domenica, Maggio 10, 2026
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Il Cipess approva il piano previsionale dei fabbisogni finanziari

ROMA (ITALPRESS) – Il Cipess ha approvato il Piano previsionale dei fabbisogni finanziari per l’anno 2026 e proiezioni fino al 2028 e il Piano strategico annuale del Fondo (cosiddetto Fondo 295) di cui all’articolo 3 della legge 28 maggio 1973, n. 295 (Simest). Il Piano strategico annuale per il 2026 indica un’operatività per un volume di circa 20,5 miliardi. I settori maggiormente interessati sono il crocieristico, la difesa e le infrastrutture. Approvato inoltre il Piano annuale di attività e del Sistema dei limiti di rischio (Raf) per l’anno 2026 in materia di sostegno finanziario pubblico all’esportazione (Sace). Il Piano stima una domanda massima di copertura assicurativa pari a 74 miliardi, di cui 54 miliardi destinati alle attività di credito all’esportazione e 20 miliardi per attività di rilievo strategico e la cosiddetta push strategy. Sulla base dei dati forniti da Sace, gli effetti sull’economia nazionale sono stimati in un impatto sul Pil di circa 51 miliardi, sul valore della produzione di circa 150 miliardi e un totale di addetti preservati di circa 650.000. Il Comitato ha infine udito la seguente informativa che non comporta adozione di delibera: “Sostegno finanziario pubblico all’esportazione. Informativa sull’aggiornamento del Piano di attività per l’anno 2025, approvato dal Cipess con delibera n. 94 del 19 dicembre 2024”.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

Cirio “Lavoreremo per un 2026 in cui il Piemonte rimanga centrale”

TORINO (ITALPRESS) – “Lavoreremo perché il 2026 sia un anno in cui il Piemonte rimanga centrale. Quando io diventai presidente, il Piemonte lamentava il fatto che era un po’ al di fuori degli scenari politici nazionali e delle rotte di interesse economico principali. Oggi questo non c’è più, il Piemonte è richiesto dai grandi eventi che scelgono la nostra regione ed è centrale in qualsiasi dinamica politica”. Così il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, tracciando un bilancio del 2025 in un’intervista all’Italpress. “Prova ne sia che qui a Torino è stata aperta la Fondazione dell’Intelligenza Artificiale e che gli investimenti che le Nazioni Unite stanno facendo qui a Torino e in Piemonte si stanno potenziando. La centralità della politica fa sì che si abbiano gli strumenti per risolvere i problemi”, ha concluso.

xn3/tvi/mca1/gtr

Manovra, Sala “Ancora una volta Milano non è nel cuore del Governo”

MILANO (ITALPRESS) – “Ancora una volta devo dire che Milano non è esattamente nel cuore del Governo”. Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, durante il tradizionale brindisi di Natale con la stampa a Palazzo Marino. “Non voglio aggiungere temi che esulano da Milano, altrimenti non la finiremmo più, ma vorrei tenere questa conversazione sulle questioni della città” ha proseguito, sottolineando che “è chiaro che noi non abbiamo ancora visto il testo ufficiale ma pare che la Finanziaria penalizzi Milano su alcuni fronti”.

Il primo è “un taglio di più di 15 milioni sulla M4, un taglio che, onestamente, riguarderà anche Napoli e Roma. Il trasporto pubblico è sempre penalizzato in ogni manovra e comunque nella gestione dei rapporti tra l’amministrazione centrale e quella locale, ed è un servizio che molto spesso i cittadini sentono come il più necessario per la loro vita”. Inoltre, “c’è un decreto anticipi che ha istituito un fondo per pagare gli straordinari dei vigili durante le Olimpiadi ma favorisce i piccoli Comuni e in questo modo non è attingibile da Milano”. “Noi chiediamo o fondi oppure la possibilità di derogare, perché è evidente che” durante i Giochi invernali “ci sarà bisogno di fare tanti straordinari”, ha concluso il sindaco.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

In Italia 100 mila casi di ictus ogni anno, prevenzione e cure fanno la differenza

