sabato, Maggio 9, 2026
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Scossa di magnitudo 3.1 ai Campi Flegrei

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.1 è stata registrata alle 3:23 di questa notte in provincia di Napoli, ai Campi Flegrei. Secondo i rilevamenti dell’Ingv il sisma ha avuto ipocentro a soli 2 chilometri di profondità ed epicentro a 5 km da Pozzuoli. La scossa è stata seguita un minuto dopo da una replica di magnitudo 2.9. Non si segnalano danni a persone o cose. (ITALPRESS).
-Foto: Ingv-

 

Maduro davanti al giudice di Manhattan, proteste e incertezza strategica di Trump scuotono il mondo

di Stefano Vaccara

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Nicolás Maduro è comparso lunedì davanti a un tribunale federale di Manhattan per affrontare le accuse federali statunitensi di narcoterrorismo, traffico internazionale di droga e possesso di armi. La brevità formale dell’udienza – poco più di trenta minuti davanti al giudice Alvin K. Hellerstein – ha contraddetto il suo enorme significato politico e diplomatico, mentre all’esterno del palazzo di giustizia si sono scontrate due fazioni contrapposte di manifestanti. Davanti al tribunale, gruppi con bandiere del Venezuela hanno innalzato slogan contro ciò che definiscono un “rapimento” e un atto di imperialismo, accusando gli Stati Uniti di voler punire un leader sovrano e di voler controllare le risorse venezuelane. In parallelo, centinaia di oppositori, anche loro con bandiere venezuelane. hanno salutato la sua comparizione in catene come un momento di responsabilità, invocando giustizia per anni di abusi di potere e presunte connivenze con i cartelli della droga. Le tensioni tra le due fazioni sono state contenute da forti misure di sicurezza: barriere metalliche, un ingente schieramento di agenti e percorsi separati per evitare scontri fisici. La scena di New York, con ambasciatori e attivisti osservatori internazionali tra le barricate, ha trasformato Lower Manhattan in un teatro simbolico di una crisi che va ben oltre il semplice procedimento giudiziario.

All’interno dell’aula, Maduro si è dichiarato non colpevole delle imputazioni federali e ha insistito nel definirsi “presidente del mio Paese”, sostenendo di essere stato “rapito” del suo paese e costretto davanti alla giustizia americana in condizioni che lui stesso ha descritto come ingiuste. La moglie, Cilia Flores, arrestata nello stesso blitz che ha portato alla cattura dei coniugi, ha espresso analoghe dichiarazioni di innocenza e ha riferito di lesioni subite durante la cattura. Il processo è solo all’inizio, e difficilmente un giudizio finale arriverà a breve: secondo esperti legali, la fase preliminare potrebbe durare mesi, tra mozioni della difesa, questioni procedurali e contestazioni sulla natura stessa dell’arresto; un giudizio di merito, se verrà celebrato, potrebbe richiedere oltre un anno.

Nella stessa mattinata della comparizione di Maduro, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si è riunito in seduta d’urgenza per discutere l’azione militare statunitense in Venezuela. Molti Paesi, guidati da Russia, Brasile, Colombia, Cuba e Messico, hanno condannato l’operazione come una violazione della Carta dell’ONU e della sovranità venezuelana, definendola un “crimine di aggressione”. Gli Stati Uniti e l’alleato dell’America Latina, l’Argentina, hanno difeso la mossa come misura legittima di law enforcement contro un leader considerato illegittimo. La riunione si è conclusa senza alcuna risoluzione vincolante, evidenziando le profonde divisioni internazionali sulla crisi.

Una delle incognite più grandi riguarda ora le strategie dell’amministrazione di Donald Trump, che ha già lasciato intendere che l’operazione contro Maduro non rappresenta un punto di arrivo ma l’inizio di una nuova fase più aggressiva della politica estera statunitense. Non è chiaro quanto sia realmente stabile e “ammansita” la leadership che ha preso il posto di Maduro a Caracas: Delcy Rodríguez, indicata come figura di transizione, ha alternato segnali di disponibilità a dialogare con Washington a richieste pubbliche per la liberazione dell’ex presidente, alimentando l’incertezza.

