NEW YORK (ITALPRESS) – Una mostra che racconta ottant’anni di Nazioni Unite e settanta anni di Italia nel sistema multilaterale. “Shared Lives, Shared Future – Uniti nella vita, uniti nel futuro” è stata inaugurata al Palazzo di Vetro dal Segretario Generale Antonio Guterres, insieme agli ambasciatori di Italia, Slovenia e Svizzera.
Nel suo intervento, Guterres ha ringraziato i tre Paesi promotori per aver “mostrato come il multilateralismo renda il mondo un posto migliore”, ricordando che “nessuna nazione può risolvere da sola guerre, disuguaglianze, tecnologie fuori controllo e un pianeta in fiamme”. Le immagini in mostra — ha detto — “non sono solo ritratti, ma domande: cosa potremmo ancora fare se investissimo davvero in soluzioni condivise?”.
Subito dopo, l’Ambasciatore Maurizio Massari ha sottolineato il significato di questa doppia ricorrenza: “Non c’è modo migliore per celebrare gli 80 anni dell’ONU e i 70 dell’Italia nell’Organizzazione che attraverso i volti di chi beneficia ogni giorno del suo lavoro.” Citando il Presidente Sergio Mattarella, ha ribadito che il multilateralismo resta “l’unico paradigma capace di rispondere ai bisogni globali”.
Massari ha poi ricordato il ruolo chiave dell’Italia nel sistema ONU: terzo polo mondiale dopo New York e Ginevra, settimo contributore al bilancio ordinario e delle missioni di pace, e primo fornitore di truppe tra i Paesi occidentali.
La mostra, composta da oltre 200 immagini provenienti dai 193 Stati membri, include anche la storia di Luca, studente di Palermo, a simboleggiare il contributo dell’Italia alla tutela del patrimonio culturale mondiale.
xo9/mgg/gtr (video e intervista di Stefano Vaccara)
“Shared Lives, Shared Future”, l’Italia celebra 70 anni all’Onu
Le cause civili pendenti diminuiscono, in Lombardia spiccano Lodi e Varese
GIUSTIZIA: CAUSE CIVILI PENDENTI DIMINUISCONO SOPRATTUTTO A LODI E VARESE MILANO (ITALPRESS) – Nonostante tra il 2021 e il 2024, presso le Corti d’Appello italiane si sia registrato un calo medio del 24% dei procedimenti civili pendenti, in alcuni tribunali, soprattutto a Venezia (+159%) e Trieste (+73,7%) e L’Aquila (+48,5%), l’arretrato delle cause civili continua ad aumentare. È quanto emerge da un’analisi condotta dall’Associazione Italiana Avvocati d’Impresa, presieduta dall’avvocato Antonello Martinez.
Su un totale di 140 tribunali solo 17 hanno registrato un incremento, mentre i restanti 123 hanno evidenziato una riduzione dei procedimenti civili pendenti, con le diminuzioni più significative a Palmi (-45,6%), Arezzo (-44,2%), Barcellona Pozzo di Gotto (-43,9%), Lodi (-42,9%), Rovigo (-41,4%), Foggia (-41,4%) e Larino (-40,8%). “I dati mostrano una tendenza generale alla riduzione dei procedimenti civili pendenti nei Tribunali Ordinari italiani, in linea con il trend nazionale dell’ultimo decennio”, afferma Antonello Martinez, presidente dell’Associazione Italiana Avvocati d’Impresa -. Questo andamento riflette gli sforzi compiuti per migliorare l’efficienza del sistema, anche attraverso le misure previste dal PNRR. Tuttavia, le differenze tra i singoli tribunali indicano la necessità di proseguire con interventi mirati per garantire una maggiore uniformità territoriale e tempi di risposta più omogenei”.
