giovedì, Aprile 3, 2025
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Migranti, Piantedosi “Primi trasferimenti in Albania tra 7-10 giorni”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ ragionevole prevedere che i migranti verranno trasferiti dall’Italia all’Albania tra i sette e i dieci giorni: stiamo valutando tutta la logistica dei trasferimenti, ma i tempi saranno quelli. Per adesso abbiamo una capienza che si aggira sui 44 posti, ma può presto superare i 140”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ospite a “Cinque minuti” su Rai1.

“L’operazione avviene a spese invariate, perchè il Cpr già esisteva. Al contempo non cambia la funzione complessiva del centro. Non servirà l’approvazione della magistratura, in quanto potranno essere trasferite in Albania anche persone che hanno già avuto la convalida del giudice di pace sul territorio italiano”, ha spiegato.

“Qualcuno ha parlato della possibilità che possano fare domanda di protezione internazionale e in quel caso se ne dovrebbe occupare la Corte d’Appello di Roma. Tuttavia la legge è strutturata in maniera tale che anche in questo caso verrebbero trattenuti in Albania. Il controllo delle frontiere è un tema attuale e una soluzione cui guarda tutta l’Europa, con l’obiettivo di salvare il diritto delle persone e al contempo rafforzare il sistema dei rimpatri e iniziare una stagione di contrasto serio al traffico di esseri umani”, ha concluso Piantedosi.

-Foto: Ipa Agency-

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Studentessa accoltellata e uccisa in strada a Messina, caccia al presunto assassino

MESSINA (ITALPRESS) – Prosegue la caccia al giovane presunto assassino della studentessa originaria di Misilmeri, paese in provincia di Palermo, ferita con un coltello alla gola fuori dallo stadio Celeste a Messina e morta dissanguata al Policlinico G. Martino.

Secondo alcune testimonianze, si tratta dell’ex fidanzato che avrebbe reciso con un taglio alla giugulare la donna, a seguito della sua decisione di interrompere la relazione. La giovane frequentava il corso di laurea in Tecniche di laboratorio biomedico.

Il cordoglio del sindaco Basile

“Sono senza parole. Oggi Messina è stata scossa da una tragedia immensa: una giovane vita è stata spezzata in modo brutale. La violenza di questo gesto ci lascia increduli e profondamente addolorati”. Lo scrive sui social il sindaco di Messina, Federico Basile che aggiunge: “Voglio esprimere tutta la mia vicinanza ai familiari e agli amici. In questo momento di dolore insopportabile, sappiate che la città di Messina è con voi. Condanniamo con tutta la forza questo atto di violenza e confidiamo che la giustizia possa fare il suo corso”.

Le parole della Rettrice Spatari

“Condanniamo con tutta la forza questo atto di violenza e confidiamo che la giustizia possa fare il suo corso. Domani verrà sospesa l’attività didattica del corso di studio triennale in Tecniche di Laboratorio Biomedico dell’Università degli Studi di Messina”. Così la rettrice
dell’Università di Messina, Giovanna Spatari. “A nome di tutta la comunità accademica esprimo profondo dolore e sgomento. L’Università di Messina si stringe attorno ai familiari, ad amiche e colleghe, ad amici e colleghi” in questo terribile momento. “La perdita di una
giovane vita è sempre una tragedia immane, ma quando questa vita viene spezzata in modo così brutale, la nostra sofferenza è ancora più acuta”, aggiunge.

