mercoledì, Luglio 8, 2026
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Tragedia di Crans-Montana, al Niguarda di Milano 6 feriti in terapia intensiva. 3 sono in condizioni critiche

MILANO (ITALPRESS) – “Si confermano 11 pazienti accolti all’Ospedale Niguarda di Milano. Quasi tutti i feriti hanno 15-16 anni, fatta eccezione per una donna di 29 anni e una donna di 55. L’estensione delle loro ustioni (di II e III grado) varia dal 10% a oltre il 50%, coinvolge arti, dorso e volto, e per diversi di loro sono presenti danni importanti a livello polmonare causati dalle inalazioni, che richiedono un’assistenza meccanica alla respirazione. Sei pazienti sono ricoverati in Terapia Intensiva e sono considerati in condizioni particolarmente serie: necessitano di maggiori cure per il controllo delle infezioni (tipiche in un quadro di gravi ustioni), per il sostegno al funzionamento degli organi e dal punto di vista metabolico. Tre di questi sei sono considerati in condizioni particolarmente critiche. Tutti i pazienti sono sedati e in prognosi riservata, ed è prematuro considerarli fuori pericolo”. Lo rendono noto dall’ospedale milanese, aggiornano sulle condizioni di salute dei feriti giunti in seguito alla tragedia a Crans Montana in Svizzera.

I percorsi di assistenza clinica e di cure intensive che ciascuno di loro sta affrontando sono lunghi e complessi, e richiederanno come minimo diverse settimane. Le sale operatorie di Niguarda sono costantemente attive per procedere con i diversi interventi chirurgici necessari, mentre è garantito il continuo e costante supporto degli anestesisti e rianimatori. Niguarda rimane a disposizione per prendere in carico un ulteriore paziente attualmente ricoverato a Zurigo, al momento considerato non trasportabile, così come per dare supporto e assistenza ad ulteriori feriti”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Giubileo, monsignor Fisichella “Roma ha saputo essere accogliente”. Mattarella sarà presente alla chiusura della Porta Santa

ROMA (ITALPRESS) – “Domani alle 9:30 Papa Leone XIV chiuderà la Porta Santa della Basilica di San Pietro. Sarà presente il Presidente della Repubblica Italiana, oltre alle varie autorità civili e militari, con una massiccia partecipazione dei fedeli. Con un gesto tanto semplice quanto simbolico, con la chiusura dell’ultima porta santa, si chiude il Giubileo ordinario del 2025”. Così Monsignor Rino Fisichella, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, alla conferenza stampa sul bilancio del Giubileo.

“Roma, secondo la sua vocazione, ha saputo essere accogliente e ha espresso il volto di una città sicura, dove i vari servizi dai trasporti alla sanità hanno funzionato per il bene della città, dei pellegrini e dei turisti che non sono mancati. Tutto questo ha permesso di verificare che la presenza dei pellegrini non ha tolto nulla a nessuno”, ha aggiunto.

“Il mondo intero è giunto a Roma, sono arrivati pellegrini da ben 185 Paesi. La città è stata sotto i riflettori della stampa internazionale per un anno intero, vincendo comunque la sua sfida. Sono giunti a Roma partecipando a tutti gli eventi giubilari 33.475.369 pellegrini. Le previsioni di 31,7 milioni fatte prima dell’inizio dell’anno santo sono state egregiamente superate: a partire dal mese di maggio c’è stato un picco di presenze inaspettato, ma sempre gestito con molta attenzione”, ha spiegato.

