre. Noi però avevamo portato la barca in mezzo al fiume e siamo tornati indietro. È stato uno sgarbo alla capitale di cui il Coni è rimasto vittima. Allora ci siamo chiesti: come possiamo ridare prestigio e dignità al Paese? È nato così il dossier 2026 a cui abbiamo lavorato io, Diana Bianchedi, Anna Di Luca e Danilo Di Tommaso. Milano da sola non ce l’avrebbe fatta. Il Piemonte e Torino hanno fatto la scelta autolesionista di andare da soli, il Veneto e Cortina sono stati rapidi nel cogliere l’occasione. Eccoci qui: Milano Cortina”. Sulle possibili medaglie dell’Italia, Malagò risponde di chiedere al presidente del Coni Luciano Buonfiglio, aggiungendo che “puntiamo alla doppia cifra con un 2 davanti. Ma nelle discipline invernali le variabili sono tante”.

E sul suo futuro dopo i Giochi, Malagò aggiunge: “Ho un’azienda da seguire, ho impegni nel terzo settore, ho affetti trascurati in questi anni a cui voglio dedicarmi. Non ho l’obbligo di fare qualcosa per forza. Tornare in campo per candidare Roma per il 2036 o 2040? Mi auguro che i rappresentanti del Paese vorranno ascoltare le mie idee sul punto. Per i Giochi del 2036 vedo quattro o cinque candidature più forti. Roma 2040 avrebbe più possibilità. Ma è prematuro parlarne ora”.

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Milano-Cortina 2026, Coventry “L’Italia ospiterà un’edizione da cui imparare molto”

MILANO (ITALPRESS) – “Ricordate l’atmosfera incredibile di Parigi 2024? Ecco, in Italia, tra un mese, mi aspetto qualcosa di simile. Voi italiani mettete una passione unica nello sport e le vostre montagne saranno un fondale bellissimo. Le discipline invernali sono nate sulle vette europee. Sarà un’edizione olimpica da cui imparare molto”. Ne è convinta Kirsty Coventry, presidente del Cio, intervistata dal Corriere della Sera a poco più di un mese dalla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Milano-Cortina. “Entriamo in una fase diversa: la nuova normalità è quella dei Giochi sparsi sul territorio. I dati che raccoglieremo in Italia, sentendo gli stakeholders, ci indirizzeranno per il futuro. Se ci saranno da apportare correzioni, naturalmente, lo faremo”. Due città, Milano e Cortina, due cerimonie, due bracieri. “Il Comitato organizzatore, in questo, ha avuto libertà assoluta. Dal mio punto di vista, io sono grata che ci sia una cerimonia per gli atleti anche a Cortina: più piccola, con costi contenuti, ma in grado di far partecipare tutti alla grande festa, sapendo che il cuore dell’inaugurazione sarà Milano. Come ex atleta, dico: è importante che lo spirito olimpico lo vivano tutti. È nel diritto dell’Italia decidere come proporre al mondo i propri simboli e la propria cultura” ha detto la 42enne dirigente di Harare, due volte campionessa olimpica nei 200 dorso.

Sulla questione del bob, che alla fine è rimasto a Cortina con la riqualificazione della pista Monti, ha aggiunto: “Il Cio aveva chiesto che non fosse costruito un impianto nuovo. Vale come raccomandazione, poi il Paese ha il diritto di muoversi come vuole. La pista Monti sarà una delle eredità dell’Olimpiade. I test event dimostrano che si è lavorato bene”. E sui quattro portabandiera italiani, Coventry afferma che il Cio non è rimasto sorpreso da questa idea. “La nostra richiesta era la parità di genere introdotta a Tokyo 2020: un uomo e una donna. Due alfieri a Milano e due a Cortina ci sono parsi una buona idea. Più atleti vengono coinvolti, meglio è. Io sono stata portabandiera dello Zimbabwe due volte: è un’esperienza che ricordo con enorme orgoglio”. Il 19 novembre scorso l’assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione sulla tregua olimpica per Milano-Cortina: crede verrà rispettata? Ha un canale di comunicazione aperto con i presidenti Putin e Netanyahu? “Il canale è aperto con i Comitati olimpici di Russia e Israele” conclude la numero uno del Cio, confermando la partecipazione di atleti neutrali a titolo individuale.

– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).