mercoledì, Giugno 17, 2026
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Alla Festa del Cinema il documentario “Corpo libero” sull’obesità

ROMA (ITALPRESS) – Iris ha una compagna invadente, da sempre con lei, in ogni fase della sua vita, fin dall’adolescenza: è l’obesità, una prigione da cui riesce ad evadere nel momento in cui impara a volersi bene, a cercare una strada per riprendere in mano la propria vita.
Marco, dopo una carriera sportiva agonistica, comincia a prendere peso, finchè non capisce che quel corpo gli impedisce di vivere la vita che vuole e trova il coraggio di chiedere aiuto e di prendersi cura della sua salute fisica e mentale.
Maria inizia a prendere peso dopo le gravidanze e non riesce più a perderlo; dopo molte diete e molti fallimenti si rivolge a uno specialista, iniziando un percorso di rinascita fatto di sforzi e sacrifici, che la porta nuovamente a stare bene con il suo corpo in salute.
Roberto si rifugia nel cibo quando i suoi genitori si separano: un evento che segna la sua adolescenza portandolo all’isolamento e alla solitudine. Ma quando nasce sua nipote qualcosa scatta dentro di lui: vuole ricominciare a vivere, e ci riesce, grazie a un supporto nutrizionale e psicologico.
Sono le storie di persone con obesità raccontate nel documentario Corpo libero, prodotto da Telomero Produzioni con il patrocinio dell’Associazione pazienti Amici Obesi e realizzato con il contributo non condizionante di Lilly, presentato in anteprima nell’ambito della ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma. Corpo libero è il primo documentario che affronta a 360 gradi la patologia obesità, raccontata sia dal punto di vista dei clinici che attraverso il percorso dei pazienti: quattro storie emblematiche di chi, passo dopo passo, si è allontanato dal proprio corpo, perdendo il contatto con il proprio benessere e la salute, per poi ritrovarsi e cercare una nuova connessione con sè stesso, riconquistando la libertà di vivere appieno, oltre le limitazioni che quel corpo un tempo imponeva.
“Conoscere i protagonisti di Corpo libero è stata un’esperienza di grande forza ed emozione – commentano Donatella Romani e Roberto Amato, Autori e Produttori di Telomero Produzioni, che hanno scritto e diretto il documentario – Le loro storie toccano profondamente e sono un esempio di come sia possibile liberarsi dal fardello dell’obesità, un peso che non è solo fisico ma anche legato allo stigma e al pregiudizio della società. Tanti racconti dolorosi, ma anche tante risate e un grande desiderio di condividere le proprie storie per incoraggiare chi ha problemi di peso a chiedere aiuto, a non chiudersi in sè stesso. Raccogliere le parole autentiche e intime di Iris, Marco, Maria e Roberto è stato un grande privilegio di cui li ringraziamo e dal quale portiamo con noi ricordi preziosi”.
Una narrazione che vuole andare al di là dei luoghi comuni associati all’obesità, vera e propria malattia cronica, complessa e multifattoriale, superando i confini della retorica per scrivere una semantica nuova, proiettata verso il domani.
«Collaborare alla realizzazione del documentario Corpo Libero ha significato rimettermi nuovamente in gioco. Era da tanto che non mi raccontavo e ogni volta riaffiorano sensazioni in gran parte negative, che ho chiuso in un cassetto della memoria: non si possono cancellare, ma almeno tentare sì – dichiara Iris Zani, Presidente di Amici Obesi e FIAO – Federazione Italiana Associazioni Obesità – Raccontare un vissuto ormai lontano significa dare speranza a chi, in questo momento, è convinto di non farcela e che nulla cambierà. Non è così. In questi anni ho capito che con “corpo libero” non si intende solo libero dal peso in eccesso, ma libero da pregiudizi, condanne e opinioni non richieste. Libero di non essere necessariamente conforme a tutti gli altri, ma in sintonia con sè stesso.
Ho imparato nel tempo a prendermi cura di questo corpo, a conviverci e a non contrastarlo più.
Un corpo libero. Credo che mettersi a nudo così possa aiutare più di tante parole».
Corpo libero è un racconto corale che vuole superare la grassofobia e incoraggiare le persone a intraprendere un percorso di cura che possa ridurre il rischio di andare incontro alle patologie correlate al sovrappeso e all’obesità e le aiuti a vincere lo stigma, l’isolamento e la paura di non farcela: alle voci dei pazienti si affiancano quelle degli specialisti, la professoressa Annamaria Colao e il dottor Edoardo Mocini, che spiegano i meccanismi biologici alla base dell’obesità e raccontano la grande rivoluzione terapeutica che può aiutare le persone alle prese con questa malattia cronica a ritrovare la propria salute.
Un tassello fondamentale nel percorso di riconoscimento e miglioramento nella gestione della patologia obesità è rappresentato dall’approvazione della Legge, prima nel mondo, che riconosce l’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante, inserendola nei LEA e rintroducendo una serie di misure concrete con l’obiettivo di alleggerire i costi ancora oggi molto elevati per i pazienti e sostenere in particolare le fasce di popolazione economicamente più fragili.
“La legge che riconosce l’obesità come patologia rappresenta un vero traguardo, sia sul piano politico che sociale – afferma la deputata Patrizia Marrocco a margine della proiezione del docufilm Corpo Libero – Come è emerso chiaramente anche oggi, l’obesità ha un impatto profondo sulla vita e sulla salute dei pazienti. Siamo pienamente consapevoli della crescente portata di questa patologia e della complessità della sfida che essa comporta. Per questo, oltre al riconoscimento formale, stiamo già lavorando per rafforzare le risorse previste, che devono necessariamente essere ampliate per rispondere in modo concreto e adeguato alle esigenze dei pazienti, garantendo l’accesso alle cure”.
“Cala il sipario sullo stigma: l’obesità non è più un problema di immagine o di volontà, ma una condizione di salute che merita cura e rispetto – dichiara Federico Villa, Associate Vice President Corporate Affairs & Patient Access Italy HUB di Lilly – La recente approvazione in Italia della prima legge al mondo che riconosce l’obesità come patologie recidivante e refrattaria è il compimento di un percorso già tracciato da anni a livello scientifico, che oggi prende forma anche da un punto di vista istituzionale e regolatorio. Il documentario Corpo Libero si inserisce in questo contesto come un contributo importante al percorso di riconoscimento e sensibilizzazione sulla patologia che stiamo portando avanti insieme a tutti gli attori del sistema salute, con l’obiettivo di promuovere una corretta informazione sull’obesità e favorire una maggiore consapevolezza non solo tra i pazienti, ma nell’opinione pubblica nel suo complesso”.
Lo storytelling del documentario è accompagnato con riflessioni intime e potenti dalla “voce narrante” di Stefania Rocca, attrice icona del cinema italiano. Dopo l’anteprima della Festa del Cinema di Roma, a novembre il documentario Corpo libero sarà disponibile in streaming su La7 e Amazon Prime Video.
-foto ufficio stampa Lilly –
(ITALPRESS).

