domenica, Gennaio 11, 2026
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Caracas annuncia la liberazione di detenuti, anche stranieri. Dal Senato Usa ok a risoluzione per limitare poteri di Trump in Venezuela

CARACAS (VENEZUELA) (ITALPRESS) – Il presidente del Parlamento del Venezuela, Jorge Rodriguez, ha annunciato nelle prossime ore il rilascio di “un numero cospicuo” di cittadini detenuti, compresi stranieri. Si tratta di un gesto “di pace unilaterale”, secondo Rodriguez, non concordato con altre parti. Lo riferisce il quotidiano spagnolo El Pais. Rodriguez ha affermato che il numero totale delle persone sarà noto “nelle prossime ore” e ha ringraziato l’ex presidente spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, il presidente brasiliano Lula Da Silva e il governo del Qatar per la loro mediazione.

IL SENATO USA VOTA A FAVORE DELLE LIMITAZIONI DEI POTERI DI TRUMP IN VENEZUELA

Nel frattempo, il senato Usa ha votato a favore di una risoluzione che impedisce al presidente Donald Trump di compiere ulteriori azioni militari in Venezuela senza l’autorizzazione preventiva del Congresso. Il voto ha visto 52 senatori a favori e 47 contrari, un risultato che mostra come anche 5 senatori repubblicani abbiano votato a favore del provvedimento. Il testo passa ora alla Camera per l’approvazione.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Enac, Di Palma incontra l’ambasciatore di Israele “No a discriminazione e violenza nel trasporto aereo”

ROMA (ITALPRESS) – Si è svolto nella mattinata di oggi, presso la sede Enac, l’incontro tra il Presidente Pierluigi Di Palma e l’Ambasciatore di Israele in Italia, Jonathan Peled, fortemente voluto dall’Ente per ribadire la ferma condanna verso l’episodio verificatosi presso l’aeroporto di Milano Malpensa, dove alcuni attivisti pro-Palestina hanno ostacolato le operazioni di imbarco di un volo diretto a Tel Aviv. Il Presidente Di Palma ha espresso nuovamente una condanna netta e senza riserve per quanto accaduto: un fatto di particolare gravità in contrasto con i principi di sicurezza, neutralità, rispetto delle regole del sistema del trasporto aereo e diritto alla mobilità di tutti i cittadini. L’incontro ha avuto l’obiettivo di riaffermare l’impegno dell’Ente e delle Istituzioni nel contrastare ogni forma di discriminazione, intimidazione e violenza, nonché nel garantire la piena tutela dei diritti dei passeggeri e il regolare svolgimento delle operazioni aeroportuali che non possono essere ostacolate o rallentate da facinorosi il cui scopo è creare disordine.

“I nostri Paesi sono amici e condividono valori fondamentali di rispetto, libertà e convivenza civile” ha dichiarato il Presidente Pierluigi Di Palma in apertura di incontro. “L’Italia è e resterà un Paese che rifiuta con fermezza ogni forma di odio e discriminazione, e il trasporto aereo incarna questa visione, quale luogo di incontro tra diversi popoli e culture – ha aggiunto -. A nome del comparto, ribadisco un impegno fermo e non negoziabile nel garantire che ogni passeggero possa circolare liberamente e usufruire dei servizi aeroportuali in condizioni di piena sicurezza. Attraverso vigilanza continua, prevenzione e una tutela rigorosa, Enac continuerà a essere presidio attivo di inclusione, sicurezza, legalità e rispetto, affinché gli aeroporti italiani restino porte aperte sul mondo”.

“Apprezziamo la dichiarazione di netta condanna espressa dall’Enac rispetto all’episodio di tentato boicottaggio di un volo per Tel Aviv da Milano Malpensa”, ha commentato l’Ambasciatore d’Israele in Italia, Jonathan Peled. “Accogliamo la posizione, che si pone a conferma della consolidata collaborazione aerea e in materia di lotta alle discriminazioni tra due Paesi amici, Israele e Italia, con l’auspicio che sia approfondita la prevenzione e che eventi del genere non accadano più”, ha concluso.

– foto ufficio stampa Enac –

(ITALPRESS).

