lunedì, Febbraio 9, 2026
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Con la radioterapia passi da gigante nella cura dei tumori

MILANO (ITALPRESS) – La radioterapia è utilizzata nella cura dei tumori per distruggere le cellule maligne o impedirne la crescita: grazie a tecnologie sempre più sofisticate le radiazioni ionizzanti vengono dirette con precisione millimetrica sulla lesione, risparmiando il più possibile i tessuti sani vicini. La radioterapia può essere utilizzata in diverse fasi del percorso oncologico: può essere curativa, quando mira a eliminare completamente il tumore; adiuvante, dopo un intervento chirurgico, per ridurre il rischio di recidiva; palliativa, quando serve ad alleviare i sintomi e a migliorare la qualità di vita del paziente.

In alcuni casi è utilizzata in combinazione con chirurgia, chemioterapia o immunoterapia, nell’ambito di un approccio multidisciplinare: negli ultimi anni i risultati della radioterapia sono cresciuti moltissimo, grazie all’introduzione di tecniche di precisione, Imaging avanzato e sistemi di pianificazione che rendono i trattamenti più efficaci, più rapidi e meglio tollerati.

“Negli ultimi anni abbiamo fatto passi da gigante con la radioterapia: questo riguarda sia i tumori, i più frequenti come i più rari, sia le terapie delle metastasi, nei pazienti che ne hanno poche come nelle piccole recidive”, ha dichiarato Barbara Jereczek, direttore della divisione di Radioterapia presso l’Istituto europeo di Oncologia di Milano, intervistata da Marco Klinger per Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress.

La prima cosa da fare, aggiunge, è personalizzare la terapia, farla su misura per il paziente attraverso la scelta degli schemi, delle tecniche di trattamento e dell’eventuale integrazione con altre terapie che possono essere la chirurgica, la chemio o il ricorso ad altri farmaci: un’altra sfida importante è l’accesso alla cura, che non si lega solo al problema della disponibilità di macchinari in Italia e in Europa ma anche alla cultura organizzativa. In Europa un paziente su quattro dà indicazioni sulla radioterapia anziché riceverla: questo succede perché il caso non viene discusso con un approccio multidisciplinare, è un problema che riguarda proprio la rete organizzativa”.

Tante le novità: le tecnologie innovative, come l’intelligenza artificiale, possono favorire una terapia più rapida. “La principale novità riguarda le tecnologie con Imaging, sia nella fase diagnostica che in quella esecutiva – spiega Jereczek, – Per quanto concerne le terapie innovative ci sono quelle brevi, che durano da una a cinque sedute, ma ci sono anche forme più avanzate come la protonterapia. L’intelligenza artificiale fa parte del nostro percorso quotidiano: usiamo già alcuni sistemi che fanno ricorso a essa per la definizione dei volumi che trattiamo o per l’auto-pianificazione, ma in futuro ci aiuterà a scegliere trattamenti ancora più su misura e, anche se non può sostituire il medico, può sicuramente permetterci di migliorare la qualità dei trattamenti. Nel prossimo decennio quelli che faremo saranno ancora più personalizzati, basati su dati biologici e genomici: inoltre i trattamenti saranno sempre più brevi, fino a far fare ai pazienti una seduta oppure tre”.

Altro passaggio importante è quello relativo all‘integrazione con nuovi farmaci: “Oggi ci sono già protocolli fantastici, dove vediamo nelle terapie periodi senza progressione o risposte molto elevate. Come radio-oncologi collaboriamo con molti specialisti: insieme ai medici di famiglia abbiamo a disposizione tante tecnologie, ma ovviamente al centro di tutto rimane il paziente. I timori più frequenti riguardano potenziali trattamenti invasivi, perché si teme di non poter fare una vita normale durante la terapia: in realtà la radioterapia non è invasiva, perché è un trattamento ambulatoriale senza sangue e senza dolore e il paziente non è radioattivo; in più uno stile di vita sano può ridurre qualche effetto collaterale come la stanchezza. Oggi per alcune terapie si fanno cinque sedute in una settimana, mentre prima duravano otto settimane: questo è un grande vantaggio dal punto di vista sia organizzativo che clinico”.