Fra le Corti d’Appello in Italia quella di Milano è al 12° posto su 29 per diminuzione delle cause civili pendenti: -29,3% dal 2021 al 2024, passando da 6598 a 4668. La Corte d’Appello di Brescia, invece, si colloca al 14° posto (-25,9% da 4.017 a 2.977). Se scendiamo nel dettaglio dei tribunali lombardi il più virtuoso è quello di Lodi che scende da 3.564 (2021) a 2.036 (2024) procedimenti non ancora conclusi (-42,9%), seguito dal tribunale di Varese (-34,8% da 5.234 a 3.413). Si osserva un calo comunque rilevante a Bergamo: -20%, da 8.082 a 6.469 processi ancora aperti. In tutti gli altri tribunali della regione la situazione dei processi civili è migliorata a ritmi più lenti e inferiori al 15%. A Monza le cause pendenti sono diminuite del 13,9% da 9.901 nel 2021 a 8.522 a fine 2024. Seguono Sondrio (-12,3%, da 1.355 a 1.188) e Mantova (-10,6%, da 2.894 a 2.586). Cali inferiori al 10% sono stati registrati a Lecco (-9,8% rispettivamente da 1.945 a 1.755), Busto Arsizio (-9,1% da 4.129 a 3.752), Cremona (-9% da 2.279 a 2.074), Como (-8,7% da 4.777 a 4.360) e Pavia (-7,7% da 5.045 a 4.658). A Milano la situazione è rimasta quasi invariata: -1,5% da 48.093 e 47.363. L’unico tribunale lombardo che ha rilevato un incremento delle cause civili pendenti è stato quello di Brescia: +16,8% da 18.245 a 21.308, quinto peggior aumento in Italia. Tra i grandi tribunali, Roma si conferma al primo posto per numero di procedimenti civili pendenti, nonostante una riduzione del 22.1% nell’ultimo quadriennio (91.368 casi nel 2024 rispetto ai 117.253 del 2021). Napoli e Milano mantengono rispettivamente il secondo e terzo posto: Napoli registra un calo del 13,7%, mentre a Milano la riduzione è stata dell’1,5%.
Secondo l’analisi dell’Associazione Italiana Avvocati d’Impresa, complessivamente nelle Corti d’Appello la situazione è più incoraggiante. Su 29 sedi (di cui tre sezioni distaccate), solo 5 hanno registrato un aumento dei procedimenti civili pendenti tra il 2021 e il 2024. Seppur con numeri assoluti più bassi, l’incremento maggiore si è rilevato a Trento: +26%. Aumenti più contenuti, invece, a Torino (+6,8%), Campobasso (+6,6%), Catanzaro (+1,9%) e Cagliari (+0,8%). Le restanti 24 Corti hanno invece registrato una diminuzione, con cali che vanno dal 48,2% di Ancona al 5,9% della Corte d’Appello di Bolzano. Anche tra le grandi Corti d’Appello Roma si conferma al primo posto per numero di procedimenti civili pendenti: dai 43.455 casi del 2021 è scesa a 31.580 nel 2024, registrando una diminuzione del 27,3%, ma mantenendo comunque il primato nazionale. Ai vertici della classifica per carico di lavoro da smaltire si trovano anche Napoli, con una riduzione del 18,6% (da 33.206 a 27.044 casi), e Palermo, con casi in flessione del 7,1% (da 11.554 a 10.729). Dal 2021 al 2024 questi 3 distretti sono sempre ai primi posti della classifica nazionale per cause civili pendenti.
“La riduzione complessiva dei procedimenti civili, sia nei Tribunali Ordinari che nelle Corti d’Appello, rappresenta un segnale incoraggiante che merita di essere consolidato – osserva Antonello Martinez – I dati mostrano però che i grandi distretti continuano a sostenere un carico rilevante, segno che restano criticità da affrontare. Per questo è essenziale proseguire con interventi strutturali e investimenti mirati, affinché i miglioramenti non restino isolati ma diventino parte di un sistema giudiziario più efficiente e omogeneo. In un Paese in cui la giustizia civile incide sulla competitività e sulla fiducia degli operatori economici, garantire un accesso uniforme e tempestivo è una priorità se vogliamo contribuire concretamente alla crescita dell’Italia”.
