venerdì, Aprile 4, 2025
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Condizioni stazionarie per Papa Francesco. Terapie, preghiera e riposo

ROMA (ITALPRESS) – Le condizioni cliniche del Santo Padre nella complessità del quadro generale, sono rimaste stazionarie. E’ quanto si legge nell’ultimo bollettino relativo alle condizioni cliniche di Papa Francesco. La radiografia del torace eseguita ieri ha confermato radiologicamente i miglioramenti registrati nei giorni precedenti.

Il Santo Padre continua ad effettuare l’ossigenoterapia ad alti flussi durante il giorno e la ventilazione meccanica non invasiva durante il riposo notturno. Questa mattina, dopo aver seguito gli Esercizi spirituali in collegamento con l’Aula Paolo VI, ha ricevuto l’Eucarestia, si è dedicato alla preghiera e, successivamente, alla fisioterapia motoria. Nel pomeriggio, dopo essersi unito agli Esercizi spirituali della Curia, ha continuato la preghiera, il riposo e proseguito la fisioterapia respiratoria, si legge nel comunicato della Santa Sede.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Torna il Govtech Forum, a Milano gli esperti mondiali per la trasformazione digitale

MILANO (ITALPRESS) – Prende il via il 13 marzo a Milano il GovTech Forum 25Rethink, la seconda edizione della convention italiana dedicata ai temi sviluppo dell’ecosistema nazionale e internazionale dell’innovazione pubblica. La manifestazione, organizzata da Feel, è patrocinata da Comune di Milano, Regione Lombardia, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Anci, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Assemblea Parlamentare del Mediterraneo e Anitec-Assinform.

Per due giorni, negli spazi di Milano Luiss Hub, riunirà oltre 200 esperti e rappresentanti istituzionali da tutto il mondo sui temi dell’innovazione aperta e della trasformazione digitale nelle politiche pubbliche e nei servizi di pubblica utilità. Tra le voci più autorevoli: Sir Geoff Mulgan, esperto di innovazione nei servizi pubblici, ex Chief Executive di Nesta e responsabile della strategia dei governi Blair; Stephen Goldsmith, docente presso la Harvard Kennedy School e direttore del Bloomberg Center for Cities’ Data-Smart City Solutions; Talla Kebe, membro della task force sulla digitalizzazione e innovazione dell’Africa delle Nazioni Unite.

Il programma prevede nove tavoli di lavoro dedicati alle politiche pubbliche GovTech, che spaziano dal mercato unico europeo alla crescita del Mediterraneo e dei Paesi in via di sviluppo, dai servizi pubblici inclusivi e governi efficaci nell’era dell’IA all’innovazione aperta nel settore pubblico, fino agli ecosistemi digitali urbani, economie locali e alle economie locali tra turismo e made in Italy.

Obiettivo di GovTech Forum è passare dalla fase di ‘scoperta e validazione’ a macchia di leopardo del GovTech italiano ed europeo ad una adozione coordinata e massiva attraverso policy workshop, panel con esperti globali e un confronto diretto tra istituzioni, aziende ed innovatori. Questa edizione del Forum contribuirà a delineare un’agenda condivisa per una trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione aperta, interoperabile, scalabile e orientata allo sviluppo economico, sociale e ambientale dell’Europa e del Mediterraneo.

“In un contesto geopolitico ed economico in profonda e vorticosa trasformazione, in cui i tradizionali punti di riferimento si ridefiniscono, l’Europa non può limitarsi al ruolo di regolatore interno e spettatore della corsa verso l’innovazione di Stati Uniti e Cina. È necessario che assuma un ruolo maggiormente attivo e strategico nella trasformazione digitale del settore pubblico, sia come abilitatore dei singoli Stati nazionali che come market shaper a livello unitario, rafforzandosi come hub per l’innovazione aperta e lo sviluppo tecnologico – ha commentato Marcello Coppa, CEO e fondatore di Feel.

“Le grandi città – ha sottolineato Layla Pavone, coordinatrice del Board per l’Innovazione Tecnologica e Trasformazione Digitale del Comune di Milanosono le prime interpreti delle opportunità che l’innovazione offre per uno sviluppo inclusivo e sostenibile. Strategie e strumenti di governance orientati a migliorare spazi e servizi pubblici, sono già in campo e ci spingono a sostenere iniziative come il Govtech Forum, un’opportunità unica per scambiare idee, costruire collaborazioni e partecipare a uno sforzo collettivo che, solo riunendo tutti i livelli istituzionali, il pubblico e il privato, può ancorare la tecnologia al servizio del bene comune”.

