venerdì, Aprile 4, 2025
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Isabella Rauti alle celebrazioni a Napoli per il decreto di venerabilità di Salvo D’Acquisto

NAPOLI (ITALPRESS) – Il Sottosegretario di Stato alla Difesa, Senatrice Isabella Rauti, ha partecipato oggi, a Napoli, alle celebrazioni per il decreto di venerabilità del Vice Brigadiere Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria Salvo D’Acquisto, accompagnata dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Generale di Corpo D’Armata Salvatore Luongo. Il 23 settembre del 1943, il giovanissimo Carabiniere – facente funzioni di Maresciallo della caserma di Palidoro (Roma) – ha sacrificato la sua vita per salvare ventidue civili da una rappresaglia tedesca. Per questo atto eroico, il 25 febbraio scorso, con decreto è stato dichiarato “Venerabile” da Papa Francesco “a riconoscimento del suo straordinario sacrificio ed esempio di fedeltà e altruismo”. La città natale del Vice Brigadiere ha reso omaggio al Venerabile nella Basilica di Santa Chiara, dove dal 1986 riposano le sue spoglie , con una solenne Messa e con lo scoprimento di una lapide con la scritta al “Venerabile Servo di Dio”.

“Oggi abbiamo celebrato il Vice Brigadiere ed il venerabile Salvo D’Acquisto, uno dei tanti eroici esempi che la storia ci ha regalato: persone in uniforme disposte a sacrificare la loro vita per gli altri. Un eroe caro alla memoria collettiva come servitore della Patria e della comunità umana a lui affidata in quel momento storico. Una figura simbolo molto amata, non soltanto dall’Arma dei Carabinieri ma vera icona popolare”, ha evidenziato il Sottosegretario a margine della cerimonia.

Le celebrazioni si sono concluse con la deposizione della Corona d’alloro al moderno monumento dedicato a Salvo d’Acquisto ed inaugurato il 21 marzo del 1971 “a sottolineare che oggi Napoli ha celebrato un suo figlio, la cui memoria è sempre viva e radicata nella città”, ha dichiarato la Senatrice.

– foto Segreteria del Sottosegretario di Stato alla Difesa Senatrice Isabella Rauti –

(ITALPRESS).

L’Egitto celebra l’ottantesimo anniversario della Lega degli Stati arabi

IL CAIRO (EGITTO) (ITALPRESS) – La Repubblica araba d’Egitto celebra l’80° anniversario della fondazione della Lega degli Stati arabi, un’organizzazione regionale che incarna l’unità e la cooperazione tra le nazioni arabe fin dalla sua fondazione al Cairo il 22 marzo 1945. In questa occasione, il Ministero degli Affari Esteri egiziano esprime il suo orgoglio per il ruolo storico svolto dall’Egitto nella nascita e nell’ospitalità della sede centrale della Lega. Fin dalla sua creazione, questa istituzione ha fornito un quadro essenziale per rafforzare la cooperazione tra i paesi arabi in vari ambiti, tra cui quello politico, economico, sociale e culturale.

Questa commemorazione rappresenta anche un’opportunità per l’Egitto di elogiare gli sforzi compiuti dalla Lega degli Stati Arabi nel difendere gli interessi arabi e nel coordinare i suoi membri di fronte alle sfide regionali e internazionali. L’organizzazione ha svolto un ruolo centrale nel sostenere cause importanti nel mondo arabo e continua a impegnarsi per un’azione collettiva più incisiva. L’Egitto ribadisce così il suo impegno nei confronti della cooperazione araba e il suo incrollabile sostegno alle iniziative volte ad affrontare le attuali sfide del mondo arabo.

Il Paese sottolinea inoltre l’importanza di intensificare gli sforzi verso una più profonda integrazione economica e politica tra gli Stati membri. Verso una cooperazione araba rafforzata Mentre il mondo arabo si trova ad affrontare sfide sempre più complesse, l’Egitto sottolinea la necessità di unire le forze per affrontare tali sfide e promuovere la stabilità e lo sviluppo nella regione. Il Paese ribadisce il suo impegno nei confronti dei principi fondanti della Lega e incoraggia un dialogo costruttivo tra i suoi membri per un’azione collettiva efficace. In questa data simbolica, il Cairo ricorda il suo impegno storico per l’unità araba ed esprime la speranza che la Lega degli Stati arabi continui a svolgere il suo ruolo di catalizzatore per la cooperazione e la comprensione tra le nazioni del mondo arabo.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Corte dei Conti, Schifani “Chiederemo di applicare lo Statuto siciliano”

PALERMO (ITALPRESS) – “Nello Statuto siciliano vigente è previsto all’articolo 23 che le sezioni della Corte dei Conti vengano nominate di concerto con il governo regionale. Questa norma costituzionale è vigente e non è stata mai rispettata”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana e del Consiglio Nazionale di Forza Italia Renato Schifani, intervenuto alla convention “La riforma della giustizia di Forza Italia”, al teatro Politeama Garibaldi a Palermo.