– foto ufficio stampa Sec –
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Bologna, Vincenzo Italiano ricoverato per una polmonite: giovedì non sarà in panchina
BOLOGNA (ITALPRESS) – “Nella giornata di ieri Vincenzo Italiano è stato ricoverato al Policlinico Sant’Orsola-Malpighi nel reparto di pneumologia (diretto dal professor Stefano Nava) a causa di una polmonite a verosimile eziologia batterica (non dovuta a Covid) per la quale è stato necessario intraprendere una terapia antibiotica specifica. L’allenatore resterà circa cinque giorni in regime di ricovero ospedaliero. Attualmente la situazione clinica è in lento miglioramento, seguiranno aggiornamenti nei prossimi giorni. A Vincenzo vanno i migliori auguri di pronta guarigione da parte di tutto il club”. Lo comunica il Bologna con una nota pubblicata sul proprio sito internet. Il tecnico rossoblù, dunque, salterà la sfida di Europa League in programma giovedì a Bucarest contro l’Fcsb e con ogni probabilità anche quella di campionato, domenica 26 in casa della Fiorentina.
-Foto IPA Agency-
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Nissan Leaf, arriva la terza generazione della 100% elettrica
ROMA (ITALPRESS) – La Nissan LEAF, la vettura che nel 2010 ha aperto la strada alla mobilità elettrica di massa, torna protagonista con la terza generazione. Il nuovo modello incarna il DNA Nissan e segna un passo decisivo nella strategia di elettrificazione del marchio giapponese. L’obiettivo è chiaro: offrire fino a 622 km di autonomia, un traguardo che consolida la LEAF come punto di riferimento tra le elettriche compatte.
«La nuova LEAF è pensata per la prossima generazione di clienti EV», ha dichiarato Marco Toro presidente e amministratore delegato Nissan Italia, annunciandone l’arrivo sul mercato nella primavera 2026. Disegnata presso il Global Design Studio di Atsugi, in Giappone, la nuova LEAF punta sull’aerodinamica come chiave dell’efficienza. Le linee esterne sono pulite e fluide, con un coefficiente di resistenza di appena 0,25 Cx.
Firma anteriore, logo illuminato, maniglie a filo a scomparsa, superfici scolpite e fanali posteriori 3D esaltano un profilo elegante e sportivo. Con una lunghezza di 4,35 metri, la vettura è perfetta per l’ambiente urbano, ma mantiene un aspetto da segmento superiore. Cerchi da 19 pollici, tetto panoramico oscurante e il nuovo colore Luminous Teal completano l’estetica di un’auto che unisce funzionalità e stile.
All’interno, la LEAF cresce in tecnologia e comfort. L’abitacolo, spazioso e curato, ospita due display da 14,3 pollici che gestiscono infotainment e funzioni di bordo, integrando la Suite Google con Maps, Assistant e Play Store. Sedili morbidi e comodi con rivestimenti in nero o bianco con accenti viola che trasmettono un tocco premium. Il bagagliaio da 437 litri garantisce praticità. L’app Nissan Connect Services permette di controllare da remoto la vettura, monitorando lo stato della batteria o preimpostando la climatizzazione. Sotto la carrozzeria, la piattaforma modulare CMF-EV è la stessa della Nissan Ariya.
Due le versioni disponibili: la Standard, con batteria da 52 kWh e potenza di 130 kW per oltre 440 km di autonomia, e la Estesa, da 75 kWh e 160 kW, capace di percorrere fino a 622 km. In entrambe la velocità massima è limitata a 160 km/h e il consumo medio è di 13,8 kWh/100 km. La ricarica rapida fino a 150 kW consente di recuperare 420 km in soli 30 minuti, mentre il sistema di gestione termica ottimizza la temperatura della batteria in base al percorso e alle soste di ricarica pianificate tramite Google Maps.