Poche chance per Sinner di tornare numero 1 a fine 2025, Musetti “vede” le Finals: il ranking Atp aggiornato

ROMA (ITALPRESS) – La semifinale all’ATP 500 di Vienna mantiene Lorenzo Musetti in una posizione favorevole per raggiungere la prima qualificazione alle Nitto ATP Finals. Ottavo nella PIF ATP Live Race To Turin, l’azzurro ha aumentato a 440 punti il suo vantaggio su Felix Auger-Aliassime a due settimane dall’appuntamento di fine stagione, alla Inalpi Arena di Torino dal 9 al 16 novembre. Quattro i posti già assegnati in singolare – a Carlos Alcaraz, Jannik Sinner, Zverev e Novak Djokovic -, quattro i partecipanti ancora da definire. Taylor Fritz, Ben Shelton, Alex de Minaur e Musetti occupano attualmente queste posizioni, mentre Auger-Aliassime, Casper Ruud e Daniil Medvedev guidano il gruppo degli inseguitori. Restano da disputare l’ultimo Masters 1000, a Parigi, e i due ATP 250 ad Atene e Metz della prossima settimana. Musetti potrebbe anche entrare nella storia del tennis italiano: infatti, mai prima d’ora due tennisti azzurri si sono qualificati per le Finals nello stesso anno in singolare. Nel 2021 Matteo Berrettini si ritirò dopo il primo set del primo incontro per infortunio agli addominali, e venne poi sostituito da Sinner come riserva.