“Nessun mio predecessore ha mai invocato l’applicazione di questo articolo. Strano. Sapete perché? Io non lo so, non voglio fare polemica su 60 anni di storia, ma l’articolo c’è – ha aggiunto -. Non voglio essere frainteso, non rivendico questo diritto perché sono stato controllato. Per me le porte sono aperte h24. Ma questa è una prerogativa prevista dallo Statuto siciliano che evidentemente i nostri padri costituenti siciliani, con la condivisione del parlamento nazionale, vollero a garanzia di una procedura che non condizionava le decisioni della Corte dei Conti. I costituenti siciliani dissero che le sezioni della Corte dei Conti vanno condivise con il Governo regionale”.

“Questa mancata applicazione è un’anomalia, non apriremo conflitti ma ne parleremo nelle dovute sedi. Non esiste l’abolizione di una norma per desuetudine, e questo articolo non è incompatibile con l’articolo 104 della Costituzione. Cercheremo di far valere in maniera serena, pacata ma decisa, questo nostro diritto. La nostra è anche una battaglia per l’identità”, ha precisato.

“Siamo pronti, non abbiamo scheletri nell’armadio, siamo pronti a rispondere a tutti i controlli sulla nostra azione amministrativa e di governo. Certo, in momenti di emergenza ci saremmo attesi un dialogo che non c’è stato, anzi c’è stato un atto ispettivo al quale abbiamo risposto, ci siamo messi a disposizione perché siamo uomini dello Stato e abbiamo il senso delle istituzioni nel nostro Dna – ha spiegato ancora Schifani -. Ma quando il Parlamento discute di riformare alcuni organismi come l’azione della Corte dei Conti va rispettato, non va contrastato, non va combattuto se si invadono certe prerogative che magari sono mal esercitate o non sono più attuali. Noi non vogliamo mettere in discussione l’indipendenza della Corte, ma quando alcune iniziative determinano delle disfunzioni del nostro sistema istituzionale è giusto che la popolazione, attraverso i parlamentari vi ponga rimedio”.

“Se subiamo la pervasività della Corte dei conti, che ha aperto un’indagine nel pieno della crisi idrica di quest’estate con 20 milioni già destinati alla Sicilia dal Consiglio dei ministri, mi chiedo dove sia la leale collaborazione tra enti dello Stato – ha detto il presidente della Regione –. È come se una casa andasse a fuoco e i pompieri anziché buttare acqua buttassero petrolio o benzina. Quando è entrato in vigore il Pnrr il governo ha fatto benissimo a prevedere limitazioni dei poteri invasivi della Corte dei conti, perché in quel modo il ministro Fitto non poteva lavorare: è evidente che il sistema va un attimo rimodulato e confido che in Parlamento vi possa essere un approfondimento”.

Schifani ha ricordato che “a livello nazionale si è posto il tema dell’invasività della Corte dei Conti nell’esercizio dei controlli preventivi. Lo prevede l’articolo 100 della Costituzione, però abbiamo la sensazione di vivere una realtà in Sicilia estremamente complessa e delicata. Dopo pochi mesi dal mio insediamento la Corte dei Conti, sezione consultiva, con un provvedimento anziché riconoscere la validità di un decreto legislativo che consentiva la spalmatura di un dsavanzo pregresso, non nostro, in 10 anni, ci ha detto no, ha rifiutato il rendiconto – ha sottolineato il governatore -. Se non avessi avuto una norma che mi aiutava mi sarei dovuto dimettere. Sosteneva la Corte dei Conti che il decreto legislativo che veniva applicato non poteva essere operativo in quella fattispecie perché ci voleva la norma del Parlamento. Come se il decreto legislativo non fosse norma primaria. Questo è stato il mio primo impatto, ho vissuto due mesi terribili, ma grazie al governo Meloni, al vicepresidente Tajani, al ministro Giorgetti, abbiamo potuto spalmare quel disavanzo. Ci ha aiutato il governo nazionale, e voglio ricordare che quel disavanzo l’abbiamo azzerato”.

