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Femminismo e ambientalismo potrebbero farvi risparmiare 300 miliardi

Articolo di Eleonora Boin sul femminismo da VicenzaPiù Viva n. 300, sul web per gli abbonati.

300 è un numero carico di simboli, che ricorda storie di coraggio, battaglie epiche e piccoli gruppi che sfidano potenze sproporzionate. Che poi diciamocelo, è quello che ViPiù e VicenzaPiù provano a fare da anni.

In occasione del numero 300 di VicenzaPiùViva, riporto questo numero per parlare di qualcosa di un po’ meno epico e molto più concreto. Perché, se con le cifre si può raccontare il mondo, 300 è anche la misura di due enormi costi che, come società, continuiamo ad ignorare.
Infatti, ammonta a 300 miliardi di euro, il prezzo della violenza di genere che l’Unione europea affronta ogni anno. Come è sempre 300 miliardi di euro il costo, il costo causato ogni anno dalla siccità e dal degrado ambientale a livello globale. Quindi 600 miliardi, solo per queste due voci. Ogni anno. In perdita secca.
Eppure, sono ancora numerosissime le persone che ritengono la causa femminista e quella climatica appannaggio di una sinistra radicale ed elitaria. Questo articolo è per loro, perché se non basta l’etica a convincerli forse possiamo provarci sostenendo che siano lotte anche economicamente intelligenti.

I conti nascosti della violenza

La violenza maschile contro le donne è una dei fenomeni più evidenti del nostro presente, con 51 femminicidi registrati dall’osservatorio di Non una di meno dall’inizio del 2025 (e 33 tentati femminicidi). Un’emergenza sociale e culturale gravissima, che però nasconde anche degli importanti costi economici. Secondo le stime portate a febbraio dalla commissaria europea per la parità, la preparazione e la gestione delle crisi Hadja Lahbib, il costo complessivo della violenza sulle donne in Unione europea è di circa 300 miliardi di euro all’anno, un dato proveniente da uno studio pubblicato nel 2021 dall’Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere (EIGE), l’agenzia ufficiale dell’Ue incaricata di monitorare e analizzare le politiche in materia di parità. Lo studio, “The Costs of Gender-based Violence in the European Union” (trad. il costo della violenza di genere in Unione europea), ha analizzato tre ambiti principali di costi.
Il primo riguarda la perdita di produzione economica e quindi tutte le ricadute legate alla riduzione della produttività delle vittime, spesso costrette ad assentarsi dal lavoro, a ridurre l’orario o addirittura ad abbandonare del tutto l’attività professionale. Il secondo ambito sono i costi a carico dei servizi pubblici, come il sistema sanitario e il sistema giudiziario. Rientrano in questa categoria anche le spese per il sostegno abitativo, la protezione dei minori e l’accesso a servizi specializzati come i centri antiviolenza.
Infine, lo studio considera l’impatto fisico ed emotivo subito dalle vittime, un aspetto che, pur difficile da quantificare con precisione, comporta una sensibile riduzione della qualità della vita, spesso con effetti a lungo termine sulla salute mentale e sul benessere complessivo.

Manifestazione NUDM l'8 marzo 2023 a Pisa
Manifestazione NUDM l’8 marzo 2023 a Pisa

In Italia, la violenza di genere colpisce ogni anno centinaia di migliaia di donne, e solo una minima parte trova sostegno adeguato. Per darvi un’idea con dei numeri, secondo l’Istat, “il 31,5% delle 16- 70enni (6 milioni 788 mila) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale: il 20,2% (4 milioni 353 mila) ha subìto
violenza fisica, il 21% (4 milioni 520 mila) violenza sessuale, il 5,4% (1 milione 157 mila) le forme più gravi della violenza sessuale come lo stupro (652 mila) e il tentato stupro (746 mila)”. In questo contesto, i centri antiviolenza sopravvivono con fondi insufficienti e incerti, erogati spesso in ritardo, e l’educazione al rispetto, all’affettività, all’uguaglianza di genere non solo resta marginale nelle scuole, ma viene demonizzata da alcuni politici come il più grande nemico del nostro tempo.
Il paradosso è lampante: prevenire potrebbe costare meno che curare. Investire in cultura, servizi e protezione delle vittime è un risparmio sociale, oltre che, soprattutto, ci tengo a ricordarlo un dovere etico. Eppure, la retorica pubblica tende ancora a considerare il femminismo come un fastidio ideologico, piuttosto che una soluzione.