Anche Shelton punta a debuttare a Torino mentre Fritz, semifinalista a Torino nel 2022 e finalista nel 2024, punta alla sua terza partecipazione alle Nitto ATP Finals. Se entrambi dovessero farcela, la prossima sarebbe la prima edizione delle Nitto ATP Finals dal 2006 con due statunitensi al via (gli ultimi furono Andy Roddick e James Blake). De Minaur spera di tornare a Torino per la seconda stagione consecutiva e potrebbe affrontare Fritz in un quarto di finale cruciale a Parigi. Nonostante la vittoria a Vienna, restano davvero poche le chances di Jannik Sinner di chiudere il 2025 al primo posto del ranking mondiale, come ha ammesso l’azzurro. “Finire l’anno da numero 1? Quasi impossibile, ma resta una grande stagione”, ha detto a Vienna. Vincendo a Parigi l’ultimo Masters 1000 della stagione e a Torino le Nitto ATP Finals da imbattuto, arriverebbe al massimo a quota 11.500 punti. Alcaraz parte da una base sicura di 11.050 punti, ovvero 450 in meno di Sinner. Se lo spagnolo dovesse arrivare in finale, chiuderebbe già il discorso e si garantirebbe la certezza di essere il numero 1 a fine 2025.

Questa la top ten della nuova classifica Atp:

1. Carlos Alcaraz (Esp) 11.340 (–)
2. Jannik Sinner (Ita) 10.500 (–)
3. Alexander Zverev (Ger) 6.160 (–)
4. Taylor Fritz (Usa) 4.685 (–)
5. Novak Djokovic (Srb) 4.580 (–)
6. Alex De Minaur (Aus) 3.935 (+1)
7. Ben Shelton (Usa) 3.820 (-1)
8. Lorenzo Musetti (Ita) 3.685 (–)
9. Casper Ruud (Nor) 3.235 (+2)
10. Felix Auger-Aliassime (Can) 3.195 (+2)

Così gli altri italiani:

23. Flavio Cobolli 1.975 (-1)
27. Luciano Darderi 1.624 (-1)
45. Lorenzo Sonego 1.130 (–)
61. Matteo Berrettini 905 (-2)
66. Matteo Arnaldi 883 (+2)
76. Mattia Bellucci 783 (+1)
81. Luca Nardi 747 (+2)
132. Francesco Passaro 480 (+7)
140. Andrea Pellegrino 446 (+3)
150. Matteo Gigante 407 (–)

PAOLINI SCENDE ALL’OTTAVO POSTO

Diverse variazioni in chiave tricolore nella classifica mondiale femminile pubblicata stamane dalla Wta dopo la conclusione del WTA 500 di Tokyo e del WTA 250 di Guangzhou. Anche questa settimana sono due le azzurre tra le prime cento. Leader tricolore è ancora Jasmine Paolini: la 29enne di Bagni di Lucca perde però due posizioni e scende all’ottavo posto. Alle sue spalle, grazie ai quarti a Guangzhou, risale sei gradini Elisabetta Cocciaretto, ora 89esima. Perde invece 14 posti invece Lucia Bronzetti, alla quale la mancata conferma della semifinale sul cemento cinese raggiunta lo scorso anno costa l’uscita dalla top cento: la romagnola è ora 105esima. La finale nel WTA 125 di Rovereto regala invece un balzo di dodici posizioni a Lucrezia Stefanini, 140esima. Fa un passo avanti Nuria Brancaccio, che sale al numero 150 e sigla un nuovo “best”: la 25enne di Torre del Greco precede un’altra giocatrice che firma il primato personale questa settimana grazie agli ottavi a Rovereto, Silvia Ambrosio, 203esima. Sempre gli ottavi sul veloce indoor regalano nove posizioni alla giovanissima Tyra Caterina Grant: la 17enne romana è 209esima.

Al comando del ranking mondiale c’è sempre Aryna Sabalenka, per la 54esima settimana consecutiva (la 62esima complessiva: lo era stata già dall’11 settembre al 5 novembre 2023): la 27enne di Minsk, regina bis a New York, mantiene più o meno invariato – 1.675 punti – il vantaggio sulla campionessa di Wimbledon, Iga Swiatek. La 24enne di Varsavia, ex numero uno del mondo, aveva perso la leadership un anno fa dopo 125 settimane complessive (le ultime 50 consecutive). Sul terzo gradino del podio c’è la vincitrice del Roland Garros, la statunitense Coco Gauff, staccata ora di 1.632 punti dalla polacca. La 21enne di Atlanta precede le due connazionali Amanda Anisimova, quarta, e Jessica Pegula, stabile al quinto posto. Alle spalle della 31enne di Buffalo risale Elena Ribakina, che grazie alla semifinale a Tokyo si riprende la sesta poltrona. Fa un passo avanti anche Madison Keys, trionfatrice in Australia, ferma però da diverse settimane, ora settima, subito davanti a Jasmine Paolini, che perde due posizioni ed è ottava. Stabile al nono posto la 18enne russa Mirra Andreeva davanti alla connazionale Ekaterina Alexandrova, decima, chE chiude l’elite mondiale.

