PALERMO (ITALPRESS) – ISMETT-UPMC si conferma tra le strutture sanitarie più avanzate al mondo nel campo della trasformazione digitale, conquistando il livello 7 nella categoria Acute del programma internazionale Digital Health Most Wired del College of Healthcare Information Management Executives (CHIME). L’indagine, che coinvolge oltre 50.000 strutture sanitarie, valuta maturità digitale, infrastrutture, gestione dei dati, cybersecurity, qualità delle cure e capacità di innovazione.
ISMETT, si legge in una nota, è oggi l’unica struttura in Italia a raggiungere questo traguardo, collocandosi tra gli ospedali più evoluti sul piano tecnologico, grazie a performance superiori alla media in ambiti chiave come sicurezza clinica, interoperabilità, gestione dei flussi informativi e coinvolgimento del paziente.
“Questo traguardo – afferma Angelo Luca, CEO di ISMETT – rappresenta l’evoluzione naturale di un percorso iniziato nel luglio del 1999, quando avviammo la prima stazione di telemedicina tra Palermo e Pittsburgh per la gestione dei casi di anatomia patologica. Da allora abbiamo costruito un modello fondato sull’integrazione tecnologica e sulla integrazione di tutte le aree dell’Istituto. Il futuro della sanità sarà definito dalla capacità di rendere i dati clinici realmente disponibili, interoperabili e sicuri: è questa la condizione che abilita lo sviluppo responsabile dell’intelligenza artificiale e dei nuovi strumenti che stanno cambiando il modo in cui curiamo i pazienti. La digitalizzazione non è un elemento accessorio, ma l’infrastruttura strategica che permette di passare da cure reattive a modelli predittivi, personalizzati e più accessibili. Il nostro impegno è guidare questa trasformazione, migliorando la qualità delle cure e garantendo a pazienti e professionisti un’esperienza sempre più moderna, integrata e centrata sulla persona”.
Il riconoscimento CHIME rappresenta una vera e propria “pagella digitale” per gli ospedali di tutto il mondo e riflette la capacità di affrontare sfide sempre più complesse: minacce informatiche, carenza di personale, nuovi modelli assistenziali e sostenibilità economica.
L’avanzamento digitale di ISMETT-UPMC, sottolinea la nota, conferma la vocazione dell’Istituto all’innovazione e pone le basi per l’adozione delle tecnologie emergenti che, nei prossimi anni, ridefiniranno l’erogazione delle cure: interoperabilità dei dati, sistemi predittivi, AI clinica e infrastrutture altamente resilienti.
– foto ufficio stampa IRCCS ISMETT-UPMC, Angelo Luca, Direttore di ISMETT –
(ITALPRESS).
Ismett-Upmc ai vertici mondiali per digitalizzazione
Cina: lanciata la navicella Shenzhou-22 (1)
JIUQUAN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina lancia la navicella Shenzhou-22 dal Centro di Lancio Satellitare di Jiuquan, nel nord-ovest del Paese, il 25 novembre 2025.
-Foto Xinhua-
(ITALPRESS).
Operazione antidroga tra Roma e Latina, 15 arresti e 8 indagati
ROMA (ITALPRESS) – La Polizia di Stato di Roma, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Capitale, ha eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 15 persone, gravemente indiziate di appartenere a due distinte associazioni criminali specializzate nel traffico di droga. Ai 15 arrestati si aggiungono altre 8 persone, anche queste indagate di appartenere alle consorterie di narcotrafficanti, sottoposte, nel contesto dello stesso provvedimento, ad altrettanti decreti di perquisizione personale e locale. vbo/mca2
Fonte video: Polizia di Stato
Scoperto nel Trapanese un traffico di droga all’ombra di cosa nostra, 27 arresti
TRAPANI (ITALPRESS) – In provincia di Trapani, gli agenti della Polizia di Stato, su delega della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, hanno eseguito un’ordinanza cautelare restrittiva nei confronti di 27 soggetti (16 custodia cautelare in carcere e 11 arresti domiciliari), gravemente indiziati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, in taluni casi aggravata dall’avere agito al fine di agevolare l’associazione mafiosa denominata cosa nostra, in particolare, la famiglia mafiosa di Marsala. Nel medesimo contesto operativo, tra Trapani, Marsala e Mazara del Vallo, sono state eseguite, su delega della Procura distrettuale, 20 perquisizioni nei confronti di altrettanti indagati, indiziati degli stessi reati. L’imponente operazione ha visto l’impiego di 200 poliziotti, di 4 unità cinofile e di 16 pattuglie dei Reparti prevenzione crimine della Sicilia e della Calabria. vbo/mca2
Fonte video: Polizia di Stato
Maxi coltivazione di marijuana nelle campagne del Reggino, un arresto
REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – Una vasta distesa di serre perfettamente mimetizzate tra gli uliveti e un odore acre, inequivocabile, che ha guidato i Carabinieri verso una delle più consistenti piantagioni scoperte negli ultimi mesi nella Piana di Gioia Tauro. È quanto emerso dall’operazione condotta a Rizziconi dai militari della Stazione locale, affiancati dalla Sezione Operativa della Compagnia di Gioia Tauro e dallo Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”.