Il prezzo del clima che cambia

Il secondo “300” arriva da un altro fronte caldo, letteralmente. Infatti, il grido d’allarme lanciato dalla COP16 ONU a dicembre 2024 parla di 300 miliardi di euro spesi globalmente in desertificazione, siccità e degrado del suolo. Costi che non considerano solo le perdite agricole immediate, ma “hanno conseguenze su intere catene di approvvigionamento, riducono il prodotto interno lordo (PIL), incidono sui mezzi di sussistenza e causano problemi a lungo termine, come fame, disoccupazione, migrazione” come sottolineato da Kaveh Madani, autore del rapporto e direttore dell’Istituto universitario delle Nazioni Unite per l’acqua, l’ambiente e la salute.
Senza considerare poi che il cambiamento climatico non è più solo un rischio: è un dato attuale. In Italia lo abbiamo visto con le alluvioni in Emilia Romagna e Toscana, che hanno devastato campi, abitazioni e strutture commerciali, e lo stiamo vedendo in questo periodo con gli incendi che devastano le aree più calde come la Sardegna. Ma anche nel caldo atroce che sta tenendo il nostro Paese nella sua morsa in questa estate cocente, e che ha già fatto più di qualche morto. Eppure, anche qui, gli investimenti strutturali sono modesti, frammentati e spesso tardivi. Si finanzia il contenimento, la ricostruzione, ma si fa ben poco per la prevenzione.
Anche in questo caso, la soluzione c’è e si chiama transizione ecologica: include la protezione del suolo, l’efficientamento energetico, l’adattamento climatico, la riforestazione e l’agricoltura intensiva riformata. Il rapporto della Cop16 evidenzia proprio come le soluzioni basate sulla natura, come la riforestazione o la gestione dei pascoli, siano in grado di ridurre le perdite agricole e, allo stesso tempo, aumentarne i rendimenti, garantendo sia benefici climatici che economici. Un approccio condiviso anche da uno studio del 2020 della rivista scientifica Global Change Biology, secondo il quale “gli investimenti basati sulla natura spesso si dimostrano altrettanto efficaci, se non di più (59% dei casi) di altri interventi per combattere le conseguenze del cambiamento climatico”. Anche in questo caso, però, il cambiamento viene vissuto come un lusso, un rallentamento, un costo, quando in realtà è la sola forma di risparmio sostenibile che abbiamo.

Manifestazione NUDM l'8 marzo 2023 a Roma - foto di Lucia Argiolas
Manifestazione NUDM l’8 marzo 2023 a Roma – foto di Lucia Argiolas

Due battaglie, un solo modello alternativo

Se sommiamo queste due voci – violenza di genere e degrado ambientale – otteniamo 600 miliardi all’anno di costi evitabili. E sono solo due sintomi di un modello insostenibile, che continua a riprodurre diseguaglianze sistemiche: tra i generi, tra esseri umani e natura, tra profitti e futuro. Due cause che si basano su un principio semplice: non sfruttare ciò che è vulnerabile solo perché puoi farlo.
Non costruire la tua forza sulla debolezza altrui. È un principio valido nei rapporti tra generi. Ma anche tra Stati ed ecosistemi, tra produzione e risorse. 600 miliardi ogni anno – bruciati in violenza e siccità – non sono solo un dato 300, COME MILIARDI AL VENTO contabile. Sono soprattutto un fallimento collettivo. Ma sono anche la dimostrazione che i valori su cui si fondano femminismo e ambientalismo non sono utopie, ma razionalità applicata. Sono scelte che fanno bene alle persone, che riducono i danni sistemici, che liberano risorse per crescere in modo equo.

Un investimento intelligente

Forse allora dovremmo cambiare prospettiva. Non chiedere più quanto costa garantire diritti e futuro, ma quanto costa non farlo. Non chiederci se possiamo “permetterci” il femminismo o l’ambientalismo, ma se possiamo davvero permetterci di ignorarli. La risposta, ogni anno, è la stessa: 600 miliardi di euro buttati.
Un sistema che si rifiuta di cambiare e preferisce pagare il prezzo dell’ingiustizia.
Alla prossima emergenza climatica e alla prossima donna lasciata senza protezione. Vogliamo ancora far finta di non sapere?

