giovedì, Gennaio 8, 2026
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Cina: prodotto milionesimo veicolo NIO nello stabilimento di Hefei (3)

HEFEI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Dei membri del personale posano per una foto di gruppo con il milionesimo veicolo di NIO presso il Secondo stabilimento di produzione avanzata di NIO a Hefei, nella provincia orientale cinese dell’Anhui. Il produttore cinese di auto elettriche martedì ha visto il proprio milionesimo veicolo uscire dalla linea di produzione della città.

-Foto Xinhua-
(ITALPRESS).

Cina: prodotto milionesimo veicolo NIO nello stabilimento di Hefei (2)

HEFEI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Questa foto, scattata il 6 gennaio 2026, mostra il milionesimo veicolo di NIO presso il Secondo stabilimento di produzione avanzata di NIO a Hefei, nella provincia orientale cinese dell’Anhui. Il produttore cinese di auto elettriche martedì ha visto il proprio milionesimo veicolo uscire dalla linea di produzione della città.

-Foto Xinhua-
(ITALPRESS).

Cina: prodotto milionesimo veicolo NIO nello stabilimento di Hefei (1)

HEFEI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Questa foto, scattata il 6 gennaio 2026, mostra il milionesimo veicolo di NIO presso il Secondo stabilimento di produzione avanzata di NIO a Hefei, nella provincia orientale cinese dell’Anhui. Il produttore cinese di auto elettriche martedì ha visto il proprio milionesimo veicolo uscire dalla linea di produzione della città.

-Foto Xinhua-
(ITALPRESS).

Hi-Tech & Innovazione Magazine – 6/1/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Intelligenza artificiale nella P.A., Italia tra i Paesi più virtuosi
– Terna, cavo del Tyrrhenian Link installato a 2.150 metri di profondità
– Carte di pagamento, crescono le frodi digitali
abr/gtr

Malta, la carenza di PrEP fa temere un aumento delle infezioni da HIV

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – La carenza di una pillola fondamentale per la prevenzione dell’HIV a Malta sta suscitando forte preoccupazione tra le persone che vivono con l’HIV e tra gli operatori del settore, che avvertono come le lacune nella prevenzione possano aggravare i tassi di trasmissione e aumentare la pressione sui pazienti.

Le scorte locali della profilassi pre-esposizione (PrEP) sono scadute all’inizio di questo mese, rendendo il farmaco indisponibile nelle farmacie. Sebbene la PrEP sia assunta da persone sieronegative, essa svolge un ruolo cruciale nel ridurre le nuove infezioni e nel proteggere chi vive già con l’HIV dal rischio di ulteriore trasmissione.

Checkpoint Malta, ONG attiva nel campo della salute sessuale e della sensibilizzazione sull’HIV, ha dichiarato di aver iniziato a ricevere segnalazioni sulla carenza poco prima di Natale. Da allora, le preoccupazioni sono cresciute tra i pazienti e le comunità maggiormente colpite dall’HIV.

Il governo ha nuovamente rinviato l’introduzione della PrEP gratuita, quindi le persone non possono ottenerla senza costi. E ora non possono nemmeno acquistarla, perché non c’è disponibilità”, ha affermato il presidente di Checkpoint Malta, Marc Buhagiar, sottolineando che al momento l’unica opzione è ordinare il farmaco online. Le autorità sanitarie avevano promesso l’introduzione della PrEP gratuita, ma una gara pubblica per la PrEP e la profilassi post-esposizione (PEP) è stata rinviata al 2026.

Un portavoce del Ministero della Salute ha dichiarato che il governo prevede di iniziare a fornire entrambi i trattamenti entro il primo trimestre del 2026 e che nel frattempo sta “monitorando la situazione”. Gli attivisti avvertono che le interruzioni degli strumenti di prevenzione potrebbero avere conseguenze gravi per le persone che vivono con l’HIV, esponendole a maggiore ansia, stigma e rischi per la salute qualora aumentassero le nuove infezioni.

Secondo dati ufficiali, attualmente a Malta vivono con l’HIV 721 persone. Nel 2023 il Paese ha registrato il più alto tasso pro capite di nuove diagnosi di HIV degli ultimi oltre dieci anni, mantenendo per il secondo anno consecutivo il primato negativo in Europa. Sebbene i pazienti sieropositivi continuino a beneficiare di cure finanziate dallo Stato, i promotori della salute avvertono che le carenze nella prevenzione rischiano di compromettere anni di progressi nella cura e nel controllo dell’HIV.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Il leone e il Tricolore

(Articolo sul leone e il tricolore di Jonathan Gabrieletto da Vicenza In Centro n. 1-2026).