Durante controlli nelle zone rurali, i Carabinieri hanno percepito un forte odore di marijuana provenire da alcune serre apparentemente dedicate alla floricoltura. L’intuizione investigativa è stata immediata: una volta entrati nell’area e avviata la perquisizione, i militari si sono trovati davanti una vera e propria coltivazione professionale.
All’interno delle strutture sono state rinvenute 545 piante di canapa indiana, disposte in 24 filari e sostenute da un sistema di irrigazione altamente efficiente, chiaro segno di un’organizzazione in grado di garantire una produzione costante e di elevata resa. La piantagione, in avanzato stato vegetativo e destinata a generare un ingente quantitativo di stupefacente, è stata posta sotto sequestro e poi distrutta su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Il responsabile della coltivazione, un 29enne incensurato, è stato individuato quando – ignaro del blitz in corso – è giunto sul posto durante le operazioni. Per lui sono scattati gli arresti domiciliari, come disposto dalla Procura di Palmi.
-Foto ufficio stampa Carabinieri-
(ITALPRESS).
Maxi operazione antidroga tra Roma e Latina: 15 arresti
ROMA (ITALPRESS) – La Polizia di Stato di Roma, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Capitale, ha eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 15 persone, gravemente indiziate di appartenere a due distinte associazioni criminali specializzate nel traffico di droga.
I mercati su cui i gruppi criminali operavano si concentravano nei territori di Anzio, Nettuno e Latina, che venivano sistematicamente riforniti di cocaina, hashish e marijuana attraverso una fitta rete di pusher, alle dipendenze di ciascuna delle organizzazioni, che all’occorrenza, si davano “mutuo soccorso”, soccorrendo l’una alle necessità dell’altra quando le richieste di mercato esaurivano la disponibilità momentanea del narcotico.
Il provvedimento restrittivo rappresenta l’epilogo di un’articolata attività d’indagine, svolta dalla Squadra Mobile di Roma, che ha consentito di disvelare le due organizzazioni criminali, che disponevano di armi da fuoco e hanno guadagnato egemonia nel traffico e nello spaccio di sostanze stupefacenti nei territori del litorale romano e pontino.
Ai 15 arrestati si aggiungono altre 8 persone, anche queste indagate di appartenere alle consorterie di narcotrafficanti, sottoposte, nel contesto dello stesso provvedimento, ad altrettanti decreti di perquisizione personale e locale.
L’indagine ha messo in luce la struttura piramidale delle due organizzazioni, dove i capi operavano in regime di arresti domiciliari e, sfruttando i propri canali di approvvigionamento, si avvalevano di una rete di depositari di stupefacente e venditori al dettaglio. Le organizzazioni imponendosi sul territorio anche in virtù della disponibilità di armi, avevano monopolizzato numerose piazze di spaccio del litorale pontino e romano.
Tra i luoghi di incontro per finalizzare i traffici di stupefacenti sono emersi esercizi di ristorazione, nonché locali di intrattenimento, luoghi frequentati dalla movida, potendo così contare su un ampio bacino d’utenza. Una delle due organizzazioni criminali aveva inoltre la disponibilità diretta di un bar ristorante, utilizzato come base logistica per avviare le trattative inerenti l’acquisto di importanti partite di droga.
Il volume d’affare stimato nel corso dell’indagine è di alcuni milioni di euro sul mercato della vendita al dettaglio dello stupefacente. Nel corso delle indagini, durate oltre 1 anno, i poliziotti della Squadra Mobile capitolina hanno sequestrato 3 chili e mezzo di cocaina, più di 18 chili di hashish e quasi mezzo chilo di eroina, arrestando in flagranza di reato e denunciando 8 persone.
Nello stesso contesto, gli investigatori hanno sequestrato armi da fuoco clandestine, provento di furto. All’operazione che ha coinvolto oltre 200 uomini, svoltasi nei comuni di Roma, Latina, Nettuno, Pomezia e L’Aquila, hanno partecipato i poliziotti della Squadra Mobile di Roma, con la collaborazione dell’omologhi uffici investigativi di Latina, nonché con l’ausilio di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine, di Unità cinofile antidroga, nonché del Reparto Volo di Roma.
-Foto screenshot video Polizia di Stato-
(ITALPRESS).