L’abbiamo provata in Danimarca fra il castello di Amleto, proprio di fronte la Svezia, e storici mulini a vento. Silenziosa, scattante, nella modalità sport, e sul fronte della dinamica di guida le sospensioni MacPherson anteriori e Multilink posteriori hanno garantito comfort e stabilità. Il sistema ProPILOT Assist con Navi-link legge i segnali stradali, regola la velocità in base ai limiti e mantiene automaticamente la distanza di sicurezza seguendo il percorso dell’autostrada. L’e-Pedal Step permette di accelerare e frenare con un solo pedale, rendendo la guida fluida anche nel traffico urbano, peraltro sconosciuto a Copenaghen.
L’Around View Monitor 3D offre otto prospettive selezionabili e la modalità “cofano trasparente” è utile per le manovre più strette. Un altro punto di forza è la tecnologia Vehicle-to-Load (V2L), che consente di utilizzare l’energia della batteria per alimentare dispositivi esterni fino a 3,6 kW, trasformando la vettura in un power bank. L’impianto audio BOSE Personal Plus ha un altoparlante nel poggiatesta del conducente isolando così le notifiche del “navigatore”, al fine di non disturbare i passeggeri.
La produzione della nuova LEAF avverrà nello stabilimento Nissan di Sunderland, nel Regno Unito, dove il 20% dell’energia impiegata proviene da fonti rinnovabili. Fa parte del progetto EV36Zero, il primo ecosistema integrato per veicoli elettrici. L’avvio della produzione è previsto entro la fine del 2025, con le prime consegne appunto nella primavera 2026, con prezzo a partire da 25.900 euro con incentivi statali di 11.000 euro.
foto: ufficio stampa Nissan Italia
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In Italia le nascite calano ancora, fecondità ai minimi storici: i dati Istat
ROMA (ITALPRESS) – Nel 2024 i nati residenti in Italia sono 369.944, quasi 10mila in meno rispetto al 2023. La variazione relativa sull’anno precedente (-2,6%) è in linea con la variazione percentuale media annua registrata dal 2008 al 2023 (-2,7%).
Il tasso di natalità nel 2024 è pari a 6,3 per mille residenti (era 9,7 per mille nel 2008). Lo si legge nel report pubblicato dall’Istat. L’andamento decrescente delle nascite prosegue senza soste dal 2008, anno nel quale si è registrato il numero massimo di nati vivi degli anni Duemila (oltre 576mila). Da allora la perdita complessiva è stata di quasi 207mila nascite (-35,8%).
Il calo delle nascite, oltre a dipendere dalla bassa propensione ad avere figli (1,18 figli in media per donna nel 2024), è causato dalla riduzione nel numero dei potenziali genitori, appartenenti alle sempre più esigue generazioni nate a partire dalla metà degli anni Settanta, quando la fecondità cominciò a diminuire, scendendo da oltre 2 figli in media per donna al valore di 1,19 del 1995.
Nel 2024 continuano a diminuire sia i primi figli sia i figli di ordine successivo al primo. I primogeniti sono pari a 181.487 unità, in calo del 2,7% rispetto al 2023. I secondi figli (133.869) diminuiscono del 2,9% mentre quelli di ordine successivo dell’1,5%. La diminuzione dei primi figli riguarda tutte le aree del Paese, con una riduzione minore nel Centro-Nord (-1,8% per il Nord, -2,0% per Centro) e un calo più intenso nel Mezzogiorno (-4,3%). Anche la diminuzione dei figli di ordine successivo al primo interessa in misura maggiore il Mezzogiorno: -4,3% contro -1,7 del Centro e -1,4% del Nord (-2,5% la media Italia).