ROMA (ITALPRESS) – L’ictus è una delle principali cause di morte e disabilità nel mondo: si verifica quando il flusso sanguigno al cervello viene interrotto o ridotto, provocando una sofferenza dei tessuti cerebrali. Le forme principali sono l’ictus ischemico, dovuto all’occlusione di un’arteria, e l’ictus emorragico, causato dalla rottura di un vaso sanguigno. In Italia si registrano ogni anno circa 90-100mila nuovi casi, con un impatto notevole sul sistema sanitario e sociale: l’incidenza cresce con l’età, soprattutto oltre i 65 anni e con un picco oltre i 75 anni. Il controllo dei fattori di rischio e la rapidità nel trattamento sono elementi determinanti per ridurre l’impatto dell’ictus sul sistema sanitario e soprattutto sulla vita delle persone che ne sono colpite. “La situazione in Italia sul fronte ictus è tutto sommato stabile: il numero di 100-110mila nuovi casi all’anno si mantiene nel tempo. Questo è legato al fatto che la popolazione invecchia e l’età avanzata rappresenta il maggior fattore di rischio per tutte le malattie circolatorie, incluso l’ictus”, ha dichiarato Mauro Silvestrini, preside della facoltà di Medicina dell’Università politecnica delle Marche, intervistato da Marco Klinger per Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress.

Tra le condizioni che generano l’ictus, prosegue, “vanno ricordate l’ipertensione arteriosa, il diabete, la dislipidemia: ci sono poi una serie di condizioni strettamente connesse con uno stile di vita a volte non adeguato come fumo, eccesso di alcol, inattività fisica, stress, cattiva qualità del sonno notturno. Il tempo è il fattore fondamentale: abbreviare i tempi tra la comparsa del disturbo e l’inizio della terapia è il primo aspetto in grado di influenzare positivamente la prognosi di un paziente. Il cervello è il nostro organo più delicato e non riesce a resistere a condizioni di stress circolatorio: questo spiega perché ogni secondo che passa dall’inizio del disturbo crea una perdita di strutture cerebrali che diventa rapidamente irreversibile”. Fondamentale, secondo Silvestrini, “evitare a ogni costo di sottovalutare qualsiasi disturbo che ci fa pensare che una parte più o meno grande del nostro cervello non stia funzionando adeguatamente: i principali segni legati a un disturbo circolatorio in atto sono una mano che non si muove con la stessa destrezza dell’altra, una gamba più pesante, la bocca che si storce, una certa difficoltà ad articolare le parole, una perdita di coordinazione. Una volta entrato in un ospedale attrezzato per gestire una situazione di questo tipo, il paziente mette immediatamente in atto un protocollo che parte dall’esecuzione di una Tac: questa è fondamentale per discriminare tra l’ischemia e l’emorragia. Oltre l’80% dei casi è legato a un disturbo di tipo ischemico: in base al riscontro vengono intraprese tutte le procedure che portano il paziente a usufruire delle terapie di rivascolarizzazione, farmacologiche o endovascolari”.

L’Italia ha registrato qualche passo avanti negli ultimi anni rispetto alla materia, nella misura in cui “il numero di Unità ictus è stato enormemente incrementato, ma non siamo ancora arrivati a pieno regime: abbiamo oltre 200 centri nei nostri ospedali, ne servirebbero un centinaio in più. Il problema fondamentale è la mancanza di proporzione tra le strutture esistenti in diverse parti del nostro paese: oltre la metà si trova infatti nelle regioni del nord. C’è bisogno di aumentare la cultura e la consapevolezza di quello che si può fare in un paziente con ictus: i percorsi andrebbero ottimizzati e resi omogenei in tutta Italia, andrebbe adeguata la rete delle emergenze, andrebbe ottimizzato il trasporto dei pazienti negli ospedali più vicini dotati di Unità ictus. Una delle caratteristiche di tali unità è poter assicurare al paziente una presa in carico riabilitativa entro la prima giornata: chiunque sia ricoverato in Unità ictus viene sottoposto a valutazione e il trattamento inizia subito; un ictus trattato precocemente ha il 70% di probabilità di prognosi favorevoli”.

L’ultimo aspetto su cui si sofferma Silvestrini è quello della prevenzione: “Bisogna innanzitutto prendersi cura di se stessi: in questo modo la maggior parte degli ictus sarebbero evitabili o comunque procrastinabili all’età più avanzata; attività fisica per mezz’ora al giorno, una dieta adeguata, controlli medici ed eventuali prescrizioni di farmaci sono fondamentali. Ho avuto il privilegio di assistere a un cambiamento epocale: la possibilità di aprire i vasi chiusi nella maggior parte dei pazienti ha costituito una rivoluzione. Oggi l’ictus ci fa molta meno paura: cominciamo ad avere armi anche contro la sorella povera dell’ictus ischemico, ovvero l’emorragia. C’è un progresso costante, ma soprattutto un miglioramento della consapevolezza di quanto possa essere fatto in queste condizioni”.

