Questo tenero panda gigante conosceva bene il significato del divertimento invernale, rotolandosi felicemente nella neve a Harbin, in Cina. (XINHUA/ITALPRESS)
mec/fsc/mca2
(Fonte video: Xinhua)
Questo tenero panda gigante conosceva bene il significato del divertimento invernale, rotolandosi felicemente nella neve a Harbin, in Cina. (XINHUA/ITALPRESS)
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(Fonte video: Xinhua)
Chiudere l’anno con un bilancio familiare non significa fare contabilità da azienda. Significa, più semplicemente, mettere ordine: capire dove siete arrivati, quali abitudini vi hanno aiutato (o frenato) e quali scelte rendere più semplici nei prossimi mesi. Una rendicontazione fatta bene riduce l’ansia da “soldi che spariscono”, rende più chiari gli obiettivi e aiuta a prevenire imprevisti che spesso non sono davvero imprevisti, ma spese prevedibili non pianificate.
L’idea di base è costruire una fotografia completa, composta da tre parti: patrimonio (ciò che possedete e ciò che dovete), flussi (entrate e uscite dell’anno) e prospettiva (decisioni operative per l’anno nuovo).
Prima di aprire fogli di calcolo o app, conviene chiarire a cosa serve il vostro bilancio. Un rendiconto funziona se risponde a domande concrete, ad esempio: quanto è cambiato il patrimonio netto? Quanta liquidità è rimasta davvero disponibile? Quali spese erano necessarie e quali evitabili? Quali obiettivi sono realistici nei prossimi 12 mesi?
Un buon bilancio familiare di fine anno permette di:
misurare l’andamento del risparmio (non “quanto avanza”, ma quanto si decide di destinare a obiettivi)
valutare il peso di debiti e rate rispetto alle entrate
stimare la solidità del fondo di emergenza
fare scelte informate su assicurazioni, manutenzioni, spese ricorrenti e grandi acquisti
Se in famiglia ci sono più persone coinvolte, è utile concordare anche il livello di dettaglio: c’è chi preferisce categorie ampie (casa, trasporti, alimentari) e chi vuole scendere fino al singolo abbonamento.
Per rendicontare serve partire dai dati, ma senza cadere nel perfezionismo. Se manca qualche scontrino non succede nulla: l’obiettivo è la sostanza, non la precisione al centesimo.
In genere bastano queste fonti:
estratti conto bancari e delle carte (credito, debito, prepagate)
movimenti di conti deposito, investimenti e piani di accumulo
ricevute di mutuo o finanziamenti (capitale residuo, rata, tasso se disponibile)
eventuali prestiti familiari o rateizzazioni
spese ricorrenti: affitto, condominio, utenze, assicurazioni, scuola, palestra, streaming
Per evitare confusione, conviene scegliere un periodo unico (1 gennaio – 31 dicembre) e usare lo stesso criterio per tutto: o cassa (registro quando il denaro esce/entra) o competenza (registro quando la spesa “riguarda” quel periodo). In ambito familiare, il criterio di cassa è spesso il più semplice.
Per trovare chiarimenti su ogni voce di cui sopra potete fare riferimento a siti specializzati, come ad esempio MarketingeFinanza.com che propone una sezione dedicata alla “Finanza Personale”.
La rendicontazione non è completa senza la parte patrimoniale. Qui l’obiettivo è calcolare il patrimonio netto, cioè:
Patrimonio netto = Attività – Passività
Le attività includono ciò che possedete (o che avete accumulato), mentre le passività includono ciò che dovete. È utile fare una fotografia “al 31 dicembre” per confrontarla con quella dell’anno precedente.
Attività tipiche:
liquidità: conti correnti, contanti, conti deposito
investimenti: ETF, fondi, titoli, piani di accumulo, polizze finanziarie (valore attuale)
eventuali crediti: somme prestate e recuperabili con ragionevole certezza
Passività tipiche:
mutuo: capitale residuo (non la rata annua)
prestiti e finanziamenti: residuo da restituire
saldo carta di credito se non a saldo immediato
rateizzazioni e pagamenti differiti
Per la casa e i beni durevoli si può scegliere una via prudente: includerli solo se serve davvero a una decisione (ad esempio valutare un cambio casa), e in tal caso usare stime conservative. In molti bilanci familiari è più utile concentrarsi su liquidità, investimenti e debiti: sono le voci che determinano la vostra “manovrabilità”.
