mercoledì, Marzo 11, 2026
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Orsi polari, il DNA si adatta al cambiamento climatico

ROMA (ITALPRESS) – Il destino degli orsi polari, minacciati dal cambiamento climatico, potrebbe passare dal loro stesso DNA. Una ricerca dell’Università di East Anglia, pubblicata su Mobile DNA, ha scoperto che alcune regioni del genoma di questi animali mostrano un’aumentata attività di trasposoni, sequenze mobili capaci di modulare l’espressione di altri geni e influenzare l’adattamento. I ricercatori hanno analizzato campioni di sangue provenienti da due popolazioni della Groenlandia. Gli orsi del sud-est, esposti a temperature più alte e a un rapido ritiro del ghiaccio, mostrano un’attività maggiore di questi “geni saltatori”. Le sequenze coinvolte riguardano il metabolismo dei grassi, la resistenza allo stress da calore e l’invecchiamento. In pratica, aiutano gli orsi a sopravvivere in un ambiente più ostile e a far fronte alla scarsità di cibo. «Si tratta di una strategia di adattamento, ma non basta a garantire il futuro della specie», avverte Alice Godden, autrice dello studio. Secondo le stime, entro il 2050 circa il 66% degli orsi polari rischia di scomparire se le temperature continueranno a salire. Lo studio apre nuove prospettive per la conservazione: monitorare queste risposte genetiche potrebbe guidare interventi mirati per proteggere gli habitat e ridurre i fattori di rischio. Ma la lezione più chiara resta quella di sempre: senza riduzione delle emissioni di carbonio e senza un impegno concreto contro il riscaldamento globale, il destino di questi maestosi predatori rimane estremamente fragile.
mgg/azn

Cina: il turismo industriale trasforma le fabbriche in attrazioni

Dalle linee di produzione alle attrazioni turistiche, il turismo industriale sta emergendo come un nuovo punto di crescita in alcune aree della Cina. Molte aziende aprono le proprie fabbriche al pubblico, offrendo visite guidate, percorsi di osservazione, esperienze pratiche e possibilità di shopping. (XINHUA/ITALPRESS)

mec/fsc/mca2
(Fonte video: Xinhua)

Cina: al via la “Super League” dei cammelli in Mongolia Interna

Un’antica tradizione torna a vivere: nella Lega di Alxa, nella Mongolia Interna cinese, è iniziata una “Super League” dei cammelli che riunisce oltre 1.000 cammelli provenienti da tutto il Paese. (XINHUA/ITALPRESS)

mec/fsc/mca2
(Fonte video: Xinhua)

Pulisic e Nkunku, il Milan torna a correre: 3-0 al Verona

MILANO (ITALPRESS) – Il Milan dimentica la Supercoppa e torna al successo sotto gli occhi del nuovo acquisto Niclas Fullkrug. I ragazzi di Massimiliano Allegri superano 3-0 l’Hellas Verona nel match del Meazza valevole per la 17esima giornata di Serie A 2025/2026: decidono la rete di Christian Pulisic e la doppietta di Christopher Nkunku.

Le due squadre scelgono un approccio molto cauto, tanto che nei primi 15′ i ritmi della gara risultano piuttosto bassi. La formazione ospite prova a prendere l’iniziativa, ma al 20′ sono i rossoneri a creare la prima occasione con una conclusione di Pulisic, che viene deviata in calcio d’angolo. Al 28′ Rabiot disegna un cross perfetto per Nkunku, che però manca l’impatto con la sfera nel momento decisivo. L’Hellas Verona prova a reagire facendosi vedere dalle parti di Maignan al 35′ con una conclusione di Niasse, che però si spegne sul fondo. Quando il primo tempo sembra avviato verso la conclusione, ci pensa il solito Christian Pulisic e portare in vantaggio il Milan: sugli sviluppi di un corner lo statunitense sfrutta la spizzata di Rabiot e trafigge Montipò con un potente tiro sotto la traversa. Si va, dunque, a riposo sul parziale di 1-0.

