PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – La Corte di Cassazione di Parigi ha respinto il ricorso presentato dall’ex presidente francese, Nicolas Sarkozy, in merito al caso denominato Bygmalion e riguardante alcune false fatture emesse durante le presidenziali del 2012. Lo riferisce il quotidiano le Figaro.
Sarkozy era stato condannato ad un anno di carcere, di cui 6 mesi da scontare senza condizionale. Con la sentenza della Cassazione la condanna è diventata definitiva.
(Articolo di Federica Zanini su Praga da VicenzaPiù Viva n. 302, sul webper gli abbonati)
Non ci voleva esattamente Dan Brown (ma ben venga!) con il suo ennesimo successo letterario “L’ultimo segreto” per scoprire che Praga è magica, nel senso lato della parola -così piena di scorci romantici e suggestivi- ma anche in senso letterale.
Da sempre la capitale ceca è avvolta da un’aura di mistero, che un viaggio con le brume d’autunno può solo enfatizzare. E non si tratta solo di suggestioni… La storia ufficiale la elegge a vertice, insieme a Torino e Lione, del famoso triangolo europeo di magia bianca. È una storia che affonda le radici nel lontano ‘500, ai tempi di Rodolfo II, stravagante sovrano con una nota passione per alchimia e magia. Proprio i suoi atteggiamenti eccentrici e l’incontenibile passione per l’occulto e per l’astrologia, gli valsero la fama di mente disturbata. In realtà, il “re folle” fu anche aperto, illuminato e un grande mecenate, che si circondò -oltre che di alchimisti, matematici, scienziati, fisici e maghi- di artisti e letterati, facendo grande e vivace Praga, che con lui divenne capitale del Sacro Romano Impero. Alla sua corte, anche bizzarri personaggi, uomini un po’ di scienza un po’ di magia, non di rado al limite della ciarlataneria. Si dice che neanche da morto Rodolfo abbia pace e che per respirarne l’anima inquieta basti rintracciare le architetture esoteriche della capitale, percorrere il Vicolo dell’Oro –là dove in minuscole casupole, oggi sede di botteghe artigiane, alloggiavano alchimisti, scienziati, esoteristi e ricercatori di corte-, attraversare il Ponte Carlo, vagare per il quartiere Mala Strana, addentrarsi nel ghetto ebraico, all’epoca governato da quel rabbino Loew cui si deve il mito del Golem. Insomma, visitare la Praga più bella e intensa, tra storia e leggenda, cronaca e invenzione, luce e buio (da non perdere la visita ai sotterranei medievali della capitale, con cunicoli, stanze nascoste e cantine), scienza e racconto.
E proprio le pagine, fresche di stampa, firmate dal bestseller internazionale Dan Brown, noto al mondo intero per “Il Codice Da Vinci”, “Angeli e demoni” e altri romanzi tradotti in tutte le lingue, hanno risvegliato l’attrazione per il fascino noir e caliginoso della città. Tanto che Prague City Tourism ha messo a punto un itinerario ad hoc sulle orme dell’autore e del suo personaggio, Robert Langdon. A Praga con la compagna per un viaggio di piacere, l’ormai noto simbologo di Harvard viene ben presto coinvolto in un enigma aggrovigliato e in una conseguente corsa contro il tempo tra i vicoli oscuri della città. Lo speciale tour guidato, attualmente disponibile solo in inglese, costa 40 euro a persona e, ispirandosi alle 800 intense pagine del libro, conduce in numerosi luoghi-simbolo della capitale, ma anche in angoli meno conosciuti, impregnati della sua anima mistica, misteriosa e mitologica: il Castello e Ponte Carlo, la cattedrale di San Vito, i Giardini Wallenstein con il muro di stalattiti, la sinagoga Vecchio-Nuova, il celebre cimitero ebraico, il Clementinum con la sua biblioteca, la torre dell’osservatorio astronomico, il bunker Folimanka, il centro d’arte contemporanea Dox, musei, parchi, la collina Petrin, villa Petschek e il mercato Havelska.