Un’opera di finzione basata su fatti e personaggi storici, che immagina l’intreccio di due destini in un momento cruciale della storia d’Italia.

Vicenza, 1866. La nebbia di fine ottobre è una creatura lugubre che si muove nell’ombra. S’aggrappa alle colonne palladiane, umetta le statue della piazza di viscida incertezza, attutisce suoni e colori di una città costretta a trattenere il respiro in attesa di rivedere il cielo. L’aquila bicipite degli Asburgo è stata ammainata da poche settimane, ma l’aria è ancora densa di un passato che non vuol saperne di perire e di un futuro che stenta parecchio a sbocciare. È la notte del 20 ottobre, la vigilia del grande Plebiscito. Avvolto nella nebbia, sotto le logge maestose della Basilica, un vagito trafigge il silenzio. Proviene da un fagotto di panni ruvidi, abbandonato sul marmo gelato. All’interno, un cucciolo d’uomo dagli occhi chiari e un ciuffetto di capelli ramati.
Accanto a lui solo un piccolo leone di S.Marco in peltro, simbolo della caduta Serenissima, a cui qualcuno ha annodato un nastrino sfilacciato di color verde, bianco e rosso. Un ossimoro, un paradosso, il simbolo di un’identità confusa: il vecchio leone vestito del nuovo tricolore. A trovare quel figlio della disperazione, non è una guardia notturna o una popolana, ma un uomo distinto, avvolto in un pesante pastrano, mentre rincasa da una riunione infuocata al Caffè Garibaldi. Il suo nome è Fedele Lampertico, economista, senatore del Regno in pectore e una delle menti più brillanti della città. Un uomo abituato a decifrare gli sguardi degli uomini, ma non i pianti dei neonati. Eppure, in quel piccolo fagotto, vede il riflesso della sua terra: un’anima nuova, vulnerabile, abbandonata tra le rovine di un potere troppo vecchio e consunto per poter sopravvivere.
Lampertico solleva il bambino, ne sente il calore, ne percepisce la fragilità. Decide di portarlo con sé fino al pio luogo degli esposti, l’orfanotrofio di San Rocco. Alle suore, che l’accolgono con sorpresa e devozione, dice: «Sorelle, non conosco i suoi genitori, ma segnate la sua data di nascita. Si dirà ch’è nato nei giorni della grande scelta. Il suo nome sarà Pietro, perché sia una pietra sulla quale costruire. E il suo cognome…». Lampertico tergiversa finché non ha un’illuminazione. Per le strade, sui muri, ovunque, campeggiano le scritte che incitavano al voto, all’unione. Era l’unica parola che contava in quei giorni. «…il suo cognome sarà D’Italia». Pietro D’Italia.
(CONTINUA nel prossimo numero)

Chiusura del Giubileo della Speranza, Aurigemma: “Un’eredità di fede e impegno per i nostri territori”

ROMA (ITALPRESS) – A margine della solenne celebrazione eucaristica presieduta da Sua Santità Papa Leone XIV per la chiusura del Giubileo della Speranza, il Coordinatore della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, Antonello Aurigemma, ha detto che “la conclusione di questo anno giubilare rappresenta un momento di profonda riflessione per tutte le istituzioni regionali italiane. Le parole di Papa Leone XIV, pronunciate durante la messa di chiusura, ci consegnano una responsabilità precisa: quella di trasformare il messaggio di speranza in azioni concrete a favore delle nostre comunità e dei cittadini più fragili”.

“Il Giubileo della Speranza – prosegue Aurigemma – ha dimostrato l’importanza della sinergia tra i diversi livelli istituzionali e la comunità ecclesiale. Le Regioni hanno lavorato con dedizione per garantire l’accoglienza e la sicurezza dei pellegrini, riscoprendo la vocazione dei nostri territori come luoghi di incontro, dialogo e solidarietà universale”.