“Il temuto pericolo paventato da alcuni, che la presenza dei pellegrini avrebbe fatto diminuire i turisti o cancellato altri importanti eventi, è stato pienamente smentito dai risultati ottenuti su tutti i fronti. Il Giubileo non è stato un investimento a perdere, è stato piuttosto un volàno che ha incrementato e svilupperà nel futuro una crescita generale, aggiungendo valore alle infrastrutture che rimangono a beneficio della città di Roma e dell’Italia”, ha concluso.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

La Barba al Palo – Il serenissimo Mr. Chivu

ROMA (ITALPRESS) – Il direttore editoriale di Italpress, Italo Cucci, analizza l’ultima giornata della Serie A con un focus sul tecnico dell’Inter capolista, Cristian Chivu.

ic/gm/gtr

Manchester United, ufficiale: esonerato il tecnico Amorim

MANCHESTER (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Il Manchester United ha esonerato il tecnico portoghese Ruben Amorim. Lo ha reso noto la società inglese con una nota.

“Ruben Amorim ha lasciato il suo ruolo di allenatore del Manchester United” si legge nella nota del Manutd. “Ruben era stato nominato a novembre 2024 e ha guidato la squadra fino alla finale di Europa League a Bilbao a maggio. Con il Manchester United sesto in Premier League, la dirigenza del club ha preso la decisione che è il momento giusto per cambiare. Questo darà alla squadra la migliore possibilità di ottenere la più alta posizione possibile in Premier League. Il club desidera ringraziare Ruben per il contributo al club e gli augura il meglio per il futuro. Darren Fletcher guiderà la squadra contro il Burnley mercoledì”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Tumori dell’esofago e dello stomaco, i principali fattori di rischio

MILANO (ITALPRESS) – I tumori dell’esofago e dello stomaco sono caratterizzati da sintomi che spesso si manifestano tardi: l’evoluzione della malattia e le possibilità di cura dipendono molto dallo stadio alla diagnosi. Si calcola che in Italia ogni anno ci siano 12mila nuovi casi di tumore dello stomaco e circa 3mila casi di tumori dell’esofago: negli ultimi decenni le tecniche chirurgiche si sono molto evolute ma l’approccio migliore rimane quello multidisciplinare, che combina secondo le diverse necessità chirurgia, oncologia e radioterapia. Fondamentale è la diagnosi precoce, che rappresenta il fattore più determinante per migliorare la prognosi e offrire reali possibilità di guarigione. “Negli ultimi trent’anni in Italia c’è stata una grande evoluzione nel modo e nella quantità in cui si manifestano i tumori dello stomaco e dell’esofago: come numero sono abbastanza stabili o comunque in leggero aumento, dopo un periodo in cui i tumori dello stomaco erano apparsi in calo”, ha dichiarato Carlo Castoro, responsabile dell’Unità operativa di Chirurgia generale esofago gastrica presso l’istituto clinico Humanitas di Rozzano, intervistato da Marco Klinger per Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress.

fsc/gtr

Arrestato latitante brasiliano a Torino, deve scontare 20 anni per violenza sessuale

TORINO (ITALPRESS) – La Polizia di Stato ha arrestato un brasiliano naturalizzato italiano, di 41 anni, latitante da tempo e ricercato in ambito internazionale per violenze sessuali consumate nel Paese di origine in danno di minore. La cattura è stata eseguita dai poliziotti delal Squadra Mobile di Torino su segnalazione ed impulso del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia che ha veicolato una richiesta in tal senso dell’Autorità Giudiziaria brasiliana. Sul ricercato pende una condanna a 20 anni di reclusione inflitta dal Tribunale Penale del distretto di San Paolo per il reato di “stupro di persone vulnerabili”. I continui abusi sessuali – commessi in Brasile – e, nello specifico, tra le mura di abitazioni familiari comuni, si sono protratti per un arco di tempo che va dal 2012 al 2018. L’uomo aveva approfittato del rapporto di parentela con i genitori delle vittime che, in più occasioni, gli avevano affidato le bambine.