Egitto, l’esperto Abubakr al-Deeb: “L’ordine Trump un duro colpo per i fratelli musulmani”
ROMA (ITALPRESS) – L’ordine esecutivo firmato dal presidente americano Donald Trump che designa alcuni rami della Fratellanza Musulmana come organizzazioni terroristiche straniere rappresenta “il colpo finanziario più duro subito dal movimento dalla sua fondazione, quasi un secolo fa”. Lo afferma in un’intervista ad Italpress Abubakr al-Deeb, consulente del Centro Arabo di Studi, ricercatore in relazioni internazionali ed economia politica.
“Non si tratta solo di un atto simbolico – spiega al-Deeb – ma dell’avvio della più vasta operazione di prosciugamento delle fonti di finanziamento mai vista, sia dirette sia attraverso facciate economiche, associazioni caritatevoli e società transnazionali”.
Secondo l’esperto, l’inclusione dei rami egiziano, libanese e giordano nella lista americana mette sotto la lente l’intera struttura economica della Fratellanza, che per decenni si è basata su una rete finanziaria decentralizzata e stratificata: scuole, cliniche, imprese edili dichiarate; società di facciata; economia parallela alimentata da quote degli affiliati; finanziamenti esteri da donatori e organizzazioni amiche.
“Il vero danno – sottolinea al-Deeb – colpirà soprattutto le società di copertura e l’economia sommersa. Il sistema finanziario globale, legato al dollaro, permetterà agli Stati Uniti di congelare beni, bloccare bonifici, chiudere conti e inserire aziende sospette nelle liste di controllo. Banche internazionali rifiuteranno di trattare con questi soggetti, rendendo di fatto asfissianti le attività transfrontaliere”.
L’esperto prevede pesanti ripercussioni anche sulle imprese operanti in settori come costruzioni, cambiavalute, istruzione privata, commercio internazionale e logistica, nonché sugli investimenti immobiliari e sulle associazioni caritative usate come canale di trasferimento fondi.
“Il provvedimento creerà un vuoto finanziario che richiederà anni per essere colmato – prosegue – con calo di fiducia tra i finanziatori locali, ritrosia degli imprenditori a continuare il sostegno e difficoltà nel movimento di capitali tra Paesi”.
Al-Deeb non ritiene che il giro di vite porterà alla scomparsa dell’economia della Fratellanza, ma la costringerà a una drastica riconversione: meno dipendenza dai circuiti bancari internazionali, maggiore ricorso al contante, riduzione delle dimensioni delle società di copertura e ritorno a reti strettamente locali, tutte opzioni “meno efficienti e molto più rischiose”.
“Le sanzioni finanziarie – conclude il ricercatore – sono sempre più efficaci di quelle politiche: interrompono i flussi, smascherano le facciate, mandano in tilt i conti e indeboliscono la capacità organizzativa. Nei prossimi mesi vedremo una completa ridisegnazione della mappa economica della Fratellanza nella regione”.
-Foto ufficio stampa al-Deeb-
(ITALPRESS).
Cina: lanciata la navicella Shenzhou-22
JIUQUAN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Martedì, la Cina ha lanciato la navicella Shenzhou-22 dal Centro di Lancio Satellitare di Jiuquan, nel nord-ovest del Paese, segnando la prima missione di lancio d’emergenza nel programma spaziale cinese con equipaggio. La navicella si è separata dal razzo ed è entrata nell’orbita designata. La China Manned Space Agency (l’agenzia cinese per i voli spaziali con equipaggio) ha dichiarato la missione di lancio un completo successo.
(ITALPRESS).
Associazione armata dedita al narcotraffico, 28 arresti
MILANO (ITALPRESS) – La Guardia di Finanza di Milano, su delega della Procura, sta eseguendo misure cautelari nei confronti di 28 indagati (25 in carcere e 3 ai domiciliari) appartenenti ad un’associazione criminale armata composta da soggetti facenti parte della ‘ndrangheta della locride che, a vario titolo e con il supporto di soggetti inseriti in ambienti della criminalità albanese, avrebbero promosso, diretto, finanziato, organizzato e realizzato traffici internazionali di sostanze stupefacenti.
Tra i destinatari di misura cautelare personale figura anche, per il reato di riciclaggio, un cittadino cinese che, nella sua qualità di cambista, ha permesso all’organizzazione criminale di effettuare il pagamento di partite di stupefacente tramite il sistema di compensazione/trasferimento informale di valore noto come fei eh ‘ien.
L’attività investigativa, diretta dalla Procura con il costante coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia, ha permesso di disvelare una triangolazione di accordi tra esponenti della criminalità organizzata calabrese, lombarda e campana volta a favorire l’importazione dal Sud America di grandi quantitativi di stupefacente. E’ stata infatti individuata una fitta rete criminale di stanza in Lombardia, con ramificazioni in Germania, Paesi Bassi, Spagna, Regno Unito, Colombia e Brasile che, utilizzando sofisticati apparati di messaggistica criptata e sfruttando diretti contatti con broker albanesi e con fornitori di cocaina dal Sud America, nell’arco temporale di circa due anni, ha movimentato stupefacente per un controvalore stimato in oltre 27 milioni di euro.