– foto IPA Agency –

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Unione Europea, il 68% dei consumatori si fida della sicurezza dei prodotti

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – La Commissione europea ha presentato il quadro di valutazione 2025 delle condizioni dei consumatori, mostrando che il 68% degli europei confida nella sicurezza dei prodotti e il 70% ritiene rispettati i propri diritti.

Tuttavia, il rapporto evidenzia persistenti minacce online, tra cui truffe, recensioni false e pubblicità ingannevoli. I dati saranno al centro di discussioni con gli Stati membri, associazioni e imprese per definire l’Agenda dei consumatori 2025-2030 e la normativa sull’equità digitale.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Grotte di Sant’Angelo, riaperto al pubblico scrigno delle meraviglie

COSENZA (ITALPRESS) – Un vero e proprio giorno storico non solo per la comunità cassanese ma per tutta la Regione: le Grotte di Sant’Angelo tornano finalmente accessibili e fruibili al grande pubblico, restituendo alla collettività un bene di inestimabile valore storico, archeologico e naturalistico.

Alla cerimonia, moderata dal giornalista Mimmo Petroni, hanno preso parte il sindaco di Cassano All’Ionio, Giovanni Papasso, l’assessore con delega al centro storico, Sara Russo, il presidente del Centro Regionale di SpeleologiaEnzo De Medici”, Felice La Rocca, la soprintendente ABAP di Cosenza, Paola Aurino, tante autorità istituzionali, civili, ecclesiali e militari ed esperti del settore tra cui il Capitano dei Carabinieri della Compagnia di Cassano Michele Ornelli, il Colonnello del Gruppo della Guardia di Finanza di Sibari Giuseppe Maniglio, il Comandante della Capitaneria di Porto di Corigliano Francesco Esposito e l’Architetto Anna Aiello, comandante della Polizia locale cassanese oltre a tanti cittadini e persone intervenute per celebrare l’evento e rivedere le Grotte profondamente rinnovate.

L’evento, infatti, segna un nuovo capitolo nella valorizzazione del patrimonio locale: le Grotte di Sant’Angelo rappresentano uno dei siti speleologici più affascinanti della Calabria e dell’Italia intera, con testimonianze che spaziano dalla preistoria all’epoca medievale.
Queste grotte – ha sottolineato a tal proposito il professore La Roccasi sviluppano per oltre 3.500 metri su più livelli altitudinali attraverso ampie e profonde fratture presenti nella roccia. Tra 7.000 e 3.500 anni fa gli ambienti sotterranei sono stati ripetutamente utilizzati dall’uomo, che ha lasciato numerose testimonianze del proprio passaggio. Se le aree d’ingresso palesano tracce di insediamenti per finalità residenziali, in profondità emerge l’uso sepolcrale e cultuale di numerose condotte e sale, alcune delle quali molto estese. Le grotte, ricche di formazioni stalatto-stalagmitiche, possiedono alcuni rami con abbondanti depositi di gesso microcristallino, sfruttato in età storica come materiale per  l’edilizia”.

Una importanza dal punto di vista storico, archeologico e paesaggistico sottolineato anche dalla Soprintendente Aurino che ha raccontato di essere venuta a Cassano insieme a tutto l’ufficio per “la valenza paesaggistica rilevante” e per “l’emozione personale di studiosa di Preistoria di formazione visto che tutti noi abbiamo lavorato su queste sequenze stratigrafiche e cronoculturali dal Neolitico medio fino all’età del bronzo che si trovano in Grotte di questo tipo sottolineando come si sia in un’epoca precedenti anche all’antica Sibari”.

Un lavoro lungo ed elaborato quello programmato dall’amministrazione Papasso per riportarle a nuova vita che è emerso dagli interventi sia del primo cittadino che dell’assessore Russo: sul sito, infatti, sono stati effettuati due interventi: uno di 950 mila euro, finanziamento ministeriale, che ha riguardato la messa in sicurezza idrogeologica di tutta l’area parcheggio, di accesso al sito delle Grotte di Sant’Angelo, e del polifunzionale attraverso un sistema di palificazione che ha bloccato lo scivolamento del terreno dovuto alla paleofrana presente sotto il sito che ospita l’area di accesso, il polifunzionale e i parcheggi, e un altro che ha riguardato specificamente il complesso roccioso e le Grotte vere e proprie (compresa la costruzione di un museo che ospiterà gli antichi reperti ritrovati nel sito).