“L’auspicio della Conferenza dei Presidenti – aggiunge – è che lo spirito di questo evento straordinario non si esaurisca oggi, ma continui a guidare l’azione legislativa e amministrativa delle Regioni, ponendo sempre al centro la dignità della persona e la coesione sociale. Ringraziamo il Santo Padre per il Suo magistero, che resta per noi un punto di riferimento imprescindibile per affrontare le sfide del futuro con rinnovata fiducia e unità”.

-Foto Presidenza Consiglio Regionale Lazio-
(ITALPRESS).

Tragedia Crans Montana, la prognosi resta riservata per i feriti ricoverati al Niguarda di Milano

MILANO (ITALPRESS) – Resta riservata la prognosi per gli 11 feriti del rogo di Capodanno a Crans-Montana ricoverati al Niguarda di Milano. A fare il punto con i giornalisti il direttore generale dell’ospedale, Alberto Zoli.Le loro condizioni di grandi ustionati variano tra ustioni molto estese, anche al 70%, fino a ustioni molto meno estese ma con compromissioni delle funzioni vitali – ha detto Zoli -. Per questo motivo sono tutti pazienti ancora in condizioni critiche, ma che nelle prossime ore possono avere un’evoluzione in positivo, sicuramente non in negativo, auspichiamo tutti. Abbiamo ancora pazienti ricoverati nell’area di Terapia intensiva, e altri che sono in Terapia semi-intensiva o meno intensiva”.

“Sicuramente – ha aggiunto Zoli – hanno tutte le cure del caso, dobbiamo però sottolineare ancora una volta che stiamo parlando di grandi ustionati, con compromissioni in alcuni casi di funzioni vitali, come la respirazione. Dato il quadro complessivo, la prognosi quindi rimane riservata”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

La Regata delle Befane celebra la 45esima edizione con l’arrivo sotto il Ponte di Rialto

VENEZIA (ITALPRESS) – Si è svolta questa mattina sul Canal Grande, nonostante le rigide condizioni meteorologiche, la Regata delle Befane, che ha celebrato il traguardo della 45. edizione con l’arrivo sotto la grande calza sospesa sul Ponte di Rialto. La tradizionale competizione, organizzata dalla Reale Società Canottieri Bucintoro 1882, rinnovata ogni anno nel segno della tradizione veneziana, è nata nel 1979 dall’estro di Nino Bianchetto ed Enzo Rinaldo. Protagoniste della gara cinque “Befane” a bordo di mascarete colorate, che si sono sfidate a colpi di remo tra scialli e mantelle, offrendo al pubblico uno spettacolo fortemente identitario.

“Le condizioni meteo, caratterizzate da neve e vento, hanno reso particolarmente suggestiva la 45. edizione della Regata delle Befane – ha dichiarato Giovanni Giusto, consigliere delegato alla Tutela delle Tradizioni La manifestazione ha registrato, anche quest’anno, una significativa e costante partecipazione di pubblico. Il vento ha comportato alcune difficoltà nella fase di allineamento delle imbarcazioni, rendendo più complesse le manovre iniziali; nonostante ciò, la regata si è regolarmente svolta, offrendo momenti di grande coinvolgimento. L’appuntamento è rinnovato al prossimo anno, con l’auspicio di condizioni meteorologiche più favorevoli”. Presente alla manifestazione anche il presidente della Municipalità di Venezia Murano Burano Marco Borghi.

Il campione in carica Riccardo Romanelli ha tagliato per primo il traguardo sulla sua mascareta celeste. Alle sue spalle, in una sfida avvincente, Andrea Ciccarello (rosso), Sandro Inchiostro (bianco), Francesco Guerra (rosa) e Federico Bianchini (giallo) hanno completato la classifica, regalando al pubblico uno spettacolo intenso e coinvolgente.

Come di consueto, la Regata è stata preceduta dal corteo acqueo delle imbarcazioni societarie che, alle 10, dai Magazzini del Sale – sede della RSC Bucintoro – hanno scortato le cinque Befane finaliste sul campo di gara, trasportando la grande calza, simbolo giocoso dell’evento. In prima fila si è distinta anche la canoa delle Pink Lioness, aggiungendo dinamismo e colore al corteo.

Alle 11, il via sul percorso tradizionale: partenza davanti al Palazzo della Banca d’Italia, con il Ponte di Rialto alle spalle, giro del paletto – boa volante – all’imbocco di Rio di San Polo e ritorno, con arrivo sotto la volta del ponte, a suggellare lo spettacolo.

-Foto Comune di Venezia-
(ITALPRESS).