“Negli Stati Uniti, il Defense Innovation Unit (DIU) e il modello DoD (Department of Defense) hanno favorito l’adozione di tecnologie avanzate tramite procurement militare e mission-oriented policies. In parallelo, il DOGE sta promuovendo una radicale riorganizzazione e razionalizzazione dei servizi federali. L’Europa deve sviluppare un modello di innovazione pubblica proprio, che non sia una semplice replica delle strategie d’oltreoceano”,  afferma Andrea Landini, Head of Platforms e fondatore di Feel.

La manifestazione sarà aperta domani alle 14 con gli interventi di Layla Pavone e Marcello Coppa. È realizzata con il supporto di Mastercard, PagoPA e Apolitical. Negli ultimi anni l’Italia ha vissuto un’accelerazione della trasformazione digitale in una molteplicità di servizi pubblici, quelli del territorio (tipologie e modalità di servizi di trasporti, prenotazioni, fascicolo sanitario, gestione dei rifiuti e delle acque, sistemi di sicurezzaà) e quelli centrali (identità digitale, sistemi di pagamento pubblicià). È l’effetto della messa a terra degli investimenti Next Gen EU (PNRR) e non solo.

La ricerca di Feel, condotta con il supporto di Bilendi, dà indicazioni sul vissuto, le percezioni e le aspettative degli italiani. Secondo la Banca Mondiale, l’Italia ha raggiunto uno dei livelli di maturità più avanzati nel GovTech. Tuttavia, il 53% degli Italiani ritiene erroneamente che il nostro Paese abbia sviluppato infrastrutture e servizi pubblici digitali a livelli inferiori o molto inferiori agli altri Paesi occidentali. Sono più consapevoli coloro che hanno una esperienza internazionale.

“Gli Italiani devono sapere, essere informati meglio. Bisogna superare un senso di inferiorità rispetto all’innovazione del Paese. Aumentare l’immagine di innovazione del brand Italia, può essere motivo di orgoglio nazionale, avrebbe ricadute materiali a beneficio della capacità di trattenere i talenti, di attrarre investimenti ed imprese innovative”, commenta Simone De Battisti, Head of Insights e fondatore di Feel.

L’innovazione e la digitalizzazione dei servizi pubblici portano efficienza ed accessibilità dei servizi per il 77% degli italiani; mentre per il 59% comportano un senso di sorveglianza e controllo da parte dello Stato o del sistema pubblico. Il 23% degli italiani è entusiasta della trasformazione digitale dei servizi pubblici – considerano gli aspetti positivi preponderanti rispetto al rischio di sorveglianza – questa posizione è più diffusa nel nord del Paese, tra i giovani e gli adulti (fino a 39 anni), tra i più istruiti e tra coloro che vivono in zone ad alta urbanizzazione.

Di converso, il 22% è preoccupato considerano il rischio di sorveglianza superiore ai benefici – questa posizione è più diffusa nel nord est del Paese, tra i più senior (oltre 50 anni) e con livelli di istruzione medio bassi. È positiva l’aspettativa generale verso una (ulteriore) maggiore trasformazione digitale ed innovazione del sistema pubblico perché può contribuire positivamente a migliorare l’efficacia delle politiche pubbliche (61%) – in particolare nella sanità e nell’istruzione; una maggiore crescita economica per tutti (56%) – in particolare supportando la crescita delle imprese, migliorando la trasparenza ed una migliore distribuzione del valore tra lavoratori e cittadini; la democrazia (48%) – in particolare nella qualità dell’informazione e delle procedure di voto.

La seconda sfida è accompagnare al cambiamento le persone, soprattutto quelle meno istruite, capaci, in là negli anni. Il digital divide è in primis nelle capacità delle persone. Non sono le tecnologie o le sole competenze tecniche l’oggetto del problema, quanto le capacità di comprendere ed usare consapevolmente. L’indagine campionaria è composta da 800 interviste, rappresentativa della popolazione maggiorenne residente in Italia per età, genere, regione realizzata dal 4 al 7 marzo 2025 (rilevazione tramite panel web Bilendi. Margine di errore +/- 3.5%, al 95% di probabilità).

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Trump incontra Martin, al centro del colloquio Usa-Irlanda la questione dei dazi

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il presidente Donald Trump ha avuto un lungo colloquio con il primo ministro irlandese Micheal Martin nello Studio Ovale. Uno dei primi temi trattati all’inizio del bilaterale è stato quello dei dazi: “Abbiamo un deficit enorme con l’Irlanda”, ha affermato Trump. “L’Irlanda ha ottenuto prodotti farmaceutici tramite una tassazione intelligente, l’Unione europea è stata molto dura”, ha proseguito.