L’ultimo aspetto su cui si sofferma Jereczek è il suo ruolo da presidente della Società europea di Oncologia: “Il mio mandato è una grande responsabilità, ma anche un piacere: l’obiettivo principale è rafforzare la nostra comunità professionale e rendere la radioterapia più visibile e più riconosciuta, perché è una disciplina fondamentale nella cura del cancro. Lavorerò per promuovere l’accesso alle terapie in tutta Europa, investire nella formazione e nella leadership nei giovani medici, collaborare con società scientifiche e associazioni dei pazienti, comunicare meglio cosa può fare oggi la radioterapia: più questa è forte, migliori sono le cure per milioni di pazienti”.

-Foto tratta da video ‘Medicina Top’-
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Crans Montana, il sindaco: “Nessun controllo del locale negli ultimi cinque anni”

CRANS MONTANA (SVIZZERA) (ITALPRESS) – Il bar “Le Constellation”, dove la notte di Capodanno si è consumato il devastante incendio che ha provocato 40 morti e 116 feriti, “non è stato ispezionato tra il 2020 e il 2025”. A scoprirlo, dalla documentazione, il Consiglio comunale di Crans Montana, ha spiegato il sindaco Nicolas Feraud, nel corso di una conferenza stampa.

“Siamo ancora profondamente sconvolti da quanto accaduto cinque giorni fa – ha detto Feraud -. Ora siamo in grado di presentare informazioni trasparenti. Non ci nasconderemo. Oggi vogliamo comunicare ciò che abbiamo scoperto nei documenti. Lo dobbiamo alle vittime”.

Sul perché queste ispezioni non siano state fatte il sindaco ha preferito glissare: “Non lo sappiamo e ce ne rammarichiamo” “Se ci dimetteremo? No, non lo faremo. Siamo stati eletti e non vogliamo abbandonare la nave”, ha evidenziato Feraud. “Il Comune si assumerà tutte le responsabilità che i tribunali stabiliranno e continuerà a fare tutto ciò che è in suo potere per garantire che una simile tragedia non si ripeta”.

-Foto IPA Agency-
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Italia eliminata in United Cup, buona la prima per Sonego e Cocciaretto

PERTH (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – L’Italia è fuori dalla United Cup, competizione a squadre miste che ha inaugurato la nuova stagione del tennis internazionale. Costretta a battere la Francia già eliminata 3-0 per sperare di avanzare ai quarti come migliore seconda dei gironi di Perth, la squadra azzurra (inserita nel gruppo C e battuta all’esordio dalla Svizzera) deve abbandonare ogni speranza già al primo singolare, con Flavio Cobolli che si arrende per 6-7(4) 6-7(5) 7-5 ad Arthur Rinderknech dopo oltre tre ore e 20 di gioco e soprattutto dopo aver mancato due match-point nel dodicesimo gioco del secondo set. Magra consolazione la vittoria di Jasmine Paolini per 6-2 6-2 su Leolia Jeanjean.

COCCIARETTO VINCE AD AUCKLAND

Buona la prima invece per Elisabetta Cocciaretto nell’”ASB Classic”, Wta 250 da 283.347 dollari che si sta disputando sul cemento di Auckland, in Nuova Zelanda. Nella notte italiana la 24enne di Fermo, numero 81 Wta, ha battuto per 6-2 7-5, in poco più di un’ora e mezza di partita, la statunitense Alycia Parks, numero 101 del ranking, mai affrontata prima in carriera. Per la marchigiana, alla terza partecipazione al torneo neozelandese, si tratta della prima vittoria: nel 2020 era stata infatti battuta in tre set al primo turno delle qualificazioni dalla spagnola Bolsova mentre nel 2023 era stata stoppata al primo turno del tabellone principale dalla russa Blinkova, sempre in tre set. Cocciaretto si giocherà un posto nei quarti con la polacca Magda Linette, numero 52 del ranking e quinta favorita del seeding (seguita dalla connazionale Aga Radwanska), che ha superato in tre set (6-4 4-6 6-2) l’inossidabile Venus Williams, numero 582 Wta, che a 45 anni e fresca di matrimonio aveva chiesto ed ottenuto una wild card. La 33enne di Poznan è avanti per 2-1 nel bilancio dei confronti diretti con l’azzurra e si è imposta nelle ultime due sfide, la più recente al primo turno del Wta 500 sul cemento di Merida a febbraio dello scorso anno.