– foto IPA Agency –

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Pari senza gol nello scontro salvezza fra Verona e Parma

VERONA (ITALPRESS) – Si chiude sullo 0-0 la sfida salvezza tra Hellas Verona e Parma. Qualche occasione e un bel ritmo nel primo tempo, poche emozioni nella ripresa: un punto a testa che permette ai crociati di respirare – l’Empoli terz’ultimo è a soli tre punti -, situazione differente per quanto riguarda i veronesi, ora a quota 30. Manca poco alla squadra di Zanetti per potersi togliere definitivamente dalla zona rossa.
La gara si è infiammata dopo pochi secondi quando Mosquera ha colpito la traversa da posizione defilata. Il 3-4-1-2 pensato da Zanetti ha creato qualche problema al Parma, i ducali hanno risposto con il tiro dal limite di Almqvist terminato di poco fuori. La squadra di Chivu ha espresso un buon calcio, al 23′ gli ospiti hanno chiesto un fallo in area di rigore per un contatto tra Bonny e Tchatchoua, ma il direttore di gara ha lasciato correre (leggero il tocco tra i due avvenuto fuori area, come evidenziato poi dai replay). L’attaccante francese ha provato a sbloccare il punteggio nel finale di primo tempo, ma Ghilardi ha deviato la girata di prima intenzione in calcio d’angolo. Buona occasione anche per Almqvist sugli sviluppi di una rimessa laterale, ma Montipò si è opposto con un ottimo intervento sul colpo di testa ravvicinato. Nella ripresa è successo poco e nulla, i padroni di casa hanno fatto fatica a costruire palle gol, il Parma ha invece ha avuto il colpo del ko con Camara praticamente allo scadere, ma lo stesso Montipò si è opposto con un ottimo intervento di piede. La risposta degli scaligeri è arrivata con Tengstedt, che a recupero inoltrato ha sfiorato la rete con un’incornata dal centro dell’area. Un punto a testa che muove la classifica, nel prossimo turno il Verona sfiderà il Torino mentre il Parma affronterà l’Inter campione d’Italia in carica e attuale capolista.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Verona e Parma non si fanno male, finisce 0-0 lo scontro salvezza al Bentegodi

VERONA (ITALPRESS) – Si chiude sullo 0-0 la sfida salvezza tra Hellas Verona e Parma. Qualche occasione e un bel ritmo nel primo tempo, poche emozioni nella ripresa: un punto a testa che permette ai crociati di respirare – l’Empoli terz’ultimo è a soli tre punti -, situazione differente per quanto riguarda i veronesi, ora a quota 30. Manca poco alla squadra di Zanetti per potersi togliere definitivamente dalla zona rossa.

La gara si è infiammata dopo pochi secondi quando Mosquera ha colpito la traversa da posizione defilata. Il 3-4-1-2 pensato da Zanetti ha creato qualche problema al Parma, i ducali hanno risposto con il tiro dal limite di Almqvist terminato di poco fuori. La squadra di Chivu ha espresso un buon calcio, al 23′ gli ospiti hanno chiesto un fallo in area di rigore per un contatto tra Bonny e Tchatchoua, ma il direttore di gara ha lasciato correre (leggero il tocco tra i due avvenuto fuori area, come evidenziato poi dai replay). L’attaccante francese ha provato a sbloccare il punteggio nel finale di primo tempo, ma Ghilardi ha deviato la girata di prima intenzione in calcio d’angolo. Buona occasione anche per Almqvist sugli sviluppi di una rimessa laterale, ma Montipò si è opposto con un ottimo intervento sul colpo di testa ravvicinato.

Nella ripresa è successo poco e nulla, i padroni di casa hanno fatto fatica a costruire palle gol, il Parma ha invece ha avuto il colpo del ko con Camara praticamente allo scadere, ma lo stesso Montipò si è opposto con un ottimo intervento di piede. La risposta degli scaligeri è arrivata con Tengstedt, che a recupero inoltrato ha sfiorato la rete con un’incornata dal centro dell’area. Un punto a testa che muove la classifica, nel prossimo turno il Verona sfiderà il Torino mentre il Parma affronterà l’Inter campione d’Italia in carica e attuale capolista.