L’operazione, che vede complessivamente indagate 41 persone, ha consentito di ricostruire svariate importazioni di cocaina che, senza soluzione di continuità, dalla Colombia e dal Brasile sono state destinate con vettore marittimo verso i porti di Livorno, Rotterdam, Gioia Tauro e Le Havre attraverso la tecnica del cosiddetto “rip-off” (gacho ciego), mediante la quale i narcos inseriscono stupefacente all’interno dei container utilizzati per i trasporti commerciali leciti via mare.
Di significativa importanza per la riuscita dell’indagine è stata anche la collaborazione con Eurojust ed Europol per l’acquisizione, attraverso numerosi Ordini Europei di Indagine, di conversazioni di messaggistica crittografata, attraverso le quali è stato possibile identificare compiutamente i componenti del sodalizio, il cui vertice, appartenente alla “famiglia Barbaro” di Platì (RC), era in contatto con broker di caratura internazionale di origine albanese. In tal modo sono state ricostruite importazioni di cocaina per oltre 3,5 tonnellate, di cui oltre 400 chili sequestrati all’organizzazione dalle forze dell’ordine sia in Italia che all’estero.
Sono in corso perquisizioni nella provincia di Milano, Pavia, Bergamo, Parma, Imperia, Como, Roma, Taranto e Reggio Calabria con l’ausilio di unità cinofile eash dog e antidroga della Guardia di Finanza.
– foto ufficio stampa Guardia di Finanza –
(ITALPRESS).
Associazione armata dedita al narcotraffico, 28 arresti
MILANO (ITALPRESS) – La Guardia di Finanza di Milano, su delega della Procura, sta eseguendo misure cautelari nei confronti di 28 indagati (25 in carcere e 3 ai domiciliari) appartenenti ad un’associazione criminale armata composta da soggetti facenti parte della ‘ndrangheta della locride che, a vario titolo e con il supporto di soggetti inseriti in ambienti della criminalità albanese, avrebbero promosso, diretto, finanziato, organizzato e realizzato traffici internazionali di sostanze stupefacenti. Tra i destinatari di misura cautelare personale figura anche, per il reato di riciclaggio, un cittadino cinese che, nella sua qualità di cambista, ha permesso all’organizzazione criminale di effettuare il pagamento di partite di stupefacente tramite il sistema di compensazione/trasferimento informale di valore noto come fei eh ‘ien.
L’attività investigativa, diretta dalla Procura con il costante coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia, ha permesso di disvelare una triangolazione di accordi tra esponenti della criminalità organizzata calabrese, lombarda e campana volta a favorire l’importazione dal Sud America di grandi quantitativi di stupefacente. E’ stata infatti individuata una fitta rete criminale di stanza in Lombardia, con ramificazioni in Germania, Paesi Bassi, Spagna, Regno Unito, Colombia e Brasile che, utilizzando sofisticati apparati di messaggistica criptata e sfruttando diretti contatti con broker albanesi e con fornitori di cocaina dal Sud America, nell’arco temporale di circa due anni, ha movimentato stupefacente per un controvalore stimato in oltre 27 milioni di euro.
L’operazione, che vede complessivamente indagate 41 persone, ha consentito di ricostruire svariate importazioni di cocaina che, senza soluzione di continuità, dalla Colombia e dal Brasile sono state destinate con vettore marittimo verso i porti di Livorno, Rotterdam, Gioia Tauro e Le Havre attraverso la tecnica del cosiddetto “rip-off” (gacho ciego), mediante la quale i narcos inseriscono stupefacente all’interno dei container utilizzati per i trasporti commerciali leciti via mare.
Di significativa importanza per la riuscita dell’indagine è stata anche la collaborazione con Eurojust ed Europol per l’acquisizione, attraverso numerosi Ordini Europei di Indagine, di conversazioni di messaggistica crittografata, attraverso le quali è stato possibile identificare compiutamente i componenti del sodalizio, il cui vertice, appartenente alla “famiglia Barbaro” di Platì (RC), era in contatto con broker di caratura internazionale di origine albanese. In tal modo sono state ricostruite importazioni di cocaina per oltre 3,5 tonnellate, di cui oltre 400 chili sequestrati all’organizzazione dalle forze dell’ordine sia in Italia che all’estero.
Sono in corso perquisizioni nella provincia di Milano, Pavia, Bergamo, Parma, Imperia, Como, Roma, Taranto e Reggio Calabria con l’ausilio di unità cinofile eash dog e antidroga della Guardia di Finanza.
– foto ufficio stampa Guardia di Finanza –
(ITALPRESS).