OK SONEGO AD HONG KONG

Inizia con un successo anche il 2026 di Lorenzo Sonego, che ha superato il primo turno al “Bank of China Tennis Open”, Atp 250 dotato di un montepremi di 700.045 dollari, che si disputa sui campi in cemento di Hong Kong. Il 30enne torinese, numero 39 del ranking e quinto favorito del seeding, lo scorso anno fermato da Norrie negli ottavi, ha superato per 6-2 7-6(4) il giapponese Rei Sakamoto, numero 200 Atp. Agli ottavi di finale affronterà uno fra Francisco Comesana (numero 66) e Juncheng Shang (ex numero 47 sceso a causa di problemi fisici al n.406).

Il numero uno del seeding è Lorenzo Musetti, che per il terzo anno di fila inizia la stagione sul cemento asiatico (dodici mesi fa fu stoppato in rimonta nei quarti da Munar): il 23enne di Carrara, numero 7 del ranking, entrerà in gara direttamente al secondo turno contro l’argentino Tomas Martin Etcheverry, numero 57 Atp, che ha superato per 6-4 7-5 il francese Valentin Royer. Sarà il terzo confronto diretto tra i due, con Musetti sempre vincitore nei due disputatisi nel 2025.

– foto Ipa Agency –

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Capotreno ucciso a Bologna, Siulp “Individuato il responsabile”

BOLOGNA (ITALPRESS) – E’ stato individuato e sarebbe in fuga l’uomo ritenuto responsabile dell’omicidio del capotreno di 34 anni, ucciso ieri a coltellate a Bologna in una zona adiacente alla stazione. A renderlo noto è il Siulp di Bologna attraverso la propria pagina
Facebook. “Un’altra tragedia che colpisce la nostra città – si legge -. Un capotreno di Trenitalia, 34 anni, ha perso la vita nella zona della stazione mentre rientrava dal lavoro. Un fatto gravissimo che lascia sgomento e dolore. Il nostro cordoglio e la nostra vicinanza vanno alla famiglia della vittima e ai colleghi di lavoro. Un plauso forte e sincero alla Squadra Mobile, alla Polizia Scientifica, alla Polfer e a tutti gli operatori intervenuti: professionalità, rapidità e lavoro di squadra che hanno già portato all’individuazione del responsabile. La Polizia di Stato è, ancora una volta, presidio concreto di legalità e sicurezza”. L’uomo sarebbe in fuga.

– foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Scossa di magnitudo 3.1 ai Campi Flegrei

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.1 è stata registrata alle 3:23 di questa notte in provincia di Napoli, ai Campi Flegrei. Secondo i rilevamenti dell’Ingv il sisma ha avuto ipocentro a soli 2 chilometri di profondità ed epicentro a 5 km da Pozzuoli. La scossa è stata seguita un minuto dopo da una replica di magnitudo 2.9. Non si segnalano danni a persone o cose. (ITALPRESS).
-Foto: Ingv-

 

Maduro davanti al giudice di Manhattan, proteste e incertezza strategica di Trump scuotono il mondo

di Stefano Vaccara

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Nicolás Maduro è comparso lunedì davanti a un tribunale federale di Manhattan per affrontare le accuse federali statunitensi di narcoterrorismo, traffico internazionale di droga e possesso di armi. La brevità formale dell’udienza – poco più di trenta minuti davanti al giudice Alvin K. Hellerstein – ha contraddetto il suo enorme significato politico e diplomatico, mentre all’esterno del palazzo di giustizia si sono scontrate due fazioni contrapposte di manifestanti. Davanti al tribunale, gruppi con bandiere del Venezuela hanno innalzato slogan contro ciò che definiscono un “rapimento” e un atto di imperialismo, accusando gli Stati Uniti di voler punire un leader sovrano e di voler controllare le risorse venezuelane. In parallelo, centinaia di oppositori, anche loro con bandiere venezuelane. hanno salutato la sua comparizione in catene come un momento di responsabilità, invocando giustizia per anni di abusi di potere e presunte connivenze con i cartelli della droga. Le tensioni tra le due fazioni sono state contenute da forti misure di sicurezza: barriere metalliche, un ingente schieramento di agenti e percorsi separati per evitare scontri fisici. La scena di New York, con ambasciatori e attivisti osservatori internazionali tra le barricate, ha trasformato Lower Manhattan in un teatro simbolico di una crisi che va ben oltre il semplice procedimento giudiziario.