Questo ulteriore progetto, del valore di 1 milione e 900 mila euro, finanziamento regionale di cui il Comune di Cassano è stato capofila, ha coinvolto anche altri enti locali vicini e altri siti tra cui quello naturalistico della Foce del Fiume Crati. Una spesa ulteriore, infine, ha riguardato anche la risistemazione degli impianti vandalizzati da ladruncoli e incivili.

Nel suo intervento, il sindaco Giovanni Papasso ha sottolineato l’importanza di questa riapertura per la comunità: “Le Grotte di Sant’Angelo sono un simbolo della nostra identità e della nostra storia. Restituirle alla collettività significa non solo tutelare un patrimonio straordinario, ma anche creare nuove opportunità di crescita culturale e turistica per il nostro territorio. Questo è un passo fondamentale per la valorizzazione del nostro paese e per il rilancio dell’economia locale”.

– Foto Ufficio stampa Comune di Cassano All’Ionio –

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Sisto “Dialogo aperto con Anm, ma il parlamento scrive le leggi”

Sisto

PALERMO (ITALPRESS) – “Il dialogo con l’Anm è certamente fondamentale, nel rispetto delle prerogative di ciascuno: il parlamento scrive le leggi, i giudici le applicano. Un dialogo deve esserci necessariamente, fermo restando che è il parlamento a rappresentare i cittadini e non certo l’Anm”. Lo sottolinea il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, a margine della convention La riforma della giustizia di Forza Italia, al teatro Politeama Garibaldi di Palermo. “Noi agiamo secondo la Costituzione e l’articolo 111 dice con chiarezza che il processo viene fatto davanti a un giudice terzo e imparziale – prosegue Sisto, – Bisognerebbe riflettere su questo principio per comprendere come la separazione delle carriere è già di matrice costituzionale da quando è stato introdotto il processo accusatorio: il giudice non può essere un arbitro della stessa città di una delle due squadre in campo, ma deve essere equidistante. Il nostro auspicio è che l’iter parlamentare della riforma possa chiudersi entro l’estate o in autunno: c’è poi ovviamente il referendum, che è la parte più esaltante di questa riforma, perché a decidere se queste norme hanno diritto o meno a entrare in Costituzione sarà il popolo e non il parlamento. Tanti magistrati la vedono diversamente dall’Anm e quest’ultima deve stare tranquilla, perché appunto non sarà il parlamento a determinare l’ingresso della riforma in Costituzione: io penso che chi accusa e chi giudica non possono avere la stessa origine, la separazione delle carriere non è un principio scritto da Forza Italia ma scolpito nella storia del nostro paese”. xd8/vbo/mca3

A Padova identificato l’autore del furto al ‘Duca d’Aosta’

PADOVA (ITALPRESS) – È stato identificato dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Padova, l’uomo ritratto nei filmati delle telecamere di videosorveglianza del “Duca d’Aosta” di via San Fermo a Padova ed immortalato mentre commetteva un furto la notte del 9 dicembre scorso. In quella occasione l’uomo, accertato essere un serbo 50enne, era stato ripreso dal sistema di videosorveglianza nel mentre aveva infranto una delle vetrine del negozio, riuscendo ad entrare ed asportare numerose borse griffate, occhiali e accessori di marca, per un valore di circa 100.000 Euro.

La Squadra Mobile, subito dopo i fatti, aveva acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza del negozio e degli esercizi commerciali di zona da cui si notava un solo uomo vestito con un giubbotto lungo e scuro con cappuccio ed una “coppola” in testa, che poco dopo le ore 5 giungeva a piedi nei pressi del negozio con due borsoni in mano, da uno dei quali prelevava uno smerigliatore a batteria con cui si creava un varco nella vetrata della grandezza sufficiente ad accedere al negozio.

Una volta all’interno del locale in pochi secondi prelevava i pezzi più pregiati dagli scaffali fino a riempire completamente i borsoni ed uscire dal negozio allontanandosi a piedi. Proprio ricostruendo il percorso fatto da quell’uomo attraverso la visione di decine di telecamere della zona, gli investigatori lo hanno visto salire su un’auto parcheggiata a qualche centinaio di metri, dopo essersi cambiato il giubbotto ed averne indossato uno chiaro.