Milano, 4kg di marijuana nel letto dei bambini: arrestata una coppia

MILANO (ITALPRESS) – La Polizia di Stato di Milano ha arrestato un cittadino venezuelano di 33 anni e una cittadina salvadoregna di 30 anni per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio in concorso. Il 33enne, che annovera precedenti di polizia, è stato arrestato anche per resistenza a pubblico ufficiale.

Ieri pomeriggio, i poliziotti della Squadra Investigativa del Commissariato Lambrate, durante un servizio di controllo del territorio volto al contrasto dello spaccio di droga, hanno notato il 33enne mentre si allontanava da uno stabile in via Tolmezzo, guardandosi ripetutamente attorno, in direzione di via Plezzo.

I poliziotti, insospettiti, lo hanno seguito fin quando l’uomo, accortosi della loro presenza, ha tentato di scappare venendo intercettato in Largo Gemito, dopo aver opposto resistenza nel tentativo di allontanarsi. Presso il domicilio del 33enne in via Tolmezzo, dove era presente anche la compagna 30enne, i poliziotti, anche con l’ausilio di un’unità cinofila dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura, nella stanza dei figli hanno trovato un borsone contenente 374 grammi di hashish suddivisi in 7 involucri, due bilancini di precisione e materiale per il confezionamento.

-Foto ufficio stampa Carabinieri-
(ITALPRESS).

Salerno, visita di saluto del Comandante della Legione Carabinieri “Campania”

SALERNO (ITALPRESS) – Il Comandante della Legione Carabinieri “Campania”, Generale di Divisione Canio Giuseppe La Gala, prossimo al trasferimento a Roma dove assumerà il prestigioso incarico di Comandante della Scuola Ufficiali, massimo istituto di formazione dell’Arma dei Carabinieri, ha incontrato i militari del Comando Provinciale di Salerno.

L’alto Ufficiale, ricevuto dal Comandante Provinciale, Colonnello Filippo Melchiorre, ha salutato il personale della sede e una rappresentanza di tutti i Reparti territoriali e speciali presenti nella provincia di Salerno, nonché i delegati dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Rivolgendosi ai Carabinieri, ha espresso “un sentito apprezzamento per il quotidiano lavoro svolto a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica”, augurando a tutti “di continuare a impegnarsi animati dai valori di coesione e abnegazione, nel superiore interesse del servizio al cittadino”.

Il Generale La Gala, ribadendo “l’imprescindibile valore della collaborazione tra le istituzioni”, ha inoltre evidenziato come “il servizio quotidianamente prestato dai Carabinieri a favore delle comunità sia straordinariamente impegnativo ma allo stesso tempo esaltante e unico per le soddisfazioni che produce”.

Ha infine rivolto un pensiero commosso ai due Carabinieri deceduti nell’incidente stradale di Campagna, il Maresciallo Francesco Pastore e il Carabiniere Francesco Ferraro, ricordandone, a esempio per tutti, la passione e il forte sentimento di appartenenza all’Istituzione. Al termine della visita ha voluto incontrare e salutare le massime autorità provinciali, tra cui il Prefetto di Salerno, Francesco Esposito.

-Foto ufficio stampa Carabinieri-
(ITALPRESS).

Nidi estivi, la Regione Liguria a sostegno delle famiglie e dei comuni

GENOVA (ITALPRESS) – Regione Liguria conferma anche per l‘estate 2025 la misura Nidi Estivi, giunta alla nona edizione, con l’obiettivo di “garantire la continuità dei servizi per la prima infanzia nella fascia d’età 0-3 anni durante i mesi estivi”, si legge in una nota.

A tal fine, “viene destinata una somma complessiva di 500.000 euro a favore dei Comuni capofila degli ambiti territoriali sociali che promuovono l’apertura di servizi per la prima infanzia per almeno due settimane consecutive tra luglio e agosto 2025. Il successo delle precedenti edizioni, e in particolare i risultati raggiunti nel 2024, hanno confermato l’utilità e l’apprezzamento della misura da parte dei Comuni e delle famiglie liguri”.