All’interno dell’aula, Maduro si è dichiarato non colpevole delle imputazioni federali e ha insistito nel definirsi “presidente del mio Paese”, sostenendo di essere stato “rapito” del suo paese e costretto davanti alla giustizia americana in condizioni che lui stesso ha descritto come ingiuste. La moglie, Cilia Flores, arrestata nello stesso blitz che ha portato alla cattura dei coniugi, ha espresso analoghe dichiarazioni di innocenza e ha riferito di lesioni subite durante la cattura. Il processo è solo all’inizio, e difficilmente un giudizio finale arriverà a breve: secondo esperti legali, la fase preliminare potrebbe durare mesi, tra mozioni della difesa, questioni procedurali e contestazioni sulla natura stessa dell’arresto; un giudizio di merito, se verrà celebrato, potrebbe richiedere oltre un anno.

Nella stessa mattinata della comparizione di Maduro, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si è riunito in seduta d’urgenza per discutere l’azione militare statunitense in Venezuela. Molti Paesi, guidati da Russia, Brasile, Colombia, Cuba e Messico, hanno condannato l’operazione come una violazione della Carta dell’ONU e della sovranità venezuelana, definendola un “crimine di aggressione”. Gli Stati Uniti e l’alleato dell’America Latina, l’Argentina, hanno difeso la mossa come misura legittima di law enforcement contro un leader considerato illegittimo. La riunione si è conclusa senza alcuna risoluzione vincolante, evidenziando le profonde divisioni internazionali sulla crisi.

Una delle incognite più grandi riguarda ora le strategie dell’amministrazione di Donald Trump, che ha già lasciato intendere che l’operazione contro Maduro non rappresenta un punto di arrivo ma l’inizio di una nuova fase più aggressiva della politica estera statunitense. Non è chiaro quanto sia realmente stabile e “ammansita” la leadership che ha preso il posto di Maduro a Caracas: Delcy Rodríguez, indicata come figura di transizione, ha alternato segnali di disponibilità a dialogare con Washington a richieste pubbliche per la liberazione dell’ex presidente, alimentando l’incertezza.

In più, l’amministrazione Trump ha evocato la possibilità di estendere la pressione ad altri Paesi. Il presidente ha parlato apertamente della possibilità di futuri interventi che coinvolgerebbero la Colombia, il Messico e persino la Groenlandia – territorio autonomo danese – suscitando reazioni contrarie da Bogotá e risposte caute da Città del Messico e Copenaghen. La prospettiva che gli Stati Uniti possano applicare nuovamente misure militari di vasta portata in America Latina ha profondamente allarmato i governi regionali e rafforzato il fronte critico all’interno delle Nazioni Unite.

La figura del giudice Hellerstein, 92 anni, è diventata anch’essa un elemento di interesse: nominato durante l’amministrazione Clinton, è conosciuto per la sua indipendenza e per non farsi influenzare da pressioni esterne. Secondo chi lo conosce, tende a gestire il proprio banco senza curarsi delle opinioni altrui e privilegia un ritmo di lavoro serrato, qualità che potrebbero influenzare la durata e la natura del procedimento contro Maduro.

Sul piano domestico statunitense, la comparizione di Maduro ha già scatenato reazioni politiche interne. Membri del Congresso di entrambi gli schieramenti hanno chiesto chiarimenti sulla pianificazione e sull’autorizzazione dell’operazione militare, con richieste di briefing formali da parte dell’esecutivo. Analisti legali hanno sollevato dubbi sulla mancanza di una chiara base di autodifesa o di autorizzazione del Consiglio di Sicurezza ONU, sottolineando l’eccezionalità di un capo di Stato straniero processato davanti alla giustizia americana. Fuori dall’aula di tribunale, le proteste continueranno prevedibilmente ad accompagnare ogni apparizione di Maduro e Flores, trasformando quel che avrebbe dovuto essere un procedimento giuridico in un fenomeno di portata geopolitica. L’arresto e il processo di Maduro restano al centro di un terremoto politico globale che va ben oltre le aule di Manhattan, segno che l’azione contro Caracas potrebbe segnare una nuova e imprevedibile fase nelle relazioni internazionali degli anni a venire.