Ma, ripeto, la penna brillante di Dan Brown non ha inventato nulla… almeno per quanto riguarda le ambientazioni. E già che ci siamo, visto che il periodo tra fine ottobre e inizio novembre, tra le celebrazioni pagane di Halloween e le feste cattoliche di Ognissanti e dei Defunti, perché non concedersi anche una visita, tra sacro e profano, ad altri luoghi della Praga tinta di grigio e di noir? In Italia ci siamo poco abituati, se non nel caso di esempi monumentali, ma all’estero i cimiteri non sono considerati lugubri, bensì luoghi di pace, eterna per chi vi riposa e interiore per chi li visita. Che la spinta venga dunque da un’esigenza emotiva o dal bisogno di emozioni forti, la ricerca di tranquillità o invece di brividi, alcuni campisanti della capitale sono da visitare. Tra questi, quello di Vysehrad, che ospita, tra le altre, spoglie illustri di personaggi famosi non solo cechi. Quello di Bohnice, è noto proprio per le leggende paurose che lo avvolgono. Costruito all’inizio del XX secolo per accogliere le spoglie dei pazienti del locale sanatorio, fu poi utilizzato anche per seppellire numerosi assassini e criminali. Ugualmente misterioso, il cimitero di Velhartice, a Sud-Ovest di Praga. Storia o scherzetto? Perché non entrambi? E allora vada per un soggiorno a Praga, spirituale e spiritoso al tempo stesso.
(Articolo di Michele Lucivero sui vini bianchi da VicenzaPiù Viva n. 302, sul webper gli abbonati).
Prima di lanciarci nella descrizione di questi due vini, accomunati dal fatto di essere IGT, forse sarebbe il caso di spiegare, brevemente, il significato di questi acronimi che ruotano intorno al mondo dei cibi, quindi non solo dei vini. Nell’immaginario collettivo è noto che, in generale, con DOC/DOCG si indicano vini di qualità alta/molto alta, anche se poi ciò non significa che tutti gli altri siano necessariamente vini pessimi. Le Denominazioni di Origine Controllata (DOC) e Garantita (DOCG) identificano, nell’ambito di una regolamentazione esclusivamente italiana, giacché nel contesto europeo entrambe vengono associate alla DOP, vini che seguono un disciplinare molto rigoroso, ad esempio nella composizione dell’uvaggio di produzione. Nella scala di questa sorta di rigorosa produzione dei vini, sotto le DOCG/DOC troviamo le IGT, Indicazione Geografica Tipica, che caratterizzano i prodotti di una qualità specifica, legata al territorio di produzione, oltre le quali poi, nel caso dei vini, troviamo i vini da tavola. Un vino IGT deve rispettare, ad esempio, il parametro secondo il quale almeno l’85% delle uve utilizzate deve provenire da quella specifica area geografica, oltre al rispetto delle altre norme del disciplinare.
Per quanto riguarda il Veneto, abbiamo selezionato un vino molto particolare, al quale i produttori dei Colli di Soligo non hanno attribuito un nome specifico. Ciò che, tuttavia, lo distingue in maniera peculiare è il vitigno utilizzato. Si tratta, infatti, di un 100% Sauvignier Gris, da non confondere con il somigliante Sauvignon, di cui si riteneva un incrocio insieme al Cabernet. Recentemente si è scoperto che il Sauvignier Gris, invece, è un incrocio tra altri due vitigni, Seyval e Zähringer, messo a punto solo nel 1983 in Germania. La caratteristica interessante di questo vitigno è che risulta resistente ai funghi, per cui consente ai produttori di non eccedere con trattamenti che devastano l’ambiente. Per queste sue specificità, questo vino viene inserito in una categoria dedicata, detta PiWi (Pilzwiederstandfähig, resistente alle crittogame), in cui concorre insieme ad altri analoghi e ottenendo anche ottimi piazzamenti ogni anno. Alla vista il vino appare di un colore giallo dorato carico, brillante e trasparente, mentre al naso si diffonde nel calice un sentore fruttato di agrumi, fiori gialli e anche vaniglia, al punto da sembrare un bianco strutturato con passaggi in legni, che invece non fa. All’assaggio si mostra secco, leggermente sapido, ma con una discreta acidità, riuscendo a confermare in bocca, con lunga persistenza, tutti i sentori olfattivi.
Dalla passione e dedizione del signor Bruno e dei suoi figli le Cantine Fina di Marsala riescono a lavorare vitigni autoctoni e internazionali per ottenere vini di “carattere”, così come si presenta questo Taif, un IGT Terre siciliane dal nome arabeggiante, ricavato da uve 100% Zibibbo, una varietà aromatica di Moscato d’Alessandria proveniente dall’Egitto e che in arabo significa proprio “uva passita” (zabib). Alla vista si presenta dorato senza riflesso, trasparente, mentre all’olfatto inebria profondamente il frutto della passione, la pesca, l’ananas. Tra i sentori floreali ci sono il gelsomino, la ginestra, ma anche un sentore vegetale di erba fresca tagliata. Tra le spezie si sente leggermente il pepe e poi tostature di vaniglia leggera, note che ci consentono di apprezzare questo ampio bouquet olfattivo. Al primo sorso il vino appare secco, l’alcool percepito è caldo, avvolgente nelle morbidezze e fresco nella sua acidità. Si presenta con una distinta eleganza, sapidità e persistenza.