In apertura di ripresa i padroni di casa conquistano subito un calcio di rigore per fallo di Nelsson su Nkunku: sul dischetto si presenta proprio il francese, che spiazza Montipò e realizza il suo primo gol in Serie A. L’ex Chelsea, galvanizzato dal gol, al 53′ firma la sua personale doppietta che vale il 3-0: dopo il tiro di Modric respinto dal portiere avversario, Nkunku sigla il tap-in a porta vuota. Gli scaligeri accusano il colpo e rischiano il tracollo, poiché nell’arco di pochi minuti De Winter va vicino al poker in ben due frangenti. Al 62′ uno scatenato Nkunku serve Loftus-Cheek, il quale calcia forte sul primo palo trovando la pronta risposta di Montipò. Dopo una girandola di sostituzioni, i ritmi della gara si abbassano notevolmente, con il Milan che cerca di amministrare il largo vantaggio. A pochi minuti dal 90′ Orban accorcia le distanze in mischia, ma la sua marcatura viene annullata per un precedente fallo commesso su Maignan.

Al termine dei 3′ di recupero arriva il triplice fischio di Fabbri, che sancisce il ritorno al successo dei rossoneri; gialloblù ko dopo le due vittorie di fila con Atalanta e Fiorentina. In virtù di questo successo il Milan sale a 35 punti e scavalca momentaneamente l’Inter in cima alla classifica, mentre l’Hellas Verona resta fermo a quota 12. La squadra meneghina tornerà in campo venerdì 2 gennaio alle 20:45 per affrontare il Cagliari alla Unipol Domus; i veneti, invece, ospiteranno il Torino al Bentegodi domenica 4 gennaio alle 18.

IL TABELLINO

MILAN (3-5-2): Maignan 6; Tomori 6.5 (41’st Odogu sv), De Winter 6, Pavlovic 6.5; Saelemaekers 5.5 (31’st Athekame 6), Loftus-Cheek 6 (26’st Fofana 6), Modric 7 (26’st Jashari 6), Rabiot 6.5, Bartesaghi 6.5; Nkunku 7, Pulisic 7 (31’st Ricci 6). In panchina: Terracciano, Torriani, Estupiñan, Castiello. Allenatore: Allegri 6.5.

VERONA (3-5-1-1): Montipò 6; Núnez 5.5, Nelsson 5, Bella-Kotchap 6; Oyegoke 5 (30’st Serdar 6), Niasse 6, Al-Musrati 5.5 (40’st Harroui sv), Bernède 5.5, Bradaric 5.5 (20’st Valentini 6); Giovane 5 (1’st Orban 5); Mosquera 5 (1’st Sarr 5). In panchina: Perilli, Toniolo, Ebosse, Fallou, Gagliardini, Kastanos, Slotsager, Yellu, Ajayi. Allenatore: Zanetti (squalificato, in panchina Bertolini) 5.

ARBITRO: Fabbri di Ravenna 6.
RETI: 46’pt Pulisic; 3′(rig) e 8’st Nkunku.
NOTE: Giornata serena, terreno di gioco in buone condizioni.
Ammonito: Al-Musrati.
Angoli: 7-3 per il Milan.
Recupero: 2′; 3′.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Alle 19 l’incontro Trump-Zelensky a Miami, il tycoon: “Con Putin una telefonata positiva e produttiva”

ROMA (ITALPRESS) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato a Miami, in Florida: è ormai tutto pronto per l’incontro con Donald Trump, previsto alle 19 a Mar-a-Lago, resort del presidente americano a Palm Beach.