IL TABELLINO

HELLAS VERONA (3-4-1-2): Montipò 6.5; Ghilardi 6.5, Coppola 6.5, Valentini 6; Tchatchoua 5.5, Duda 6.5, Dawidowicz 6 (24’st Serdar 6), Bernede 5.5 (14’st Kastanos 6), Bradaric 6 (38’st Oyegoke sv); Mosquera 5 (14’st Tengstedt 6), Sarr 5.5 (38’st Livramento sv) In panchina: Berardi, Perilli, Frese, Daniliuc, Slotsager, Luan Patrick, Lazovic, Lambourde, Ajayi, Cissè. Allenatore: Zanetti 6.5.

PARMA (4-3-3): Suzuki 6; Delprato 6, Vogliacco 6.5, Valenti 6.5, Valeri 6; Bernabé 6 (43’st Estevez sv), Keita 6, Sohm 5.5 (47’st Djuric sv); Man 5.5 (43’st Camara sv), Bonny 6 (24’st Pellegrino 6), Almqvist 5.5 (24’st Ondreijka 6). In panchina: Marcone, Corvi, Balogh, Lovik, Leoni, Hainaut, Haj. Allenatore: Chivu 6.5.

ARBITRO: Sacchi di Macerata 6

NOTE: terreno di gioco in buone condizioni. Ammoniti: Dawidowicz, Delprato, Bradaric. Angoli: 5-5. Recupero: 1’pt, 6’st.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

A Teramo la trentesima edizione del Premio per la legalità “Livatino-Saetta-Costa”

TERAMO (ITALPRESS) – Tanta emozione a Teramo, per la XXX edizione del Premio per la legalità e l’impegno sociale “Livatino – Saetta – Costa”, che si è svolto qualche giorno fa al Parco della Scienza e che ha visto la premiazione di uomini e donne delle istituzioni e della società civile che si sono particolarmente distinti per il loro impegno sociale, culturale e per il loro alto senso di legalità.

Ad aprire la giornata, l’intervento del Sindaco Gianguido D’Alberto, preceduto dai saluti del Prefetto Fabrizio Stelo, del Questore Carmine Soriente, del Presidente del Tribunale Carlo Calvarese, del Rettore Christian Corsi, del delegato del Lions Teramo Michele Capomacchia e dalla preghiera del Beato Rosario Angelo Livatino, letta dal Vescovo Michele Leuzzi.

“Ospitare a Teramo la XXX edizione del Premio “Livatino – Saetta – Costa” rappresenta un’occasione straordinaria per valorizzare la vocazione di Teramo quale Città del diritto – ha sottolineato il primo cittadino – e comunità che custodisce e alimenta ogni giorno il valore della legalità e dell’impegno civile. Questo sia per la presenza dell’Università, con la sua facoltà di Giurisprudenza e la Scuola di legalità, del Tribunale, della Procura, del carcere di Castrogno, tutti parte di un unico tessuto sociale, sia per le attività che abbiamo svolto in questi anni come Amministrazione per la promozione della cultura della legalità, con il coinvolgimento delle scuole. Ed è proprio pensando ai giovani che abbiamo accolto con convinzione questo Premio, quei giovani ai quali oggi, questa giornata ha voluto lasciare un messaggio molto importante: ognuno di noi può fare la differenza. Ricordando i tre giudici a cui è intitolato questo premio, e con loro tutti gli uomini e le donne dello Stato che hanno sacrificato la propria vita per difendere i valori democratici sanciti dalla nostra Costituzione, quello che tramandiamo alle attuali e alla future generazioni è un testimone importantissimo: il senso del dovere che quegli uomini e quegli donne hanno messo in campo nella loro vita. Un messaggio che è importantissimo trasmettere dentro la comunità scolastica. Perché come ebbe a dire il giudice Antonino Caponnetto, la mafia teme la Scuola più della Giustizia, l’istruzione toglie l’erba sotto i piedi della cultura mafiosa”.