Difesa, Giorgetti “Con l’aumento della spesa nessuna rinuncia a priorità sociali”

ROMA (ITALPRESS) – “Per quanto riguarda il rafforzamento della capacità di difesa e sicurezza, anche al fine di ottemperare agli impegni presi durante il summit della NATO tenutosi a L’Aia lo scorso giugno, appare cruciale attendere gli esiti della stima del deficit del 2025 che l’Istat notificherà alla Commissione europea a marzo. Nel caso in cui questa dovesse risultare inferiore al 3%, verrebbe attivato il procedimento di uscita dalla procedura di disavanzo eccessivo: ciò consentirebbe di confermare l’intento e i contenuti del Documento programmatico di finanza pubblica, ossia l’incremento della spesa per sicurezza e difesa graduale con un’incidenza sul PIL, che può crescere fino a 0,5 punti percentuali entro la fine del triennio, coperto dalla legge di bilancio”. Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, al question time in Senato. “Al riguardo, nella misura in cui – grazie all’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale – sarà tollerato un sentiero di crescita della spesa netta più ampio in ragione delle sole maggiori spese in difesa e sicurezza, l’aumento della spesa prospettato non comporterebbe nessuna rinuncia alle spese dedicate alle principali priorità di natura sociale”, ha spiegato. “Quanto infine alle modalità di finanziamento, si ricorda che il piano relativo allo strumento europeo SAFE, presentato dall’Italia nella misura massima di 14,9 miliardi di euro, è ancora in corso di valutazione insieme ai piani presentati dagli altri Stati membri dell’Unione europea”. Giorgetti ha ricordato che “l’adesione al programma SAFE comporta una dilazione molto in avanti nel tempo della restituzione del relativo prestito rispetto alle emissioni di titoli del debito pubblico, nonchè i risparmi conseguenti al differenziale nel tasso di interesse pagato. Al contempo, implica la necessità di sottostare a una serie di regole sostanziali e procedurali che limitano la discrezionalità dei singoli Stati aderenti”. Inoltre, “ulteriori benefici indiretti potranno derivare da effetti quali il rafforzamento della cooperazione del coordinamento con altri partner e l’integrazione della catena del valore a livello dell’Unione europea, nonchè dal contributo alla crescita nel settore industriale”.
Giorgetti precisa poi che “l’attivazione della clausola di salvaguardia è funzionalmente collegata allo strumento SAFE, ma è indipendente da questo. La clausola di salvaguardia prevede che, a ricorrere di circostanze eccezionali, in cui la Commissione europea ha esplicitamente incluso l’attuale contesto geopolitico, uno Stato membro possa richiedere al Consiglio l’autorizzazione a deviare temporaneamente dal percorso di spesa netta definito nel proprio piano strutturale di bilancio di medio termine. Trattandosi di una flessibilità in deroga, l’attivazione della clausola non richiederebbe la pubblicazione di un nuovo piano strutturale di bilancio di medio termine, ma implicherebbe comunque una richiesta di scostamento dagli obiettivi programmatici al Parlamento”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Giorgetti “Nessuna rinuncia alle principali priorità sociali con l’aumento della spesa per la Difesa”

ROMA (ITALPRESS) – “Per quanto riguarda il rafforzamento della capacità di difesa e sicurezza, anche al fine di ottemperare agli impegni presi durante il summit della NATO tenutosi a L’Aia lo scorso giugno, appare cruciale attendere gli esiti della stima del deficit del 2025 che l’Istat notificherà alla Commissione europea a marzo. Nel caso in cui questa dovesse risultare inferiore al 3%, verrebbe attivato il procedimento di uscita dalla procedura di disavanzo eccessivo: ciò consentirebbe di confermare l’intento e i contenuti del Documento programmatico di finanza pubblica, ossia l’incremento della spesa per sicurezza e difesa graduale con un’incidenza sul PIL, che può crescere fino a 0,5 punti percentuali entro la fine del triennio, coperto dalla legge di bilancio”. Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, al question time in Senato. “Al riguardo, nella misura in cui – grazie all’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale – sarà tollerato un sentiero di crescita della spesa netta più ampio in ragione delle sole maggiori spese in difesa e sicurezza, l’aumento della spesa prospettato non comporterebbe nessuna rinuncia alle spese dedicate alle principali priorità di natura sociale”, ha spiegato. “Quanto infine alle modalità di finanziamento, si ricorda che il piano relativo allo strumento europeo SAFE, presentato dall’Italia nella misura massima di 14,9 miliardi di euro, è ancora in corso di valutazione insieme ai piani presentati dagli altri Stati membri dell’Unione europea”. Giorgetti ha ricordato che “l’adesione al programma SAFE comporta una dilazione molto in avanti nel tempo della restituzione del relativo prestito rispetto alle emissioni di titoli del debito pubblico, nonché i risparmi conseguenti al differenziale nel tasso di interesse pagato. Al contempo, implica la necessità di sottostare a una serie di regole sostanziali e procedurali che limitano la discrezionalità dei singoli Stati aderenti”. Inoltre, “ulteriori benefici indiretti potranno derivare da effetti quali il rafforzamento della cooperazione del coordinamento con altri partner e l’integrazione della catena del valore a livello dell’Unione europea, nonché dal contributo alla crescita nel settore industriale”.

