I tempi di consegna del cibo a domicilio sono stati ridotti a meno di 10 minuti grazie a un servizio di droni operativo in un distretto commerciale di Guangzhou, nella Cina meridionale. (XINHUA/ITALPRESS)
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(Fonte video: Xinhua)
I tempi di consegna del cibo a domicilio sono stati ridotti a meno di 10 minuti grazie a un servizio di droni operativo in un distretto commerciale di Guangzhou, nella Cina meridionale. (XINHUA/ITALPRESS)
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Tra le luci della prima alba del 2026, piazza Tian’anmen a Pechino ha ospitato una grandiosa cerimonia nazionale di alzabandiera. (XINHUA/ITALPRESS)
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(Fonte video: Xinhua)
Wuhan, nella Cina centrale, ha illuminato la notte con uno spettacolare show di luci per accogliere il nuovo anno. Da una suggestiva sinfonia di luci e musica ai monumenti simbolo avvolti da onde di colore, la città si è animata in una radiosa celebrazione del 2026. (XINHUA/ITALPRESS)
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(Fonte video: Xinhua)
Nella contea di Changting, in Cina, è in corso un campo invernale volto a promuovere lo scambio culturale e la consapevolezza storica tra giovani degli Stati Uniti e della Cina. La delegazione statunitense, guidata da un discendente dei Flying Tigers, ha preso parte a una serie di attività culturali insieme a studenti cinesi. (XINHUA/ITALPRESS)
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(Fonte video: Xinhua)
La Cina sta accogliendo un numero crescente di visitatori stranieri mentre continua ad ampliare la sua politica di esenzione dal visto. Dai siti culturali ai vivaci paesaggi urbani, dall’ospitalità calorosa alla comodità dei viaggi, il Paese lascia un’impressione duratura e ispira il desiderio di tornare. (XINHUA/ITALPRESS)
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(Fonte video: Xinhua)
L’Harbin Ice-Snow World sta attirando visitatori da tutto il mondo, contribuendo al boom dell’economia del ghiaccio e della neve nella Cina nordorientale. (XINHUA/ITALPRESS)
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(Fonte video: Xinhua)
GENOVA (ITALPRESS) – Con un video pubblicato sui suoi canali social, la sindaca di Genova Silvia Salis ha rivolto gli auguri alla Città e ai cittadini per il prossimo anno. “Si chiude un anno di grandi cambiamenti per la nostra città – ha evidenziato Salis – Abbiamo scelto la trasparenza come metodo di governo: assumerci la responsabilità anche di decisioni non popolari, ma governare dicendo ogni giorno le cose come stanno e lavorando ogni giorno per farle migliorare. Questa è la prima fine anno da sindaca, esserlo è un onore e una grande responsabilità che porto avanti ogni giorno con la massima responsabilità e determinazione. Il calore che sento mi dà la forza per andare avanti con coraggio. Vi auguro un 2026 in cui Genova sappia rispondere ai vostri desideri e alle vostre aspettative. Vi assicuro che lavoreremo ogni giorno seguendo l’esortazione del papa che ci ha chiesto di diventare maestri del bene comune. Buon 2026, insieme”, ha concluso.
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(Fonte video: Profilo Facebook Silvia Salis)
Un gruppo di pupazzi di neve dal design creativo è comparso in varie zone di Harbin, aggiungendo fascino al paesaggio invernale della città e attirando residenti e visitatori che si fermano per scattare fotografie. (XINHUA/ITALPRESS)
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(Fonte video: Xinhua)
di Stefano Vaccara
NEW YORK (ITALPRESS) – New York ha salutato il 2026 con energia elettrica piena di attesa. Pochi minuti dopo la discesa della sfera di Times Square, Zohran Mamdani, 34 anni, è diventato ufficialmente sindaco della città più importante degli Stati Uniti. Primo musulmano, dichiaratamente socialista: una combinazione che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata impensabile, oggi è realtà. La sua inaugurazione notturna, potentissima nei simboli, si è svolta sotto la città, in una stazione della metropolitana abbandonata accanto a City Hall. Un luogo che racconta l’idea di New York come infrastruttura pubblica, come promessa collettiva. Accanto a lui c’era la giovane moglie Rama Duwaji, di origine siriana, ormai simbolo di una New York multietnica che rivendica senza paura la propria identità culturale e religiosa, in aperto contrasto con il vento MAGA dell’omologazione e dell’esclusione. A prestargli giuramento è stata Letitia James (la procuratrice che Trump vuole processare per averlo incriminato), mentre Mamdani posava la mano su due Corani, uno appartenuto al nonno, l’altro ad Arthur Schomburg, un omaggio alla storia afroamericana. Dieci minuti appena. Ma un passaggio lungo una generazione.