– Foto tratta da video Medicina Top –

(ITALPRESS)

Tra medici e Farnesina cooperazione costante per Gaza

ROMA (ITALPRESS) – Natale più che mai nel segno della solidarietà, al servizio dei più deboli e bisognosi di aiuto quello della Fnomceo, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri. Un Natale più sicuro e sereno per i 232 bambini di Gaza accolti in Italia insieme alle loro famiglie nel 2025 per essere ricoverati presso le strutture sanitarie del Paese. Un’attività, quella del ministero degli Esteri, a cui la Fnomceo partecipa attivamente anche durante le festività di fine anno, grazie alla rete permanente di cooperazione tra Farnesina e medici a Gaza per monitorare le necessità di farmaci e strumentazioni e coordinare gli interventi necessari.

sat/gtr

Malta, rinviati al 2026 i farmaci gratuiti per la prevenzione dell’HIV

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Il governo maltese ha nuovamente rinviato l’introduzione dei farmaci gratuiti per la prevenzione dell’HIV, annunciando che il bando di gara per la fornitura dei medicinali sarà pubblicato solo nel 2026, nonostante il continuo aumento dei casi di HIV nel Paese.

Il ministro della Salute Jo Etienne Abela ha confermato che il bando riguarderà la Profilassi Pre-Esposizione (PrEP) e la Profilassi Post-Esposizione (PEP), due trattamenti riconosciuti a livello internazionale per la prevenzione della trasmissione dell’HIV. Abela è intervenuto dopo la pubblicazione, in Parlamento, di dati che indicano come 721 persone vivano attualmente con l’HIV a Malta. Il ministro ha inoltre confermato che fino al 28 novembre 2025 sono stati diagnosticati 125 nuovi casi, precisando che il numero complessivo dei pazienti può variare nel tempo a causa di persone che si trasferiscono dentro o fuori dal Paese. Il rinvio ha suscitato critiche da parte di ONG e attivisti, che da anni chiedono l’accesso gratuito a PrEP e PEP. Secondo loro, il governo non avrebbe agito con la necessaria urgenza in un momento in cui i tassi di infezione da HIV sono in aumento.

Nella tanto attesa strategia per la salute sessuale, pubblicata per la prima volta come libro bianco nel dicembre 2024, il governo si era impegnato a fornire gratuitamente la PrEP alle persone considerate ad alto rischio di contrarre l’HIV. Nel dicembre 2024, Abela aveva dichiarato che il trattamento sarebbe stato introdotto nel 2025, dopo lo stanziamento dei fondi nel bilancio nazionale. Tuttavia, l’ultimo annuncio comporta un ulteriore slittamento nell’effettiva disponibilità dei farmaci.

Il ministro ha affermato che la fornitura gratuita di PrEP e PEP avrebbe un costo di 1,6 milioni di euro nell’arco di tre anni, una cifra che ha definito sostenibile per il bilancio sanitario. La PrEP è un farmaco preventivo assunto da persone HIV-negative e, se utilizzato con regolarità, riduce il rischio di trasmissione sessuale dell’HIV di circa il 99 per cento. È inoltre altamente efficace nel diminuire il rischio di infezione tra le persone che fanno uso di droghe per via iniettiva. La PEP, invece, viene assunta dopo una possibile esposizione al virus, generalmente entro 72 ore, per un periodo di 28 giorni. Studi medici ne stimano l’efficacia attorno all’80 per cento se assunta correttamente.

Il rinvio arriva mentre Malta continua a registrare dati preoccupanti sull’HIV. La scorsa settimana, lo studio HIV/AIDS Surveillance in Europe ha rilevato che il tasso pro capite di nuove diagnosi di HIV a Malta ha raggiunto il livello più alto dell’ultimo decennio, rimanendo il più elevato in Europa per il secondo anno consecutivo. Lo studio ha inoltre evidenziato che, mentre nella maggior parte dei Paesi europei le nuove infezioni da HIV sono in costante diminuzione, Malta ha registrato il suo tasso di infezione più alto dal 2015.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).