I successivi accertamenti hanno permesso di accertare che, come intuibile, quella non era l’auto del malfattore, né tantomeno aveva una targa italiana, ma era un’autovettura procurata ad hoc, attraverso il noleggio. Nonostante ciò, seguendo i movimenti dell’auto, gli investigatori hanno potuto ricostruirne il percorso fino all’ingresso dell’autostrada.

Altri accertamenti di carattere tecnico hanno poi consentito ai poliziotti della Squadra Mobile di ricavare altri dettagli e particolari di quella notte, che hanno fatto convergere tutti gli indizi sul soggetto denunciato nei giorni scorsi, già autore di altri furti simili in tutto il nord Italia. L’obiettivo era unico: negozi di grandi marche.

Nel corso delle indagini gli investigatori hanno avuto poi modo di verificare come la notte del 9 dicembre a Padova, proprio in quella zona ed in quel limitato arco temporale, era presente un secondo soggetto serbo. Si tratta di un uomo identificato per un 45enne , pregiudicato proprio per quel tipo di reati, commessi con lo stesso modus operandi, cioè fungendo sempre da “palo”, e giunto in città solo quella notte.

Non poteva essere certo una coincidenza e così gli investigatori, lavorando sui dati delle celle telefoniche e sulle chiamate fatte dai cellulari dei due indagati hanno potuto accertare che anche questo secondo soggetto era presente sul luogo del furto commesso nel cuore della città, con una seconda auto che, proprio in quei giorni, aveva noleggiato per muoversi separatamente dal complice e che era rimasto nelle vie limitrofe al negozio per dare l’allarme nel caso fosse intervenuta la Polizia.

I poliziotti dopo essere giunti alla identificazione degli autori del furto in danno della boutique “Duca D’Aosta“, nel prosieguo delle indagini hanno riscontrato come pochi giorni prima della loro identificazione, i due uomini serbi erano stati arrestati dalla polizia il 28 gennaio a Firenze, bloccati mentre commettevano un furto in flagranza, sempre ai danni di una boutique del centro storico del capoluogo toscano, attivi anche nella perpetrazione di altri ed analoghi furti commessi in altre Regioni e sono ancora ad oggi in stato di detenzione presso la casa circondariale della città toscana.

A seguito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Padova i due cittadini serbi sono stati indagati per il reato di furto aggravato in concorso commesso in città la notte del 9 dicembre, unitamente ad un terzo soggetto, un serbo di 60 anni, con precedenti per ricettazione e indebito utilizzo di carte di credito, che ha avuto contatti con la coppia di connazionali proprio il giorno del furto e in quelli successivi.

Gli accertamenti investigativi hanno consentito di risalire a lui come al soggetto incaricato di trasportare all’estero la merce rubata. Il giorno dopo il furto aveva infatti ricevuto dai due connazionali due valige ben chiuse con dei lucchetti che nel corso dei suoi viaggi settimanali in Serbia aveva poi trasportato con il suo furgone consegnandole ad un indirizzo fornitogli dai ladri.

Nel corso della perquisizione delegata dalla Procura della Repubblica effettuata nella mattinata di lunedì 17 marzo, gli agenti della Squadra Mobile hanno rinvenuto e sequestrato nel garage della sua abitazione in provincia di Vicenza, 250 stecche di sigarette di nazionalità serba, per un peso di oltre 60 kg complessivi, che l’uomo abitualmente trasportava illegalmente quando rientrava dal suo Paese per venderle sul mercato nero in Italia e che gli sono costate un’altra denuncia.

– Foto Ufficio stampa Polizia di Stato –

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Dosso d’argento ai Mondiali indoor di atletica, Simonelli quarto

NANCHINO (CINA) (ITALPRESS) – Zaynab Dosso è d’argento nella finale dei 60 metri femminili ai Mondiali indoor di Nanchino. L’azzurra, dopo aver conquistato il titolo europeo, è arrivata seconda alle spalle di Mujinga Kambundji per soli due centesimi (7.06 il tempo totale). Seconda medaglia internazionale nel giro di pochi giorni, Dosso ha migliorato il bronzo ottenuto a Glasgow un anno fa.