Dopo la fotografia patrimoniale, serve guardare il film dell’anno: entrate e uscite. Una struttura funzionale è dividere le uscite in tre blocchi:
Spese fisse: affitto o mutuo, bollette, assicurazioni, scuola, abbonamenti indispensabili
Spese variabili: alimentari, trasporti, salute, tempo libero, regali
Spese annuali prevedibili: manutenzione auto, visite, tasse, vacanze, rinnovi, piccoli elettrodomestici
Questa terza categoria è spesso la chiave. Molti “buchi” nascono da spese prevedibili non messe a budget. Trasformarle in quote mensili (accantonamenti) riduce gli scossoni e rende più realistico il piano.
Alcuni indicatori semplici rendono il bilancio leggibile:
tasso di risparmio: (risparmio annuo / entrate annue) x 100
peso delle spese fisse: (spese fisse / entrate) x 100
copertura emergenze: mesi coperti dal fondo di emergenza (fondo / spese mensili essenziali)
Non serve inseguire percentuali perfette. Serve capire se le scelte sono coerenti: ad esempio, un tasso di risparmio basso può essere accettabile se state affrontando un investimento importante (casa, studio, famiglia), ma diventa un campanello se deriva da spese ricorrenti sottovalutate.
Per trasformare numeri e movimenti in un rendiconto chiaro, potete seguire una traccia unica e ripetibile. La parte più importante è creare un documento che l’anno prossimo potrete aggiornare in poco tempo.
Scaricate gli estratti conto dell’anno e raggruppate tutto in un unico file (o cartella) per fonte: banca, carte, investimenti
Create 8-12 categorie di spesa e assegnate ogni movimento a una categoria, evitando micro-categorie che complicano
Calcolate entrate totali, uscite totali e differenza: è il vostro saldo annuale
Fate la fotografia patrimoniale al 31 dicembre: liquidità, investimenti, debiti residui e patrimonio netto
Evidenziate 3 scostamenti principali: le tre voci che hanno inciso di più rispetto alle aspettative (in positivo o in negativo)
Elencate le spese annuali prevedibili e trasformatele in accantonamenti mensili (esempio: assicurazione, manutenzione, visite, tasse)
Definite 2-3 obiettivi concreti per l’anno nuovo, con cifra e scadenza (esempio: fondo emergenza a X entro giugno)
Questa traccia mantiene il lavoro sotto controllo e riduce la tentazione di “rifare tutto da zero” ogni anno.
Il valore del bilancio emerge nel momento in cui si passa dalle misurazioni alle scelte operative. In pratica, il bilancio serve a decidere cosa mantenere, cosa tagliare e cosa pianificare meglio.
Tre azioni spesso efficaci:
Proteggere la stabilità: rafforzare fondo di emergenza e assicurazioni essenziali, se scoperti
Ridurre attriti: tagliare abbonamenti poco usati, rinegoziare spese ricorrenti, semplificare conti e carte
Sostenere obiettivi: automatizzare risparmio e accantonamenti con bonifici programmati, così da non dipendere dalla “forza di volontà”
Se il bilancio evidenzia debiti costosi, può essere utile valutare priorità di rimborso e alternative (ad esempio consolidamento o rinegoziazione), sempre con attenzione a costi e condizioni. Se invece emergono buoni margini, si può ragionare su obiettivi come investimento, formazione, casa, esperienze e qualità della vita, mantenendo un equilibrio tra presente e futuro.
Un bilancio di fine anno ben fatto non deve essere perfetto: deve essere utilizzabile. Se a gennaio vi permette di prendere due decisioni più serene e coerenti, allora ha già svolto il suo compito.
CATANZARO (ITALPRESS) – La Regione Calabria investe sull’invecchiamento attivo come leva di coesione sociale, prevenzione e qualità della vita. Con l‘Avviso Allegra-mente, finanziato a valere sul PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027, vengono messi a disposizione 3 milioni di euro destinati a sostenere progetti promossi dagli Enti del Terzo Settore su tutto il territorio regionale.