Questa la top ten della nuova classifica Wta:

1. Aryna Sabalenka (Blr) 9.870 (–)
2. Iga Swiatek (Pol) 8.195 (–)
3. Coco Gauff (Usa) 6.563 (–)
4. Amanda Anisimova (Usa) 5.887 (–)
5. Jessica Pegula (Usa) 5.183 (–)
6. Elena Rybakina (Kaz) 4.350 (+1)
7. Madison Keys (Usa) 4.335 (+1)
8. Jasmine Paolini (Ita) 4.325 (-2)
9. Mirra Andreeva (Rus) 4.319 (–)
10. Ekaterina Alexandrova (Rus) 3.375 (–)

Così le altre italiane:

89. Elisabetta Cocciaretto 822 (+6)
105. Lucia Bronzetti 731 (-14)
140. Lucrezia Stefanini 544 (+12)
150. Nuria Brancaccio 491 (+1)
203. Silvia Ambrosio 356 (+9)
209. Tyra Caterina Grant 350 (+9)
212. Camilla Rosatello 348 (-2)
239. Jessica Pieri 304 (+15)
295. Nicole Fossa Huergo 226 (-26)

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Covid e influenza pericoli per bronchi e polmoni, l’importanza dei vaccini

ROMA (ITALPRESS) – Con l’arrivo dell’autunno bronchi e polmoni diventano più che mai bersaglio di diverse patologie: il clima più rigido, l’aumento dell’umidità e la permanenza in ambienti chiusi favoriscono infatti la diffusione di virus e batteri responsabili di bronchiti, polmoniti e riacutizzazioni della Bpco, la broncopneumopatia cronica ostruttiva. Nella brutta stagione cresce anche il rischio di infezioni virali come l’influenza e il Covid-19, che possono colpire in modo più severo le persone con malattie croniche o con difese immunitarie ridotte. “I primi freddi diminuiscono le capacità del sistema immunologico di difenderci da potenziali aggressori quali ad esempio i virus, che in questa stagione girano con frequenza nettamente maggiore rispetto alla primavera e all’estate”, ha dichiarato Stefano Centanni, professore ordinario di Pneumologia presso l’Università di Milano, intervistato da Marco Klinger per Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress.

Centanni si sofferma poi sull’importanza dei vaccini: “Questa nuova variante del Covid-19 è molto infettiva, anche se dà sintomi meno significativi rispetto a quelli terrificanti di alcuni anni fa: quelli di oggi sono raffreddore, raucedine, tosse, febbre, mal di gola e senso di stanchezza. Un raffreddore a una persona sana e giovane dà sintomi banali, ma nei pazienti con broncopatia cronico-ostruttiva può essere occasione per una riacutizzazione della malattia e un peggioramento delle condizioni cliniche: quest’anno sembra che i sintomi dell’influenza siano abbastanza importanti, dunque la vaccinazione dovrebbe assolutamente essere fatta e dobbiamo tutti impegnarci a sostenere le campagne vaccinali soprattutto per malati cronici e anziani”. Nei casi di questi ultimi, aggiunge, “queste infezioni possono anche andare incontro a problemi più grossi quali le polmoniti: le condizioni di un paziente fragile peggiorano in maniera importante quando aumenta la tosse e inizia a mancare il respiro. È molto importante che siano soprattutto questi soggetti a vaccinarsi: non possiamo pensare a un nuovo isolamento sociale per impedire la diffusione dell’influenza, del Covid o del virus respiratorio sinciziale, ma i soggetti anziani e fragili quando vanno in ambienti molto densi di popolazione come metropolitane dovrebbero indossarla”.

L’ultima parte della riflessione di Centanni è dedicata alla fase di riabilitazione: “Tenersi attivi anche camminando è estremamente significativo a tutte le età, per tenere in attività masse muscolari importanti come quelle delle gambe: l’allenamento degli arti inferiori nei programmi di riabilitazione è fondamentale, ma bisogna evitare le zone di massimo inquinamento; altrettanto importante è l’uso di cibi come frutta e verdure, che contengono molte sostanze antiossidanti”.

– foto tratta da video Medicina Top –

(ITALPRESS).