La localizzazione del latitante è il risultato di una complessa attività info-investigativa sviluppata nell’ambito del Progetto “Wanted”, promosso e coordinato dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato anche in collaborazione con il Servizio Cooperazione Internazionale di Polizia, che ha visto impegnata la Squadra Mobile di Torino in mirate iniziative di ricerca. Così, all’esito di servizi di pedinamento e appostamento, ottenuta la certezza dell’identità del latitante, nel pomeriggio del 30 dicembre si è deciso di intervenire bloccando l’uomo nel parcheggio di un supermercato nel comune di Cuorgnè (TO). A seguito dell’arresto, il ricercato è stato accompagnato nel carcere di Ivrea a disposizione della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Torino competente per la prossima procedura estradizionale di consegna al Brasile. L’Autorità Giudiziaria ha convalidato l’arresto disponendo per il latitante la custodia cautelare in carcere.

– foto di repertorio Polizia di Stato –

(ITALPRESS).

Tumori dell’esofago e dello stomaco, la diagnosi precoce è fondamentale

MILANO (ITALPRESS) – I tumori dell’esofago e dello stomaco sono caratterizzati da sintomi che spesso si manifestano tardi: l’evoluzione della malattia e le possibilità di cura dipendono molto dallo stadio alla diagnosi. Si calcola che in Italia ogni anno ci siano 12mila nuovi casi di tumore dello stomaco e circa 3mila casi di tumori dell’esofago: negli ultimi decenni le tecniche chirurgiche si sono molto evolute ma l’approccio migliore rimane quello multidisciplinare, che combina secondo le diverse necessità chirurgia, oncologia e radioterapia. Fondamentale è la diagnosi precoce, che rappresenta il fattore più determinante per migliorare la prognosi e offrire reali possibilità di guarigione. “Negli ultimi trent’anni in Italia c’è stata una grande evoluzione nel modo e nella quantità in cui si manifestano i tumori dello stomaco e dell’esofago: come numero sono abbastanza stabili o comunque in leggero aumento, dopo un periodo in cui i tumori dello stomaco erano apparsi in calo”, ha dichiarato Carlo Castoro, responsabile dell’Unità operativa di Chirurgia generale esofago gastrica presso l’istituto clinico Humanitas di Rozzano, intervistato da Marco Klinger per Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress.

Inoltre, rispetto a trent’anni fa, “è interessante notare come sia proprio cambiata la sede di questi tumori: all’inizio riguardavano la parte alta, ovvero l’esofago toracico o cervicale, e avevano come fattori di rischio principali fumo e alcol, poi si sono trasformati in tumori che nascono nella parte inferiore dell’esofago e legati ad alimentazione, obesità o reflusso. Nell’esofago si manifestano con un sintomo preciso che è la disfagia, ovvero la difficoltà a far progredire il boccone che deglutiamo: questo, soprattutto nelle persone di una certa età, all’inizio viene considerato come un segno di nervosismo, agitazione o ansia e a volte richiede un po’ di tempo per essere diagnosticato. La ricorrenza di questi sintomi non andrebbe sottovalutata: l’esame principale per individuare questi tumori è l’endoscopia”.

Castoro si sofferma poi sugli interventi per contrastare i tumori a cominciare da quello all’esofago, che “percorre tre regioni del corpo: gli interventi che lo riguardano sono complessi, perché toccano tutti i distretti corporei. I principi di tale intervento sono la rimozione di una sufficiente lunghezza di esofago sano oltre alla parte malata, per ragioni di sicurezza, e di tutti quei linfonodi presenti attorno all’organo malato: le tecniche che usiamo sono soprattutto mini invasive, per favorire una ripresa rapida, e la maggior parte delle operazioni viene compiuta in laparoscopia, toracoscopia o chirurgia robotica. Siamo passati da interventi solo aperti, in cui per togliere la malattia si facevano grandi tagli all’altezza del torace o dell’addome, ad altri mini invasivi ma non per questo minori: la tecnica robotica invece è molto accurata in alcuni distretti corporei come la parte alta del torace, dove l’esofago è attaccato alla trachea, al pericardio e al polmone”.