All’intervento del Sindaco è seguito quello del Presidente onorario del Premio, Pippo Di Vita, che ha ricordato come obiettivo della manifestazione sia quello di promuovere non solo la memoria dei tre magistrati, ma anche e soprattutto di diffondere, attraverso il loro ricordo, i valori della giustizia e dell’impegno sociale. Dopo gli interventi si è proceduto con la consegna delle pergamene ai premiati, con le motivazioni dell’assegnazione lette dagli studenti dell’Università di Teramo e degli istituti scolastici teramani. A presentare la giornata, chiusa dal saluto del Procuratore Ettore Picardi, la giornalista Patrizia Pennella.

Tra i premiati Emilio Alessandrini, magistrato (alla memoria), David Mancini, magistrato. Fino al 2009 è stato Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Teramo, dove ha coordinato le indagini di diversi gruppi di lavoro. Dal 2010 al 2020 è stato Sostituto Procuratore presso la Procura Distrettuale Antimafia di L’Aquila. Marcello Viola, magistrato. Entrato in magistratura nel 1981, ha iniziato la propria carriera presso l’Ufficio istruzione del Tribunale di Palermo, dove è stato affidato per il tirocinio al giudice Rocco Chinnici, il padre del pool antimafia, ucciso nel luglio 1983. Dall’aprile del 2022 è stato nominato dal CSM, capo della Procura della Repubblica di Milano. Elvira Cipriano, ufficiale dei Carabinieri. In forza al Reparto Investigazioni Scientifiche di Cagliari, nell’ambito della Sezione “Chimica, Esplosivi e Infiammabili”.Domenico Luvarà, sacerdote. Salesiano di Don Bosco, vive e lavora a Palermo nella casa salesiana “Santa Chiara”, nel cuore del popolare quartiere Albergheria e del mercato storico di Ballarò. Daniele Raciti, sacerdote. Ordinato sacerdote nel 2009 a Giarre, attualmente è parroco della parrocchia “Maria SS. del Carmelo” e “S. Giuseppe” di Riposto e collabora presso l’Ufficio amministrativo della curia arcivescovile. Antonio Ingroia, avvocato (ex magistrato). Già Procuratore Antimafia, ha lavorato con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ed è stato componente, tra il 1992 e il 2012, del pool antimafia di Palermo.

Nel 2012 è stato Capo del Dipartimento Investigazioni della CICIG – Nazioni Unite, Ente di investigazione sovranazionale contro la criminalità organizzata, operante in America Centrale (Guatemala). Dal 2012 al 2013 è stato Procuratore Aggiunto della Procura Distrettuale Antimafia di Palermo. Oggi esercita la professione di avvocato. Giornalisti Paolo Mastri. Giornalista, scrittore, autore e conduttore di programmi televisivi e radiofonici, è caposervizio della redazione di Pescara de “Il Messaggero”. Da oltre trent’anni si occupa dei principali fatti della cronaca giudiziaria, economica e politica dell’Abruzzo. Carmen Bertuccio, amministrativa presso la Polizia di Stato. Figlia di Antonio Bertuccio, assassinato a Cittanova (RC) nell’1986. Dal 2020, è referente regionale della Calabria per il “CELM” (Comitato Europeo Legalità e Memoria). Francesco Paolo Nuccio, familiare vittima di mafia. E’ figlio del Maresciallo Artificiere dell’Esercito Italiano, Pasquale Nuccio, ucciso della mafia, all’età di soli 47 anni, a Palermo, nella terribile “strage di Ciaculli” del 30 giugno 1963. E’ cofondatore, con rappresentanti della società civile ed altri familiari di vittime della mafia, il CELM (Comitato Europeo per la Legalità e la Memoria). Pierpaolo Pellegrino, dirigente scolastico a Perugia. Mara Fioretti, docente di religione cattolica presso il Circolo Didattico di Corciano. Tania Guidubaldi, docente di religione, Daniele Schito, studente universitario e scrittore.