TRUMP “CON PUTIN UNA TELEFONATA POSITIVA E PRODUTTIVA”

“Ho appena avuto una telefonata positiva e molto produttiva con il presidente russo Putin prima dell’incontro con il presidente ucraino Zelensky”. Lo scritto sul suo social Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump prima dell’incontro a Mar-a-Lago in Florida. Sul tavolo restano da risolvere i punti più critici di un possibile piano di pace per l’Ucraina, con particolare riferimento alle concessioni territoriali.

ZELENSKY “MOLTO PUO’ ESSERE DECISO PRIMA DEL NUOVO ANNO”

Questi sono alcuni dei giorni diplomatici più attivi dell’anno, e molto può essere deciso prima del nuovo anno. Stiamo facendo tutto il possibile per raggiungere questo obiettivo, ma se le decisioni saranno prese dipenderà dai nostri partner: da coloro che aiutano l’Ucraina e da coloro che esercitano pressioni sulla Russia affinché i russi subiscano le conseguenze della propria aggressione. Solo questa settimana hanno lanciato oltre 2.100 droni d’attacco, circa 800 bombe aeree guidate e 94 missili di vario tipo. Tutto questo è stato diretto contro il nostro popolo, contro la vita stessa e tutto ciò che ne sostiene il normale funzionamento, soprattutto contro la nostra infrastruttura energetica”. Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

“Le nostre squadre di riparazione, gli operatori energetici e i soccorritori del Servizio di Emergenza Statale ucraino lavorano letteralmente 24 ore su 24, 7 giorni su 7 per proteggere vite umane e ripristinare l’approvvigionamento energetico. Ma è altrettanto importante che le sanzioni contro la Russia funzionino, che vengano applicate tutte le forme di pressione politica per la sua aggressione, che l’Ucraina riceva missili di difesa aerea e che tutti noi definiamo le modalità delle misure che porranno fine a questa guerra e garantiranno la sicurezza. Sono esattamente queste le misure che discuteremo oggi con i nostri partner. Grazie a tutti coloro che ci stanno aiutando”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Scomparsa a 91 anni Brigitte Bardot, dal cinema alla difesa degli animali