L’ultima riflessione riguarda il cambio di passo registrato negli ultimi tempi per quanto riguarda l’efficienza degli interventi da un lato, delle tecnologie dall’altro: “Anche nella chirurgia gastrica abbiamo assistito a un’evoluzione simile e quasi sempre l’intervento viene preceduto da una terapia oncologica, che oggi è molto più efficace rispetto al passato: significa che arriviamo a operare pazienti che hanno già fatto un’operazione farmacologica spesso personalizzata. Per quanto riguarda lo stomaco, la frontiera oggi è tentare di conservare una parte dell’organo ove possibile, minimizzando la mutilazione funzionale che dopo un intervento simile è inevitabile: ci sono pazienti molto selezionati in cui tecnologie nuove, come la navigazione del linfonodo sentinella, possono aiutarci a essere molto più precisi”.

– foto tratta da video Medicina Top –

(ITALPRESS).

Ranking Atp, nuovo record per l’Italtennis: per la prima volta 4 azzurri in top-24

ROMA (ITALPRESS) – Nuovo primato per l’Italia con le prime classifiche Atp del nuovo anno 2026. Luciano Darderi migliora il suo best ranking e sale alla posizione numero 24, alle spalle di Jannik Sinner (2), Lorenzo Musetti (che risale al numero 7) e Flavio Cobolli (22). Ci sono così quattro azzurri tra i primi 24 del mondo nel ranking ATP in singolare: da quando esiste la classifica computerizzata, non era mai successo. Nella prima classifica del nuovo anno, in cui i giocatori non possono più conteggiare i punti ottenuti nel 2025 in United Cup, a Brisbane e Hong Kong (il circuito era iniziato una settimana prima), troviamo cinque italiani in Top 40 e otto in Top 100. Hanno guadagnato posizioni Lorenzo Sonego (39, +1), Matteo Berrettini (55, +1) e Mattia Bellucci (73, +3); fermo alla posizione numero 61 Matteo Arnaldi, che si è cancellato dal torneo di Brisbane dopo essere stato ripescato come lucky loser. Alle loro spalle da segnalare il nuovo best ranking di Francesco Maestrelli (137, +3), nonostante l’eliminazione al primo turno delle qualificazioni a Hong Kong.

Guardando nel complesso alla classifica ATP di questa settimana, in Top 10 Taylor Fritz ha perso tre posizioni ed è scivolato alla numero 9, scavalcato dall’australiano Alex De Minaur, da Musetti e dallo statunitense Ben Shelton. Tra i primi 50 festeggiano il best ranking questa settimana lo statunitense Learner Tien (26, +2), il francese Arthur Rinderknech (27, +2) e il tedesco Daniel Altmaier (44, +2), avversario designato di Arnaldi al primo turno a Brisbane prima del forfait dell’azzurro.

Questa la top ten della nuova classifica Atp:

1. Jannik Sinner (Ita) 12.050 (–)
2. Carlos Alcaraz (Esp) 11.500 (–)
3. Alexander Zverev (Ger) 5.105 (–)
4. Novak Djokovic (Srb) 4.780 (–)
5. Felix Auger-Aliassime (Can) 4.190 (–)
6. Alex De Minaur (Aus) 4.080 (+1)
7. Lorenzo Musetti (Ita) 3.990 (+1)
8. Ben Shelton (Usa) 3.960 (+1)
9. Taylor Fritz (Usa) 3.840 (-3)
10. Jack Draper (Gbr) 2.990 (–)

Così gli altri italiani:

22. Flavio Cobolli 1.995 (–)
24. Luciano Darderi 1.579 (+1)
39. Lorenzo Sonego 1.240 (+1)
55. Matteo Berrettini 945 (+1)
61. Matteo Arnaldi 858 (–)
73. Mattia Bellucci 758 (+3)
105. Luca Nardi 599 (+2)
137. Francesco Maestrelli 439 (+2)
139. Andrea Pellegrino 438 (+2)
140. Francesco Passaro 436 (-2)