Una gara quasi perfetta, è mancata soltanto la giusta reazione in partenza: “Mi aspettavo molto da me stessa, ma nei 60 metri la partenza non perdona – ha commentato la 25enne velocista della Fiamme Azzurre – Ho sbagliato e ho pagato, però allo stesso tempo sono molto orgogliosa del mio percorso: se penso a tre anni fa, non mi sarei mai aspettata di vincere una medaglia e oggi sono quasi delusa per l’argento, mi fa strano. Volevo quest’oro, per me e per l’Italia, e continuerò a lavorare. In semifinale avevo sbagliato la partenza, poi in finale mi sono detta di mettermi sui blocchi tardi, lo starter ci ha tenuto comunque tanto e mi sono un pò distratta. E’ stato difficile correre rilassata, ma sono contenta di non aver mollato. Per me è un punto di partenza per la stagione all’aperto”.

A un passo dalla medaglia Lorenzo Simonelli, nei 60m ostacoli l’azzurro è arrivato quarto in 7.60. Buon risultato per l’atleta dell’Esercito che non è riuscito a bissare la medaglia d’argento di un anno fa nel Regno Unito: a vincere è stato lo statunitense Grant Holloway in 7.42, argento al francese Wilhem Belocian (7.54) e bronzo al cinese Liu Junxi con 7.55. Solito dominio nel salto con l’asta per Armand Duplantis, al terzo titolo mondiale consecutivo nell’indoor. Lo svedese, medaglia d’oro a Parigi, ha vinto a Nanchino con la misura di 6.15, secondo il greco Emmanouil Karalis (6.05m), terzo lo statunitense Sam Kendricks (5.80).

Domani si chiude definitivamente il programma: Giada Carmassi e Elisa Maria Di Lazzaro saranno impegnate nelle batterie dei 60m ostacoli, Idea Pieroni gareggerà nel salto in alto. Leonardo Fabbri e Zane Weir tenteranno l’impresa nel getto del peso, speranza di medaglia anche per Mattia Furlani, argento ai campionati europei di Apeldoorn.

– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

Gasparri”Si può rispettare sofferenza Spinelli e non sposare pensiero”

PALERMO (ITALPRESS) – “Bisogna rispettare la storia dei perseguitati dal fascismo, da Gramsci a Spinelli fino a tanti altri soggetti incarcerati o mandati al confino nelle isole, ma rispettare la sofferenza di chi è stato discriminato ingiustamente non vuol dire condividere tutto ciò che ha detto e scritto”. Lo afferma il capogruppo di FI al Senato Maurizio Gasparri, a margine della convention La riforma della giustizia di Forza Italia, al teatro Politeama Garibaldi di Palermo. “Nel manifesto di Ventotene, che alcuni citano con analfabetismo politico senza averlo letto, si parla dell’abolizione della proprietà privata o di forme di dittatura socialista – continua Gasparri -. Si può rispettare la sofferenza di Spinelli senza sposarne il pensiero: la parte sulle prospettive europee è condivisibile, ma vanno distinte le persecuzioni dalla condivisione di tutto quello che è stato scritto e detto”. xd8/vbo/mca1

Giorgetti “Dazi e criptovalute sono delle armi economiche”

BERGAMO (ITALPRESS) – “Stiamo vivendo un periodo di grande incertezza politica ed economica, segnato da conflitti armati diffusi e minacce tecnologiche sempre più incombenti. Ma anche di guerre commerciali e finanziarie decisamente aggressive attraverso l’utilizzo di Dazi e criptovalute. Strumenti usati come delle vere e proprie “armi economiche”, in grado di ridefinire gli equilibri e le dinamiche finanziarie e commerciali globali, ma che stanno anche influenzando profondamente la politica mondiale”.

Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel suo intervento al giuramento degli allievi ufficiali della Guardia di Finanza a Bergamo. “Imporre dazi su determinati beni non è più solo una misura per difendere l’economia nazionale e regolare le relazioni commerciali tra Paesi, ma una vera e propria leva che condiziona le politiche internazionali”, ha aggiunto.

“Le criptovalute stanno emergendo come una forza economica per certi versi dirompente. La loro capacità di operare al di fuori dei tradizionali circuiti bancari e di sfidare la centralità delle valute sovrane sta portando a nuove forme di indipendenza economica – ha poi spiegato il ministro -. La crescente diffusione delle monete digitali mette sotto pressione i tradizionali meccanismi di controllo economico e politico, aprendo nuove frontiere per gli scambi finanziari, ma anche per finanziare attività non sempre lecite”, ha aggiunto Giorgetti, per il quale “tariffe doganali e monete virtuali in modo diverso ma altrettanto efficace sono mezzi che condizionano non solo l’economia ma anche la politica internazionale”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)