Oggi all’una è in programma la cerimonia di insediamento a City Hall, davanti a una folla stimata di oltre 40 mila sostenitori. L’evento si terrà all’aperto e vedrà la partecipazione di numerosi ospiti e volti noti del mondo politico, culturale e dello spettacolo. Un appuntamento che si preannuncia molto partecipato e ad alta visibilità pubblica. A portare Mamdani al potere della città più importante del mondo è stata soprattutto una valanga di giovani. Under 30, studenti, precari, riders, first-time voters. Ragazze e ragazzi che non si erano mai riconosciuti e quindi non avevano partecipato alla politica cittadina e che hanno deciso di entrarci di peso, spinti da una parola chiave: accessibilità. Case troppo care, trasporti inefficienti, servizi impossibili. Mamdani ha parlato la loro lingua, sui social e per strada, senza mediazioni. E loro lo hanno portato al potere. Ora però viene la parte più difficile. Quella generazione che lo ha eletto è entusiasta, ma anche esigente. Non ha pazienza infinita né fedeltà automatiche. Può passare rapidamente dall’energia alla delusione, dall’impegno al disincanto. Se Mamdani vorrà restare a lungo alla guida di New York dovrà dimostrare, molto presto, di saper trasformare il linguaggio della speranza in risultati concreti.
Le sfide sono enormi: un apparato amministrativo gigantesco, una città segnata da disuguaglianze profonde, tensioni politiche e identitarie fortissime. E un’agenda ambiziosa che richiede risorse, alleanze, compromessi. Non basteranno più gli slogan. Eppure, in quella notte sotterranea, New York sembrava ricordare a sé stessa perché esiste: perché ogni tanto osa. Al punto di affidarsi a una generazione nuova, e seppur consapevole che il rischio è alto, l’immobilismo lo sarebbe stato ancora di più. Mamdani incarna la sfida di entrare nel futuro senza lasciare indietro nessuno. Ora dovrà dimostrare di saper reggere questa enorme responsabilità.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – Un incendio ha causato 47 morti accertati finora e circa cento feriti in una stazione sciistica di Crans Montana, nel cantone vallese della Svizzera.
“Purtroppo ci sono italiani coinvolti”, ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a “Tg4 Diario del Giorno”. “Noi abbiamo al momento una dozzina di italiani, 12-15, ricoverati negli ospedali nella Svizzera e una quindicina circa di dispersi”. “L’ospedale di Niguarda – aggiunge – sta per accogliere tre feriti gravi. L’ospedale di Novara è a disposizione, la solidarietà italiana non è mancata. Siamo vicini al popolo svizzero ma ci siamo anche vicini a tutti gli italiani che in questo momento stanno vivendo attimi di disperazione”.
“Purtroppo è una tragedia di dimensioni enormi, qua sono aumentati i morti, adesso siamo arrivati a 47 accertati, quindi temo che la situazione sia veramente orribile”, ha aggiunto. “Noi stiamo vicini ai nostri connazionali – aggiunge -, ho parlato personalmente con familiari di ragazzi che non si trovano, ragazzi feriti. Stiamo dando il massimo dell’assistenza. Il governo sta seguendo” la vicenda, “ho parlato più volte con il Presidente del Consiglio che sta seguendo anche lei personalmente”.
-foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).