PAOLINI NUMERO 8 DEL MONDO AL FEMMINILE

L’Italtennis femminile inizia l’anno 2026 con due azzurre tra le prime cento. Leader tricolore è ancora Jasmine Paolini: la 29enne di Bagni di Lucca è sempre all’ottavo posto. Alle sue spalle, guadagna due posizioni Elisabetta Cocciaretto, ora numero 81, mentre recupera tre posti Lucia Bronzetti, uscita a fine ottobre scorso dalla top cento: la romagnola è numero 105. Risale cinque gradini anche Lucrezia Stefanini, ora al numero 136. Fa sei passi avanti Nuria Brancaccio, ora al numero 161: la 25enne di Torre del Greco precede Silvia Ambrosio, che recupera quattro posizioni e risale al numero 213. Tre posti più su rispetto a sette giorni fa per Camilla Rosatello, ora al numero 215, mentre alle sue spalle guadagna quattro posizioni anche Jessica Pieri, al numero 226. Fa quattro passi avanti la giovanissima Tyra Caterina Grant: la 17enne romana è ora numero 234. Infine guadagna sei posizioni Lisa Pigato, ora numero 271, che inizia il nuovo anno firmando il “best” e chiude la top-ten italiana.

Al comando del ranking c’è sempre Aryna Sabalenka, per la sessantaquattresima settimana consecutiva (la 72esima complessiva: lo era stata già dall’11 settembre al 5 novembre 2023): la 27enne di Minsk, premiata a Riyadh come numero uno del 2025, mantiene 2.312 punti di vantaggio su Iga Swiatek, la 24enne di Varsavia, ex regina del tennis mondiale, che aveva perso la leadership ad ottobre del 2024 dopo 125 settimane complessive (le ultime 50 consecutive). Sul terzo gradino del podio irrompe la statunitense Amanda Anisimova – staccata di 1.891 dalla polacca – che firma il “best”. La 24enne di Freehold scavalca la connazionale Coco Gauff, quarta, che si vede sottrarre i punti della vittoria in United Cup dello scorso anno. Stabile in quinta posizione la nuova “maestra” Elena Ribakina: alle spalle della kazaka c’è Jessica Pegula, sesta. Subito dietro alla 31enne di Buffalo c’è la quarta statunitense nell’élite mondiale, Madison Keys, in settima posizione con soli 99 punti di vantaggio su Jasmine Paolini, ottava. Stabile al nono posto la 18enne russa Mirra Andreeva, staccata di 111 punti dall’azzurra: posizione invariata anche per l’altra russa Ekaterina Alexandrova, decima, che conferma il “best” e chiude l’élite mondiale.

Questa la top ten della nuova classifica Wta:

1. Aryna Sabalenka (Blr) 10.490 (–)
2. Iga Swiatek (Pol) 8.178 (–)
3. Amanda Anisimova (Usa) 6.287 (+1)
4. Coco Gauff (Usa) 6.273 (-1)
5. Elena Rybakina (Kaz) 5.850 (–)
6. Jessica Pegula (Usa) 5.583 (–)
7. Madison Keys (Usa) 4.335 (–)
8. Jasmine Paolini (Ita) 4.236 (–)
9. Mirra Andreeva (Rus) 4.125 (–)
10. Ekaterina Alexandrova (Rus) 3.375 (–)

Così le altre italiane:

81. Elisabetta Cocciaretto 837 (+2)
105. Lucia Bronzetti 739 (+3)
136. Lucrezia Stefanini 518 (+5)
161. Nuria Brancaccio 430 (+6)
213. Silvia Ambrosio 336 (+4)
215. Camilla Rosatello 333 (+3)
226. Jessica Pieri 318 (+4)
234. Tyra Caterina Grant 309 (+4)
266. Lisa Pigato 257 (+6)

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).