Le risorse saranno ripartite tra gli aventi diritto con l’obiettivo di valorizzare il ruolo degli anziani come parte attiva delle comunità e contrastare solitudine, marginalità e perdita di autonomia. “L’invecchiamento attivo – dichiara l‘Assessore regionale all’Inclusione sociale, Welfare e Pari Opportunità Pasqualina Straface – non è una condizione da subire, ma una fase della vita da accompagnare e valorizzare. La Regione Calabria ha scelto da tempo di superare una visione assistenzialistica dell’anziano, riconoscendolo come risorsa sociale, culturale e relazionale per i territori”.
Il concetto di invecchiamento attivo, come definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è inteso come processo di ottimizzazione delle opportunità di salute, partecipazione e sicurezza per migliorare la qualità della vita delle persone che invecchiano. Su questa impostazione si fonda la Legge regionale n. 12 del 16 maggio 2018, con cui la Calabria si è dotata di un quadro normativo orientato alla prevenzione della non autosufficienza e al contrasto delle discriminazioni legate all’età.
“Con l’Avviso Allegra-mente – prosegue Straface – diamo concreta attuazione a quella legge e al Programma Operativo Triennale sull’invecchiamento attivo 2024-2026. Abbiamo scelto di sostenere interventi che favoriscano formazione continua, socializzazione e inclusione, perché sono questi gli ambiti che permettono alle persone over 60 di restare protagoniste della propria vita e delle proprie comunità”.
L’Avviso prevede infatti che i progetti presentati dagli Enti del Terzo Settore si sviluppino lungo tre direttrici fondamentali: formazione, socializzazione e inclusione, così come delineato dal Programma approvato con D.G.R. n. 539 del 19 ottobre 2024. Un’impostazione che mira a rafforzare le competenze, le relazioni sociali e la partecipazione attiva degli anziani alla vita collettiva.
Per garantire un’equa diffusione degli interventi sull’intero territorio regionale, le risorse sono state ripartite tra le cinque province calabresi sulla base del numero dei residenti over 60 rilevati al 1° gennaio 2024. “Questo intervento – conclude l’Assessore – è parte di una strategia più ampia di welfare territoriale che punta a prevenire fragilità future, ridurre l’isolamento e costruire comunità più solidali. Investire sull’invecchiamento attivo significa investire sulla dignità, sulla salute e sulla coesione sociale della Calabria”.
-Foto Regione Calabria-
(ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – In Italia tra il 2011 e il 2024 sono emigrati 630mila giovani (18-34enni), il 49% dalle regioni del Nord e il 35% dal Mezzogiorno. Il saldo al netto degli immigrati è pari a -441mila. Complessivamente, i giovani andati all’estero nel 2011-24 corrispondono al 7% dei giovani residenti in Italia nel 2024. È quanto emerge dal Rapporto CNEL “L’attrattività dell’Italia per i giovani dei Paesi avanzati”, approvato dall’Assemblea lo scorso 4 dicembre e oggi ampiamente illustrato in una Guida uscita in edicola con il Sole 24 Ore.
Nel solo 2024 i giovani che hanno lasciato il Paese sono stati 78mila. Il saldo al netto degli immigrati è pari a -61mila. Nel 2024 il numero degli expat è il 24% del numero delle nascite. • Nel triennio 2022-2024 tra i giovani emigrati la quota di laureati è pari al 42,1%, in aumento rispetto al 33,8% dell’intero periodo 2011-24. • Ammonta a circa 160 miliardi di euro il valore del capitale umano uscito dal nostro Paese nel 2011-24. È il costo, stimato sul saldo migratorio, sostenuto dalle famiglie e, per la sola istruzione, dal settore pubblico, per crescere ed educare i giovani italiani emigrati. Le tre regioni con il valore maggiore sono Lombardia (28,4 miliardi),Sicilia (16,7) e Veneto (14,8). In termini di PIL il valore del capitale umano uscito dal Paese nel 2011-24 è pari al 7,5%.