Giorgetti precisa poi che “l’attivazione della clausola di salvaguardia è funzionalmente collegata allo strumento SAFE, ma è indipendente da questo. La clausola di salvaguardia prevede che, a ricorrere di circostanze eccezionali, in cui la Commissione europea ha esplicitamente incluso l’attuale contesto geopolitico, uno Stato membro possa richiedere al Consiglio l’autorizzazione a deviare temporaneamente dal percorso di spesa netta definito nel proprio piano strutturale di bilancio di medio termine. Trattandosi di una flessibilità in deroga, l’attivazione della clausola non richiederebbe la pubblicazione di un nuovo piano strutturale di bilancio di medio termine, ma implicherebbe comunque una richiesta di scostamento dagli obiettivi programmatici al Parlamento”.

– foto IPA Agency –

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Al via su Rai 1 “La preside”, Luisa Ranieri “Ciascuno di noi può fare la differenza”

ROMA (ITALPRESS) – Prende il via lunedì 12 gennaio su Rai1 “La preside”, serie interpretata da Luisa Ranieri con la regia di Luca Miniero. La storia raccontate nelle quattro puntate è liberamente ispirata a quella (vera) di Eugenia Carfora, dirigente scolastica di Caivano diventata simbolo di coraggio e determinazione nella lotta per il riscatto educativo e sociale in un territorio segnato dal degrado e dall’abbandono scolastico e al centro di una delle piazze di spaccio più grandi d’Europa. L’idea della serie è venuta alla stessa Ranieri e a suo marito Luca Zingaretti grazie al documentario di Domenico Iannacone “Come figli miei”: “Luisa me lo ha segnalato. Non avevo ancora finito di guardarlo che ho chiamato subito Eugenia Carfora” racconta Zingaretti che della serie è coproduttore (con la sua Zocotoco) insieme a Bibi Film tv, con la collaborazione di Rai Fiction. Ne è protagonista, dicevamo, Luisa Ranieri che, al suo primo incarico da preside, sceglie di guidare l’istituto Anna Maria Ortese di Napoli. Qui, grazie alla sua tenacia e a un pizzico di sana follia (la chiamano “la pazza”), riuscirà a portare a scuola tanti ragazzi che l’avevano abbandonata, offrendo una possibilità di riscatto a un intero quartiere.