Al termine dell’incontro, il capo della casa Bianca è stato interpellato dai giornalisti sulle questioni economiche. “In un lasso di tempo molto breve abbiamo fatto molto bene”, ha dichiarato Trump, facendo anche riferimento ai prezzi di uova e petrolio che nelle ultime ore hanno registrato un calo. A Trump è stato inoltre chiesto un giudizio sui numerosi irlandesi che sono presenti negli Stati Uniti senza la documentazione necessaria: “Penso che gli irlandesi mi amino – ha affermato Trump -. Non vogliamo fare nulla che possa danneggiare l’Irlanda”.

Altro tema importante su cui Trump è stato interpellato dai giornalisti è quello legato al settore dell’istruzione. Secondo il presidente Usa molte delle persone che ne fanno parte “non lavorano affatto”. “Stiamo tenendo i migliori e intanto molti di loro non si presentano al lavoro, non stanno facendo bene”. Trump è stato anche interpellato sulla guerra in Ucraina, in particolare sul presidente russo Vladimir Putin, su cui il capo della Casa Bianca ha preferito mantenere un profilo basso: “Non commenterò, abbiamo persone che vanno lì, ma non abbiamo persone che hanno parlato con lui. Penso che un accordo abbia senso per la Russia”.

Il presidente ha infine fatto il punto sulla guerra in Medio Oriente: “Stiamo lavorando con Israele per cercare di risolvere il problema”. In occasione della sua visita a Washington, Martin ha sottolineato più volte l’importante relazione tra Stati Uniti e Irlanda, dando risalto alle numerose attività commerciali irlandesi negli Stati Uniti, sottolineando che allo stato attuale Trump risulta essere l’unico presidente ad aver investito davvero in Irlanda. L’agenda della visita prevede per Trump e Martin un pranzo a Capitol Hill ed infine il tradizionale ricevimento di San Patrizio nella sala est. Si tratta di un evento che annualmente si svolge con una settimana di anticipo rispetto al giorno di San Patrizio.

IL VIDEO DELL’INCONTRO

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Lollobrigida “Agricoltura principale traino dell’economia del Paese”

ROMA (ITALPRESS) – Il rilancio del comparto in Europa, con l’Italia nuovamente al centro, è solo il primo passo verso un futuro che si prospetta di alto livello: adesso per il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’Agenzia Italpress, l’obiettivo fondamentale è tenere alte le sinergie con le istituzioni sia continentali sia soprattutto extracontinentali, con una preoccupazione che non manca sul fronte dei dazi americani.
“I risultati che stiamo raggiungendo spero possano essere eguagliati o superati da chi verrà dopo di me – sottolinea Lollobrigida, – Oggi l’agricoltura italiana è tornata al primo posto come valore aggiunto in Europa, abbiamo superato Francia e Germania e non accadeva da anni: parliamo di un ambito che è leader tra i settori strategici e principale traino dell’economia del paese. Il reddito degli agricoltori cresce in termini assoluti più che in ogni altra parte d’Europa eccetto il Portogallo”.
xd8/mgg/mrv

Dazi, Lollobrigida “Errato chiudere mercati ad alleato strategico”

ROMA (ITALPRESS) – Il rilancio del comparto in Europa, con l’Italia nuovamente al centro, è solo il primo passo verso un futuro che si prospetta di alto livello: adesso per il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’Agenzia Italpress, l’obiettivo fondamentale è tenere alte le sinergie con le istituzioni sia continentali sia soprattutto extracontinentali, con una preoccupazione che non manca sul fronte dei dazi americani.

“I risultati che stiamo raggiungendo spero possano essere eguagliati o superati da chi verrà dopo di me – sottolinea Lollobrigida, – Oggi l’agricoltura italiana è tornata al primo posto come valore aggiunto in Europa, abbiamo superato Francia e Germania e non accadeva da anni: parliamo di un ambito che è leader tra i settori strategici e principale traino dell’economia del paese. Il reddito degli agricoltori cresce in termini assoluti più che in ogni altra parte d’Europa eccetto il Portogallo”.