Tassa di soggiorno, oltre 1,1 mld nel 2025 per i Comuni

NAPOLI (ITALPRESS) – Il turismo sta diventando una fonte economica sempre più importante per l’intera nazione. L’analisi di Gianni Lepre.
fsc/azn

Spike Lee al Torino Film Festival, presenterà “Highest 2 Lowest”

TORINO (ITALPRESS) – Una delle voci più influenti e rivoluzionarie del cinema contemporaneo – e vincitore dei più prestigiosi premi cinematografici mondiali, tra cui due Oscar – Spike Lee parteciperà al 43° Torino Film Festival, in programma dal 21 al 29 novembre prossimi. Il regista, sceneggiatore, produttore e attore statunitense presenterà in anteprima nazionale il suo ultimo lavoro, Highest 2 Lowest, e riceverà la Stella della Mole per il suo contributo all’arte cinematografica. Con uno stile inconfondibile e una carriera costellata da opere che hanno ridefinito il linguaggio del cinema stesso, come Fa’ la cosa giusta, Inside Man e BlacKkKlansman, Spike Lee ha acceso il dibattito sui più importanti temi sociali e politici, lasciando un’impronta indelebile nella storia del cinema internazionale. Highest 2 Lowest, la sua nuova opera che segna la quinta collaborazione tra il regista e Denzel Washington, riconferma ancora una volta la sua capacità di raccontare l’America contemporanea con sguardo critico, poetico e visivamente potente.

“Consegnare la Stella della Mole a Spike Lee significa celebrare un pioniere: il primo grande regista afroamericano ad aver portato la sua voce radicale e inconfondibile nel cuore del cinema mainstream mondiale, mantenendone intatta la forza – ha detto Giulio Base, Direttore del Torino Film Festival -. Nei suoi film convivono rigore e passione, politica e musica, rabbia e poesia. Nelle volte in cui l’ho incontrato, dietro l’autore immenso ho trovato un uomo dalla simpatia luminosa, capace di accoglierti con una risata franca: un maestro che sa unire profondità e leggerezza”. La Stella della Mole è il riconoscimento cinematografico assegnato a figure di spicco del cinema internazionale, che hanno dato contributi significativi al mondo della settima arte. Una celebrazione del cinema d’autore e della creatività artistica che onora chi ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama cinematografico mondiale.

Il Torino Film Festival è realizzato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino e si svolge con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT.

– foto ufficio stampa Museo Nazionale del Cinema di Torino –

(ITALPRESS).

Schifani “Sicilia crocevia del Mediterraneo e ponte tra Europa e Africa”

PALERMO (ITALPRESS) – “Ringrazio i componenti dell’Assemblea parlamentare della NATO presenti oggi a Palermo, per l’attenzione che hanno voluto esprimere partecipando personalmente a questa importante iniziativa di rilievo internazionale che si tiene nella prestigiosa sede che ospita il Parlamento dei Siciliani, le cui radici affondano nell’antica storia del Mediterraneo”. Così il presidente della Regione Renato Schifani nel suo discorso in occasione della visita congiunta in Sicilia e a Lampedusa della Commissione Democrazia e Sicurezza, della Sottocommissione sui Partenariati e del Gruppo Speciale Mediterraneo e Medio Oriente dell’Assemblea parlamentare della NATO. “Un Parlamento che costituisce la testimonianza indelebile della tensione verso l’autogoverno del nostro popolo e che oggi è qui rappresentato dal Suo Presidente, Galvagno al quale va il mio Saluto come a tutte la Autorità civili e militari che onorano con la loro presenza questo prestigioso incontro – continua Schifani – Un cordiale benvenuto a tutti i vertici ed ai componenti qui riuniti dell’Assemblea parlamentare della NATO, ed in particolare a l’onorevole Lorenzo Cesa che ne guida la Delegazione italiana. La presenza della Commissione Democrazia e Sicurezza, della Sottocommissione sui Partenariati e del Gruppo Speciale Mediterraneo e Medio Oriente dell’Assemblea parlamentare della NATO costituiscono il riconoscimento dell’attenzione al ruolo geostrategico che la Vostra prestigiosa Istituzione riconosce alla Sicilia nell’area Mediterranea allargata. Un ruolo che se poggia su antiche fondamenta storiche trova rinnovati elementi di centralità, e che è chiamato a confrontarsi con la persistenza di vecchi e nuovi conflitti, con le crescenti dinamiche migratorie, ma anche con straordinarie opportunità di crescita e di sviluppo per il Mediterraneo di domani”.