ROMA (ITALPRESS) – E’ morta a 91 anni l’attrice francese Brigitte Bardot. Ad annunciare la scomparsa la Fondazione che porta il suo nome. Con lei se n’è andata una delle ultime icone del cinema francese. Nata a Parigi il 28 settembre 1934, la Bardot ha avuto due vite: la prima, quella scintillante del cinema e del jet set; e la seconda, da oltre cinquant’anni, dedicata esclusivamente alla difesa dei diritti degli animali attraverso la fondazione da lei creata. Il primo amore, però, è la danza che, in un’infanzia difficile, le regala dei momenti di gioia. Quando è ancora un’adolescente prende parte a servizi fotografici di moda per la rivista Elle e viene notata dal regista Marc Allègret che decide di incontrarla per un suo film nonostante l’opposizione dei genitori. All’incontro è presente il giovane assistente del regista, Roger Vadim: è un colpo di fulmine ma la relazione è contrastata dai genitori di Brigitte che, però, ottiene il permesso di sposarsi quando compirà 18 anni.
Inizia l’avventura nel cinema. Curiosamente il suo primo film viene considerato “Piace a troppi”, storia di una disinvolta adolescente che diventa un successo internazionale (sul set conosce Jean Louis Trintignant con cui avrà una relazione dopo il divorzio da Vadim) ma, in realtà all’epoca ne ha già interpretati più di una quindicina a partire dal primo, “Le Trou normand” del 1952. Ma, soprattutto, è già un’icona sexy (insieme a Marilyn Monroe) nonchè una delle prime a esibire il topless che negli Stati Uniti viene considerato scandaloso. Il suo erotismo vellutato non piace a Hollywood, che in quegli anni preferisce attrici acqua e sapone come Doris Day ma “Mademoiselle Pigalle” va bene al box office perchè è un film “europeo”.
Dopo la fine della relazione con Trintignant e il divorzio da Vadim, la Bardot ha una relazione prima con il cantante Gilbert Bècaud (nascosta, perchè lui è sposato), poi con Raf Vallone e dopo ancora con Sacha Distel. Nel 1959 sposa l’attore Jacques Charrier , conosciuto durante la lavorazione di “Babette va alla guerra”, dal quale ha l’unico figlio, Nicolas-Jacques, con il quale inizialmente ha un rapporto difficile tanto da affidarlo a una nutrice. E’ il 1960 e la Bardot è impegnata sul set del film “La verità” di Henri-Georges Clouzot sul quale inizia una relazione con il protagonista Sami Frey: la pressione del marito malato, del figlio appena nato e, soprattutto, di un mondo benpensante che soffoca la sua assoluta voglia di libertà la portano a tentare il suicidio (e non sarà l’unica volta).
Negli anni che seguono altri film e altri amori: tra i primi, “Vita privata” di Louis Malle, “IL disprezzo” di Jean-Luc Godard, “Viva Maria!” ancora di Malle, “Erasmo il lentigginoso” con James Stewart; tra i secondi il playboy Gùnter Sachs (che sposa nel 1966), il cantautore Serge Gainsbourg (che scrive per lei alcune canzoni tra cui la censuratissima “Je t’aime… moi non plus”, registrata poi dall’autore con Jane Birkin), l’attore e playboy italiano Gigi Rizzi, e il politico Bernard d’Ormale (che sposa nel 1992).
Nel 1962 i primi passi dell’attivismo per la difesa dei diritti degli animali che la porta a diventare vegetariana e a istituire la Fondazione Brigitte Bardot per il Benessere e la Protezione degli Animali che finanzia vendendo all’asta i suoi gioielli. La difesa degli animali le ha causato, tra l’altro, anche l’accusa di razzismo nei confronti dei musulmani per avere contestato l’uccisione dei montoni tramite sgozzamento con la proceduta halal nel suo libro “Un grido nel silenzio”. L’accusa le viene poi rivolta anche in seguito quando paventa l’”islamizzazione della Francia”. Lo stesso libro, a causa di alcune dichiarazioni sui gay, le ha portato anche l’accusa di essere omofobica da cui si è prontamente difesa. Un altro libro, la sua autobiografia “Initiales B.B.” (in Italia “Mi chiamano B.B.”) le ha portato la denuncia dell’ex marito Jacques Charrier e del figlio Nicholas-Jacques per avere descritto il primo come un bruto e alcolizzato e di avere detto a proposito del secondo che avrebbe voluto abortire. Allo stesso modo, infine, anche le sue scelte politiche dichiaratamente di destra non sono state scevre da polemiche.

foto: IPA Agency

(ITALPRESS).

Malta premiata come migliore destinazione turistica internazionale

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Malta è stata incoronata migliore destinazione turistica internazionale in occasione degli Italian Tourism Awards, svoltisi a Roma all’inizio di questo mese. Ritirando il premio, la direttrice per l’Italia della Malta Tourism Authority (MTA), Ester Tamasi, ha sottolineato che il riconoscimento appartiene all’intero team che lavora alla strategia turistica dell’arcipelago. “Questo riconoscimento premia il lavoro condiviso con la nostra sede centrale e con i numerosi partner che ogni giorno ci permettono di raccontare la storia di Malta e Gozo in modo emozionale e innovativo”, ha dichiarato Tamasi.

Il risultato, ha aggiunto, è frutto di un approccio coerente e multidisciplinare, capace di rispondere alle nuove esigenze dei viaggiatori contemporanei. Secondo Tamasi, una strategia turistica efficace deve saper coniugare crescita e autenticità, creando valore economico senza perdere l’anima della destinazione. Anche l’amministratore delegato della MTA, Carlo Micallef, ha evidenziato come il premio rifletta la solidità del rapporto con il mercato italiano e la stretta collaborazione con gli operatori del settore.