Persistono, quindi, le difficoltà tanto ad avere il primo figlio quanto a passare dal primo al secondo. I fattori che contribuiscono alla contrazione della natalità sono molteplici: l’allungarsi dei tempi di formazione, le condizioni di precarietà del lavoro giovanile e la difficoltà di accedere al mercato delle abitazioni, che tendono a posticipare l’uscita dal nucleo familiare di origine, a cui si può affiancare la scelta di rinunciare alla genitorialità o di posticiparla.
La diminuzione dei nati è quasi completamente attribuibile al calo delle nascite da coppie di genitori entrambi italiani, che costituiscono oltre i tre quarti delle nascite totali (78,2%). Infatti, a fronte di un calo complessivo delle nascite di 9.946 unità, i nati da genitori italiani, pari a 289.183 nel 2024, sono diminuiti di 9.765 unità rispetto al 2023 (-3,3%). Le nascite da coppie in cui almeno uno dei genitori è straniero sono invece 80.761 (21,8%), sostanzialmente stabili rispetto al 2023, quando sono state 80.942 (-0,2%). Tra queste, la diminuzione registrata sui nati da genitori entrambi stranieri, pari al -1,7%, viene compensata dall’aumento dei nati in coppia mista (+2,3%).
-Foto IPA Agency-
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Mattarella “Non arrendersi di fronte a incidenti e decessi sul lavoro”
ROMA (ITALPRESS) – “La seconda edizione degli Stati Generali sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro rappresenta l’occasione per riaffermare, con rinnovata determinazione, l’impegno a non arrendersi di fronte a incidenti e decessi sul lavoro. E una sequela quotidiana che ci richiama, drammaticamente, ogni giorno, a quanto sia urgente intervenire. La tutela dei lavoratori costituisce la prima forma di giustizia nel lavoro, parte integrante del diritto di ogni donna e uomo a svolgere un’attività dignitosa e protetta. Un lavoro non è vero se non è anche sicuro. La garanzia della attuazione di questo principio richiede l’impegno congiunto di istituzioni, imprese, lavoratori e parti sociali: un’alleanza capace di superare le differenze per perseguire obiettivi condivisi. Serve un’alleanza per la sicurezza sui luoghi di lavoro”. Questo il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella letto da Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, durante gli Stati Generali su Salute e Sicurezza sul lavoro, avviati oggi a Montecitorio.
“Sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori non sono ammesse scorciatoie: questi obiettivi devono guidare ogni scelta e ogni politica del lavoro. Auspico che da queste giornate emergeranno impegni concreti a questo scopo. Strategie di sviluppo e competitività del nostro Paese non passano dall’allentamento delle tutele dei lavoratori” conclude Mattarella.
foto: IPA Agency
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Nicolas Sarkozy in carcere “Scandalo giudiziario, sono innocente”
PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – L’ex presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, è entrato nel carcere “La Santè” di Parigi per scontare la condanna definitiva a 5 anni, che gli è stata inflitta il mese scorso, per il finanziamento libico della sua campagna elettorale. Sarkozy, 70 anni, ha lasciato questa mattina attorno alle 9 la sua abitazione con la moglie, Carla Bruni, acclamato da un centinaio di manifestanti che hanno risposto presente all’appello lanciato per sostenere l’ex presidente e la sua famiglia. “Nicolas! Nicolas!”, “Liberate Nicolas”, ha scandito la folla.
Su X, nel momento in cui ha lasciato casa scortato da numerosi poliziotti, Sarkozy ha riaffermato la sua “innocenza”. “Continuerò a denunciare questo scandalo giudiziario, questo percorso di sofferenza che subisco da oltre 10 anni”.
Parlando con i giornalisti davanti al carcere, i suoi avvocati hanno fatto sapere di aver depositato la richiesta di scarcerazione.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Francia, Sarkozy entra in carcere: “Scandalo giudiziario, sono innocente”
PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – L’ex presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, è entrato nel carcere “La Santè” di Parigi per scontare la condanna definitiva a 5 anni, che gli è stata inflitta il mese scorso, per il finanziamento libico della sua campagna elettorale.