“Mi è stato affidato il compito di illustrare il ruolo della Sicilia nel Mediterraneo. Piuttosto che un’analisi compiuta, incompatibile con i limiti di una prolusione, preferisco ricorrere all’analisi di alcune direttrici come di talune tendenze in atto – dice Schifani – La Sicilia ha assunto nella storia millenaria del Mediterraneo il ruolo di crocevia, luogo di incontro, scontro, ma anche d’interazione tra culture e civiltà, etnie e religioni. Alcune recenti letture di questa risalente centralità mediterranea della nostra Isola hanno offerto una sintesi efficace, sottolineando la connessione con gli snodi propulsivi: “Gateway” (Porta d’accesso) tra Oriente e Occidente e “stepping stone” (trampolino di lancio) dell’Europa verso l’Africa, esaltandone il ruolo di cerniera piuttosto che di frontiera. Anche se non può sottacersi che in questo dinamismo è stata la Sicilia, purtroppo, che ha sovente oscillato tra l’esser crocevia o scivolare verso l’isolamento. Il Mediterraneo ha indotto letterati, storici, geografi, filosofi e antropologi a perimetrarne lo spazio, definirne le identità plurali, individuarne le multiformi caratteristiche, conoscerne la poliedrica morfologia, le ampie cesure e le spesso tumultuose dinamiche interne”.

“Dal Mediterraneo – prosegue il presidente della Regione – sono passate gran parte delle vicende dell’umanità, in una sorta di coagulo millenario di storia e mito, memorie e utopie. Il mare che costituisce l’asse della storia del mondo, l’ombelico della terra attorno al quale erano collocati i grandi Stati della storia antica (Hegel). Il mare di civiltà descritto da Braudel, che si alimenta dell’interscambio fra culture e religioni in cui più viva, polisemica e plurilinguistica, è cresciuta e si è sviluppata la presenza umana da tempo immemorabile (Ferrarotti), tuttavia oggi muta prospettiva sotto la spinta delle grandi trasformazioni economico-sociali e demografiche, della pressione migratoria, delle opportunità delle connessioni energetiche e digitali, della esigenze di una tutela condivisa dell’ecosistema e della biodiversità che non hanno eguali nell’intero globo. È ormai diffusa la consapevolezza che l’Africa a breve supererà i due miliardi di abitanti, con la più bassa età media e con il più alto livello di povertà, ma anche che in quel Continente siano presenti il 50% delle risorse minerarie mondiali, il 50% delle terre coltivabili, il 60% delle acque potabili, mentre l’Europa pur ricca ed avanzata, invecchia e non riesce a superare dicotomie e divari interni, nonostante gli auspici di uno sviluppo armonioso posti a fondamento dell’edificio europeo”.

“I dati che abbiamo sinteticamente richiamato possono condurre ad uno scontro dalle conseguenze devastanti, o piuttosto, come ritengo, indurre ad un confronto intelligente, lungimirante, nel quale i paesi più avanzati possono metter in atto una strategia di lungo periodo nella quale possano dispiegarsi i valori di civiltà – prosegue Schifani – In questo approccio positivo alla grande trasformazione che stiamo vivendo alla Sicilia è affidato un ruolo cruciale non solo per la sua storia e per il ruolo di frontiera d’Europa, ma soprattutto per la sua capacita, affinata nei millenni, di suscitare la convivenza pacifica tra le diversità, di saper compendiare culture, tradizioni e religioni pur lontane, integrandole come nello stile architettonico di questi luoghi che rappresenta una sintesi, impensabile fino alla sua sperimentazione, tra arabi e normanni. Lo dimostra l’iscrizione trilingue dell’orologio idraulico voluto da Re Ruggero, che risale al 1142, collocata accanto la Cappella palatina di questo Reggia che reca iscrizioni in latino, greco-bizantino e arabo, simbolo essa stessa di una convivenza nella quale ha prevalso la tolleranza sulla cieca logica del dominio dei vincitori”.

“Come sottolineano le analisi più recenti la spirale di violenza innescata a partire dalla strage del 7 ottobre 2023, efferata da entrambe le parti, ha confermato le previsioni sulla crescente instabilità che, già da tempo, colpisce l’area del ‘Mediterraneo allargato’. Se il cammino necessitato è nel solco di una Sicurezza europea integrata, il nostro Paese ha fatto la scelta giusta varando il Piano Mattei, il cui obiettivo è il posizionamento dell’Italia, a partire proprio dalla Sicilia, come ponte tra l’Unione Europea e l’Africa, facilitando il dialogo e la cooperazione tra i due continenti. L’Italia e con essa la Sicilia possono svolgere un ruolo cruciale, prescegliendo un approccio equilibrato ed incentrato sulla cooperazione reciproca, assumendo così una funzione importante non solo a livello bilaterale, ma anche nel la dimensione europea e della stessa NATO. La Regione Siciliana, d’intesa con il Ministero dagli esteri, partecipa al Piano Mattei con rilevanti progetti in diversi Paesi africani aggiungendo anche questo impegno a quello che profonde negli organismi europei, quali il Comitato europeo delle Regioni e l’Assemblea euromediterranea (Arlem) che a giorni terrà qui a Palermo un importante incontro, nel Programma europeo Italia-Tunisia. Un ruolo cruciale svolgono poi le connessioni digitali ed energetiche che passano dall’Isola e che ne fanno una piattaforma-snodo dell’innovazione nel Mediterraneo” afferma Schifani.