Marisa Scivoletto, docente di religione, e componente della segreteria nazionale dello SNADIR. Luciana Del Grande, Volontaria in ambito ambientale. Angelo Rella, medico e Pasquale Scimeca, regista. Tra i suoi film, “Placido Rizotto” e “Il giudice ed il Boss”, che tratta la storia del giudice Cesare terranova e del maresciallo di Polizia Lenin Mancuso, uccisi dalla mafia.

– foto IPA Agency –

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Nel 2024 le ispezioni sul lavoro sono cresciute del 59%

ROMA (ITALPRESS) – Ben 139.680 verifiche ispettive; 83.330 violazioni in materia di salute e sicurezza accertate nelle 46.985 ispezioni effettuate (+126% sul 2024); 15.000 sospensioni delle attività imprenditoriali; 200 milioni di contributi previdenziali e 20 milioni di premi assicurativi recuperati.

Questi sono alcuni dati dell’attività svolta nel 2024 dal personale dell’Ispettorato nazionale del lavoro e dai militari del Comando Carabinieri per la tutela del lavoro che opera all’interno dell’Agenzia, ai quali si sommano gli oltre 18.000 accessi ispettivi da parte di Inps e Inail che hanno consentito il recupero di un ulteriore miliardo di contribuzione evasa/omessa. I risultati conseguiti confermano inoltre la costante attenzione dedicata all’azione di intelligence che, abbinata a un’efficace programmazione, ha consentito di registrare un tasso di irregolarità del 74% migliorando la capacità di intercettare realtà aziendali in cui, con buona probabilità, sussistono fenomeni di violazione.

Nell’arco del 2024, è cresciuto inoltre l’impegno di INL teso a diffondere una cultura del lavoro regolare e in sicurezza, attraverso 955 incontri (+27% rispetto al 2023) che hanno permesso di interloquire con quasi 80 mila soggetti tra lavoratori, imprenditori, professionisti e studenti. L’attività di vigilanza svolta nel 2024 è stata illustrata dal direttore dell’Ispettorato, Danilo Papa, nel corso della riunione della Commissione centrale di coordinamento dell’attività di vigilanza che si è svolta nella Sala Piegari.

Durante la riunione, il capo di Gabinetto del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Mauro Nori, ha illustrato le linee strategiche che dovranno caratterizzare l’attività di vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale da parte di tutti gli organi di vigilanza, mettendo in evidenza l’esigenza di una sempre più attenta attività di intelligence.

Il tutto evitando ogni sovrapposizione di interventi ispettivi e dando priorità alle violazioni che evidenziano patologie particolarmente gravi, ovvero quelle che interessano altri lavoratori oltre al denunciante o, ancora, quelle dalle quali sia possibile desumere, sia pure soltanto tramite indizi, situazioni di sfruttamento. A chiusura dell’incontro, il direttore centrale dell’attività di vigilanza, Aniello Pisanti, ha esposto le linee operative per l’attività da svolgersi nel corso del 2025, acquisendo le osservazioni dei partecipanti con l’obiettivo di intensificare il presidio della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e la lotta contro il lavoro sommerso e lo sfruttamento dei lavoratori.

“Nel 2025 – ha evidenziato Danilo Papa – l’Ispettorato prevede un impegno ancor maggiore, soprattutto in ambito salute e sicurezza sul lavoro, grazie anche all’immissione, nella seconda parte dell’anno, di nuove unità ispettive”.

Il commento del ministro

“I dati dell’INL confermano l’impegno del Governo Meloni e di questo ministero per garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro. La crescita del 59% del numero delle ispezioni, il picco del +126% per quelle in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e l’aumento della loro efficacia grazie all’utilizzo di una preventiva attività di intelligence va però accompagnata da una costante e diffusa attività di formazione che permetta di migliorare la capacità di prevenire il rischio, di qualunque natura esso sia. Come governo sosteniamo questa strategia d’intervento a 360 gradi: l’investimento in assunzione di nuovi ispettori, in interoperabilità tra banche dati e l’attività di contatto sui territori lo confermano”. Così il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone.