In più, l’amministrazione Trump ha evocato la possibilità di estendere la pressione ad altri Paesi. Il presidente ha parlato apertamente della possibilità di futuri interventi che coinvolgerebbero la Colombia, il Messico e persino la Groenlandia – territorio autonomo danese – suscitando reazioni contrarie da Bogotá e risposte caute da Città del Messico e Copenaghen. La prospettiva che gli Stati Uniti possano applicare nuovamente misure militari di vasta portata in America Latina ha profondamente allarmato i governi regionali e rafforzato il fronte critico all’interno delle Nazioni Unite.

La figura del giudice Hellerstein, 92 anni, è diventata anch’essa un elemento di interesse: nominato durante l’amministrazione Clinton, è conosciuto per la sua indipendenza e per non farsi influenzare da pressioni esterne. Secondo chi lo conosce, tende a gestire il proprio banco senza curarsi delle opinioni altrui e privilegia un ritmo di lavoro serrato, qualità che potrebbero influenzare la durata e la natura del procedimento contro Maduro.

Sul piano domestico statunitense, la comparizione di Maduro ha già scatenato reazioni politiche interne. Membri del Congresso di entrambi gli schieramenti hanno chiesto chiarimenti sulla pianificazione e sull’autorizzazione dell’operazione militare, con richieste di briefing formali da parte dell’esecutivo. Analisti legali hanno sollevato dubbi sulla mancanza di una chiara base di autodifesa o di autorizzazione del Consiglio di Sicurezza ONU, sottolineando l’eccezionalità di un capo di Stato straniero processato davanti alla giustizia americana. Fuori dall’aula di tribunale, le proteste continueranno prevedibilmente ad accompagnare ogni apparizione di Maduro e Flores, trasformando quel che avrebbe dovuto essere un procedimento giuridico in un fenomeno di portata geopolitica. L’arresto e il processo di Maduro restano al centro di un terremoto politico globale che va ben oltre le aule di Manhattan, segno che l’azione contro Caracas potrebbe segnare una nuova e imprevedibile fase nelle relazioni internazionali degli anni a venire.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Meloni invita alte cariche e opposizioni a una messa per vittime di Crans-Montana

ROMA (ITALPRESS) – Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha invitato ministri, alte cariche e i leader dell’opposizione a una messa a Roma per un momento di “unità nazionale” in memoria delle giovani vittime dell’incendio avvenuto la notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. Secondo quanto si apprende, la messa si terrà venerdì pomeriggio nella Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso.

“Le immagini dell’arrivo in Italia delle vittime della tragedia di Crans Montana hanno colpito profondamente tutti noi. In questo momento di grande dolore desidero esprimere ancora una volta il mio cordoglio alle famiglie delle vittime, che con dignità e forza stanno affrontando un momento devastante. A voi va la nostra più sincera vicinanza”, ha scritto Meloni in serata su Instagram.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Palermo, code al pronto soccorso di Villa Sofia. Schifani convoca il manager

PALERMO (ITALPRESS) – Al pronto soccorso di Villa Sofia, a Palermo, lunghe code con attese estenuanti per i pazienti. Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha quindi deciso di convocare con urgenza il direttore generale dell’azienda ospedaliera “Villa Sofia-Cervello”, Alessandro Mazzara (nella foto).
Secondo quanto apprende l’Italpress da fonti di Palazzo d’Orleans, il governatore ha fatto un richiamo forte nei confronti del manager dopo aver saputo dei disagi per l’utenza. Schifani avrebbe chiesto a Mazzara un report sulla situazione attuale e sui motivi che hanno portato a queste problematiche.
Inoltre il presidente della Regione si sarebbe riservato l’avvio di atti ispettivi, se necessario.
La decisione di Schifani potrebbe essere l’inizio di una serie di verifiche delle attività dei manager della sanità, a cominciare proprio dai controlli nei pronto soccorso. Anche al Policlinico di Palermo sarebbero emersi tempi lunghi di attesa.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

Palermo, code al pronto soccorso di Villa Sofia. Schifani convoca il manager

PALERMO (ITALPRESS) – Al pronto soccorso di Villa Sofia, a Palermo, lunghe code con attese estenuanti per i pazienti. Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha quindi deciso di convocare con urgenza il direttore generale dell’azienda ospedaliera “Villa Sofia-Cervello”, Alessandro Mazzara (nella foto).
Secondo quanto apprende l’Italpress da fonti di Palazzo d’Orleans, il governatore ha fatto un richiamo forte nei confronti del manager dopo aver saputo dei disagi per l’utenza. Schifani avrebbe chiesto a Mazzara un report sulla situazione attuale e sui motivi che hanno portato a queste problematiche.
Inoltre il presidente della Regione si sarebbe riservato l’avvio di atti ispettivi, se necessario.
La decisione di Schifani potrebbe essere l’inizio di una serie di verifiche delle attività dei manager della sanità, a cominciare proprio dai controlli nei pronto soccorso. Anche al Policlinico di Palermo sarebbero emersi tempi lunghi di attesa.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