Sarkozy, 70 anni, ha lasciato questa mattina attorno alle 9 la sua abitazione con la moglie, Carla Bruni, acclamato da un centinaio di manifestanti che hanno risposto presente all’appello lanciato per sostenere l’ex presidente e la sua famiglia. “Nicolas! Nicolas!”, “Liberate Nicolas”, ha scandito la folla.
Su X, nel momento in cui ha lasciato casa scortato da numerosi poliziotti, Sarkozy ha riaffermato la sua “innocenza”. “Continuerò a denunciare questo scandalo giudiziario, questo percorso di sofferenza che subisco da oltre 10 anni”. Parlando con i giornalisti davanti al carcere, i suoi avvocati hanno fatto sapere di aver depositato la richiesta di scarcerazione.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Ucraina,Leader “Tutti uniti nel desiderio di una pace giusta e duratura”
ROMA (ITALPRESS) – “Siamo tutti uniti nel nostro desiderio di una pace giusta e duratura, meritata dal popolo dell’Ucraina. Sosteniamo fermamente la posizione del Presidente Trump che i combattimenti debbano cessare immediatamente, e che l’attuale linea di contatto debba essere il punto di partenza per i negoziati. Rimaniamo fedeli al principio che i confini internazionali non devono essere modificati con la forza. Le tattiche dilatorie della Russia hanno dimostrato più e più volte che l’Ucraina è l’unica parte che vuole seriamente la pace. Noi tutti vediamo che Putin continua a scegliere la violenza e la distruzione”. Lo affermano in una dichiarazione congiunta sulla Pace per l’Ucraina, il Presidente Zelenskyy, il Primo Ministro Starmer, il Cancelliere Merz, il Presidente Macron, il Presidente del Consiglio Meloni, il Primo Ministro Tusk, il Presidente von der Leyen, il Presidente Costa, il Primo Ministro Store, il Presidente Stubb ed il Primo Ministro Frederiksen.
“Siamo dunque chiari sul fatto che l’Ucraina debba essere nella posizione più forte possibile – prima, durante e dopo qualsiasi cessate il fuoco. Dobbiamo aumentare la pressione sull’economia della Russia e sulla sua industria della difesa, finchè Putin non sarà pronto per la pace. Stiamo sviluppando misure per utilizzare appieno il valore dei beni sovrani russi immobilizzati affinchè l’Ucraina disponga delle risorse di cui ha bisogno”. I leader si incontreranno più tardi questa settimana al Consiglio europeo e nel formato della Coalizione dei Volenterosi per discutere come portare avanti questo lavoro e fornire ulteriore sostegno all’Ucraina.
foto: IPA Agency
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Varesco-Bottega vincono l’edizione 2025 della Suzuki Rally Cup
ROMA (ITALPRESS) – Il Rallye Sanremo ancora una volta ha fatto fede al suo nome leggendario, regalando alle migliaia di appassionati giunti sulla riviera ligure un ultimo indimenticabile atto della stagione tricolore. La Suzuki Rally Cup 2025, il trofeo monomarca promosso da Suzuki Italia per la specialità del traverso, si è così concluso solo nelle battute finali di gara, dopo diversi colpi di scena.
Alla vigilia c’erano infatti ancora ben 4 pretendenti in lotta per la vittoria sulle agili Swift Sport Hybrid, ma a festeggiare all’arrivo affacciato sul mare sono stati Lorenzo Varesco e Nicolò Bottega, che con il 2° posto in gara hanno strappato la 18^ edizione della Suzuki Rally Cup.