Alcuni settori, aggiunge il ministro, “stanno raggiungendo record mai visti finora: oggi il vino tocca cifre mai raggiunte e lo stesso vale per l’olio, su cui siamo l’unico paese europeo dove il valore cresce anzichè calare. L’inversione di tendenza per la centralità del settore primario non è ancora pienamente compiuta: ancora dobbiamo compiere una transizione corretta, che metta i ragazzi appassionati di quest’attività in condizione di poterla svolgere. In più il reddito degli agricoltori è ancora troppo basso per diventare attrattivo, ma ci sono esperienze molto positive che dimostrano che la strada intrapresa è quella giusta”.

Lollobrigida si sofferma poi su “Agricoltura è”, il forum che andrà in scena a Roma dal 24 al 26 marzo: “Sarà un grande momento di confronto. Con il commissario europeo Kadis abbiamo innestato un nuovo modo di trattare sulla pesca, con zero tagli nel 2025: negli ultimi decenni, con il decremento della possibilità di pescare, si stava arrivando alla desertificazione di alcuni porti. Alla pesca sono collegati tanti fenomeni, come gli indotti del turismo e del mare: a Kadis dimostreremo ciò che l’Italia sa fare in questo settore, per portare avanti il confronto e rimettere al centro la politica rispetto alle burocrazie”.

Il ministro parla anche del rapporto con Hansen, neo commissario europeo all’Agricoltura, con il quale “abbiamo trovato tanti punti in comune con quelli sostenuti dall’Italia in due anni e mezzo. Timmermans aveva messo l’agricoltura in contrasto con l’ambiente, mentre ora l’Europa è un luogo verso cui i cittadini possono guardare con maggiore fiducia, a patto che si dimostri all’altezza. La Cee metteva l’agricoltura al centro in termini di sicurezza alimentare, noi la riportiamo a Roma con un villaggio che per tre giorni vedrà tutte le più autorevoli figure istituzionali europee”.

Per Lollobrigida l’Europa deve adottare un principio di “semplicità nell’occuparsi di grandi temi, su cui finora è stata quasi assente e ha solo ingrossato la propria burocrazia, che per sopravvivere è diventata autoreferenziale: si è arrivati al paradosso di mettere l’agricoltore in contrasto con la terra, ma questa follia con il governo Meloni è cambiata. Ora l’Europa guarda al Green Deal con più attenzione e un meccanismo di praticità. L’Italia è in concorrenza con chi non rispetta i diritti dei lavoratori e dell’ambiente: in alcune aree, in cui le regole europee vengono disattese, i prezzi sono più bassi dei nostri e si rischia di desertificare l’ambiente produttivo. Per aiutare i nostri imprenditori dobbiamo metterli in condizione di essere garantiti nelle loro attività. I costi di produzione in alcune nazioni sono talmente bassi che senza tariffe aggiuntive si rischia di devastare il mercato: i nostri agricoltori, ad esempio, non reggono le produzioni cinesi”.

Sul fronte dei dazi voluti da Trump, afferma il ministro, “a nostro avviso le tariffe sui prodotti italiani potrebbero indebolire quello che lui vuole fare. Auspichiamo che da questo punto di vista ci siano approfondimenti, ma l’Italia sta contribuendo a far comprendere che la chiusura dei mercati nei confronti di un alleato strategico sarebbe un indebolimento: conto comunque che l’impatto dei dazi sia minore di quello che viene diffuso in maniera allarmistica. Il problema più grande non è legato alle tariffe, ma al fatto che l’Europa criminalizza alcuni prodotti cardine del nostro sistema produttivo, mentre i nostri produttori vanno messi in condizione di lavorare al meglio: le nostre produzioni hanno un costo più alto perchè imponiamo più regole, l’Europa balla da sola e deve essere messa in condizione di difendere se stessa soprattutto quando deve trattare con altri”.

Infine, nel manifestare il proprio apprezzamento per i complimenti da parte della rivista Politico, Lollobrigida ribadisce come “la vera differenza con il passato è che io in Europa non salto una riunione sull’agricoltura, difendo gli interessi del mio paese e rappresento la nazione più forte in questo settore. I nostri colleghi dei governi precedenti dimenticavano che l’Europa non va da nessuna parte senza l’Italia: in due anni e mezzo abbiamo capovolto la concezione dell’agricoltura che Timmermans aveva imposto per cinque anni devastando il sistema. L’obiettivo per i prossimi sei mesi è garantire i fondi europei per l’agricoltura senza sovrapporli ad altri investimenti, mentre a livello nazionale ci sono leggi da rivedere e sanzioni da aumentare e irrigidire per chi imbroglia; infine voglio mettere in campo un sistema di risorse di cui a vedere i risultati non siamo noi, ma i nostri figli tra 20-30 anni”.