Abbinamenti
Considerate la caratteristiche del Soligo, noi lo avremmo abbinato sicuramente a formaggi veneti stagionati e soppresse grasse, ma è curioso il suggerimento dei produttori, che invitano a provarlo con un alimento esotico, proveniente addirittura del Messico, cioè il guacamole, come salsa di accompagnamento sul salmone o su un crostino di pane tostato. Anche per il Taif abbiamo pensato ad un abbinamento tradizionale e territoriale, come un arancino al ragù oppure ad una bistecca di tonno o pesce spada cucinato alla siciliana con capperi e aromi, ma anche ad un abbinamento esotico, come il cous cous, che a Trapani, in realtà, è abbastanza di casa!
PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Secondo il Ministero dell’Industria e dell’Information Technology, la Cina condurrà prove commerciali per servizi di Internet delle Cose (Internet of Things, IoT) satellitari per sostenere lo sviluppo sicuro e sano di industrie emergenti come quella aerospaziale commerciale e l’economia a bassa quota.
I servizi di IoT satellitari si riferiscono a un tipo di servizio dati a bassa velocità che fornisce connessioni IoT su vasta area per dispositivi come terminali di raccolta dati, dispositivi indossabili e terminali portatili, nonché mezzi di trasporto come automobili, navi e aeromobili, attraverso la tecnologia di comunicazione satellitare.
Le imprese che fanno domanda per condurre prove commerciali devono svolgere le attività pertinenti in Cina costruendo sistemi IoT satellitari, nonché sistemi di supporto al business (BSS), sistemi di supporto alle operazioni (OSS) e sistemi di supporto alla gestione (MSS), in conformità con leggi e regolamenti, secondo una circolare pubblicata martedì dal ministero.
Le prove commerciali dei servizi IoT satellitari sono rivolte principalmente agli utenti industriali in settori quali trasporti, energia, agricoltura e risposta alle emergenze, che utilizzano tali servizi per la raccolta e la trasmissione dei dati.
Con lo svolgimento delle prove commerciali, la Cina mira a stimolare gli operatori di mercato, migliorare le capacità di servizio del settore, istituire un sistema di supervisione della sicurezza e creare esperienze e modelli replicabili e scalabili, si legge nella circolare
ROMA (ITALPRESS) – “La Dop Economy continua a crescere, continuerà a crescere, continuiamo a difendere un modello che garantisce la tutela delle identità, delle tradizioni, della storia, del territorio, del mondo del lavoro collegato, un’economia florida che dimostra come gli investimenti sulla qualità è una buona scelta”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida, a margine della presentazione del rapporto Ismea – Qualivita.
ROMA (ITALPRESS) – La Banca d’Italia pubblica i risultati della rilevazione sul “rating di legalità” condotta nel corso del 2025 presso il sistema bancario. La rilevazione esamina gli effetti del possesso del rating di legalità sulle condizioni praticate alle imprese in sede di concessione o di rinegoziazione di un finanziamento. Nel 2024 le imprese titolari di rating di legalità finanziate presso il sistema bancario sono state 19.142, in lieve flessione rispetto all’anno precedente (-1,1 per cento). La percentuale delle imprese finanziate che hanno ricavato benefici dal possesso del rating di legalità è stata pari al 65 per cento (era il 70 per cento nel biennio 2022-2023). I benefici riconosciuti alle imprese si sono concretizzati principalmente nella riduzione dei tempi di istruttoria e nell’applicazione di migliori condizioni economiche in occasione della concessione o della rinegoziazione del finanziamento (7 casi su 10); è stata riscontrata più raramente la riduzione dei costi di istruttoria (3 casi su 10).
Le imprese che, pur in possesso del rating, non hanno conseguito benefici sono state 6.718, pari al 35 per cento delle imprese finanziate: il mancato ottenimento dei benefici è dipeso in larga parte dalla circostanza che tali imprese non hanno presentato una specifica istanza in sede di istruttoria (61,9 per cento dei casi); nel 35,9 per cento delle istanze di finanziamento approvate, il rating non ha apportato informazioni aggiuntive ai fini dell’accertamento del merito creditizio e pertanto non ha prodotto benefici; i casi di documentazione incompleta sono stati trascurabili (0,3 per cento).