Le prime dieci nazioni avanzate verso cui vanno i giovani italiani sono, in ordine alfabetico: Austria, Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, Svizzera e USA. Nel 2011-24 sono espatriati in questi Paesi 486mila giovani italiani. Nello medesimo periodo sono arrivati in Italia 55mila giovani cittadini di questi stessi Paesi. Quindi, nove italiani in uscita per uno straniero in entrata. • Nel 2011-24 si sono trasferiti dal Mezzogiorno al Centro-Nord, al netto di quelli che sono arrivati, 484mila giovani italiani. A questo capitale umano corrisponde un valore di 147 miliardi di euro, di cui 79 miliardi relativo al trasferimento dei giovani laureati, 55 a quello dei diplomati e 14 a quello dei non diplomati.
L’Italia, come tutti i Paesi avanzati, è destinataria di copiosi arrivi di persone originarie di Paesi più poveri. Al tempo stesso partono dal nostro Paese decine di migliaia di giovani cittadini italiani, diretti verso altri Paesi avanzati, senza che da questi stessi Paesi arrivino altrettanti giovani. È quest’ultimo aspetto – sottolinea il CNEL – che ci distingue. Così l’Italia sta perdendo una parte quantitativamente e qualitativamente importante della sua generazione giovane e qualificata: un esodo strutturale, non episodico, non compensato da arrivi equivalenti dagli altri sistemi economico-sociali avanzati. Rendere l’Italia più attrattiva per i giovani – conclude il CNEL – vuol dire risolvere i nostri ritardi culturali ed economici e fare quel salto qualitativo che permetterebbe al Paese sia maggiore crescita e sviluppo sia più alti standard di vita per tutti.
Il Rapporto CNEL riporta anche i risultati di un sondaggio condotto tra i giovani in Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito, relativamente sia alla spinta ad andare all’estero, che risulta molto più elevata in Italia, sia all’attrattività dell’Italia, decisamente bassa, soprattutto tra i giovani tedeschi. Il sondaggio conferma che i giovani italiani mettono sì al primo posto le migliori opportunità lavorative come motivazione per andare via, ma non molto sopra la maggiore efficienza dei sistemi pubblici, il riconoscimento dei diritti civili e la superiore qualità della vita. Il Paese più scelto dai giovani europei e statunitensi per trasferirsi all’estero è la Germania, con una quota pari al 20%. Segue il Regno Unito con il 16,9%, la Spagna con il 15,4%, la Francia con il 15,1%, la Svizzera con il 14,7%. L’Italia è scelta solo dall’1,9%, preceduta da Danimarca (3,2%) e Svezia (3,4%), che sono però molto più piccole per popolazione ed economia.
Prima destinazione dei giovani italiani emigrati è il Regno Unito, con una quota pari al 26,5%. La seconda è la Germania, con il 21,2% e a seguire Svizzera (13,0%), Francia (10,9%) e Spagna (8,2%). Le percentuali variano molto tra le diverse Regioni italiane. Quasi la metà degli altoatesini vanno in Austria e oltre un quarto in Germania. Dal Meridione si parte soprattutto per la Germania (30,4%, con 39,1% dalla Sicilia) e il Regno Unito (24,5%), poi in Svizzera (12,6%).
-Foto www.pexels.com-
(ITALPRESS).
CHENGDU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Si dice che, dalla sua prima apparizione in Cina 15 anni fa, l’Orchestra Filarmonica Italiana abbia tenuto quasi 400 concerti in tutto il Paese. Andrea Cardinale, rinomato violinista appositamente invitato per il concerto di quest’anno a Chengdu, ha dichiarato: “Ogni visita in Cina rafforza la mia impressione di una nazione calorosa e dinamica. Oggi la musica funge da forte legame tra i nostri due Paesi, avvicinando ancora di più i nostri cuori”.
La sera del 25 dicembre, l’Orchestra Filarmonica Italiana ha presentato il Concerto di Capodanno 2026 presso la Chengdu City Concert Hall, offrendo al pubblico cinese una raffinata ed elegante festa artistica. L’anno 2026 segna il 55esimo anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra Cina e Italia, e questo concerto ha rappresentato anche una celebrazione speciale del 15esimo anniversario delle tournée dell’orchestra in Cina. Dall’annuncio dell’evento, il concerto ha attirato grande attenzione, richiamando non solo numerosi appassionati locali di musica classica, ma anche molti cittadini italiani espatriati, che lavorano e vivono a Chengdu, venuti appositamente per l’occasione.