– foto IPA Agency –

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Clima, Gatti (Snam) “La sfida è saper rispondere al cambiamento”

Clima, Gatti (Snam)

ROMA (ITALPRESS) – “Le sfide per l’Italia, in particolare per quello che riguarda il settore dell’energia, è saper rispondere al cambiamento climatico, riuscire a mettere in piedi una transizione che consenta di andare verso l’abbandono dei fossili e superare le attuali dipendenze, trasformandolo anche in un’opportunità industriale di crescita per il Paese”.
Così Cecilia Gatti, executive director institutional affairs di Snam, in occasione della presentazione del Quaderno di Med-Or: “Cambiamenti climatici e sicurezza: una sfida globale”.
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Accoltellata per strada a Messina, morta una ragazza di 21 anni

MESSINA (ITALPRESS) – Una ragazza di 21 anni, palermitana, è morta dopo essere stata accoltellata alla gola di fronte all’ingresso dello stadio “Celeste” a Messina. La donna era stata ricoverata d’urgenza, già in condizioni gravissime, al Policlinico della città, che dista qualche centinaio di metri dal viale Gazzi dov’è avvenuto il fatto.

Secondo le prime ricostruzioni grazie ad alcune testimonianze, sarebbe stato un coetaneo ad accoltellare la giovane donna che ha urlato per strada prima di accasciarsi dissanguata e un testimone avrebbe cercato di inseguire invano l’aggressore. Sul luogo sia Polizia che Carabinieri che hanno recintato l’area, in attesa dei rilievi di rito e dell’arrivo del magistrato di turno. La vittima dell’episodio è una tirocinante del Policlinico universitario G. Martino, l’ospedale dove i tentativi di salvarla sono stati vani.

Il cordoglio del sindaco Basile

“Sono senza parole. Oggi Messina è stata scossa da una tragedia immensa: una giovane vita, quella di Sara Campanella, è stata spezzata in modo brutale. La violenza di questo gesto ci lascia increduli e profondamente addolorati”. Lo scrive sui social il sindaco di Messina, Federico Basile che aggiunge: “Voglio esprimere tutta la mia vicinanza ai familiari e agli amici di Sara. In questo momento di dolore insopportabile, sappiate che la città di Messina è con voi. Condanniamo con tutta la forza questo atto di violenza e confidiamo che la giustizia possa fare il suo corso”.

– foto IPA Agency –

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Clima, Genuardi (Enel) “Cambiamento sfida da affrontare insieme”

Clima, Genuardi (Enel)

ROMA (ITALPRESS) – Il cambiamento climatico “oggi è una grossa sfida per l’Italia, ma lo è in generale per tutto il mondo perché ci dobbiamo focalizzare sul tema della resilienza, di come ci adattiamo a questi cambiamenti climatici. La sfida è lavorare tutti insieme in maniera interconnessa, per fare in modo che ci sia anche un quadro regolatorio che ci permetta di essere preparati in un contesto in continuo cambiamento”. Così Giulia Genuardi, Managing Director di Enel Foundation, in occasione della presentazione del Quaderno di Med-Or: “Cambiamenti climatici e sicurezza: una sfida globale”.
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Luglini (Leonardo) “Non c’è sviluppo sostenibile senza sicurezza”

Luglini (Leonardo)

ROMA (ITALPRESS) – “Non c’è sviluppo sostenibile senza sicurezza. Il concetto di sicurezza globale va declinato in una serie molto ampia di ambiti che vanno da quello energetico, uno dei più impellenti, ma anche di sicurezza alimentare, dei cittadini”. Così Raffaella Luglini, Chief Sustainability Officer di Leonardo, in occasione della presentazione del Quaderno di Med-Or “Cambiamenti climatici e sicurezza: una sfida globale”.
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