VERONA (ITALPRESS) – La metà dei laureati e dei diplomati ITS che le imprese cercano nel 2025 sono considerati “introvabili”. Lo dimostra il Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall’Unione europea.
I dati vengono presentati oggi, in occasione di 34ª edizione di Job&Orienta, il salone nazionale dedicato a orientamento, scuola, formazione e lavoro, inaugurato stamattina in fiera a Verona. Excelsior 2025 mostra che nel corso di quest’anno le imprese avevano programmato l’attivazione di 670mila contratti per laureati, 120mila per diplomati ITS Academy, 1,3 milioni per diplomati e 2,3 milioni per qualificati e diplomati professionali.
Ma il mismatch tra domanda e offerta è decisamente importante: risulta difficile reperire quasi la metà dei profili ricercati (47%), con punte del 57,3% per i tecnici ITS Academy e del 50,9% per i laureati.
“Il gap tra domanda e offerta di lavoro si mantiene molto alto anche quest’anno”, sottolinea Andrea Prete, presidente di Unioncamere.“Non è una prerogativa italiana ma certo rappresenta un freno importante alla competitività del sistema Paese. È indispensabile continuare a lavorare su più fronti, tra i quali quello dell’orientamento, che deve essere quanto più precoce possibile; su una più intensa relazione tra Università e imprese per frenare la fuga dei cervelli; su un migliore incontro e dialogo tra formazione e richiesta delle imprese”.
Le lauree più ricercate restano economia (193mila profili) e ingegneria (127mila). Ampie opportunità anche per gli indirizzi insegnamento e formazione (117mila) e per l’area sanitaria e paramedica (54mila). Per i giovani under 30, le maggiori opportunità occupazionali si concentrano negli indirizzi statistico (51,1% delle assunzioni) e scienze motorie (40%). Il mismatch, tuttavia, colpisce duramente proprio le discipline STEM: i laureati in Chimica e Farmaceutica sono i più “introvabili” (difficoltà di reperimento al 72,4%); seguono l’indirizzo sanitario e paramedico (70,8%) e medico-odontoiatrico (67,2%).
I diplomati ITS più ricercati provengono dagli ambiti servizi alle imprese (27mila ingressi), sviluppo e innovazione del processo e del prodotto (16mila) e meccatronica (13mila). Ottime le opportunità per i giovani nei settori mobilità (94,3% di assunzioni under 30), energia sostenibile (51,9%) e architetture software e data management (44,6%). Ma il mismatch resta elevatissimo: sono difficili da reperire 67 mila tecnici ITS (57,3%), con picchi del 94,2% per sostenibilità energetica ed economia circolare e dell’87,7% per efficienza energetica. Seguono poi produzione di apparecchi dispositivi diagnostici e medicali, moda e sviluppo e innovazione del processo e del prodotto tutti con un mismatch che interessa 3 posizioni su 4 (intorno al 75%).
Per quanto riguarda i diplomi, l’indirizzo più richiesto è amministrazione, finanza e marketing (381mila posizioni), seguito da turismo (239mila), meccanica e meccatronica (121mila), elettronica ed elettrotecnica (102mila). Le maggiori opportunità per i giovani riguardano liceo artistico (51,9%), grafica e comunicazione (46,5%), turismo (43,4%) e informatica e telecomunicazioni (43,2%).
Anche in questo caso emergono forti difficoltà di reperimento: sono introvabili 634 mila diplomati (47,4%), con carenze particolarmente marcate negli indirizzi tecnici: costruzioni, ambiente e territorio (66,4%), meccanica, meccatronica ed energia (65,8%), elettronica ed elettrotecnica (60,9%), informatica e telecomunicazioni (58,8%). Fra i qualificati e diplomati Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), i percorsi più richiesti sono ristorazione (452mila ingressi), sistemi e servizi logistici (265mila) e meccanico (222mila). Le migliori opportunità per i giovani riguardano lavorazioni artistiche (46,5%), grafico-cartotecnico (40,2%), ristorazione (39,3%) e impianti termoidraulici (38,8%). Sono difficili da reperire oltre 1 milione di profili IeFP (47%), con criticità particolarmente elevate negli ambiti termoidraulico (67,1%), riparazione veicoli (63,8%), benessere (62,4%), elettrico (60,5%) e meccanico (60%).