All’interno dell’orchestra, la soprano Luisella de Pietro e il tenore Leonardo Gramegna formano una coppia artistica. Nei giorni precedenti l’esibizione, hanno voluto vivere da vicino la cultura delle case da tè di Chengdu e, nel tempo libero, passeggiare per le strade nei pressi dell’hotel. “Camminando per le strade di Chengdu si percepisce profondamente l’atmosfera rilassata e piacevole della vita cittadina. È molto simile allo stile di vita italiano e credo che i due luoghi condividano molte affinità nel loro atteggiamento verso la vita e l’arte”, ha raccontato de Pietro.
Gramegna ha riferito ai giornalisti: “I musicisti italiani nutrono un forte interesse per la musica cinese. Un mio amico sta attualmente sperimentando la creazione di opere musicali che fondono stili cinesi e italiani, ed è estremamente interessante”.
Sebbene il concerto sia iniziato in serata, l’orchestra era immersa in intense prove già nel pomeriggio. I musicisti hanno rifinito ripetutamente i brani, fermandosi spesso per discutere i dettagli e apportare modifiche, con appunti meticolosi sparsi sugli spartiti. Dietro le quinte di questo concerto, molte persone hanno contribuito con impegno silenzioso e dedizione. Alla Chengdu City Concert Hall, i giornalisti hanno osservato che, oltre agli artisti, i tecnici di palco sono arrivati in anticipo per testare più volte attrezzature come le luci, impegnandosi a offrire al pubblico un concerto di Capodanno impeccabile.
Il programma della serata includeva non solo classici occidentali come “Carmen Fantasy”, “Aragonesa Dance”, “Habanera” e “Toreador Song”, ma ha anche proposto appositamente brani familiari al pubblico cinese, come “Gli amanti farfalla” e “Ti amo, Cina”, regalando piacevoli sorprese ai presenti.
Quando la soprano ha intonato la melodia di “Ti amo, Cina”, l’intero pubblico non ha potuto fare a meno di unirsi al coro, creando un’atmosfera profondamente toccante. La signora Chen, che vive a Chengdu, conosceva già questa orchestra filarmonica di fama mondiale. Poter assistere alla loro esibizione nella sua città natale le ha dato grande gioia. Dopo il concerto, l’impatto artistico dei musicisti, degli strumenti raffinati e delle composizioni magistrali le ha lasciato un’impressione duratura.
Il direttore d’orchestra Nicola Marasco ha dichiarato: “Quest’anno ricorre il 55esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Cina e Italia. È per noi un grande onore esibirci per il pubblico cinese in un momento così speciale. Gli scambi culturali tra i nostri due Paesi hanno una lunga storia, che risale a secoli fa, ai tempi di Marco Polo. Ogni volta che veniamo in Cina sentiamo un calore sincero. Auspichiamo una cooperazione più profonda e duratura tra i nostri due Paesi nel campo della musica in futuro”.
(ITALPRESS).
NANCHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Guardando i bracci robotici muoversi con flessibilità nell’officina e rifinire la materia prima lungo la linea di assemblaggio fino a trasformarla in componenti automobilistici, la mente di Franco Barazzutti torna indietro di decenni. “Questi sono i miei giocattoli d’infanzia”, ha affermato Barazzutti.
È il presidente di Barazzutti Spa, un’azienda italiana che ha aperto una propria filiale nel 2005 nella città di Suqian, nella provincia orientale cinese del Jiangsu. “Sono state le case automobilistiche a chiedere a noi fornitori di trasferire parte della produzione in un Paese a basso costo”, ha ricordato il presidente, sottolineando che il costo inferiore della manodopera e dei terreni rappresentava il principale incentivo per le aziende europee a stabilire una filiale in Cina vent’anni fa.
Oggi la situazione è completamente diversa. È innegabile che la competitività cinese sotto questo aspetto non sia più quella di vent’anni fa, e ciò è dovuto essenzialmente all’aumento del costo del lavoro in Cina e al cambiamento del valore dei tassi di cambio, ha affermato il presidente.