IL VIDEO CON LE SUE PAROLE

-foto Italpress-

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Le regioni del Centro e del Nord-Est trainano l’export italiano

Le regioni del Centro e del Nord-Est trainano l'export italiano

ROMA (ITALPRESS) – Le Regioni del Centro e quelle del Nord Est hanno trainato l’export italiano nel quarto trimestre del 2024. Lo rileva l’Istat, sottolineando che le esportazioni nelle due macroaree sono cresciute rispettivamente dell’1,7 e dello 0,9 per cento, con la Toscana ad aver fornito l’impulso positivo maggiore. Rispetto al 2023, però, si registra una lieve diminuzione dell’export nazionale: -0,4%, sintesi di dinamiche territoriali differenziate: la contrazione è più ampia per le Isole e il Sud, più contenuta per il Nord mentre si rileva una forte crescita per il Centro, +4%. Nel complesso del 2024, le flessioni più ampie delle esportazioni riguardano Basilicata, Marche e Liguria, mentre le regioni più dinamiche sono state, oltre alla Toscana, la Valle d’Aosta, la Calabria, il Lazio e il Molise.
I contributi negativi più ampi all’export derivano dal calo delle vendite delle Marche verso la Cina, della Liguria verso gli Stati Uniti, della Toscana verso la Svizzera, del Piemonte verso Germania e paesi OPEC e della Campania verso gli Usa.
Le province che più hanno sostenuto le vendite nazionali sui mercati esteri sono Arezzo, Firenze, Latina, Lodi e Monza Brianza.
gsl

Rc auto, premi in aumento

ROMA (ITALPRESS) – I prezzi dei premi per le assicurazioni Rc auto sono aumentati in media del 12% tra gennaio 2021 e luglio 2024. E’ quanto emerge dal Quaderno Ivass, Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, nel quale si sottolinea che il dato è legato all’impennata dell’inflazione.
Nel periodo 2014-2021 il premio medio della garanzia Rc Auto si era ridotto del 25%. Gli aumenti sono stati eterogenei in funzione delle caratteristiche degli assicurati e della presenza o meno di garanzie accessorie: l’incremento è maggiore per il Centro Italia +15%, segue il Nord mentre la variazione è minore al Sud.
Il premio medio degli assicurati in prima classe del bonus-malus è cresciuto del 13%, mentre l’aumento risulta superiore per gli altri assicurati; i più giovani sono stati maggiormente penalizzati dai rincari Rc auto, con un incremento del 23% per gli under-25 a fronte del +12% per gli over-60.
L’aumento dei premi Rc Auto ha interessato anche gli altri Paesi europei che, come l’Italia, negli ultimi anni hanno risentito dell’aumento dell’inflazione.
gsl

L’Ue risponde ai dazi Usa

L'Ue risponde ai dazi Usa

ROMA (ITALPRESS) – In risposta all’entrata in vigore dei dazi Usa sulle importazioni di acciaio e alluminio, l’Unione europea ha annunciato una serie di contromosse, definite dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen “forti ma proporzionate”. In una nota, la Commissione ha fatto sapere di “deplorare la decisione degli Stati Uniti di imporre tali tariffe, ritenendole ingiustificate, dirompenti per il commercio transatlantico e dannose per le imprese e i consumatori, in quanto spesso si traducono in un aumento dei prezzi”. Le contromisure si applicheranno alle esportazioni di merci americane per un valore fino a 26 miliardi, che corrispondono alla portata economica delle tariffe imposte dagli Usa. Von der Leyen ha sottolineato che sono in gioco “i posti di lavoro. I prezzi saliranno in Europa e negli Stati Uniti. L’Unione europea deve agire per proteggere i consumatori e le aziende”.
gsl

Lavoro, Conte “Da Inps monitoraggio sul rispetto parità di genere”

Lavoro, Conte

ROMA (ITALPRESS) – “È un momento di riflessione sulle politiche volte a garantire la parità di genere e a combattere ogni forma di discriminazione sui posti di lavoro”. Lo ha detto Giuseppe Conte, direttore centrale risorse umane dell’INPS a margine del convegno Diversity, pari opportunità e lavoro – Diritti e nuove sfide. “Da anni l’Istituto crede in queste politiche e adotta misure concrete a sostegno di esse”, mettendo in atto “un monitoraggio attento e concreto sul rispetto della parità, per esempio a partire dalle retribuzioni, per garantire che vengano attuati i principi che proclamiamo”.
xl5/mgg/mca1