MILANO (ITALPRESS) – Tutti siamo a elevatissimo rischio di attacchi informatici, sotto ogni forma. Da quando si è presa l’autostrada della digitalizzazione tutti si è più esposti e bisogna averne consapevolezza prima di tutto. Ransomware, malware, phishing, le forme di intrusione e attacco sono sempre più sofisticate. Il recente rapporto Clusit 2025 sulla Cybersecurity in Italia e nel mondo (ottobre 2025) riporta che il 10,2% degli incidenti mondiali del 2025 riguarda l’Italia – dato anomalo rispetto al relativo peso economico e i settori più colpiti sono Governativo/Militare/Forze dell’ordine con il 38% degli incidenti nazionali (+600% rispetto al 2024), trasporti e logistica 17% (+150%) e il manifatturiero con il 13%. L’incertezza e la crescente complessità cyber stanno definendo il nuovo “normal” e quindi occorre comprendere e difendersi, a tutti i livelli. Ne discutono Monica Billio, Università Ca’ Foscari Venezia e Fondazione GRINS, e Bernardo Palazzi, Advisor for Awarness Division, Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, con il giornalista Marco Marelli nell’episodio 67 di Focus ESG.
fsc/gsl
PALERMO (ITALPRESS) – Il Corecom Sicilia sul fronte della media education lancia un progetto che mira a colmare il divario crescente tra uso quotidiano della tecnologia e reale comprensione degli strumenti digitali. Ugo Piazza, commissario del Comitato, in un’intervista all’Italpress spiega che l’iniziativa nasce da una constatazione precisa: “La tecnologia è ormai uno strumento d’uso quotidiano, istantaneo e continuo, ma la percezione e la conoscenza che abbiamo del processo tecnologico sono inferiori rispetto a dove è arrivata la tecnologia stessa”.
Da qui la scelta di realizzare un “abbecedario” della media education, un vademecum costruito con un linguaggio semplice, quasi controcorrente.
PALERMO (ITALPRESS) – Il Corecom Sicilia sul fronte della media education lancia un progetto che mira a colmare il divario crescente tra uso quotidiano della tecnologia e reale comprensione degli strumenti digitali. Ugo Piazza, commissario del Comitato, in un’intervista all’Italpress spiega che l’iniziativa nasce da una constatazione precisa: “La tecnologia è ormai uno strumento d’uso quotidiano, istantaneo e continuo, ma la percezione e la conoscenza che abbiamo del processo tecnologico sono inferiori rispetto a dove è arrivata la tecnologia stessa”.
Da qui la scelta di realizzare un “abbecedario” della media education, un vademecum costruito con un linguaggio semplice, quasi controcorrente. “Lo abbiamo chiamato abbecedario perchè oggi si commette un grande errore: si parla dei fenomeni social da dentro i social, quando invece i social sono uno specchio dell’essere umano e dei cambiamenti sociali”. Il lavoro non si limita al formato cartaceo. “Per ogni lettera abbiamo dato un significato tecnologico – come e-mail o internet – ma volevamo soprattutto incontrare i ragazzi. Per questo stiamo portando il progetto in molte scuole della Sicilia e continueremo anche nel 2026”. L’obiettivo è rendere gli studenti più consapevoli del funzionamento delle piattaforme digitali: “I social non sono un ente benefico nè un ente pubblico, sono aziende private, multinazionali a cui non interessa chi sei ma a cosa servono le informazioni che immetti. Vogliamo formare giovani utilizzatori coscienti e critici, capaci di usare i social ed evitare che siano i social a usare loro”.
La risposta degli studenti e delle scuole ha superato le aspettative. “Abbiamo trovato un grandissimo interesse e una fortissima interazione, un segnale che fa ben sperare per le nuove generazioni”, osserva Piazza. Le scuole, racconta, hanno mostrato un’attenzione elevata al tema: “Le istituzioni scolastiche sono consapevoli della necessità di questa iniziativa”. Il nodo centrale resta il cambiamento dei codici comunicativi. “Tra la mia generazione, che ha 50 anni, e quella attuale si sta creando un muro di linguaggio: si parla con codici diversi. E una società si fonda proprio sulla comunicazione, perchè è il linguaggio a creare il clima sociale che ci circonda”. Nessun approccio difensivo, però: “I social sono strumenti indispensabili, sono pro futuro, pro social, pro intelligenza artificiale. Non ho timore del futuro, purchè venga compreso e utilizzato bene”. Piazza chiude con un esempio che ripete spesso ai ragazzi: “In italiano l’unico verbo che non ha il contrario è comunicare: non si può non comunicare, perchè ogni azione, online o offline, genera una reazione. Anche il silenzio genera una risposta. L’unica cosa che possiamo fare è insegnare a comunicare al meglio”.