Ma l’azienda italiana rimarrà fedele al mercato cinese. Durante una visita d’affari nel mercato messicano all’inizio di quest’anno, Barazzutti ha riscontrato che i costi in Cina sono svantaggiati rispetto al Messico, ma non ha preso in considerazione lo spostamento della base produttiva in America Latina, sebbene alcuni dei suoi clienti siano americani e geograficamente più vicini. “Preferiamo sostenere i costi aggiuntivi del trasporto via mare”, ha dichiarato il presidente, aggiungendo che la decisione è radicata nella filiera di approvvigionamento senza pari della Cina, che aiuta l’azienda a mantenere elevati profitti.
Secondo Shi Yuning, direttore generale della Jiangsu Alutec Precise Machinery Co., Ltd., la filiale di Suqian lo scorso anno ha venduto 28 milioni di blocchi di tubi per climatizzatori automobilistici, e il numero dovrebbe superare i 300 milioni nel 2025.
Barazzutti non ha dimenticato l’esitazione e l’ansia nel compiere il primo passo vent’anni fa, ma la professionalità del governo locale ha rapidamente conquistato la sua fiducia. “Fin dal primo giorno, le persone che ho incontrato mi hanno fatto capire che i loro piani di sviluppo erano concreti e ben fondati”, ha affermato il presidente, ricordando che l’allora sindaco di Suqian gli assicurò tutto il sostegno necessario per costruire e gestire l’azienda.
Anche la diligenza e l’efficienza dei dipendenti cinesi hanno colpito profondamente Barazzutti. “L’efficienza lavorativa del personale cinese rende i nostri prodotti più competitivi rispetto a quelli di altri Paesi”, ha commentato con soddisfazione.
Grazie alla produttività, l’azienda ha mantenuto operazioni stabili, crescendo dai circa 20 dipendenti agli oltre 300 di oggi, più del 70% dei quali lavora in azienda da oltre dieci anni.
L’azienda sta ora esplorando l’ingresso nel vasto mercato automobilistico cinese ed è in contatto con imprese del settore per valutare nuove collaborazioni.
Per Barazzutti Spa, restare in Cina non significa solo affrontare le sfide. Significa credere nella trasformazione, cogliere nuove potenzialità e crescere insieme a un mercato che continua a ridefinire la concorrenza globale.
“La nostra strategia non è mai stata quella del ‘mordi e fuggi’, ma piuttosto consiste nell’essere in grado di offrire risposte concrete, competitive e di lungo periodo al nostro mercato”, ha concluso il presidente.
(ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – “Si conclude un altro anno record per il turismo italiano, non solo per l’aumento delle presenze, che – stando alle stime del nostro ufficio statistica – superano i 479 milioni (+3% rispetto al 2024), ma anche per l’incremento della permanenza media, che è maggiore di quella di Spagna, Francia e Germania”. Così in un post su Facebook il ministro del Turismo, Daniela Santanchè.
“Un altro dato significativo – aggiunge – è la crescita della spesa turistica: l’attivo record della bilancia dei pagamenti turistica raggiunge i 19,6 miliardi di euro (+7% sul 2024) e la spesa internazionale si attesta a 46,4 miliardi di euro (+4,9%), dimostrando la crescente capacità del settore di generare valore per l’economia nazionale”.
“Particolarmente rilevante – sottolinea il ministro – è la crescita dei mesi spalla e la diversificazione dell’offerta turistica, che consente una migliore distribuzione dei flussi nel tempo e nello spazio. Questo è un segno della capacità dei nostri imprenditori di interpretare le esigenze dei turisti, ma anche della ritrovata centralità internazionale dell’Italia, sostenuta da un governo che ha posto il turismo al centro dell’agenda politica, sociale ed economica, come evidenziato anche dalla nuova legge di bilancio”.
“Il 2026 – evidenzia Santanchè – si prospetta ricco di sfide, a partire dalle Olimpiadi di Milano Cortina, che rappresentano un’opportunità per il presente e il futuro, insieme alla sfida legata all’undertourism, dedicata a quei territori italiani ancora poco conosciuti, ma con un enorme potenziale per lo sviluppo e la crescita delle comunità, specialmente per le nuove generazioni. Ne discuteremo insieme a Milano il 23 e 24 gennaio, in occasione del terzo forum internazionale del turismo. Grazie a tutti per un 2025 ricco di soddisfazioni e auguri per un 2026 in cui il turismo continuerà ad essere protagonista della crescita della Nazione”, conclude il ministro del Turismo, Daniela Santanchè.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Un italiano di 27 anni residente in Germania è stato condannato a tre anni di carcere dopo aver ammesso di aver compiuto una rapina a mano armata in una sala giochi a St Paul’s Bay.