“La storia di Eugenia, che abbiamo ‘incontrato’ per la prima volta nel documentario di Iannacone mi ha talmente colpito da darmi la forza e la voglia di raccontare la luce nel buio di una periferia – racconta l’attrice – Non è stato facile convincere Eugenia, non capiva perché raccontare quello che aveva fatto, lei lo ha fatto e basta. Però ci siamo trovate d’accordo sull’importanza di portare al grande pubblico il fatto che il singolo può fare la differenza”. Poi, naturalmente, c’è la “sua” Napoli che “è un po’ la nostra Rio de Janeiro. Ci trovi un po’ di tutto: persone perbene, aristocratici, chi non ce la fa ad arrivare alla fine del mese tutti mischiati insieme e questo crea una grande energia. Credo che Napoli sia l’estratto dell’Italia un po’ più colorato”. Girando la serie Ranieri ha “ritrovato una Napoli che conosco. Andavo a scuola a via Manzoni e con me c’erano ragazzi di Caivano, di San Giovanni a Teduccio, di Caserta”. L’attrice è consapevole che si tratta pur sempre di una serie tv: “Non abbiamo la presunzione di insegnare – dice – ma se solo uno, dopo avere visto la serie, tornerà a scuola, sarà un successo”. E, a proposito di insegnare, aggiunge: “Penso che carota e bastone funzionino sempre, anche con i figli che vanno ripresi quando è necessario e accolti quando serve. I due elementi devono essere usati a seconda delle situazioni. A casa nostra io sono la parte normativa rispetto al papà però è vero che spesso ci scambiamo i ruoli perché i figli si educano nell’ascolto ma anche dando limiti e frustrazioni perché senza frustrazioni non si cresce”.

Sul tema interviene Zingaretti: “Le regole servono sempre, a qualunque età. Nella scuola, soprattutto quella che raccontiamo nella serie dove è difficilissimo darle, più che regole occorre mantenere sempre il giudizio, l’attenzione. A volte è necessaria la durezza, altre volte questa va adattata alla realtà perché quello che era vero il giorno prima non lo è più il giorno dopo”. L’attore aggiunge: “A noi piace raccontare le storie belle, quelle che scaldano il cuore e quella de ‘La preside’ lo fa per tre elementi: la preside, una donna meravigliosa che si mette contro tutto e tutti, contro la pigrizia delle istituzioni e il malaffare e riesce, con la sola forza della legge e dei diritti, a smuovere le cose; i ragazzi, che sono i veri vincitori e hanno capito che la mano tesa della preside che li va a prendere a casa è l’ultima chance; e, sempre i ragazzi, perché capiscono che la scuola è il luogo dove le generazioni si incontrano, gli esseri umani crescono e gli permette di andare incontro alla vita con dignità. Questa – sottolinea – è una storia da servizio pubblico, seppure con i suoi chiaroscuri. Diversamente da ‘Stranger Things’, non racconta il ‘sottosopra’ ma il ‘soprasotto’, quelle zone chiamate degradate e additate come zone terribili ma che, in realtà, sono abitate nella stragrande maggioranza da persone perbene che cercano di vivere dignitosamente ma che vengono stigmatizzate per l’assenza dello Stato e la presenza della malavita. Da questo ‘soprasotto’ viene la luce che ci piacerebbe arrivasse al pubblico di Rai1″.

Mentre la direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati, citando i successi di “Un professore” e di “Mare fuori”, osserva che “c’è fame di conoscenza del mondo della scuola che si racconta poco ma è molto presente nelle nostre vite”, il produttore Angelo Barbagallo si dice “innamorato di Eugenia Carfora e di quello che rappresenta. Una storia di speranza come la sua ha un effetto tonico; in un periodo come quello che stiamo attraversando da un po’ di anni la cosa migliore da fare è assumere antidepressivi naturali come questa serie”. Nella quale, peraltro, ha grande importanza la musica con una colonna sonora che spazia da Pino Daniele e Maria Nazionale a Braga, a brani inglesi e francesi e musiche non neomelodiche ma che appartengono ai vicoli di Napoli. Alla presentazione della serie alla stampa era presente anche “La preside” vera: “La scuola deve funzionare sempre, soprattutto nelle realtà complicate – dice Eugenia CarforaDalle periferie escono gioielli. Alla scuola ho dato e do tanto, ho sacrificato la famiglia ma bisogna togliere dal vocabolario la parola ‘rassegnazione’”. Il suo lavoro a Caivano, naturalmente, non è finito: “Il mio motto è ‘Tutti a scuola’ ma ci vuole pazienza, come nel piacere di crescere un figlio. Io ho fatto progressi importanti ma ho ancora ragazzi che non vengono e combatto all’inverosimile. Non voglio che qualcuno mi chieda mai: ‘Perché non hai insistito di più con me?’. Al diploma c’è chi arriva prima e chi arriva dopo, l’importante è che i ragazzi pensino”. Una curiosità: “La preside” non è stata girata a Caivano ma poco lontano, a San Giovanni a Teduccio, per motivi logistici: “La vicinanza della scuola a quei palazzoni, però, la rende universale – sottolinea il regista – È importante quello che succede in qualunque periferia”.