“Stiamo investendo non solo in sostegno economico, ma soprattutto in qualità, continuità e rete: elementi fondamentali per offrire ai più piccoli un contesto educativo sereno e sicuro, anche d’estate. La crescente adesione di Comuni e strutture, pubbliche e private, è la testimonianza concreta della bontà della misura e della capacità di costruire politiche sociali efficaci e partecipate”, spiega l’assessore alle Politiche Sociali Massimo Nicolò.

Per l’assessore alla Valorizzazione dell’Infanzia, Simona Ferro, “la conferma di una misura di grande impatto come quella dei ‘Nidi Estivi’ è indicativa della nostra ferma volontà di continuare a lavorare per aiutare le famiglie liguri, attraverso proposte di qualità e rispondenti ai bisogni dei cittadini”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Serie A, le designazioni arbitrali della prima giornata: Sassuolo-Napoli ad Ayroldi

ROMA (ITALPRESS) – Prima giornata di campionato e prime designazioni per la Can. Ad aprire la Serie A stagione 2025-2026 due anticipi: alle 18.30 in campo i campioni d’Italia del Napoli impegnati al Mapei Stadium di Reggio Emilia contro il neopromosso Sassuolo. A dirigere l’incontro sarà Giovanni Ayroldi della sezione di Molfetta, con Lo Cicero e Yoshikawa come assistenti, il quarto ufficiale di gara Rapuano e gli arbitri Var Di Bello e Aureliano. Sempre alle 18.30 Genoa-Lecce che è stata affidata a Davide Massa di Imperia. Altre due gare in programma sabato, entrambe con inizio alle 20.45: Milan-Cremonese (Collu di Cagliari) e Roma-Bologna (Zufferli di Udine). Stessi orari per domenica con due partite alle 18.30, ovvero Cagliari-Fiorentina (Sozza di Seregno) e Como-Lazio (Manganiello di Pinerolo), mentre alle 20.45 si giocheranno Atalanta-Pisa (Arena di Torre del Greco) e Juventus-Parma (Marcenaro di Genova). Lunedì 25 chiuderanno la prima giornata di campionato Udinese-Verona (Tremolada di Monza), con fischio d’inizio alle 18.30, e Inter-Torino (La Penna di Roma) in programma alle 20.45.

LE DESIGNAZIONI ARBITRALI DELLA PRIMA GIORNATA DI SERIE A

Genoa – Lecce (23/08, ore 18.30) arbitro: Massa di Imperia
Sassuolo – Napoli (23/08, ore 18.30) arbitro: Ayroldi di Molfetta
Milan – Cremonese (23/08, ore 20.45) arbitro: Collu di Cagliari
Roma – Bologna (23/08, ore 20.45) arbitro: Zufferli di Udine
Cagliari – Fiorentina (24/8 ore 18.30) arbitro: Sozza di Seregno
Como – Lazio (24/8 ore 18.30) arbitro: Manganiello di Pinerolo
Atalanta – Pisa (24/8 ore 20.45) arbitro: Arena di Torre del Greco
Juventus – Parma (24/8 ore 20.45) arbitro: Marcenaro di Genova
Udinese – Verona (25/08, ore 18.30) arbitro: Tremolada di Monza
Inter – Torino (25/08, ore 20.45) arbitro: La Penna di Roma

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Tacchini e Casadei inseguono il sogno ai Mondiali di canoa

MILANO (ITALPRESS) – Una cerimonia d’apertura nel segno dell’unione e dello sport. Al via i campionati mondiali di canoa e paracanoa 2025 all’Idroscalo di Milano: saranno 1400 gli atleti provenienti da 75 nazioni di tutto il mondo che si contenderanno i 36 titoli in palio. A dieci anni di distanza la rassegna iridata torna nel bacino milanese, una grande opportunità per l’Italia. Tra gli azzurri più attesi Carlo Tacchini e Gabriele Casadei, medaglia d’argento a Parigi 2024 nel C2 500. Non sarà facile ripetersi dopo l’europeo conquistato nelle scorse settimane, ma l’Italia della canoa sogna in grande.

pia/gm/gtr

Napoli, Lukaku “Gli infortuni fanno parte del gioco”

NAPOLI (ITALPRESS) – Grazie a tutti per i messaggi di questi ultimi giorni. Apprezzo davvero il vostro supporto ma queste cose succedono e gli infortuni fanno parte del gioco. Grazie a Dio mi sento bene e resto positivo, non importa cosa accadrà. Ci vediamo presto”. Lo ha scritto in una storia instagram l’attaccante del Napoli, Romelu Lukaku ringraziando i tifosi per i messaggi di supporto dopo la lesione di alto grado del retto femorale della coscia sinistra che lo terrà fuori dal campo nei prossimi mesi.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Focus ESG – Episodio 60