Il caso risale al 16 gennaio 2024, quando l’uomo rapinò la sala giochi, trattenendo un dipendente contro la sua volontà e sottraendo €2.329,37 in contanti. Il 27enne è stato inoltre accusato di aver portato con sé un coltello durante la rapina. Dagli atti giudiziari risulta che il giorno successivo avrebbe commesso un’altra rapina all’interno di un hotel a St Paul’s Bay, prendendo di mira questa volta un cittadino italiano originario della Sardegna, che lo riconobbe nelle immagini di videosorveglianza poiché vivevano nello stesso quartiere in Sardegna.
L’imputato non aveva una residenza fissa a Malta. L’uomo è stato successivamente arrestato a Milano ed estradato a Malta in base a un mandato d’arresto europeo. In un primo momento, al momento della comparizione in tribunale, aveva negato le accuse, ma in seguito ha cambiato dichiarazione e ammesso i reati poco prima che il caso fosse esaminato dal magistrato Kevan Azzopardi.
Nel pronunciare la sentenza, il magistrato Azzopardi ha disposto che l’italiano sconti tre anni di reclusione. Il tribunale ha inoltre emesso un ordine restrittivo della durata di tre anni a tutela delle tre persone presenti nel locale durante la rapina. Il caso si è ora concluso a seguito dell’ammissione di colpevolezza da parte dell’uomo.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Nell’era attuale il modo in cui pensiamo alla sicurezza domestica è cambiato significativamente.
La sicurezza ora offre più della semplice protezione, spaziando da semplici serrature per porte e allarmi sonori a ecosistemi completamente integrati e intelligenti. Si tratta di creare un ambiente abitativo che sia sicuro, efficiente dal punto di vista energetico e reattivo, interamente gestibile da un’unica interfaccia user-friendly.
Le minacce che le famiglie affrontano oggi vanno oltre il semplice furto. I pericoli ambientali, come le perdite d’acqua, gli incendi o le fughe di gas, possono causare gravi danni e persino essere una minaccia per la vita umana, se non rilevati tempestivamente. Inoltre, in un momento in cui l’urbanizzazione aumenta e i tassi di criminalità restano una preoccupazione, le soluzioni come un antifurto casa garantiscono risposte in tempo reale che vanno ben oltre le tradizionali misure di sicurezza.
Il vero potere della sicurezza domestica moderna risiede nell’integrazione. I sistemi smart combinano telecamere, sensori, allarmi, serrature e automazione in una rete unificata che permette loro di operare insieme per garantire una supervisione completa. Quando un dispositivo rileva un’anomalia vengono attivati dei passaggi coordinati: le telecamere catturano l’incidente, le luci si accendono, i punti di ingresso sicuri vengono bloccati e il tuo smartphone riceve rapide notifiche.
Un vantaggio fondamentale di un sistema di sicurezza unificato è la semplicità che offre agli utenti. Essendo tutto quanto gestito attraverso una singola app, i proprietari di casa sono in grado di supervisionare il proprio sistema di sicurezza senza sforzo:
Immagina di tornare a casa dopo un lungo viaggio e vedere immediatamente attraverso il tuo smartphone che la tua casa è sicura, o che una perdita d’acqua rilevata è stata contenuta, tutto grazie al sistema che lavora in armonia.
Nelle aree densamente popolate, la capacità di riconoscere pattern e rispondere istantaneamente è vitale. Ad esempio, una telecamera smart esterna che rileva del movimento durante la notte può attivare un faro e inviare una notifica, scoraggiando i potenziali intrusi prima che si verifichino danni reali.
Allo stesso modo, i pericoli ambientali, come il fumo da una cucina o una perdita d’acqua sotto il lavandino, vengono immediatamente segnalati dai sensori, innescando azioni rapide. Il sistema può attivare automaticamente strumenti di soppressione di incendi o chiudere le forniture idriche per minimizzare i danni e ridurre i rischi.