– Foto IPA Agency –

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Meloni invita alte cariche e opposizioni a una messa per vittime di Crans-Montana

ROMA (ITALPRESS) – Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha invitato ministri, alte cariche e i leader dell’opposizione a una messa a Roma per un momento di “unità nazionale” in memoria delle giovani vittime dell’incendio avvenuto la notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. Secondo quanto si apprende, la messa si terrà venerdì pomeriggio nella Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso.

“Le immagini dell’arrivo in Italia delle vittime della tragedia di Crans Montana hanno colpito profondamente tutti noi. In questo momento di grande dolore desidero esprimere ancora una volta il mio cordoglio alle famiglie delle vittime, che con dignità e forza stanno affrontando un momento devastante. A voi va la nostra più sincera vicinanza”, ha scritto Meloni in serata su Instagram.

– Foto IPA Agency –

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Palermo, code al pronto soccorso di Villa Sofia. Schifani convoca il manager

PALERMO (ITALPRESS) – Al pronto soccorso di Villa Sofia, a Palermo, lunghe code con attese estenuanti per i pazienti. Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha quindi deciso di convocare con urgenza il direttore generale dell’azienda ospedaliera “Villa Sofia-Cervello”, Alessandro Mazzara (nella foto).
Secondo quanto apprende l’Italpress da fonti di Palazzo d’Orleans, il governatore ha fatto un richiamo forte nei confronti del manager dopo aver saputo dei disagi per l’utenza. Schifani avrebbe chiesto a Mazzara un report sulla situazione attuale e sui motivi che hanno portato a queste problematiche.
Inoltre il presidente della Regione si sarebbe riservato l’avvio di atti ispettivi, se necessario.
La decisione di Schifani potrebbe essere l’inizio di una serie di verifiche delle attività dei manager della sanità, a cominciare proprio dai controlli nei pronto soccorso. Anche al Policlinico di Palermo sarebbero emersi tempi lunghi di attesa.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

Palermo, code al pronto soccorso di Villa Sofia. Schifani convoca il manager

PALERMO (ITALPRESS) – Al pronto soccorso di Villa Sofia, a Palermo, lunghe code con attese estenuanti per i pazienti. Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha quindi deciso di convocare con urgenza il direttore generale dell’azienda ospedaliera “Villa Sofia-Cervello”, Alessandro Mazzara (nella foto).
Secondo quanto apprende l’Italpress da fonti di Palazzo d’Orleans, il governatore ha fatto un richiamo forte nei confronti del manager dopo aver saputo dei disagi per l’utenza. Schifani avrebbe chiesto a Mazzara un report sulla situazione attuale e sui motivi che hanno portato a queste problematiche.
Inoltre il presidente della Regione si sarebbe riservato l’avvio di atti ispettivi, se necessario.
La decisione di Schifani potrebbe essere l’inizio di una serie di verifiche delle attività dei manager della sanità, a cominciare proprio dai controlli nei pronto soccorso. Anche al Policlinico di Palermo sarebbero emersi tempi lunghi di attesa.

– Foto Italpress –

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Bologna, capotreno 34enne ucciso a coltellate nei pressi della stazione

BOLOGNA (ITALPRESS) – Un capotreno di 34 anni è stato ucciso a coltellate a Bologna, in una zona adiacente alla stazione. L’omicidio, secondo quanto si apprende, sarebbe avvenuto intorno alle 18.30, e il dipendente di Trenitalia non era in servizio. Sul posto la polizia ferroviaria, la squadra mobile e la polizia scientifica.

Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini esprime in una nota “affettuosa solidarietà alla famiglia della vittima e ai suoi colleghi”, ed è in costante contatto con le forze dell’ordine che stanno indagando. Salvini conferma “la propria determinazione per portare a 1.500 le donne e gli uomini in divisa di Fs Security per vigilare su treni e stazioni”. 

– Foto di repertorio Polizia di Stato –

(ITALPRESS).