L’equipaggio, che per gran parte della stagione è stato leader della classifica generale, ha saputo fare la differenza nelle due power stage, riuscendo così a spuntarla sui rivali in classifica di appena 3,5 punti nonostante la vittoria in gara sia andata ad altri. Per buona parte del rally infatti in testa si era difeso Giorgio Fichera navigato da Giuseppe Barbera, che però nella PS9 “Vignai” ha stallonato uno pneumatico perdendo oltre 9′ e lanciando così verso il primo posto il giovane Jean Claude Vallino. A quel punto tuttavia i giochi erano già fatti, e nonostante Vallino navigato da Sandro Sanesi abbia lottato il più possibile per tenere aperti i giochi, alla fine la matematica ha incoronato Varesco, che ha avuto il merito di rialzarsi dopo ogni errore, uscita o sfortuna della stagione.
Anche lui infatti sulla PS9 ha forato perdendo 1’21, ma lanciatosi poi nell’ultima power stage, con una vettura non al massimo ed uno pneumatico sostituito, al cardiopalma ha vinto la PS di appena 7 decimi, un battito di ciglia che è valso tutta una stagione. Prove storiche, che hanno scritto la storia della disciplina rallystica, strade leggendarie, che hanno visto i migliori piloti del mondo volare nel WRC, hanno così fatto da palcoscenico per una delle più pirotecniche ed incerte edizioni della Suzuki Rally Cup.
“Per come era andata la stagione, eravamo ottimisti – ha commentato all’arrivo Varesco – poi al Lazio c’è stato il patatrac con un’uscita di strada ed è saltato un po’ tutto. Quasi non ci speravamo più, ma all’ultimo abbiamo trovato una macchina che ci hanno prestato, perché la nostra era danneggiata, e siamo venuti a Sanremo. Era una vettura diversa, non sapevamo come si sarebbe comportata. Nel secondo giorno di gara abbiamo iniziato forte e ci siamo riavvicinati molto dopo che eravamo scivolati indietro. Ma sulla PS9 abbiamo forato anche noi come Fichera perdendo parecchio. Lì ho pensato che fosse finita, di nuovo, mi sono scoraggiato, ma in quel momento mi hanno chiamato e detto che, se avessi vinto la Power Stage, avrei potuto vincere tutto. Abbiamo così fatto la PS11 da pelle d’oca, non so come, vincendola di 0.7”. Sono davvero contento, per tutti quelli che mi stanno attorno e mi supportano. Era tosta vincere quella Power Stage, ma ce l’abbiamo fatta”.
Nonostante la Cup sfumata di un nulla, contento il giovane Vallino che a 20 anni si è cucito sul petto il Campionato Italiano R1, regalando a Suzuki Italia il 7° titolo tricolore di categoria, un unicum nel panorama nazionale. Sfortunatissimo invece in una stagione già acciaccata dalla malasorte il siciliano Fichera, che proprio mentre intravedeva il campionato si è dovuto accontentare del 3° posto nella classifica generale, essendo scivolato al 5° posto al termine della gara.
Grande soddisfazione poi nella riviera dei fiori per Andrea La Cola ed Antonello Moncada, che al debutto su una Suzuki Swift Sport Hybrid hanno strappato un ottimo podio e certificato la matematica vittoria nella Suzuki Rally Cup classifica delle Racing Start, successo già ipotecato nell’ultimo round a Cassino. Ai piedi del podio a causa di una noia alla loro vettura che perdeva potenza Stefano Vitali e Maurizio Vitali, che a Sanremo hanno comunque chiuso la loro miglior stagione, facendo anche registrare tempi di primissimo livello. Sesta piazza infine per l’equipaggio composto da Lorenzo Olivieri e Lucrezia Viotti, loro a bordo di una Suzuki Boosterjet a differenza di tutti i precedenti, che sfruttando l’assenza degli avversari si sono anche portati a casa il 3° posto nella classifica finale delle “Racing Start”.
-Foto ufficio stampa Suzuki-
(ITALPRESS).