“Auguro a tutti Voi giorni di lavoro proficuo per la costruzione di un futuro di pace nella consapevolezza che essa si può costruire su un complesso di valori condivisi ed in un contesto di progresso civile ed economico, nel quale ciascuno deve impegnarsi sempre e con responsabilità per far sì che la vita delle persone e dei popoli venga rispettata e promossa. Perché come ci ha insegnato San Giovanni Paolo II “dalla giustizia di ciascuno nasce la pace di tutti” conclude Schifani.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Miami supera New York con 14 punti di Fontecchio, ok Lakers e San Antonio

ROMA (ITALPRESS) – Miami a segno nella notte italiana della regular-season dell’Nba. Di fronte ai quasi 20mila spettatori del Kaseya Center, gli Heat superano i New York Knicks per 115-107 nonostante i 37 punti, per il quintetto della ‘Big Applè, di Brunson, top-scorer dell’incontro. Tra i padroni di casa i più prolifici sono Powell (29 punti) e Adebayo (19), ma anche Simone Fontecchio contribuisce alla causa con un’ottima prestazione: la 29enne ala piccola pescarese chiude con un bottino di 14 punti, 4 rimbalzi e 1 assist in 19 minuti di impiego complessivi. Nonostante le assenze pesanti di James e Doncic, i Los Angeles Lakers violano il parquet dei Sacramento Kings per 127-120 con una grande performance di Reaves, autore di 51 punti, il suo miglior score in carriera, e decisivo nei momenti più delicati della sfida. Non delude le attese nemmeno Wembanyama, che si sta rivelando l’arma in più di San Antonio: gli Spurs conquistano infatti il loro terzo successo su altrettante partite per 118-107 contro i Brooklyn Nets, che si arrendono di fronte alla ‘mano caldà dell’ala grande francese, a referto con 31 punti. Affermazioni interne anche per i Detroit Pistons e i Cleveland Cavaliers, che hanno la meglio rispettivamente sui Boston Celtics (119-113), ai quali non bastano i 41 punti timbrati da Brown, e i Milwaukee Bucks (118-113), messi al tappeto nonostante i 40 punti del solito Antetokounmpo. Charlotte Hornets in versione corsara sul campo dei Washington Wizards (139-113 al suono dell’ultima sirena), mentre fanno valore il fattore casalingo i Minnesota Timberwolves (114-110 su Indiana Pacers), i Dallas Mavericks (139-129 sui Toronto Raptors) e i Los Angeles Clippers (114-107 sui Portland Trail Blazers).
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Reaves trascina i Lakers a Sacramento nella notte Nba, 14 punti per Fontecchio nel successo dei Miami Heat

ROMA (ITALPRESS) – Miami a segno nella notte italiana della regular-season dell’Nba. Di fronte ai quasi 20mila spettatori del Kaseya Center, gli Heat superano i New York Knicks per 115-107 nonostante i 37 punti, per il quintetto della ‘Big Apple’, di Brunson, top-scorer dell’incontro. Tra i padroni di casa i più prolifici sono Powell (29 punti) e Adebayo (19), ma anche Simone Fontecchio contribuisce alla causa con un’ottima prestazione: la 29enne ala piccola pescarese chiude con un bottino di 14 punti, 4 rimbalzi e 1 assist in 19 minuti di impiego complessivi.

Nonostante le assenze pesanti di James e Doncic, i Los Angeles Lakers violano il parquet dei Sacramento Kings per 127-120 con una grande performance di Reaves, autore di 51 punti, il suo miglior score in carriera, e decisivo nei momenti più delicati della sfida.