Negli ambienti aziendali, le soluzioni di sicurezza integrate consentono ai manager di supervisionare da remoto più sedi. Quando i sensori rilevano delle attività sospette dopo l’orario di chiusura, un sistema centralizzato può attivare allarmi, registrare filmati e avvisare il personale di sicurezza o le forze dell’ordine, il tutto in tempo reale.
Il trend è chiaro: le soluzioni di sicurezza smart e integrate sono il futuro della gestione della sicurezza. Un sistema unificato combina protezione perimetrale, monitoraggio ambientale e automazione dei dispositivi. Questa integrazione aumenta la sicurezza, riduce i costi operativi e migliora i tempi di risposta.
In futuro, questi ecosistemi diventeranno molto più intelligenti grazie all’integrazione di AI e machine learning, che consentiranno di identificare trend, comprendere le abitudini familiari e prevedere i pericoli prima che si manifestino. Le case e i luoghi di lavoro si evolveranno in spazi veramente intelligenti dove l’efficienza e la sicurezza sono radicate nell’esistenza quotidiana.
Acquistare un sistema di sicurezza completo e integrato non significa soltanto prevenire la criminalità, significa trasformare il tuo spazio in un’area intelligente e sicura che reagisce immediatamente alle minacce e si adatta alle tue esigenze. Combinando telecamere, sensori, allarmi e automazione si va a implementare un sistema automatizzato sicuro che è sempre di guardia e sotto il tuo controllo. Immagina un sistema che blocca automaticamente le porte, accende le luci e avvisa le autorità ancora prima che tu ti renda conto di una minaccia, il tutto mentre si riducono i costi energetici.
POTENZA (ITALPRESS) – Su proposta dell’assessore all’Ambiente e alla Transizione energetica della Regione Basilicata, Laura Mongiello, la Giunta regionale ha approvato una importante delibera che assegna contributi per un totale di 544.533,14 euro a dieci Comuni lucani. I fondi sono destinati a potenziare il ciclo dei rifiuti, l’acquisto di attrezzature tecnologiche e la bonifica di siti inquinati o interessati dall’abbandono di detriti.
“Continuiamo a sostenere concretamente le amministrazioni locali nella sfida quotidiana per la tutela del nostro territorio. Questi finanziamenti non sono semplici trasferimenti monetari, ma investimenti strategici per migliorare la qualità della vita dei cittadini e l’efficienza dei servizi comunali”, dichiara Mongiello.
L’intervento tocca diverse aree della regione, con una particolare attenzione alle criticità ambientali. In particolare sulle Bonifiche e sul decoro urbano sono stati destinati 130 mila euro a Castelluccio Superiore per la riqualificazione di aree degradate dall’abbandono di rifiuti, mentre a Balvano 70 mila euro serviranno per la rimozione di strutture contenenti amianto.
Sul capitolo del monitoraggio ambientale è stato assegnato un fondo di 50 mila euro al Comune di Marsicovetere per l’esecuzione di piani d’indagine sui valori di fondo dei suoli, un’attività essenziale per la sicurezza ambientale nelle aree interessate da procedimenti complessi. I restanti contributi permetteranno ai Comuni di Anzi, Barile, Maratea, Rotonda, Ruvo del Monte, Spinoso e Tito di rinnovare il parco mezzi (con veicoli a basso impatto per i centri storici) e acquistare nuove attrezzature per la raccolta differenziata.
“Il decoro delle nostre comunità e la corretta gestione del ciclo dei rifiuti sono i pilastri della transizione ecologica che stiamo portando avanti. L’obiettivo è duplice: da un lato eliminare le sorgenti di inquinamento, dall’altro dotare i sindaci degli strumenti necessari per una gestione dei rifiuti moderna, efficace e vicina alle esigenze delle famiglie”.
L’erogazione dei fondi avverrà sulla base della rendicontazione delle attività, garantendo così la massima trasparenza e la velocità di esecuzione degli interventi, ritenuti dalla Giunta di carattere urgente per la pubblica sicurezza e la salvaguardia sanitaria.
-Foto Regione Basilicata-
(ITALPRESS).