– foto ufficio stampa Rai –

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Poste Italiane sperimenta nuovi prototipi di cargo e-bike per consegnare pacchi nei centri storici

ROMA (ITALPRESS) – Poste Italiane sperimenta nuovi prototipi innovativi di veicoli leggeri e completamente green per efficientare ulteriormente il servizio di recapito di posta e pacchi. In collaborazione con il Centro nazionale per la mobilità sostenibile MoSt e in partnership tecnologica con aziende dell’automotive, Poste Italiane sta lavorando in particolare sullo sviluppo di nuovi prototipi di cargo e-bike elettrici a tre ruote. Il team di progetto, oltre a Poste Italiane, è composto da Italian Aluminium Technology, Pirelli e da ricercatori della Università degli Studi di Firenze, dell’Università degli Studi di Bergamo e del Politecnico di Milano. Tra i principali obiettivi del progetto, in fase sperimentale in Puglia, c’è anche l’integrazione di una sofisticata componente tecnologica per rafforzare la sicurezza nelle fasi di recapito di posta e pacchi. “Le cargo e-bike di Poste Italiane rappresentano una soluzione innovativa e sostenibile per il recapito urbano, concepite per rispondere alle nuove esigenze di consegna nelle città i cui centri storici sono tutelati da norme per la limitazione del traffico su gomma e la riduzione delle emissioni di CO2”, spiega Poste Italiane in una nota.

Il prototipo è caratterizzato da una capacità di carico superiore rispetto alle biciclette tradizionali, grazie a un vano modulare capiente fino a 700 litri, per un massimo di 100 chilogrammi. La configurazione a tre ruote, inoltre, offre maggiore stabilità durante la guida e consente di operare in modo sicuro anche in aree con traffico intenso o con pavimentazioni irregolari. La velocità massima è limitata a 25 chilometri orari come previsto dalla normativa per i veicoli leggeri a pedalata assistita. La rete di sensori, radar e calcolatori elettronici integrati sul veicolo, offre innovativi servizi di supporto al conducente; e permette di fornire dati utili alla ricerca di soluzioni sempre più efficaci per incrementare la sicurezza. Questi dispositivi consentono di rilevare ostacoli lungo il percorso, monitorare lo stato e l’usura degli pneumatici, fornire al conducente supporto per migliorare lo stile di guida contribuendo alla prevenzione degli incidenti e all’efficienza delle operazioni. Le cargo e-bike, inoltre, sono equipaggiate con un sistema di antibloccaggio delle ruote per maggiore sicurezza e un sistema di rigenerazione energetica che sfrutta sia la frenata sia l’energia solare, tramite pannelli fotovoltaici integrati. L’apertura e la chiusura del vano di carico avvengono attraverso la tecnologia di comunicazione NFC; mentre un sistema di allerta informa il conducente in caso di ostacoli improvvisi.

Le cargo e-bike, dotate di sensori in grado di rilevare dati come la qualità dell’aria, la temperatura e l’umidità, hanno anche la funzione di monitorare gli indicatori ambientali, fornendo così informazioni utili per la gestione intelligente dello spazio urbano e di contribuire a favorire migliori condizioni di vita nei centri cittadini in cui operano. Poste Italiane prosegue, dunque, nel suo processo di evoluzione tecnologica a beneficio della transizione green. Al 30 settembre 2025 l’azienda dispone di una flotta composta da quasi 29 mila mezzi a basse emissioni, di cui circa 6.200 completamente green e 8.800 ibridi, confermandosi così all’avanguardia in Italia nel processo di decarbonizzazione del trasporto, in linea con quanto previsto dal piano strategico quadriennale “2024-2028 The Connecting Platform”. La flotta green di Poste Italiane, la più estesa d’Europa tra quelle aziendali, comprende veicoli di nuova generazione alimentati da motori elettrici, ibridi e a combustione interna a ridotto impatto ambientale, tutti progettati per coniugare sostenibilità, efficienza e sicurezza.

– foto ufficio stampa Poste Italiane –

(ITALPRESS).