“La nostra strategia è fortemente orientata alla qualità, alla sostenibilità e al turismo durante tutto l’anno”, ha affermato Micallef, sottolineando l’importanza di tutelare ciò che rende uniche Malta e Gozo. La giuria ha elogiato l’impegno di Malta nel marketing, nella promozione e nello sviluppo del turismo internazionale, mettendo in risalto l’iniziativa “Nessuna donna è un’isola”, un progetto che ha unito benessere, identità femminile e promozione del territorio di Gozo attraverso percorsi culturali ed esperienziali.

-Foto IPA Agency-
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Miami domina Indiana, Denver e San Antonio ko: il resoconto della notte Nba

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Prosegue la regular season di Nba. Denver cade a Orlando 127-126. Decisivi i liberi di Desmond Bane a sette secondi dalla sirena. Non basta ai Nuggets la tripla doppia straordinaria di Nikola Jokic (34+21+12). Sponda Magic, super Anthony Black con 38 punti.

San Antonio ko in casa contro Utah 127-114. Lauri Markannen e Keyonte George combinano 57 punti (29+28), mentre gli Spurs non sfruttano i 32 punti i Victor Wembanyama. Houston doma Cleveland in casa. 117-100 per i Rockets con Kevin Durant top scorer (30 punti+7 assist).

Torna Giannis Antetokounmpo e Milwaukee passa a Chicago 112-103. La stella greca mette a referto 29 punti e 8 rimbalzi in soli 25 minuti sul parquet. Minnesota al tappeto sul parquet amico contro Brooklyn. 123-107 per i Nets con Cam Thomas decisivo in uscita dalla panchina (30 punti). 28 punti per Anthony Edwards, ma i Timberwolves perdono la seconda consecutiva. Phoenix batte New Orleans a domicilio 123-114. 20 punti per Devin Booker e 18 per Dillon Brooks. Sponda Pelicans, non bastano i 24 di Trey Murphy e i 22 di Zion Williamson dalla panchina.

Sesta sconfitta di fila per Atlanta, che si arrende nel suo impianto a New York. 128-125 per i Knicks con un Karl-Anthony Towns da 36 punti e 15 rimbalzi e un Jalen Brunson da 34 punti. 31 punti+14 rimbalzi per Onyeka Okongwu e 20+9+12 per Jalen Johnson, ma gli Hawks non escono dalla crisi.

Miami domina Indiana in casa. 142-116 per gli Heat, che mandano sei giocatori in doppia cifra. 28 punti sia per Andrew Wiggins che per Jaime Jaquez. 2 punti, 2 rimbalzi e 1 assist in tre minuti abbondanti di impiego per l’azzurro Simone Fontecchio. Affermazione interna di Sacramento, che la spunta su Dallas 113-107. Bene Russell Westbrook con 21 punti e 9 rimbalzi. Mavericks senza gli infortunati Davis e Irving e con il solo Cooper Flagg oltre i 20 punti (23+6+5).

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È morta Brigitte Bardot, l’icona del cinema aveva 91 anni

ROMA (ITALPRESS) – Brigitte Bardot se ne è andata e, con lei, una delle ultime icone del cinema francese. L’attrice si è spenta oggi, 28 dicembre 2025, Aveva 91 anni. Si è spenta a Madrague, nella sua proprietà a Saint-Tropez. Negli ultimi mesi la Bardot era stata ricoverata in ospedale a due riprese a Tolone.

Nata a Parigi il 28 settembre 1934, la Bardot ha avuto due vite: la prima, quella scintillante del cinema e del jet set; e la seconda, da oltre cinquant’anni, dedicata esclusivamente alla difesa dei diritti degli animali attraverso la fondazione da lei creata. Il primo amore, però, è la danza che, in un’infanzia difficile, le regala dei momenti di gioia.