Non delude le attese nemmeno Wembanyama, che si sta rivelando l’arma in più di San Antonio: gli Spurs conquistano infatti il loro terzo successo su altrettante partite per 118-107 contro i Brooklyn Nets, che si arrendono di fronte alla ‘mano calda’ dell’ala grande francese, a referto con 31 punti. Affermazioni interne anche per i Detroit Pistons e i Cleveland Cavaliers, che hanno la meglio rispettivamente sui Boston Celtics (119-113), ai quali non bastano i 41 punti timbrati da Brown, e i Milwaukee Bucks (118-113), messi al tappeto nonostante i 40 punti del solito Antetokounmpo. Charlotte Hornets in versione corsara sul campo dei Washington Wizards (139-113 al suono dell’ultima sirena), mentre fanno valore il fattore casalingo i Minnesota Timberwolves (114-110 su Indiana Pacers), i Dallas Mavericks (139-129 sui Toronto Raptors) e i Los Angeles Clippers (114-107 sui Portland Trail Blazers).

– foto IPA Agency –

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Abusi sessuali sui figli minori, arrestata coppia nel palermitano

PALERMO (ITALPRESS) – I Carabinieri di Monreale hanno arrestato una coppia di conviventi, un uomo e una donna di 30 e 44 anni, ritenuti responsabili, in concorso, di atti sessuali con minorenne. Una vicenda di profonda sofferenza e degrado familiare è emersa grazie al coraggio di una bambina che, con straordinaria determinazione, avrebbe contattato il numero di emergenza del Telefono Azzurro, affidando agli operatori il drammatico racconto di ripetuti abusi sessuali.

La ragazzina, figlia biologica della donna, secondo quanto emerso dalle parole della vittima sarebbe stata costretta – insieme al fratello di qualche anno più grande e anch’egli figlio naturale dell’arrestata – a partecipare ad atti sessuali consumati dalla coppia.
Compresa la gravità della situazione, gli operatori del Telefono Azzurro hanno immediatamente allertato i Carabinieri, consentendo un intervento tempestivo che ha permesso l’avvio di una delicata e scrupolosa indagine a partire dallo scorso agosto e che – grazie ad una mirata attività tecnica – sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, ha delineato, sullo sfondo di un profondo degrado ed isolamento sociale, i contorni di una vicenda familiare segnata da abusi e violenze.

Nel corso delle perquisizioni, i Carabinieri hanno sequestrato telefoni cellulari, personal computer e altro materiale informatico, ritenuto utile alle indagini, oltre all’appartamento in cui si sarebbero consumate le violenze. Tutto il materiale è ora al vaglio per l’analisi dei contenuti digitali. I due bambini, sono stati collocati in una comunità protetta, mentre la coppia, è stata associata alla casa circondariale di “Lorusso – Pagliarelli a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

– Foto: Ufficio stampa Carabinieri –

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Media, raid Idf nel sud della Striscia di Gaza: c’è un morto. Israele valuta “linee di azione” se Hamas non rilascia gli ostaggi stasera

ROMA (ITALPRESS) – L’emittente qatariota Al-Jazeera riferisce che le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno effettuato tre raid aerei a est di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Al momento non vi sono commenti da parte delle Idf. Dal 10 ottobre scorso è in vigore il cessate il fuoco a Gaza, frutto dell’accordo di Sharm el-Sheikh. Da allora, a Gaza si è registrata una tregua relativa, con alcuni episodi di violazioni da entrambe le parti.

Il complesso medico Nasser ha riferito che un palestinese è stato ucciso in seguito al bombardamento israeliano che ha colpito la città di Absan, a est di Khan Younis.

ISRAELE PRONTO AD AGIRE SE HAMAS NON RILASCIA I CORPI DEGLI OSTAGGI

Israele sta valutando la linea d’azione e la risposta da adottare in seguito al fatto che Hamas non ha consegnato nessun corpo dei 13 ostaggi tuttora nella Striscia di Gaza da martedì. Sabato sera, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dato un ultimatum di 48 ore ad Hamas per il rilascio degli ostaggi, aggiungendo che “Hamas può restituirne alcuni immediatamente”. Israele, che ha concesso all’organizzazione terroristica il permesso di raggiungere obiettivi controllati dalle Forze di difesa israeliane (Idf), attende questa sera, quando scadrà l’ultimatum lanciato dal presidente americano, afferma l’emittente Channel 12. “Se entro questa sera Hamas non segnala progressi e non procede al trasferimento delle vittime, valuteremo la linea d’azione”, ha dichiarato una fonte israeliana a Channel 12. La fonte ha sottolineato che “il tempo passa e stiamo perdendo la pazienza”. Israele sa che Hamas ha informazioni sulla posizione della maggior parte dei 13 ostaggi uccisi. La valutazione è che, sebbene sia in grado di trasferirne la maggior parte, non lo sta facendo, per guadagnare tempo.

– foto IPA Agency –

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