Bologna, capotreno 34enne ucciso a coltellate nei pressi della stazione

BOLOGNA (ITALPRESS) – Un capotreno di 34 anni è stato ucciso a coltellate a Bologna, in una zona adiacente alla stazione. L’omicidio, secondo quanto si apprende, sarebbe avvenuto intorno alle 18.30, e il dipendente di Trenitalia non era in servizio. Sul posto la polizia ferroviaria, la squadra mobile e la polizia scientifica.

Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini esprime in una nota “affettuosa solidarietà alla famiglia della vittima e ai suoi colleghi”, ed è in costante contatto con le forze dell’ordine che stanno indagando. Salvini conferma “la propria determinazione per portare a 1.500 le donne e gli uomini in divisa di Fs Security per vigilare su treni e stazioni”. 

– Foto di repertorio Polizia di Stato –

(ITALPRESS).

Fatturato delle ferrovie China Railway supera i 1.000 mld di yuan nel 2025

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Lunedì la China State Railway Group Co. Ltd. (China Railway) ha dichiarato che il suo fatturato annuo nel settore dei trasporti ha raggiunto i 1.020,4 miliardi di yuan (circa 145 miliardi di dollari USA) nel 2025, superando per la prima volta la soglia di 1.000 miliardi di yuan e registrando un aumento su base annua del 3,1%.

L’operatore ferroviario nazionale ha attribuito i risultati a una disciplina di bilancio più rigorosa e a un miglior controllo dei costi, fattori che hanno portato a risparmi di bilancio pari a 19,7 miliardi di yuan.

La società ha inoltre rafforzato la propria posizione finanziaria, riducendo il rapporto debito/attivo di un punto percentuale, fino al 62,5% entro la fine del 2025.

China Railway ha affermato che nel 2026 continuerà a promuovere operazioni orientate al mercato e basate sulle leggi. La società continuerà a concentrarsi su priorità chiave quali la promozione della trasformazione e dello sviluppo delle attività non legate ai trasporti, e il mantenimento sotto stretto controllo delle spese non produttive.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

Schifani incontra parroco dello Zen, Regione finanzierà videosorveglianza

PALERMO (ITALPRESS) – “Dopo quanto accaduto, non può non esserci una risposta da parte delle istituzioni. Ho voluto essere qui non solo per esprimere la vicinanza mia e di tutta la Regione ma per ascoltare e trovare insieme soluzioni concrete”. Così il presidente, Renato Schifani, al suo arrivo alla chiesa di San Filippo Neri di Palermo, per esprimere solidarietà al parroco don Giovanni Giannalia e alla comunità dopo le intimidazioni delle ultime settimane. Schifani ha visitato i locali che nei giorni scorsi sono stati raggiunti da alcuni colpi di arma da fuoco e ha discusso le principali problematiche del quartiere con don Giannalia, alla presenza del comandante provinciale dei Carabinieri di Palermo, Luciano Magrini, e altri rappresentanti delle forze dell’ordine. “Le criticità possono essere affrontate soltanto con la collaborazione di tutti – ha detto il presidente – Per questo, intendo convocare un tavolo operativo che, mettendo insieme tutti gli enti coinvolti, a partire dal Comune, permetta di arrivare con concretezza e in tempi rapidi al potenziamento della videosorveglianza per la chiesa e, in generale, per il quartiere. Un contributo determinante, sotto questo aspetto, arriverà anche dalla “control room” che inaugureremo nei prossimi mesi”. Il presidente della Regione si è poi soffermato sulle iniziative a lungo termine per il quartiere: “Serve un intervento coraggioso, in termini di finanziamento e di progetti che possa mettere insieme rigenerazione urbana e sociale partendo dalle scuole e dalle infrastrutture”. Successivamente, Schifani ha visitato, accompagnato dal comandante Magrini, la stazione dei Carabinieri di San Filippo Neri incontrando i militari in servizio. “A nome di tutti i siciliani – ha detto – voglio ringraziarvi per il vostro impegno”. vbo/com/azn

(Fonte video: Regione Sicilia)