Quando è ancora un’adolescente prende parte a servizi fotografici di moda per la rivista Elle e viene notata dal regista Marc Allégret che decide di incontrarla per un suo film nonostante l’opposizione dei genitori. All’incontro è presente il giovane assistente del regista, Roger Vadim: è un colpo di fulmine ma la relazione è contrastata dai genitori di Brigitte che, però, ottiene il permesso di sposarsi quando compirà 18 anni.

Inizia l’avventura nel cinema. Curiosamente il suo primo film viene considerato “Piace a troppi”, storia di una disinvolta adolescente che diventa un successo internazionale (sul set conosce Jean Louis Trintignant con cui avrà una relazione dopo il divorzio da Vadim) ma, in realtà all’epoca ne ha già interpretati più di una quindicina a partire dal primo, “Le Trou normand” del 1952. Ma, soprattutto, è già un’icona sexy (insieme a Marilyn Monroe) nonché una delle prime a esibire il topless che negli Stati Uniti viene considerato scandaloso. Il suo erotismo vellutato non piace a Hollywood, che in quegli anni preferisce attrici acqua e sapone come Doris Day ma “Mademoiselle Pigalle” va bene al box office perché è un film “europeo”.

Dopo la fine della relazione con Trintignant e il divorzio da Vadim, la Bardot ha una relazione prima con il cantante Gilbert Bécaud (nascosta, perché lui è sposato), poi con Raf Vallone e dopo ancora con Sacha Distel. Nel 1959 sposa l’attore Jacques Charrier , conosciuto durante la lavorazione di “Babette va alla guerra”, dal quale ha l’unico figlio, Nicolas-Jacques, con il quale inizialmente ha un rapporto difficile tanto da affidarlo a una nutrice.

È il 1960 e la Bardot è impegnata sul set del film “La verità” di Henri-Georges Clouzot sul quale inizia una relazione con il protagonista Sami Frey: la pressione del marito malato, del figlio appena nato e, soprattutto, di un mondo benpensante che soffoca la sua assoluta voglia di libertà la portano a tentare il suicidio (e non sarà l’unica volta).

Negli anni che seguono altri film e altri amori: tra i primi, “Vita privata” di Louis Malle, “IL disprezzo” di Jean-Luc Godard, “Viva Maria!” ancora di Malle, “Erasmo il lentigginoso” con James Stewart; tra i secondi il playboy Günter Sachs (che sposa nel 1966), il cantautore Serge Gainsbourg (che scrive per lei alcune canzoni tra cui la censuratissima “Je t’aime… moi non plus”, registrata poi dall’autore con Jane Birkin), l’attore e playboy italiano Gigi Rizzi, e il politico Bernard d’Ormale (che sposa nel 1992).

Nel 1962 i primi passi dell’attivismo per la difesa dei diritti degli animali che la porta a diventare vegetariana e a istituire la Fondazione Brigitte Bardot per il Benessere e la Protezione degli Animali che finanzia vendendo all’asta i suoi gioielli. La difesa degli animali le ha causato, tra l’altro, anche l’accusa di razzismo nei confronti dei musulmani per avere contestato l’uccisione dei montoni tramite sgozzamento con la proceduta halal nel suo libro “Un grido nel silenzio”.

L’accusa le viene poi rivolta anche in seguito quando paventa l’“islamizzazione della Francia”. Lo stesso libro, a causa di alcune dichiarazioni sui gay, le ha portato anche l’accusa di essere omofobica da cui si è prontamente difesa. Un altro libro, la sua autobiografia “Initiales B.B.” (in Italia “Mi chiamano B.B.”) le ha portato la denuncia dell’ex marito Jacques Charrier e del figlio Nicholas-Jacques per avere descritto il primo come un bruto e alcolizzato e di avere detto a proposito del secondo che avrebbe voluto abortire. Allo stesso modo, infine, anche le sue scelte politiche dichiaratamente di destra non sono state scevre da polemiche.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).