MILANO (ITALPRESS) – Quanto costano i cambiamenti climatici? Quali sono i Paesi più esposti? Quali sono i Paesi più impegnati nella transizione? E l’Europa sul rischio fisico e su quello di transizione come si posiziona? Oggi c’è necessità di calcolare l’impatto economico dei cambiamenti climatici ma non è facile. Il cambiamento climatico e le sfide vinte e da vincere legate alla transizione in essere sono sempre più di interesse. La Banca Europea degli Investimenti (BEI) ha presentato l’ultimo report sulla valutazione del rischio climatico per tutti i Paesi del mondo, definendo uno score. Il report scinde il rischio fisico da quello di transizione per valutarli meglio. Tra i Paesi più esposti al cambiamento climatico le aree dall’economia emergente, come quella africana o delle isole caraibiche, i cui i danni hanno pesanti ripercussioni sul PIL; per quanto riguarda l’Europa i danni sono limitati in termini relativi sempre sul PIL, ma non in termini assoluti. L’Italia si posiziona vicina alla media europea ma con 50 miliardi di euro di rischio acuto con il picco di 10 mld nel 2023 dovuti all’alluvione in Emilia Romagna. Per quanto riguarda la transizione invece i più esposti sono ovviamente i Paesi più sviluppati per i loro maggiori consumi energetici. Gli investimenti nell’adattamento e nella resilienza in Europa sono triplicati dal 2021. Il settore finanziario cerca sempre più queste informazioni e anche dagli USA c’è molto interesse sia sulla transizione verde ma ancor più sul rischio climatico, perché incide sulla redditività. Anche attraverso questo report e l’interesse generato si evidenzia come la sostenibilità rimanga sempre al centro degli interessi. Nella puntata 60 di Focus ESG, la professoressa Monica Billio – Università Ca’ Foscari Venezia e responsabile dello Spoke 4 finanza sostenibile della Fondazione Grins – e il Dottor Matteo Ferrazzi – Senior Economist, Principal Advisor European Investment Bank – con il giornalista economico Marco Marelli entrano nel merito con esempi concreti come quanto l’innalzamento delle temperature incide sulla produttività dei lavoratori o il condizionamento incide sui costi che l’azienda deve sostenere.
fsc/gsl

Urto fra un treno regionale ed un treno merci: tre feriti, sospesa la circolazione sul Brennero

TRENTO (ITALPRESS) – La circolazione ferroviaria sulla linea del Brennero resta ancora sospesa tra Trento e Mezzocorona a seguito di un incidente avvenuto questa mattina, attorno alle ore 8.30. Tre persone sono rimaste ferite in maniera non grave, la dinamica dell’incidente è in corso di accertamento.

Secondo le prime ricostruzioni, riferisce la Provincia autonoma di Trento, “durante le operazioni di manovra, un convoglio merci ha causato la collisione con il treno regionale fermo nella zona di via Lavisotto, in prossimità del cavalcavia di via Maccani. L’impatto ha provocato lo svio della motrice del treno passeggeri, che al momento dell’urto si trovava in sosta”.

Sul posto sono intervenuti i tecnici di Rete ferroviaria italiana (Rfi), la Polizia ferroviaria, Trentino Emergenza e il Corpo permanente dei Vigili del fuoco di Trento. I passeggeri coinvolti hanno potuto proseguire il viaggio con autobus sostitutivi.

Rfi è al lavoro per ripristinare la piena funzionalità della linea e fa sapere che “al momento sono possibili ritardi e cancellazioni sia per i treni regionali sia per quelli ad alta velocità”; è stato attivato un servizio sostitutivo con autobus e potenziata l’assistenza ai viaggiatori.

SALVINI “SUBITO VERIFICHE APPROFONDITE”

“A seguito dell’urto tra due treni avvenuto tra Mezzocorona e Trento, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha chiesto che siano avviate con urgenza verifiche approfondite per chiarire dinamiche e responsabilità dell’accaduto”. Lo rende noto il Mit in un comunicato

-Foto Vigili del Fuoco Trento-
(ITALPRESS).